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L'equità è per noi obiettivo primario

Enrico Letta analizza la manovra finanziaria del governo. “La crisi noi, a differenza di Berlusconi, non l'abbiamo mai sottovalutata” e non si risolve solo con misure costrittive - Guarda il video della conferenza stampa

pubblicato il 27 maggio 2010 , 2748 letture
Enrico Letta
Pubblichiamo la traccia dell'intervento del vicesegretario del PD, Enrico Letta, all'assemblea dei gruppi parlamentari PD sulla Finanziaria 2011-2012.

1) Siamo consapevoli da due anni della gravità della situazione. Noi, a differenza di Berlusconi, non l'abbiamo mai sottovalutata. Ed esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il prolungarsi della crisi. Mai è mancato il nostro contributo, a partire dalle tante proposte messe in campo in questi mesi fino allo stesso, recente,  voto a favore del decreto legge sul prestito alla Grecia. Quello italiano è invece l’unico governo europeo che non ha posto in essere interventi anticiclici.

La manovra, così pesante e così inattesa, sembra contraddire due anni di annunci e di politiche berlusconiane. Sulla lotta all'evasione fiscale, in particolare, la reintroduzione di strumenti aboliti da questo governo nel 2008 (i cui guadagni paiono stimati in cifre superiori ai 10 miliardi di euro) conferma l'accusa rivolta a Berlusconi di aver favorito gli evasori fiscali da quando è tornato a Palazzo Chigi. E di aver fatto perdere ai conti pubblici una cifra almeno pari, in questi due anni, a quella che il governo prevede di reperire nei prossimi due. È poi aumentata di 51 miliardi, in questi due anni, la spesa pubblica. Ed è calato di 60 miliardi l'avanzo primario.

Il governo ha sempre negato l'esigenza di un aggiustamento dei conti sul 2010. Solo una settimana fa Berlusconi si è detto "ottimista". Oggi lo stesso governo presenta una manovra che interviene anche sui conti del 2010 e che, sul biennio 2011-12, è superiore ai 24 miliardi annunciati (alcune misure del 2011 strutturali, vanno infatti raddoppiate nel 2012, la somma è quindi superiore ai 24 miliardi).

2) Il governo non ha cercato alcun contatto con l'opposizione. E questo a differenza di quel che è accaduto in tutti i Paesi europei. Noi abbiamo tenuto costanti consultazioni con tutte le parti sociali e con le autonomie locali. Sono inoltre in corso consultazioni con le altre forze di opposizione.

3) Il Pd non ha un atteggiamento pregiudiziale. Per questo aspetta di studiare i testi per pronunciarsi compiutamente. Questo è il motivo per cui finora stiamo esprimendo orientamenti che dovremo affinare sulla base dei testi legislativi.




4) Il governo non usi il voto di fiducia. Questo troncherebbe qualunque discussione e renderebbe impossibile quel giudizio puntuale (eventualmente articolato in "sì" e in "no") sul merito delle questioni che noi vorremmo esprimere anche alla luce della richiesta del Capo dello Stato di un confronto costruttivo.

5) Dagli annunci finora noti ci sembrano emergere cinque elementi di maggiore criticità che rendono negativo il nostro giudizio complessivo:

5.1 Dopo due anni in cui il governo rinvia le riforme strutturali, oggi lo stesso governo presenta la manovra più importante degli ultimi anni priva di qualunque riforma. Anzi, in alcuni casi, come nel pubblico impiego, le riforme che erano state presentate da Brunetta per l'efficienza, la valutazione e il merito vengono annullate e si torna alla vecchia logica dei tagli lineari che generano l'inefficienza. Sono depressivi e alimentano “spesa cattiva”.

5.2 Manca completamente la politica per la crescita. L'impianto complessivo appare solo costrittivo. Appaiono irrilevanti e scarsamente credibili le poche misure presentate come portatrici di crescita. Quella sull’”IRAP zero” al Sud, ad esempio, essendo messa in carico alle Regioni senza alcun trasferimento di risorse (anzi, in presenza di tagli rilevanti), risulta impraticabile. Se non riparte la crescita e se, anzi, la si deprime, qualunque intervento sull'indebitamento avrà un'efficacia dimezzata.

5.3 Poco meno della metà della manovra grava sulle autonomie locali. Questo compromette il percorso del federalismo fiscale. Ed sono presumibili un aumento di tasse locali e un contemporaneo taglio di servizi che contraddicono gli annunci secondo i quali la manovra non avrebbe toccato i cittadini, né aumentato l'imposizione. Il progetto è coerente con il nuovo centralismo dei fatti realizzato dal MEF: azzera le risorse centrali e territoriali per il federalismo, inventiva l’aumento locale della pressione fiscale, deteriora la qualità dei servizi alla persona.

5.4 Il condono mascherato sembra essere uno dei punti chiave della manovra. Ovviamente, se è come temiamo, questo sarà uno dei punti che condizionerà negativamente il nostro giudizio e sul quale più' dura sarà la nostra opposizione.

5.5 L'equità è per noi obiettivo primario. La manovra annunciata non pare coglierlo. Sempre le solite categorie appaiono quelle toccate.

Il taglio ai costi della politica rappresenta per noi senz'altro un punto fermo. Non ci tireremo indietro dal fare quel che è giusto e non demagogico in questo campo.
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