Posizione PD

NO alla violenza, sì al diritto di manifestare

L'appello del PD: lo Stato garantisca a tutti di manifestare liberamente il proprio dissenso ma bisogna isolare chi alle manifestazioni partecipa in forma organizzata e squadristica, con l'unico scopo di produrre violenza

pubblicato il 20 dicembre 2010 , 1528 letture
Bandiere Pd Pace
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I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno  troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su  cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto  tra protesta politica e violenza.  E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio  di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in  un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti.   Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna  concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come  forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare,  in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un  momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande  preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro. Noi dobbiamo evitare  che l'incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un  compito della politica, che deve dare risposte.
Lo ribadiamo: il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio  dissenso è un bene fondamentale. Ma è necessario separare, senza incertezze,  le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle  manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l’unico  scopo di produrre violenza, feriti e danni.  In questa difficile situazione si inserisce il complesso e delicato lavoro  delle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo, centrale, di difesa delle  istituzioni, della sicurezza dei cittadini e della libertà di espressione.
E’ un impegno difficile sul quale la politica e l’opinione pubblica hanno un  diritto-dovere di controllo e, quando occorre, anche di critica, ma nella  consapevolezza che il tema centrale che ci consegnano i fatti di questi  giorni è l’emergere di una violenza di piazza che va respinta subito.
Questo l’appello che rivolgiamo ai giovani, assumendoci  per quanto ci  riguarda, nei rispettivi ruoli che ciascuno di noi ha, l’impegno a difendere  i principi di legalità e i diritti alla sicurezza e all’espressione della  propria opinione.
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