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Comunicato stampa

Mostra: grande affluenza all'inaugurazione di 'Avanti popolo'. Il PCI nella storia d'Italia

La mostra resterà aperta sino al 6 febbraio, dalle 10.00 alle 18.00, tutti i giorni.

pubblicato il 15 gennaio 2011 , 609 letture
Grande affluenza di personalità e di cittadini
all’inaugurazione avvenuta ieri a Roma della mostra ‘Avanti Popolo. Il Pci nella
storia d’Italia’. Spirito e finalità dell’evento sono state presentate da
Alfredo Reichlin, Giuseppe Vacca e Graziella Falconi. Il patrocinio per i 150
anni dell’Unità d’Italia è stato annunciato, a nome del Comitato nazionale, dal
Consigliere Peluffo che ne ha indicato i motivi nell’esperienza storica che il
Pci ha rappresentato.


Erano presenti Achille Occhetto, Aldo
Tortorella, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Marisa Rodano, Massimo
D'Alema, Piero Fassino, Livia Turco. Commozione all’arrivo di Armando Cossutta
al quale Ugo Sposetti ha ceduto il suo posto. Erano presenti, inoltre, Fausto
Bertinotti, Cesare Salvi, Gavino Angius, Vincenzo Vita, Claudia Mancina,
Graziella Mascia, Pietro Folena e Franca Chiaromonte. Non hanno fatto mancare la
loro gradita presenza Franco Marini, Matteo Colaninno, Jean Leonard Touadi'.
Seduti in platea, tra gli altri, Paolo e Emilio Taviani ed Ermanno Olmi.
Moltissimi i cittadini e, soprattutto, i ragazzi che per tutto il giorno hanno
visitato la mostra nel primo giorno di apertura al pubblico.


Mostra che resterà aperta sino al 6 febbraio, dalle 10.00 alle
18.00, tutti i giorni. 

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commenti

#1 Francesco Spinelli, 17/1/2011

Alfredo Reichlin nell'inaugurazione della mostra ha pronunciato una parola che da tanto tempo è sparita completamente, da linquaggio politico, quasi fosse una parola proibita, a destra, a sinistra e al centro: :" Riforma agraria" Eppure Togliatti convinse i più riottosi ad accettare l'inserimento dei patti lateranensi nella costituzione con questo ragionamento: " Se domani avremo i patti lateransi nella costituzione questo non ci impedirà di fare la riforma agraria, se invece non riusciamo a fare la riforma agraria non sappiamo dove sbattere la testa " “Nel 1976 il passivo della nostra bilancia alimentare è stato di circa 4 mila miliardi di lire, ma gli esperti prevedono che nel 1977 essa raggiungerà i 5 miliardi. Ciò è da addebitarsi prevalentemente alla nefasta politica dell’emigrazione promossa da De Gasperi e perseguita instancabilmente dai governi della Democrazia Cristiana in questo secondo dopoguerra con il rifiuto della riforma agraria pur storicamente matura e la conseguente riduzione alla fame delle popolazioni meridionali. Di qui infatti la fiumana immensa e precipitosa verso tutti i paesi de mondo di oltre 6 milioni di e mezzo di lavoratori italiani e il ritorno aggravato nella nostra penisola del fenomeno delle terre incolte , che sono oggi valutate in 5 milioni di ettari . L’odierna paurosa crisi dell’economia italiana , della quale il deficit della bilancia alimentare è insieme indice e causa primaria, è dunque un frutto attossicato che sono state fatte dai governanti degli anni Cinquanta per servire gli interessi di una classe sfruttatrice e parassitaria, qual è la grande borghesia agraria, e per puntellarne e restaurarne l’arcaico odioso sistema di potere contro la salente impetuosa ondata riformatrice “ Ma oggi paghiamo il fio di tale scelta, col terribile passivo della bilancia alimentare, che è alla base dell’inflazione e della particolare crisi economica italiane, mentre milioni di ettari di terra sono ritornati incolti. Ben 9 milioni di ettari terre pubbliche sono poi del tutto trascurati, e il Mezzogiorno paga le spese per tutti, con la degradazione della sua precaria economia e il dilagare della stessa delinquenza mafiosa, in cui tale precarietà viene infine a sfociare “ Paolo Cinanni : Lotte per la terra e comunisti in Calabria 1943/1953 – Prefazione di Umberto Terracini – Mi dicono che l’on. Mancini ci prende in giro accusandoci di gracchiamo cioè di contadinismo. Ha poco da scherzare il compagno Mancini. Provi a immaginare cosa sarebbe oggi la Calabria se qualcuno che egli conosce meglio di noi, dopo Melissa, non avesse tradito e messo il bastone fra le ruote al movimento dei contadini calabresi. Certo non ci sarebbe la miseria attuale. Probabilmente ci sarebbe l’industrializzazione. Si aggiorni il compagno Mancini ! Perfino la rivista dell’On. Colombo riconosce ormai ( cito pressocchè testualmente) che senza affrontare il problema dell’occupazione non può realizzarsi l’ipotizzata corrispondenza fra l’industrializzazione e sviluppo economico , in quanto dal saggio di incremento dell’occupazione e dal suo livello assoluto vengono a dipendere in larga misura, non solo alcuni dei più rilevanti fenomeni di distribuzione del reddito, ma anche il saggio di diffusione e di acquisizione di nuovi e più rilevanti di vita e cioè, in ultima analisi, l’articolazione e la crescita della stessa struttura sociale. “ Crotone, 8 novembre 1969. Relazione al convegni dei quadri meridionali. Come ai tempi di Melissa la Calabria è, nuovamente, dopo i fatti di Rosarno al Centro della bufera. Nel momento in cui tutti parlano di riforme, perchè nessuno parla di riforma agraria ? Si pubblica il manoscritto di : " Alcuni temi della quistione meridionale " " Cosa ottiene un contadino povero invadendo una terra incolta o mal coltivata ? Senza Macchine, senza abitazione sul luogo di lavoro, senza credito per attendere il tempo del raccolto, senza istituzioni cooperative che acquistino il raccolto stesso ( se arrivaal raccolto senza prima essersi impiccato al più forte arbusto delle boscaglie o al meno tisicofico selvaticodella terra incolta) e lo salvinodalla grinfie degli usurai, cosa può ottenere un contadino povero dall'invasione ?". E tuttavia noi eravano per la formula realistica e per nulla magica della terra ai contadini. fu costretto a

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