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        <title>Partito Democratico - Enti_locali</title>
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            <title><![CDATA[Zingaretti: "Assistenza, sanità, trasporti i cittadini subiscono i danni maggiori"]]></title>
            <description><![CDATA[Il governatore del Lazio con Vendola, Maroni e Zaia contro il patto di stabilità che penalizza le regioni<br><i>Intervista di Valentina Conte - La Repubblica</i><br>«Le ricette di austerità  a base di tagli e rigore stanno uccidendo  l’Italia. E ora di cambiare  passo se non vogliamo che  questa situazione delirante travolga  Regioni e cittadini e diventi  ancora più drammatica. Per  questo chiediamo al governo di  battere un colpo e allentare il  Patto di stabilità». Nicola Zingaretti,  presidente della regione  Lazio, si ritrova dentro un inedito  "asse contro il Patto" dei governatori,  lanciato per primo ieri  da Vendola e a cui hanno subito  aderito anche Maroni e Zaia, i  presidenti leghisti di Lombardia  e Veneto.<div><br></div><div><i>Vendola parla di "cappio al  collo", definisce il Patto di stabilità  "una condanna a morte"  perché "cieco e demenziale".   Cosa succede nelle Regioni?</i></div><div><br></div><div>«Le cifre sono impressionanti.  In sette anni, dal 2007 al 2013, le  risorse spendibili sono crollate  del 45%, da 35 a 20 miliardi. Nel  Lazio del 64%. In termini medi  pro-capite siamo passati da 836  a 390 euro. Questo significa meno  assistenza e sostegno a chi ha  bisogno, tagli alle politiche sociali  e al trasporto pubblico, sacrifici  sugli investimenti. Se non  partiamo da questi dati, non capiamo  perché la gente si toglie la  vita e cresce la disperazione».&nbsp; </div><div><br></div><div><i>Il dossier con i numeri che sostiene  la vostra protesta ha dato  vita a un "asse" politico inedito  che va da Pd a S el e alla Lega.</i></div><div><br></div><div>«Non deve stupire. Sia perché  questa battaglia per allentare il  Patto è da sempre anche la linea  di Vasco Errani che guida la Conferenza  delle Regioni e che lunedì 27 maggio ne parlerà con il  premier Letta. Sia perché la nostra  priorità sono i territori e non  i partiti».</div><div><br></div><div><i>Un segnale il governo però  l’ha dato, sbloccando i debiti  verso le imprese.</i></div><div><br></div><div>«Una boccata d’ossigeno, indubbiamente.  Servirà da volano,  nel Lazio abbiamo calcolato  l’1% di Pil aggiuntivo. Un primo  passo che invertirà la tendenza,  ma non basta».</div><div><br></div><div><i>Cosa chiedete ancora?</i></div><div><br></div><div>«Un cambio di politica economica.  Sono ore importanti, queste.  In Europa la Francia è precipitata  in recessione. In Germania,  per la prima volta, si ragiona  se proseguire ancora sulla strada  dell’ austerity. D’altro canto, dire  che le politiche fondate solo sul  rigore e senza investimenti hanno  fallito è sotto gli occhi di tutti.  Dovevano curare il malato, ma il   paziente si è aggravato».</div><div><br></div><div><i>Il governo però è alle prese  con Imu, Iva, Tares, Cig. La coperta  delle risorse è corta...</i></div><div><br></div><div>«Rispetto le priorità del governo  e la centralità data all’Imu. Ma  bisogna essere anche coscienti  del 45% in meno di spesa a disposizione  dei cittadini delle Regioni  italiane. Nel Lazio taglierò  sprechi e costi della politica per  230 milioni nel prossimo triennio.  Ma se non cambia la politica  economica questi sforzi saranno  vani. E la battaglia va fatta anche  in Europa, provando a tirare fuori  dal Patto i cofinanziamenti per  fare gli investimenti».</div><div><br></div><div><i>Come vi muoverete nelle  prossime settimane?</i></div><div><br></div><div>«Non faremo spegnere i riflettori.  E non escludiamo altre forme  di mobilitazione. Vogliamo  condizionare il dibattito e sostenere  la sfida italiana in Europa».&nbsp;</div><div><br></div><div>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/">La Repubblica</a></div>]]></description>
            
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            <author>Nicola Zingaretti</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Fri, 17 May 2013 10:20:00 +0000</pubDate>
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            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/254211/sindaco-roma-pacciotti-bene-programma-marino.htm</link>
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            <title><![CDATA[Sindaco Roma, Pacciotti: "Bene programma Marino"]]></title>
            <description><![CDATA[<br>Apprezzamento per il documento programmatico di Ignazio Marino. Come Forum Immigrazione del PD da anni siamo impegnati nel fare passare l'idea di una idea nuova e diversa di cittadinanza. Una idea inclusiva e attiva, che vede le persone impegnate nel miglioramento delle comunità di residenza, indipendentemente dalle origini. Cittadino quindi è colui che nella quotidianità contribuisce con il proprio lavoro e impegno al progresso economico , sociale e culturale della città in cui vive. Perché ciò accada gli amministratori dovrebbero promuovere politiche attive di coinvolgimento e creare luoghi di rappresentanza e confronto , creando cosi le basi perché ciascuno posso dare il proprio contributo. Creare coesione sociale non è solo bello, ma necessario.<div><br></div><div>Questa è una battaglia culturale oltre che politica che non può prescindere dall'impegno delle amministrazioni locali e dallo svilupparsi di buone prassi di convivenza civile. Nel documento programmatico di Marino l'approccio è giusto, lo "straniero" è considerato un cittadino e una risorsa su cui investire. Una visione innovativa e feconda, in netta controtendenza a quelle della precedente amministrazione, che vedeva nel "migrante" residente un ospite e neanche troppo gradito”.</div>]]></description>
            
            <author>Marco Pacciotti</author>
            <category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
            <pubDate>Mon, 13 May 2013 15:57:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/254190/roma-vita.htm</link>
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            <title><![CDATA[Roma è vita. Il programma di Ignazio Marino
]]></title>
            <description><![CDATA[<br><b>Roma cambierà, garantendo il buon funzionamento dei servizi pubblici</b>, tornando a dare attenzione alle piccole cose – una strada pulita, un autobus che arriva puntuale, uno sportello rapido ed efficiente – che incidono profondamente sulla qualità della vita.<div><br></div><div><b>Roma cambierà, garantendo il diritto a una buona scuola</b>, al cibo sano, all’acqua pubblica, alle manifestazioni culturali, alla libera pratica sportiva, all’arte, alla mobilità urbana, al passeggiare all’aria aperta, alla casa.Cambierà restituendo importanza al paesaggio e alle bellezze naturalistiche. Roma cambierà, considerando i giovani una priorità. Roma cambierà, realizzando la parità di genere e una democrazia delle pari opportunità.&nbsp;</div><div><br></div><div><b>Roma cambierà, proteggendo i diritti delle famiglie</b>.
Cambierà, diventando una città aperta ed accogliente, dove compiere scelte di vita, di amicizia, di amore senza paura. Cambierà rispondendo ai bisogni di ogni persona con politiche di welfare innovative. Roma cambierà, attraverso una strategia per il rilancio delle attività produttive, a cominciare dalle nuove tecnologie e dal contrasto all’abusivismo commerciale. Roma cambierà, puntando sulla scienza e sulla ricerca, base di partenza per le politiche di sviluppo economico e per le politiche pubbliche.</div><div><br></div><div><b>Roma cambierà, tornando a dare la meritata dignità alla sua storia, alla cultura, al suo patrimonio storico e archeologico, ai suoi musei, alle sue opere d’arte</b>. Roma cambierà, guardando verso il mare. Valorizzando il suo litorale, per avvicinarlo alla città ed inserirlo nei circuiti economici e del turismo sostenibile.</div><div><br></div><div><b>Roma cambierà, sfidando la crisi, con l’ambizione di essere metropoli europea</b>.
Roma cambierà, riacquistando l’autorevolezza che le dà il suo posto in Italia e nel Mondo, celebrando la sua storia millenaria di crocevia di popoli e di fedi. Cambierà, vestendo con orgoglio ed efficienza il suo ruolo di capitale della cristianità. Roma cambierà, costruendo un territorio metropolitano coeso e strutturato e realizzando la trasformazione istituzionale di Roma Capitale, possibile dopo il terzo e ultimo decreto attuativo, che darà a Roma più poteri e maggiori risorse. Cambiare la città e il rapporto con le Istituzioni.</div><div><br></div><div><b>Un patto per Roma tra la Regione e Roma Capitale</b>, un reale coinvolgimento dei Municipi, una positiva contrattazione con il Governo, un ruolo forte in Europa.</div><div>&nbsp;

<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/zz6c55iNLD4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe>&nbsp;
</div><div><br></div><div>La nuova fase di collaborazione tra Regione e Roma servirà a rigenerare un autentico impianto di cooperazione delle Istituzioni e gestire in modo innovativo e trasparente i processi di governo connessi al riconoscimento di Roma Capitale. <b>Occorre uscire dal provincialismo e diventare intelligenti, cogliendo le opportunità lanciate dai finanziamenti europei per lo sviluppo dei progetti di innovazione sulle smart cities.</b> La sfida dell’Europa, per Roma, vuol dire risorse, una maggiore partecipazione ai processi decisionali comunitari per intervenire sulle scelte europee che ci riguardano. <b>Roma è un brand mondiale, che dobbiamo rilanciare</b>.</div><div><br></div><div><a href="https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/Programma_MarinoSindaco.pdf">Scarica il Programma</a> &nbsp; &nbsp;- &nbsp; &nbsp;<a href="https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/PROGRAMMA_BREVE_MARINO.pdf"> Scarica la Sintesi</a></div>]]></description>
            
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            <author>Ignazio Marino</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Mon, 13 May 2013 13:53:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/254083/ignazio-marino-firma-patto-per-la-trasparenza-di-roma.htm</link>
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            <title><![CDATA[Ignazio Marino firma Patto per la Trasparenza di Roma]]></title>
            <description><![CDATA[<br>Questa mattina, in presenza di un notaio, ma soprattutto di fronte ai cittadini, Ignazio ho firmato il patto per la trasparenza.
Ho scelto di farlo simbolicamente in una struttura trasparente perché é così che sarà il comune: LA CASA DEI CITTADINI

Ecco i 10 punti:
1. Garantire la piena trasparenza sulle spese della giunta, del consiglio comunale e dei consigli municipali.

2. Rendere il bilancio comunale accessibile e comprensibile a tutti con l’applicazione OpenBilancio.

3. Istituire la centrale unica degli acquisti e pubblicare in rete tutti i dati e le spese che riguardano consulenti e fornitori.

4. Assegnare gli incarichi solo sulla base delle competenze, valutate da commissioni indipendenti e con pubblicazione on line dei curricula di chi aspira all’incarico.

5. Prevedere per tutti i bandi concorsi trasparenti, meritocratici e con standard internazionali.

6. Dare la possibilità ai cittadini di seguire l’iter delle proprie pratiche e di consultare tutti gli atti dell’amministrazione e delle aziende comunali.

7. Prevedere referendum on line, “giornate della trasparenza” e “assemblee della partecipazione” nei municipi per decidere con i cittadini le priorità per il futuro di Roma.

8. Permettere ai romani di valutare sul sito del Comune la qualità dei servizi.

9. Prediligere l’amministratore unico rispetto al consiglio di amministrazione nelle aziende municipalizzate, per ridurre le spese e garantire meglio l’interesse dei cittadini.

10. Eliminare gli sprechi e le opacità nelle aziende comunali con un nuovo regolamento degli appalti e rafforzare i poteri e le responsabilità degli organi di controllo.]]></description>
            
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            <author>Ignazio Marino</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Fri, 10 May 2013 19:28:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/254052/comune-marino-arriva-lapp-roma-vita-per-proposte-e-segnalazioni.htm</link>
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            <title><![CDATA[Comune, Marino: "Arriva l'app 'Roma è vita' per proposte e segnalazioni"]]></title>
            <description><![CDATA[<br>Arriva 'Roma è Vita', l'applicazione digitale di Ignazio Marino con cui i cittadini possono comunicare in tempo reale proposte per la città e segnalare disservizi. Scaricando l'App ogni cittadino può divenire un difensore di Roma, segnalando in soli 4 click, con testo e foto, soluzioni utili a costruire la Capitale di domani. Disponibile al momento su App Store, per trovarla basta cercare Ignazio Marino e comparirà l'applicazione Roma è Vita, che può essere scaricata gratuitamente. Una volta entrati nell'applicazione in alto a destra sono disponibili due tasti. L'occhio, che permette di visualizzare i comitati Ignazio Marino in città, le proposte programmatiche, la posizione degli eventi della sua agenda e di quelli a sostegno della sua candidatura, le proposte e le segnalazioni avanzate dai cittadini. L'icona viola invece consente di avanzare proposte o fare segnalazioni di problemi e servizi collocandole sulla mappa. Sulla parte bassa dello schermo sono presenti altri tasti con cui visualizzare le ultime news, le dichiarazioni di Marino, l'accesso rapido ai tweet di Ignazio e del Comitato, l'accesso rapido al suo profilo Instragam. "L'applicazione è molto semplice: con il telefonino possiamo segnalare una buca o una macchina in doppia fila e fare anche una foto" afferma Ignazio Marino. "È possibile anche fare proposte, dopo averle pubblicate l'amministrazione potrà replicare e intervenire. È una cosa molto utile - conclude - che già esiste in altre città come ad esempio San Francisco". ]]></description>
            
            <author>Ignazio Marino</author>
            <category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
            <pubDate>Fri, 10 May 2013 12:21:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/253864/marino-cultura-e-ferro-cosi-curero-roma.htm</link>
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            <title><![CDATA[Marino: cultura e 'ferro' così curerò Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Al Forum Ansa piu' tram e recupero periferie. 50% donne in giunta<br>Simona Tagliaventi - Ansa<br>Lo accusano di non essere romano ma lui ci si sente a pieno titolo, "perché è dal 1969 che sono qui", e snocciola dati e numeri su mobilità, Imu, trasporti, buche, sanità, tutto rigorosamente in chiave capitolina. Ignazio Marino, candidato sindaco per il centrosinistra a Roma, da chirurgo prestato alla politica ha un suo approccio ai problemi. La figlia, rivela, lo definisce "secchione perché mi studio sempre bene le cose per capire e risolvere le questioni". E da medico, in un forum all'ANSA, illustra la sua "cura" ai mali di Roma: dalla visione della cultura come risorsa alla riqualificazione delle periferie, dal potenziamento della tramvie a quello delle biciclette, dalla garanzia della manutenzione per 5 anni negli appalti anti-buche stradali allo stop alla cementificazione del territorio. In caso di ballottaggio, dice, l'avversario "naturale dovrebbe essere Alemanno", ma Marino è convinto di vincere al primo turno "perché i romani sono delusi e, anche quelli che votarono Alemanno, ormai si sono allontanati e vedono la concreta possibilità di un vero cambio".

E si sente forte dell'appoggio di tutto il Pd, renziani compresi. I suoi modelli sono i sindaci delle storiche giunte rosse Argan, Petroselli e Vetere, "tutte figure che hanno rappresentato un momento in cui, un'area strategica a cui tengo, e cioé la cultura, ha avuto un grande rilancio". I mali più visibili di Roma, la mobilità e il traffico, hanno bisogno di un'adeguata "cura del ferro", potenziando anche tram e parcheggi di scambio. "Se sarò eletto - spiega - lavorerò per avere un'Agenzia unica della Mobilità. Non è possibile che coesistano Atac, Cotral o le Ferrovie regionali. Serve un'unica regia. Se non c'é una visione organica due gocce di pioggia, come oggi, rischiano di portare nel caos la città".

E su Atac ribadisce: "Basta un amministratore unico scelto con un bando di gara nazionale sulla base del curriculum e della preparazione tecnica". A chi gli chiede se voglia applicare provvedimenti anti-smog come il blocco del traffico lui risponde che deciderà insieme ai cittadini, con veri e propri referendum. Sul fronte sanità, primaria competenza della Regione Lazio, se eletto, vede la possibilità di un'utile collaborazione con Nicola Zingaretti. A preoccuparlo è il sistema dell'emergenza: "Il 118 con scarsità di risorse fa un lavoro straordinario, ma con risorse così scarse si rischia di fare un servizio non adeguato". Sull'Imu la pensa diversamente da Alemanno: "Finora in maniera strumentale l'attuale sindaco di Roma, ha posto più l'accento sul reddito catastale, ma credo che al contrario si debba ragionare sul reddito reale delle persone".

Dati alla mano, evidenzia che "a Roma il 43% dei nuclei familiari sono mono-familiari, spesso costituiti da donne sole o anziani con pensioni all'osso, che in qualche caso vivono in case ampie ma solo perché ereditate nel corso dei decenni dalla famiglia. E non bisogna dimenticare il boom nelle vendite delle nude proprietà: dimostra che ormai la gente non ce la fa più". Quanto alla sentenza che ridà la Centrale del Latte al Campidoglio, Marino non pensa a "una gestione diretta" da parte del Comune di Roma ma a una "negoziazione con Parmalat all'interno del valore economico della quota riottenuta dal Comune di Roma". Infine non parla ancora della sua squadra di governo ma sottolinea che "a differenza di Alemanno, richiamato dal Tar, la mia giunta sarà composta per il 50% da donne. Se vivessimo in un mondo ideale, non sarei favorevole alle quote rosa ma in questo momento storico ne abbiamo bisogno". Quanto all'ipotesi di un ticket con Andrea Mondello, ha definito l'ex presidente della Camera di Commercio di Roma "una straordinaria risorsa di questa città" ma ha ribadito di volersi "concentrare ora solo sul programma".<div><br></div><div><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/05/06/Marino-mai-piu-capitale-circhi-animali-_8660816.html">Fonte: Ansa</a></div>]]></description>
            
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            <author>Ignazio Marino</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Tue, 07 May 2013 14:07:00 +0000</pubDate>
        </item>
    
        <item>
            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/253863/marino-e-la-cultura-il-ritorno-delle-notti-bianche-e-dellestate-romana.htm</link>
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            <title><![CDATA[Marino e la cultura, il ritorno delle Notti bianche e dell'Estate Romana
]]></title>
            <description><![CDATA[Ecco tutte le proposte del candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra avanzate nel corso del convegno sul tema presso la Camera di Commercio - Roma Today

<br>Riportare la Notte Bianca a Roma. Ridare vita all'Estate romana, un “vero e proprio brand per la città”. Introdurre un biglietto unico per facilitare la fruizione dei musei ai turisti. Ignazio Marino non ha dubbi: la cultura va messa “al primo posto nello sviluppo programmatico della città che immagino” ha affermato il candidato per il centrosinistra all'incontro tra gli operatori e gli imprenditori della cultura con i diversi aspiranti sindaco organizzato al Tempio di Adriano a Piazza di Pietra presso la sede della Camera di Commercio organizzato da Anica, Agis e Anec Lazio, Cna Cultura e Spettacolo, Pmi Cinema e Audiovisivo e Confcommercio.

<b>“Roma ha migliaia di professionisti nel settore della cultura</b>: archeologi, storici dell'arte, restauratori e professionisti del teatro e del cinema” ha affermato. Per Marino questa professionalità vanno sostenute e fatte emergere dal lavoro nero che spesso le caratterizza. Inutile navigare a vista, per Marino serve un progetto “di lungo respiro che guardi in avanti di almeno 10-15 anni”. Sguardo al futuro, ma anche al passato delle amministrazioni di centrosinistra: “La cultura funziona e ha funzionato bene quando c'è stata un'idea politica, una classe dirigente che ha creduto nella cultura” ha spiegato. Anche alcune delle sue proposte richiamano la Roma delle amministrazioni precedenti di centrosinistra come la storica estate romana introdotta da Renato Nicolini con le giunte di Petroselli ed Argan fino ad arrivare alla più recente Notte Bianca di Veltroni.

<b>ESTATE ROMANA</b> -  “E' inaccettabile leggere sui giornali che l'estate romana rischia di chiudere per mancanza di fondi. Sarebbe un dramma per la città” ha spiegato. “L'Estate Romana è un brand esportato non solo in altre città italiane ma anche in tutto il mondo”.

<b>NOTTE BIANCA</b> – Come l'estate romana, Ignazio Marino ha promesso anche il ritorno della Notte Bianca. 

<b>ZETEMA </b>- “Dobbiamo ridare a Zetema il suo ruolo originario. Il comune decide e Zetema gestisce i servizi aggiuntivi”.

<b>CINEMA</b> – Un sostegno alle sale cinematografiche, anche in direzione della loro digitalizzazione. Il candidato sindaco si è espresso anche sul futuro degli studi cinemetografici di Cinecittà: “Stop a qualsiasi speculazione. Bisogna concentrarsi sulla loro funzione industriale e produttiva”.

<b>MUSEI GRATUITI</b> – Per Marino i musei comunali più piccoli, alcuni dei quali sono dei “veri e propri gioielli”, devono essere resi più fruibili. Quindi la promessa: “Accesso gratuito per queste strutture per studenti fuori sede e non, per gli studenti Erasmus, per i residenti e gli over 65”.


<b>BIGLIETTO UNICO</b> – Rendere la cultura un settore vitale per la città passa anche attraverso il volano del turismo. Per facilitare l'accesso all'offerta culturale della città quindi l'idea di introdurre “un biglietto unico per fruire dei tanti musei comunali e statali che ci sono nella capitale”.“

<div><br></div><div><a href="http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/programma-cultura-marino.html">Fonte: RomaToday</a></div>]]></description>
            
            <author>Ignazio Marino</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Tue, 07 May 2013 13:59:00 +0000</pubDate>
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            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/253743/i-sindaci-ministri-e-lincompatibilit-delrio-se-mi-dimetto-arriva-il-commissario.htm</link>
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            <title><![CDATA[I sindaci-ministri e l'incompatibilità. Delrio: se mi dimetto arriva il commissario ]]></title>
            <description><![CDATA[<i>I primi cittadini: meglio decadere</i><br>Angela Frenda - Corriere della Sera<br>Sono stati «presi di mira» dal Movimento 5 Stelle e da Antonio Di Pietro, che hanno chiesto loro di dimettersi dall'incarico di sindaco, rispettivamente di Reggio Emilia e di Padova. E ieri sera i neoministri agli Affari Regionali Graziano Delrio e allo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, dopo un lungo tribolare, hanno «scelto insieme» la via da percorrere per non causare ai rispettivi Comuni, di cui sono primi cittadini da tempo, un lungo commissariamento.<br><br><div>La strada è quella della decadenza, con la nomina di un vicesindaco reggente.&nbsp;Il perché l'ha spiegato Delrio, ieri sera, in un post su Facebook rivolto ai cittadini: «La legge prevede sia l'istituto delle dimissioni sia la procedura di decadenza del sindaco. Le dimissioni comportano lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta e il commissariamento della città fino alle elezioni. La decadenza consente all'amministrazione di proseguire il suo cammino per i mesi che rimangono. Il sindaco di Padova ed io abbiamo deciso insieme di seguire questa seconda strada. Non sono a favore dei doppi incarichi, infatti i passi che ho compiuto in queste ore sono per applicare la nuova norma che prevede la non compatibilità». Proprio per questo Delrio ha fatto l'altro ieri un rimpasto di giunta: Ugo Ferrar', uomo forte del Pd e della giunta, è diventato vicesindaco facente funzione per un anno, fino alle elezioni della primavera 2014. A Padova invece il facente funzione sarà il vicesindaco Ivo Rossi.<br><br></div><div>Ieri, con un articolo «Doppi incarichi ostinati», a firma Matteo Olivieri sul blog di Beppe Grillo, Delrio e Zanonato sono stati criticati dai Cinquestelle: «Delrio ha detto che non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ha detto che è anche disposto a rinunciare agli 80 mila euro di stipendio di sindaco (da ministro dovrebbe prendere quasi 200 mila euro lordi all'anno)». Di Pietro su Twitter: «Cosa aspettano Delrio e Zanonato a dimettersi? No ai doppi incarichi. La legge è uguale per tutti». E il M5S porta all'attenzione del ministro degli Interni il caso del doppio incarico di Delrio e Zanonato con una interrogazione a risposta scritta firmata da diversi senatori. Sulla polemica è intervenuta persino l'Anci, di cui Delrio è presidente uscente: «Fermo restando che ci troviamo di fronte a una norma del tutto nuova che introduce una forma di incompatibilità, per sanare tale situazione può trovare applicazione la procedura ordinaria prevista dagli articoli 69 e seguenti del Tuel, regolata nei tempi e nei modi dalla legge e che giunge sino alla decadenza del sindaco e il subentro del vicesindaco. In alternativa, il soggetto può rassegnare le dimissioni con il subentro del Commissario».</div><div><br>E il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato ha deciso invece di rispondere a modo suo alle polemiche sul doppio incarico, postando una foto sul profilo Twitter: «Risposta senza parole a Grillo, Di Pietro &amp; C. Nella foto il mio ufficio di sindaco di Padova (Scatoloni per trasloco)», ha scritto aggiungendo un link che rimanda alla foto degli scatoloni.<br><br></div>]]></description>
            
            <author></author>
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            <pubDate>Fri, 03 May 2013 09:46:00 +0000</pubDate>
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            <title><![CDATA[Delrio: «Ora portiamo a compimento la riforma federale» ]]></title>
            <description><![CDATA[Intervista al neoministro di Andrea Carugati - L'Unità<br>Classe 1960, medico specializzato in endocrinologia, sposato e padre di nove figli. Graziano Delrio, neoministro degli Affari regionali e delle autonomie, è sindaco di Reggio Emilia dal 2004. Cattolico, il suo percorso politico inizia nei popolari, poi nella Margherita e nel Pd.&nbsp;Dal 2011 è vicepresidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni, incarico che si appresta a lasciare. Alle ultime primarie del Pd ha sostenuto Matteo Renzi.<div><br><i>Ministro Delrio, con quali premesse parte questo governo?</i></div><div><br></div><div>«L'esecutivo nasce in una situazione di emergenza e di necessità. Dal premier Letta ho sentito un discorso serio, alto, di cambiamento responsabile. Ha messo in fila le priorità del Paese, a partire da lavoro e crescita».</div><div><br><i>Come valuta la coabitazione col Pdl?</i></div><div><br></div><div>«Bisogna concentrarsi sulle cose da fare, ce ne sono tante su cui è possibile trovare punti di convergenza: penso alla riforma del Titolo V, l'abolizione delle Province, la riorganizzazione dei piccoli Comuni. Sono cose che fanno parte della buona amministrazione dello Stato, senza un marchio politico».<br><br></div><div><i>Poi ci sono l'economia, e i temi sociali.&nbsp;Qui sarà più difficile...</i></div><div><br>«Credo che le forze di maggioranza siano interessate a trovare alla fine di questa esperienza un Paese meno sofferente e meno in crisi. Su ripresa e crescita bisogna concentrarsi nel dare risposte alle domande più critiche».<br><br></div><div><i>Cosa farete per far digerire agli elettori Pd questo abbraccio col Pdl?</i></div><div><br></div><div>«Ne usciremo bene se riusciremo a fare le cose giuste, come creare posti di lavoro muovendo l'economia».<br><br></div><div><i>Il premier ha parlato di un «congelamento» della rata Imu di giugno. Ci sono rischi per i Comuni?</i></div><div><br></div><div>«Letta ha detto che dobbiamo rivedere l'attuale forma di tassazione della prima casa, e nel frattempo la prima rata verrà rimandata. Nei prossimi giorni lavoreremo per evitare disagi al sistema delle autonomie, a partire dai Comuni. Sarà un lavoro molto delicato».</div><div><br></div><div><i>Dove prenderete i soldi per tutti i provvedimenti che Letta ha annunciato, dall'Imu all'Iva?</i></div><div><br></div><div>«Lui non parla a caso, se ha detto queste cose è evidente che sa perfettamente come e dove trovare le risorse».</div><div><br><i>Su Titolo V e federalismo che direzione intendete imboccare?</i></div><div><br></div><div>«Vogliamo completare il percorso del federalismo, bisogna semplificare, riorganizzare i vari livelli di governo. Ci sarà un maggiore protagonismo delle autonomie e delle Regioni, come prevede l'articolo 114 della Costituzione».<br><br></div><div><i>Intendete riprendere i decreti del governo Berlusconi sul federalismo?</i></div><div><br></div><div>«Ci sono materie che dal punto di vista legislativo sono già normate, come il federalismo demaniale e i costi standard, e vanno semplicemente realizzate. Con il federalismo demaniale è possibile dismettere beni dello Stato e così ridurre il debito pubblico».</div><div><br><i>Lei sarà un ministro federalista?</i></div><div><br></div><div>«Certamente, sono fortemente autonomista.&nbsp;Il mio è un federalismo cooperativo e solidale. Serve un patto tra Stato, Regioni e Comuni per una nuova Repubblica».</div><div><br><i>Che cosa intendete fare sul Titolo V?</i></div><div><br></div><div>«Vanno ridotti al minimo i contenziosi tra Stato e Regioni che quella riforma ha provocato. Vanno definite al meglio le nuove competenze».</div><div><br><i>Il Pd come affronterà questa esperienza di governo?</i></div><div><br></div><div>«Il Pd sta dando un'ulteriore prova della sua responsabilità verso il Paese, soprattutto verso le fasce più povere. Il nostro obiettivo è ridurre le disuguaglianze, non va dimenticato».<br><br></div><div><i>Il Pd è arrivato a questo governo dopo due settimane terribili...</i></div><div><br>«Mi limito a commentare i 101 voti che sono mancati a Prodi. Un fatto gravissimo che ha rischiato di aprire una crisi istituzionale senza precedenti. Va ringraziato il gruppo dirigente del Pd, a partire da Bersani, che ha dimostrato di pensare innanzitutto al Paese. Il tempo sarà galantuomo».</div><div><br><i>Il Pd rischia di pagare ancora una volta un eccesso di responsabilità?</i></div><div><br></div><div>«Secondo me il senso dello Stato e delle istituzioni non è mai troppo. E non è mai un pericolo per chi lo esercita».<br><br></div><div><i>E Renzi che farà?</i></div><div><br></div><div>«Per adesso fa il sindaco di Firenze».</div><div><br><i>Lo vede come nuovo segretario?</i></div><div><br></div><div>«Non me ne occupo, bisogna chiederlo a lui. Matteo è una risorsa per il Pd e per il Paese».</div><div><br></div><div><a href="http://www.unita.it/">Fonte: L'Unità</a></div>]]></description>
            
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            <author>Graziano Delrio</author>
            <category><![CDATA[0]]></category>
            <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:17:00 +0000</pubDate>
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            <link>http://www.partitodemocratico.it/doc/253495/marino-presenta-la-sua-lista-civica.htm</link>
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            <title><![CDATA[Marino presenta la sua lista civica: cambiamo tutto]]></title>
            <description><![CDATA[48 persone autentiche per una Roma trasparente, moderna e accessibile<br>I 48 candidati della Lista Civica Marino Sindaco, 22 donne e 26 uomini hanno per lo più tra i 30 e i 45 anni. Una lista formata da professionisti, persone che lavorano e vivono tutti i giorni questa città, selezionate sulla base delle loro competenze specifiche. La lista è formata da persone autentiche, contemporanee, “normali”, rese speciali dalle esperienze maturate nei vari campi. Un lavoro serrato di raccolta di centinaia di curricula, alla cui selezione il candidato sindaco Ignazio Marino ha voluto partecipare personalmente, inquadrando gli ambiti e i mondi privilegiati per cambiare finalmente Roma. Una città che vogliamo aperta e valorizzata per le sue bellezze, per lo straordinario patrimonio storico e artistico che la contraddistingue e che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Una città trasparente, moderna e accessibile, in cui tutti i cittadini siano messi in condizione di partecipare alla vita pubblica e alle scelte. Una città accogliente, attenta al benessere e alla promozione della salute, dello sport, dell’ambiente e della qualità della vita. Nella Lista Civica Marino Sindaco, sono rappresentati tutti i mondi e i temi cari al candidato: volontariato e associazionismo, salute, cultura, cinema e giornalismo, sport, imprenditoria agricola e commerciale. Ma anche ciclisti civici e attivisti della mobilità sostenibile, architetti urbanisti esperti di smart cities e sistemi di trasporto intelligenti.&nbsp;<div><i><br></i></div><div><i>“Cambiamo tutto,  perché Roma è la città più bella del mondo e noi, che siamo orgogliosi di essere romani, non possiamo più accettare che venga depredata, saccheggiata, svuotata delle sue migliori energie, asservita a clientele che hanno sgretolato la fiducia nelle istituzioni negli ultimi 5 anni. Noi Roma vogliamo valorizzarla, modernizzarla, renderla ancora più bella e poi difenderla, curarla e proteggerla. Perché Roma è nostra. Perché Roma è vita”</i>.&nbsp;<div><br></div><div>ECCO ALCUNI PROFILI  DEI CANDIDATI:

<b>Rita Paris</b> (60 anni)

Direttore Archeologo della Soprintendenza Archeologica di Roma dal 1980. Dirige il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo dove sta curando mostre e allestimenti innovativi in linea con i più moderni criteri museografici internazionali, con particolare attenzione agli aspetti della comunicazione. Il suo nome è legato principalmente alla battaglia senza sosta a difesa dell’Appia Antica. Tra le iniziative, l’acquisizione al patrimonio dello Stato di importanti complessi come quello di Capo di Bove, trasformato da villa privata a sito archeologico aperto al pubblico e sede dell’archivio Cederna, e quello di Santa Maria Nova, oltre agli scavi, restauri e valorizzazioni della villa dei Quintili. Nel 2011 le è stato assegnato il premio Zanotti Bianco di Italia Nostra.

<b>Stefano Dominella</b> (58 anni)

Presidente della Maison Gattinoni Couture, Vicepresidente della Sezione Tessile, Abbigliamento, Moda e Accessori con delega alla moda di Unindustria, Frosinone, Rieti e Viterbo, Membro del Comitato Scientifico e Organizzativo del Progetto “Archivi della Moda del ‘900” promosso da ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali. Direttore scientifico dell’Istituto di Formazione professionale moda e design Modartech e membro del Comitato Cultura, Turismo e Internazionalizzazione di Unindustria. Docente di comunicazione e management della moda presso l’Istituto Europeo di Design di Roma, la Scuola di Alta Formazione Eidos, l’Università La Sapienza di Roma interfacoltà lettere ed economia.

<b>Viviana Broglio</b> (41 anni)

Imprenditrice agricola, lavora anche nell’organizzazione e produzione esecutiva di eventi e spettacoli. Promotrice e fondatrice del “Comitato Salviamo Villa Adriana”, contro la discarica di Corcolle, per la valorizzazione e riqualificazione dell’Agro Romano Tiburtino-Prenestino. Ha collaborato con associazioni di volontariato per i diritti degli animali, cani randagi e adozioni.

<b>Emilia La Nave</b> (43 anni)

Fisica e ricercatrice, ha conseguito a Boston il dottorato (Phd). Dopo alcuni anni passati all’estero è tornata a Roma come ricercatrice dell’Istituto di Sistemi Complessi del CNR, presso il Dipartimento di Fisica del’Università di Roma La Sapienza. Svolge anche attività didattica nei corsi di laurea e di dottorato. In gioventù ha militato per un partito politico (F.G.C.I.) ed ha partecipato per molti anni al movimento scout. Ha prestato assistenza a ragazzi disabili e recentemente ha fondato l’ Associazione “Per Carlo Ricci” che si occupa dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

<b>Daniela De Robert</b> (53 anni)

Lavora come giornalista alla redazione esteri del Tg2. E’ vicesegretario del sindacato dei giornalisti USIGRAI. Da sempre attenta alle questioni sociali, ha realizzato servizi sulle problematiche del disagio, della povertà dei minori, dei paesi poveri, del mercato degli esseri umani, dello sfruttamento sessuale e del carcere. Da oltre vent’anni opera come volontaria nel carcere romano di Rebibbia. E’ presidente dell’Associazione “Volontari in Carcere” (legata alla Caritas).

<b>Giovanni Battista (Titta) Grassi</b> (66 anni)

Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale ed Oncologica dell’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri di Roma e Docente presso le Scuole di Specializzazione in Chirurgia delle Università “La Sapienza” e “Tor Vergata”, si è dedicato in maniera particolare allo studio e alla cura delle malattie neoplastiche, svolgendo intensa attività di ricerca, propugnando ed attuando tecnologie sempre più innovative ed eseguendo oltre 25.000 interventi di chirurgia maggiore. Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, ha partecipato come presidente, docente e relatore a numerosi Convegni Nazionali ed Internazionali ed è stato membro di prestigiose società chirurgiche ricoprendone varie cariche elettive. Consigliere della Società Romana di Chirurgia ed Accademico della “Accademia Medica Romana” è tutt’ora presidente di “Lazio Chirurgia”, associazione di chirurghi promotrice, tra l’altro, del progetto umanitario “Chirurgia Solidale” con invio sistematico di equipe chirurgiche nell’Ospedale di Quihia’ in Etiopia.

<b>Marinella Ogliaruso (detta Anella) </b>(29 anni) &nbsp;È nata in provincia di Salerno, si è trasferita a Roma dove si è Laureata in Lettere classiche alla “Sapienza”. Si è dedicata in particolare allo studio dei Padri della Chiesa. Fondamentali sono stati gli anni di formazione umana e spirituale con i padri gesuiti della Cappella universitaria il sostegno e la guida del padre Carlo Maria Martini. Dal 2008 è legata alla comunità “Il Chicco” di Ciampino, appartenente a L’Arche, associazione internazionale che dal 1964 ha contribuito a delineare e diffondere il modello di casa famiglia. In comunità ha vissuto come volontaria per oltre un anno, condividendo la quotidianità con persone gravemente disabili. Da alcuni anni presta volontariato tra la Moldavia e la Romania, nelle case famiglia per ragazzi di strada.Dal 2009 lavora in ambito editoriale.

<b>Catia Fattorini</b> (53 anni)

Imprenditrice, titolare della Fattorini, che da oltre 15 anni è una delle realtà di arredamento più importanti a Roma.

<b>Elisabetta Stefanini</b> (30 anni)

Studentessa della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza di Roma. Atleta paralimpica italiana, ha preso parte ai Giochi paralimpici di Londra 2012. La sua attività agonistica è iniziata nel 2004. Ha indossato la maglia della nazionale in diversi campionati europei e mondiali. La patologia che l’ha portata a perdere gran parte della vista è una malattia genetica che ha cominciato a manifestarsi all’età di 9 anni.

<b>Franco La Torre</b> (57 anni)

Figlio di Pio La Torre, sindacalista della CGIL, dirigente politico comunista e parlamentare, autore della legge antimafia, ucciso il 30 aprile 1982. Laureato in Storia Moderna e Contemporanea, è esperto in cooperazione internazionale allo sviluppo, lavora in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa. Nel 2011 è stato Presidente della Consulta Antimafie della Provincia di Roma e membro del Comitato dell’Osservatorio della Legalità della Fillea. Nel 2012 è stato eletto presidente di Flare – Freedom Legality and Rights in Europe, la rete che raccoglie circa 40 organizzazioni impegnate nel contrasto al crimine organizzato ed è stato nominato membro dell’Ufficio di Presidenza di Libera</div></div>]]></description>
            
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            <author>Ignazio Marino</author>
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            <pubDate>Wed, 24 Apr 2013 13:58:00 +0000</pubDate>
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