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“Perseverate e serbatevi a miglior avvenire”. In visita al Teatro Bibiena di Mantova per l’inaugurazione dell’anno che vede la città lombarda capitale della cultura, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha citato Virgilio, aggiungendo che le parole del grande poeta di origini mantovane devono essere il “motto dell’Italia”.
Una sferzata di positività importante perché “le riforme – ha osservato – di per se servono a poco. Non serve cambiare il Paese se il Paese non ritrova la sua funzione nel mondo, per questo la cultura è un elemento essenziale. “Il posto dell’Italia – ha concluso – è la guida di un’Europa che non sia solo burocrazia ma anche passione e coraggio”.

“Noi non ci rassegniamo a vivere nella paura”, ha detto Renzi parlando di terrorismo, sottolineando l’importanza che assumono eventi come quello di oggi proprio per rispondere al terrore, che colpisce i luoghi della nostra storia e della nostra quotidianità.

Quando “qualcuno fuori dell’Italia afferma che il problema dell’Europa è Schengen e che bisogna chiudere le frontiere”, ha detto ancora Renzi, non solo “si fa un passo indietro rispetto alla storia ma si tradisce l’identità’ stessa dell’Europa. Si afferma una vita basata sulla paura e non ci si rende conto che i principali attentatori del 2015 sono nati e cresciuti in Europa, nelle periferie del nostro scontento, diventate luoghi senza anima dove nasce il nichilismo e il terrore. L’antidoto a questo è la cultura”.

E sempre a proposito di Europa, il premier ha ribadito: “Non rinuncerò a difendere l’interesse nazionale. L’Italia deve essere quella per cui ci facciamo sentire non per logiche vendicative. Noi non facciamo le bizze, ma chiediamo più Europa. L’interesse nazionale trova corrispondenza nel sogno europeo”.

A questo proposito Renzi ha annunciato che sabato sarà in visita a Ventotene, spiegando che “dopo l’incontro di venerdì prossimo con la Merkel a Berlino, sabato con Franceschini, andremo a Ventotene per dire che il grande ideale europeo ha bisogno di essere serbato e bilanciato”.

Passando a parlare delle riforme, il premier ha ricordato tra l’altro quella Costituzionale, con “il Senato che per la terza volta ha votato il proprio superamento, cosa cui non credeva nessuno ma bellissima”, la riforma del lavoro, citando i recenti dati Inps sulla crescita del lavoro stabile, e la legge di stabilità, sottolineando come “una delle misure che avranno più effetti immediati è lo sblocco del patto di stabilità, con almeno 2 miliardi già sbloccati nei fatti”.

“L’Italia si è rimessa in moto per tornare a fare l’Italia – ha concluso Renzi -. Il 2015 è stato l’anno delle riforme, che il 2016 sia l’anno dei valori, in cui in cui chiedere all’Europa più idealità e più identità”.