Posizione PD

Fiat, "Investimenti preziosi, ma strappi sulle regole"

Documento congiunto di: Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro PD, Gianfranco Morgando, Segretario PD Piemonte, Paola Bragantini, Segretaria PD Torino

di Paola BragantiniGianfranco MorgandoStefano Fassina,  pubblicato il 29 dicembre 2010 , 8137 letture
termini imerese fiat
“L’accordo su Mirafiori come l’accordo su Pomigliano vanno valutati su due piani distinti, sebbene connessi: la riorganizzazione delle condizioni del lavoro; le regole della rappresentanza, della democrazia e della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle sorti dell’impresa. Sul primo piano, la ridefinizione, impegnativa ed intensa, avviene a fronte di una prospettiva di sviluppo e di occupazione. Sul piano delle regole della rappresentanza e della democrazia si compiono strappi ingiustificabili, mentre non si fa alcun passo avanti per la partecipazione dei lavoratori nell’impresa, anzi il ritorno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali è un chiaro passo indietro”. 

E’ quanto si legge in un documento congiunto redatto al termine della riunione delle segreterie del Pd piemontese e del Pd torinese con il responsabile dell’Economia e del Lavoro della segreteria nazionale del Pd, riunione convocata per esaminare insieme la questione Fiat. Il testo è firmato da Stefano Fassina, Gianfranco Morgando e Paola Bragantini, rispettivamente membro della segreteria nazionale e segretari del Pd regionale e del Pd provinciale. Il testo ha per titolo: Fiat: lavoro, rappresentanza e partecipazione democratica dei lavoratori e delle lavoratrici. “Fabbrica Italia” - vi si legge - prospetta importanti potenzialità di lavoro, reddito, qualità sociale per i territori direttamente interessati e per il nostro paese. Gli investimenti previsti, ancora in larga misura indefiniti ed incerti (dei 20 miliardi previsti, soltanto 1,3 miliardi sono stati effettivamente “pianificati”), sono preziosi, irrinunciabili, a Torino come a Pomigliano, tanto più in una fase di prospettive anemiche di crescita e di occupazione. Oltre alle migliaia di lavoratori e lavoratrici delle aziende Fiat, coinvolgono filiere di centinaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori dell’indotto. Gli accordi sottoscritti per Pomigliano e Mirafiori consentono l’avvio di rilevanti investimenti. L’accordo su Mirafiori come l’accordo su Pomigliano vanno valutati su due piani distinti, sebbene connessi: la riorganizzazione delle condizioni del lavoro; le regole della rappresentanza, della democrazia e della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle sorti dell’impresa. Sul primo piano, la ridefinizione, impegnativa ed intensa, avviene a fronte di una prospettiva di sviluppo e di occupazione. Sul piano delle regole della rappresentanza e della democrazia si compiono strappi ingiustificabili, mentre non si fa alcun passo avanti per la partecipazione dei lavoratori nell’impresa, anzi il ritorno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali è un chiaro passo indietro. Oggi, in Italia, le regole della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro del settore privato sono carenti e non assicurano, in particolare un contesto di divergenti posizioni tra i sindacati, sufficienti garanzie per la piena attuazione delle scelte, anche in presenza di condivisione dalla maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici interessate. L’esigibilità, ossia il pieno rispetto, degli accordi sottoscritti è condizione fondamentale per realizzare gli investimenti di Fiat come di ogni altra impresa. Il problema dell’innovazione delle relazioni industriali è, da tempo, un problema reale, generale, sia per le imprese italiane sia per l’attrazione di investimenti dall’estero. Per risolvere il problema della piena esigibilità, le soluzioni individuate negli accordi sottoscritti per gli stabilimenti di Pomigliano e di Torino-Mirafiori sono sbagliate. Non sono accettabili illusorie scorciatoie – quali la fuoriuscita dal sistema confederale di rappresentanza – volte a negare diritti di rappresentanza ai sindacati che, attraverso il voto e gli iscritti, nelle forme autonomamente decise dagli accordi interconfederali, rappresentano lavoratori. Un’opzione, peraltro, con scarso consenso del mondo imprenditoriale. L’esigibilità degli accordi a tutti i livelli va garantita nella salvaguardia dei diritti di tutti i lavoratori e lavoratrici alla rappresentanza sindacale. È possibile raggiungere tale inscindibile doppio obiettivo mediante un’intesa interconfederale sulla rappresentanza e la democrazia sindacale per definire le condizioni di validazione dei contratti e degli accordi. L’intesa tra le parti sociali dovrebbe poi essere oggetto di una legislazione di sostegno. Il punto di riferimento è l’intesa di CGIL, CISL, UIL del maggio 2008. Si tratta di un’importante acquisizione unitaria da aggiornare, senza alterarne equilibrio di fondo, in modo da chiarire il perimetro dei diritti indisponibili esclusi dalla contrattazione e coniugare la primaria responsabilità contrattuale dell’organizzazione sindacale all’intervento, più esplicito e definito, dei lavoratori in tutte le fasi del processo negoziale, fino alla validazione finale sugli accordi, anche attraverso il ricorso al referendum vincolante per tutti. L’intesa interconfederale dovrebbe includere una parte aggiuntiva volta a definire forme di partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici al capitale e agli utili dell’impresa, come anche alle sue scelte strategiche, attraverso lo sviluppo dei diritti di informazione e di consultazione e, in prospettiva, con la presenza nella “governance” dell’impresa in linea con le migliori esperienze europee, secondo l’ispirazione dell’articolo 46 della nostra Costituzione. In tale contesto, la risposta alle caratteristiche produttive e all’organizzazione del lavoro dell’industria automobilistica, come per altri ambiti segnati da forti specificità, può essere trovata in una normativa ad hoc nel contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici (come è per la siderurgia). Si dovrebbe poi al più presto arrivare ad una significativa riduzione del numero dei contratti nazionali e alla loro trasformazione in ampi contratti-quadro per grandi settori produttivi all’interno dei quali le specificità organizzative di ogni realtà produttiva potrebbero trovare risposta in più robusti contratti aziendali o in contratti di comparto. La cultura sindacale e datoriale largamente prevalente in Italia, come dimostrato dalle recenti posizioni espresse dai vertici di tutte le forze economiche sociali, consente di arrivare in tempi rapidi a soluzioni condivise, fondate sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese. L’innovazione delle regole della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro lungo le linee indicate e l’articolazione del contratto nazionale metalmeccanico per il comparto auto aprono le porte al rientro delle newco FIAT nel quadro interconfederale e nel perimetro del contratto collettivo nazionale di lavoro. È un percorso utile alla qualità dell’ordine economico e sociale dell’Italia. È, al contempo, un requisito di efficienza, in quanto una stagione di conflittualità e la concorrenza al ribasso, inevitabile senza la tenuta delle regole interconfederali e del contratto nazionale, sono alla lunga perdenti per tutti. Il conflitto sorto intorno alle vicende di “Fabbrica Italia” si sarebbe potuto ridimensionare in presenza di un governo impegnato a sostenere, come avviene negli USA, in Francia, in Germania, i profondi processi di ristrutturazione del settore automotive attraverso la politica industriale ed una visione strategica all’altezza del potenziale manifatturiero dell’Italia. Invece, il Governo Berlusconi ha rimosso i programmi di politica industriale avviati dal Governo Prodi e si è dedicato ad alimentare la divisione tra le forze economiche e sociali. Da ultimo, si è irresponsabilmente sottratto al compito politico di favorire l’innovazione delle regole della rappresentanza, della democrazia nei luoghi di lavoro e della partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese. Il Partito Democratico continua a portare avanti l’iniziativa politica nei territori e in Parlamento per costruire le condizioni di convergenza delle forze economiche e sociali per l’innovazione delle regole fondamentali di una Repubblica fondata sul lavoro. Intervista a Stefano Fassina - La Stampa: "Fiat, evitiamo quelle soluzioni che creano conflitti"
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commenti

#1 benedetto tilia, 29/12/2010

La strategia che la Fiat e Marchionne stanno portando avanti, con la confindustria pronta alle spalle, è un attacco a tutto il mondo del lavoro e ai diritti costituzionali dei lavoratori a cominciare da quelli sindacali. Per quanto riguarda il PD un'ambiguità o una sottovalutazione della gravità di questa gestione eversiva e regressiva del rapporto delle imprese con i lavoratori sarebbe fatale. Ci sono dei punti che attengono alla natura stessa dell'elettorato e dell'insediamento culturale del PD, oltre che alla tenuta del tessuto democratico e civile del Paese (di cui industria e finanza si disinteressano completamente salvo poi strillare contro il pericolo estremista) su cui il programma politico che Bersani si appresta a presentare agli elettori e agli altri partiti di opposizione non può avere margini di ambiguità. O è il mondo dei lavori, le sue conquiste e le sue prerogative, la base della proposta del PD oppure il suo stesso ruolo politico va a farsi benedire. Per essere più chiari: non è possibile nessuna equidistanza tra chi (Fiat e sindacatini gialli FIM e Uilm) attaccano i diritti costituzionali e le conquiste politiche e sindacali di decenni di lotte e chi, come la Fiom, li sta difendendo. I comunicato di Fassina col PD del Piemonte parla di un mondo che non c'è mentre fiat e sindacatini compiacenti suonano la tromba di guerra. Dopo anni di cedimenti sul fronte del lavoro precario, di quello pubblico, della cultura e della ricerca, dopo la vergogna di Pomigliano questo ultimo insulto alla dignità del lavoro è la linea del Piave su cui il PD non può arretrare. Qualsiasi "strappo" rispetto ai conclamati richiami alla Costituzione e alla dichiarata condizione del PD come partito del lavoro debbono essere sottoposti al partito vero(assemblea nazionale, referendum attraverso i circoli) pena una cesura irrimediabile con gran parte dell'elettorato (già abbastanza sfottuto da dichiarazioni irresponsabili come quelle di Fassino e di Marini).

#2 marco maiolatesi, 29/12/2010

Sono completamente d'accordo con Benedetto. La debolezza con la quale il Partito sta affrontando la questione Fiat è intollerabile considerando la posizione contraria che ufficalmente ha assunto Fassina. E' intollerabile il silenzio del segretario fatte salve alcune battute qua e là. Una posizione più dura secondo me avrebbe aiutato Fiom nella trattativa e comunque avrebbe contribuito a fare chiarezza fra i partiti Lega inclusa che si è fatta "partito dei lavoratori". Non è più tempo per le equidistanze rischiamo di lasciare soli i lavoratori che inevitabilmente

#3 Giuliano Bertozzini, 29/12/2010

Meno male, cari amici, che è uscito questo documento a mettere in chiaro le posizioni del nostro partito, contarie, e vorrei vedere, ai gravissimi strappi che la politica di Fiat e, purtroppo, anche dei sindacati che la subiscono, infliggono alla democrazia ed alla libertà di rappresentanza sindacale, e, con essi, alla democrazia tutta ed alla onvivenza civile nel nostro paese. Meno male, dico, perchè con le incomprensibilmente superficiali e remissive dichiarazione prima udite da alcuni nostri dirigenti, Fassino, Fioroni e Marini, che, per altro, tutti stimo, si stava consumando un ennesimo dramma nel nostro rapporto col mondo del lavoro, coi lavoratori e pure alcune, importanti parti dell'imprenditoria, viste le dichiarazioni preoccupate anche del presidente di Federmeccanica sulle lacerazioni prodotte dagli accordi di Marchionni nel rapporto con il sindacato. E' un altro, deprecabile episodio, purtroppo, dell'avventatezza e poca responsabilità con la quale si corre alle dichiarazioni a titolo personale, da parte di tanti dirigenti del nostro partito, senza preoccuparsi della condivisione delle loro dichiarazioni dentro gli organismi ufficiali del partito, anzi, a volte proprio con l'intento di differenziarsene. Basta, amici cari, basta davvero con queto modo personalistico ed autolesionista di muoversi. Condivido l'analisi e le proposte del documento di Stefano Fassina e dei dirigenti rgionali piemontesi e comunali torinesi del partito, che però, per me, sono solo la prima, indispensabile risposta in questo clima arroventato di attacco alle classi popolari nel nostro paese. E non solo alle classi popolari: si comprenda che nel mirino c'è la cultura democratica e riformnatrice del nostro paese, ci siamo noi, noi PD che ne siamo ormai l'unico, vero portatore nel sistema politico del nostro paese. O vogliamo far finta che non sia così, che l'obiettivo, assieme ai lavoratori ed ai loro diritti, alle libertà democratiche frutto delle lotte della sinistra e delle forze democratiche del nostro paese, non siamo noi?

#4 Daniele Mazzola, 29/12/2010

Molto d'accordo con Marco e Benedetto. Sono davvero arrabbiato per le dichiarazioni di Fassino ed altri che hanno subito occupato le prime pagine di internet oscurando completamente quella che è la posizione contraria ed ufficiale del Partito riassunta da Fassina in questo documento. Come militante provo davvero un senso di sofferenza ogni volta che vedo la posizione di un singolo dirigente fare più notizia della posizione ufficiale del Partito. Riguardo all'accordo spero il PD abbia la forza e la volontà di rinnegarlo ed essere a fianco della CGIL durante la dura battaglia che si dovrà combattere nel mondo del lavoro.

#5 Ennio Gobbo, 29/12/2010

Se tutto il PD non esprimerà la sua netta contrarietà alla parte dell' accordo che annulla sessant' anni di storia sindacale del nostro Paese, a mio giudizio, si vedrà girar le spalle da una grande parte dei lavoratori che speravano in un cambiamento. Non basta chiedere una discussione in Parlamento ma devono essere analizzate le ragioni di TUTTE le organizzazioni sindacali e battersi, assieme a loro, una volta raggiunta una sintesi, affinchè non ci si ritrovi a lavorare come negli ex Paesi dell' Est. Il Sindacato italiano veniva preso a modello per la democrazia e la libertà applicata nel mondo del lavoro (Solidarnosc docet) ma le forze economiche attuali non hanno più alcuna remora nel calpestare diritti e dignità. Il profitto sopratutto! Salvo l' enunciazione di grandi investimenti, non si è sentito parlare di nuovi modelli di vetture, moderni, economici e poco inquinanti. Quante chiacchere a vuoto abbiamo fatto negli ultimi anni!

#6 Francisco Miramontes, 29/12/2010

Vorrei che Dalema, Fassino, Chiamparino, Fioroni e Marini mi spiegassero come si fa a votare un referendum-ricatto imposto dalla FIAT in cui i lavoratori devono esprimersi allo stesso tempo sul mantenimento del posto di lavoro, aumento degli straordinari, pausa mensa a fine turno, divieto di sciopero e impossibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali. Loro avrebbero votato di sì se fossero lavoratori? Deludente, ma sono liberissimi di farlo. Sinceramente mi sarei aspettato una risposta diversa da chi pretende di rappresentare e difendere i diritti del lavoro. Lascino la parola a noi metalmeccanici iscritti alla FIOM e al PD, che forse abbiamo qualcosa da dire, visto l'attacco senza precedenti ai diritti del lavoro ci riguarda in prima persona. Per la prima volta nella storia repubblicana si è firmato un accordo tra sindacati e impresa che esclude un altro sindacato e nega ai lavoratori il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare. Cos'altro deve succedere per darci una mossa? Con che faccia ci presenteremo davanti ai cancelli della FIAT nella prossima campagna elettorale?

#7 Alan Piccolotto, 29/12/2010

Noto con grande piacere la presa di posizione del responsabile economia del partito sulla questione fiat che va nel verso giusto di tutta la questione centrando di fatto l'obiettivo. Seppur molto difficile da comprendere l'intervista rilasciata oltre a dimostare competenza dimostra che nel partito c'è ancora qualcuno che sta dalla parte dei lavoratori in modo responsabile e non demagogico. Sono d'accordo con Fassina sul discorso dei diritti lesi da marchionne ma il dispiacere che mi ha provocato Fassino, Chiamparino e altri esponenti nazionali pd nel sentirli accettare e promuovere l'iniziativa fiat è troppo grande e dolorosa. Uno perchè un partito che vuole essere di sinistra dovrebbe difendere a ranghi compatti la classe lavoratrice, la quale è smarrita e senza riferimenti politici, e due perchè il partito non riesce mai ad essere chiaro, diretto e trasparente. In questo modo io posso essere d'accordo con Fassina ma non sentirei, e non sento, vicino questo partito. Tutte queste posizioni contrsatanti non fanno altro che generare confusione, indecisione e sfiducia da parte mia e di tanti elettori nei confronti di quello che dovrebbe essere il più grande partito d'opposizione.

#8 antonio merlo, 29/12/2010

Ho 54 anni,lavoro da quando ne avevo 14,ho militato nella fgci,ho sempre votato PCI,PDS,DS,PD,mi sono turato il naso tante volte facendomene "una ragione " di scelte dubbie,a volte incomprensibili.Ho sempre sperato in un riscatto,in una conformazione d'identita' nella quale riconoscermi in pieno.La generazione di mio padre ha sofferto per i diritti che stiamo smantellando e che qualcuno vuol far passare per privilegi facendoci sentire in colpa con i nostri figli.Non sono i turni,gli straordinari,le pause i veri ostacoli ,lo sapete bene,ma la volonta' di essere rappresentati in una contrattazione dignitosa e vera e non c'e' nessuna crisi che giustifichi una tale rinuncia.Chi ha approvato quest'accordo o anche chi nicchia la sta giustificando .Questo partito e' come un fiume che dopo un percorso incerto va' ,miseramente a morire in una palude.E' inutile gridare che si esige rispetto quando si tradiscono le persone che hanno confidato in te per una vita....ma basta , le prossime elezioni,per la prima volta non votero'.

#9 stefano fassina, 29/12/2010

carissimi amici e compagni, carissime amiche e compagne, il pd è ancora un work in progress, in una fase turbolenta sul piano economico e sociale, segnato da profonde trasformazioni. Il documento ufficiale del pd è larghissimamente condiviso nel partito, frutto di un lavoro collettivo partecipato da protagonisti portatori di culture politiche e sindacali diverse. La presenza di altre voci, pur autorevoli, strumentalmente esaltate dai media, non deve offuscare il merito e la forza delle nostre posizioni. Sarebbe auspicabile maggiore autodisciplina, serve pazienza, ma piano piano ci arriviamo. e' fondamentale il contributo dei dirigenti sul territorio e degli iscritti.

#10 ivan balboni, 29/12/2010

Quanto siamo tristi. Quanto siamo scialbi. Quanto siamo equilibristi. Attenti a tentare di precluderci alcuna via. Da quanto tempo il compagno Fassino (possiamo ancora chiamarci così o si rischia l'accusa di nostalgico estremismo?, non visita una fabbrica? Che ne sa di come si vive lì dentro? Come si fa a non capire cosa sta succedendo? Come si fa a non assumere una posizione netta, precisa, nemmeno in un'occasione così? Ho sempre votato PD da quando è stato fondato. Sono andato a votare alle primarie. Insomma ci (vi?) ho creduto. Ma ora come si fa? Che fiducia si può avere in un partito che, nemmeno in circostanze così, assume posizioni chiare, non ambigue (e ai suoi massimi livelli...). O mi son perso qualcosa? Credo proprio che, almeno per quel che mi riguarda, la misura sia colma. Peccato.

#11 daniele spagnolatti, 29/12/2010

penso che piu che parlare di quanto la liberta sindacale nella fiat sia inportantante parlare di lavoro nero non come negri ma come reato equiparabile allo sfruttamento e riduzione in schiavitù questo aiuterebbe la legalità la concorrenza ma anche la definizione di nuove forme di lavoro il lavoro nero è una forma di schiavitù!

#12 daniele spagnolatti, 29/12/2010

facciamo una legge contro il lavoro in nero come riduzione in schiavitù!

#13 daniele spagnolatti, 30/12/2010

penso che il lavoro in nero sia una forma di schiavitù!

#14 daniele spagnolatti, 30/12/2010

penso anche che il migliardo che dice di investire marchionne alla fiat mi fa pensare, Perchè ma è possibile che la fiat in america crea macchine più ecologiche ma viene a produrre SUW in mirafiori che sono un mercato saturo piuttosto che puntare l'investimento di un migliardo per un nuovo mercato sulle auto ecosostenibili? come si puo sostenere il ricatto dell'investimento destinato a fallire? ma la fiat farà tutto questo con la cassa integerazione? o la dissdirra come la sua appartenenza alle regole della cassa integrazione o la cassa integrazione la paghera la fiat o marchionne?

#15 Giuliano Bertozzini, 30/12/2010

Il nostro è il partito del lavoro, in tutte le sue forme, lo abbiamo detto mille volte, e giustamente, è uno dei principali elementi distintivi della nostra identità, culturale e politica. Perchè non si riforma in avanti, nè poco nè tanto, una società fondata sulla libera iniziativa se non si tiene salda e si difende la dignità del lavoratore, soprattutto di quello dipendente, che non è certo alla pari nel rapporto di scambio della sua capacità lavorativa con il salario dell'imprenditore. Men che meno oggi, in una fase storica di profondi rivolgimenti nei rapporti di forza sociali dentro i paesi occidentali, in gran parte a causa di una globalizzazione che, inevitabilmente, comporta radicali mutamenti negli assetti del sistema economico mondiale, tali da mutare la condizione di supremazia competitiva dei paesi sviluppati occidentali. E dunque noi partito del lavoro non possiamo commettere l'errore di sottovalutare la portata del colpo che viene oggi inferto alla posizione di dignità e di possibilità di libera rappresentanza sindacale dei lavoratori con la politica avviata dalla Fiat di Marchionne, non a caso apertamente e platealmente sostenuta e glorificata da un governo di destra antipopolare, antisindacale ed antisinistra come il vergognoso governo Berlusconi che ci ritroviamo ormai da anni. Non possiamo che esser netti su tutto questo, e non si tratta di veterosindacalismo nè veterooperaismo, no, non commettiamo questi errori di autodelegittimazione, già ci pensano ampiamente i nostri feroci avversari a denifrarci con stereotipi come questi. Attenzione, dunque, a non abbandonare, pur non acriticamente, alcuna componente del movimento sindacale, anche quella Fiom che pure ha sue responsabilità per la china che hanno preso le relazioni sindacali nel nostro paese negli ultimi anni, ma alla quale non si può togliere, senza nefaste conseguenze per tutto il sistema sindacale, di rappresentare, quale massima rappresentante dei lavoratori Fiat, appunto quei lavoratori che ad essa aderiscono, anche se non firmano i contratti che ritengono di non condividere. La soluzione delle questioni di lealtà ed effettività applicativa degli accordi non si risolve con la cancellazione di chi dissente, ma finalmente dando regole chiare e certe all'espressione del parere dei lavoratori tramite referendum vincolante, poi, per tutti. Confermo quindi la mia condivisione del chiaro documento del nostro responsabile economico Stefano Fassina, e dei segretari piemontese e torinese del nostro partito e mi auguro che sia mantenuta salda la nostra stretta e insostituibile alleanza con il mondo del lavoro.

#16 Adriana Becchetti, 30/12/2010

Marchionne è l'esempio del malgoverno che dura dalla caduta della prima repubblica. Si pensava che la demolizione di quel sistema avrebbe prodotto un miglioramento ed invece è nata una politica deforme che piano piano è cresciuta di pari passo con le deformità. Anche la sinistra ha delle colpe gravissime dovute all'incompetenza o ad interessi occultati. Una grande industria come l'Olivetti non esiste più e non per colpa dell'attuale governo, ma per colpa della sinistra di D'Alema che ha lasciato la possibilità al finanziere De Benedetti di portarla al quasi fallimento, mentre usava i capitali per costruire Omnitel ed Infostrada. Un'industria di 25000 dipendenti, ammirata da tutto il mondo, è diventata, grazie a Tronchetti Provera, una holding di 80 persone. In questi 16 anni è stato dato spazio agli "imprenditori" senza dare nuove regole. Troppo spazio alle speculazioni finanziarie, che hanno impoverito sempre più il nostro paese. Marchionne è il frutto di politiche finalizzate solo all'accrescimento dei guadagni degli azionisti e l'attuale governo che abbraccia questa politica, lo appoggia. Negli Stati Uniti, Obama, ha permesso l'accordo fissando dei paletti che preservassero l'occupazione. In Germania non è stato dato spazio a Marchionne perché il piano industriale non ha convinto il governo. Da noi invece di preservare le conquiste sociali, viene appoggiata una politica imprenditoriale che ci mette in competizione con la Cina dove lavorano anche i bambini. L'Italia fallirà ed anche l'Europa se non verranno intraprese politiche industriali ed economiche che impediscano la competizione di paesi emergenti, non conformi alle nostre basilari conquiste civili. Non devono essere messi sullo stesso piano prodotti di un paese conforme alle normative sul lavoro, sui diritti, ecc., frutto di decenni di progresso, con i prodotti di paesi dove c'è lo sfruttamento, dove non vengono rispettati gli standard comportamentali. Così la globalizzazione, invece di tirar sù i paesi indietro, tirerà giù i paesi avanti. E mi sembra che sia già lampante.

#17 vittorio rubbiani, 30/12/2010

Ormai è un po' di tempo che non riesco più a capire la politica del PD. Anche sulla questione FIAT come al solito ci sono voci diverse ma quello che fa più impressione vengono dette delle cose senza senso. Fassino-Chiamparino-D'Alema che dichiarano come sia fondamentale l'investimento della FIAT su Torino e Pomigliano. Però si vuole ammettere con tutta la forza possibile che Marchionne ha attuato un ricatto alla luce del sole? Si vuole dire a gran voce come i sindacati CISL e UIL (non nomino gli altri perchè non hanno un gran peso) hanno lavorato in questi mesi solo per escludere la FIOM dalle Fabbriche? Almeno si chiariscano queste cose e poi si potrà lavorare tutti insieme. Ma almeno si dica ai candidati sindaco o ai futuri candidati alle primarie PD di fare silenzio e non fare commenti su cose della quale non conoscono nulla. Grazie Vittorio Rubbiani

#18 Daniele Cardinale, 30/12/2010

siamo ancora lontani dalle elezioni; il pd tarda a capire che è una cozzaglia di troppe cose diverse; abbiate il coraggio di dividervi perchè il consenso si ottiene con le idee chiare non con le ammucchiate paludose; il mio pd è un partito non dice si a questo accordo come hanno dichiarato fassino e velatamente D'alema; non perdiate altro tempo prezioso: Di vi de te vi!!!!!!!!!

#19 Daniele Cardinale, 30/12/2010

tra l'altro il progetto è molto molto semplice: quella mente illuminata di Cacciari lo dice da tempo... ci vuole un pd un po' di destra; Fassino, D'alema, Cacciari e i non laici fondino il pdd (partito democratico di destra) e Bersani, Cofferati e Renzi fondino il pdpd (partito democratico per davvero) ne guadagnerebbero tutti

#20 Giampiero Giorgi, 30/12/2010

Sulla grande industria siamo tutti esperti e tutti sappiamo di tutto. Un po' come la Nazionale di calcio. Vogliamo provare a sentire cosa ne pensano i cassaintegrati, i messi in mobilità, quelli a contratto di solidarietà, quelli dell'isola dei disperati,i cococo quelli a p.iva forzata, quelli a contratto a chiamata, quelli a borsa di studio, quelli a tirocicio gratis, i trentenni con contratto di apprendistato, quelli sotto i 15 dipendenti, e magari anche i disoccupati? Fatevi un giro poi mi direte.

#21 andrea zoanni, 30/12/2010

Buonasera e scusate l'intromissione in questo monologo online di contenute dimensioni (siamo sul sito del PD e sinceramente mi aspettavo di più). Volevo chiedere perchè cerchiamo qualche alibi sul prossimo referendum di gennaio che, come a Pomigliano, vedrà probabilmente la maggioranza dei lavoratori votare a favore dell'accordo firmato da tutti i sindacati, tranne uno? Chi di noi dice ad un padre o madre di famiglia che deve "essere contro" e rinunciare, in cambio di qualche pausa in meno, non a 300 euro in più di salario al mese (cosa mai vista) ma al LAVORO? Esistono forse per noi lavoratori di serie A e di serie B ed il criterio che adottiamo per classificarli è se son d'accordo con quello che diciamo? Però, quello che più mi preme, cari colleghi di partito, da lavoratore a reddito fisso iscritto al PD, è sapere semplicemente di quale insediamento culturale e di quale partito del lavoro parliamo, visto che tutte le analisi dei flussi elettorali dicono in maniera inequivocabile che in Italia solo una minoranza dei lavoratori ci vota? Grazie e buona continuazione.

#22 marco migliore, 30/12/2010

Per fortuna nel PD c'è qualcuno che usa la testa come il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Si perchè la FIOM può sempre fare i suoi patetici spettacoli senza spiegare cosa succederebbe se gli altri sindacati non facessero gli accordi con fiat per salvare mirafiori e pomigliano.Altri del PD dovrebbero ricordarsi che i lavoratori in Italia sono tutti uguali, spesso vi dimenticate che esiste una maggioranza di persone che lavora nel settore alimentare, chimico, siderurgico,grafico, ecc. ecc.Che lavora con contratti firmati dalla CGIL dove si lavora dal lunedì alla domenica, 21 turni e molte altre condizioni che paragonate agli accordi di mirafiori e pomigliano risulterebbero delle bestemmie.... Peccato che lì la cgil(che a firmato quei contratti), non ha mai parlato di stralcio della democrazia.Spero che nel PD prevalgano le menti lucide come il sindaco Chiamparino,che ha capito il declino che sta vivendo il nostro sistema industriale,mi auguro inoltre che non si insegua il populismo di Vendola,che oltre a fare bei proclami dovrebbe prima risanare il bilancio sanitario della sua regione, dopo che la corte dei conti a bocciato sonoramente il suo piano di rientro del debito definendolo privo di fondamento reale, ecco , la realtà è propio quello che manca a queste persone!

#23 paolo gonzaga, 30/12/2010

Bersani sta tentando di mantenere una linea dignitosa per il PD, ma ci sono gli ex-Margherita, Ichino, Letta, Fassino& altri che vorrebbero come sempre la loro ( a proposito Cacciari è ancora nella Direzione come risulta dal sito? Mi auguro di no perché é da tempo che in TV parla solo malissimo del PD e dichiara la sua distanza) E la beffa è che ci vogliono far passare queste vecchie ricette reaganiane e tatcheriane già fallite come il nuovo e la difesa dei diritti per non avere un capitalismo alla Singapore come la difesa del vecchio! Dobbiamo ribaltare questo schema!!Non è così! Fassina tenga duro, il Segretario Bersani si imponga e basta con le non scelte...i "marchionnani", quelli che non hanno nemmeno la decenza di rimproverargli di violentare la democrazia sindacale, vadano con Casini e l'Udc o dall'Api di Rutelli. Il PD non può lasciare la Cgil da sola e nemmeno la Fiom, chi dà rappresentanza sociale ai settori sempre più ampi che non hanno più nessuno che li rappresenti? Forza Bersani, forza Fassina, prendete in mano il PD, emancipatevi dagli eterni protagonisti, hanno tutti fatto il loro tempo, ora sei tu Bersani e tu Fassina hai un ruolo fondamentale! E'il tuo turno Bersani e il popolo PD si aspetta scelte di sinistra da te, Fassina, dal PD!

#24 ACHILLE LISSONI, 31/12/2010

Con tutti i miliardi che la famiglia Agnelli ha rapinato ai lavoratori italiani portandoseli all'estero, adesso la menano tanto per un miliardo di investimenti? Il PD dovrebbe stare con la FIOM senza se e sanza ma. Ma, appunto, con chi sta il PD? Con i lavoratori o con Marchionne? Sono in molti a non averlo ancora capito. E con simili incertezze non si va molto lontano. Al PD va bene che i padroni, e chiamiamoli con il loro nome storico di "padroni", dicano agli operai "O mangi sta minestra o salti sta finestra?". Avanti tutta, però a zig-zag. Perchè non lanciamo la Marcegaglia come leader anti-berlusconi per le prossime elezioni? O anche Luchino di Montezemolo? Forse, per Lapo Elkan non è il caso. Però non si sa mai.

#25 Gianni Compalati, 31/12/2010

ANDATE CON IL PDL E LI' IL VOSTRO POSTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! W LA FIOM !!!!!!!!!!!!!!!!!

#26 Fabrizio De Cesaris, 31/12/2010

Caro PD, una volta di più... che delusione! Ma che Italia volete voi per il futuro? Che idee e che modelli alternativi alla destra proponete? Quando un imprenditore italiano si permette di dire che può fare a meno dell'Italia, ma perchè non gli si può dire VATTENE E NON TORNARE PIU'? Perchè non gli si può dire "lasciami le fabbriche, che le ha pagate il popolo italiano con gli aiuti di stato, che la produzione la faccio andare avanti io, Stato, e produco macchine italiane o pannelli solari o quello che voglio"? Se foste stati al governo voi, cosa avreste fatto di più rispetto al PDL riguardo alla questione FIAT? Che delusione!! L'unica speranza è che perdiate tanti consensi, ma così tanti che arriviate finalmente a capire che è l'ora di farsi da parte. Il mio augurio per il 2011? indovinate qual'è???

#27 francesco fornai, 1/1/2011

La situazione è notevolmente complessa e dovremo fare i conti con le mille incognite di un sistema che dal livello nazionale in giù necessità di un grande piano di sviluppo, che l’attuale compagine di Governo non è più in condizioni di assicurare, per riprendere a impiegare nel sistema Paese, la formazione ricevuta dai giovani e il saper fare maturato dai lavoratori più difficilmente “riconvertibili” che rischiano seriamente di perdere oltre al posto di lavoro, la pensione, e la serenità per far fronte alle paure della non autosufficienza. I processi industriali stanno attraversando una fase di criticità. Ma se non ora quando cari compagni, si deve riprendere un dibattito collettivo per andare oltre e non altrove, senza impacchettare e spedire in Cina quelli che per alcuni sono problemi ma per altri rappresentano l'opportunità di ricominciare a lavorare. Bersani quando dice che senza il PD non c'è alternativa al Governo della destra populista, non parla soltanto ai possibili alleati, si rivolge principalmente ai tanti elettori del partito, che troppo spesso minacciano di non votare o peggio abbandonare il partito. Compagni, non perdiamoci di vista!

#28 vittorio setale, 2/1/2011

ogni volta che il pd guarda al centro per non dispiacere l'anima"margheritesca"salva un voto e ne perde cento.aldila'del semplice calcolo di convenienza c'e'da dire che per noi attivisti che non occupiamo poltrone ma viviamo di lavoro e ....speranza,diventa ogni giorno piu' difficile riconoscersi con un pd che non riesce piu'a fare dei distinguo rispetto all'affarismo bieco alla marchionne,la svendita e snaturamento di cisl/uil e la difesa dei lavoratori.vedete i nostri rappresentanti dovrebbero essere piu'sobri,semplici,sinceri.che l'obbiettivo di cisl/uil/marchionne/sacconi sia l'indebolimento di una classe lavoratrice che ben lontana dal godere di eccessivi privilegi(come vorrebbero far pensare) langue fra precariato,stipendi al palo,sicurezza negata,diritti inesigibili,a favore della controparte(in tutto l'agire del governo la lotta di classe che ci stavamo lentamente lasciando alle spalle e' stata risvegliata dalle tenebre).segnalo a chi ne mastica poco che gli stipendi italiani(non mi riferisco ai dirigenti)sono al penultimo posto in europa,che solo in italia(grazie alla visione sacconi/marchionne)si stanno cambiando le regole del gioco(attacco senza precedenti anche a diritti,che si pensava consolidati),solo in italia il fronte sindacale e' stato scientificamente spaccato per ottenere un indebolimento della reattivita'del sistema di difesa,e infine solo in italia la via di fuga dalla crisi si immagina con meno investimenti su conoscenza e riduzione dei salari/diritti.dico queste cose evidenti(devo dedurre spiacevolmente non a tutti)solo per far capire che la convenienza di sposare certe posizioni(riformiste??o reazionarie??)porteranno il paese in un posto che nessuno anche gli stessi reazionari,vorrebbero:fuori dall'europa piu' di quel che siamo adesso e soprattutto in una italia dove le differenze sarebbero accresciute e ancor piu' bieche(pensate che nel modello pomigliano la subalternita'del sindacato alle esigenze aziendali possa migliorare le condizioni di lavoro o quelle salariali??)la mancanza di un occhio vigile e indipendente pronto a contrastare i soprusi giornalieri,le prevaricazioni,i ricatti dei capi e capetti, peggiorera'la vita della gente???e oltretutto la considerazione che tutto il sistema non reclami le stesse condizioni per tutti gli imprenditori(c'e' qualche nostro esponente che ipocritamente lo ha detto) non spaventa?cio' significhera' uscire dai contratti nazionali,riduzione dei diritti e minor democrazia dappertutto.a tal proposito cito due episodi che dovrebbero far riflettere i nostri rappesentanti,cosi' impegnati a distinguersi dalla fiom/cgil,uno riguarda una nobile francese al tempo della rivoluzione che confrontandosi sulle idee egualitarie disse:mi spaventa che anche i miei servi possano vantare diritti;poi le parole di berlusconi alla platea attenta di confcommercio a roma:dovete capire(rivolto al pubblico di commercianti e imprenditori)che questi(riferendosi alla sinistra)credono davvero che il figlio di un commerciante sia uguale al figlio di un operaio.penso come democratico,riformista, e credo sia il mio vangelo:nessuno come una persona di sinistra sia consapevole delle differenze fra il figlio di un commerciante e quello di un operaio,ma e'mio fermo impegno ridurle al minimo con l'azione giornaliera del mio lavoro politico col proselitismo e con la coerenza(questo il vero problema).chiudo dicendo che l'atteggiamento generale che traspare dal pd rispetto alla posizione su pomigliano/mirafiori si dimostrera'la caporetto del nostro sfortunato partito regalando a vendola la nostra base(i lavoratori).ciao a tutti

#29 Ennio Gobbo, 2/1/2011

Quanto ci vorrà affinchè le "anime" del PD si amalgamino? Ci vorranno altre scissioni e successive riunificazioni? Dai commenti traspaiono esperienze e tensioni diverse ed anche se il Segretario si sforza di far apparire univoca l' analisi e la posizione dei Democratici sull' accordo i diversi dirigenti si sforzano di differenziarsi, seppur molto sottilmente! Il PD deve dar conto in maniera chiara ed unitaria sul perchè di certe posizioni, altrimenti lo sbandamento si trasformerà in ribaltamento. Metto in relazione le differenti posizioni che qualche personaggio di spicco si è affrettato a dichiarare sulle diverse posizioni sindacali con l' unanimità, al Parlamento, di voto contrario ad una diversa regolamentazione dell' indennità ai parlamentari e relativo vitalizio proposta dall' I.d.V. Perchè?

#30 mario brandi, 2/1/2011

IL NUMERO DI COMMENTI NEGATIVI ALL'ACCORDO IN FIAT, CONTENUTO IN QUESTO BLOG, COME GLI ATTACCHI PERSONALI AL SINDACO CHIAMPARINO,ALL'ONOREVOLE FASSINO E P.ICHINO SONO QUANTOMENO SOSPETTI. LO DICO DA MILITANTE DI UN CIRCOLO MILANESE DEL PD VINCENTE NELLE ULTIME SFIDE ELETTORALI,CHE RACCOGLIE AL CONTRARIO FRA ELETTORI,MILITANTI,ISCRITTI E DELEGATI SINDACALI UN GIUDIZIO POSITIVO IN LINEA CON QUANTO DETTO DAL SINDACO CHIAMPARINO DALL'ONOREVOLE FASSINO E P.ICHINO.

#31 Paolo Parodi, 2/1/2011

Considero questo periodo un momento di svolta paragonabile ai 35 giorni alla Fiat dell'80. Siamo in una fase in cui il nostro partito deve scegliere in quale parte del campo vuole stare, non è più sostenibile assistere alla difficoltà continua di gestire un partito dalle mille voci, di cui nessuna chiara.Lo sforzo continuo di tentare una sintesi che scontenta tutti rischia di essere un virus letale per il PD.Abbandonare i luoghi di lavoro, non conoscere più la realtà delle condizioni in cui il mondo del lavoro si dibatte è inaccettabile per un partito che ha ancora lì un parte del suo insediamento fondamentale. A partire dall'accordo sul modello contrattuale per arrivare alla vergogna degli accordi di Pomigliano e Mirafiori registro che nessuno si è sforzato di capire se davvero oggi è possibile immaginare un sistema di relazioni che indebolisca e svuoti il Contratto Nazionale di lavoro a favore di un livello aziendale che va rafforzato. Se si fosse verificato per davvero il partito si sarebbe accorto che oggi in azienda non si riesce più a fare nessun tipo di contrattazione, che aveva un premio variabile riesce nella migliore delle ipotesi a non perderlo, non lo migliora, anzi ormai da anni lo subisce perchè legato spesso a parametri aziendali ad esclusiva gestione delle aziende. E queste sono le grandi aziende dove i lavoratori sono sempre più esposte al ricatto della delocalizzazione e quindi sempre meno in grado di risolversi le questioni legate a condizioni di lavoro, precariato dilagante, salario aziendale ecc.Nelle piccole imprese poi la situazione è ancora peggio, il sindacato è sempre più debole, gli imprenditori approfittano clamorosamente per negare qualsiasi spazio per contrattare qualcosa di migliorativo.Cisl e Uil hanno fatto una scelta chiara pensano alla propria soppravvivenza facendosi legittimare dal governo e dalle controparti in generale regalando ai lavoratori del nostro paese le pagine più nere della storia del sindacalismo italiano. La fiom non è senza responsabilità ma l'atteggiamento del nostro partito è inaccettabile è provocherà ( lo si percepisce in fabbrica) ulteriori e drammatiche emoraggie di consenso . Fermiamoci a riflettere, non prodeguiamo su questa strada o sarà complicatissimo essere credibili quando diciamo che abbiamo un idea diversa di paese dalla destra. Fraterni saluti

#32 Giampiero Giorgi, 2/1/2011

A tutti i nostalgici di falce&martello che finora hanno scritto qui. Cari compagni; compagni per niente. Non solo siete superati ma state diventando anche stagionati. tra poco solo il WWF vi potrà salvare dall'estinzione. Avete fatto dei danni irreparabili con i governi Prodi e state devastando il PD. Siete F I N I T I ed è bene che qualcuno ve lo dica. Createvi un vostro partito, se ci riuscite, per il momento mi pare che siete 4 gatti e divisi in almeno tre partiti. Volete affossare l'unica soluzione al governo di destra. Andatevene in Brasile; li starete benissimo dato che adesso danno anche ospitalità agli assasini. Un saluto da uno del PD.

#33 Gianni Compalati, 2/1/2011

PER GIORGI VADA NEL PDL PER FAVORE !!!!!!!!!!!!!

#34 Gianni Compalati, 2/1/2011

IN QUANTO ALLA FIAT SVEGLIATEVI TUTTI ASINI!!!!!!!!!!!!! SENZA LO STATO E' FINITA IN EUROPA POI NON HA NESSUNA POSSIBILITA' MARCHIONNE E' UN GIOCATORE DI POKER !!!!!!!!!!!!!

#35 Giampiero Giorgi, 2/1/2011

Vedo che qualche nervo scoperto c'è. Attenti compagni perché finora grazie a voi ha governato la destra. Se continuate cosi in Italia questa destra vuota, continuerà a governare per altri quarant'anni. Se continuate a creare smottamenti nel PD Berlusconi e soci dormiranno sonni tranquilli. Quanto al PDL. Ringrazio per lo scambio di cortesie con Gianni Compalati ma io gli ho offerto il Brasile mica il PDL; non è un granché come invito; nemmeno ad insulti siete granché. Auguri Compagnucci, vi auguro di sparire dalla scena politica in maniera D E F I N I T I V A; Giorgi Giampiero

#36 marco migliore, 2/1/2011

PORCA MISERIA,qui c'è gente che non ha ancora capito che il muro di berlino è crollato nel 1989!!!! Ed è crollato perchè la gente moriva di fame e scappava ad ovest rischiando perfino la propria pelle...Al posto di ascoltare le cazzate di Landini al TG3 leggettevi l'accordo su mirafiori(cosa che neanche i giornalisti hanno fatto), vi accorgerete che la FIOM dice solo balle; il PD si deve ricordare che gli iscritti di CISL e UIL sono almeno 1000000 in più della CGIL; e che la maggioranza silenziosa vuole lavorare. Ai nostalgici della falce e martello li inviterei ad andare con Vendola, con le sue belle parole incanta la gente ma ha affondato lasua Puglia; si perchè la metà della sua prima giunta si è dovuta dimettere perchè corrotta, la sua ultima ciliegina la combinata questa estate,quando dopo aver creato un buco nel bilancio sanitario da mandare quasi in bancarotta la regione puglia, lui presenta personalmente a Roma una manovra di correzione la corte dei conti lo ricaccia a casa dopo 10 minuti ritenendo il suo piano una barzelletta.I NOSTALGICI VADANO PURE CON LUI. Il PD ha bisogno di gente seria che parli poco, che sappia fare bene i conti, che risollevi questo cazzo di paese che da 15 anni stà affondando...Altro che FIOM! Qui in Piemonte 3 aziende su 4 stanno scappando in Svizzera e nessuno ne parla.....

#37 Gianni Compalati, 2/1/2011

PER MIGLIORE GUARDA CHE LE AZIENDE CHE VANNO VIA SONO ALMENO 20 - 25 ANNI CHE LO FANNO !!!!!!!!!!! SVEGLIA !!!!!!!!!!!!!!!!!! L'ITALIA PRIMA DELLA GUERRA ERA A LIVELLO ALBANIA LO SAI ? SOLO PER VOLONTA' DEGLI AMERICANI E MOTIVI STRATEGICI CI HANNO INONDATO DI DENARO ORA NON GLIENE IMPORTA PIU' NIENTE !!!!!!!!!!!!!! ASINI SIETE TUTTI DEGLI ASINI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#38 marco migliore, 2/1/2011

Per Compalati, mi sà che l'unico atteggiamento da asino è il tuo, continua a straparlale senza analizzare il problema, una volta analizzato devi cercare di risolverlo, questo è quello che deve fare il PD...Ti ho citato la svizzera per farti capire che lì sono bravi ad attrarre investimenti. li agevolano su tutto, la macchina burocratica funziona benissimo, in pochi giorni ai tutti i permessi e le licenze che servono, la giustizia è velocissima in caso di contenziosi,gli operai guadagnano 30 % in più di noi, il problema nonè la paga degli operai. ma tutto il sistema paese che deve essere rivisto e riformato, al posto di dire properie sconfusionate, bisogna cercare di fare un dibattito costruttivo e propositivo. Il PD un giorno dovrà governare l'italia; chi vuole fare solo ottusa opposizione cambi partito e ripeto: andate con Vendola, dove i suoi fatti....parlano da soli!

#39 Paolo Parodi, 3/1/2011

Sono colpito dal tono della discussione che, leggo, viene fatta sull'accordo Fiat e su i suoi effetti, provo a stare sul merito: chi dice che le aziende vanno via dall'italia dice il vero, ma le ragioni che che sono alla base di questo non sono addebitabili ai lavoratori, bensì ad un pese che è rimasto fermo a venti anni fa, anzi peggiorando, se possibile, rispetto ad allora. L'accordo Fiat scarica sui lavoratori costi (economici e sociali) che portano il paese indietro di anni. Ma davvero pensiamo che sono le condizioni di lavoro da "nababbi" che fanno andare via le imprese. Non sarebbe più giusto chiedere al governo del paese (anche quando governiamo noi) che riformi realmente questo nostro sistema di regole, senza far pagare i costi agli ultimi. Non ho sentito Marchionne alzare la voce più di tanto con il governo, neanche a rimini, ha polemizzato solo con il sindacato. Chi perde tempo a dividersi tra ex e non ex sta facendo il gioco di berlusca. Il partito democratico , in quanto tale, dovrebbe pretendere SEMPRE che vengano adottate regole DEMOCRATICHE in qualsiasi campo. Non è possibile preoccuparci perchè non c'è la preferenza per le elezioni politiche e sottovalutare che in fiat non sarà più possibile eleggere la rappresentanza ma solo nominarla per scelta di chi ha firmato l'accordo, ad esempio, oppure chiedersi perchè si fa il referendum in fiat e non sul modello contrattuale di cisl e uil o ancora chiedersi come sia possibile chiedere il parere dei lavoratori della fiat senza passare dalle assemblee......... potrei continuare ma inizio a chiedermi se il partito DEMOCRATICO intende battersi per garantire la DEMOCRAZIA in ogni ambito o no. Questo per me fa la differenza. Se cisl e uil sono più grandi della CGIL lo dimostrino accettando regole democratiche SEMPRE, invece sul modello contrattuale non hanno fatto neppure le assemblee per spiegare cosa hanno firmato figuriamoci chiedere il parere dei lavoratori. Regole democratiche che tengano conto di ogni rappresentanza e che dopo aver informato le persone ( non attraverso la televisione di regime ma con gli strumenti propri del sindacato)prevalga la maggioranza.Fraterni saluti

#40 mario saitto, 3/1/2011

Sono d'accordo col documento,ma vorrei: 1) che non parlassero troppi leaders del Partito,come se fossero tutti segretari (vedi D'Alema),ma solo,e forte, IL SEGRETARIO; 2)che il PD lanciasse una forte mobilitazione per garantire la rappresentatività della FIOM, a prescindere dal risultato del referendum,che va comunque rispettato.

#41 mario saitto, 3/1/2011

e aggiungo,come suggerito dal Prof De Masi (giuslavorista): la Fiat investa in innovazione (come le altre industrie europee); sia instaurata una commissione medica neutrale che indaghi sulla salute dei lavoratori; Marchionne si autoriduca il suo scandaloso stipendio.

#42 Marco Bidetta, 3/1/2011

#36 marco migliore, 2/1/2011 caro Migliore qui nessuno ha nostalgia di Falce e martello. Si tratta di essere o meno al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, si tratta di capire se il Partito Democratico vuole costruire un percorso per per portare al centro dell'agenda politica le ragioni del lavoro. Si tratta di comprendere se vogliamo essere alternativa REALE a Berlusconi o se vogliamo perdere di nuovo scimmittando il PDL. Sono pugliese e ti garantisco che tutto quello che hai scritto sulla Giunta Pugliese, di cui il PD è parte fondamentale non solo non sono vere, ma spono la disperata propoagannda di un centro destra che , nonostante D'Alema, non riesce a vincere in Puglia contro Vendola. Sonbo tesserato del PD da diversi anni. ma ora sono stanco e non avrò alcuna difficoltà a votare vendola ( unico vero leader capace di ricompattare la sinistra in Itala. ti dico di più se il nostra PD continua sulla linea della catastrofe, io sicuramente "andrò con lui" e non perchè sono nostalgico! ma il contario.

#43 marco migliore, 3/1/2011

Nessuno analizza realmente la questione!Facciamo una ipotesi,come dicono alcuni bisogna votare no al referendum sull'accordo di mirafiori; in quel caso è certo che mirafiori muore,Marchione da buono stronzo ha già dimostrato nel 2008 che a fronte di un referendum perso per lavorare 5 giorni su 6 da lunedì a sabato, ha spostato il motore da assemblare in Austria, giocandoci anche lì grazie alla FIOM 200 posti di lavoro. Supponiamo che l'italia fosse un paese dove è facile trovare lavoro(cosa falsa),se un ex operaio di mirafiori trvasse un lavoro nel campo chimico, alimentare,siderurgico ecc. ecc. avrebbe condizioni peggiori rispetto al contratto di mirafiori in quanto ormai quasi tutti comprendono la Domenica lavorativa, eccetto gli statali ma lì gli stipendi sono alla fame; io sono sicuro che nessuno ha veramente letto l'accordo per Mirafiori, in quanto ormai tutti si fanno trascinare daale parole di Landini,ad esempio nessuno si è accorto che gli scatti di anzianità vengono trasformati in superminimi non assorbibili,GARANTENDO A TUTTI I DIPENDENTI LA MATURAZIONE DI ULTERIORI 5 SCATTI DI ANZIANITA'.Dico solo che si rischia di dimenticarsi della maggior parte di altri lavoratori che viaggiano nella merda(15 milioni di persone che lavorano in piccole aziende) che nessuno ne parla, o la miriade di aziende nel campo grafico, chimico, alimentare che lavorano su 21 turni compreso la Domenica con contratti firmati dalla cgil, dove nessuno a mai battuto ciglio....

#44 Fabrizio De Cesaris, 3/1/2011

Ciao Marco Migliore, hai ragione, io, come tanti, non ho letto l'accordo su Mirafiori. L'idea che mi sono fatto in proposito deriva dal giornali. Però magari sinteticamente potresti indicarci, per dare un contributo alla discussione, quali sono i vantaggi che i giornali non hanno riportato, tranne forse un aumento, che si ricordo bene ammonta a circa 30 euro mensili? Hai ragione ancora quando scrivi: "Marchionne da buono stronzo ha già dimostrato nel 2008 che a fronte di un referendum perso per lavorare 5 giorni su 6 da lunedì a sabato, ha spostato il motore da assemblare in Austria...". La domanda a questo punto è: cosa possiamo fare di fronte ad un imprenditore che fa lo "stronzo" e decide di cambiare le regole del gioco e cioè del vivere civile? Possiamo provare a non farlo arrabbiare, accettando le sue condizioni e pregare che nel futuro non decida di peggiorarle ancora. Oppure sperare in un intervento del governo in difesa dei lavoratori che ricordi a Marchionne come e grazie a chi la Fiat ha tirato a campare per tanti anni. Certo Berlusconi e compagnia bella non lo farà mai, ma un ipotetico governo PD cosa avrebbe fatto di più? Infine "Il PD un giorno dovrà governare l'italia...", ma quando, con chi e perchè? Insisto: ci vuole qualcuno che proponga un'idea di società diversa e questo non è e non sarà mai il PD! Nell'ultima puntata di Report si possono trovare degli spunti interessanti, prova a dargli un'occhiata: http://www.report.rai.it/dl/docs/1293549212204Inchiesta_Consumatori_difettosi.PDF. Ciao

#45  rino foschi, 4/1/2011

CHI DICE CHE IL MURO DI bRLINO è CADUTO commette l'errore di pensare che siano spariti pure i comunisti ,dimenticando che il p.c.i. non aveva niente a che fare con l'U.RS.S.Tornando alla f.i.a.t. non è votando si che otterrete voti anzi continate a perderli,non vedete che non riuscite a superare i voti che aveva il p.c.i da solo?rassegnatevi non andrete mai al governo!!!!!

#46 riccardo volpi, 4/1/2011

Mi trovo molto daccordo con Marco Migliori e condivido il fatto che come al solito il PD si è aspresso quando oramai tutti avevano già detto la sua pubblicamente facendo sì di dare una visine di confusione su un tema così delicato. Voglio anche dire però che per giudicare un accordo occorre anche vivere lo stabilimento e il luogo,così da conoscere bene la storia ,da dove è partito il tutto e dove si vuole arrivare. Da esterno ,l'unica cosa che non condivido è l'esclusione della Fiom dai futuri consigli di fabbrica,anche se mi sà di forsatura per siglare un accordo che probabilmente sia lunico fattibile. Unico fattibile perche non vedo altre proposte alternative a ciò e purtroppo sia il PD,tanto meno il governo ma anche altre forse Politiche non esprimono alcuna aternativa. Anche la Fiom dal canto suo della inaffidabilità ce la mette,perchè vorrei ricordare che questi signori non siglano accordi di rilievo da qualche anno:vedi il precontratto di circa 8 anni fa,il biennio contrattuale mediato da l'ex ministro Damiano,per non parlare dell'accordo confederale del 2008(accordo unitario di elevata importaza ma non voluto dalla fiom ,Rfondazione,Comunisti Italiani e Verdi...per non dire il PDL e Lega che se lo sono addirittura dimenticato)e tutto ciò con decine di ore di sciopero dei lavoratori. La fiom ha nel proprio statuto di siglare gli accordi votati dai lavoratori,bene a Pmigliano ha vinto il si ma la fiom non firma e cosi a Torino a già dichiarato che comunque non firmreà...piace vincere facile?... Bene fa il PD nelle sue dichiarazioni e aventi nel crare un Partito Riformista e che dice le cose come sono al costo di.

#47 giancarlo bellorio, 4/1/2011

Una domanda: il PD lavora per continuare a perdere consensi? (studi sui flussi elettorali indicano che i lavoratori di basso reddito scelgono i partiti di destra) Come si fa a dare due giudizi sullo stesso accordo? Dove sono i 20 miliardi che dovrebbero essere indicati nel "piano italia" che marchionne si rifiuta di presentare? Cosa serve tagliare 10 min di pause, decurtazione per le malattie, ecc. se la Fia non vende macchine? Cosa significa saturare l'utilizzo degli impianti se la Fiat tiene sempre i lavoratori in c.i.? Quell'accordo nel suo complesso è un pericoloso attacco, non solo alle conquiste dei lavoratori, ma anche alla Costituzione (diritto di sciopero e di rappresentanza sindacale)che potrebbe essere esteso a tutti i lavoratori italiani. LA STORIA NON CI INSEGNA NIENTE? QUANDO I LAVORATORI PERDONO DIRITTI, VEDONO ARRETRATE LE PROPRIE CONQUISTE, PATISCONO DELUSIONI SENZA PUNTI DI RIFERIMENTO, POSSONO DIVENTARE MASSA DI MANOVRA PER OGNI DISEGNO EVERSIVO. Poi Bersani, in più occasioni, non ha detto che sarebbe ora di invertire la distribuzione della ricchezza (vedi il recente rapporto Istat sul divario ricchezza/povertà), cioè togliere ai ricchi per dare ai poveri? LA PROPOSTA DI MARCHIONNE IN CHE DIREZIONE VA? I ricatti vanno respinti, perchè una volta accettati, verranno riproposti ancora (fino a raggiungere le paghe più basse al mondo).

#48 vittorio setale, 4/1/2011

vorrei chiarire alcune cose che ho letto dopo il mio commento.mi rendo conto che i lavoratori,iscritti nel pd siamo veramente pochini....perche' non mi spiego una cosa per me chiarissima ma che per chi la mattina non va a lavorare deve esserlo meno:non vi spaventa l'idea che a scegliere con chi confrontarsi sia marchionne ,cioe'e'lui e non piu' i lavoratori a scegliere quali sindacati debbano rappresentarci???siete o in mala fede o siete fuori dal mondo del lavoro subordinato.le quote citate di iscritti sono furbescamente falsificate nella mia realta' ad esempio di 64 dipendenti abbiamo 27 iscritti alla fiom e 3 alla cisl la uil non esiste...eppure abbiamo un contratto che non abbiamo firmato,e cosa ancor piu' grave non abbiamo potuto votarlo perche' cisl e uil non hanno voluto.se questo e'il futuro che volete regalare ai vostri figli accomodatevi pure anche perche' senza appoggio politico potremo ben poco....guardate cosa ha potuto marchionne potendo contare su sacconi la cisl e la uil.

#49  rino foschi, 4/1/2011

Chi parla di democrazia deve conoscere sia l'impresa che il sindacato.l'impresa non può fare proposte al limite della costituzione e dire se non mi date ragione chiudo .La f.i.o.m. ha delle regole da rispettare che sono proma di tutto di rappresentanza dei propri iscritti.se non firmano l'accordo vuole dire che i rappresntanti sindacali aziendali non vogliono firmare cosi come il direttivo le segreterie fino ad arrivare al nazionale.Non si può tirare in ballo la democrazia solo quando fa comodo ai dirigenti.La Camusso era daccordo con Craxi sui 4 punti di contingenza nonostante la maggioranza della c.g.i.l.era contraria nessuno gli ha imposto di adeguarsi alla maggioranza.

#50 marco migliore, 4/1/2011

Per Vittorio Setale, se tu fossi in un paese europeo molto più progredito del nostro,vedi Germania o Svezia,non prenderesti nessun aumento in quanto non iscritto a un sindacato che ha firmato l'accordo. Nel nord europa dunque il primo compito del sindacato è fare accordi per i propri iscritti per cercare di portare salario. L'anomalia tutta italiana è che la FIOM si può permettere di stare alla finestra, spatellare merda facendosi belli, ma non concludere mai niente, vedi gli ultimi 10 anni dove l'unico contratto che ha firmato è grazie a Cesare Damiano nel 2007.Per quello che riguarda l'utimo contratto nel 2009, la cosa curiosa è che la FIOM non lo riconosce gridandolo ai 4 venti in televisione,pero' in silenzio,per quanto riguarda sè stessa gli và benissimo:infatti per far pagare la quota tessera calcola 1% dei nuuvi minimi tabellari del contratto FIM UILM, Infatti agli ingenui iscritti FIOM aumenterà il costo della tessera anche in questo mese di Gennaio, in teoria non gli spetterebbe in quanto non riconoscono questo accordo!!! La coerenza in questo paese non è mai rispettata in quanto per chiedere l'aumento hanno addirittura fatto delle richieste scritte e firmate insieme a FIM e UILM. (controllate sito uilm nazionale). Strano, lì riescono pure a firmare con FIM e UILM. Controllate poi le buste paga di Gennaio e vedrete....

#51 Giampiero Giorgi, 5/1/2011

Per fortuna esistono persone come Marco Migliori e anche qualcun altro. Ritorno dopo un po su questo argomento delicato. E' chiaro che l'accordo non è un accordo bensì una proposta aziendale che per la prima volta in Italia estromette Confindustria e Governo da una trattativa ovvero la trattativa per eccellenza, quella con la FIAT che è sempre stato per il settore industriale l'apripista per ogni rinnovo contrattuale. E' bene tener presente questi due fattori altrimenti si scivola sempre nel solito ragionamento vuoto. La questione posta e che attualmente il PD in maniera balbettante e cerchiobbottista è; vale ancora l'equazione più diritti e meno salario sul lavoro dipendente? perché di questo bisogna parlare. Vedete cari amici i rinnovi contrattuali e le richieste di aumento salariale molte volte sono stati mitigati da tutele, giuste e sacrosante e che servivano a creare quel aumento di reddito omnicomprensivo con cui il sindacato si presentava alle assemblee dopo la firma dell'accordo sul rinnovo contrattuale. Parliamo di salario differito, salario automatico, ferie, franchigie sulle malattie, mense, indennità di mense, trasferte, benefit, agibilità sindacali, enti collaterali, fondi pensione sostitutivi prima e complementari adesso etc. Marchionne ha proposto al sindacato il suo metodo (il governo se ne è lavato le mani come con CHRYSLER) e due organizzazioni hanno detto si. Fiom non è la prima volta che dice no ad un contratto o ad un accordo. In tempi di vacche grasse la CGIL pretendeva sempre il referendum sugli accordi sottoscritti; dire ora che il referendum è una pistola alla tempia mi pare quantomeno incoerente con quanto sostenuto fino a qualche anno fa. Certo che è un prendere o lasciare ma le tutele senza lavoro servono poco e attualmente a quanto mi risulta il lavoro in Italia è diventato una merce rara. Vedete cari amici, vi scandalizzate per un accordo di un settore dei metalmeccanici, ma quando la Lega due anni fà proponeva le gabbie salariali? dove eravate? Quando abbiamo governato noi del PD, che ha fatto questa sinistra che adesso rivendica diritti e democrazia? ha mandato a casa Prodi e ha ammazzato qualsiasi altra possibilità di governo del PD. Piantatela, se abbiamo al governo Marchionne, Berlusconi, Sacconi, Maroni; Bossi, eTC. LO DOBBIAMO SOLO GRAZIE A VOI. Quando abbiamo tentato di governare l'opposizione maggiore è venuta dagli alleati di governo. 6 mesi sui dico sui pac e su altre pinzillacchre del genere. Quello è uno schifo di accordo ma meglio quello che la disoccupazione, meglio quello che le favole di Vendola. Di me potete leggere su http://giampierogiorgi.ilcannocchiale.it oppure http://pdmonticelli.ilcannocchiale.it

#52 Francesco Terreri, 5/1/2011

Il documento Pd, secondo me, fa bene a distinguere la parte dell'accordo sull'organizzazione del lavoro dagli "strappi" sulla rappresentanza. Mi permetto però di osservare che un po' tutti, compreso lo stesso documento, siamo indietro su un punto cruciale: la Fiat di Marchionne ha smesso di essere un'azienda italiana, sia pur multinazionale, ed è diventata, o mira a diventare, un gruppo transnazionale, al quale, inutile dire, vanno stretti tutti i contratti e le regole "locali". Secondo l'espressione pittoresca usata dal sociologo Aldo Bonomi, Fiat sta diventando parte del potere dei "flussi" contro i "luoghi". Non a caso la posizione di Marchionne sconcerta molti anche in Confindustria. Se questo è vero, la battaglia della Fiom può essere considerata generosa, ma è semplicemente di retroguardia: difende un insieme di regole che non sono messe in crisi da un accordo, ma dalla dinamica stessa delle cose. Mentre la posizione di Cisl,Uil e anche del Pd cerca di prendere quel che c'è di buono in questo quadro, ma subisce l'iniziativa della controparte. Cosa servirebbe? qualcosa di difficile, una nuova strategia. Cose tipo: operai e sindacati italiani, polacchi e serbi che contrattano insieme investimenti e condizioni di lavoro Fiat. E l'apertura del dialogo, e azioni comuni, con le piccole e micro imprese dell'indotto. Che invece sono legate ai "luoghi"

#53 Paolo Parodi, 5/1/2011

A chi pensa "meglio l'accordo che la disoccupazione". Io non sono metalmeccanico e penso che il tessuto industriale di oggi, il fatto che vi siano imprese per lo più piccole e medie ecc. ecc. non giustifica assolutamente le scelte di cisl e uil, ritengo DIMOSTRATO per chi ha voglia di documentarsi sulla realtà delle cose, che si possa arrivare a risultati positivi per altre vie, ogni giorno si trovano soluzioni in imprese multinazionali di vari settori, anche quello metalmeccanico, per rispondere alle esigenze su orari e quant'altro, la maggior parte di questi accordi le sottoscrive il sindacato unitariamente, spesso la cgil è, da sola, maggioranza assoluta o è l'unica organizzazione presente in azienda, si può dire che la CGIL e le sue categorie (compresa la FIOM) sono il sindacato che ha sottoscritto il maggior numero di accordi di gestione della crisi, di rilancio delle imprese ecc. Certo non esiste un'altro caso dove l'azienda pone un problema politico così pesante e scollegato da obiettivi industriali. probabilmente la cosa è sfuggita di mano a Confindustria e oggi non ne ha più il controllo, è di qualche mese fa lo sfogo del capo di federchimica che rivelava le pressioni ricevute per tenere la CGIL dei chimici fuori dal contratto nazionale 12 mesi fa. Oggi l'obiettivo è politico ed è quello di estromettere progressivamente la CGIL dal suo ruolo di rappresentanza sociale perchè unico argine fin'ora ad una deriva politica, sociale e culturale che è sotto gli occhi di tutti.Mi auguro che il PD, i suoi militanti, lo comprendano o non sarà più possibile immaginare un paese diverso da quello di oggi. Consiglio a tutti di leggere i testi degli accordi, si trovano in rete, non li ho trovati sul sito della Fim Cisl ma li ho trovati su quello della FIOM. Mi auguro che i lavoratori votino NO al referendum, perchè a quel punto nessuno si potrà più nascondere, il governo dovrà fare la sua parte la politica

#54 Paolo Parodi, 5/1/2011

.........CONTINUA.....anche e si potrà riaprire un tavolo vero di trattativa in barba alle minacce senza senso di Marchionne il quale non potrà esimersi da ridiscutere l'accordo. Sempre che il ministro del lavoro smetta di fare il tifoso contro la CGIL e si metta a lavorare per il paese. Saluti

#55 Ennio Gobbo, 5/1/2011

All' inizio della crisi, quando il PD si sgolava per renderne evidenti gli effetti che si sarebbero potuto avere sull' economia italiana, Berlusconi ed i suoi ministri si affrettavano a negarla ed a tacciare di Cassandre gli economisti, anche esteri, che azzardavano futuri foschi. Nessun provvedimento appropriato è stato preso dal Governo, nessun tentativo di comprendere le ragioni degli "oppositori", nessuna verifica sulla veridicità di previsioni infauste per il nostro Paese. Ed oggi, nessuna intromissione, se non di appoggio collaterale a chi ha firmato l' accordo. Alle prime notizie, provenienti dagli USA, dei crack finanziari, un autorevole responsabile del PD ha detto in TV che "nulla sarà come prima": e così è! E' difficile comprendere l' atteggiamento dell' AD della Fiat se non lo si legge (ed in qualche commento l' ho notato) come quello di un investitore che calpesta le regole degli Stati ed approffitta degli effetti della crisi (la miseria avanzante) per imporre i suoi metodi pur di ricavare profitto in breve tempo. Il Governo viene accusato, giustamente, di aver portato il nostro Paese agli ultimi posti nelle classifiche mondiali che analizza lo sviluppo ed è proprio questo il punto: il non aver fatto nulla è una scelta ben precisa che permette ai portatori di capitali, anche nostrani, di aumentare notevolmente le loro ricchezze. Niente regole, niente controlli, libertà di azione e distruzione di chi si oppone. L' annuncio dei 20 miliardi d' investimento in Italia,senza dire come, è un' attrattiva talmente forte che condiziona tutti coloro che, in qualche e diversa misura, sperano di usufruirne. Ed allora ecco le sottili disquisizioni sulle regole, anche costituzionali o legislative, calpestate. Mi pare di rivivere, su altra scala, i tempi della marcia dei quarantamila. Dopo, nulla è stato come prima. Qualcuno dovrebbe ricordare e trarre insegnamento!

#56  rino foschi, 5/1/2011

chi vuole il sindacato alla tedesca non conosce la differenza fra sindacato istituzione e sindacato dei lavoratori,e la c.g.i.l. ha da sepre rappresentato i lavoratori.a rappresentare i padroni ci pensa la confindustria.

#57 marco migliore, 5/1/2011

Per rino foschi. Chi vuole un sindacato alla tedesca o alla svedese(dove il 95% dei lavoratori è iscritto al sindacato),conosce gli stabilimenti bmw, audi, mercedes, in quanto la mia azienda è fornitore di componenti. ti assicuro che lì hanno salari e condizioni di lavoro meglio delle nostre. in quei paesi il sindacato rappresenta sempre i lavoratori sedendosi sempre al tavolo per negoziare, in quanto il loro compito è rappresentare sempre i loro iscritti,in germania non si pongono il problema di rovesciare un governo, marappresentano sempre i lavoratori, se vuoi fare politica devi iscriverti in un partito......La FIOM fà troppa politica venendo meno alle propie responasabilità verso i lavoratori.In germania nell'ultimo anno si sono ridotti le ferie ed hanno bloccato gli aumenti salariali,hanno ottenuto delle leggi per defiscalizzare le imprese che rientrano le lavorazioni dall'estero, hanno capito che lavoratori ed imprenditori stanno su una unica barca; con la differenza che se la barca affonda gli unici che annegano sono i lavoratori. In Germania hanno dunque capito che se vuoi migliorare salari e condizioni di lavoro bisogna avere lavoro. La disoccupazione nel mondo di oggi gioca a loro favore ,in quanto non avendo alternative i lavoratori possono solo subire i dictat aziendali.Chiamparino questo per Torino lo ha ben capito. Quello che mi sconvolge è vedere che alcuni non hanno capito che Marchionne tifa per il NO.(come la Fiom), infatti stà solo cercando un oretesto per scappare da Torino, ricordatevi che la fiat è già fuori dall'Italia(550000 auto prodotte su 1800000) nel 2010! Bisogna avere il coraggio di guardare la realtà....

#58 Paolo Parodi, 5/1/2011

Per Marco Migliore. Conosco la situazione tedesca, la capacità di fare scelte difficili in alcuni momenti anche da parte delle imprese, basti pensare alle imprese che hanno scelto la riduzione dell'orario che ha consentito in passato di tenere in azienda i lavoratori anzichè espellerli, o il blocco degli aumenti, ma questo avviene in un contesto in cui si ha la certezza che verrà il momento in cui si recupera(le retribuzioni in germania sono un'altra cosa), perchè li tedesco è il sindacato e tedesche sono le imprese,per non dire che lì vige la cogestione quindi il sindacato non è tenuto all'oscuro su nulla e conosce esattamente come e dove possonno essere fatti investimenti in azienda.Da noi il sindacato non è tedesco ma non lo è nemmeno l'impresa.........molti illustri economisti storcono il naso sugli investimenti di cui parla fiat senza spiegare quasi nulla. Personalmente ho spesso criticato la Fiom per alcune scelte del passato, ma ritengo sia impossibile attribuirle la volontà di "fare politica"nella vicenda fiat. Chi ha fatto e fa "politica" al contrario sono cisl e uil che hanno inanellato una serie di accordi separati gravissimi a partire dall'accordo sul modello contrattuale a seguire con fiat per passare dalla manifestazione a sostegno del governo e contro la CGIL di qualche mese fa (ricordiamo tutti i proclami di con divisione assoluta di Sacconi, peccato che il governo non ha fatto nulla e cisl e uil non muovono nessunacritica al governo )e il tentativo rinnovato in ogni rinnovo contrattuale di tenere fuori la CGIL dai contratti di settore. Dal mio punto di vista chi sta facendo politica sulle spalle dei lavoratori sono cisl e uil e non vederlo ci espone a scelte di corto respiro che danneggeranno pesantemente la possibilità di rappresentare un alternativa come PD. Saluti

#59 marco migliore, 5/1/2011

Molto d'accordo sulla riflessione fatta sulle imprese tedesche che hanno una mentalità migliore di quelle italiane. Mi piace ricordarti che gli ex segretari di CISL e UIL, Marini e Benvenuto, militano tutt'ora nel PD ed hanno avuto incarichi nel governo di centro sinistra...Presidente del senato ed sottosegretario alle Finanze. In questo momento la questione vera è che la CGIL rischia di avere paura di fare scelte difficili. però necessarie....Bisognerà ritrovare l'unità sindacale per il bene del paese, sono convinto che il PD sia l'unica forza politica in grado di farlo, visto che al suo interno convivono tutte e 3 le anime del grande sindacalismo italiano...Perciò che la classe dirigente del PD si faccia avanti!!!

#60 giampiero favetta, 5/1/2011

La posizione del mio partito (PD) mi ha deluso profondamente. Sono un operaio che si sente sempre più povero ed abbandonato. Il neo liberismo sta impoverendo il nostro paese senza che nessuno muova un dito. Invito Bersani e compagnia bella a leggere il libro: breve storia del neo liberismo, di David Harvey edit. il Saggiatore.

#61 Paolo Parodi, 6/1/2011

Sono d'accordo sul valore di uomini come Benvenuto ecc. ma rappresentano una stagione gloriosa e importante del sindacalismo confederale in cui mai cisl e uil avrebbero sottoscritto con l'impresa l'esclusione della CGIL dall'impresa stessa, non è un caso che il sindacalismo moderno ha visto ben altre personalità alla guida di cisl e uil, esempio Pezzotta che guarda caso milita altrove (ovviamente legittimamente) ma che rappresenta la spia di una scelta politica precisa di quelle organizzazioni che diverge profondamente dal solco classico del sindacalismo rappresentato da quegli uomini che tu richiami. Rimane il problema di ricostruire l'unità sindacale, anche la nuova guida della CGIL è un occasione in questo senso ma ho la sensazione che gli sforzi (evidenti a tutti spero) di Camusso per ristabilire una condizione minima per ripartire, siano vanificati dalla volontà di Bonanni e Angeletti (ahimè non Benvenuto e Marini) di alzare l'asticella e impedire il recupero. Invito a rivedersi lo sfogo del presidente di federchimica e, se ne hai la possibilità, di approfondire, ne potresti trarre elementi importanti su come sia stato perseguito con tenacia il tentativo di rompere anche in altri settori significativi per dimostrare che la CGIL tutta era "cattiva", addirittura nei chimici si è arrivati al contratto unitario e le assemblee separate (non mi sono sbagliato CGIL-CISL-UIL dei chimici sottoscrivono il CCNL unitariamente ma non sono state in grado di presentarlo ai lavoratori insieme pur condividendo il giudizio). Insomma, dal mio punto di vista è palese che non è la CGIL a non essere in grado di affrontare le difficoltà ma è una scelta politica precisa di cisl e uil. Continuo ad esempio a non capire una cosa: se l'accordo di Mirafiori è così importante è possibile che si chieda il voto senza assemblee informative dei lavoratori, e per quale ragione non vengono tenute, in ossequio a quale elemento "sindacale"? Non mi sembra un bel modo di garantire la "partecipazione" consapevole dei lavoratori.........non siamo tedeschi. Saluti

#62 Antonio Carlucci, 6/1/2011

Sono, in linea di massima, d'accordo con quanto affermato nel documento presentato, Peccato che di questo documento non vi sia stata pubblicizzazione sui media nazionali dove invece alti esponenti della Direzione del Partito si sono lanciati in affermazioni assolutamente non condivisibili e in ogni caso contraddittorie tra loro. E' mai possibbile che una questione di questa importanza, sopratutto per un partito della sinistra, non abbia trovato una posizione univoca del partito da comunicare con grande forza sui media ? Perchè poi il problema della rappresentanza sindacale, che è sul tappeto da almeno 20 anni, non trova una indicazione della posizione ufficiale del PD da portare avanti coerentemente?. Se il PD non è in grado nemmeno di produrre una autonoma politica industriale, comprese le line di indirizzo delle relazioni industriali ( basterebbe andare a vedere cosa fatto in Germania all'inizio degli anni '70)che immaggine volete che dia : quella di un sistema di gestione di potentati elettorali locali tutti tesi a sopravvivere a se stessi.

#63  rino foschi, 6/1/2011

Rimango dell' idea che il sindacato istituzione non rappresnta i lavoratori infatti in Germania ci vuole il 75 per cento dei voti.per quanto riguarda i soldi,anche marchionne vuole dare più soldi ma le lotte dei lavoratori negli anni 70 mattevano i soldi all'ultimo posto ma questo i comunisti del p.d. l'hanno dimenticato.chi non ha lottato in fabbrica non può capire cosa vuole dire essere fieri di essere operai ed avere un partito che li rappresenti.NON VI CHIEDETE MAI PERCHè IL P.C.I. AVEVA IL 33%DA SOLO E IL P.D. RAGGIUNGE IL 25% A MALAPENA?

#64 filippo bonanno, 7/1/2011

Io non capisco perchè in Italia un partito non debba difendere i diritti degli operai e se lo fà deve essere bollato subito come comunista. Siamo il paese dei paradossi, quando si toccano i diritti dei lavoratori che producono, la sinistra non può dire niente e non ha diritto a intervenire, quando Bersani con il pacchetto di riforme ha provato a toccare gli interessi degli evasori fiscali o professionisti che non contribuiscono allo sviluppo economico del paese, ma solo al loro, (farmacisti, commercialisti, tassisti,professionisti, assicurazioni e banche e parassiti vari), tutti si sono precipitati per bloccare il pacchetto di riforme. Io dico, ma un ignorante, incolto, cafone del Popolino della Libertà con reddito o pensione medio bassa e che non paga l'Ici perche gliela ha levata prodi (l'elettora del pdl è soprattutto questo: un esercito di ignoranti a difesa degli interessi forti), perchè dovrebbe difendere gli interessi delle classi alte, e dissociarsi e criminalizzare le classi lavoratrici e produttive del Paese? Secondo me il problema dell'Italia è che, mentre negli altri paesi va a votare solo la gente che è veramente interessata alla politica, dunque informata e cosciente,(in tutti i Paesi osce l'affluenza è sempre del 60-65% circa), in Italia vota l'85% della popolazione avente diritto. In questo 85%, escluso l'elettorato del Pd e alla sua sinistra, troviamo a destra una parte di votanti che votano il Pdl per evadere le tasse, portare i fondo neri all'estero, fare il falso in bilancio e perchè magari al sud gli possono trovare un posto di lavoro(gente che non merita rispetto, ma che comunque persegue un proprio interesse). Poi, il serbatoio dei voti di Berlusconi è il popolino, più ignorante e disinformato, che vota per moda o per anticomunismo. C'è gente che vota il Pedofilo stragista, solo perchè ha comprato Ibraimovic....se questa gente rimanesse a casa e fosse rimasta a casa quando si vota, avrebbe fatto un grande favore a noi (noi come Pd o sinistra indubbiamente più acculturati e intelligenti)e all'Italia. E la cosa più sconcertante sono i giovani (come me): per la maggior parte, Berlusconi è un modello da seguire, e se voti per lui sei ricco e accettato negli ambienti delle discoteche dove si sfoggiano vestiti di Cavalli o Dolce e Gabbana, mentre se voti Bersani sei un povero comunista che "non tromba". Questi caproni che ragionano così (è questo ciò che Berlusconi propone con le sue televiosioni e il modello di sviluppo e cittadinza che ha inculcato nelle loro menti)però essendo tutte persone che non hanno mai aperto un libro di economia,storia, filosofia, diritto ecc.. non sanno che tra tra 5 o 6 anni, quando i risparmi dei loro genitori saranno finiti o saranno eccessivamente indebitate, si ritroveranno disoccupati, senza soldi e senza un welfare decente che possa fornirgli prestazioni adeguate (perchè nel frattempo lo stanno distruggendo con il loro voto). Purtroppo, però,per colpa dell'ignoranza e della superficialità altrui, ci rimetteremo tutti.....

#65 Giuseppe Basso, 7/1/2011

I contributi espressi anche in questa sede spero che vengano presi seriamente in considerazione dal PD, preparandosi alla prossima direzione. A mio modo di vedere, già il positivo documento di Fassina e del PD piemontese, così come lo sforzo di Bersani, mettono in luce che il Partito Democratico è in grado di definire una posizione ancora più chiara e saggia. E' del tutto legittimo e positivo che possano esserci, nel PD, opinioni e pareri diversi, ma alla fine e per tempo, la sintesi, frutto di una democratica discussione, deve essere assunta, anche a maggioranza. C'è un punto, cruciale, in questa brutta vicenda della FIAT, su cui, credo sia utile venga fatta chiarezza da parte delle dirette competenze. Mi pare che l'impostazione "prendere o lasciare", pur a seguito di un fondamentale investimento promesso, sia frutto di una precisa volontà politica della FIAT, di cui Marchionne rappresenta solo la testa d'ariete pagata quasi 5 milioni di euro. La FIAT, pertanto, non ha offerto alcuna possibilità di discussione sulle diverse esigenze dell'impresa. Alcune di queste, sicuramente, avrebbero meritato attenzione, nuova predisposizione da parte di un sindacato moderno e interessato a rendere efficiente, ancor più attrezzata e competitiva un'importante azienda, fonte di reddito per migliaia di lavoratori. Ciò anche attraverso la disponibilità delle organizzazioni sindacali a costruire forme di partecipazione alla vita dell'impresa. Ho la sensazione, invece che proprio la FIAT temesse di trovarsi di fronte una nuova possibile unità di un Sindacato in grado di guardare in avanti, senza remore, salvaguardando, però, i fondamentali di una delle carte costituzionali più avanzate al mondo. E' in essa, anche guardando agli aggiornamenti del tempo, che il valore del lavoro e il ruolo dell'impresa moderna trovano il giusto equilibrio per garantire la dignità della persona. Ho anche la sensazione che la FIAT, con queste forzature, cerchi di occultare le gravi responsabilità dirigenziali, avendo mancato, per qualche decennio, adeguati investimenti nella ricerca avanzata e nella qualità del prodotto. Non avere il coraggio di valutare fino in fondo questi determinanti aspetti e, semmai, richiamare ad uno sforzo comune tutti i lavoratori senza ricattarli, non solo avrebbe fatto onore alla civiltà di una potenza industriale, ma avrebbe creato tutte le possibili condizioni per sostenere un nuovo sviluppo. Uno sviluppo che, solo accennato, dovrà comunque dimostrare di essere tale. E proseguire con l'indispensabile e dignitoso coinvolgimento delle persone che in FIAT vi lavorano rimane una condizione essenziale per ottenere maggiori garanzie sull'investimento stesso. Forzare la mano sostituendo autoritarismo ad autorevolezza, non è una rappresentazione della modernità, è un ritorno al passato. L'accelerazione imposta circa la data del referendum e il messaggio che l'accompagna ne sono un ulteriore conferma. Sarebbe invece un bel segnale se chi ha il potere di deciderlo o di proporlo, favorisse una consultazione consapevole, basata sul merito e non sulla paura, favorendo una discussione costruttiva per la FIAT e per l'ITALIA. L'inettitudine, o meglio, il calcolo politico deleterio e dirompente di un Governo che sfrutta e nel contempo spinge una situazione così delicata all'estremo, non lascia ben sperare, purtroppo. Ma anche di fronte al peggio, ad una sconfitta, io penso che la FIOM farebbe bene a continuare una battaglia civile, non ideologica, garantendosi le indispensabili posizioni. E anche forzando un po' la mano, concordare con la CGIL i passi migliori da compiere. E' necessaria la massima unità. Al momento è difficile prevedere se quella parte del "condominio ITALIA" che produce e che paga le tasse, garantendo la funzionalità (pur immiserita) di tanta parte dell'organizzazione dello stato democratico, verrà attraversata da una strategia "politica" tipo FIAT (qualche altro segnale sembra essere stato lanciato in queste ore). Ma proprio per prevenire possibili tentazioni in tal senso, per rafforzare il confronto culturale, per aiutare la crescita civile, per sostenere chi lavora e chi fa impresa secondo regole condivise, anche cercando, nel contempo, di contribuire a creare occupazione qualificata e dignitosa per le giovani generazioni, penso che le Istituzioni, in collaborazione con le organizzazioni sindacali, con la confindustria e le varie associazioni di competenza, potrebbero promuovere sui luoghi di lavoro incontri e iniziative che ricordino le origini, la nascita e gli scopi della Costituzione repubblicana. I legami con la ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia esistono, così come esiste la necessità di condividere i valori costituzionali per unirci intorno ad essi sempre di più.

#66 Francesco Crosti, 7/1/2011

Nei tempi antichi non esisteva il denaro e le attività commerciali erano basate sullo scambio merce: io ti do un maiale e tu mi dai una mucca - i valori di scambio erano determinati dal più forte. Marchionne è andato da Obama e ha detto: io ti do tecnologia (lo sapete che tutti, dico tutti, i motori Diesel Common rail nel mondo derivano da un brevetto Fiat dissennatamente ceduto per fare cassa nella situazione disperata in cui si trovava l'Azienda grazie, in buona parte, alle straordinarie conquiste sindacali di DIRITTI di lavoratori e non lavoratori!!?). Diceva Marchionne a Obama - Io ti do tecnologia e Managemente, tu mi dai il 20% di una Azienda decotta con l'opzione di arrivare GRATIS al 35%. - La cosa straordinaria che senza tirare fuori un euro ha aumentato, a spanne, del 50% il patrimonio di una importante azienda ITALIANA!!! A questo punto, se Marchionne a fronte di investimenti importanti chiede lavoro (scambio merce), vogliamo mettergli le dita negli occhi? - Roba da beceri!! Pace e bene - Francesco

#67 Giuseppe Basso, 8/1/2011

Ritengo che sia molto giusto ricordare anche i passi in avanti compiuti dalla FIAT nel campo della ricerca e della relativa applicazione. Pertanto, credo che sarebbe sbagliato non riconoscere l'ingegno che tecnici italiani hanno saputo esprimere con il loro qualificatissimo lavoro. Molti, però, dall'esterno, me compreso, giudicano limitati e, quindi, inadeguati gli investimenti relativi allo sviluppo complessivo del prodotto, in rapporto alle enormi capacità finanziarie e alle opportunità di cui la FIAT disponeva. E gli atti dissennati compiuti per fare cassa, nonché i limiti e i ritardi, per molto tempo evidenti a milioni di italiani e di europei, con serie implicazioni nel mercato, non sono certo il frutto delle conquiste sindacali per rendere più civile il lavoro, salvaguardando un minimo di dignità della persona. Anzi, penso proprio che siano i lavoratori che più hanno avvertito e condiviso, direttamente o indirettamente, tali conquiste ad aver contribuito in misura maggiore all'importante esistenza produttiva della FIAT. E se oggi, dagli elementi di conoscenza di cui si può disporre, non essendo direttamente coinvolti, Marchionne e chi ci sta dietro pensano che l'avvenire dell'industria automobilistica (possibile battistrada per l'industria in generale) potrà essere migliore evitando il necessario paziente confronto e l'opportuno coinvolgimento di tutte le persone serie che intendono condividere le necessarie trasformazioni e i relativi impegni produttivi, non rinunciando al valore della persona, commette un gravissimo errore che avrà pesanti ripercussioni sull'azienda. E questo è davvero il modo per mettere le dita negli occhi non solo dei lavoratori FIAT, ma anche di tanta parte del Paese.

#68  rino foschi, 9/1/2011

QUELLI che bollano la f.i.o.m. come sindacato comunista dimenticano che tanta gente nel p.d. militano tanti compagni ciomunisti che non si vergognano di esserlo stati e ne vanno fieri.Continuate pure a spostarvi verso il centro io da comunista vi dico che non andrete mai al governo perchè non si governa senza gli operai che nessuno vuole rappresentare.

#69 mauro italia, 10/1/2011

La sinistra massimalista e conservatrice ha già i suoi esponenti in Vendola, in Di Pietro(!), nella FIOM. Spero fortemente che il PD si emancipi da loro e possa rappresentare i veri riformisti senza più il timore di farsi dare da lori i voti in pagella in materia di democrazia. I Landini, i Rodotà e i Vendola hanno già chi rappresentare. A noi riformisti chi ci rappresenta? Grazie Fassino, grazie Veltroni, grazie Ichino, grazie Boeri... grazie a tutti i dirigenti che non hanno temuto di prendere una posizione nitida su questo argomento. Mi farebbe tanto piacere che questa fosse, con altrettanta chiarezza, la posizione di Bersani. Perché il conservatorsimo FIOM va condannato senza tentennamenti, non porta da nessuna parte. Vorrei un PD a fianco dei rappresentanti dei lavoratori che hanno già giudicato positivamente lo scambio ottenuto, e a fianco dei sindacati che con coraggio li hanno aiutati ed appoggiati, e a fianco della parte sana della CGIL che comincia finalmente a vedere il pericolo che il massimalismo FIOM rappresenta per tutta la sinistra. Grazie per l'ospitalità.

#70 Carlo Turco, 11/1/2011

Mi sembrano davvero fuori luogo tutti quei commenti in cui si invitano quanti hanno idee diverse dalle proprie ad andarsene dal PD - un atteggiamento che è l'antitesi del "democratico". Nel PD non potranno che prevalere le idee capaci di guadagnarsi il maggior consenso, fino a che continueranno a guadagnarselo: ed è sacrosantamente - ossia laicamente - giusto che sia così. Nessuno può ancora sognarsi di detenere in proprio il metro assoluto per giudicare chi è degno o indegno di appartenere al PD e militarvi, questo credo sia essenziale alla natura del PD. Sul merito della questione FIAT, a me – che, per essere chiaro, propendo per le idee sostenute da Ichino – sembra che comunque ci sia ancora una plateale assenza di consapevolezza del fatto che nella vicenda, così come si è posta e imposta, hanno pesato e pesano ritardi di enorme portata da parte del sindacato, del partito e della sinistra tutta. Ritardi nella comprensione e valutazione delle nuove condizioni del lavoro e della produzione in settori tradizionali, ritardi nella elaborazione e proposizione di nuove strategie, adeguate alle nuove condizioni. Nessuno può impedire di sognare e auspicare una nuova e diversa società. Va benissimo inquadrare la propria elaborazione e la propria azione nel contesto di un impegno a lungo termine per la realizzazione degli ideali di giustizia, solidarietà, umanità. Ma l’elaborazione e l’azione vanno anche molto concretamente commisurati alla realtà quale essa è e quale è ragionevolmente prevedibile qui e ora, per cercare di “portare a casa” risultati, assicurarsi e consolidare posizioni, gettare teste di ponte per nuove opportunità da cogliere. Le invettive contro le ingiustizie del mondo capitalistico – e non – e contro la durezza dei passaggi imposti dalla realtà dei fatti, purtroppo, non servono assolutamente a mitigarne l’incidenza. Il sostegno ad oltranza di posizioni antagoniste minoritarie, se non addirittura, marginali, finisce per aggravare la debolezza delle posizioni che si proclama di voler difendere, per ridurre l’area dei diritti realmente praticabili, per creare attese illusorie: rifiutare di rendersene conto, ignorare la realtà in nome degli ideali, è la strada maestra per rendere ancora più difficile l’affermazione degli interessi dei lavoratori e per aggravare la loro esclusione dai processi decisionali. Se non si parte da questa consapevolezza non sarà possibile porre in atto strategie e tattiche concrete capaci di contendere agli altri il potere non soltanto di dettare l’agenda, ma di dettarne anche tutte le vie e i meccanismi attuativi.

#71 Fabrizio De Cesaris, 11/1/2011

leggo tanti bei commenti ma a me la questione sembra così semplice: Marchionne ha proposto un peggioramento indiscutibile delle condizioni contrattuali, gli operai sono costretti ad accettare il ricatto, il governo appoggia Marchionne, il PD legittima l'operazione perchè "sono in ballo 20 miliardi". L'operaio ha necessità di accettare, il governo di destra ha interesse ad appoggiare gli impreditori, ma il Partito Democratico? E' un delitto aspettarsi da un partito di SINISTRA la difesa delle condizioni del lavoro, la difesa oggi, per scongiurare peggioramenti futuri? La "realtà" di oggi è questa. L'illusione vera è credere che questo arrendersi al prepotente di turno possa dare risultati. Se è così buona fortuna a tutti e si salvi chi può!

#72  rino foschi, 12/1/2011

Ierisera Spaventa(che si è detto orgogloso del suo passato)ha detto una cosa di una semplicità disarmante.Tutti chidono alla f.i.o.m. di firmare se vince il si ma nessuno chiede di rispettare l'esito se vince il no.Se vince il no lui se ne va troppo comodo scaricare sui lavoratori la responsabilità dei fallimenti della fiat.Se gli italiani non comprano fiat una parte di colpa è loro che non apprezzano i nostri prodotti che non hanno niente da invidiare alla concorrenza ma una parte è degli imprenditori che hanno sempre campato con aiuti statali e quando sono venuti a meno invece di investire intascano i soldi e scappano.CApisco che non è facile decidere sotto ricatto ma stare in mezzo non paga politicamente parlando.

#73 Pietro Pecis, 12/1/2011

Come sempre accade da tempo oramai questopseudo partito di sinistra NON riesce ad avere una posizione sua, non dico una posizione di sinistra come sarebbe logico attenderesi ma UNA che sis UNA posizione sua. I lavoratori sono lasciati SOLI davanti NON al Sig. Marchionne ma agli effetti più negativi della globalizzazione ; attenzione che se le avvisaglie sono queste, altro che stato sociale da riformare, verrà spazzato via col vento della produttività e/o competitività verso i paesi emergenti. Mi auguro che esista ancora nel PD UN LEADER di Sinistra che sappia coniugare nel giusto modo le parole Stato Sociale e Produttività e competeitività etc etc altrimenti a che serve un partito di sinistra ?? Di certo questo continuo balbettare di sto PD mi ha fatto disilludere che con questi dirigenti si possa avere ancora un partiro di sinstra in Italia; questo PD non lo voto di certo. Quanto al sindaco di Firenze, il coidetto rottamatore, mi pare si è già autorottamato di suo; ma che ci stà a fare nel PD, meglio continui a cenare ad Arcore... PD = Partito della Dissoluzione PD = Partito del Disastro. saluti

#74 Pietro Pecis, 12/1/2011

Ahh scusate ma ho appena letto sul " Il Fatto Quotidiano " un articolo di Padellaro che parla di questo signore, Stéphane Hessel, e di quello che ha scritto..Invito la classe dirigente del PD ed in modo particolare il " rottamatore di Firenze " a leggerlo..Capiranno, forse, cosa significa essere di Sinistra

#75 francesco fornai, 14/1/2011

Cara FIAT, la prossima volta che fai una proposta che non si può rifiutare, falla ancora più coraggiosa. Rivolgiti direttamente allo Stato e negozia con il Governo uno sconto del 20% delle imposte sul costo dei lavoratori, impegnandoti a distribuire quel 20% un po ai lavoratori della catena di montaggio e il resto sullo sviluppo di modelli più belli, comodi e soprattutto concorrenziali, aggredendo alla radice i problemi veri della competitività che hanno le Imprese che investono nel Paese. Perché prima ci diciamo che la competitività non si guadagna negoziando le pause di 10 o 15 minuti e abbassando le condizioni di rappresentatività dei lavoratori e più autorevole sarà il contributo che Tu e le altre forze economiche e sociali darete alla ripresa di una Repubblica che si fonda sul lavoro (bravo Fassina), che hai visto crescere insieme alle condizioni di lavoro di tanti operai che fuori e dentro gli stabilimenti hanno potuto rendere ai figli delle condizioni di vita più sostenibili. Ora tutto viene rimesso in discussione, in un Mondo che si è fatto più piccolo ma non più uguale. Alcuni Stati stanno pensando di rivedere gli indicatori del PIL, non a caso un politico americano parlava nel 1960 di un sistema che doveva valutare la felicità dei cittadini insieme alla crescita economica del Paese. Quel processo fu accantonato smarrendo la capacità di interpretare il Mondo; credo che sia giunto il tempo di provare a fare qualcosa di meglio.

#76 Gianfranco Losi, 16/1/2011

Ho letto parecchi commenti "lamentosi" e pur comprendendone cause e motivi, mi spiacce, ma non li condivido. Come non condivido le conseguenti scelte di alcuni che, armi e bagagli, annunciano uscite e diaspore. Ho letto anch'io la stampa e pertanto ne so quanto la maggioranza di noi tutti. C'è un ricatto al quale i lavoratori fiat sono chiamati a giudicare. Ho letto dichiarazioni di diregenti del PD che probabilmente non soddisfano le "esigenze" di tanti iscritti, militanti, semplice gente di sinistra. Ho visto interviste che meglio spiegano il perchè ed il percome di certe scelte. Ho letto e visto quanto affermato dal segretario bersani. Fatte le debite somme e tolte le debite tare io non sono insoddisfatto della posizione del pd. Posizione che annuncia il rispetto di quanto emergerà dal voto, maggioranza dei si, testè avvenuto. Posizione che richiama la proprietà su alcuni punti del contratto che non vanno. Posizione che richiama Marchionne a svelare il piano di investimento e sviluppo. Posizione che richiama il governo a fare il suo mestiere cercanto di farsi parte in causa e non solo per la Fiat ma per l'intero sistema paese. Posizione che chiede a gran forza un nuovo patto sociale in funzione di un salto di qualità dell'intera società italiana che serva ad un rilancio non solo economico ma anche sociale. Ritrovare insomma quella con-cordia che permetta di rimettere insieme i cocci di questo paese. Ora se questo non è sufficiente per restare in questo partito, il PD e darsi da fare per realizzare quanto sopra ...beh! fate pure ma scommetto che non passeranno che pochi mesi e sarete ripresi dalla ricerca di un qualche cosa ancora più di ...sinistra !! Cari saluti:

#77 mauro i., 5/6/2011

Bella figura che ci sta facendo oggi la Camusso: FIAT nel mondo dimostra di essere una impresa capace a sviluppare lavoro e mantenere la parola. La FIOM di Landini, che non ha mai creato un solo posto di lavoro in vita sua, si è rimangiata la parola non riconoscendo l'esito del referendum dello stabilimento di Bertone.

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