Il Pd proporrà una piattaforma riguardante i temi economico-sociali-istituzionali a tutte le opposizioni, come annunciato
nell'intervista di Bersani a la Repubblica e su essa aprirà un confronto. Lo ha dichariato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani durante un'intervista a SkyTg24.
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"Abbiamo visto tutti, dopo la cura berlusconiana dove va l'Italia: un problema enorme di democrazia, un problema enorme di crescita, e poi guardiamo gli studenti, i lavoratori o le piccole imprese, per i quali non c'è orizzonte. Bisogna guardare oltre Berlusconi e noi ci preoccuperemo di avere una piattaforma per il Paese di riforma per la Repubblica, di riforma per la crescita e il lavoro, e la rivolgeremo a tutte le forze di opposizione. E ciascuno si prenderà le sue responsabilità".
''Bisogna uscire da questo politicismo perché c'è un distacco tra istituzioni e società che è micidiale. Noi ci dobbiamo preoccupare di colmarlo, poi le alleanze vengono dopo".
Il Pd è affezionatissimo alle primarie ma si deve capire che gli italiani sono più interessati ai problemi del lavoro.
Vanno conservate le primarie? “Assolutamente sì - ha risposto Bersani - ma riformandole, a partire dal fatto che non si mette il carro davanti ai buoi. Noi, per esempio, parliamo di primarie di coalizione presupponendo che ci sia a monte una coalizione, e per esserci una coalizione bisogna intendersi sulle cose che servono al Paese. Questa è la sequenza logica, perché non si mette il carro davanti ai buoi”.
E' fantapolitica pensare a primarie con Bersani contro Casini o Fini? “Francamente mi sembra molto nell'immaginario - ha risposto sorridendo il segretario Pd - io continuo a pensare che il problema degli italiani è se si riesce a dare un po' di lavoro, non se ci sono le primarie, a cui noi siamo affezionatissimi. Ma ci rendiamo conto - ha concluso - che il Paese ha altri problemi ed è di questi che vorremo occuparci”.
"Mi pare sia l'approccio giusto, lo sostengo anch'io da un po' di tempo", ha detto Anna Finocchiaro, "e mi pare la cosa migliore per ribadire la centralita' del Partito democratico".
"Bersani indica con realismo la strada giusta", ha detto Dario Franceschini, che non significa "mettere in discussione ne' la coalizione progressista e riformista, ne' l'appartenenza al campo del centrosinistra". Per Area Democratica "la discussione e il confronto, tanto piu' in una situazione così complessa per la vita politica del Paese, sono indispensabili". E "la direzione del 23 dicembre deve servire a questo", si sottolinea.
Invece, "non ci piace invece l'idea di un pluralismo che si manifesta ogni giorno come gioco di posizionamento, come continua ricerca di elementi distintivi. Questo rinvia ai nostri elettori l'immagine di un partito incerto e oscillante, diviso. E, alla lunga, finisce per aiutare il lavoro degli avversari e competitori del Pd", si ammonisce.
L'appello all'unita' e' contenuto in un lungo articolo in cui si rivendica la scelta di presentare la mozione di sfiducia al governo, anche se e' stata bocciata, e si traccia una prospettiva per il futuro. Compresa l'apertura al terzo polo fatta oggi da Pier Luigi Bersani. Se "per responsabilita' (o meglio per la irresponsabilita') del premier si dovesse giungere al voto anticipato con questa legge, la nostra proposta e' quella di una alleanza per la Repubblica, per riformare le istituzioni e la politica, per rilanciare la crescita e tutelare il lavoro", si spiega.
"Una alleanza che veda insieme il centrosinistra e il centro, che possa coinvolgere anche il cosiddetto 'terzo polo' con l'obiettivo di chiudere definitivamente la stagione del berlusconismo, costruire le condizioni di un bipolarismo normale e avviare alcune riforme necessarie a rimettere in moto l'Italia", si sottolinea, "per affrontare la crisi serve piu' coraggio, piu' innovazione, in Italia e in Europa, da parte dei progressisti. Reagire alla campagna in corso contro il Pd. Senza o contro il Pd nessuno puo' battere Berlusconi e aprire una stagione politica nuova"
"Vedo che la proposta lanciata dal segretario Bersani e' stata resa asfittica da un'interpretazione politicista, tutta chiusa nell'ambito dei partiti, anzi solo di una parte dei partiti di centro e di centrosinistra. Il Pd in realta' vuole proporre la propria piattaforma di idee e di valori per l'Italia a tutte le forze che sono disponibili a mettersi in gioco per tirare fuori il paese dalle secche nelle quali l'ha condotto la destra berlusconiana a trazione leghista''. E' quanto spiega
Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. ''E' una piattaforma - prosegue Fassina - che il PD propone alle forze politiche di centro e di centrosinistra e alle forze economiche e sociali, alle associazioni del terzo settore, ai movimenti non violenti a tutto il paese insomma. E' una proposta aperta sul piano politico e sociale - conclude Fassina - in vista di un patto costituente capace di ridare slancio all'Italia''.