Comunicato stampa

Mirafiori: Fassina, “Accordo regressivo, servono regole per la democrazia sindacale”

di Stefano Fassina,  pubblicato il 24 dicembre 2010 , 2748 letture
fiat

“L'accordo separato su Mirafiori, dopo quello di Pomigliano, non può essere giudicato un successo da nessuno. E’ un accordo regressivo.” Lo afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd.
“Innanzitutto, - prosegue Fassina – è frutto di una drammatica asimmetria nei rapporti di forza tra capitale finanziario libero nella dimensione globale e lavoro prigioniero della dimensione locale. Ma, è anche frutto di regole della rappresentanza inadeguate e di inadeguate regole della democrazia nei luoghi di lavoro. L’accordo, di fatto, apre allo smantellamento del contratto nazionale, alla negazione della democrazia sindacale, alla concorrenza al ribasso sulle condizioni del lavoro.” “Per ricondurre le newco Fiat al perimetro interconfederale e del contratto nazionale – continua Fassina – ed evitare una deriva perdente per tutti, di fronte ad un governo impegnato a far regredire i diritti dei lavoratori, i livelli di rappresentanza confederali dovrebbero al più presto arrivare ad un accordo sulle regole della rappresentanza e di validazione dei contratti, in modo da garantirne l'esigibilità, necessaria ad aziende e lavoratori, ma in un contesto unitario e pienamente democratico. Un accordo – conclude Fassina – che il Parlamento dovrebbe raccogliere per fare una legge-quadro”.

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commenti

#1 claudio bernardini, 26/12/2010

Salve, Visto che nei prossimi giorni dovrò discutere con tanti lavoratori dell’accordo Fiat, che vi allego, qualcuno mi dice in modo chiaro quale è la posizione del PD in merito? Lo chiedo perché le prime prese di posizioni di esponenti del Pd sono (anche su questo) alquanto diverse: • DAMIANO.- Sono "inaccettabili" le nuove regole sulla rappresentanza sindacale stabilite nell'accordo su Mirafiori. Lo afferma Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, secondo cui "questa nuova regola voluta dalla Fiat opera un cambiamento inaccettabile nelle regole della rappresentanza". "I contenuti sui quali si basa l'accordo - spiega Damiano - andranno valutati e approfonditi. Quello che continua a essere negativo è che si arrivi ancora una volta a un accordo separato, che sicuramente non favorirà corrette relazioni sindacali, non solo negli stabilimenti Fiat. La novità apparsa in quest'ultima occasione - aggiunge il deputato del Pd - e che noi consideriamo negativa, è quella che collega la possibilità di avere una rappresentanza sindacale negli stabilimenti della newco Fiat-Chrysler con la sottoscrizione dell'accordo stesso. In questo modo si supera di fatto l'intesa interconfederale, siglata da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, nel dicembre del 1993". • MORGANDO. Il recupero di strategia unitaria tra sindacati metalmeccanici, nella prosecuzione del confronto sul futuro di Mirafiori. E' quanto auspica Gianfranco Morgando, segretario del Pd Piemontese. All'indomani dell'accordo tra Fiat e sindacati, non firmato dalla Fiom, il segretario piemontese del Pd, Gianfranco Morgando, prende atto "delle divergenze che non hanno reso possibile la firma unitaria da parte di tutte le organizzazioni sindacalie" ed esprime l'auspicio che "nella prosecuzione del confronto si possa recuperare una strategia unitaria". Positivo il giudizio di Morgando sull'accordo, che sarà oggetto di una riunione allargata delle segreterie regionale e provinciale del Pd, il prossimo 28 dicembre. "La firma dell'accordo su Mirafiori rappresenta un risultato molto importante per Torino. Era prioritario salvaguardare l'investimento per le conseguenze che questo comporterà per il futuro produttivo ed occupazionale della nostra città e del Piemonte" ha dichiarato Morgando. Per favore una risposta chiara, perché sarebbe troppo semplice dire il pezzo degli investimenti va bene e quello che impedisce al sindacato che non sottoscrive un accordo di essere presente in azienda “NO”. Siccome quando si arriva alla fine di una trattativa il giudizio e quindi la decisione se firmare è un giudizio nel complesso dell’accordo, chiedo il PD lo avrebbe firmato? Avrebbe scambiato promesse d’investimenti e qualche euro in più con l’impedimento, per il sindacato che non accetta queste norme, di presentare liste per la R.S.U., poter avere permessi sindacali stabiliti dallo statuto dei lavoratori o poter avere trattenute a favore dei lavoratori aderenti al sindacato che non ha firmato? Nella sostanza costringendo quel sindacato di diventare un organizzazione clandestina, come nel dopoguerra. Saluti e a presto Claudio Bernardini membro RSU della Sidel (PR) 1000 dipendenti amministratore del PD Ps. NEL MERITO DELL’ACCORDO. • Pag.3 clausola di responsabilità. Se viene meno, anche solo una minima parte, dell’accordo cessano: i permessi sindacali, le trattenute sindacali, la possibilità di partecipare ai Direttivi questo per le organizzazioni firmatarie, quelle non firmatarie (es. F.I.O.M.7CGIL ) addirittura non possono esistere in fabbrica. Provate a pensare i delegati sindacali delle OOSS firmatarie, che autonomia avranno, sapendo che la prima volta che difenderanno una violazione dell’accordo saranno privati dei permessi aggiuntivi. • Pag. 5 commissione di conciliazione. È paritetica e i Rappresentati dei lavoratori non sono eletti dagli stessi lavoratori, ma designati dalle Organizzazioni Sindacali. Sostituisce il Giudice del Lavoro e fino che non si è espressa non si può fare sciopero e se non si riunisce, perché l’azienda la boicotta, non puoi fare nulla perché altrimenti scatta la clausola di responsabilità. • Pag. 6 organizzazione del lavoro. Chi lavora in linea sa cosa vuol dire. QUA non devi avere la prostata infiammata. • Pag. 9 Indennità. VORREI CHE NOTASTE DI CHE CIFRE SI PARLA. 10€ mese lordi. • Pag. 10 ASSENTEISMO. È talmente chiaro che non ha bisogno di commenti. Si toglie il pagamento del 1° e poi 2° giorno di malattia. Vorrei solo far notare che 6%, 4% , 3,5% di assenteismo non sono le % di assenteismo di Pomigliano quando gioca il Napoli. • Pag. 23 STRAORDINARIO. Ok che i lavoratori in questo momento sono per fare straordinario, ma qua sono 120h obbligatorie senza se e senza ma. • Pag. 37 . che un comunicato stampa diventasse un documento d’impegno aziendale per investimenti sottoscritto dai sindacati è veramente una novità. • Pag 43 e oltre. DIRITTI SINDACALI. Qua si raggiunge il top. NESSUN RAPPRESENTANTE SINDACALE ELETTO DIRETTAMNTE DAI LAVORATORI, quindi spariscono le R.S.U. e vi sono solo delegati che hanno sottoscritto l’accordo, ecc.. INSOMMA SI RITORNA non ai consigli di fabbrica degli anni 70, ma ai rappresentanti sindacali fedeli al padrone come negli anni del dopoguerra e per chi non firma si dovrà FARE ATTIVITA’ CLANDESTINE come faceva mio padre negli anni 50/60, VISTO CHE NON POSSONO NE INDIRE ASSEMBLEE O AVERE una SEDE per chi non ha condiviso l’accordo.

#2 benedetto tilia, 27/12/2010

Il commento di Claudio Bernardini, sia pure con molta cautela, rende chiaro che cosa è in gioco in questa vicenda del cosiddetto accordo Fiat e anche che la dichiarazione di Fassina, che pure esprime disaccordo, finisca per risultare pilatesca. La strategia che la Fiat e Marchionne stanno portando avanti, con la confindustria pronta alle spalle è un attacco a tutto il mondo del lavoroe ai diritti costituzionali dei lavoratori a cominciare da quelli sindacali. Per quanto riguarda il PD un'ambiguità o una sottovalutazione della gravità di questa gestione eversiva e regressiva del rapporto delle imprese con i lavoratori sarebbe fatale. Ci sono dei punti che attengono alla natura stessa dell'elettorato e dell'insediamento culturale del PD, oltre che alla tenuta del tessuto democratico e civile del Paese (di cui industria e finanza si disinteressano completamente salvo poi strillare contro il pericolo estremista)su cui il programma politico che Bersani si appresta a presentare agli elettori e agli altri partiti di opposizione non può avere margini di ambiguità. O è il mondo dei lavori, le sue conquiste e le sue prerogative, la base della proposta del PD oppure il suo stesso ruolo politico va a farsi benedire. Per essere più chiari: non è possibile nessuna equidistanza tra chi (Fiat e sindacatini gialli FIM e Uilm) attaccano i diritti costituzionali e le conquiste politiche e sindacali di decenni di lotte e chi, come la Fiom, li stà difendendo.

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