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Volevo solo andare al liceo

Storia di Alice che a Novi Ligure viene esclusa dal liceo con un sorteggio. Puglisi: "Dal 2008 che siamo governati da chi abbindola l’Italia col gioco delle tre carte. Adesso è ora di finirla."

pubblicato il 16 luglio 2010 , 1928 letture
Ripensateci. Pensate ai vostri 14 anni, all’ultimo anno delle scuole medie e a quella scelta. Una delle prime scelte importanti da prendere: a che scuola iscriversi?
Ripensateci, e pensate a che faccia avreste fatto se andando a consegnare il vostro attestato al liceo in cui, dopo tante riflessio, avete deciso di iscrivervi e sentirvi rispondere: “ci spiace, per quest’anno possiamo creare una sola sezione, con 32 alunni, siete già in 35”. Come verranno scelti i 3 esclusi, cosa o chi deciderà chi può restare e chi no? Sarà la sorte, la Dea Bendata estrarrà i 3 ragazzi che non potranno frequentare il liceo.
Come vi sentireste, cosa pensereste del sistema dell’Istruzione e del vostro Paese?
In questo caldo luglio del 2010 ce lo racconta Alice, che ha affidato alle pagine de “La Stampa” la sua delusione.

“Mi chiamo Alice e ho 14 anni. Ho appena finito l’esame di terza media e pensavo di portare l’attestato alla scuola che avevo scelto per confermare la mia iscrizione al liceo classico. Invece, per colpa dei tagli della sua riforma, mi hanno detto che eravamo in troppi. Che era stata concessa una sola classe di 32 alunni e noi eravamo in 35. Tre di noi erano di troppo e bisognava fare un sorteggio per vedere chi rimaneva fuori.

Hanno estratto il primo numero: «Numero 27!». Il mio numero. Mi stavano dicendo che io non potevo frequentare il liceo classico. Ci sono rimasta così male. Il classico era la mia scelta, la mia ambizione, il mio sogno. Sono triste e arrabbiata. La mia famiglia e i miei insegnanti mi hanno sempre parlato di impegno, di diritti e doveri, di scelte consapevoli. Non mi hanno mai parlato di «sorteggi» e un po’ sono arrabbiata anche con loro.

E ho anche un po’ di paura per il futuro. Quando sarò grande e cercherò un lavoro, sorteggeranno ancora per vedere se c’è un posto per me? Quando sarò vecchia e malata e non ci saranno abbastanza posti negli ospedali, sorteggeranno per vedere se potrò essere curata? Cosa farò se, come ora, non sarò abbastanza fortunata?

Vuole rispondermi, ministro Gelmini? O anche per le lettere si fa un sorteggio per meritarsi una risposta?

Buone vacanze.
Alice”


Il giorno dopo il ministro Gelmini risponde ad Alice, tirando in ballo la propaganda di sinistra.
“Capisco il tuo disappunto e la delusione per quanto ti è accaduto ma ti invito a non farti ingannare dalla propaganda messa in piedi ad arte contro il ministero: i cosiddetti 'tagli', come li chiami tu, non c'entrano nulla. Anche nei mitici Anni '80 e '90 era così, anche allora, quando aumentava la spesa pubblica senza che migliorasse la qualità dell'insegnamento, si agiva allo stesso modo. Se il numero delle domande era superiore all'offerta formativa, si procedeva per estrazione e si assegnavano gli studenti in soprannumero alla scuola corrispondente più vicina. Anche oggi alcuni istituti che eccellono per la qualità della didattica ricevono molte richieste di iscrizioni e non è materialmente possibile soddisfarle tutte. Dunque Alice: i tagli non c'entrano! Tuttavia spero che, nella composizione dell'organico di fatto, sia possibile iscriversi all'istituto che hai scelto. Mi attiverò personalmente per verificare se questo tuo desiderio possa essere realizzato. Così come spero, anzi ne sono sicura, che le riforme che abbiamo approvato per l'istruzione superiore cambieranno il volto della scuola italiana. Più qualità della didattica, maggior legame col mondo del lavoro, più ore di scienze e lingua straniera, rilancio dell'istruzione tecnica".

Per Francesca Puglisi, Responsabile Scuola della Segreteria nazionale del Partito Democratico, la Gelmini non ha fatto altro che rispondere con delle bugie alla delusione di una giovane cittadina.
“Se Alice ha scoperto di non vivere nel Paese delle meraviglie, il ministro Gelmini invece continua a raccontarci favole. Come quando afferma che “i tagli non c’entrano” nell’esclusione della studentessa. Una bugia degna del peggior Pinocchio. Il liceo classico di Novi ha creato una mega classe di 32 alunni, escludendone 3, semplicemente perché non ha insegnanti a sufficienza per comporre due classi. E non ha insegnanti perché i tagli indiscriminati della Gelmini hanno sempre avuto come credo ideologico quello di pigiare più alunni possibili in meno classi possibili e di avere ancor meno docenti in cattedra.
Quando la Gelmini pensa alla scuola di qualità, fa forse riferimento a licei classici con classi di 32 alunni? E un ministro della Repubblica dovrebbe conoscere o no la normativa antincendio che prevede un affollamento massimo per classe di 26 persone (quindi un insegnante e 25 alunni, oppure 2 insegnanti e 24 alunni)?
Cara Alice, ti meravigli perché sei stata esclusa per un sorteggio; questo è niente: è dal 2008 che siamo governati da chi abbindola l’Italia col gioco delle tre carte. Adesso è ora di finirla.”


La Gelmini finge di ignorare quale sia il vero problema: una sola classe composta da 32 alunni, perché l’istituto non ha la possibilità di creare due sezioni. Si dichiara disponibile ad occuparsi personalmente di questo singolo caso, lo farà anche per tutti i ragazzi che non hanno potuto iscriversi alla scuola che desideravano?

Fra.Mino
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