RAI Cavallo

“In Rai sono quasi scomparsi i programmi musicali, che non siano talent o speciali monografici, o eventi come Sanremo. Un quadro sconfortante, nel quale anche l’unico spazio rimasto ha chiuso i battenti: Ghiaccio Bollente su Rai5, la ‘Rete della Cultura’. Sulla strategia in campo musicale della Rai, in particolare sulla chiusura di programmi come Ghiaccio Bollente, presenterò un’interrogazione parlamentare per avere risposte dalla dirigenza del servizio pubblico”. E’ quanto scrive il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato sul quotidiano “L’Unità“.

 

“Le nuove piazze virtuali, come Deezer o Spotify, – scrive Anzaldi – dove soprattutto i giovani costruiscono il loro palinsesto musicale on demand, sono tabù per viale Mazzini. ‘La musica in TV non fa ascolto’, è la cantilena dei dirigenti delle reti Rai. Le incursioni spot di monografie e concerti nei palinsesti tv sono dedicate sempre ai soliti noti, sotto lo sguardo vigile delle major del disco, che dettano le regole del mercato. I concerti live nei centri di produzione Rai non si organizzano più. Saracinesche sempre abbassate per artisti emergenti ed etichette indipendenti. Nel panorama delle 13 reti Rai non esiste più un programma dedicato espressamente alla musica”.

 

“Aldo Grasso sul ‘Corriere della Sera’ – aggiunge il deputato dem – ha criticato la Rai per aver ricordato la morte di David Bowie con una copertura da ‘minimo sindacale’. Una Rai ingessata, come nota Grasso, che fatica sempre di più a stare nella contemporaneità, ad esempio quando si parla di musica. Ghiaccio Bollente è stato chiuso senza offrire spiegazioni né ai telespettatori né al piccolo gruppo che lo produceva. Sarebbe poco comprensibile se le motivazioni della chiusura fossero economiche: si parla di costi molto contenuti, circa mille euro al giorno tutto compreso. Una chiusura che ha provocato una spontanea raccolta di firme sulla rete”.