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Adro, via il sole delle alpi

Sabato, Penati, Puglisi e Civati al sit-in contro la decisione leghista. Scalfarotto: “La presenza del simbolo della Lega in una scuola di Adro ricorda l’uso della svastica. Ghizzoni: “E’ occupazione leghista, il libero insegnamento è un sacrosanto principio costituzionale”. Senatori Pd: "La Gelmini non giustifichi ma applichi la Costituzione. Fermare pericoloso precedente che autorizza ad esporre simboli".

pubblicato il 15 settembre 2010 , 940 letture
Il ridente comune di Adro in provincia di Brescia, 6.416 abitanti, situato a sud del Lago d'Iseo, ai piedi del Monte Alto in Franciacortane, negli ultimi mesi è stato spesso alla ribalta della cronaca nazionale, ma non per la nota tradizione vitivinicola del Franciacorta che lo contraddistingue, piuttosto per la scandalosa e volgare amministrazione della giunta monocolore leghista che lo rappresenta. Con i soldi pubblici il sindaco leghista, Oscar Lancini, ha fatto costruire una scuola pubblica, che da quest'anno ospita 650 alunni di materne, elementari e medie, costellata dal simbolo che i leghisti hanno scelto per la Padania: ‘il Sole delle Alpi’.

Un ‘sole’ che sorge ossessivamente su: banchi, zerbini, tetti e vetrate, sulle finestre, ingressi, sugli arredi e persino sui contenitori dell'immondizia del nuovo polo scolastico che è stato inaugurato sabato scorso e intitolato a Gianfranco Miglio, considerato l’ideologo della Lega Nord, anziché ai fratelli Dandolo, come era stato previsto inizialmente.

Il sindaco Lancini di Adro, si era già contraddistinto per le sue doti di amministratore "imparziale", quando la primavera scorsa annunciò che avrebbe lasciato digiuni i figli della famiglie non in regola con il pagamento della mensa scolastica, pur se poveri e indigenti.

I docenti e il personale Ata della scuola, dopo un’assemblea, hanno scritto al sindaco per chiedere la rimozione dell’onnipresente simbolo leghista, ma non hanno avuto risposta, quindi la protesta è diventata pubblica e l’appuntamento è per sabato 18 settembre dalle 9:00 alle 12:00, con un presidio - protesta, in piazza Padre Costantino Ruggeri. L’iniziativa nata dal PD di Adro, da la lista Linfa, il Popolo Viola, l'Idv e l'Anpi. Per partecipare c’è anche la pagina Facebook dell’evento e il segretario del Pd locale Silvio Ferretti ha scritto sul social network: “Mi raccomando, portate più bandiere tricolore possibili. Quelle sì identificano chi siamo”. Alla manifestazione saranno presenti anche Filippo Penati, Capo segreteria politica di Bersani, Francesca Puglisi Responsabile scuola Pd della Segreteria nazionale, e Giuseppe Civati, presidente del forum Nuovi linguaggi e nuove culture del PD.

Intanto, il consigliere regionale dei democratici Gianantonio Girelli ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, chiedendo se questa stessa scuola, con le sue aule griffate con il simbolo politico di un movimento possa essere utilizzata, come sede elettorale per votazioni, politiche o amministrative. “Ci sarebbe un’evidente inopportunità e così -ha scritto Girelli - la scuola sarebbe dimezzata per quanto concerne le sue articolate funzioni di luogo pubblico”.

Tante le reazioni indignate degli esponenti del Partito Democratico, a tutela di una scuola pubblica e soprattutto democratica.

Francesca Puglisi, ha commentato come la vicenda di Adro sia inqualificabile: “Dopo l’assalto alle banche ora la Lega cerca di impadronirsi pure di una istituzione pubblica autonoma e democratica come la scuola. In nessun paese civile e democratico del mondo le scuole recano simboli identificativi di qualsivoglia partito politico. Nel ventennio accadevano simili cose e è gravissimo che si consenta ad un partito simili atti. I simboli devono essere rimossi immediatamente e il ministro Gelmini deve farsi carico di far rispettare la legalità violata. Non si tratta di ‘non condividere’ e di dare una tiratina di orecchie riducendo il tutto a semplice folklore. Qui si tratta di far rispettare, in maniera rigorosa, l’indispensabile separazione tra interessi pubblici e privati, evitando pericolose commistioni tra piani istituzionali diversi, bloccando chi sta distruggendo lo stato e la sua funzione”.

Anche Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico, ha paragonato la presenza del simbolo della Lega all’uso propagandistico della svastica nella Germania nazista. "Non voglio nemmeno discutere l’opportunità o la legittimità del fatto che un simbolo di partito appaia dappertutto in una struttura pubblica, ovvero che appartiene a tutti, piuttosto l’assimilazione di un atteggiamento proprio del passato regime nazista”.

“L’occupazione di uno spazio pubblico da parte di un partito politico è in palese violazione del sacrosanto principio costituzionale sulla libertà dell’insegnamento. La scuola è e deve restare libera dalle intromissioni dei partiti e, sinceramente, la storiella dell’iconografia comunale, addotta dal sindaco, fa ridere i polli. Così si è espressa anche la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

Il Gruppo PD al Senato ha presentato una interrogazione al Ministro Gelmini, sottoscritta anche dai Vicepresidenti del Guppo Pd Senato, Nicola Latorre e Luigi Zanda. Nella interrogazione si fa presente inoltre che "considerata l’ideologia secessionista che pervadela Lega, tutta la vicenda può assumere il significato di una volontà di disattendere il dettato costituzionale di eguaglianza nell’istruzione, di libertà di educazione e di unità del Paese. Per questa ragione, e considerate le prime reazioni della Ministra Gelmini che di fatto ha giustificato il comportamento del sindaco riducendolo a folklore, chiediamo di riferire in Parlamento sulle reali intenzioni del Ministro per rimuovere quei simboli e per riportare quella scuola nell’alveo della costituzione, dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e del pluralismo, affinché sia agibile per tutti i bambini e per tutte le famiglie presenti e futuri".

Sulla vicenda, le senatrici e i senatori lombardi del PD: Marilena Adamo, Antonio Rusconi, Luigi Vimercati, Fiorenza Bassoli, Emanuela Baio, Mauro Del Vecchio, Daniele Bosone, Daniela Mazzucconi e Rossi Paolo Marilena Adamo, Antonio Rusconi, Luigi Vimercati, Fiorenza Bassoli, Emanuela Baio, Mauro Del Vecchio, Daniele Bosone, Daniela Mazzucconi e Rossi Paolo, hanno presentato un'interrogazione urgente non solo al Ministro Gelmini, ma anche al ministro dell'Interno Maroni con la quale si chiede ‘quali iniziative si intendano assumere per ripristinare quel rispetto istituzionale palesemente violato da parte del Sindaco di Adro, rispetto e dignità indispensabili sempre, ma ancor di più quando si tratti di scuola, istituzione preposta alla formazione del senso civico nei giovani e ricordando che gli unici simboli consentiti sono quelli della Unione Europea, della Repubblica Italiana, del Comune e della Regione (nel qual caso trattasi di Rosa Camuna e non Sole delle Alpi!)’.

Alleghiamo il testo dell'interrogazione parlamentare presentata dai senatori Pd

________________________________________
Interrogazione urgente con risposta in Commissioni 1° e 7°

Al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca
Al Ministro dell'Interno

Premesso che
notizie stampa hanno riferito che nella scuola pubblica del Comune di Adro (BS) sono stati impressi simboli leghisti sui banchi e sull'arredo comunale, scelta giustificata dal Sindaco come legittima perchè “identitaria”;
- il Ministro Gelmini ha reagito in modo inadeguato poichè si è limitata a tacciare di “folklore eccessivo”questi fatti;
- è gravissimo che in una istituzione pubblica siano utilizzati simboli di partito e soprattutto nella scuola, istituzione dedicata alla formazione del senso civico dei giovani;
si chiede di sapere ai Ministri in indirizzo:

- se non ritengano il comportamento del sindaco in contrasto con il suo ruolo costituzionale;
- se non ritengano doveroso intervenire perchè nella scuola del Comune di Adro vengano immediatamente soppressi simboli di partito, ricordando che gli unici simboli consentiti sono quelli della Unione Europea, della Repubblica Italiana, del Comune e della Regione ( nel qual caso trattasi di Rosa Camuna e non Sole delle Alpi!);
- se non ritengano di dover fermare un pericoloso precedente che autorizzerebbe di fatto tutti i Comuni, a seconda delle diverse maggioranze che li amministrano, a esporre simboli di partito o “identitari”nelle scuole o in altri edifici pubblici.

Adamo, Rusconi, Vimercati, Bassoli, Baio, Del Vecchio, Bosone, Mazzuconi e Rossi Paolo


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L'unico esempio nella storia nazionale, di un partito che ha imposto i propri simboli agli edifici pubblici è quello del partito fascista e questa è la prima considerazione che viene in mente, anche perché spesso i rappresentanti della Lega si dimostrano eccessivamente sicuri del proprio legittimo sentimento di impunità, ed agiscono ignorando le più basilari regole democratiche. D’altronde la Lega Nord fa oggettivamente parte dell'estrema destra europea, assieme a partiti quali il Fronte Nazionale di Le Pen ed il Vlaams Block nelle Fiandre, con i quali tesse ottimi rapporti. Partiti che di fatto, sono esclusi dal gioco delle alleanze in quei paesi, mentre da noi, la Lega è il burattinaio che muove i fili del teatrino che è diventato il centro –destra italiano.

Anto. Pro.

Guarda il video che mostra gli arredi e gli addobbi leghisti nella scuola di Adro.

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