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Intervento

Il Pd si metta alla guida della riscossa del Paese o l'Italia si disgrega

Direzione Pd: sintesi della relazione e delle conclusioni di Bersani. Relazione approvata con 127 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti. MoDem non vota

di Pier Luigi Bersani,  pubblicato il 13 gennaio 2011 , 9484 letture
Bersani  Bersani
1. Nei prossimi mesi si deciderà che cosa faremo e saremo in Italia nei prossimi anni. Siamo ad un tornante storico. Per questo le proposte contenute nella relazione tengono conto di tutte le sensibilità presenti nel partito, in uno sforzo di massima unità, ma è opportuno che la direzione concluda i propri lavori con una posizione chiara e con un’assunzione chiara di responsabilità.

2. L’iniziativa politica del Pd che ha portato al voto sulla mozione di sfiducia del 14 dicembre è stata giusta. Certo, Berlusconi non è caduto, ma indiscutibilmente si è indebolito. Ne è uscita non una soluzione di vita, ma di mera sopravvivenza del governo. I problemi che si affacciano di fronte al paese Berlusconi dovrà scioglierli. Ma il presidente del Consiglio lo farà seguendo le ragioni personali non gli interessi del paese. Potrà tentare uno strappo. Noi non temiamo le elezioni anticipate. Ma non intendiamo togliergli le castagne dal fuoco: le elezioni anticipate sarebbero la dimostrazione del suo fallimento politico. In questa fase non ci impressionano i giochi tattici. Per esempio quello della Lega Nord sul federalismo: noi abbiamo la nostra proposta sul federalismo. Abbiamo le nostre discriminanti e non accetteremo un federalismo sgangherato e delle nebbie.
Naturalmente la vicenda di dicembre ha allargato ulteriormente la divaricazione tra i cittadini e la politica, confermando che la colpa più grave di Berlusconi è di aver deformato l’agenda delle cose da fare: si parla di tutto, fuorché dei problemi degli italiani.

3. E’ da questi problemi che invece deve partire il nostro ragionamento politico, che deve riguardare la proposta da fare al paese ma anche il Pd. La situazione del paese non può essere una giaculatoria, dopo la quale si parla di altro. L’analisi sulla situazione del paese è la base sulla quale poggia la nostra strategia.
La situazione del paese è grave e può essere riassunta in pochi dati, a cominciare dal fatto che nell’ultimo decennio il Sud si è drammaticamente allontanato dal Nord e però anche il Nord dell’Italia ha perso rispetto al resto dell’Europa. Basti pensare anche alla finanza pubblica: con un debito pubblico così elevato e una crescita così scarsa è chiaro che correremo rischi, che saremo esposti. La crisi italiana è di fondo, strutturale.
Il declino di un decennio, testimoniato da tutti i dati statistici, e i problemi accumulatisi negli ultimi anni nella società italiana non si rimuovono in un mese. Per rimontare ci vorranno anni di impegno.
Mettere mano a una strategia di riscossa è dunque un tema che non è ordinario. Se si pensa di essere di fronte ad un problema ordinario sia sul piano della democrazia, sia sul piano economico e sociale, è chiaro che il ragionamento può essere diverso. Oggi invece siamo di fronte ad un tornante ineludibile, profondo, di sistema, un passaggio storico per l’Italia. Il ragionamento deve essere conseguente.

4. Questa situazione viene percepita in modo molecolare nella vita comune, ma si traduce in sfiducia e disaffezione. Certo in Italia ci sono anche forze importanti, positive. Il tema è come metterle in campo. Ma l’idea che basti solo risvegliarle per risolvere il problema non tiene conto della profondità della crisi. E’ un’idea pre-crisi. Oggi le forze vitali del paese hanno bisogno di orientamento e di politiche positive, incisive. Questo sta avvenendo in tutto il mondo. E’ un portato della crisi.

5. Se tutto questo è vero e il paese si trova di fronte ad un tornante in cui sono in gioco il ruolo dell’Italia nella divisione internazionale del lavoro, il welfare, le prospettive delle nuove generazioni, è con autonomia di giudizio e capacità di assumere le proprie responsabilità, come un grande partito riformatore, che il Pd deve presentare un progetto al paese.
E’ in atto in questo periodo una campagna di attacco sulle possibilità riformiste dell’opposizione. Da un lato va respinta al mittente, perché negli ultimi quindici anni solo il centrosinistra ha mostrato di essere in grado di apportare riforme. Dall’altro va presa come uno stimolo.
La proposta sul progetto del Pd è tutto il contrario di un ragionamento politicista. Si parte da una proposta sui contenuti per affrontare i problemi del paese e lanciare una riscossa dell’Italia. E’ una proposta di sistema basata su due pilastri, una riforma repubblicana e un patto per la crescita e il lavoro.


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Riforma istituzionale, una riforma delle legge elettorale (doppio turno con quote proporzionali), il federalismo secondo il Pd, una riforma della giustizia perché funzioni per i cittadini, la riduzione dei costi della politica (l’esempio dell’Emilia Romagna può essere utile), la cancellazione delle leggi ad personam e delle leggi a favore della cricca, l’approvazione delle norme sul conflitto di interesse e di nuove norme antitrust per l’informazione, civiltà dell’immigrazione, la riforma della Rai.. Ecco che cosa significa riforma repubblicana: un pacchetto di riforme democratiche, per la Repubblica, avendo come punto di riferimento l’Europa e che il posto dell’Italia è in Europa.
Stabilità, crescita e lavoro. Il lavoro nella globalizzazione: se è necessario decentrare e flessibilizzare, allora bisogna che l’Italia si dia un modello fatto di regole di partecipazione e che abbia una sponda nelle leggi del paese. Contro la precarietà, contro i sottosalari. Bisogna distribuire lo sforzo per aumentare la produttività, senza pensare che debbano farlo solo coloro che stanno alla catena di montaggio. E dunque: nuovo patto fiscale; liberalizzazioni; analisi dettagliata e intervento nella spesa pubblica corrente, cosa che il centrosinistra aveva cominciato a fare; politica industriale; economia verde; premi veri, non alla maniera del ministro Gelmini, per incentivare la ricerca; rivisitazione della politica per il Mezzogiorno, selettiva e che salti le intermediazioni amministrative, con diritti di cittadinanza, favorendo la legalità.
Su tutti questi interventi e su altri ancora il Pd ha già lavorato nei mesi scorsi. Il lavoro ora va completato mettendoci anche un forte tasso di innovazione. L’assemblea nazionale che si svolgerà il 28 e 29 gennaio a Napoli (la terza dopo quelle di Roma e di Varese) deve essere anche riassuntiva di questo lavoro.

6. Prima viene la predisposizione di un progetto per la riscossa del paese. Questo progetto poi il Pd lo presenterà alle forze sociali e alle forze politiche, per andare non contro Berlusconi, ma oltre Berlusconi. E questo andare oltre ha dentro anche aspetti ricostruttivi e costituenti, dopo la cura subita dall’Italia negli ultimi anni: bisogna riallestire un modello di democrazia non populista e non plebiscitaria. E sui problemi economici e sociali si vede chiara l’esigenza di mettere elementi regolativi: socialità, patto fiscale, patto sociale.
Non si ipotizza dunque un cambiamento di governo in una situazione normale, fisiologica. La proposta è di dare vita ad un cambiamento di fondo. Questa tensione costituente e ricostruttiva deve impegnare tutte le forze dell’opposizione che devono responsabilizzarsi, se vogliono oltrepassare il berlusconismo, anche forze che hanno tra loro prospettive non collimanti.
Noi vogliamo discutere questo progetto sia con le forze di sinistra e di centrosinistra interessate a una reale, stringente e non ambigua prospettiva di governo, sia con le forze di opposizione di centro e che si dichiarino di centro. Ovviamente il Pd non è interessato invece a forze impegnate nella ristrutturazione del centrodestra. Il Pd è interessato a dialogare con forze che abbiano una posizione moderata e che rifiutano la deriva plebiscitaria.
Ma attenzione, noi non siamo quelli che bussano alle porte per vedere chi ci fa entrare: la proposta è per il paese, noi diciamo quello che secondo il Pd serve al paese. Alla fine si tireranno le somme, senza venir meno, però, in ogni caso, a questa prospettiva larga e coinvolgente, perché questo tipo di impostazione corrisponde alle necessità poste dai problemi del paese: una impostazione che resterà vera anche a prescindere dalle condizioni contingenti che si verranno a creare.
Bisogna avere uno sguardo rivolto al futuro, anche al di là di ciò che accade in un determinato momento. Alle spalle abbiamo una cultura politica che questo ha saputo farlo. Basti pensare ad Aldo Moro, che ragionava sulla terza fase mentre in Italia c’era la strategia della tensione.
Il problema del cambiamento non si esaurisce nella fase contingente, è il problema del prossimo decennio. Chi si sottrae a questa responsabilità spieghi, non a noi ma al paese, che cosa altro serve. E’ pensabile per esempio condizionare Berlusconi, sapendo da subito che lui ci porterà inevitabilmente ad una drammatizzazione del bivio costituzionale? Oppure restringere il campo già nella premessa all’idea che sia meglio chiudersi nel campo dei duri e dei puri, lasciando quelli che si ritengono moderati esposti alla sirena del populismo, favorendone lo schieramento dall’altra parte? Lo spieghino al paese. I tempi stringono e bisogna essere chiari. E che bisogna essere chiari riguarda anche il Pd. Tutte le proposte sono perfezionabili e migliorabili. Se si intende contestarle, bisogna presentarne altre e che si capiscano.

7. Fiat. La scelta che avverrà in queste ore è da rispettare. Noi teniamo all’investimento per Torino e per l’Italia. L’accordo prevede condizioni nuove non semplici per l’organizzazione del lavoro, ma su queste decideranno i lavoratori.
In questa vicenda ci sono però anche riflessioni ed iniziative che toccano alla politica. A cominciare dalla solitudine estrema in cui si svolge questa scelta che rischia di coinvolgere tutti, mentre il governo o è assente o lavora per favorire soluzioni corporative e arretrate che in altri settori non contribuiscono alla produttività. Basti pensare al ministro della Giustizia che sta facendo fare la riforma delle professioni di fatto agli ordini professionali. Non è giusto che gli sforzi per l’aumento della produttività debbano gravare solo sulle spalle dei lavoratori.
Le regole che derivano da questo accordo non sono inoltre accettabili in termini sistemici. Non è solo questione di Fiat o di Marchionne, è una questione di sistema. Noi dobbiamo introdurre con urgenza nuove regole sulla rappresentanza.
Infine è una vergogna l’assenza di una politica industriale e il silenzio totale del governo: le cose non sono chiare, al di là dell’investimento di Mirafiori, su Fabbrica Italia, su quali siano le condizioni della ricerca Fiat in Italia, su quale sia l’esito di altre scelte, per esempio su Termini Imerese.
La posizione del Pd è dunque netta e chiara. Anche se il Pd non accetta di ridurre la propria linea a una questione di tifoseria. La vicenda Fiat non è il derby Milan-Inter,

8. Anche da questo punto di vista è necessario un richiamo alla responsabilità del Partito democratico a non offrire sponde e occasioni a chi vuole descrivere il Pd come inservibile, perché diviso. Se è inservibile il Pd è un problema per tutto il paese. Chi gioca con questo tema, scherza con il fuoco. In nome del paese non dobbiamo offrire argomenti e pretesti a chi vuole azzoppare il Pd prima che la corsa cominci.
Su questo punto noi non siamo innocenti. Il problema del partito esiste. Entro il 2011 sarà opportuno organizzare una conferenza nazionale sul partito, coinvolgendo tutti i circoli, dove si discutere del partito. E non si discute partendo dalla coda, ma dalla testa, che è il tema stesso della democrazia.
Per 20-30 anni in Europa abbiamo vissuto tutti una fase di ridiscussione dei partiti di massa. Dopo di che, come per tutto il resto dei problemi, in Italia abbiamo avuto una vicenda molto particolare. In Europa i partiti hanno avuto problemi, si sono indeboliti. Ma nessuno ha mai pensato di negare la funzione costitutiva dei partiti, che è quella di unificare, di semplificare la complessità, di collegare istanze parziali a una dimensione nazionale, di garantire maggioranze che possono orientare l’azione del governo. Il problema della stabilità non è il “capo”, ma la maggioranza: qui in Italia il problema è sempre stato il venir meno della maggioranza, mica l’assenza dei capi. E dunque questa funzione se non la svolge un partito, dato che in politica il vuoto non esiste, la svolgerà una forma di populismo personalizzata, perché la società civile, per quanto nobile ed essenziale, per definizione non è in grado di offrire questa unificazione.
Noi possiamo portare dunque all’Europa una certa idea di partito: un partito molto più in comunicazione con gli elettori e i cittadini, un partito intimamente plurale, un partito trasparente, un partito aperto, ma anche un partito che non venga meno a quella funzione che serva al paese. Pd poteva significare “popolo democratico”. Noi abbiamo detto “partito democratico”. E dunque questo è il Dna. Il resto viene dopo.

9. Sulle primarie, quelle che ci sono si fanno. Nella conferenza sul partito discuteremo anche di questo. Non capisco gli appelli che ricevo a non cancellare le primarie. Non ho mai pensato una cosa del genere. L’idea è di riformarle per preservarle. Lo strumento ha mostrato una sua vitalità ma anche prodotto alcuni problemi, per esempio l’inibizione all’allargamento della coalizione o al coinvolgimento di personalità della società civile. E’ un tema che va affrontato senza sollevare bandiere e senza spirito di tifoseria. Nessuno vuole cancellare le primarie.

10. In conclusione, bisogna fare un richiamo forte ai comportamenti. Si sentono, purtroppo anche in luoghi non periferici del partito, parole non rispettose, parole che non danno l’idea minima di solidarietà, di rispetto e stima reciproca. E anche parole ambigue sulle stesse prospettive del partito. Questo non è accettabile, soprattutto se si pensa al momento che stiamo vivendo: quello che abbiamo di fronte è un anno di combattimento. Se ci si va con questo tipo di linguaggio, ci si va con le mani legate.

*****

Solo il Pd può tenere insieme il Paese (la sintesi delle conclusioni di Bersani).


Nella relazione di chiusura della Direzione, Bersani ha voluto ribadire il ruolo del Pd nella sua funzione ricostruttiva e costituente di una nuova Italia: “Teniamo il passo e andiamo avanti. Nella politica dell'incertezza e della nebbia dobbiamo afferrare il punto di fondo: l'Italia arretra, si sta dissociando, si sta dividendo. Questo è il vero problema e su questo dobbiamo concentrarci. Siamo tra i più forti partiti progressisti in Europa. Possiamo avere un ruolo importante perché dall'Italia possa venire una reazione dei progressisti europei. Oggi assistiamo alla deriva di un populismo che deforma il sistema e porta alla non-decisione. Dobbiamo avere una funzione ricostruttiva e costituente di una nuova Italia. Ricordiamoci bene che solo il solo il Pd può tenere insieme il Paese”.

Per quanto riguarda ancora il caso Fiat, Bersani ha ribadito come la situazione sia davvero complessa ma “mai ho visto un operaio della Fiat che chiede ai politici di pronunciarsi con un sì o con un no”.

Quindi citando “La malattia della psicoanalisi” di Charles Rycroft, Bersani ha concluso dicendo che “senza una visione del mondo e un affetto non si va avanti. Io posso dare la mia idea sulla visione ma tutti dobbiamo garantire l'affetto”.

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Votazioni finali:

Bilancio preventivo 2011 e consolidato 2009: approvati con il voto unanime favorevole.
Votazione sulla relazione di Bersani: 127 voti favorevoli, 2 negativi e 2 astenuti. Gli esponenti di Movimento democratico non hanno partecipato al voto
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commenti

#1 wladimiro boffelli, 13/1/2011

Bravo Segretario. Parli al Paese a parli al ruolo del Partito. Dobbiamo essere compatti in questa emergenza , e mi riferisco a chi esterna continuamente e fuoriluogo in un momento di particolare emergenza.Se abbiamo ben compreso in quale situazione è l'Italia, si deve agire dando un indicazione ai cittadini attraverso parole chiare sui temi drammatici del paese. Devono rendersene conto coloro che non fanno altro che differenziarsi su tutti gli argomenti, quasi si facesse dell'accademia e non ci si rendesse conto della situazioni politica ed economica. Continua così, il tuo ruolo è questo e lo stai ricoprendo bene...anche se è dura!

#2 Vittorio Palmieri, 13/1/2011

Caro Sig. segretario, ecco, io leggo e capisco quasi tutti. Eppure il dramma è che le cose della quotidianità sono più banalmente spietate. Oggi ho ricevuto la richiesta pagamento canone RAI TV: perché devo pagare per 3 reti che quasi non guardo più? Il federalismo sgangherato, verissimo: eppure, nella mia regione (Campania) si è messo mano ai debiti come quelli sanitari solo quando eravamo al tracollo e con metodo antidemocratico: il federalismo è un'occasione di responsabilizzazione di ampi settori del paese, e soprattutto di chi vota. HO chiesto alla banca un prestito per sistemare alcune cose di casa, e mi chiedono il 6.8% a fronte di un Euribord che è circa 6 volte più basso- ed hanno preso anche i soldi dello stato. Nel paese c'è chi è proprietario di decine di appartamenti: molti fittati in nero perchè gli inquilini cercano di risparmiare al massimo, ma non capiscono che così creano super evasori. Ho fatto un concorso universitario e sono stato ritenuto non idoneo a fare il ricercatore nonostante 5 anni di lavoro all'estero ed un CV di pubblicazioni da professore ordinario: ma non c'era accordo politico su di me, ed io non sono portatore indipendente di fondi di ricerca, dunque non ho potere contrattuale. Se vuoi giustizia... devi aspettare! Dunque, non esiste giustizia reale, ma solo formale. Un mio amico disoccupato ha ricevuto dal padre defunto la casa dove vive... ma ora deve pagare per la successione soldi che non ha a fronte di un patrimonio tutto virtuale... Ecco-potrei continuare. Capisco tutto, ma la gente... non vuole più parole. Forza PD=chiarezza, modernità, speranza!

#3 Vittorio Palmieri, 13/1/2011

Addendum (perdonate): l'ex sindaco del mio paese era del PD. Ma a 2 gg dalle elezioni regionali (campania) è passato all'UDC (con il suo pacchetto di voti). Ha lasciato in comune qualche milione di debiti: perché i cattivi amministratori non pagano mai... in tempi rapidi? Alla direzione provinciale lo chiamavano il signore delle tessere... non è balenato a nessuno che molte di quelle tessere erano fasulle o peggio pagate da chi sa chi? Insomma: il partito è il primo livello di esercizio della democrazia - sempre, anche quando non conviene, perché poi la gente è spietata nei giudizi e qualunquista. Sempre forza ed in bocca al lupo!

#4 lorenzo semilia, 13/1/2011

A seguire gli eventi sul sito sembra di essere in film Alice nel paese delle meraviglie!?? Poi si va a leggere qualche giornale on-line es. Repubblica, Corriere ecc...) e si scopre la verità amara e sconfortante. L'immagine devastante che viene data ai lettori ed ai cittadini di un partito dilaniato da mille polemiche distinguo e così via. Che disastro che sconforto che amarezza che destino essere votati all'italia di Berlusconi per sempre.

#5 seppo t., 13/1/2011

quando qualcuno non ha nulla da dire (veltroni), quello che può fare è mettere in ombra il lavoro degli altri. A lui riesce benissimo. E dire che quando fu il suo turno lo sostenni pienamente. Ne avessi oggi l'occasione, no esiterei a dargli un gran calcio nel ****. Se non fosse per quel manipolo di parlamentari che si è nominato non conterebbe nulla. Tristezza

#6 pavel alì ramirez, 13/1/2011

per i dirigenti; qualcuno si sforzi di applicare il silenzio, mi riferisco a dissidenti, rottamatori, veltroniani, squali e condor appostati, non è necessario sempre parlare, a meno che non temiate proprio di perdere notorietà, potreste astenervi, basta atomizzazione non ne possiamo più, unione e azione. dovreste parlare tra di voi prima che con i giornalisti, solo dopo presa una direzione, comunicarla, rispettatarla e agire, la strategia va applicata in unità per vincere, per essere credibili, ora il segretario è lei bersani, forza vada avanti,

#7 silvano farisei, 13/1/2011

Condivido pienamente la relazione,mettiamo in campo le nostre proposte,le forze politiche e sociali che le condivideranno saranno coloro che formeranno la coalizione alternativa al centrodestra,e con questi faremo le primarie di coalizione concordandone le forme,io sono d'accordo a riformare le primarie,sono uno strumento di participazione del nostro elettorato,ma creano anche divisioni e lacerazioni nel partito e nella coalizione poi difficilmente rimarginabili. Sulla Fiat credo che il partito abbia fatto bene a non schierarsi per il si e il no,dobbiamo solo dire che il PD sarà a fianco dei lavoratori della Fiat perche vengano rispettati gli investimenti e che ci sia la garanzia di rappresentanza da parte di tutti i sindacati,e che sia garantito il diritto di sciopero,indipendentemente da chi vince,pultroppo alla Fiat non vince nessuno,hanno perso i lavoratori,la politica, e anche la Fiat,dopo questa vicenda dobbiamo lavorare per rimettere insieme i sindacati maggiori,e i lavoratori,e ripartire per una nuova fase,cercando di riconquistare quei diritti,e cercare di allargarli anche a quei lavoratori che non gli hanno mai avuti,(precari)e per questo occorre che il nostro partito si metta subito al lavoro,siamo il solo partito che può parlare sia alla CGIL che alla CISL e all'UIL. Vai Bersani, il partito non attraversa un buon momento,proprio a causa delle divisioni interne,quindi hai fatto bene a pretendere il voto dell'assemblea,sono convinto che la stragrande maggioranza dei nostri militanti segue la tua linea,quindi chi non è d'accordo si assume le sue responsabilità. Comunque attenzione a Casini,quello vuole la spaccatura del PD,non diamogli questa soddisfazione,mettiamolo in condizione di scegliere,o con noi,oppure si tiene Berlusconi,solo che pultroppo ce lo dobbiamo tenere anche noi.

#8 luigi pepa, 13/1/2011

Carissimo segretario e carissimi dirigenti, la misura è ormai colma, la pazienza ha un limite soprattutto per quelli come me che sono stufi di subire le nefandezze del berlusconismo. Ho salutato la nascita del PD come una guerra di liberazione dal regime, ma alle mie speranze sono state tarpate le ali da subito. Errori clamorosi fatti da Veltroni (diciamo che chi lavora sbaglia)ed altrettanti errori commessi successivamente che danno ragione alla famosa frase di Nanni Moretti "con questi dirigenti non vinceremo mai". Non mi sono mai iscritto e continuerò a non farlo fino a che il PD non diventerà "grande" e completerà la sua crescita divenendo un vero partito di opposizione con aspirazioni di partito di governo. Ancora divisioni, ancora dissensi, totale assenza di un obiettivo comune che dovrebbe favorire una mediazione fra le due diverse anime del partito, la cui integrazione diventa sempre più difficile. Continuando di questo passo mi toglierete anche la gioia di votarvi, sono veramente deluso, amareggiato e credo che il mio sogno di vedere i miei figli ed i miei nipoti liberi dal berlusconismo non si realizzerà mai.

#9 carlo brambilla, 13/1/2011

Caro Segretario, alza un pò la voce e per favore metti alla porta i vari fioroni, veltroni e tutti quelli che vogliono sempre remare contro.Leggo sui media che vogliono rimettere il mandato, bene, che facciano un pò il militante semplice come il sottoscritto. Non ne posso più di vedere questi strani personaggi bastian contrari su tutto, via , mandali via e apri ai giovani è solo con loro che possiamo aspirare al governo del paese , saluti fraterni

#10 ermete cravanzola, 13/1/2011

Sottoscrivo pienamente quanto dice Wladimiro Boffelli. Forza Bersani, avanti così !!

#11 Carlo Malvaso, 13/1/2011

Sono d’accordo, stiamo vivendo un momento storico che impone coerenza, chiarezza, competenza e unità di tutto il PD. Le alleanze con altri partiti di sinistra e di centro, oltre ad essere perfettamente in linea con le regole di una moderna democrazia, sono necessarie per il bene del Paese. E’ vero, l’intero sistema è in crisi e per verificare tale sventura è sufficiente vivere la vita quotidiana; solo gli speculatori non vedono le anomalie che sferzano come impetuose tempeste la nostra società. Il caso Fiat – Mirafiori pone in luce la latitanza del Governo e mostra il vero volto di un capitalismo opportunista che, per realizzare maggiori guadagni, intende tagliare i legami con il proprio paese al quale deve molto: i problemi non si risolvono con la fuga, si affrontano con spirito costruttivo, onestà e rispetto di diritti e doveri! PD inservibile, non lo penso affatto, se non ci fosse il nostro Partito, la nostra Democrazia non potrebbe esistere. Il richiamo conclusivo del segretario è un consiglio per il bene di tutti.

#12 Vittorio Palmieri, 13/1/2011

Addendum2(perdonate 2): se all'interno dei partiti non c'è democrazia, non ce n'é in parlamento e nel paese. Io credo che questa dialettica tra anime del partito non lo sta rendendo "grande", ovvero a vocazione maggioritaria. Il punto è che bisogna essere progressisti e modernizzatori se si vuole intercettare un voto in grado di farci diventare una forza di governo. Allora, segretario, non puntare a tenere insieme queste anime ma falle agire e cercare un punto di equilibrio che deve essere NEI PROGRAMMA. Lancia una proposta di congresso straordinario e votiamo sulle mozioni e sui contenuti, e non su appartenenze a correnti. Il paese capirebbe di più perché si parlerebbe di programmi e non di posizioni viste come personali. La butto lì...

#13 giuseppe rossi, 14/1/2011

Ma quale vocazione maggioritaria e/o aggregazione. Più disgregati del PD è difficile trovarli. Guardatevi un pò in giro nelle varie regioni dalla Sicilia al Veneto, dove siete aggregati e aggreganti??

#14 Sergio Pagani, 14/1/2011

Io per l'ennesima volta faccio la proposta sotto riportata che servirebbe ad informare la stragrande maggioranza degli italiani che i dati indicati non li conosce: Da pubblicare sui quotidiani La Repubblica, La Stampa, Il Corriere Della Sera, L' Avvenire, Famiglia Cristiana. Tre ( sei ) sabati successivi, mezza pagina ( a pagamento ) Il governo Lega/Pdl doveva ridurre i parlamentari. L' ha fatto ? Il governo Lega/Pdl doveva ridurre le province. L'ha fatto ? Il governo Lega/Pdl doveva incentivare la crescita. L'ha fatto ? Il governo Lega/Pdl doveva ridurre le tasse. L'ha fatto ? Le tasse sono aumentate fino al 43,5 %. Uno dei più alti livelli in Europa. NOTA BENE : In soli due anni il governo Lega/Pdl ha fatto aumentare il debito pubblico di 206 miliardi di euro. Da 1663 a 1869,9 miliardi di euro.

#15 Marino Segnani, 14/1/2011

come al solito, dopo la direzione, sono rincuorato. Posso fare una battuta? "per fortuna Bersani c'è" adesso vado al circolo e sono sicuro che troverò le faccie dei compagni ed amici sorridenti.

#16 Massimo Pistelli, 14/1/2011

La linea di Bersani e D'Alema passerà sempre all'interno degli organi del partito, ma MAI tra l'elettorato del PD e le primarie possono mettere in evidenza questo fatto. Se pensate di andare avanti così riuscirete a distruggere il partito e a negare una chance di mandare a casa Berlusconi. Forse per voi è più importante conservare le vostre poltrone, ma non per il paese.

#17 leonardo lo biundo, 15/1/2011

Ieri a Roma si è aperta la mostra sul PCI, che con le sue luci e le suo ombre costituisce una delle molte storie che sono confluite nel PD. Quella è ormai storia ed il PD è il presente, ma una cosa di quell'esperienza il PD ha perso e dovrebbe recuperare: il senso di appartenenza, di comunità che il PCI sapeva trasmettere ad ogni militante in ogni parte d'Italia. Molti dei difetti del nostro partito derivano da questo: essere o sentirsi dalemiani, veltroniani, bersaniani prima che democratici. Dovrebbe essere l'inverso perchè i dirigenti passano, ma il partito resta. Questo non significa soffocare le idee ed il pluralismo, ma avere un senso di comunità che eiste a prescindere dalle legittime differenze che possono esistere. Se si reuperasse questo spirito non avremmo amministratori che cambiano partito due giorni prima delle elezioni, le differenze di vedute non sarebbero viste come tradimenti, non ci sarebbero continui pericoli di scissione e l'immagine nei confronti dei cittadini sarebbe migliore. Se non abbiamo fiducia in noi stessi, se non ci sentiamo a casa nostra nel nostro partito come speriamo di avere la fiducia dei cittadini ?

#18 alex pieri, 15/1/2011

il pd è utile ma è solo una parte dell'opposizione. da solo nella migliore delle ipotesi raggiunge il 25%. cosa serve? non un'accozzaglia che raggiunga il 51% come accadde con prodi, ma una coalizione con un programma di rottura chiaro con un modello che non funziona. non mi pare che tutti gli esponenti del pd siano d'accordo con questo. vedi chiamparino, veltroni, renzi... già divisi tra loro per la poltrona. e poi non mi pare ci siano aperture: tra gli eletti giovani troviamo solo figli di papà come colaninno jr. o la madia (fidanzata del figlio di napolitano), le forze vere del centrosinistra vengono osteggiate (vedi vendola e di pietro), insomma l'errore del pd è che nasce come coalizione ma continua ad essere partito tanto che decide chi può candidarsi o meno alle primarie. abbandoniamo l'idea del partito e facciamo un megagruppo di rinnovamento, licenziando tutti gli attuali dirigenti e ripartendo dalla base, come col movimento 5 stelle che va coinvolto. questo è l'unico modo per rivedere il pd a governo, altrimenti può stare qui bersano a smacchiare li giaguari o aspirare il sahara col folletto...

#19 giovannino claudicante, 15/1/2011

Caro Bersani è possibile sapere cosa ha deciso il partito in merito a - centrali nucleari - immigrazione e cittadinanza - unioni civili - eutanasia ? se non riuscite ad accordarvi su questi chiarissimi punti non potrete MAI essere l'alternativa di governo (nè mi augurerei che lo diventaste, pur essendo un vostro elettore)

#20 Claudio Lucii, 15/1/2011

Senza il PD non c'è nessuna alternativa possibile ! Parliamo a tutti ma proprio a tutti gli Italiani un linguaggio di rinnovamento e di futuro.Sono un mariniano e ho molto apprezzato il voto unitario in Direzione. L'Italia prima di tutto ! Siamo l'unica forza che può tenere unito il Paese

#21 carlo boarato, 15/1/2011

dal "libro della guerra" al "principe" etc. è preferibile spendere ed avere ai propri servizi generali nemici per vincere e ...governare. Sicuramente questo Silvio l'ha capito... e quelli come me (che portano il basto) non avranno MAI anche solo la "possibilità" di sperare in un futuro migliore. Per oltre dieci anni vi abbiamo dato il voto (io famiglia ed amici) turandoci il naso. Non vi metto sicuramente tutti nel mazzo, e mi fido di Bersani, ma è una mosca bianca (anzi rossa...) in mezzo ai vari Ichino, D'Antoni, Lupi, Bondi,etc. Alle prossime elezioni ci aggregheremo al partito più rappresentativo d'Italia, quello del "NON VOTO".

#22 giorgio bazzanti, 15/1/2011

non ho ben capito ancora che cosa vogliamo fare, l'unica cosa che mi è chiara che continua la lotta tra correnti, il che di fatto è ostacolo ad una vera politica di alleanze che dia al centrosinistra una forte connotazione unitaria ed un chiaro progetto di governo. Servono proposte concrete verso la scuola,il lavoro,la politica industriale,l'ambiente. Serve un segnale forte e chiaro verso l'utilizzo di strumenti di democrazia come le primarie, non potete toglierci anche questo,vogliamo discutere, contare,partecipare e soprattutto scegliere.

#23 R T, 16/1/2011

È incredibile come si continui a prendere B come riferimento, tattica che si è mostrata sempre perdente. Che il PD cerchi di essere più presente sul territorio, che cerchi di avere un programma originale ed aggressivo e, possibilmente, credibile. E che abbia il coraggio di puntare su facce nuove. Ma temo che questo dipenda da problemi di coesione interna, che vanno risolti: non si va da nessuna parte così.

#24 Guido Orlandini, 17/1/2011

La prima emergenza di cui dobbiamo occuparci è quella dei giovani. Disoccupati, con poche speranze e per di più tartaassati appena riescono a guadagnare qualcosa, non si sentiranno mai cittadini, e non possiamo permetterci una generazione perduta. Occorre un nuovo "Patto Generazionale" con: 1. Detassazione e decontribuzione dei minori di 25 anni fino a 15/20.000 € l'anno 2. Mutui prima casa per gli under 25 ad un tasso pari al tasso BCE (cioè senza che le banche guadagnino sui nostri ragazzi, hanno già avuto abbastanza aiuti)

#25 Elio Rossi, 19/1/2011

Bersani basta con le chiacchiere! Devi avere il coraggio che ha avuto il segretario provinciale Donini del PD di Bologna. Donini ha detto: - "la politica deve essere vissuta come esperienza e non come mestiere: pertanto non ci saranno più funzionari di partito a tempo indeterminato nel Pd bolognese; - sarà stabilito un limite di mandato per ogni incarico politico e saranno indette primarie per la scelta dei candidati bolognesi del Pd al Parlamento; - saranno selezionati giovani di 20-30 anni, in base a requisiti di merito e su proposta degli iscritti, che diventeranno la nuova classe dirigente del Pd locale; - sarà istituito a breve il primo circolo online del Pd, con la possibilità per gli iscritti di votare direttamente su Internet." Questo è quello che vogliamo!

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