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        <title>Partito Democratico </title>
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            <title><![CDATA[La narrazione della Formazione Politica]]></title>
            <description><![CDATA[Anteprima dell'ebook che uscirà nelle prossime settimane<br><p><span style="text-align: justify;">Il racconto della Formazione Politica del Partito Democratico, un itinerario lungo ormai cinque anni e punteggiato da numerose tappe, è la storia di quattromila giovani, ragazze e ragazzi di tutt'Italia, che abbiamo ascoltato e che ci hanno ascoltato, in un intenso dialogo che ha consentito di crescere e di arricchirsi, da una parte e dall'altra della “cattedra”. Sono giovani che hanno voluto e saputo mettere in comune e a confronto le loro esperienze. Che hanno costantemente tenuto a mantenersi in contatto tra loro e con noi, in un corale lavoro di ricerca e di sperimentazione teso a imprimere nuovo impulso, rinnovata dignità e rispettata funzione civile alla politica come militanza e come dedizione a tempo pieno.<br></span><span style="text-align: justify;">E’ questo l’incipit di un ebook che stiamo preparando e che sarà pronto nelle prossime settimane. Si tratta di una narrazione dell’esperienza collettiva del Dipartimento di Formazione Politica. Il rinnovamento vero della politica passa per una “cura” profonda della classe dirigente, per la “fatica” della costruzione e la “bellezza” dell’impegno, della partecipazione e della competenza. Il Partito Democratico che si candida alla guida del nostro Paese, lo sta realizzando. E’ questo un altro indice di serietà e di affidabilità da spendere anche in questi ultimissimi giorni di campagna elettorale.<br></span><span style="text-align: justify;"><br>Annamaria Parente</span></p>
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            <pubDate>Wed, 20 Feb 2013 11:42:00 +0000</pubDate>
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            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/247302/laboratori-di-partecipazione.htm</link>
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            <title><![CDATA[Laboratori di partecipazione]]></title>
            <description><![CDATA[Un percorso di formazione dove decine di ragazze e ragazzi si confronteranno, per tutto il 2013, sul tema della partecipazione alla vita politica e sociale del Paese.<br><p style="text-align: justify;">
	<span style="text-align: start;">Dalla collaborazione tra Giovani democratici e dipartimento Formazione Politica del Pd nasce “Laboratori di partecipazione”, un percorso di formazione dove decine di ragazze e ragazzi si confronteranno, per tutto il 2013, sul tema della partecipazione alla vita politica e sociale del Paese. “Il corso si articolerà lungo due linee principali – afferma Annamaria Parente, responsabile Formazione Politica del Pd - Da una parte il decentramento delle iniziative, con una particolare attenzione al legame con i territori. Dall'altra, un processo di formazione permanente dove i partecipanti saranno stimolati a fornire feedback e a sviluppare uno spirito critico riguardo ai temi trattati. Non saranno semplici lezioni frontali, ma veri e propri laboratori di partecipazione dove i giovani assumeranno il ruolo di protagonisti in un progetto che, al termine, troverà sintesi e sviluppo nella pubblicazione degli atti e dei contributi dei partecipanti in un quaderno”.<br>
	</span><span style="text-align: start;">“Questo vuole essere un contributo concreto dei Giovani democratici - &nbsp;aggiunge Mattia Zunino, responsabile Formazione Gd - per affrontare con competenza e serietà la sfida di diventare classe dirigente all’interno del partito e del Paese”.</span></p>
<p class="Modulovuoto" style="margin: 0cm 0cm 13pt;">
	<b>Annamaria Parente<br>
	</b>Segreteria Nazionale Pd – Responsabile Formazione Politica</p>
<p>
	<b>Mattia Zunino</b><br>
	Responsabile Formazione Giovani Democratici</p>]]></description>
            
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            <pubDate>Wed, 05 Dec 2012 10:02:00 +0000</pubDate>
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        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/246656/la-mappa-dei-laboratori-territoriali-di-finalmente-sud.htm</link>
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            <title><![CDATA[La mappa dei laboratori territoriali di Finalmente Sud]]></title>
            <description><![CDATA[Sabato 17 novembre Finalmente Sud  ha "occupato" 92 territori del mezzogiorno con i nomi, i cognomi e i contenuti  di coloro che sono stati protagonisti di quella giornata.<br><p>Sabato 17 novembre Finalmente Sud &nbsp;ha "occupato" 92 territori del mezzogiorno con i nomi, i cognomi e i contenuti &nbsp;di coloro che sono stati protagonisti di quella giornata.<br>Abbiamo disegnato una nuova mappa geografica, tematica e politica fatta di luoghi, persone e temi con lo sguardo costante al mondo, all'Europa e al Mediterraneo. È una vera rivoluzione dirigente!<br>Di seguito la mappa dei laboratori:<br><a href="http://elearning.partitodemocratico.it/jlms/scorms/FinalmenteSud/laboratori/default.htm"><b>link</b></a></p>
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            <pubDate>Wed, 21 Nov 2012 14:39:00 +0000</pubDate>
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            <title><![CDATA[Finalmente Sud Day]]></title>
            <description><![CDATA[Giornata di mobilitazione nella città di Bari a un anno dal progetto di formazione politica del Partito Democratico "Finalmente Sud".<br>]]></description>
            
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            <pubDate>Mon, 19 Nov 2012 16:39:00 +0000</pubDate>
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            <title><![CDATA[Giovani, nuovo patrimonio del Partito democratico]]></title>
            <description><![CDATA[Bari 17 Novembre 2012<br><!--[if gte mso 9]><xml>
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	Carissime ragazze e ragazzi di Finalmente Sud,<br>
	è passato un anno dall'inizio del nostro percorso di formazione&nbsp; a Napoli quando eravate&nbsp; in 2000 in una sala in cui si respirava entusiasmo, speranza, voglia di impegno. I vostri cuori erano pieni di aspettative, ma&nbsp; anche di&nbsp; incertezze&nbsp; per&nbsp; la riuscita di un'azione così unica ed innovativa, anche per il nostro stesso partito. Noi sentivamo, con il segretario Bersani,&nbsp; una responsabilità grande.&nbsp; Una responsabilitá grande perchê quando si vuole cambiare veramente, bisogna mettere in gioco&nbsp;&nbsp; fiducia e prospettiva, entrare veramente nelle realtá con l'intento di trasformarle per il bene comune, essere capaci di immaginare e costruire il futuro insieme, studiare, approfondire per capire ed agire.<br>
	Oggi, a distanza di un anno, siamo molto sereni. Si sono dissipate preoccupazioni e scetticismi.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perchè, nonostante le difficoltà di un momento storico difficilissimo per l'Italia e per la nostra Europa, noi siamo qui, dentro un partito politico,&nbsp; ad "occupare" 92 territori del Sud, con i vostri nomi, cognomi e volti e i nostri contenuti.&nbsp;&nbsp; E per ribadire che noi intendiamo ripartire da voi, giovani&nbsp; del Sud&nbsp; per la riscossa dell'Italia!<br>
	Abbiamo disegnato una nuova mappa geografica, tematica e politica&nbsp; fatta di luoghi, persone e temi con lo sguardo costante al mondo, all'Europa e al Mediterraneo.&nbsp;&nbsp; È una vera rivoluzione dirigente!<br>
	Oggi,&nbsp; se nei vostri laboratori ci sono almeno altre 10 partecipanti , al momento siamo collegati attraverso un bellisssimo "abbraccio virtuale" con&nbsp; 900&nbsp; persone,&nbsp; ma sappiamo che ognuno di voi&nbsp; ha&nbsp;&nbsp;&nbsp; almeno altri 10 amici&nbsp; con cui condividere le vostre iniziative locali. Quindi la nostra piazza è di 9000 ragazze e ragazzi&nbsp; impegnati nel processo.<br>
	La Rete è la potenza del nostro Progetto.&nbsp; Una Rete che parte dai territori dove voi vivete, che ha creato tra voi comunità locali, provinciali, regionali, che si è ingrandita attraverso lo scambio nel nostro portale, creato ad hoc per voi.&nbsp;&nbsp; Sono nate relazioni personali e telematiche.&nbsp; Siamo un partito contemporaneo, figlio del nostro tempo!<br>
	Innovazione è un altro punto di forza di Finalmente Sud.&nbsp; Siamo qui collegati via web per una mobilitazione così capillare per dire anche&nbsp;&nbsp; che va superato il Digital Divide per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno. È un investimento prioritario per il nostro paese.&nbsp; Ragazzi avete trovato difficoltà di collegamento nei vostri territori, intere zone del paese non hanno connessione, ma dobbiamo risolvere questo scarto.&nbsp; È uno dei temi della nostra formazione e assolutamente prioritario per una nuova generazione politica.<br>
	Sguardo lungo e profondo é il nostro approccio formativo e politico. Siamo partiti dalle vostre priorità, dai temi che voi stessi avete scelto, dal ciclo dei rifiuti,&nbsp; al lavoro, dai trasporti, dalla sanità, al recupero dei centri&nbsp; storici, all'energia, dai beni culturali allo sviluppo imprenditoriale.&nbsp;&nbsp; Li abbiamo affrontati sviscerandoli, studiando, inquadrandoli in contesti europei ed internazionali.&nbsp;&nbsp; Consapevoli tutti noi, i nostri esperti, i nostri tutor che nessuna di queste tematiche può&nbsp;&nbsp; essere più affrontata come prima.&nbsp; In un'epoca di grandi cambiamenti , in cui l'Occidente non è più il cuore geopolitico ed economico del mondo, va pensato il futuro, costruito un nuovo modello di sviluppo.<br>
	E quindi&nbsp; l'altro vero rinnovamento di vedute del progetto Finalmente Sud è che noi mettiamo&nbsp; al centro&nbsp; il Mezzogiorno, incastonato nel Mediterraneo, per far&nbsp; crescere l'Italia&nbsp; e l'Europa.&nbsp;&nbsp; E quanta fatica per costruire&nbsp; insieme a voi la formazione sui paesi dell'altra&nbsp; sponda del Mediterraneo e sulle politiche euromediterranee!&nbsp; Ma questa è la vostra missione, il nostro orizzonte!<br>Ed infine oggi presentiamo anche&nbsp; la nuova mappa cognitiva&nbsp; di Finalmente Sud.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una mappa cognitiva di un percorso di formazione politica serve ad orientarsi, a sistematizzare conoscenze ed esperienze sulla base di una visione del mondo, dei nostri valori e programmi. É un lavoro immane, ma entusiasmante,&nbsp; in continuo aggiornamento, di formazione continua. Siamo partiti dalla&nbsp; storia, poi la geopolitica, per passare alle politiche principali fino&nbsp; arrivare alle alleanze per lo sviluppo.&nbsp; Abbiamo immaginato&nbsp; un percorso.Anche questa&nbsp; è un' assoluta novità nel panorama politico e della scena pubblica.&nbsp; In un mondo in cui siamo "bombardati" da informazioni, servono orientamento e conoscenza vera.<br>Ecco. Questa giornata vuole essere una prima sintesi del lavoro.&nbsp; Bersani a Napoli diceva "giovani voi siate i ricostruttori".&nbsp;&nbsp;&nbsp; Possiamo dire con orgoglio che, a distanza di un anno, ormai siete voi i protagonisti.&nbsp; Vi siete assunti la responsabilità del cambiamento. La responsabilità di essere e sentirvi una nuova classe dirigente diffusa, competente, appassionata. <br>
	Siamo in piena campagna per le primarie.&nbsp; Qualsiasi cosa accada, il racconto individuale e collettivo dell'esperienza di Finalmente&nbsp; Sud è un patrimonio del Partito Democratico,&nbsp; é processo autentico, innovativo, originale.&nbsp;&nbsp; Questo è il nostro pd!&nbsp; Sfidiamo chiunque, dico chiunque sul terreno del rinnovamento!<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
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            <author>Annamaria Parente</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Sun, 18 Nov 2012 10:37:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
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            <title><![CDATA[«Finalmente Sud Day» Domani si parte da qui]]></title>
            <description><![CDATA[Saranno 92 i laboratori dislocati in tutto il mezzogiorno che si collegheranno, domani in occasione del «Finalmente Sud Day», con Bari e con il segretario Bersani, per raccontare la nuova mappa, non solo geografica, ma soprattutto tematica e politica di un nuovo Sud per far crescere l'Italia.<br><p><i>di Annamaria Parente</i><br><br><div style="text-align: justify;">Saranno 92 i laboratori dislocati in tutto il mezzogiorno che si collegheranno, domani in occasione del «Finalmente Sud Day», con Bari e con il segretario Bersani, per raccontare la nuova mappa, non solo geografica, ma soprattutto tematica e politica di un nuovo Sud per far crescere l'Italia. È questa la restituzione del percorso di formazione politica di Finalmente Sud, il progetto del Partito Democratico indirizzato a 2000 ragazze e ragazzi del Mezzogiorno. Un percorso compiuto dai nostri giovani in questo primo anno, che da Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia Sicilia, in piccoli e grandi presidi territoriali, partecipano in diretta in collegamento web, in un «abbraccio virtuale», ai lavori della giornata in un confronto alla pari. Noi crediamo, infatti, che proprio dal Mezzogiorno si debba partire. L'aver scelto questa formula telematica è un segnale politico. Il Pd anche nella Carta di Intenti è consapevole della necessità di affrontare con forza la questione del Digital Divide, per superare gli ostacoli allo sviluppo. Un evento importante&nbsp;dai connotati reali e simbolici insieme. È da mesi che le nostre ragazze e i nostri ragazzi studiano, pensano, trovano soluzioni e approfondiscono le tematiche da loro individuate, condividendo competenze ed esperienze in un continuo confronto con gli esperti e i&nbsp;tutor del Dipartimento Nazionale Formazione Politica, avvalendosi del portale del progetto ( <a href="http://www.finalmentesud.it">www.finalmentesud.it</a> ) costruito per loro ad hoc. Dopo un anno, e in vista del proseguo delle attività, la storia individuale e collettiva di Finalmente Sud rappresenta di per sé un nuovo modo di fare politica, coniugando persone, luoghi e contenuti reali. Ripartiamo dal Mezzogiorno, dalle sue potenzialità e dai suoi punti di forza. In un mondo globalizzato i luoghi sono fondamentali, perché capaci di attrarre investimenti e iniziative produttive.&nbsp;Il Sud, valorizzando alcune sue vocazioni, dal turismo ai beni culturali, dall'agricoltura di qualità alle energie rinnovabili attraverso serie politiche industriali, può davvero&nbsp;essere attore dello sviluppo e raddrizzare quel «piano inclinato», teorizzato dall'economista Duglass North, e diventando così competitivo nell'economia mondiale. I temi&nbsp;e le questioni non si possono più affrontare in modo localistico, periferico e circoscritto, ma devono essere trattati tenendo bene in mente che il Mezzogiorno è oggi al centro di un processo di evoluzione geopolitica che lo spinge ad affacciarsi con coraggio alla sponda sud del Mediterraneo. Ed è in nome di questa capacità ampia di visione e di pensiero lungo, che abbiamo interpretato i luoghi del Sud come aperti al mondo, all'Europa e al Mediterraneo.&nbsp;Andiamo nella direzione di una nuova politica fatta da individui che incarnano un «nuova umanità», un'umanità capace di coniugare la visione ampia con le questioni concrete&nbsp;e contingenti della realtà, di declinare la dimensione globale con quella locale, di pensare il cambiamento e di perseguirlo con determinazione, moralità e responsabilità. Non solo quindi «facce nuove», come invece recita lo stantio tormentone dell'attuale dibattito pubblico, ma sostanza. I ragazzi che vediamo nel manifesto dell'iniziativa Finalmente Sud Day sono i nodi reali di una rete, individui in un collettivo. E qui la vera rivoluzione di Finalmente Sud. Un antidoto ai mali del nostro tempo, all'individualismo, all'autoreferenzialità, al populismo. Se questa rivoluzione viene attuata da un partito politico, come il Pd, c'è da andarne fieri, soprattutto in un'epoca di sfiducia e smarrimento. Anche noi abbiamo temuto di scontrarci con un muro di rassegnazione, di ripiegamento su se stessi, di scarsa attitudine a mettersi in gioco, invece stiamo lavorando&nbsp;con giovani straordinari carichi di passione, voglia di fare e di disegnare il loro futuro. Tutti parlano oggi dello «spazio da dare ai giovani», con Finalmente Sud noi pensiamo invece che siano i «giovani a costruire lo spazio comune» in cui esercitare la buona politica. Molti di loro sono già classe dirigente essendo amministratori locali, responsabili di partito, della nostra giovanile e di associazioni di impegno civile, tanti saranno il futuro del nostro Paese. A pochi giorni dalle primarie, grande prova di democrazia per noi e per l'Italia, questo patrimonio di formazione per la selezione di una classe dirigente diffusa, competente e consapevole è la dote del Pd e di chi le vincerà. Certamente il senso vero del percorso sta nelle parole pronunciate da Bersani a Napoli in occasione della giornata&nbsp;di inaugurazione di Finalmente Sud«Giovani, voi siate ricostruttori!». Rinnovamento reale non di facciata, e in questo senso questo progetto di formazione politica ne rappresenta&nbsp;un pezzo importante.</div><br><i>fonte: <a href="http://www.unita.it">l'Unità</a></i></p>
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            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Fri, 16 Nov 2012 11:11:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/246342/finalmente-sud-day.htm</link>
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            <title><![CDATA[Finalmente Sud Day]]></title>
            <description><![CDATA[Si è svolta a Bari, il 17 novembre 2012, la giornata di mobilitazione territoriale Finalmente Sud Day! 
Le ragazze e i ragazzi di Finalmente Sud, presenti in sala o in collegamento web, si sono confrontati con il segretario del PD, Pier Luigi Bersani e con le altre personalità intellettuali e politiche che hanno preso parte alla giornata, sulle criticità emerse durante il lavoro nei laboratori. 
Innovazione, rete, azione politica sui territori, cooperazione, protagonismo dei giovani, mobilitazione per il cambiamento, conoscenza, sono alcuni dei temi emersi.
<br><p></p><div style="text-align: justify;">Cos'è <i>Finalmente Sud</i>?</div><div style="text-align: justify;"><br></div><i><div style="text-align: justify;"><i>Finalmente sud </i>è un progetto di formazione politica rivolto a 2000 giovani del mezzogiorno.</div></i><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Avviato nel 2011 con una prima giornata di mobilitazione che ha avuto luogo a Napoli, è un'esperienza innovativa, unica nel panorama italiano e internazionale, per il rinnovamento della classe dirigente. Finalmente Sud costruisce un sistema permanente di formazione continua per sperimentare un modello efficace di avvicinamento alla politica.&nbsp;</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b style="font-weight: bold;">92 laboratori</b> dislocati nei territori di Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia, nei quali le ragazze e i ragazzi lavorano su temi specifici scelti da loro stessi: energia, ambiente, rifiuti, lavoro, sicurezza, legalità, imprenditoria, trasporti, sanità cooperazione e sviluppo, Mediterraneo, beni culturali, centri storici.</div><div style="font-weight: bold; text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b style="font-weight: bold;"><a href="http://www.finalmentesud.it">Un portale web</a></b><b>&nbsp;</b>ideato ad hoc per consentire l'approfondimento tematico e lo&nbsp; scambio fra i giovani impegnati in questo percorso, paziente e profondo, di conoscenza, consapevolezza e impegno.<a href="http://www.finalmentesud.it"><br></a></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b style="font-weight: bold;">Appuntamenti periodici</b> in giornate di mobilitazione (<i>Finalmente Sud day!</i>), come quella svoltasi a Bari.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><i><div style="text-align: justify;"><i>Attraverso lo sguardo dei giovani di Finalmente Sud avremo una nuova e originale lettura del Mezzogiorno, libera da stereotipi e pregiudizi. Una visione collettiva di una nuova classe dirigente, nuovo patrimonio del Partito Democratico. </i>(Annamaria Parente, responsabile della formazione politica del PD)</div></i><p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
	<i>&nbsp;</i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
	<o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
	<o:p>&nbsp;</o:p></p>
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            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Wed, 14 Nov 2012 16:42:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/245001/la-formazione-a-distanza-per-la-legalit.htm</link>
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            <title><![CDATA[La formazione a distanza per la legalità]]></title>
            <description><![CDATA[La nostra piattaforma di formazione a distanza (FAD) si arricchisce di un nuovo corso: "Mafie e riciclaggio” <br><p>
	In questo momento in cui la crisi economica e finanziaria ha scoperto i lati oscuri di una certa politica e di precisi sistemi economici, spesso complici del malaffare e della illecita gestione del denaro pubblico, riteniamo assolutamente opportuno l’approfondimento che la Formazione a Distanza del Partito Democratico propone sul tema mafie e riciclaggio. Chi accede alla formazione politica oggi, domani potrà essere classe dirigente ed è per questo che la conoscenza, senza pregiudizi, della portata di questo problema è più che mai necessaria. Il riciclaggio del denaro sporco è una questione che non appartiene più solo ad un dato luogo fisico e culturale, come a qualcuno piace credere, ma pervade in una sua peculiare spinta alla globalizzazione il nostro Paese in senso longitudinale, annidandosi con spiazzante efficienza anche in insospettabili capitali europee e internazionali della finanza. Immergersi in questo corso multimediale dal titolo “Mafie e riciclaggio”, liberamente tratto dal libro del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso “Soldi Sporchi”, è come aprire il vaso di Pandora della conoscenza, e guardarci dentro può essere davvero sconcertante.&nbsp;</p>
<div>
	Il tema del riciclaggio è estremamente attuale e il Partito Democratico, anche attraverso questo corso, sottolinea la gravità e la dimensione del problema che si può affrontare solo con una visione globale e complessiva di questa piaga sociale. La politica vera e responsabile, infatti, deve sfidare la cultura dell'individualismo, della mercificazione di tutto, del guadagno per il guadagno, dello scarso senso di responsabilità individuale e collettiva.&nbsp;</div>
<div>
	L’invito quindi è di non sottovalutare la potenza del fenomeno. Fa una certa impressione scorrere i seguenti dati: la corruzione nel nostro Paese vale 50/60 miliardi di euro, l'evasione fiscale ammonta a 120 miliardi, il giro di denaro della criminalità organizzata è pari a 200 miliardi.&nbsp;</div>
<div>
	Il tema è più che mai attuale e richiede una grande azione di sensibilizzazione proprio in questi giorni in cui il Decreto Legge anticorruzione deve esser approvato in Parlamento.</div>
<div>
	&nbsp; &nbsp;<br>
	Link correlati:</div>
<div>
	•<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span><a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/228398/il-prezzo-dellillegalit.htm">“Il Prezzo dell’illegalità” di Annamaria Parente<br>
	</a>•<a href="http://elearning.partitodemocratico.it/jlms/scorms/mafie_e_riciclaggio/motore/start.htm"><span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span>Spot del Corso “Mafie e riciclaggio”</a></div>
<div>
	•&nbsp;<a href="http://elearning.partitodemocratico.it/index.php?option=com_joomla_lms&amp;task=courses&amp;Itemid=2">Iscriviti al corso</a></div>
<div>
	<br>
	&nbsp;</div>
]]></description>
            
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            <category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
            <pubDate>Wed, 17 Oct 2012 13:52:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/243520/la-costruzione-delle-opinioni-politiche-partiti-e-media.htm</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.partitodemocratico.it/doc/243520/la-costruzione-delle-opinioni-politiche-partiti-e-media.htm</guid>
            <title><![CDATA[La costruzione delle opinioni politiche: partiti e media]]></title>
            <description><![CDATA[La terza giornata dei lavori della Scuola di Formazione di Cortona 2012 con gli interventi di Giancarlo Bosetti, Raffaele Fiengo, Stefano Di Traglia e Paolo Peluffo<br><b>Il pluralismo nel servizio pubblico, una scoperta da fare</b>
<b>Giancarlo Bosetti</b>

Il pluralismo culturale è un fenomeno americano che nasce negli anni 30. Oggi è un elemento che viene esorcizzato dai politici europei che lo vogliono identificare nel multiculturalismo ovvero come uno spauracchio dove inserire tutti i fallimenti politici nei confronti dei processi migratori. 
Il pluralismo non è mai un fenomeno spontaneo ma deve essere sempre organizzato. Il pluralismo politico è alla base dei sistemi democratici ed essenziale per la loro esistenza in contrapposizione con i sistemi totalitarii.

Il problema dell'affermazione del pluralismo è aperto da decenni: fisiologicamente parlando, ci sono delle gravi difficoltà per l'intero sistema. Le debolezze strutturali radicate nel sistema di formazione del servizio pubblico sono evidenziate soprattutto dalla diffusione dei giornali quotidiani: molto sotto le 10 copie per abitante. Un dato drammatico per l'editoria che viene in parte bilanciato dalla diffusione dei giornali sul web.

In Italia è la tv generalista ad avere, ancora, il primato nella formazione dell'opinione pubblica. È sulla pubblicità che la tv generalista ha messo le basi del suo monopolio. La patologia tutta italiana si evidenzia nei dati di entrate pubblicitarie che vanno tutte verso Rai e Mediaset lasciando briciole ai piccoli concorrenti (57% contro la media mondiale pari a 36%). Di contro i periodici invece sono in una crisi nera nelle entrate della pubblicità.

Come si distribuiscono le preferenze politiche attraverso la Tv generalista? Anche qui attraverso un'altra anomalia tutta italiana, ovvero il sistema delle lottizzazioni. Il monopolio delle tv generò fino all'epoca di Bernabei alla Rai un sistema pluralistico di visibilità dei partiti politici. E in questa ripartizione dei canali (che pone il controllo politico attraverso la lottizzazione) che i partiti, compresi quelli di sinistra, si trovarono a loro agio. Si realizzò quindi un fenomeno di pluralismo esterno che si caratterizzò, e tutt'ora si caratterizza, anche nei mezzi di informazione sulla carta stampata. La patologia italiana sta proprio nella estremizzazione del pluralismo esterno nel servizio pubblico.

La destra italiana è ancora legata ad un solo proprietario e non può e non vuole sfilarsi da questo sistema. La sinistra invece ha il compito e la possibilità di rompere la logica spartitoria. Anche se prima ne traeva beneficio, la sinistra oggi non può sottrarsi dalla responsabilità di eliminare la mostruosità della lottizzazione e del monopolio commerciale. Il Pd per primo deve abbandonare quella concezione di Rai e del suo controllo che identifica il pluralismo come rappresentazione della composizione parlamentare.<b>

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“I meccanismi dell’informazione, la formazione dell’opinione pubblica e le insufficienze del sistema Italia”
Raffaele Fiengo</b> 

"Lo schema teorico dello studioso Buorgie, rappresenta per noi uno dei punti alti dei meccanismi delle società evolute, ovvero l'evoluzione di tre concetti: la proprietà; il menagement;  pubblicità e marketing. Il tema invece che tratteremo più da vicino è il ruolo del direttore di giornale e dei giornalisti, che concernono la proprietà dei mezzi di informazione, che non è mai chiarissima, ma conta molto fin dai tempi del dopo guerra. 

Con il passare degli anni, il campo di forze politiche e sociali trova una sintesi proprio nella proprietà e il direttore del giornale rappresenta sempre di più una figura cardine in Italia. Il momento delle grandi famiglie come i Crispi a Milano, i Perroni a Roma via via cambia e le famiglie vengono scalzate proprio dai direttori di giornale, fin dai tempi del fascismo. Dal 1969 la figura del direttore è stata inglobata nel percorso di ricerca di autonomia da parte dei giornalisti e via via è diventata un vero e proprio istituto. E' accaduto quindi che l’informazione schierata crei l’agenda. C’è anche un altro elemento molto importante da segnalare, alcuni fenomeni importanti della nostra società, vengono trascurati. Ad esempio: la giornata “Se non ora quando”, i referendum su acqua e nucleare, il risultato delle ultime elezioni dei Sindaci: non sono stai elementi analizzati in maniera adeguata e non hanno aperto un dibattito, come in realtà avrebbero dovuto, in quanto in Italia non c’è “information act”. Le insufficienze però - ha concluso Fiengo - sono arrivate al capolinea e anche quando le leggi ci sono si creano delle lacune. E' insostenibile, collaboriamo tutti insieme a valorizzare la comunicazione".

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La comunicazione del Partito Democratico
Stefano Di Traglia</b>

Stiamo in una fase importante forse una tra le più importanti degli ultimi decenni, uno spartiacque per la voglia di cambiamento. Il 2013 non sarà l'anno della ripresa ma quello in cui si registrerà il cambio del senso di marcia. La crisi ha colpito tante persone e colpito molte speranze di futuro per i giovani. La politica deve dare una risposta senza promesse e favole. Noi punteremo molto sugli impegni, staremo pancia a terra per risolvere i problemi delle persone. 

La classe politica oggi viene percepita come inadatta a governare il paese: gestione maldestra del denaro pubblico, comportamenti sopra le righe hanno sfiduciato molti italiani. Per questo la migliore campagna di comunicazione sarà quella che dirà sono le priorità da fare: nuova legge elettorale, continuare con la formazione politica, una dieta ferrea del finanziamento pubblico a partire dalle situazioni regionali, una selezione dura dei nuovi dirigenti sono degli esempi calzanti.

In questi anni troppe volte, sia a destra, sia a sinistra, la politica si è concentrata sul “prima elezioni” con la creazione di grandi contenitori di alleanze. Oggi abbiamo capito che non è così che si risolvono i problemi perché le illusioni si sono trasformate in disillusione.

L'Italia ha bisogno di essere governata e non di miracoli. E per governare un paese servono affidabilità e credibilità. Avremo tanti impegni da mantenere soprattutto con l'Europa e sappiamo di avere gli occhi del mondo puntati su di noi. 

Invertiamo la rotta del conformismo con cui i media hanno descritto la situazione degli ultimi anni. Dal tutto va bene berlusconiamo, questo conformismo si è tramutato in ascesa e sostegno dell'antipolitica. Non è affatto così! Non tutta la politica è da buttare e noi lo stiamo dimostrando con i nostre scuole di formazione che non possono e non devono essere confuse con i vari Scilipoti di turno. Noi proviamo a fare politica con la P maiuscola. Il populismo non fa politica ma propaganda e le prime vittime sono i più deboli.

Sfatiamo i luoghi comuni, comunicazione e democrazia sono due parole che si danno la mano. La comunicazione è una risorsa per tutti. Non c’è una democrazia vera senza una comunicazione libera. Non pensiamo che esista una relazione stretta tra tecnologia e libertà ma siamo consapevoli di vivere in una piena tecno-rivoluzione dove, purtroppo, spicca l’assenza di protagonisti italiani.

Durante questa tecno-rivoluzione Rai e Mediaset hanno avuto una politica più conservatrice e oggi si trovano fuori dalla competizione internazionale. Il servizio pubblico va regolamentato e non lasciato alla attuale gestione che non è più al passo dei tempi. Per la prima volta le Olimpiadi sono state comprate da un competitor non pubblico.  L’Italia ha perso l’occasione di essere protagonista nella rivoluzione tecnologica.

Ripartiamo dall’agenda digitale e prendiamo un impegno qui da Cortona: il PD  pone come suo punto programmatico di governo quello di sconfiggere il digital divide. Lavorando in rete si possono fare cose fantastiche, basta organizzarsi per farle.

Il PD ha già raggiunto dei buoni obiettivi. Ci siamo “rimboccati le maniche” per dare una visione di responsabilità nei confronti del paese bistrattato da Berlusconi e le destre al governo. Poi abbiamo pensato di andare “Oltre” il berlusconismo. Con la caduta di Berlusconi abbiamo organizzato la grande manifestazione di Piazza San Giovanni in solo 5 giorni. Abbiamo avuto la funzione storica di responsabilità nei confronti del paese di non scegliere di andare alle elezioni sapendo che le avremmo vinte. Queste sono tutte campagne di comunicazione!

Le primarie sono comunicazione, il momento fondamentale per comunicare cosa è il PD. La voglia di partecipazione è grande perché gli italiani capiscono l’importanza del momento di cambiamento. Faremo di nuovo il porta a porta dopo la prima esperienza positiva avuta due anni fa, quindi concluderemo il percorso intrapreso con la carta d’intenti. Tutti elementi di comunicazione, elementi per raccontare chi siamo e cosa proponiamo per il bene del nostro Paese .

Il PD deve lavorare per far ritrovare coesione tra le persone. Far dare la mano agli italiani dove chi ha di più possa contribuire ad aiutare chi non ce la fa. Questo è l’obiettivo che si pone il PD.

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Chiusura dei lavori del Sottosegretario Paolo Peluffo
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“Oggi la popolazione italiana a differenza di tutti gli stati europei ha minore alfabetizzazione e tende ad invecchiare di più. Ogni cento giovani tra breve ci saranno 250 anziani. Quindi - ha notato il sottosegretario - tutte le politiche che 'chiudono', sono sbagliate, bisognerebbe puntare sulla qualità e sulla conoscenza nel nostro Paese, quando invece si registra che le copie dei giornali vendute nel territorio sono troppo poche. Anche perché - ha ribadito - noi abbiamo un problema di diffusione della conoscenza che si può definire: crisi di destinazione e crisi culturale. Non si conosce ancora il punto di equilibrio tra i nuovi media e la comunicazione. La giovane Italia di Mazzini non è ancora così lontana.... Ad esempio a Maastricht per diversi anni si ragionò e ci fu un dibattito amplissimo sulla necessità di creare un mercato comune, ma i giornali riportarono la notizia con debolezza conoscitiva, senza considerare il cambiamento". 
Peluffo ha poi portato ad esempio degli scritti di Garibaldi: “Di fronte alla grande crisi, la soluzione non può che essere una federazione, ebbene questo pensiero è valido oggi come allora. Anche la lingua italiana è un nodo da sciogliere in questo senso: in unione europea bisogna capire quale lingua sarà più importante. Non esiste la comunicazione di per se - ha detto in maniera provocatoria il Sottosegretario - ma le materie che vengono comunicate. Oggi noi non siamo in grado di controllare esattamente il processo di definizione delle politiche europee, per questo bisogna partire da due punti: multilinguismo e un servizio civile adeguato,e la federazione europea potrebbe essere la soluzione". 
Ha concluso Peluffo: "Tutte le energie del Paese dovrebbero essere concentrate sulla conoscenza intesa come attidunine sociale. I giornali dovranno avere un imput di qualità conoscitiva maggiore e per questo io sarò disponibile a dare una mano".



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            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Sun, 23 Sep 2012 10:56:00 +0000</pubDate>
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            <title><![CDATA[Politica è comunicare]]></title>
            <description><![CDATA[Sono stati invitati a discuterne e confrontarsi, tre esperti di comunicazione politica, nella seconda giornata della<i> Scuola di Politica del PD</i>, in corso a <b>Cortona</b>. <b>Donatella Della Porta</b>,<b> Guido Moltedo</b> e <b>Michele Sorice</b> hanno tenuto tre lezioni incentrate sull'evoluzione della democrazia nell'ambito della comunicazione politica, dalla "<b>Political Narrative</b>" di Moltedo, alla "<b>Web Democracy</b>" di Sorice. A seguire <b>Massimo Bernardini</b>, conduttore di Tv Talk su Rai3 e Federico Rampini<br>Nella seconda giornata della<i> Scuola di Politica del PD</i>, in corso a <b>Cortona&nbsp;</b>sono stati invitati a discutere e confrontarsi, tre esperti di comunicazione politica. <b>Donatella Della Porta</b>,<b> Guido Moltedo</b> e <b>Michele Sorice</b> hanno tenuto tre lezioni incentrate sull'evoluzione della democrazia nell'ambito della comunicazione politica, dalla "<b>Political Narrative</b>" di Moltedo, alla "<b>Web Democracy</b>" di Sorice.

<b>Quale concezione abbiamo di democrazia?</b> E’ il quesito dal quale la professoressa <b>Della Porta</b> ha introdotto la sua lezione dal titolo: “<i>Trasformazione della democrazia e comunicazione politica: sfide e opportunità</i>”. “<b>Le opportunità cambiano a seconda del concetto di democrazia che viene abbracciato</b>”, ha esordito, portando ad esempio degli studiosi e sociologi che hanno inciso profondamente nella trasformazione politica del concetto di comunicazione. “<b>Bimber</b> ha&nbsp;collegato innovazione e comunicazione, passando da interessi generali a quelli più specifici. Il concetto è che la tecnologia influenza la comunicazione politica. Posta e stampa continuano ad essere importanti oggi - ha notato Della Porta -  ma c’è un sommarsi di strumenti utilizzabili e grande varietà di uso degli stessi strumenti, come ad esempio di facebook o la televisione. 
<b>Andrea Rommel</b>, altra importante studiosa ha invece ha sottolineato che ancora oggi possiamo riscontrare diverse fasi della comunicazione politica, e del modo in cui i Partiti l’hanno usata. Propaganda casa per casa, comizi, posta, era lo stile premoderno della comunicazione - ha spiegato - e l’orientamento era  l’elettorato fedele. In seguito, dalla stampa si passa alla tv, con la pubblicità e la manipolazione del pubblico e questo stile ha implicato investimenti di capitali. L’orientamento muta ed è rivolto all’elettore fedele ma anche agli indecisi”.

<b>Il terzo modello descritto dalla professoressa Della Porta è quello post moderno</b>, con l'arrivo di internet che ha dato  la possibilità di un marketing più attento, orientandosi a gruppi specifici. L’elettore in questa fase viene visto come consumatore. L’evoluzione complessiva ci dice che non tutti i partiti vanno nella stessa direzione nella scelta dei modelli di comunicazione - ha concluso Della Porta - nella fase moderna ad esempio l'egemonia l,ha fatta la comunicazione di massa. Diversa invece, la Democrazia rappresentativa deliberativa, come quella che si esercita nelle sezioni dei Partiti, caratterizzata da una comunicazione orizzontale. Qui la comunicazione non è solo strategia, ma il luogo in cui si cercano insieme soluzioni migliori ai problemi”.<b>

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<b>Guido Moltedo</b>, giornalista che si occupa sia di politica statunitense che di quella italiana, ha tenuto una lezione sulla “<i>Political narrative</i>”, facendo un parallelo tra Italia e Stati Uniti, sull’evoluzione della comunicazione. “Prima c’era la radio, come strumento di comunicazione politica e negli Stati Uniti continua ad esserlo anche oggi. La televisione ha incrementato poi la campagna politica permanente. Nel frattempo ha perso peso la carta stampata in Italia come negli stati uniti, nell’orientamento del pubblico generale. Ogni mezzo nuovo - ha chiarito Moltedo - non sostituisce quello vecchio, ma diventa complementare. Da un certo punto però – ha evidenziato il giornalista - nel vocabolario americano è apparsa la parola ‘narrative’, che rappresenta uno spettro più ampio della parola narrazione. La difficoltà oggi sta quindi nella capacità  di incrociare la nostra narrazione dentro un discorso generale. I Partiti politici il PCI la DC erano grandi narratori ad esempio, mentre oggi. manca una narrazione condivisa.<b> Il problema non è comunicare bene delle idee, ma avere una narrazione  comune</b>. Una idea non è sempre giusta in ogni momento storico, può variare a seconda della fase storica. <b>Anche la simbologia è importante</b> – ha ribadito Moltedo – ‘ falce e martello’, sul simbolo del PCI o gli slogan come: ‘la terra ai contadini???, dimostrano che dietro alcune immagini, alcune parole, in determinate circostanze ci sta una storia, in questo caso anche affrancamento di diritti. Quando nel 1984 morì Enrico Berlinguer, l’Unità fece una copertina di Berlinguer sulla sua piccola barca a vela, con la parola addio, immagine che è rimasta storica. La stessa barca a vela invece è stata un problema per D’Alema ad esempio, bisogna dunque comprendere la consequenzialità della politica. Da ultimo – ha concluso - la parola rottamazione usata da Matteo Renzi, mi ha colpito perché evoca delle realtà terribili. Le rottamazioni delle auto ad esempio, che proliferano nelle periferie di Roma. Invece è una parola che ha aperto un racconto, una narrazione. Questa è la forza manifesta di una parola.  Quindi dobbiamo capire l’importanza delle parole e di chi le sa usare al momento giusto”. 

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<b>Michele Sorice </b>ha chiuso i lavori della seconda mattinata della Scuola di Politica, con una molto apprezzata  lezione dal titolo “<i>Fra web democracy e populismo: la rete e la sfida della democrazia deliberativa</i>”. “Uno dei grandi temi di dibattito è la querelle: se la democrazia rappresenti o meno uno strumento di incremento della partecipazione sociale. Il vero tema è se la sfera pubblica rappresentativa costituisca un luogo della democrazia o no”, ha chiarito. Ci sono alcuni elementi base che delineano la democrazia: il suffragio universale maschile e femminile; elezioni libere e continue; la possibilità dei media di aprire uno spazio politico. Ma per parlare di una democrazia compiuta oggi serve altro, anche un corretto uso del web ad esempio, che scaturisca ‘nell’attivismo del clic’, firmando cause o esprimendo plauso. 
<b>Ma l’accesso alla rete e la partecipazione reale sono due cose diverse</b> - ha notato - diverso. Significherebbe che si possono fare scelte politiche semplicemente attraverso il web (vedi il Movimento Cinque Stelle), senza il confronto diretto con i politici, ma questo in realtà non è possibile. Sono d’accordo con gli studiosi che fuggono dalla logica mediacentrica (i media responsabili di tutta la comunicazione politica), in quanto bisogna prendere in considerazione le diversità tra pubblico ed elettorato. Uno dei grandi problemi quando si parla di democrazia oggi è la web democracy, di cui parlano diversi soggetti politici, come Grillo, che non considera la rete una zona neutrale, ma la presunta illusione di una reale partecipazione. Questo - ha concluso <b>Sorice - non significa che il web non possa dare coinvolgimento e partecipazione, ma su questo delicato terreno si gioca un pezzo importante del nostro futuro</b>. Un grande PD dovrebbe pensare anche ad un futuro, offrendo speranza alla sua gente di una democrazia veramente rappresentativa. Il vuoto di un progetto genera populismo. <b>Bisogna ripensare un concetto di democrazia, bisogna rifare l’Italia</b>!”

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Sintesi dell'intervento di <b>Massimo Bernardini</b>, giornalista e conduttore televisivo di Rai3.

Siamo un Paese demente! Siamo l'unico Paese nel mondo dove la politica è sempre presente in televisione. Il corpo dei politici è presente in tv a partire dalle ore 7 del mattino e ci accompagna fino ad addormentarci la notte. E quando andiamo a letto i politici stanno ancora lì.
Già due o tre politici fanno parte di Uno Mattina e si va avanti fino ai tg dove sono i politici che fanno vedere quello che vogliono che si dica di loro.

È un'anomalia assolutamente italiana che non esiste né in Europa, né nel mondo. Nel mondo il posto della politica nei Tg è molto piccolo perché in realtà è un argomento che importa poco alle persone. In Europa la politica e la presenza dei politici nei tg nasce come strumento democratico anti-fascista in contrapposizione allo strumento totalitario che era la radio.

Ora la domanda da farsi è: perché il politico italiano pensa che senza la televisione lui non esista? Per me questo è il <i>dramma del consenso</i> e della coincidenza tra le parole consenso e televisione. La politica ha pensato sempre che andare in televisione significasse aumentare il proprio consenso. Ma i dati lo hanno e continuano a smentire questa tesi. La politica in televisione è un attore drammaturgico. Il politico genera consenso per la televisione, fa share per la Tv e non il contrario!

Ho sperato che almeno Monti incominciasse ad astenersi dal presenziare in Tv. Ma non è successo e questo ha significato che  anche il “tecnico” è stato catturato dal meccanismo che lo ha reso prigioniero.

Penso che la politica debba trovare una sua nuova verginità rispetto alla televisione. Non una posizione neutra ma neanche complice come lo è stata fino ad oggi.

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Federico Rampini: La tecnologia non ci rende più liberi 
Sintesi dell'intervento

Una buona notizia è che Obama ce la fa! Me lo avreste chiesto comunque e quindi meglio rispondere subito ad una possibile domanda. La seconda notizia è che in politica è una buona cosa essere fortunati: quindi avere un avversario scadente non è male. Il caso di Romney e della sua frase sbagliata sui poveri presa da un cittadino qualunque e messa in rete con un Iphone è un segnale inequivocabile. La terza notizia è che il 60% degli americani si dichiara diffidente nei confronti dei media.

Dagli Usa possiamo registrare quattro mega-trend che investono i media: portabilità, frammentazione, polarizzazione e disintermediazione. Qui, in questi andamenti, c'è la sintesi tra  l'evoluzione tecnologica e e quella culturale. 

1. La <b>portabilità</b> è un elemento distintivo di oggi e della velocità impressionante con cui si diffonde l'informazione. Solo nel 2008 Obama sembrava all'avanguardia per l'uso del blackberry. Oggi  negli USA i blackberry non li usa quasi più nessuno. La tendenza sposta dal personal computer agli apparecchi mobili è irrefrenabile. I desktop possono essere paragonati alle Olivetti22.
2. Il declino della televisione avviene a passi da giganti. I giovani non subiscono più passivamente l'informazione ma si creano una loro agenda personale o ne seguono una condividendola con i propri amici, le comunità. L'informazione è quindi <b>frammentata</b> e consumata a pezzetti.
3. La televisione generalista neutrale annoia. Le tv come Fox e MNSBC hanno <b>polarizzato l'informazione</b> senza che questa debba essere per forza oggettiva. L'informazione è calda, appassionata e rafforza le proprie ideologie.
4. Un fenomeno online tipicamente americano è Huffington Post con 45 milioni di contatti. Forse troppo sbilanciato nel prendere notizie altrui, ha comunque creato un modo nuovo di fare informazione attraverso i commenti dei lettori. Attraverso i commenti, i lettori parlano tra di loro in un dialogo orizzontale. L'Huffington Post ha una comunità di lettori che si sentono di pari dignità con i giornalisti e gli esperti che scrivono gli articoli. Questo è un esempio di <b>citizen journalism</b>, ovvero cittadini che diventano dirette fonti delle notizie.

L'uso della tecnologia non è considerata come un'arma assoluta. Negli Stati Uniti l'informazione è estremamente mirata. La conoscenza delle persone, degli elettori, delle loro necessità, stato sociale, età, ecc serve assolutamente per la campagna elettorale. Questo è un sforzo comune sia per i democratici, sia per i repubblicani, sebbene questi ultimi partono con un po' più di ritardo.
Non c'è nessun feticismo tecnologico, perché le tecnologie non hanno poteri liberatori. Le tecnologie sono sempre duali e chiunque se ne può impadronire! I contenuti contano di più.

<i>Foto di Fausto Fogliati
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<a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/243497/al-via-la-v-scuola-politica-del-pd-sulla-democrazia-e-comunicazione.htm">La prima giornata di lavori della Scuola politica del PD</a><a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/243496/ridisegnamo-insieme-il-profilo-nobile-della-politica.htm">
La Relazione di Annamaria Parente</a>
<a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/243510/non-pu-esserci-politica-senza-pensiero-critico.htm">L'intervento del Segretario Bersani


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            <pubDate>Sat, 22 Sep 2012 12:14:00 +0000</pubDate>
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