foto	Aubrey wikimedia commons
foto Aubrey wikimedia commons

“Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro”, così Matteo Renzi, cha ha espresso profondo cordoglio alla famiglia di Umberto Eco per la sua scomparsa. “Una perdita enorme per la cultura – aggiunge il premier -, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità”.

“E’ con profondo dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Umberto Eco, un gigante della cultura italiana, i suoi innumerevoli saggi e romanzi e il suo grande impegno accademico lasciano un patrimonio di conoscenze senza eguali. Esprimo la mia vicinana a tutti i suoi cari”, dichiara la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, che aggiunge: “Eco rimarrà senz’altro tra gli scrittori italiani più amati in tutto il mondo, e dovremo ricordarlo anche per essere stato un innovatore, un profondo studioso dei media e dei linguaggi, un educatore che ha saputo parlare alle nuove generazioni avvicinandole all’arte, alla filosofia, alle scienze sociali. Ci mancherà tanto”.

“Un grande italiano, un intellettuale innovativo e originale, uno scrittore che ha saputo far amare la letteratura a milioni di persone: con Umberto Eco scompare una figura eccezionale che ha onorato il nostro Paese nel mondo. Ci lascia molti insegnamenti e una passione civile che fino all’ultimo ha animato la sua opera e la sua scrittura. Ho avuto la fortuna e l’onore di incontrarlo proprio sui temi dell’Europa unita, un ideale e un progetto a cui credeva da sempre e che con la sua opera di intellettuale ha saputo incarnare in maniera straordinaria”. Questo il ricordo della vicepresidente della Camera, Marina Sereni.

 

“Una perdita enorme per la cultura italiana, Umberto Eco è stato molte cose insieme: un indagatore scrupoloso dei cambiamenti della società e della politica, uno scrittore che ha incantato milioni di lettori in tutto il mondo, un esperto dei media e delle loro mutazioni, un intellettuale vero che fino all’ultimo ha coltivato il gusto del progetto”. Così Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama.