Documento di lavoro del Forum
Rinnovare la cooperazione per tutelare l’ambiente e i popoli
Documento Forum Ambiente
pubblicato il
10 giugno 2010
, 1160 letture
Sintesi a cura di:
Enrico Cecchetti
Hanno collaborato ai lavori del Forum per la Cooperazione Solidale:
Nicola Manca, Alessandro Volterra, Stefano Ficorella, Filippo Fossati
Rinnovare la cooperazione per tutelare l’ambiente e i popoli
L’intreccio tra crisi economica e cambiamenti climatici rischia di acutizzare tutte le contraddizioni sociali ed ecologiche dei popoli che si affacciano sul mar Mediterraneo. Primi tra tutti i fenomeni migratori. La sfida è quella di affrontare e superare la crisi economica salvaguardando il mare, le coste, la biodiversità attraverso scelte di economia sostenibile e duratura, facendo cioè della tutela delle risorse naturali un’occasione di lavoro, di scambi e di ricerca scientifica. La condizione principale è che si lavori per far incontrare le nazioni mediterranee. E lo sguardo dovrà essere rivolto certamente all’Europa ma anche all’Africa, ai paesi maghrebini e all’area vasta dell’est europeo. Servono politiche nuove e azioni comunemente ragionate e scelte dei governi delle nazioni mediterranee.
Le diverse culture e religioni nella via del dialogo rappresentano una ricchezza fondamentale per affrontare la crisi e il futuro.
L’Italia può svolgere una importante funzione per favorire scambi culturali, economici e tecnologici. Le nuove specificità delle politiche nell’area del Mediterraneo assumono un aspetto decisivo per il nostro paese e per l’Europa: migrazioni, sostenibilità ambientale.
È da prospettare una ideale area di scambio per tecnologie sostenibili utili/indispensabili per agricoltura, le fonti rinnovabili, l’acqua, il turismo, lo sviluppo del commercio e del sistema delle piccole imprese, lo sviluppo delle risorse umane, la cooperazione transfrontaliera. E altro ancora.
E il Mezzogiorno potrebbe avere un ruolo nuovo e dinamico.
Anche nella prospettiva della tutela ambientale, la politica di cooperazione dell’Italia va profondamente rimotivata, rilanciata, rinnovata e potenziata nelle risorse, nei progetti e nelle sua forze. Va superata la sua attuale marginalità.
In particolare la possibilità concreta di costruire nuove politiche di cooperazione dipende dalla costruzione di legami stretti tra territori e cooperazione decentrata in una dimensione di partenariato fondata sul co-sviluppo nell’area mediterranea, in Africa e nel contesto europeo allargato. Occorre aprire una forte discussione culturale e politica nel paese, tra le forze della cultura, della ricerca, dell’impresa e del lavoro per dare al nostro paese piena consapevolezza della sue responsabilità e delle opportunità che una cooperazione solidale e sostenibile apre al futuro dell’Italia e dell’Europa. La cultura leghista e delle destre hanno fatto abbassare la testa all’Italia e la vogliono far camminare con gli occhi rivolti a terra in contrasto con le altre popolazioni del Mediterraneo e con lo stesso nostro Mezzogiorno.
Solo alzando lo sguardo sarà possibile cogliere le opportunità, affrontare il futuro, avere fiducia e dare solidarietà. Se non indirizzeremo noi le scelte, poggiando sulle migliori vocazioni storiche del nostro paese, saremo costretti ad inseguire le emergenze e l’agenda costruita da altri.
Su queste questioni, sulle risposte concrete da dare il Pd si sente impegnato a promuovere una incisiva azione culturale e politica. Costruire il Pd significa mettere coerentemente i suoi principi di responsabilità ambientale, di solidarietà e di uguaglianza a confronto con le realtà concrete e ad agire di conseguenza. Il cammino è appena iniziato.
Africa: la dimensione globale dei disastri ambientali
È dall’Africa che abbiamo il dovere di iniziare il nostro cammino. Poi continueremo per altre aree. .
La situazione ambientale in Africa costituisce una delle più grandi emergenze dell'intera comunità internazionale. L'Africa, sebbene sia il continente, di gran lunga, meno responsabile delle emissioni di gas serra e consumi una piccolissima quota delle risorse energetiche mondiali, sta pagando e pagherà le conseguenze più pesanti dei cambiamenti climatici.
L'Africa soffre per scelte politiche, economiche, commerciali che si ripercuotono sul continente con un altissimo impatto ambientale. Pensiamo alla deforestazione incontrollata, al diffondersi di forme insostenibile di sfruttamento della terra e dell’acqua, alla mancanza di un corretto smaltimento dei rifiuti, allo scarico di rifiuti tossici provenienti da altri continenti. Tutto ciò contribuisce a provocare fenomeni crescenti di siccità, erosione del suolo, desertificazione, alluvioni, che colpiscono in forme sempre più pesante aree sempre più vaste del continente africano. Tali disastri ambientali hanno impatti pesantissimi sulla biodiversità e drammatici risvolti economici, sociali e sanitari. Sempre più gravi carenze alimentari, diffusione di malattie, migrazioni di massa, inurbamento selvaggio sono le evidenti conseguenze di questa situazione.
Anche in materia ambientale Africa ed Europa hanno un futuro comune
La vicinanza geografica rende immediata e diretta l' interrelazione tra le crisi ambientali africane e l'Europa e, prima di tutto, con il bacino del Mediterraneo e l'Italia. E lo stesso vale anche per gli effetti sociali e per quelli sanitari.
Non esistono “muri” che possono tenere l'Europa al “riparo” di devastanti cambiamenti climatici, di pandemie incontrollate, di decine di milioni di persone in fuga dai loro paesi. Occorre intervenire a monte. Solo nuove politiche ambientali, economiche e commerciali globali, europee ed africane possono garantire all'Europa e all'Africa un futuro sicuro e giusto.
Servono una nuova consapevolezza e la diffusione di concrete buone pratiche
Vogliamo promuovere iniziative tese a sviluppare attenzione sui disastri ambientali che colpiscono l'Africa, a riflettere sui collegamenti tra di essi e la nostra vita di ogni giorno, a immaginare come uscirne insieme, Europa ed Africa, a proporre un nuovo ruolo dell'Italia.
Vogliamo sostenere la cooperazione decentrata e lo sviluppo di partenariati “tra comunità e comunità” tra territori italiani e africani come strumento per promuovere, su questi temi, partecipazione diffusa, dal basso, conoscenza reciproca, progetti decisi e costruiti assieme.
Sostegno concreto ad alcuni progetti su temi e territori emblematici dei drammi ambientali africani
Il Pd si sente impegnato e dovrà esserlo sempre di più, a sviluppare campagne, dibattiti, iniziative informative e raccolta fondi su progetti concreti. In particolare ipotizziamo tre ambiti di lavoro:
l'area della fascia SubSahariana interessata da estesi fenomeni di desertificazione e di conseguente emigrazione di massa verso l'Europa,
la gestione della risorsa acqua focalizzando, ad esempio, l'attenzione sui rischi che sta correndo il fiume Niger, e il contenzioso sempre più acceso tra le nazioni bagnate dal Nilo.
La piaga della deforestazione selvaggia in atto nel bacino del fiume Congo.
Sul primo ambito proponiamo di sostenere l'iniziativa “le case del ritorno e della solidarietà” sviluppata in Mali dal Forum per un Altro Mali (FORAM) promosso da Aminata Traoré. L'idea nacque in Mali durante le giornate commemorative degli eventi sanguinosi di Ceuta e Melilla del 2005, quando decine di immigrati furono uccisi e feriti nel tentativo di raggiungere l'Europa entrando nell'enclave spagnola in terra d'Africa. L'obiettivo è quello di dare risposte mirate in termini di supporto sociale, abitativo e lavorativo ai giovani migranti respinti nel corso di tentativi di arrivare in Europa e di fornire punti di riferimento concreto ai cittadini che, sempre più, vedono nell'emigrazione l'unica soluzione alle loro difficoltà.
Si tratta di intervenire nelle aree a maggiore emigrazione per avviare forme di iniziativa economica in grado di dare il diritto di vivere dignitosamente lì dove si è nati fuori dalla fame e dalle guerre. Vanno, quindi, affrontate le crisi agricole e alimentari partendo dalle produzioni, trasferendo conoscenze tecnico scientifiche, ecologiche, organizzative e finanziarie.
Sono da sostenere e potenziate quei progetti oltre alla realizzazione di strutture abitative e di attività economiche, si propone molteplici obiettivi:
creare le condizioni per il reinserimento sociale di migranti respinti alle porte dell'Europa;
ridurre i flussi migratori con una politica di radicamento sui territori dei potenziali candidati all'emigrazione;
permettere ai migranti di ritorno di esercitare mestieri e attività remunerative in grado di sostenere le loro famiglie;
contribuire alla creazione di posti di lavoro durevoli;
promuovere artigianato e il turismo culturale in ambito rurale.
Anche sugli altri punti vanno scelti progetti concreti da sostenere con campagne politiche e di raccolta fondi.
Realizzare una svolta solidale e sostenibile delle politiche di cooperazione richiede il concorso di tante associazioni, organizzazioni del volontariato e di forze sociali, scientifiche, imprenditoriali, culturali. Il lavoro del volontariato. Il Pd è a disposizione per avviare e rafforzare un lavoro comune.