Comunicato stampa

Università: Meloni, “Al fianco dei ricercatori. Ecco le proposte del Pd”

Dichiarazione di Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della segreteria nazionale del Pd

di Marco Meloni,  pubblicato il 19 maggio 2010 , 1002 letture
Stabilizzazione dei tagli che stanno impedendo alle università di funzionare, nessuna prospettiva per i ricercatori, l’intento mal celato di espellere senza complimenti le decine di migliaia di precari che tengono in piedi le università per sostituirli con una nuova generazione di lavoratori senza diritti. Di fronte a questo disegno, noi siamo a fianco della protesta. E presentiamo un pacchetto di proposte su cui il governo ha il dovere di confrontarsi. Finora non l’ha fatto.

La protesta degli studenti, dei ricercatori e dei docenti è giusta: la riforma della Gelmini stabilizza i tagli (oltre 1 miliardo di euro) e non dà alcuna prospettiva ai ricercatori, sia strutturati che precari. Ci auguriamo che spinga il governo ad affrontare il tema dell’accesso alla carriera universitaria e della condizione di persone che da anni consentono il funzionamento dell’università, e che il governo vorrebbe semplicemente espellere dal sistema.

Noi oggi presentiamo una proposta articolata per l’accesso dei giovani alla carriera universitaria: regole certe e percorsi rapidi di carriera per il futuro, misure per aprire spazi di carriera ai ricercatori, strutturati e precari.

Mentre il DDL Gelmini vuole solo cambiare una generazione di precari con una nuova, noi vogliamo cambiare radicalmente: un contratto unico di ricercatori in formazione, con tutele sociali e previdenziali. E stop a tutti i rapporti precari. Un ruolo unico di docenza articolato in livelli. Il pensionamento a 65 anni dei docenti.

L’obiettivo è introdurre uno shock generazionale nell’università italiana: vogliamo abbassare di dieci anni l’età media dei docenti. I giovani devono sapere che si può andare in cattedra a meno di 35 anni, quando si è in grado di dare il meglio di sé. E servono interventi molto incisivi per la fase transitoria: concorsi e chiamate dirette per i ricercatori, sospensione del periodo massimo di permanenza di 10 anni per i precari, riconoscimento della loro attività per diventare ricercatori in percorso di ruolo, percorsi di welfare e valorizzazione della loro esperienza per quanti usciranno dall’attività nell’università.

Il governo abbia il coraggio di confrontarsi immediatamente su queste proposte, per dare spazio ai giovani e consentire agli atenei di programmare le proprie attività. Poi riprenderemo a discutere degli altri temi, fondamentali per portare più efficienza e più qualità al sistema universitario. Noi ci siamo, e siamo certi di avere idee migliori delle loro.
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