Imagoeconomica
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“Sarebbe bello poter liquidare Grillo così come fecero Benigni e Troisi con Savonarola. Purtroppo però non siamo al cinema. L’ex comico dal suo blog compie l’ennesima capriola, dando del fascista all’avversario politico di turno usando una terminologia fascista. Il colmo è che da tempo il M5S attacca la Rai ogni qualvolta viene trasmesso un servizio o un programma sgradito da Casaleggio e soci, bollandola proprio come fascista. Quindi, come difensori d’ufficio di viale Mazzini sono più ridicoli che credibili. Quanto ai Cinque Stelle, in Italia certi toni erano stati usati solo sul “Popolo d’Italia” all’indomani dell’adunata dei Sansepolcristi. Danno a tutti del fascista, ma in realtà i veri fascisti sono loro”. Così Andrea De Maria, responsabile Formazione del Partito democratico.

 

“Insomma la Rai è fascista se parla dei 5 stelle e fascisti sono quelli che muovono critiche alla Rai”, dice Alessia Rotta, responsabile Comunicazione Pd. “Dalle parte dei 5 stelle regna una confusione decisamente opportunistica. Il problema è che Beppe esco-non esco Grillo non si preoccupa del merito della questione ma solo di insultare non avendo altri argomenti.
L’uso del termine “incestuoso”, usato dal conduttore di Ballarò, nella vicenda di Banca Etruria, riferito al ministro Boschi e al ruolo avuto da suo padre, è quanto meno inopportuno. Lo si può riconoscere o questo diventa un atto di lesa maestà? Rispondano su questo punto e non si cerchi di rivoltare la questione.

 

Il servizio pubblico e chi lo rappresenta ha tutti gli strumenti, a cominciare da quelli dialettici, per raccontare i fatti senza dover cedere a toni inappropriati o gratuitamente offensivi. E spiace che ancora nessuno abbia chiesto scusa”., conclude Rotta.

 

Sull’argomento interviene anche Sergio Boccadutri, componente della Commissione di vigilanza Rai: “Sono passati due giorni, non sono arrivate scuse o rettifiche. A questo punto è lecito credere che per la Rai un conduttore possa dare dell’incestuosa a una ministra. Altri saranno legittimati a dirlo nelle loro trasmissioni. Possibile che i vari direttori non abbiano nulla da dire?”, si chiede.

 

“L’opposizione sta alzando polveroni – spiega Boccadutri – senza che nessuno si soffermi sul merito della questione: in una trasmissione del servizio pubblico, il conduttore, che dovrebbe garantire la correttezza del dibattito e la libera espressione degli ospiti, può esprimere un giudizio del genere nei confronti di un esponente politico, peraltro non presente in studio? Che c’entra l’incesto? A queste semplici domande, però, dalla Rai nessuno risponde”.

 

“Le pretese e il linguaggio con cui Grillo parla ogni giorno della Rai rivelano che il padrone dei 5 Stelle ha perso il controllo ed e’ ormai preda a un delirio autocratico”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.

 

“Da una settimana a questa parte – spiega – dal suo balcone digitale ha prima ripetutamente accusato di fascismo la Rai, poi preteso di imporre la scaletta ai tg, poi apostrofato come gerarchi i direttori di tg che non gli hanno ubbidito. Oggi, vuole somministrare anche l’olio di ricino al deputato Pd Michele Anzaldi, colpevole – secondo Grillo – di aver espresso la propria opinione su una trasmissione televisiva Rai. La sua è una vera e propria deriva verbale di violenza e intolleranza nei confronti di chi non ubbidisce ai suoi voleri. Qualcuno gli spieghi che in democrazia le opinioni diverse dalle sue non sono un reato e che la Rai è l’azienda concessionaria di servizio pubblico e non il suo blog”, conclude Peluffo.