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Fisco. L'alternativa passa da qui

Alla Camera è approvata la mozione presentata da Bersani sulla riforma del fisco. Il Pd si conferma la più grande alternativa al berlusconismo - Il testo della mozione

pubblicato il 22 dicembre 2010 , 5413 letture
bersani con logo PD
Che la riforma del fisco sia urgente e che la proposta del Pd vada nella giusta direzione per migliorare il sistema impositivo sono stati, finalmente, due concetti accolti anche dalla maggioranza. Oggi con voto bipartisan, la Camera ha approvato la mozione sul fisco presentata dal segretario del PD Pier Luigi Bersani che impegna il governo a una politica di riforma fiscale.

È stata una vittoria per il Partito democratico che, all'opposizione, non limita il suo ruolo di controbilanciamento ma si conferma la vera e unica alternativa politica e programmatica per le riforme che servono al Paese per la ripresa economica e sociale.

Leggi i tre punti fermi per la riforma fiscale: l'aumento dell'aliquota per le rendite finanziarie al 20%; la diminuzione del primo scaglione di aliquota al 20%; il tetto al 20% al reddito da impresa, per poi passare alla normale aliquota Irpef per la parte eccedente

“Il fisco e la sua irrinunciabile riforma è per il Pd un pilastro. Per questo l'approvazione della mozione Bersani oggi alla Camera rappresenta un passo in avanti fondamentale. Proseguiremo in quella direzione perché finché non vi sarà un fisco diverso il nostro Paese non ritroverà la strada della crescita”. Questo è stato il primo commento di Enrico Letta, vicesegretario del Partito democratico dopo l'approvazione della mozione del Pd.

Dello stesso parere anche Rosy Bindi, presidente Assemblea nazionale del Partito Democratico. "L’approvazione alla Camera sulla nostra mozione che rilancia le proposte dell’Assemblea nazionale del Pd sul fisco dimostra che la nostra alternativa è seria e credibile. Si può cambiare lavorando nell’interesse delle famiglie e delle imprese. Il Pd conferma il suo profilo riformatore e l’efficacia della sua iniziativa politica e parlamentare, in grado di incalzare il governo su una materia decisiva per realizzare maggiore equità, colpendo le rendite e le speculazioni finanziarie, e contrastando l’evasione fiscale, per sostenere i consumi e la crescita. Il voto di oggi smentisce anche quanti in queste settimane si sono esercitati nel fare la caricatura del nostro partito, la nostra opposizione non è mai pregiudiziale ma è sempre ancorata a proposte concrete per il futuro del Paese.

Per Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd “il voto favorevole e bipartisan alla Camera sul progetto di riforma fiscale preparato dal Partito Democratico, discusso e approvato dall’assemblea nazionale di Varese e poi trasformato a Montecitorio nella mozione del gruppo Pd, primo firmatario Pier Luigi Bersani, è la dimostrazione di che cosa significhi lavorare per il Paese, preparare e dare risposte ai problemi concreti dell’Italia, fare iniziative riformiste.”

“Basta dunque con le chiacchiere, con le piccole diatribe tutte chiuse su problemi politicisti, con le polemiche di schieramento. Come dimostra questo risultato, - continua Fassina – paga il lavoro approfondito. La capacità di elaborare proposte serie e costruttive. La capacità di trasformarle in iniziative parlamentari.”

“Con questo voto il Partito democratico ha dimostrato, nei fatti, che è la vera alternativa per uscire dal berlusconismo e dai danni provocati dalla destra in tanti anni di gestione asfittica dell’economia e della società.”

Anche per Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, "il via libera bipartisan alle mozione Bersani sulla riforma del fisco dimostra che il Pd avanza le giuste soluzioni per uscire dalla palude economica in cui il Paese è finito a causa del governo e che ha quindi tutte le carte in regola per essere l’alternativa alla destra. Questa vicenda dimostra anche che quando si lavora con serietà sui contenuti, si ottengono i risultati. Il programma del Pd sul fisco e su altri temi sarà uno dei contenuti di base sui quali costruire le alleanze per l’alternativa".

In allegato il testo della Mozione Pd per il fisco approvata alla Camera.
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commenti

#1 Alessandro Russo, 22/12/2010

Ottima notizia. Questo fatto dovrebbe far pensare le centinaia di persone che hanno lasciato commenti sconfortanti e privi di contenuto nei giorni passati. Il riformismo di sinistra paga. E anche il lavoro, quello serio, portato avanti anche per noi, i veri beneficiari delle riforme. Ha ragione Fassina, bisogna saper trasformare le parole in azioni parlamentari...ecco, per i vari detrattori, la vera alternativa esiste...e si chiama Pd.

#2 seppo teppo, 22/12/2010

e dire che i quotidiani on line manco ne fanno parola. questo ti fa pensare che i media hanno un modo tutto loro di valutare cosa è importante e cosa no. Della proposta non ho capito bene il discorso della tassazione al 20% del reddito di impresa: cosa si intende per "parte eccedente"?

#3 Giuseppe Giuffrida, 22/12/2010

Ottimo! Per me è una conferma del tuo buon lavoro, Segretario. Amici, avete mai sentito parlare di 20, 20, 20? Ricordate niente? Non era forse una di quelle proposte chiare fatte dal NOSTRO Partito. E tutti quelli che dicono, cadendo dal pero, "... ma qual'è la posizione del PD sul Fisco?" Ecco qua, risultato per i non credenti! Oggi pomeriggio addirittura il Sen. Marino a Radio2 ("Un giorno da pecora"): "Io vorrei sapere qual'è la posizione del PD su tutti i temi!...." INCREDIIIIIIIIIIBBBBBBBBILEEEEEEEEEEEEEEEE!! Vediamo se gli scatenati del "tafazzismo ad oltranza" si fanno vedere da queste parti?

#4 biagio costa, 22/12/2010

Notizia superlativa.Complimenti al segretario ed al suo staff. Ora bisogna mettere mano alla modifica delle pensioni per le donne del pubblico impiego per rendere facoltativo la continuazione fino a 65 anni al lavoro raggiunti i 61 anni di età.

#5 Giovanni Scano, 22/12/2010

Sono veramente contento di questo fatto. Ora mi aspetto che il Partito Democratico presenti in parlamento la sua proposta per una riforma della scuola per quella fascia d'età che va dagli 11 ai 16 anni.

#6 alex pieri, 22/12/2010

bella notizia ma il 20% è poco. almeno il 30% per le rendite finanziarie, vera fonte di reddito dei parassiti straricchi. il capitale deve produrre a livello industriale o di servizi altrimenti lo si espropri. fugge all'estero? bene, se ne vada. non vogliamo un paese di renditieri. meglio i cinesi che producono piuttosto che una classe dirigente di borghesi antiquati e incapaci di innovare, che campa di rendite e ricordi.

#7 Carlo Malvaso, 22/12/2010

Eccellente, la strada intrapresa dal PD è corretta. Le persone oneste auspicano provvedimenti capaci di produrre maggiore equità fiscale.

#8 alessio vicario, 22/12/2010

Mi sembra un ottimo risultato... MA IO CONTINUO A CERCARE QUALCHE PROPOSTA SULLA LOTTA ALLA CORRUZIONE E CONTINUO A NON TROVARE NIENTE!!!!!!!!!!!!!! DIRIGENTI, CI SIETE? QUALCUNO DICA QUALCOSA....

#9 Luigi D'Amico, 22/12/2010

Aspettavo da qualche anno una proposta che alleggerisse la pressione fiscale che grava sui ceti meno abbienti e seppure ritengo insufficiente (si tratta di circa 30€ al mese) che non cambia nella sostanza il potere d'acquisto delle famiglie, avrei aggiunto l'allungamento della fascia intermedia (quella del 27%) che consentisse una maggiore liquidità che servisse ai dipendenti ed ai consumi ancora molto sofferenti dando una spinta all'economia e favorendo il mantenimento dei posti di lavoro riducendo la spesa per gli ammortizzatori sociali e incamerando gettito fiscale come IVA IRPEF e IRAP.

#10 SERGIO DEL PERO, 23/12/2010

Ottimo lavoro, questa è la strada giusta da perseguire.

#11 Lorenzo Martinelli, 23/12/2010

Una mozione con poco valore, al massimo una dichiarazione di intenti. In tutto questo, in nome dello stato di "emergenza democratica" in cui ci troviamo, si vuole mettere su un novello Comitato di Liberazione, allargato pure a Fini e Casini. In nome delle feste di Natale, la discussione e' rimandata a dopo l'Epifania. I problemi del Paese prima, e del partito dopo, possono pure aspettare. Per favore, andate via tutti.

#12 Luca Buracchi, 24/12/2010

Alle elezioni del 2006 il Centrosinistra arrivò con un vantaggio oceanico nei sondaggi. Vantaggio che venne bruciato quasi interamente da una campagna elettorale suicida sul piano fiscale e fortemente incentrata sull'aumento delle tasse sui risparmi. Il risultato fu una vittoria al fotofinish che rese il secondo Governo Prodi appeso al voto dei senatori a vita e destinato a cadere dopo una vita travagliatissima. C'è una differenza fondamentale fra quella campagna e la prossima: in quella il polo berlusconiano recuperò circa tre milioni di voti, questa volta potrebbe beneficiarne molto di più. Questo perché all'epoca non c'era De Benedetti, la cosiddetta tessera numero 1 del PD. Guardiamo i fatti: le cosiddette "tasse sulle rendite finanziarie" non sono ANCHE tasse sui risparmi, sono SOLO tasse sui risparmi, in quanto vanno a colpire esclusivamente la parte economicamente medio-bassa della popolazione. Questo perché sono i risparmiatori quelli privi delle infinite opzioni per non pagare niente che hanno i capitali veri. La parte economicamente alta della popolazione, come De Benedetti, tanto per non girarci intorno, prende come minimo la residenza in Svizzera e non paga nemmeno il 12,50%..... Con il risultato che alle prossime politiche è facilissimo che Tremonti si presenti in continuazione in televisione con la fotografia di De Benedetti dicendo a tutti: "visto? La sinistra aumenta le tasse su voi risparmiatori che avete poche migliaia di Euro di risparmi, mentre i capitalisti veri come questa faccia qui non pagano un centesimo di Euro! Il nostro programma elettorale è contrario all'aumento delle tasse sui risparmi.". Questa volta ne guadagnano ancora di più di voti.

#13 Giovanni Araldo, 27/12/2010

Anch'io sarei d'accordo a tassare le rendite finanziarie,la nonna Teresa con il suo cc paga il 27% di tasse sugli interessi e chi possiede titoli paga solo il 12,50%. Ma qui dobbiamo essere chiari,cisono pensionati che hanno lavorato 40 anni e magari iscritti alla CGIL e ora possiedono 20-30000 euro in titoli o obbligazioni che si vedranno decurtare quella misera cedola che gli permette di pagare la rata condominiale. Io sono uno di questi,e sarei anche d'accordo a tagliarmi una fettina di risparmi ma la penseranno tutti cosi? I giornali cosa scriveranno? a meno che il Pd non preveda una soglia che difenda almeno i piccoli risparmiatori. Un altra cosa vorrei aggiungere,il ministro Tremonti un giorno elogiò quello strumento denominato ISEE (INVENTATO dalla sinistra)e allora perchè non usarlo per far pagare le tasse agli italiani? Saluti e buon lavoro

#14 Luca Buracchi, 27/12/2010

La sinistra ha iniziato a perdere sulle tasse già nel 1994, quando Bertinotti si inventò la stravagante teoria della necessità di tassare i BOT. Stravagante, fra l'altro, perché per collocarli occorreva pure alzare i tassi tornando da capo. Col brillante risultato che la sinistra riuscì a perdere quantità immani di voti per una proposta che nemmeno prevedeva benefici per le casse pubbliche. Se devi perdere uno sproposito di voti sarebbe logico almeno farlo per qualcosa di utile al Paese..... Passano gli anni, tanti anni, eppure l'autolesionismo elettorale non passa.... Significativo che si parli ORA di escludere i Titoli di Stato. Significativo perché le statistiche della Banca d'Italia evidenziano come oramai solo il 5,3% del risparmio italiano sia in Titoli di Stato.... Ossia, quando era dominante quel tipo di risparmio la sinistra si proponeva di attaccare il grosso del risparmio in un paese celebre per i suoi risparmiatori. Ossia minacciava il grosso dei risparmiatori (che in Italia corrisponde al grosso dell'elettorato), con un risultato elettorale scontato. Ora che il grosso del risparmio è da altre parti si propone di attaccare le altre parti.... Con lo stesso identico risultato: viene minacciato il grosso dei risparmiatori/elettori e vengono regalati voti a Berlusconi. Berlusconi sarà anche un delinquente, ma non è cretino, se gli permetti di fare campagne del tipo: "i "comunisti" vi attaccano i risparmi, chi ve lo fa fare di farvi colpire?" ci spolpa senza problemi. E sarà anche giusto così perché se 16 anni dopo non è stata ancora imparata la lezione..... Il bello è che vengono proposte/paventate alleanze con SEL, con FLI o con quasi qualunque cosa si muova e poi vengono fatte proposte che porteranno a perdere l'equivalente dei voti di partiti di quella taglia..... Berlusconi è impresentabile, ma finché può fare campagne elettorali in cui può agitare lo spettro fiscale sarà sempre in vantaggio. Se il centrosinistra presentasse un pacchetto di riduzioni della spesa pubblica (ed in un paese in cui è prossima al 50% del PIL eccome se c'è spazio di renderla più efficiente e giusta) e corrispondenti riduzioni delle tasse SUI REDDITI BASSI farebbe la sinistra e le elezioni le vincerebbe senza problemi. Ma sembra che 16 anni dopo non sia riuscita nemmeno a capire che se non si toglie questa smania di inventarsi nuove tasse Berlusconi sarà sempre avvantaggiato. Già alle prossime politiche si inventerà qualche sparata come quella sull'ICI, regalargli pure l'aumento delle tasse sui risparmiatori chiude la contesa elettorale ancora prima di iniziarla. Fra l'altro usando anche citazioni nobili, come la Costituzione Italiana e Luigi Einaudi: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". (art.47 Costituzione italiana); “Il risparmio non è un flusso finanziario che va al consumo, anzi è la rinuncia ad un consumo presente per ottenerne uno futuro. Il profitto sul risparmio (gli interessi) è il prezzo di questa rinuncia. Tassare gli interessi vorrebbe dire creare una discriminazione tra consumi presenti e futuri, vorrebbe dire bloccare il movimento fisiologico dell’attività economica, produttiva e di investimento.” (Luigi Einaudi)

#15 Luca Buracchi, 27/12/2010

Volevo editare il messaggio precedente perché la Costituzione non si cita, si applica. Permettere a Berlusconi di farsene scudo è come permettere ad Hitler di farsi scudo con gli ebrei: assolutamente imperdonabile. Per chi non l'avesse mai letta, ribadisco: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". (art.47 Costituzione italiana)

#16 mirco arletti, 27/12/2010

Bel colpo,facciamo conoscere che il parlamento ha approvato un impegno a riformare il fisco sostenuto dal PD sperando lo leggano tutti quelli che(giornalisti,commentatori)che continuano a sostenere che il pd non c'è non ha proposte ecc....PS un suggerimento,proviamo a fare la stessa cosa per il lavoro ai giovani e soprattutto contro la precarietà che attanaglia l'esistenza di tanti giovani e ragazze.

#17 Giuseppe Basso, 28/12/2010

La costante sottolineatura della questione, da parte del segretario, a nome di tutto il PD, oltre che giusta, evidenzia un notevole coraggio politico. Le pesanti iniquità del sistema fiscale in Italia sono talmente diffuse e radicate da suscitare forti reazioni di coloro che traggono notevoli vantaggi indebiti. E simili vantaggi attraversano tutto l'elettorato italiano. Mantenere e conquistare, pertanto,i necessari consensi per affermare più giustizia,più equità e più sviluppo ai fini dell'interesse generale, mentre confermerà la serietà di chi avanza proposte concrete, rappresenterà anche la crescita delle responsabilità individuali nell'accogliere quelle proposte sul fisco, contribuendo a rendere più civile il paese; finchè si è in tempo. Credo che la condivisione raggiunta in Parlamento,sia, pertanto, un bel segnale. Ora, ritengo che sarebbe importante e utile aggiungerne un altro: sui privilegi ingiustificati della politica, e non solo della politica. Giuseppe Basso , rendendo più civile il nostro Paese. segno di serietà da parte di chi avanza la proposta e una grande prova di responsabilità da parte di chi la proposta la riceve.

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