Posizione PD

Liberalizzazioni: dal PD 41 norme ad effetto immediato

Ecco la risposta Pd alla propaganda berlusconiana: 35 proposte, da discutere con gli italiani. Non per modificare l'art.41 ma per aiutare i consumatori e le imprese, abbassare i prezzi, sbloccare gli investimenti, creare lavoro.

pubblicato il 9 febbraio 2011 , 34245 letture
Quarantuno norme ad effetto immediato e nessun altro show di propaganda. Questa è la risposta del Pd alla nuova mossa di Berlusconi che vuole modificare tre articoli della Costituzione per dare “una scossa per l'economia”. Per Bersani “qui non c'è nessuna scossa e nemmeno il solletico. Siamo davanti ad un insieme di norme astratte, calendari, rinvii a nuove norme. Insomma niente di concreto”.

L'azione del Pd è la prima risposta alla nuova campagna mediatica con cui, questa mattina, il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale recante modifiche agli articoli 41, 97 e 118, comma quarto, della Carta sulla libertà di impresa e ha approvato il decreto sugli incentivi.

Il governo pensa di risollevare l'economia con incentivi pari all'1,5 del Pil. “Se arrivano all'1,5% prendo il saio – ha continuato il leader del Pd – e vado ad Arcore a piedi. Con le manovre proposte non smuovono neanche l'0,15% del Pil”. C'è un profondo senso di amarezza perché mentre il governo fa propaganda, la situazione per il Paese si fa critica nella stagnazione economica, nei problemi di occupazione e nelle difficoltà del sistema impresa.

“La modifica dell'Articolo 41 della Costituzione è solo una misura di distrazione. Un po' come buttare la palla in corner. Questo articolo non ha mai impedito misure di semplificazione, di liberalizzazione o manovre di controllo ex post. Molto meglio realizzare 41 norme ad effetto immediato. Oggi ne proponiamo 35 e chiediamo a chiunque abbia un'idea di interloquire con noi in rete per una mega lenzuolata di 41 norme in una sfida reciproca”.

“Gli incentivi? Sono norme ornamentali ovvero concetto che non provocano nulla e non aggiungono nulla alla legge Bassanini o alle liberalizzazioni introdotte dalla legge Bersani. Anche qui nessun rilievo pratico così come gli incentivi per il Sud: un calendario, un timing”.

“Quella di Berlusconi è solo un'operazione di distrazione fallita dove resta inevaso il tema delle politiche economiche. Senza processi di crescita si rinvia il problema della stabilità. Ha protratto propaganda oltre un segno minimo di credibilità”.

*****

Ecco le proposte del Pd

L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di liberalizzazioni, intesa in senso ampio e molteplice. Ciò vuol dire: aprire alla concorrenza mercati chiusi o in regime di monopolio; dare più potere e libertà ai consumatori nei mercati caratterizzati dalla presenza di forti operatori; ridurre le barriere di accesso a categorie economiche e professioni; dotarsi di Autorità di regolazione realmente indipendenti dal potere politico, sia nei settori dove già operano, sia in quelli in cui si è sprovvisti; rivedere la regolamentazione di alcuni settori di grande impatto sociale, in cui la liberalizzazione ha funzionato poco e male, prevedendo anche forme di intervento pubblico al fine di assicurare la fruibilità dei servizi ai cittadini a costi accessibili.


GLI OBIETTIVI

 - SERVIZI E PROFESSIONI PIÙ CONCORRENZIALI
 - PIÙ TUTELE E MENO COSTI PER I CONSUMATORI
 - MIGLIORI OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI
 - IMPRESA PIÙ LIBERA
 - INVESTIMENTI E OCCUPAZIONE DA SBLOCCARE


AMBITI DI INTERVENTO E PROPOSTE



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IL PACCHETTO COMPLETO:

Professioni
Portare a compimento la riforma organica del sistema delle professioni dopo quindici anni di sterile dibattito parlamentare. 

Proposte:
1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali
La modernizzazione è necessaria per qualificare l’esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l’interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto. Non meno importante è ridurre in maniera incisiva i costi, a carico degli iscritti, per il funzionamento degli organi e delle strutture amministrative degli Ordini.

2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni
Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico.

3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso

4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi
L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani.

5. Riconoscere le professioni non regolamentate
Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.

(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)


Farmaci 

Ampliare il processo di liberalizzazione avviato nel 2006 (che ha aperto alla concorrenza la vendita dei medicinali da banco, cioè quelli che non hanno bisogno di prescrizione medica), dando ora la facoltà alle parafarmacie e ai corner della grande distribuzione (in tutto 3.300 punti di vendita che occupano  circa 6.000 farmacisti) di vendere anche i farmaci di fascia C (un segmento che vale circa 3 miliardi di euro in termini di fatturato) e quindi così tutti i medicinali non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale. 
Altre misure dovrebbero essere poi definite per migliorare l’efficienza e la concorrenzialità in tutta la filiera del farmaco (dall’industria fino al consumo, passando per la distribuzione intermedia) allo scopo di abbassare i costi e rendere più accessibile il servizio distributivo ai cittadini, dando ai titolari di esercizio la facoltà di tenere aperto oltre l’orario stabilito dai regolamenti.

Proposte:
1. Liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini 
(Ddl già depositato a Camera e Senato) 
2. Facoltà alle farmacie di stabilire un orario di apertura superiore al minimo
(Testo in corso di elaborazione)


Carburanti ed energia

Creare condizioni di mercato maggiormente concorrenziali in tutta la filiera petrolifera che è oggi dominata da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente (cioè che contestualmente producono, commercializzano all’ingrosso e vendono al dettaglio) e che determina un extra prezzo di alcuni centesimi di euro per ogni litro di carburante a carico dei nostri automobilisti rispetto al panorama europeo. 

Mancano nel nostro Paese sia forti operatori commerciali puri in grado di contrattare liberamente con i produttori sul piano nazionale e internazionale le migliori condizioni di acquisto dei carburanti, sia un numero sufficiente di rivenditori al dettaglio (cioè di stazioni di rifornimento) autonomi rispetto ai produttori e indipendenti sul piano dell’offerta commerciale e quindi dei prezzi di vendita. In virtù di una maggiore pressione concorrenziale, con una diminuzione prevista dei prezzi di vendita di 4 centesimi al litro si potrebbe assicurare alla collettività un risparmio complessivo stimabile in circa 2 miliardi di euro nel triennio.

È possibile creare maggiore concorrenza nel mercato e far diminuire il peso della bolletta del gas procedendo immediatamente alla separazione dell’operatore della rete di trasporto del gas naturale e degli stoccaggi dall’operatore dominante (Eni). 

Si può stimare, sulla base di quanto avvenuto anche nel mercato elettrico, che l’impatto a regime della separazione proprietaria potrebbe consentire all’Italia di recuperare il differenziale con la media UE relativamente al prezzo all’ingrosso del gas, con un risparmio pari circa 4 miliardi di euro. 

Inoltre, tale separazione potrà determinare un potenziamento degli investimenti in trasporto e soprattutto in stoccaggio volto a garantire un dimensionamento delle infrastrutture stesse indispensabile sia in termini di sicurezza che di competitività e concorrenzialità del sistema del gas nel nostro Paese.

La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas.

Proposte:
1. Libertà di approvvigionamento dei gestori della rete dei carburanti
Concedere ai distributori legati da vincoli di esclusiva alle compagnie petrolifere (che gestiscono direttamente o indirettamente la gran parte dei 22.450 punti di vendita al dettaglio) la facoltà di approvvigionarsi di carburanti presso altri fornitori: l’acquisto in esclusiva non potrà superare il 50% e il singolo esercente al dettaglio potrà acquistare la restante parte da altri rifornitori ai migliori prezzi presenti sul libero mercato.

2. Acquirente unico per il commercio all’ingrosso dei carburanti
Assegnare in via straordinaria e temporanea alla società pubblica “Acquirente unico” (che attualmente svolge funzioni analoghe nel mercato dell’energia elettrica) il compito di esercitare anche attività di commercio all’ingrosso dei carburanti, in modo da rifornire migliaia di punti di vendita al dettaglio a prezzi competitivi e così contribuire al contenimento dei prezzi al consumo, superando le attuali strozzature del mercato.

3. Eliminazione dei vincoli regionali sulla liberalizzazione della distribuzione dei carburanti
Intervenire, rimuovendo vincoli normativi e amministrativi a livello regionale e locale e varando misure di accompagnamento, sia sulla distribuzione all’ingrosso che su quella al dettaglio, allo scopo di dotare il nostro Paese di un numero percentualmente adeguato di stazioni di rifornimento indipendenti e maggiormente dotate di pompe self-service, anche offrendo la possibilità ai gestori degli attuali impianti in comodato di diventare imprenditori autonomi.

4. Separazione proprietaria rete trasporto gas
La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas. L’Eni infatti possiede tutt’ora il 50% della società proprietaria delle rete, Snam Rete Gas, la quale controlla dal febbraio 2009 il 100% di Stogit, società che gestisce il sistema dello stoccaggio in una sorta di monopolio tecnico.

(Testi già elaborati e presentati come emendamenti alla manovra di luglio )


Banche 

Nel settore dei servizi bancari molto si può ancora fare per sviluppare la competizione concorrenziale, per migliorare la trasparenza dei prezzi e le condizioni e per contenere i costi per Pmi e consumatori che, secondo un recente studio della Commissione europea, pagano due volte e mezzo la media UE per un conto corrente.

Nel corso del 2010 si è poi registrato un peggioramento delle condizioni per la clientela italiana, con un aggravamento di tutte le voci di costo di gestione di un conto corrente (dalle singole operazioni fino al canone per bancomat e carta di credito, oltre a commissioni e oneri vari). E questo, in un mercato armonizzato e concorrenziale su base comunitaria, non è più giustificato nei diversi luoghi di negoziazione, né la complessità tecnica e l’innovazione tecnologica possono essere un pretesto per il sistema bancario per trascurare continuamente i principi di trasparenza e di rigorosa condotta nei confronti dei clienti. 

Un indicatore per misurare la concorrenza nel settore è la mobilità dei clienti: nel nostro Paese la quota percentuale di coloro che cambiano conto corrente ogni anno è la metà rispetto ai principali paesi europei. Allora, sulla falsa riga delle norme sulla portabilità gratuità dei mutui varate nel 2007 (che andrebbero comunque rafforzate nonostante il fatto che da un po’di tempo le c.d. surroghe e le rinegoziazioni costituiscono oramai circa un quarto delle totale delle pratiche di mutuo immobiliare), occorre far nascere una analoga procedura obbligatoria per la rapida e non onerosa portabilità dei c/c, quale leva concorrenziale per far abbassare i costi per la clientela.

Parallelamente si dovrebbe stabilire per legge la nullità di tutte le clausole, indipendentemente dalla denominazione utilizzata dalle singole banche, che prevedono una commissione per l’affidamento temporale di fondi, cioè per l’utilizzo di somme oltre la disponibilità del conto corrente (scoperto transitorio), sostituendo la norma introdotta dal Governo Berlusconi che limita solo parzialmente l’uso delle cosiddette “commissioni di massimo scoperto” nei conti correnti. Infatti, come ha rilevato l’Antitrust, tale norma ha determinato un innalzamento dei costi a carico dei correntisti rispetto alle strutture di prezzo precedentemente in uso nella prassi bancaria.

La governance delle banche italiane è infine segnata, come sostenuto più volte dal presidente dell'Antitrust, da intensi intrecci azionari e personali tra imprese concorrenti che costituiscono una peculiarità nazionale che frena le spinte concorrenziali, riduce la contendibilità del controllo e attenua il rapporto tra capitale di rischio investito e responsabilità. Occorrere pertanto porre rimedio o freno a tale situazione. 

Proposte:
1. Portabilità gratuita dei conti correnti 
(Testo in corso di elaborazione)

2. Abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei c/c bancari
Stabilire la nullità di tutte le clausole, comunque denominate, che prevedono una commissione per l’affidamento temporale di fondi, cioè per l’utilizzo di somme oltre la disponibilità del conto corrente (scoperto transitorio). Poiché l’Autorità ha invitato il legislatore a porvi rimedio, la norma proposta intende mettere uno stop definitivo a queste voci di costo dei conti correnti, che oltre ad essere particolarmente onerose per famiglie e piccole imprese, sono anche poco trasparenti. Si affida, inoltre, alla Banca d’Italia il controllo sul corretto rispetto delle nuove prescrizioni e il potere di stabilire i criteri e le modalità per la corretta informazione ai clienti delle condizioni economiche dei servizi  offerti dalle banche. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia, del resto, era intervenuto lo scorso febbraio chiedendo una nuova legge per semplificare e rendere più trasparente la struttura delle commissioni bancarie.
(Testo già  presentato come emendamento alla manovra di luglio)

3. Divieto di ricoprire incarichi incrociati nei CdA delle banche
(Testi in corso di presentazione) 


Autorità di Regolazione, Trasporti e Poste

Trasporti e infrastrutture sono due settori in cui la liberalizzazione dei vari segmenti dell’offerta commerciale e l’affacciarsi di nuovi operatori sul mercato procedono lentamente, secondo principi fissati dalle direttive comunitarie e in base alle decisioni governative. Qualunque intervento in questi ambiti richiede particolare attenzione al fine di conciliare i diritti di accesso dei nuovi operatori entranti con gli obblighi di universalità posti attualmente a carico dei soggetti ex monopolisti per la fornitura di servizi di interesse pubblico.

Per questo motivo, e allo scopo di assicurare una corretta e leale concorrenza tra gli operatori, regole, tempi, modalità e compiti di controllo non possono essere decisi e svolti da istituzioni governative (che oggi sono costituiti dai rispettivi Ministeri di competenza; per i servizi postali il Governo, in uno schema di decreto legislativo attualmente all’esame, intende attribuire la vigilanza a un’Agenzia sempre di emanazione ministeriale), bensì da Autorità realmente indipendenti dalla politica e dal Governo.

Per impedire il passaggio delle stesse persone da un’autorità all’altra, pratica che rischia di minarne l'indipendenza ed autonomia di giudizio e di non garantire la necessaria acquisizione di competenze va stabilito il divieto di assumere un nuovo  incarico in altra Autorità, prima di un certo lasso di tempo, da parte di chi è stato componente di un’Autorità indipendente.

Va poi riformato il meccanismo di adeguamento tariffario, per i pedaggi autostradali,  ancorato all’andamento dell’inflazione legandolo maggiormente alla qualità del servizio offerto e degli investimenti effettuati. 
È infine opportuno sopprimere il PRA (Pubblico registro automobilistico) poiché assolve alle stesse funzioni dell’Archivio nazionale degli autoveicoli che è un registro più completo e perché costituisce un inutile e dispendioso adempimento amministrativo per gli automobilisti. 

Proposte:
1. Istituzione dell’Autorità dei trasporti

2. Regolazione del settore dei trasporti

3. Trasferimento delle funzioni di regolamentazione dei servizi postali all’AGCOM
(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)
4. Divieto di ricoprire più incarichi nelle autorità indipendenti

5. Regolamentazione delle tariffe autostradali

6. Soppressione del pubblico registro automobilistico (PRA)
(Testi in corso di elaborazione)


Assicurazioni

L’abnorme incremento delle tariffe dal 1994 ad oggi, cioè da quando fu avviata (formalmente) la  liberalizzazione dei prezzi, in attuazione di norme comunitarie, e il contesto di difficoltà nel quale si muovono i clienti, con scarse e contrastanti informazioni, sono oramai sintomi accertati che dimostrano come in Italia il mercato della rc-auto non sia affatto concorrenziale. 

Si tratta di un mercato asfittico che, in queste condizioni, non può funzionare come qualsiasi mercato libero di beni o servizi. La domanda è certa e statica in quanto scaturisce dall’obbligatorietà per gli automobilisti di assicurarsi. I clienti che ogni anno cambiano compagnia assicurativa rappresentano una bassissima percentuale, anche a causa delle clausole di tacito rinnovo delle polizze che quindi devono essere vietate.

Le imprese di assicurazione, che sono tenute obbligatoriamente a fornire il servizio, possono di anno in anno modificare unilateralmente le condizioni tariffarie oppure, come sta accadendo in modo diffuso e con gravi ripercussioni di ordine sociale in diverse aree del Sud, possono procedere alla disdetta del contratto con i propri clienti. Il comparto della rc-auto non deve essere trattato come un mercato in cui sono solo i contraenti più deboli a rischiare, pagando (praticamente a pie’ di lista) i costi globali del sistema.

La costituzione di gruppi di acquisto tra automobilisti a livello territoriale va promossa da parte dello Stato, per consentire agli stessi di trattare le condizioni avendo più potere contrattuale con le imprese di assicurazione.

Il sistema del bonus-malus si è rivelato un fallimento per gli assicurati: la stragrande maggioranza di essi oggi si concentra nelle prime tre classi di merito e questo non ha portato, come avrebbe dovuto essere secondo i principi originari del sistema, ad una progressiva diminuzione del premio da pagare in rapporto alla condizione di minor rischio per le imprese assicurative. 

In tutti questi anni, le polizze bonus-malus alla fine hanno quindi penalizzato soprattutto gli automobilisti virtuosi (per loro è sempre malus-malus), oltre a discriminare, oltre misura ed in  modo generalizzato, i giovani e gli automobilisti delle regioni meridionali che si trovano di fronte ad offerte di prezzo insostenibili. 

Alla luce di tutto ciò appare necessario ripensare profondamente il meccanismo della rc-auto che non può non essere considerato alla stregua di un servizio di pubblica utilità e pertanto andrebbe ipotizzato un vigoroso intervento pubblico di regolamentazione, se si ritiene prevalente la finalità di far conciliare il principio di mutualità, posto alla base dell’obbligo di assicurazione, con l’interesse pubblico a garantire ai cittadini l’esercizio di un fruibile ed universale servizio di tutela.

Contestualmente all’esigenza, non più procrastinabile, di procedere ad una riforma della rc-auto, occorrerebbe infine intervenire, anche con misure collaterali, quali quelle per il contrasto alle frodi assicurative, accelerando la nascita dell’apposito Ufficio centrale antifrode, e alla lievitazione anomala del costo dei sinistri, secondo quando segnalato da Isvap.

Proposte:
1. Abrogazione del tacito rinnovo del contratto RC auto

2. Divieto di modifiche unilaterali del contratto RC auto

3. Promozione dei gruppi di acquisto solidali polizze RC auto

4. Revisione del meccanismo del bonus malus
(Testi in corso di elaborazione) 

5. Istituzione dell’Ufficio centrale antifrode
(In corso di approvazione alla Camera)


Commercio

Il commercio al dettaglio è stato il primo grande settore privato (circa 800.000 imprese coinvolte) che è stato oggetto di un incisivo intervento di liberalizzazione e sburocratizzazione: nel lontano 1998 (riforma Bersani), furono eliminati i vincoli numerici, i requisiti di abilitazione e le licenze per l’apertura dei negozi e successivamente furono trasferite alle Regioni le competenze legislative.

Oggi la regolazione del settore è diventata più complessa: per alcuni versi, occorre disporre, in un mercato globalizzato, di poche e uniformi, sul piano territoriale, regole concorrenziali; per altro verso è indispensabile avere una connotazione locale e integrata dei fattori di sviluppo delle imprese e dei luoghi del commercio, come strumenti di servizio ad alto valore aggiunto per le comunità di riferimento.

Il PD ribadisce l’ esigenza di un rinnovato governo del sistema perché il commercio è elemento genetico e qualificante della stessa costituzione urbana, gli assetti commerciali hanno un impatto generale, non solo imprenditoriale; governo del sistema non per limitare la concorrenza ma per favorire una evoluzione sostanziale non traumatica dei vari ambiti del commercio che tenga conto anche delle funzioni territoriali, sociali e ambientali
Alle attività classiche di vendita di beni ai consumatori, si vanno progressivamente aggiungendo altre tipologie di servizi: si tende, in alcune componenti, ad internalizzare funzioni tipiche della produzione; si svolgono funzioni connesse con il valore d’uso dei prodotti (specie per il risparmio di tempo), con i bisogni informativi ed educativi, con il bisogno di svago, divertimento e socialità. 

Occorrono quindi politiche mirate alla promozione di una maggiore integrazione tra attività commerciale e servizi rivolti alla persona e alla famiglia incoraggiando una maggiore creazione di valore a favore del consumatore e a tutto vantaggio anche dell’impresa commerciale.

In questo senso occorre rimuovere i restanti vincoli che ancora oggi impediscono l’innovazione dell’impresa commerciale, e più in particolare la libertà di abbinare la vendita di beni alla fornitura di servizi ai consumatori.
Per quanto riguarda l’apertura domenicale, appare oggi anacronistica e discriminatoria (per la discrasia nei criteri utilizzati dalle Regioni) la distinzione tra comuni turistici e non turistici per quanto riguarda il potere di fissare il calendario delle aperture domenicali degli esercizi commerciali: a tutti i comuni dovrebbe essere quindi essere attribuita la competenza a stabilire in quali giorni dell’anno concedere agli operatori la facoltà di aprire la domenica, nel rispetto delle deroghe e dei limiti stabiliti dalle leggi regionali.  

Oltre a rispondere ad esigenze di carattere "sociale" il commercio dei piccoli negozi può contribuire a mantenere "alto" il livello qualitativo delle aree in cui è insediato. La rarefazione delle attività tradizionali nei centri storici (anche a causa delle rendite immobiliari che nei centri storici sono molto alte) e il determinarsi di una selettività solo di determinati operatori può produrre come risultato che i centri storici divengano pressoché uguali perdendo quelle caratteristiche che li identificavano da un punto di vista sociale e culturale.

Bisognerebbe perciò incentivare l’apertura di piccoli esercizi di prossimità nei centri più svantaggiati, prevedendo un alleggerimento fiscale per i “negozi alimentari” di vicinato nei centri urbani di piccole dimensioni e nelle frazioni

Proposte:
1. Estensione a tutte le attività commerciali di fornire liberamente ai consumatori anche servizi integrati con la propria attività economica principale

2. Facoltà apertura domenicale dei negozi nei Comuni non turistici

3. Sostegno fiscale, per i primi anni di attività, agli esercizi di prossimità nei centri minori 
(Testi in corso di elaborazione)


Semplificazioni per le imprese

L’obiettivo è semplificare e accelerare le procedure di avvio delle attività sia nella fase progettuale che nella fase di ultimazione dei lavori e messa in funzione operativa degli impianti.

Proposte:
1. Consentire l’avvio immediato di stabilimenti produttivi con autocertificazione e controlli ex-post 
Va consentito all’imprenditore, tramite la semplice autocertificazione sulla base della sussistenza dei requisiti attestati da un professionista, di ottenere immediatamente dal Comune una ricevuta che abilita all’avvio dell’attività ovvero dei lavori di realizzazione dell’impianto. Al Comune spetta poi l’onere di provare la sussistenza dei requisiti con attività di verifica e controlli. 

Se gli interventi previsti sono in contrasto con gli strumenti urbanistici, l’imprenditore può richiedere l’immediata convocazione della Conferenza dei servizi.

La messa in funzione operativa dell’impianto, a conclusione dei lavori, è consentita immediatamente sulla base di una semplice comunicazione al Comune corredata da una dichiarazione del direttore dei lavori. Comuni e altre amministrazioni sono tenuti a svolgere a posteriori verifiche e controlli e possono interrompere il procedimento in sede di autotutela una sola volta.

2. Dare piena autonomia alle imprese
Le imprese devono poter scegliere le modalità di esercizio e i tempi di svolgimento delle attività economiche con libertà di stabilire gli orari di attività, salvi gli eventuali limiti minimi a tutela dell’accesso dei consumatori  e gli eventuali limiti  giustificati da specifiche ragioni di pubblica quiete.

3. Facilitare l’accesso a nuove attività economiche
Va data piena attuazione alla “direttiva europea servizi” rivedendo tutte le norme attuative del Governo Berlusconi (decreto legislativo n. 59 del 2010) che escludono l’efficacia della direttiva per particolari attività e che consentono di mantenere vecchie procedure autorizzatorie.


Tutela dei consumatori

Con l’arrivo del governo Berlusconi gli oppositori della legge sulla class action voluta dal Governo Prodi (faceva parte del pacchetto cittadino-consumatore del giugno 2006) hanno trovato facile ascolto: l’entrata in vigore - originariamente prevista per il 1 luglio 2008 - è stata rinviata di un anno e mezzo. 

Nella nuova versione, entrata in vigore il 1 gennaio 2010, è stata completamente svuotata la potenzialità di questo strumento di tutela collettiva, destinato inizialmente a ridurre le asimmetrie nel mercato e a moralizzare i comportamenti e la pratiche commerciali nei confronti del cittadino-consumatore. 

È evidente, anche dai primi pronunciamenti di inammissibilità, che questo strumento giudiziario di tipo risarcitorio non fa più paura alle grandi imprese di servizi che perpetuano nei confronti di migliaia di clienti, pratiche vessatorie il più delle volte del valore di poche decine di euro. Va quindi reso meno oneroso e rischioso, e quindi più agevole, l’accesso alla giustizia per i consumatori e le loro associazioni. 

Proposte:
1. Semplificazione dell’accesso alla class action
Attualmente il consumatore deve farsi carico dell’azione giudiziaria di classe, sia come proponente sia come aderente al gruppo, e deve per questo rivolgersi a un avvocato oppure dare mandato all’avvocato dell’associazione proponente per depositare alla Cancelleria del Tribunale l’atto di adesione e la documentazione. Anche la scelta di assegnare la competenza a valutare l’ammissibilità delle class action solo ai tribunali dei capoluoghi di regione crea problemi di accesso. Alla fine ci si dovrà quasi sempre rivolgere ai già intasati tribunali di Roma e Milano

2. Estensione del campo di applicazione della class action
Il campo di applicazione della legge è stato limitato: per presentare una richiesta di risarcimento collettivo è necessario che i diritti dei componenti della classe da tutelare siano identici. 

3. Eliminazione dei disincentivi a intraprendere azioni di tutela
Beffarda e disincentivante è la disposizione che prevede che qualora il proponente, anche il singolo individuo, presenti un’azione manifestamente infondata oppure non sia in grado di curare adeguatamente gli interessi della classe è tenuto a pagare sia le spese di pubblicità della decisione di inammissibilità operata dal giudice, sia gli eventuali danni per responsabilità aggravata, quali quelli di immagine, procurati all’impresa chiamata in giudizio.

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commenti

#1 giuseppe cosmo, 9/2/2011

Ottimo.Complimenti!speriamo di vederle al più presto realizzate

#2 Marcello Carlucci, 9/2/2011

MOZIONE POPOLARE SU UNA PROPOSTA DI LEGGE SULL’ACCORPAMENTO DI PICCOLI APPEZZAMENTI DI TERRENO ADIBITI AD ULIVETO. Da qualche anno ormai stiamo assistendo all’abbandono e all’incuria da parte di proprietari di piccoli appezzamenti di terreno adibiti ad uliveto. Il fenomeno purtroppo è sempre più crescente. Questo è dovuto soprattutto al fatto che si sta svalutando a dismisura il ricavato del raccolto a fronte di costi sempre più elevati per il mantenimento e la gestione delle piante di ulivo (aratura, concimazione, potatura, ecc.). Questa discrepanza è direttamente proporzionale alla quantità di piante in possesso, cioè quante meno piante si possiedono sempre meno conviene mantenerle, praticamente ci si rimette sempre di più. Molti di questi proprietari vorrebbero vendere, ma hanno difficoltà a trovare acquirenti e questo è dovuto principalmente al fatto che il costo della scrittura dell’atto di proprietà tramite il notaio, viene a costare molto e a volte supera il valore di mercato dell’appezzamento da acquistare. Di questi piccoli proprietari, la stragrande maggioranza, vorrebbe e potrebbe accorpare questi piccoli appezzamenti, acquistando aree confinanti con il terreno che predilige o che più è confacente alle proprie esigenze, ma per i motivi sopra citati preferisce non fare niente. Una soluzione a questo problema c’è, non solo, ma può essere di incentivo ai proprietari, alle Amministrazioni Comunali e ai loro cittadini. L’atto di scrittura del passaggio di proprietà anziché essere stipulato dal notaio, deve essere effettuato dal Comune a cui l’appezzamento da acquistare o da vendere ricade nel territorio di pertinenza, facendo versare dall’acquirente una somma pari al 5% del valore di mercato. Questo appezzamento non deve superare l’ettaro e/o il valore di mercato di Euro 20.000,00 (Ventimila). Facciamo un esempio: valore dell’uliveto da acquistare - € 5.000,00; versamento dell’acquirente all’Amministrazione Comunale (5%) - € 250,00. Il contribuente per acquistare quell’uliveto a fronte di € 1.200,00 – 1.500,00 di atto notarile ne spenderebbe molti di meno e quindi sarà sicuramente incentivato a fare quel passo. L’Amministrazione Comunale, ogni anno, valutando le possibilità in base alla quantità di denaro disponibile, potrà utilizzare quelle somme per la sistemazione della viabilità delle strade di campagna di sua competenza e potrebbe anche dare lavoro a qualche cittadino in cerca di occupazione. Questo provvedimento Porta con sé molti vantaggi per tutti. Potrebbe essere svantaggioso per i notai, ma se consideriamo che con la situazione attuale non compra e non vende nessuno è presto detto, cioè nella migliore delle ipotesi rimane tutto fermo, senza considerare l’incuria e l’abbandono. Queste sono le motivazioni, adesso bisogna scrivere la legge.

#3 Antonio Nota, 9/2/2011

Buongiorno, riguardo le professioni la mia idea per liberalizzarle e' quella di mettere in concorrenza le differenti professioni le une con le altre. Ad esempio: 1) consideriamo la costituzione di una nuova azienda o un aumento di capitale della stessa: oggi la procedura e' quella di rivolgersi ad un commercialista che a sua volta deve rivolgersi ad un Notaio per avere l'atto costitutivo o per registrare l'emisionje di nuove quote o azioni. La maggior parte delle volte le minute di questi documenti sono fatti dal primo profesionista che poi si rivolge al secondo (notaio) perche la legge prevede che la costituzione debba essere fatta per atto pubblico. Come conseguenza il consumatore deve pagare il commercialista ed il notaio. La mia proposta e' quella di poter permettere ad avvocati, notai e commercialisti di poter redigere atti pubblici relativi a costituzioni d'azienda semplicemente cambiando la legge e mettendo in concorrenza le tre professioni. Tutti i professionisti devono avere l'obbligo di pubblicizzare il costo per la costituzione d'azienda in modo da permettere di scegliere quale sia il piu' conveniente. 2)Acquisto casa: Sappiamo che si tratta di un contratto privato registrato. La legge gia' oggi prevede che non e' necessario recarsi da un notaio per la autentica delle firme dei contraenti. Perche' non semplificare le procedure e permettere di poter autenticare le firme anche ad un Avvocato, commercialista, ingegnere, architetto etc, e con essa permettergli di effettuare le visure catastali o del registro immobiliare o addirittura creare e pubblicizzare uffici comunali ad hoc. L'acquisto di una casa cosi costerebbe meno. Trasporti: oggi esiste un mercato nero delle licenze dei taxi. Perche non prevedere come gia esiste a londra delle licenze temporanee e non a vita? Assicurazioni: Vivo in svizzera e l'assicurazione auto costa un terzo di quella che costa in Italia. Riformare il Bonus/malus partendo dalla categoria di rischio piu' bassa ( qui lo fanno). Se sottoscrivo un'assicurazione per la prima volta e non ho mai fatto incidenti, il mio premio deve essere basso e non alto anche perche' l'assicurazione non conosce il mio rischio specifico. Se poi nei primi 5 anni faccio incidenti, l'assicurazione mi aumenta di 5 classi se non faccio incidenti il premio resta lo stesso per cinque annni. Sono 8 anni che vivo all'estero e non e' necessario andare lontano per capire che ci sono degli extra-profitti o delle rendite di posizione che potrebbero facilmente essere annulate. Basterebbe solo avere la visione globale del sistema e non quella vista dalle lobby che incidono molto sui partiti anche sul vostro.

#4 Sergio Maini, 9/2/2011

era ora che ci fossero proposte concrete, oltre che su internet sarebbe bene divulgare queste proposte anche in altri modi per metterle a conoscenzadi di tutti i cittadini. continuate cosi che va bene, ed è importante che il partito sia unito.

#5 Guido Orlandini, 9/2/2011

Cari amici, tutte ottime cose, ma gli Italiani hanno dimostrato più volte di non voler stare a sentire discorsi concreti ed articolati, ma bensì di amare slogan e formulette. Ridurrei il tutto a quattro o cinque concetti forti, lasciando il resto a disposizione di chi sarà chiamato a governare. Es: 1.Un nuovo patto generazionale, basta tasse per gli under 25 anni 2. Aiutiamo i nostri ragazzi: mutui a tasso agevolato per le giovani coppie 3. Manette agli evasori sopra i 100.000 € (1 giorno di carcere ogni 10.000 € evasi, oltre le sanzioni pecuniarie) 4. Basta col cumulo dei mandati elettivi 5. Divieto per i parlamentari nazionali e regionali di esercitare le libere professioni per la durata del loro mandato 6. Divieto per i pubblici funzionari di fare perizie e consulenze

#6 Stefano Bellini, 9/2/2011

E' da quando sono nato che sento la parola liberalizzazione !! Facciamola semplice .... 1) Diversi laureati in farmacia si associano e aprono una farmacia dove le vogliono .. (nel mio paese di 9000 abitanti c'è una sola farmacia e in agosto chiude 20 giorni :-( ) 2) Hai le caratteristiche e i corsi appropriati per fare il NOTAIO apri lo studio !! 3) Hai le caratteristiche per fare l'autista e tutte le carte in regola .. e visto che siamo in un paese turistico ti chiedo anche la lingua Inglese come caratteristica primaria ... bene vai in Comune o Regione e ti prendi la licenza di TAXI ECC... ECC.. ECC.. QUESTA E' LA LIBERALIZZAZIONE E DARE LAVORO AI GIOVANI , DARE LA POSSIBILITA' SOLO AI SUPERMERCATI DI VENDERE DEI TIPI DI MEDICINE (non da ricetta) e solo spostare i capitali da ricchi farmacisti a ricchi imprenditori !

#7 Lara Bartoli, 9/2/2011

Serve una legge sull'autoimprenditoria come quella francese, la trovate qui http://www.apce.com/pid56/auto-entrepreneur.html credo potrebbe aiutare a ridurre la disoccupazione. Se esistesse una legge come questa aprirei immediatamente la mia impresa.

#8 Margherita Timeus, 9/2/2011

Tutto molto bello e parecchie idee piuttosto sensate. Però se non vi date contestualmente una bella regolata sul fronte della comunicazione, a cominciare da un pensionamento istantaneo di dirigenti che sono lì dai tempi delle guerre puniche e non ne imbroccano una da allora (devo proprio fare i nomi?), nonché dall'allontanamento istantaneo di tutta quella paccottiglia impresentabile da vecchia politica se non peggio, e di questo passo il 22% sarà presto un risultato esaltante...

#9 Roberto Arnaldo, 9/2/2011

riguardo alla proposta sull'apertura di attività con autocertificazione e controlli ex post.quale sarebbe la differenza rispetto alla proposta del governo attuale?Mi paiono uguali...

#10 Roberto Arnaldo, 9/2/2011

e perchè si continua a voler tenere in piedi gli ordini professionali,invece di abolirli una volta per tutte?

#11 Roberto Arnaldo, 9/2/2011

e poi bisogna liberalizzare in toto l'orario degli esercizi commerciali

#12 Roberto Arnaldo, 9/2/2011

con liberalizzare l'orario degli esercizi commerciali,intendevo la possibilità di tenere aperti anche la domenica e le festività per chi vuole farlo,senza che sia il comune a dover decidere.E gli orari,nel limite certo del rispetto notturno di requisiti di non disturbo al sonno delle persone nel caso in cui questi esercizi siano rumorosi e siti in zone abitate.

#13 Ennio Gobbo, 9/2/2011

Bene! Le proposte sono abbastanza chiare e vanno a vantaggio dei cittadini ed alla chiarezza delle gestioni dei singoli settori. A mio avviso, interverrei sulle normative che regolano i servizi pubblici locali: ci sono ancora troppe sperequazioni tariffarie, troppa nebulosità nelle gestioni delle Aziende, troppa frammentazione!

#14 Roberto Arnaldo, 9/2/2011

e comunque non credo che queste proposte possano permettere un alleanza con Sel e Vendola che credo non siano per niente d'accordo su molte di queste proposte.Si abbia il coraggio di dire che non é piu' possibile fare alleanze ne con i comunisti,ne con Sel o i verdi,sulla base di queste proposte.

#15 ALESSANDRO DIVERSI, 9/2/2011

Non è importante aprire un'impresa in un giorno, l'importante è levarle di dosso quell'insopportabile fardello che la opprimerà per tutta la vita che è la burocrazia italiana. ci vogliono semplificazioni fiscali. Il 90 % dele norme fi scali serve solo per far lavorare i consulenti fiscali, senzà utilità per combattere l'evasione fiscale. Semplifichiano le norme fiscali, le imprese hanno bisogno di investire in innovazione e tecnologia, non di spendere soldi in burocrazia inutile.

#16 Filippo Crescentini, 9/2/2011

Prevedere la detraibiloità fiscale delle spese sostenute dalle persone fisiche per la corresponsione di copmpensi per le prestazioni di professionisti e artigiani senza distinzioni e anche per importi ridotti. L'effetto incentivante deriva dalla maggiore propensione a ricorrere, soprattutto, ad interventi di artigiani per le manutenzioni domestiche, oltre che dal maggior reddito disponibile per effetto delle riduzioni del carico fiscale. Per quanto riguarda i professionisti, si tratterebbe di una misura che accompagna le proposte liberalizzazioni, affrontando, contestualmente, il fatto che i liberi professionisti - ferme tutte le altre questioni - pagano poche tasse.

#17 Marco Marchi, 9/2/2011

Una cosa che nel giro di mesi sbloccherebbe miliardi di investimenti (avete capito bene, miliardi di euro), sarebbe mettere mano finalmente all'annosa vergogna dell'accaparramento del cosiddetto ultimo miglio nelle tlc. E' vero che telecom fece pesanti investimenti, ma ricordiamogli che era ancora parastatale, cioe' assistita dalla fiscalita' generale. Quante societa' telefoniche e di servizi internet hanno dovuto sottostare alle sue vessazioni! Un monopolio di fatto che blocca ed inibisce investimenti degli operatori, e limita la concorrenza a danno dei consumatori che pagano piu' del dovuto.

#18 'Federico Iussig Zuliani, 9/2/2011

Mi sembrano molto buone le Vostre proposte ed in particolare le 5 proposte riferite al capitolo "Assicurazioni". Un sistema "ingessato" ed "antico" come quello attuale non potra' pero' mai fornire dei veri vantaggi per i consumatori senza un nuovo e vero impulso all'esercizio del plurimandato da parte degli Agenti di Assicurazione. Il plurimandato rappresenta una condizione indispensabile infatti affinche' si raggiungano i 5 punti da Voi elencati e Voi bene sapete quale e' il soggetto che ostacola con mille stratagemmi il plurimandato...

#19 Alessandro Pescari, 9/2/2011

Con tutta onestà manca qualcosa di concreto per le PMI che stanno soffrendo maledettamente. Proposta: Nell'immediato e per almeno tre anni (2011-12-13): 1. Abbattere di 5 punti i contributi dovuti all'Inps (gestioni: lavoro dip.te e assimilati - artigiani e commercianti); 2. Decontribuire le nuove assunzioni per i soggetti che versano in mobilità/disoccupazione e Cig; 3. Premiare le aziende che contribuiscono ad incrementare l'occupazione nel nostro Paese; 4. Sospendere l'istituto del R.O.L. (art. 96 Tuir), oppure reintrodurre delle franchigie (es. 2% dei ricavi); 5. Favorire la patrimonializzazione delle imprese (prestiti partecipativi e altri strumenti) con condizioni vantaggiose (garanzie e tassi); 6. Emanare i provvedimenti attuativi per le "Reti di imprese" senza troppi vincoli; 7. Regolare più incisivamente i cronici ritardi nei pagamenti (che stanno asfissiando tutto il sistema), prevedendo che decorsi i normali termini (60/90 gg.), sarà richiedibile decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, con inibizione dal "Durc" e quant'altro per il debit. Nel medio termine (entro il 2012): 8. Disboscare le leggi esistenti (Privacy, sicurezza, resp. amm.va, ecc..); 9. Eliminare l'Irap e ripristinare una tassa regionale sui servizi (salute, infrastrutture ecc..) che vada a sostituire anche l'addizionale regionale, con una percentuale max. del 5% da commisurare sulla stessa base imponibile (IRPEF); 10. Verificare le aziende/professionisti con regolarità e preavviso creando un rapporto normale ed imparziale.

#20 marco valla, 9/2/2011

Buonasera a tutti. Le idee che avete elencato sono ottime ma a mio parere troppo generali. Il nome che avete scelto per il vostro/nostro partito è molto ambizioso. Io lo intendo per ciò che significa e dovrebbe credo quindi essere il partito di chi ascolta a fondo i cittadini e le parti sociali e che crea quindi un progetto dopo aver capito i veri problemi di quelli che voi dite di rappresentare. Non credo serva impegnare persone e spendere soldi per raccogliere firme contro Berlusconi credo che serva ascoltare a fondo i problemi del popolo, capire i problemi e dare soluzioni equilibrate che non dimentichino nessuno. Ecco ciò che batterà Berlusconi. Ascoltare veramente e non fare finta. L'ultimo consiglio per battere Berlusconi e fare del bene VERO all'Italia e a tutti gli Italiani cominciate a dire che appena andrete al governo taglierete i vostri benefit, le spese superflue e la vostra evasione fiscale del 75% minimo e poi fatelo. Vedrete che risultato otterrete. Un imprenditore serio comincia a tagliare se c'è bisogno da se stesso e allora gli operai lo seguiranno. Non è così difficile

#21 stefano santini, 10/2/2011

Il vero difetto della riforma Bersani riguardo la creazione di parafarmacie è stato quello di aver concesso l'apertura e quindi la proprietà ai grossi gruppi commerciali.La possibilità di apertura e quindi la titolarità dovrebbe essere consentita solamente a chi possiede la laurea in Farmacia.La figura del farmacista è passata cosi'dall'elemosinare prima il lavoro ai sig.titolari di farmacia e ora ai gruppi commerciali. Un'altra idea interessante,ma su cui temo il nostro segretario non potra' fare nulla, sarebbe quella di trasformare i contratti dei dipendenti di farmacia da contratto commerciale a contratto asl dato che il lavoro del farmacista è per il 70% legato all'asl.

#22 Ateo Spettinato, 10/2/2011

ottime proposte. io ci metterei anche una regolamentazione seria dei subappalti. i andare gradualmente ad una situazione a subappalti zero (sopratutto per la pubblica amministrazione). magari non si creano posti di lavoro in più ma si mettono più soldi nelle tasche di chi realmente lavora e si risparmiano soldi per la pubblica amministrazione!

#23 stefano Volpe, 10/2/2011

Con le liberalizzazioni precedenti che cosa credete di aver fatto? Dopo i 2 euro tolti dalle ricariche telefoniche, i gestori hanno applicato aumenti notevoli senza essere controllati. Avete consentito a tutti di aprire attività commerciale e poi avete fatto costruire i piu' grandi Centri Commerciali, ammazzando il piccolo commercio e rovinando tante persone che avevano investito i loro soldi. Parlate sempre di caste, ma l'unica CASTA che non volete toccare è proprio la vostra; QUELLA DEI POLITICI!! Sempre le stesse facce e senza vergogna. Per creare i posti di lavoro, controllate quello che fanno i lavoratori STATALI che spesso hanno un DOPPIO lavoro e tolgono così il futuro ai giovani, perchè cercate di dare lavoro ai giovani, togliendolo a chi è già precario? Vi ricordo che il POPOLO delle Partite I.V.A. è già tartassato di suo e non ha bisogno di essere ancora sfruttato per mantenere invece uno stato di diritto solo per chi ha il Posto Fisso che per VOI significa; VOTO SICURO !!!!

#24 pagano pasquale, 10/2/2011

D'accordo con la fascia c a tutti, benissimo, ma con realismo, se dalla destra parte una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture Dovete appoggiare, non potete ostacolare, la fascia c col pd al governo ma oggi si alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed e' in difficolta'.

#25 pagano pasquale, 10/2/2011

D'accordo con la fascia c a tutti, benissimo, ma con realismo, se dalla destra parte una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture Dovete appoggiare, non potete ostacolare, la fascia c col pd al governo ma oggi si alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed e' in difficolta'.

#26 matteo fola, 10/2/2011

ben venga la fascia C per tutti, ma adesso Bisogna appoggiare il governo per la trasformazione (pur lasciando libertà di apertura a nuove parafarmacie) che darebbe ossigeno a chi ha aperto da 4 anni.

#27 casimiro focolare, 10/2/2011

Siamo tutti per la fascia C a tutti....ma urge un sostegno anche da parte del PD alla trasformazione proposta dal governo che aiuta chi ha aperto da 3-4 anni

#28 elisa serafini, 10/2/2011

Sono d'accordissimo sulla fascia c alle parafarmacie, ma intanto bisogna aumentare il numero delle farmacie, quindi il pd sostenga il progetto di trasformazione delle parafarmacie in farmacie all'esame dell'aula nel decreto milleproroghe

#29 Gioacchino Marsala, 10/2/2011

Egr.On.Bersani,sono un farmacista titolare di parafarmacia da tre anni. come Lei saprà siamo tutti in difficoltà per le pochissime specialità medicinali che possiamo vendere e per gli effetti di una concorrenza che non possiamo contrastare per lo strapotere di Federfarma e Fofi. Accolgo con immenso piacere la sua proposta di estendere alle parafarmacie la vendita dei farmaci di fascia C ma si può fare anche di più. La prego a nome di tutti i miei colleghi, appoggi e sostenga con tutto il suo partito la proposta di trasformazione delle parafaramacie in farmacie SSN che arriverà con il decreto Milleproroghe. Questa sarebbe la nostra vera salvezza. Riponiamo in VOi massima fiducia. Salvate le nostre piccole imprese e i nostri enormi sacrifici! Grazie. Dott.Gioacchino Marsala

#30 lorenzo semilia, 10/2/2011

Eccellente bisognerebbe però che questi concetti / articoli apparissero su tutti i giornali e possibilmente se ne parlasse in TV e inoltre suggerirei di mettere qualche numero (Ovvero Euro) per far capire tangibilmente in alcuni casi di cosa si tratta per le tasche degli italiani. Forza parliamo agli italiani di cose concrete.

#31 lorenzo semilia, 10/2/2011

Aggiungo solo sull'unità ho visto un articolo parlare delle idee del PD e di cose concrete sul resto buio solo slogan (Repubblica compresa)

#32 Francesco Grillo, 10/2/2011

Bene la fascia c, ma votate per la trasformazione delle attuali 3300 parafarmacie che oggi rischiano la chiusura e che non vedrebbero l'alba del Vs governo.

#33 Giovanna Bonvento, 10/2/2011

Con altre due colleghe farmaciste abbiamo investito i nostri risparmi, le nostre competenze e il nostro futuro nella parafarmacia di cui siamo titolari, dopo la crisi che ha investito il settore farmaceutico e lasciato disoccupati centinaia di lavoratori. la fascia C per tutti è comunque la benvenuta ma adesso va sostenuta la proposta di trasformazione delle parafarmacie in farmacie in questi giorni all'esame, sia per salvaguardare le nostre piccole imprese sia per garantire davvero il servizio al cittadino come un paese moderno richiede.

#34 Antonella Puleo, 10/2/2011

Vedo che qualche collega che fino a ieri soteneva tenacemente la "trasformazione" proposta con emendamenti sul 1000 proroghe dal Senatore Piccone del PDL (bocciata per la seconda volta) hanno preso di mira questo blog per chiedere sostegno ad una idea che si è riconfermata fallimentare. Con l'aggravante che anche l'emendamento Fleres, che chiedeva l'immadiata cessazione della concessione di licenze per l'apertura delle parafarmacie è stato clamorosamente trombato. I colleghi in questione, di cui si conoscono ormai nomi e cognomi, dovrebbero rendersi conto che non si possono avere 2 facce, non si può chiedere alla maggioranza una cosa e allo stesso tempo all'opposizione l'esatto opposto, sapendo che il PD mai appoggerebbe la "sanatoria". Inondare i blog non serve. E poi, bisogna inondare quelli giusti... esempio quelli del PDL che fino ad ora vi hanno promesso cose che non vi hanno potuto concedere.

#35 Alessandro D'Erme, 10/2/2011

D'accordissimo sulla fascia C alle Parafarmacie. La gente si lamenta in continuazione di non poter comprare in Parafarmacia neanche una Tachipirina da 1g. Concordo con gli altri sul fatto di appoggiare la trasformazione! L'Italia ha bisogno di nuove farmacie. Vi siete mai chiesti come mai nelle Farmacie c'è sempre la coda? SI alla fascia C! SI alla trasformazione!

#36 Antonella Puleo, 10/2/2011

Il mio partito, coerentemente, sostiene il completamento delle liberalizzazioni, chiedendo la concessione della fascia C. Il PDL al quale qualcuno si è rivolto, con risultati che non voglio commentare, invece di liberalizzare, offusco il cervello degli italiani, promettendo invano o cercando di riformare articoli costituzionali che non ostacolano un bel nulla. Le liberalizzazioni facciamole fare a chi già le ha cominciate e piuttosto consideriamo l'eventuale concessione della fascia C come un passo importante. Il detto dice chi troppo vuole nulla stringe.... e infatti il fumo non si piglia, svanisce nel nulla, come le promesse.

#37 agata la spina, 10/2/2011

Egregio Onorevole Bersani sono una farmacista che dopo anni di lavoro presso le farmacie ha deciso di investire tutti i suoi risparmi in una parafarmacia,lei ci ha dato la possibilita'di fare cio' dal 2006.purtroppo ogni giorno avvengono dei boicottaggi contro le nostre attivita'.concordo con il suo programma di estendere la fascia c a tutte le parafarmacie.le chiedo intanto di non contrastare un'eventuale trasformazione in farmacia per le parafarmacie esistenti .

#38 sganappa pioni, 10/2/2011

D'accordo sul fatto di liberalizzare la fascia c, dei farmaci, e d'accordo anche sul fatto di appoggiare la trasformazione delle parafarmacie in farmacie vere e proprie per migliorare il sistema e aiutare professionisti come noi che hanno investito denaro e ci hanno creduto fino in fondo!

#39 mimmo falò, 10/2/2011

Fascia C a tutti!!!! ma adesso per il proseguo delle liberalizzazioni bisogna aiutare chi ha aperto da 4 anni sostenendo la trasformazione proposta dal governo....

#40 Saverio Luchetti, 10/2/2011

Non solo fascia c ma abolizione della anacronistica pianta organica! Il problema attuale è pero che i titolari di Parafarmacia devono pagare i fornitori adesso, non fra un anno, intanto il pd non ostacoli eventuali trasformazioni.

#41 luciano mauro, 10/2/2011

Caro Onorevole Bersani, sono un farmacista titolare di parafarmacia ed aprezzo ciò che lei ha fatto con le liberalizzazioni. Concordo con la fascia C libera ma le chiedo anche di appoggiare una eventuale proposta di trasformazione in farmacia convenzionata per quelle parafarmacie con titolare un farmacista. Dopo 4 anni di stenti sarebbe il giusto riconoscimento per chi come me ha rischiato in un attività professionale, senza contare la possibilità di contribuire alla precarissima finanza pubblica con il pagamento di un oneroso una tantum per la suddetta trasformazione. Grazie

#42 Antonella Puleo, 10/2/2011

Si assiste ad uno spostamento di gruppi omogeneo.... tutti col copia e incolla, a supplicare chi, fino a qualche tempo fa, è stato appellato con parole irriferibili. L'onestà intellettuale e l'attaccamento alle ideologie politiche è praticamente scomparso, ed è per questo che il mio Paese è ridotto così.

#43 martino Ielasi, 10/2/2011

On.Bersani, il vero problema nella distribuzione del farmaco è stato analizzato in più riprese dall'antitrust, la pianta organica è un freno all'economia. E' possibile che solo il presidente Catricalà se ne sia accorto? Inoltre bisogna garantire il binomio farmacia-farmacista e dire no alla grande distribuzione che farebbe certamente a meno del farmacista, non bisogna dimenticare che dietro il camice c'è un esperto in salute che deve in sinergia con il medico educare il malato all'uso del farmaco.Grazie. dott.Martino Ielasi titolare di parafarmacia

#44 silvia silvia, 10/2/2011

Liberalizzare la fascia C va benissimo, pero' la mia laurea e' completa e sono abilitata a dispensare TUTTI i farmaci, quindi appoggiare la trasformazione delle nostre parafarmacie in farmacie e' una delle cose migliori che il PD possa fare

#45 remo la rocca, 10/2/2011

SI all'apertura di nuove parafarmacie, SI alla fascia c per tutti....ma OGGI bisogna appoggiare il governo per la trasformazione in farmacie di chi da 4 anni ha investito tutto e non ce la fa più

#46 Adriano Cuozzo, 10/2/2011

Spett. On. Bersani Sono un giovane farmacista titolare di parafarmacia. E' con soddisfazione che vedo il suo impegno in merito alla introduzione della fascaia c nei nostri esercizi. Intanto, però, la prego di appoggiare la proposta di trasformazione delle attuali parafarmacie in framacie. Ciò rappresenta l'unica soluzione che nell'immediato possa risanare le nostre attività. Tale proposta è sostenibile anche perchè NON comporta un blocco dei codici. Fiducioso nella sua azione politica, le porgo cordiali saluti!

#47 Antonella Puleo, 10/2/2011

Copia e incolla, il PDL li molla e adesso si ricordano che esiste il PD. Alla faccia della coerenza!!!!!

#48 Antonella Puleo, 10/2/2011

Esistono delle condizioni che vengono vissute solo ed esclusivamente all’interno di una cerchia ristretta di persone. Condizioni lavorative che macerano gli animi e creano dibattiti interni alla cerchia, che snervano fino all’esaurimento nervoso. Mi riferisco alla condizione delle Parafarmacie e dei 3500 Farmacisti che le gestiscono, ormai con coraggiosa eroicità, intorno all’indifferenza generale della classe politica. Noi parliamo molto tra di noi, ci confrontiamo, ci scontriamo perché non tutti siamo concordi sulle scelte da fare e sulle istanze e richieste da inoltrare a chi ci governa, ma parliamo tra di noi e osserviamo ciò che ci circonda, cercando di comprendere quale sia la strada giusta per uscire dal pantano in cui, inconsapevolmente siamo finiti. E parlando tra di noi, e ascoltando gli altri, cogliamo incongruenze che mortificano ancora di più i nostri animi. Le incongruenze saltano agli occhi di tutti, ma non tutti gli occhi sono in grado di vederle, o meglio, non tutti gli occhi hanno l’onestà intellettuale di identificarle. Noi si, ma noi siamo parte in causa e quindi estremamente suscettibili ed attenti alle cose che ci riguardano. Ed ecco l’incongruenza. In questi giorni il Presidente del Consiglio dei Ministri, On.le Silvio Berlusconi, ha annunciato che, è intenzione del Governo che egli presiede, di modificare l’Art. 41 della Costituzione Italiana, che così recita: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Leggo testualmente dal sito del Master in Giornalismo - La Sestina -:”Riformare l’articolo 41 della Costituzione. Il piano di ripresa economica proposto da Silvio Berlusconi passa da qui. Dalla modifica dell’«iniziativa economica privata». Secondo il presidente del Consiglio una modifica costituzionale è il primo passo per «liberare definitivamente l’Italia dalla mentalità assistenzialista e statalista che deprime lo sviluppo, ostacola gli investimenti la creatività dei mercati, distrugge ricchezza e lavoro, minaccia il futuro delle giovani generazioni». Le correzioni, in altre parole, avrebbero un obiettivo: alleggerire i vincoli imposti all’iniziativa economica”. Premesso che io seguo la politica con interesse, da tempo, e non mi è sembrato che i cittadini italiani invocassero a viva voce il cambiamento di tale norma, e chi è stato anni e anni a contatto con le imprese, non ha mai sentito un imprenditore lamentarsi dell'articolo 41, e sono intimamente convinta che tale modifica non solo non apporterebbe alcun beneficio, me è in netta contraddizione con altri provvedimenti che, invece, sono in questi giorni al vaglio del Governo, e mi riferisco all’emendamento n. 1206 presentato al Decreto Legge n. 225 (c.d. milleproroghe) che reca la firma del Senatore Fleres. Se venisse votata la modifica proposta, non sarebbe più possibile aprire nuovi punti vendita ma, dietro autorizzazione dell’amministrazione competente, sarebbe consentito solo il trasferimento di quelli già esistenti in un’altra area dello stesso comune o di un comune differente, che ne sia priva. Quindi l’incongruenza!! Da un lato si vorrebbe modificare l’art. 41, dall’altro si impedisce di aprire una ed una sola tipologia di esercizio commerciale, le Parafarmacie, forse perché le pressioni delle lobby sono così forti da spingere politici compiacenti a mettere i professionisti nella condizione di non poter liberamente esercitare la loro professione, in barba ad una legge che ne autorizza l’esistenza, la legge Bersani. E allora, visto che si vuol semplificare per favorire la ripresa del commercio, togliendo lacci e laccioli, una proposta provocatoria è d’obbligo. Modifichiamo il Regio Decreto del 27 luglio 1934, n. 1265 (TULS), il quale prevede, nell’art. 122 che “La vendita al pubblico di medicinali a dose o forma di medicamento non è permessa che ai farmacisti e deve essere effettuata nella farmacia sotto la responsabilità del titolare della medesima”. Modifichiamo questo decreto e diamo la possibilità ai Farmacisti di svolgere liberamente la loro professione e non ci trinceriamo dietro conservatorismi che servono solo a garantire privilegi a chi già li possiede. Ma è possibile che l’unica professione che non può essere svolta liberamente è la mia? Ma è possibile che i colleghi titolari di Farmacia debbono essere gli unici a detenere il diritto di dispensare il farmaco? Ma è possibile che non si possa dare la libertà d’impresa ai laureati in Farmacia? Ma davvero la mia professione dev’essere bloccata da un decreto d’epoca mussoliniana? Modifichiamo una legge fascista, e come dice chi le liberalizzazioni le ha cominciate davvero “Facciamo una leggina che dia la possibilità a questi giovani farmacisti di lavorare bene”. Quindi, invece di cambiare un articolo della Costituzione che non impedisce nulla, facciamone uno nuovo che ci consenta di vendere i farmaci in maniera seria e completa. Che tanto il re non c’è più, e per fortuna manco Mussolini.

#49 pagano pasquale, 10/2/2011

Per fortuna il pd non e' una caserma e si puo' discutere sia tra iscritti e simpatizzanti e sia tra gli eletti. Ed e' risaputo che molti autorevoli esponenti del pd si sono espressi a favore di un eventuale riassorbimento delle parafarmacie di farmacisti purche' non ci fosse il blocco per nuove aperture addirittura dando pubblicamente la loro disponibilita' a cofirmare un provvedimento del genere. il dibattito dunque e' aperto e vanno rispettate senza ironie fuori luogo le opinioni di chi chiede realismo e concretezza ad una forza che si definisce responsabile e priva di pregiudizi.

#50 maria paola loriga, 10/2/2011

va bene la fascia c, va bene anche l'apertura di nuove parafarmacie, ma per favore, onorevole Bersani, appoggi la trasformazione delle attuali parafarmacie, di proprietà di farmacisti, in farmacie a tutti gli effetti. ho aperto da quasi 5 anni ed è sempre più difficile andare avanti!

#51 Antonella Puleo, 10/2/2011

La questione è, gentile sig Pagano, che ci vuole coerenza, e non si può dire peste e corna di una aggregazione politica e poi, dopo che quella avversaria ha fallito, rivolgere suppliche... è una questione di coerenza. E lei sa benissimo di che parlo!!! Ovviamente ognuno dice la propria e io dico la mia, solo che lo faccio sempre rivolgendomi al mio interlocutore naturale, come ho sempre fatto. Coerenza, nintye di più. Lei sciva le sue cose e io farò altrettanto, anche con ironia, se è necessario.

#52 francesca scattolin, 10/2/2011

Gent.mo Onorevole Bersani, sono una farmacista che da tempo ha investito tutti i suoi risparmi in una parafarmacia. Purtroppo, per motivi ben noti sono sull'orlo della bancarotta. Seguto da tempo e da vicino la nostra vicenda e quella del nostro comparto. Bene, sono a dirle che appoggio l'iniziativa sua e del suo partito all'estensione della fascia C a tutte le parafarmacie ma la prego di appoggiare la proposta per la trasformazione in faramcie di quelle parafarmacie con a capo un farmacista. Qusto perchè è comprovato il bisogno di aumentare in Italia il numero di farmacie e poi perchè sarebbe la giusta gratificazione per chi in questi anni ha rischiato in un attività imprenditoriale investendo, come me, tutti i suoi risparmi. La ringrazio e confido vivamente nella sua azione politica.

#53 Adriano Cuozzo, 10/2/2011

Non esiste alcuna incoerenza da parte di chi cerca di difendere il proprio lavoro!! ed è triste vedere alcuni colleghi schierati apertamente contro se stessi!! Noi abbiamo sempre cercato dialogo con TUTE le persone disposte a sostenere i nostri esercizi e lo abbiamo fatto alla luce del sole!! e da sempre molti esponenti PD hanno garantitto il loro supporto a tale progetto pur non intaccando la possibilità di apertura di nuove parafarmacie. ed oggi così è! si può sostenere la trasformazione senza bloccare nuovi codici! per cui, rinnovo il mio invito a sostenere questa proposta per garantire la nostra libertà di professione e, soprattuto, per garantire un importante servizio ai cittadini!!

#54 pagano pasquale, 10/2/2011

Lei scrive delle bugie: nessun peste e corna, e' risaputo che a prescindere dall'individuazione della colpa il processo di liberalizzazione e' incompiuto e ci vuole il massimo di serieta' e concretezza per risolverlo. Quanto all'etichettatura politica e' lei che sceglie di dare alla questione una connotazione politica prescisa e fa una scelta di campo per il pd accusando chi fa altre proposte di essere subalterno al pdl. Secondo me questa e' un ottica sbagliata e bene fanno i colleghi a presdentarsi come professionisti che sottopongono una questione tecnica a tutti i partiti chiedendo a tutti la responsabilita' di trovare una sintesi e portarla concretamente avanti. Senza limitarsi a sventolare bandierine ideali che senza i numeri restano solo sterile testimonianza politica. Inoltre le ribadisco di avere piu' rispetto per le tantissime opinioni favorevoli al riassorbimento della parafarmacie. Cosa farebbe lei, la rifiuterebbe la trasformazione??

#55 elena maggi, 10/2/2011

sono titolare di una parafarmacia. quindi ho lavorato autonomamente a questo progetto di liberalizzazione già dal 2007 dando fondo a tutti i miei risparmi. altro non auspico di poter fare il mio lavoro con tutti i farmaci per cui ho studiato lunghi anni. non sopporto più le diatribe politiche e di interessi lobbistici che affliggono questo settore!!! da qualsiasi parte vengano proposte di ampliamento e libertà per il nostro settore, non ostacolatevi a vicenda. fateci lavorare!!!!

#56 Valter Pellacani, 10/2/2011

Bene. Condivido assolutamente le proposte. Non ci sono però indicazioni per superare le gestioni monopolistiche dei servizi pubblici locali, da parte delle società per azioni ex-municipalizzate, ove si annidano i costi della politica in sede locale: gestioni reti gas urbane, gestioni acquedotti fognature e depurazione, gestioni servizio rifiuti e trasporto locale. Occorre che le gestioni di questi servizi, avvengano con gare d'appalto per costringere le società di gestione a contenere i costi. Non riempire le società di gestione ex-municipalizzate di ex-sindaci ed ex-assessori, oltre a quelli in carica, tanto la gestione è monopolistica e tutti i costi vengono scaricati sulle bollette.

#57 paffutina silvia, 10/2/2011

La farmacia rimane comunque il sogno di tutti poche storie, allora va bene la fascia c a tutti e a noi la trasformazione!!!!!!!!!!!!!

#58 paolo fenu, 10/2/2011

ersani, non si aiutano le persone in difficoltà chiedendo la tessera del partito... chi è in difficoltà chiede dappertutto, senza vergogna.... perchè non c'è vergogna nel chiedere aiuto da qualsiasi parte possa arrivare.... la tua fascia C mi sembra un risarcimento dovuto dal dicembre 2007 (quando la proposta di Sergio d' Elia la bloccaste grazie alla Turco che, a quanto mi risulta, sta ancora nel partito....). Se il PD appoggia le richieste di chi ha bisogno, IN QUESTO MOMENTO E IN QUESTE CONDIZIONI PARTICOLARI dovrebbe appoggiare la trasformazione delle parafarmacie di proprietà di FARMACISTI AVENTI I NECESSARI REQUISITI in farmacie convenzionate, msgari con un "fee di ingresso" nel sistema che andasse a beneficio delle zone terremotate dell' Abruzzo.... (per la ricostruzione, non per la spartizione tra i vecchi maneggioni degli affarismi politichesi..). Una proposta che potresti aggiungere tu, semmai, sarebbe l'obbligo dell'assunzione di almeno un disoccupato iscritto alle liste di collocamento, anche extracomunitario. Sarebbe già un piccolo passo verso il progredire sociale civile e politico.

#59 Claudia Terracina, 10/2/2011

Sì Sì Sì alla fascia C in parafarmacia...Sì Sì Sì anche alla trasformazione delle parafarmacie, che si sono aperte in questi quattro anni,in farmacie convenzionate col sist. sanit. nazionale.

#60 Ernesto Micheli, 10/2/2011

Egregio Onorevole Bersani mia moglie è una farmacista titolare di parafarmacia. Dopo tantissimi anni di duro lavoro da collaboratrice di farmacia ha visto nella parafarmacia realizzare un sogno. Di questo bisogna renderle grande merito. Abbiamo impegnato tutto ciò che avevami in famiglia per realizzare questo sogno. Solo che adesso non riusciamo più a sostenere le continue vessazioni a cui siamo sottoposti dallo strapotere di una lobby che tutti i giorni tenta di distruggere questo sogno. La sua idea di allargare la vendita della fascia C alle parafarmacie è veramente grandiosa e va sicuramente sostenuta. Ma la prego, abbiamo bisogno di aiuto immediato. Sostenga la proposta attualmente al parlamento di trasformazione delle parafarmacie in farmacie. Faccia in modo che il suo gruppo la sostenga. Grazie

#61 Franca Antelli, 10/2/2011

Molto bene, si riprende il cammino (peraltro irto di difficoltà) di quando eri Ministro. Purtroppo con il sistema mediatico che impera divulgare sarà faticoso. Proporrei una strategia un po' folle, ad ogni domanda inutile su argomenti da ... alcova, si risponda:" Preferisco parlare della nostra proposta in merito a...." ed ognuno di voi parlamentari si lega ad uno dei temi in oggetto. Auguri a tutti noi che... mala tempora currunt.

#62 tiziana minoliti, 10/2/2011

Buongiorno cari colleghi! Che bello che nel giro di poco più di un mese abbiate tutti cambiato idea decidendo di interloquire col pd, non capisco proprio cosa c'entri il pd con la sanatoria... non era stata proposta dal Senatore Piccone del pdl ed appoggiata da una quarantina di Senatori dello stesso gruppo? Avete sempre detto che è il Governo che conta, mentre l'opposizione non può fare nulla, mi sembra del tutto inutile fare un blog di suppliche vane! Se il pdl vuole la sanatoria passa, semplice e quasi banale.

#63 gilberto salvi, 10/2/2011

Noto che il discorso sulle farmacie appassiona. Bene ogni tentativo di liberalizzare, ma attenzione a prevedere un qualche meccanismo per chi ha goduto di privilegi perchè altrimenti le rivolte (ricordatevi i taxisti) non mancheranno. Anche se qualcuno ha potuto godere di rendite di posizione è pur sempre un lavoratore e merita rispetto.

#64 marco del campanile, 10/2/2011

Buongiorno,ho 34 anni, vivo a Roma e sono un agente di commercio per conto di un industria del nord, operando come territorio su tutto il centro sud, e come tale mi trovo a dovermi confrontare con molti aspetti dell'impresa del mezzogiorno, dell'industria e delle notevoli prerogative della mia professione. Vorrei sottoporre delle questioni, alcune molto gravose e suggerire alcune proposte. Imprese del sud: In questo periodo la crisi congiunturale, principalmente finanziaria, è amplificata da una crisi strutturale storica proprio del sistema finanza/credito; sono tantissime le imprese che non riescono ad accedere al credito molto spesso per la scellerata scelta di ricorrere a stratagemmi per abbassare nei bilanci gli utili (e conosciamo chi ha inopinatamente propagandato che le tasse siano un male), cosicché le banche o le finanziarie non trovano i requisiti per finanziare, ma molto spesso un limite è costituito dagli insoluti che determinano un rating negativo. Il problema sarebbe "facilmente" risolvibile se le imprese che offrono bene o servizio evitassero di prestare opera senza garanzie sui pagamenti, ma pur di lavorare omettono questa auto-tutela. La proposta è quella di istituire un organismo a cui volontariamente e non obbligatoriamente, le imprese creditrici possano comunicare il mancato pagamento beneficiando di una "sopsensione" a tempo determinato e con limiti di importo commisurati al settore di impresa degli oneri fiscali relativi alle fatture insolute, creando così anche una banca dati pubblica, utile a tutte le imprese, delle aziende che sono cattive pagatrici. Non sarebbe fare la spia ma tutelarsi e tutelare il mercato. Imprese del nord: Per le imprese del nord il mezzogiorno non può essere un rischio altrimenti, oltre a determinare un progressivo allontanamento delle cooperazioni con il sud, si ha una ricaduta sui prezzi (che vengono aumentati) e quindi sui consumi, dei beni/servizi prodotti al nord e venduti al sud. La mia proposta è di diminuire, per un periodo legato ad una manovra finanziaria, l'imposizione fiscale per le vendite fatte al mezzogiorno, stimolando anche l'innovazione, non per gli acquisti fatti dal mezzogiorno ma ribadisco per le vendite fatte in questo territorio; avremmo una riduzione dei prezzi che stimolerebbe tra privati i consumi, generando meccanismi di crescita e maturazione delle imprese che con maggiore spinta, uscirebbero dalla logica che per risparmiare propongono di pagare senza fattura o con fattura ridotta dando soldi in nero, diminuendo così anche la circolazione di denaro non dichiarato. I crediti di imposta solo in minima parte hanno agevolato la crescita del sud, nella maggior parte dei casi sono serviti a "fregare" lo stato e costruire capannoni inutili e oggi deserti. Non bisogna incentivare gli acquisti del sud, ma le vendite al sud. Sarebbe epocale. Relativamente alla categoria degli agenti vorrei sottoporre quanto segue: Trasporti: chi viaggia molto utilizza il telepass; per avere fattura dei pagamenti occorre obbligatoriamente agganciare il telepass ad una viacard, ovvero una carta di credito, che ha un costo esagerato rispetto al servizio che viene offerto. Tra i vari balzelli da eliminare sarebbe opportuno che questo venisse analizzato. Questo sarebbe un vantaggio non solo per gli agenti ma anche per i trasportatori e tutte quelle aziende che hanno macchine aziendali per i dipendenti. Carburante: gli agenti devono compilare le schede carburante per poter portare in detrazione i costi relativi ai rifornimenti; succede che molti mettano timbri in più dichiarando di aver speso più di quanto abbiano fatto, eludendo così il fisco, questa è un'attitudine molto italiana ma che ha una parziale giustificazione nel fatto che la categoria spesso paga attraverso carte di credito per poter avere un rendiconto unico, ottimizzando la gestione e il controllo del proprio bilancio, sulle spese sostenute per i rifornimenti e l'utilizzo di carte per i rifornimenti prevede costi aggiuntivi. Inoltre se si effettua rifornimento self service in aree senza operatore o fuori dall'orario di apertura della stazione, non si può mettere il timbro, che ricordo andrebbe firmato e corredato di compilazione da parte del "benzinaio". Se le stazioni di rifornimento emettessero, anche nelle colonnine self, uno scontrino fiscale, gli agenti per poter portare in detrazione le spese potrebbero presentare questo, esigendo lo scontrino o una ricevuta, che eliminerebbe facili elusioni. Per gli agenti un costo molto alto è determinato dai commercialisti; una maggiore liberalizzazione del settore dei commercialisti unita alla creazione di una tariffa pubblica minima porterebbe di certo ad un incremento delle opportunità di lavoro per chi ha conseguito il titolo di commercialista, anche se giovane, e diminuirebbe i costi per la mia categoria, magari stimolando i giovani ad intraprendere un lavoro autonomo che ha sempre maggiori offerte da parte delle imprese, ma una scarsissima domanda legata proprio all'incertezza e ai costi di gestione elevati. Ultima proposta per gli agenti: Il fine rapporto del mandato. Purtroppo non esistono dei parametri certi per fissare le indennità di fine rapporto che nella maggior parte dei casi vengono determinate solo dalle cause intentate dagli agenti verso i preponenti, questo ha fatto si che nell'ultimo decennio tante aziende mandanti abbiano stipulato vessatoriamente, soprattutto con i giovani, contratti con mandato di agenzia in cui includono clausole di rinuncia a indennità di clientela. Questo è profondamente ingiusto perché non riconosce, soprattutto ai giovani, la crescita professionale e il lavoro che hanno svolto; la proposta è quella di stabilire dei parametri minimi netti ed insindacabili nel contratto collettivo, per la determinazione dell'indennità di clientela e fine rapporto, in modo che chi riceve mandato abbia una base per poter contrattare anche questo aspetto senza sentirsi rispondere " o così o niente". Spero di aver fornito buoni spunti, su una parte della nostra economia, ma che coinvolge molte imprese, professionisti e famiglie. Buona democrazia Marco

#65 tiziana minoliti, 10/2/2011

Inoltre mi permetto di aggiungere che bastava apporre una piccola modifica all'emendamento Piccone, ossia la "trasformazione per noi vecchi" e la fascia C per tutti gli altri e il pd avrebbe garantito il proprio appoggio, mi chiedo perchè non sia stato accettato questo compromesso che veramente ci avrebbe potuto salvare la vita.

#66 eduardo Leto, 10/2/2011

Bisognerebbe avere più coraggio : eliminare tutti i numeri chiusi :farmacie;notai,tassisti ecc in base al principio che chi è qualificato per svolgere un lavoro lo possa svolgere.Si tratterebbe in tal modo di colpire le vere rendite parassitarie.

#67 Alberto Morsello, 10/2/2011

Giustissimo è LIBERALIZZARE LA FASCIA C dei farmaci in parafarmacia, prima di tutto perchè ritengo che il servizio offerto dai farmacisti nelle parafarmacie, per tutetare la salute del cittadino, è eccellente anche perchè ci troviamo davanti a un farmacista professionista abilitato dallo Stato a dispensare tutti proprio tutti i farmaci figuriamoci se è abilitato a dispensare solamente quelli di FASCIA C. Quindi BENISSIMO "FASCIA C" nelle Parafarmacie anche per dare al farmacista che vi lavora il legittimo riconoscimento professionale che si merita di avere.

#68 Enzo Pappalardo, 10/2/2011

Onorevole Bersani, finalmente una proposta sulla dispensazione del farmaco seria che ridistribuisce finalmenmte ricchezza in maniera più equa garantendo nello stesso tempo la sopravivenza di piccolissime imprese, maggiori servizi per i consumatori oltre a dar vigore alla concorrenza in un campo completamente ingessato e soprattutto ridà dignità a dei professionisti vesseggiati da oltre mezzo secolo. Onorevole complimenti.IO TIFO PER LEI ma tenga presente che per garantire maggior concorrenza bisogna che le aziende che si confrontano sul mercato devono partire dalle stesse condizioni di trattamento economico da parte della grande distribuzione e da parte del credito.Capisca che una farmacia fattura milioni di euro ed ha trattamenti economici completamente diversi dagli esercizi di vicinato, quindi sono convinto che una trasformazione di quest'ultimi sia più consona a raggiungimento gli obbiettivi preposti.

#69 Antonella Puleo, 10/2/2011

all'ultimo colloquio, voluto per altro dal vostro vice Presidente,con la Senatrice Ghedini, appellata in maniera indegna, conservo anch'io le chat.Essa aveva proposto un compromesso, nell'emendamento Piccone andava inserita, oltre la trasformazione per i già esistenti in possesso dei requisiti, la fascia C per i futuri colleghi... lo sapevi? Ma meglio tentare con ostinazione di rinchiudersi in una casta che pensare al bene comune, riflettete.

#70 vilma milani, 10/2/2011

Dopo piu' di quattro anni dall'apertura della parafarmacie,non senza difficoltà,è giunta l'ora che si pensi anche ai FARMACISTI titolari di parafarmacie. Ben venga la fascia C ma in queto preciso momento chiediamo di appoggiare la proposta del parlamento della trasformazione delle parafarmacie in farmacie convenzionate. Speriamo bene!!!!!

#71 Massimo Farnè, 10/2/2011

Bene per le proposte di liberalizzazione ed in particolare per quanto riguarda i farmaci sicuramente SI alla fascia C in parafarmacia. Occorre però anche un sano realismo per cui se dalla destra dovesse partire una proposta di trasformazione delle parafarmacie in farmacie DOVETE appoggiare e non ostacolare una soluzione che aiuterebbe almeno un migliaio di farmacisti che hanno investito in una libera attività. Per cui SI alla libera vendita dei farmaci di fascia C ma anche SI alla trasformazione in farmacia per dare giusto riscontro a chi ha aperto dando fiducia all' iniziativa dello stato di 4 anni, per dare ai cittadini da subito un servizio + capillare ed infine anche per imprimere un concredto ed immediato impulso all' economia. Massimo Farnè

#72 ROBERTO NATALICCHIO, 10/2/2011

SONO UN FARMACISTA LAUREATO NEL 1985,HO LAVORATO PER PARECCHI TITOLARI DI FARMACIA.FINALMENTE NEL 2007 HO POTUTO REALIZZARE,IN PARTE,LA MIA PROFESSIONE APRENDO UNA PARAFARMACIA,AL SERVIZIO DELLA GENTE.PURTROPPO IN ITALIA IL FARMACISTA è FARMACISTA SOLO IN FARMACIA E LA LIBERTà PROFESSIONALE è AZZERATA.SIAMO STANCHI,ANZI SONO TUTTI STANCHI DI QUESTO MONOPOLIO DELLE FARMACIE....LASCIATECI LAVORARE PER CIò CHE ABBIAMO STUDIATO,AL PARI DI CHI HA AVUTO LA FORTUNA DI EREDITARE(senza grossi problemi) O LA POSSIBILITà ECONOMICA.IO SPERO SEMPRE IN UN PICCOLO MIRACOLO,MA I SANTI NON CI SONO AL GOVERNO.

#73 Maria Cristina Giordanella, 10/2/2011

Sono farmacista titolare di parafarmacia, ma non per molto, dopo quattro anni di apertura adesso è giunto il momento di chiudere, sono rimasta senza risorse economiche e tutto per colpa di una legge sbagliata in partenza, la fascia c la dovevate dare 4 anni fà e invece i soliti ministri si sono messi di traverso. Io sto chiudendo ma un appello lo faccio lo stesso, fascia c o trasformazione non cambia nulla. Aiutateci oggi adesso. Se domani sarete al governo avrete modo di mantenere gli impegni. Ma adesso Votate la Trasformazione delle parafarmacie.

#74 Nadia Taribello, 10/2/2011

OK per la fascia C in Parafarmacia e corner, ma se una proposta da parte della destra dovesse prevedere una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture, DOVETE appoggiare e non ostacolare una soluzione realistica e possibile per tutti quei farmacisti che hanno investito e creduto nelle liberalizzazioni iniziate dal PD di 4 anni fa.

#75 pagano pasquale, 10/2/2011

1 alla sen Ghedini non e' stato contestato altro se non la scelta di non appoggiare la trasformazione. 2 Sulla proposta di trasformazione ai farmacisti e contemporaneamente fascia c agli altri torniamo nel campo di ipotesi irrealizzabili (sarebbe bellissimo ma non e' percorribile diversamente da un ipotesi di sola trasformazione senza blocco codice per le para rimanenti che potrebbe invece partire da una parte della maggioranza) 3 Finitela col dire che il pd e' rappresentato solo dalla sen Ghedini e Lirosi . Ribadiamo senza possibilita'di essere smentiti che sono almeno 20 i senatori del pd coinvolti da tempo e attivamente su questo progetto e che hanno dato la loro disponibilita' a sostenere un provvedimento del genere. Altro che ricordarsi solo ora del pd, sono anni che diversamente da altri ,che hanno preteso di scegliersi gli interlocutori, abbiamo interloquito e interloquiamo con gli esponenti politici di tutti gli schieramenti. Spero che con questo si possa concludere questa parentesi che va approfondita casomai in altre sedi e si lasci liberi di esprimere le proprie opinioni a tutti i colleghi senza pregiudizi e dietrologie.

#76 giuseppe garofalo, 10/2/2011

Speriamo che si avverino tutti questi cambiamenti!!!!C'e'bisogno di nuovi stimoli!!!Da titolare di parafarmacia ben venga la fascia C ma chiedo un ulteriore sforzo affinche' avvenga la trasformazione completa cosi'da esercitare la professione come si deve e soprattutto in un perido di crisi sarebbe una manna dal cielo per dare anche posti di lavoro visto che l'italia ha il 29% di disoccupazione.Forza cambiamo quest'Italia

#77 Marco Galli, 10/2/2011

Parlo dell'abolizione del PRA in quanto conosco bene la materia, ci lavoro. Non difendo l'istituto che è di fatto, soprattutto nell'era informatica, un doppione , ma la professionalità e l'esperienza dei dipendenti . Mi sembrerebbe oltremodo sciocco disperdere questo bagaglio e l'idea giusta è, secondoo me, la creazione di Agenzie per il trasporto che si occupino di tutte le materie inerenti la mobilità privata ( archivio veicoli , petenti , revisioni, educazione stradale ). Grazie

#78 claudio montanucci, 10/2/2011

sarebbe ora di far uscire i farmaci a pagamento dalle farmacie e far lavorare anche le parafarmacie!!!

#79 sandra merlin, 10/2/2011

con altre due dott.sse sono titolare di parafarmacia, sono favorevole alla fasccia c, anche se auspico alla traformazione completa in quanto questo garantirebbe un servizio completo al cittadino e consentirebbe a noi farmacisti di esercitare a pieno la nostra professionalità e competenza, che quotidianamente ci viene riconosciuta dai nostri utenti.

#80 fabrizio torchio, 10/2/2011

ok alla fascia C a tutti,ma con realismo,se dalla destra parte una trasformazione per i farmacisti dovete appoggiare non ostacolare,la fascia C col PD al governo,ma oggi si alla trasformazione,che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed è in difficoltà.

#81 maria rosa gramegna, 10/2/2011

ok alla fascia C a tutti,benissimo,ma con realismo,se dalla destra parte una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture dovete appoggiare,non ostacolare,la fascia C col PD al governo ma oggi si alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed è in difficoltà.

#82 LODA GIOVANNA, 10/2/2011

La fascia C va bene, ma OK anche a valorizzare la nostra professionalità! anche noi siamo farmacisti come i titolari di farmacia, invece oggi siamo considerati di serie B.

#83 Liliana Gorini, 10/2/2011

Vi invito a leggere le conclusioni della Commissione Angelides al Congresso USA (l'inchiesta sulle cause della crisi del 2007) perchè nella sezione "banche" manca completamente la proposta dei vostri colleghi americani di ripristinare la separazione tra banche commerciali e banche d'affari (adottata da Roosevelt nel 1933). L'austerità che colpisce la popolazione è dovuta infatti ai salvataggi bancari, trilioni di dollari regalati agli speculatori da Federal Reserve e BCE. E lo conferma anche il democratico USA Angelides:http://www.movisol.org/11news023.htm

#84 MARINANGELA DI LUCA, 10/2/2011

assolutamente nessuna chiusura dei codici ed è sacrosanto che si completi l'iter delle liberalizzazioni.sicuramente fascia C: l'aspettiamo da 4 anni! ma ora PD, oggi che facciamo? restiamo alla finestra a guardare? con la trasformazione si presenta l'opportunità di aprire i lucchetti ad un sistema blindato che sta togliendo l'ossigeno alle parafarmecie. caro PD pensa a questi nuovi imprenditori che tu hai creato!

#85 ornella lazzarini, 10/2/2011

Bisogna fare qualcosa subito ,mi sembra impossibile che Federfarma sia così potente da impedire qualsiasi reazione. Avanti con la fascia c o con la trasformazione in farmacia .Io ho aperto una parafarmacia nel 2008 e ogni giorno combatto con ostruzionismi e umiliazioni quando mi sento dire che in farmacia ottengono tutto senza ricetta.Onorevole Bersani lei è L'unico politico in grado di fare qualcosa di grande . Aiutateci prima che sia troppo tardi .

#86 ALESSANDRO DIVERSI, 10/2/2011

Obbligare gli Enti Pubblici a effettuare una spesa solo quando hanno la copertura finanziaria e quindi pagare la fattura del fornitore dopo un tempo ragionevole 30/60 giorni dalla emissione della fattura e di conseguenza eliminare la possibilità di registrare la fattura in sospensione d'imposta. Iniziamo a semplificare.....

#87 Marco Berti, 10/2/2011

Farmacie: vi piace la coerenza? LIBERALIZZATE!!! Ci sono 2-3000 farmacisti che, stanchi dell'atteggiamento lobbistico dei titolari di farmacia hanno approfittato dell'occasione delle liberalizzazioni per aprire una PARAfarmacia. Non lasciateli soli, hanno la stessa laurea dei farmacisti titolari, la stessa professionalità, perchè le farmacie devono essere una lobby nel 2011? LIBERALIZZATE! Date loro la possibilità di entrare in concorrenza diretta con le farmacie, BASTA LOBBY E MAFIE!!!

#88 ALESSANDRO DIVERSI, 10/2/2011

Togliere l'obbligo alle aziende con più di 50 dipendenti di versare il Trattamento di Fine Rapporto all'Inps e quindi tenere il TFR in azienda in modo da consentirle di finanziarcisi senza ricorrere all'oneroso uso del credito bancario.

#89 simone righino, 10/2/2011

liberalizziamo anche la parte delle energie rinnovabili (eolico,solare,idrogeno) e mettiamo un freno allo strapotere di enel...affinchè sia possibile allacciare il proprio impianto in maniera semplice e veloce alla rete, per l'idrogeno almeno poter liberalizzare la vendita e la messa in opera degl'impianti per l'autotrazione ed il riscaldamento casalingo sarebbe già una gran cosa, se poi ci spingesse fino a liberalizzare la produzione di biodiesel da oli vegetali esausti sarebbe incredibile....

#90 Arianna Manfrinato, 10/2/2011

In questo periodo di profonda crisi per il mondo del lavoro, come farmacista titolare di parafarmacia non posso non accogliere positivamente la liberalizzazione della fascia C, anche se in questo momento credo che l'unica proposta da sostenere sia la trasformazione delle parafarmacie in farmacie, perchè l'unica che consentirebbe da un lato di risollevare le sorti delle nostre piccole imprese,ormai a rischio chiusura, e dall'altro di andare incontro in tempi rapidi alle esigenze dei cittadini con un servizio adeguato e capillare.

#91 simone righino, 10/2/2011

liberalizzare gli orari di apertura dei musei, tutti i musei, andando a coprire i buchi di organico....

#92 caterina romeo, 10/2/2011

Egr. On. Bersani; Sono uno dei vice Presidenti dei rappresentanti delle parafaramcie, e come tali ci permettiamo di rivolgerci alla sua attenzione per proporle un intervento atto a sostenere la modernizzazione del paese anche nel campo del farmaco e specificatamente in quello delle parafarmacie. Siamo abbandonati al mercato selvaggio, senza capitali nostri, senza protezioni statali, Nè degli enti preposti, che consentono ai soli big e grandi capitali di emergere . Vede dr. Floris, l'altra faccia della medaglia che non ha descritto e' ancora piu' importante, ossia si dice liberalizzazione ma si crea del vero precariato. Mi dica Lei On. Bersani se "due" farmaci che abbiamo significano esercitare la professione dci cui la gran parte aperte da titolari e da catene e da gdo. Mi dica anche se un giudice puo' emettere una sentenza con una sola pagina del codice civile e del codice penale. Mi dica lei se per il suo lavoro un laureato in farmacia deve ottenere il benestare chiedendolo prima al proprietario, che non e' laureato in farmacia e che nemmeno ci tiene ad esercitare questa professione, se non approfittando del varco che si e' aperto in cui sono entrate grandi catene commerciali. Mi dica lei, come mai se tutto sta' andando cosi' bene, solo lo 0,7 % dei 50.000 dipendenti in farmacia ha scelto dopo 4 anni e mezzo di aprire una opportunita' cosi' ghiotta di aprirsi una propria parafarmacia? Come mai le percentuali di sconto nelle parafarmacie sono i piu' basse rispetto a tutti e come mai abbiamo prezzi piu' alti visto che non riusciamo a ottenere i prezzi piu' bassi di acquisto? . Le farmacie mancano nella gran parte del paese, concentrate come sono nei centri maggiori e nelle aree cittadine più centrali ed è quindi ovvia la necessità di un nuovo assetto in quanto il 40% dei paesi manca di una farmacia...e noi di fatto siamo gia' presenti per come dispensari sanitari farmaceutici in tutto il territorio italiano, quindi su di noi non servono ulteriori leggi per applicare il regolamento europeo sulla capillarita' del servizio come farmacie...serve solo la una normativa ministeriale di una transizione per evitare gli errori del passato e che le riforme successive dell'Università (farmacia), possano trovare per il futuro piena attenzione. Questo applicherebbe pienamente l’indicazione della UE, che con sentenza del 1 giugno 2010 permetterebbe un'apertura capillare delle parafarmacie e farmacie in Italia (al di fuori della pianta organica come voluto dalla sentenza della Corte), di almeno 35.000 mila nuove sedi, ossia ogni 2001-.2800 abitanti. Infatti questo ha stabilito necessaria una farmacia ogni 2200 abitanti mentre noi siamo a una ogni 7500. Precisiamo che la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 19 maggio 2009, inquadra la figura della farmacia come essenziale per il Servizio Sanitario Nazionale e che il ruolo del farmacista deve essere a pieno titolo titolare delle sue mansioni al 100% In un'ulteriore precisazione della Corte Europea si ammette l'ampliamento del numero delle farmacie o parafarmacie, anche in deroga alla pianta organica che le limita. . Tale ampliamento avverrebbe per una concessione amministrativa, che in realtà più volte negli anni è già stata concessa liberamente a farmacie rurali e di confine, senza regola (ossia hanno permesso di aprire o di essere sanate farmacie senza diritto di esistere). Si sta facendo strada assieme alle associazioni dei consumatori, anche l’ ipotesi di richiedere un risarcimento di 200.000 € l’anno allo Stato per danno dovuto a mancati servizi e pubblicità ingannevole. Queste sono le considerazioni che le sottopongo affinché la politica prenda atto delle sentenze europee che meritano ora di essere applicate anche in Italia, assieme agli oggettivi bisogni della popolazione. Si metta a posto il passato per mettere mano al futuro. Solo la GDO ne ha tratto vantaggio poiche' producono e vendono i farmaci di automedicazione direttamente con le loro filiere eliminando di fatto le liberalizzazioni. Che liberalizzazioni sono se si permette alle lobby del mercato di sostituire di fatto il farmacista nel buon consiglio?. Si chieda anche come mai paghiamo i tutti gli oneri di un titolare di farmacia (Enpaf 4500 all'anno con 200 euro di pensione ) pur non avendo nessun diritto ma solo doveri da titolari. In definitiva le scriviamo per proporle di sostenere non solo le proposte della GDO e delle coop o catene ma anche che il titolare di parafarmacia sia solo ed unicamente farmacista, soggetto che ha adempiuto ad una legge dello Stato e che da 4 anni e mezzo non si vede tutelato nelle proprie attivita' professionali. Mi dica anche chi abbiamo come consilgieri e tutori alle nostre spalle se non siamo adesi alla sanita' pubblica e alle strutture sanitarie?A chi ci dobbiamo rivolge le nostre richieste per un consiglio?alle coop? alle catene ? alle faramcie on line? ai drugstore?....ma questa allora e' una'ltra storia...che ci vede succubi e gia' da ogigi gia' precari di tutte quelle funzioini che esulano da essere cosadiuvanti alle vendite... quindi non liberi di esercitare al meglio la nostra professione. La saluto cordialmente e spero che si possa meditare anche su quello che non si vuole sentire. Dott.ssa Caterina Romeo Vicepresidente

#93 Paola Rita Gargano, 10/2/2011

SALVE,condivido in pieno la proposta di Liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini (Ddl già depositato a Camera e Senato )perchè oltre che essere una soluzione per la crisi economica in cui i piccoli imprenditori titolari di parafarmacia si trovano, in quanto i loro guadagni sono spesso inferiori alle spese effettive da sostenere per il mantenimento dell'impresa stessa;dall'altro canto ristabilisce una dignità professionale al famacista che operando in parafarmacia,stando all'unica legge del 2006 è costretto troppo spesso a dire al cliente la famosa frase: "mi dispiace non posso vendere questo farmaco, in farmacia sì il commesso glielo da senza ricetta....ma io non posso"....il cliente stufo è costretto ad andare in farmacia dove sa che gli aspetta una lunga fila,col numero come al supermercato, per essere servito.Sottolineo che il farmaco appartiene al farmacista e non alla farmacia.Lo Stato dovrebbe prendersi l'onere di correggere questo sbaglio culturale:la rete di distribuziione del farmaco appartiene al farmacista . La farmacia è solo una convenzione con lo stato per la distribuzione del farmaco e per la mutuabilità di alcuni.Nulla toglie che la distribuzione del farmaco ,tanto cara a federfarma ,possa solo migliorare con l' approvazione di una legge che consente nei nostri esercizi anche la dispensazione dei farmaci di fascia c. Chi non comprende la veridicità di ciò dimostra di non capire nulla del mondo dl farmaco....Molti colleghi prendendo spunto proprio dalla storia della farmacia italiana,dato che in passato molti dispensari sono pacificamente diventati farmacie, hanno chiesto la trasformazione in farmacie,al riguardo dico che qualora ci fosse una concreta azione entro Febbraio 2011 a far diventar legge l'emendamento che promuove ciò,sarebbe opportuno che anche il P.D. lo appoggiasse perchè rientra nella risoluzione economica e di dignità professionale del farmacista piccolo imprenditore,di cui sopra si è parlato.Dott.ssa Paola Rita Gargano

#94 ROBERTA MONFELI, 10/2/2011

OTTIMA LA PROPOSTA DI ESTENDERE ALLA PARAFARMACIA LA VENDITA DI FARMACI DI FASCIA C, MA LA PREGO DI VOLER APPOGGIARE CON IL SUO PARTITO LA PROPOSTA DI TRASFORMAZIONE DELLE PARAFARMACIE IN FARMACIE CHE DAREBBE OSSIGENO A CHI HA INVESTITO SU QUESTA ATTIVITà

#95 Mario Sargeni, 10/2/2011

Sono molto soddisfatto delle proposte se posso dare un minusclo contributo a proposito della telefonia mobile è stato ricordato che è stata fatta abolire da Bersani la tassa sulle ricariche benissimo, un ulteriore passetto in avanti sarebbe quello di togliere la TCG tassa di concessione governativa che comporterebbe un minimo risparmio su tutte quelle aziende grandi o piccole che siano che sono costrette a pagarla si tratta di 12,91€ mensili per ogni sim voce equivalente a quasi 155€ l'anno ovviamente è piccola cosa ma è sommando le piccole cose chi si raggiungono i risultati. Grazie per lo spazio concesso

#96 alessandro brollo, 10/2/2011

Non ho trovato menzione della liberalizzazione delle conoscenze: 1. rilascio in pubblico dominio, o coumque con copyright liberale, di tutti gli studi, elaborati, progetti, finanziati con denaro pubblico; 2. incentivazione del free software nella pubblica amministrazione, con progressiva eliminazione dei software proprietari.

#97 Elisabetta Chiodi, 10/2/2011

Egregio senatore, la parafarmacia così com'è ora non ha futuro. E' destinata ad estinguersi lasciando moltissimi farmacisti senza lavoro. Oltre a questo tenga presente che dietro ad ogni bancone c'è un laureato ed abilitato e che, per diritto acquisito, ha la facoltà di vendere tutti i tipi di farmaci. Noi abbiamo il diritto che questo venga rispettato. Pertanto le chiedo di sostenere la trasformazione delle parafarmacie in farmacie convenzionate con il sistema sanitario o non convenzionate. Solo così possiamo risolvere il nostro precariato. La situazione è insostenibile, non possiamo attendere ulteriormente. Perciò è indispensabile che lei non si opponga. Le chiediamo, ripeto, il suo sostegno

#98 Luca Salvi, 10/2/2011

Propongo di abolire gli incentivi CIP6 introdotti dal governo Prodi per gli inceneritori destinando queste risorse esclusivamente alle energie rinnovabili e alle ristrutturazioni in campo edilizio secondo criteri di efficienza energetica. Propongo anche di vietare la costruzione di nuovi inceneritori e dismettere gradualmente quelli attualmente inesistenti per passre al trattamento a freddo dei rifiuti (concetto RIFIUTI ZERO).

#99 stefano berti, 10/2/2011

Molto interessanti le proposte. Mi sembra andrebbe aggiunto un capitolo sull'agenda digitale: la diffusione di Internet a 100 Mega e del WI FI gratuito possono essere un forte stimolo allo sviluppo

#100 ANDREA STELLIFERI, 10/2/2011

OTTIMA LA PROPOSTA DI ESTENDERE ALLA PARAFARMACIA LA VENDITA DI FARMACI DI FASCIA C, MA LA PREGO DI VOLER APPOGGIARE CON IL SUO PARTITO LA PROPOSTA DI TRASFORMAZIONE DELLE PARAFARMACIE IN FARMACIE CHE DAREBBE OSSIGENO e DIGNITà A CHI HA INVESTITO SU QUESTA ATTIVITà

#101 Antonino Italiano, 10/2/2011

riguardo i carburanti, vorrei segnalare questa iniziativa che porto avanti da tempo su facebook tramite il gruppo "Art.45 L.99/09: detassare i carburanti in Regioni sede di pozzi petroliferi" al link: (http://www.facebook.com/group.php?gid=117386494942702) TRAMITE QUESTO GRUPPO INVOCHIAMO L'EMANAZIONE DEL DECRETO ATTUATIVO DELL'ART.45 DELLA LEGGE N.99 DEL 23 LUGLIO 2009. (Istituzione del Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi) 1. Per le produzioni di idrocarburi liquidi e gassosi ottenute in terraferma, ivi compresi i pozzi che partono dalla terraferma, a decorrere dal 1º gennaio 2009, l'aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere annualmente, ai sensi dell'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, è elevata dal 7 per cento al 10 per cento. Il titolare unico o contitolare di ciascuna concessione è tenuto a versare le somme corrispondenti al valore dell'incremento di aliquota ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato. Tali somme sono interamente riassegnate al Fondo di cui al comma 2. 2. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito il Fondo preordinato alla riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi nonchè dalle attività di rigassificazione anche attraverso impianti fissi offshore. 3. Il Fondo è alimentato: a) dagli importi rivenienti dalle maggiorazioni di aliquota di cui al comma1; b) dalle erogazioni liberali da parte dei titolari di concessione di coltivazione e di eventuali altri soggetti, pubblici e privati. 4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti le modalità procedurali di utilizzo da parte dei residenti nelle regioni interessate dei benefìci previsti dal presente articolo e i meccanismi volti a garantire la compensazione finalizzata all'equilibrio finanziario del Fondo. 5. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono annualmente destinate, sulla base delle disponibilità del Fondo, le somme spettanti per le iniziative a favore dei residenti in ciascuna regione interessata, calcolate in proporzione alle produzioni ivi ottenute. Tali somme dovranno compensare il minor gettito derivante dalle riduzioni delle accise disposte con il medesimo decreto. (visualizza meno contenuto) TRAMITE QUESTO GRUPPO INVOCHIAMO L'EMANAZIONE DEL DECRETO ATTUATIVO DELL'ART.45 DELLA LEGGE N.99 DEL 23 LUGLIO 2009. (Istituzione del Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi)

#102 marzio govoni, 10/2/2011

Tra le molte cose interessanti e condivisibili presentate vorrei esprimere diverse obiezioni all'idea di affidare ai Comuni, indipendentemente dall'essere o meno città d'arte, la possibilità di decidere le aperture domenicali nel commercio. In primis va detto che già oggi è così, ed in ogni città le amministrazioni, sentite le associazioni, decidono dove posizionare le 8 aperture previste dal Bersani, oltre a quelle del mese di dicembre che lo sono già. Il vostro testo è oscuro, e penso possa essere interpretato come la possibilità data ai Comuni di decidere aperture in un numero superiore ad 8, senza che questo venga giustificato con afflussi turistici. Quindi il Comune X, per favorire nel proprio territorio l’insediamento della Grande Distribuzione, decide che tutte le domeniche negozi e ipermercati possono tenere aperto. Spero sia evidente l’effetto di trascinamento di una scelta simile. In poco tempo, per difendere la propria rete commerciale presente e futura, ogni Comune si adeguerebbe. Detto questo mi pare poco meditata la vostra proposta, indifferente alle condizioni di milioni di lavoratori del settore e delle loro famiglie. Le aperture domenicali, inoltre, non portano maggiori consumi, ma spostano semplicemente vendite dalla piccola/media alla Grande Distribuzione. Inoltre non producono, a saldo, maggiore occupazione, come dimostrato da tutte le statistiche. Una proposta poco meditata, meritevole di molti approfondimenti, e che rischia di essere vista da molti come un regalo ad alcune insegne commerciali (peraltro interessate anche alla liberalizzazione della vendita dei farmaci). E’ possibile discuterne? Dove? Con chi? Grazie. Marzio Govoni – Segretario Filcams CGIL Modena

#103 Claudia Terracina, 10/2/2011

Chiediamo sostegno e fatti concreti per le nostre attività.Abbiamo investito soldi nostri e non si pùò rimanere indifferenti davanti agli sforzi economici e non solo.Abbiamo studiato come i titolari di farmacia, abbiamo gli stessi titoli ma siamo limitati nella nostra professione. Ora è il momento della liberalizzazione vera e propria e non più delle cose fatte a metà come è tipico del nostro paese!!!

#104 Stefano Bonomo, 10/2/2011

Vorrei che venisse abolita l'inutile tassa del canone rai, che penso sia ancora l'unica tassa che va avanti dal regime fascista. Anche perchè la Rai non ha niente da offrire di buono e penso che possa benissimo autofinanziarsi con tutti gli spot pubblicitari che fa, durante le partite e durante i film e programmi vari, cosa che almeno venti anni fa venivano proposti almeno alla fine del primo tempo. In più vorrei che venisse abolita anche la tassa di proprietà dell'auto, ossia il bollo, è assurdo che dopo che un privato cittadino ha speso molti soldi, sudati e non, per farsi un'automobile, che sia per sfizio o per uso impellente, debba continuare ogni anno a pagare una tassa di proprietà per una cosa già sua!!! Ti prego Bersani, ascoltami e acoltaci che le nostre tasche sono sempre più vuote. Grazie Stefano

#105 SARA MONFELI, 10/2/2011

Ottima la fascia C alle parafarmacie,ma anche trasformazione delle parafarmacie di titolarità di farmacisti in farmacie per permettere a questi dottori di esercitare in pieno la loro attività

#106 antonio di gennaro, 10/2/2011

perchè non si prova ad abolire le Casse Edile troppo onerosa per le aziende.Si pensi che all'INPS si versa il 42% circa e alle casse edile il 12% circa senza dare alcuna prestazioe rilevante per il lavoratore

#107 Enrika Lotti, 10/2/2011

Salve Bersani, sono una nuova tesserata del partito che rappresenta,ho letto con molto interesse le sue proproste e dal mio piccolo vorrei esprimere un'opinione in merito. Sono una semplice operaia che lavora in un esercizio al dettaglio di pane e gastronomia, una piccolissima realtà che dopo quasi 2 anni dall'apertura trova già davanti la terribile minaccia della chiusura entro fine anno e non perchè non si lavori ma purtroppo per l'elevata quantità di tasse varie che si applicano alle piccole aziende come quella in cui lavoro e per il costo elevato di un dipendente. Le dico soltanto che noi siamo 3 operaie,di cui una solo soltanto ha il contratto a tempo indeterminato a 8 ore, io e l'altra mia collega solo a 4 poichè il mio titolare per ora non può PERMETTERSI di evolvere anche i nostri per il notevole costo. Tutto questo è assurdo! Rischiare di licenziare i dipendenti non perchè non facciano il loro lavoro ma per il costo delle tasse! Sarebbe dovere di ogni paese aiutare i piccoli a crescere non ad ammazzarli con una pressione fiscale alta come la nostra. Altra cosa che secondo me sarebbe da proporre per il settore istruzione è un insegnate madrelingua per lo studio della lingua straniera, noi italiani ci facciamo capire a tozzi e bocconi all'estero o con gli stranieri in visita da noi e non è da Paese Europeo! Inoltre per aiutare i giovani a trovare un lavoro si potrebbero incentivare le aziende con sgravi fiscali e agevolazioni varie all'assunzione degli under 28 con contratti non PRECARI ovviamente dopo uno stage o periodo di prova retribuito. Rivedere i salari sarebbe altra cosa da fare, il costo della vita è talmente alta che uno stipendio medio di 1000 euro parte tutto in spese di bollette, carburante, mutuo o affitto! Per quanto riguarda il settore carburante non crede che sia ora di tagliare via qualche accisa? La guerra in Abissinia per quanto tempo dovremmo ancora pagarla? La ringrazio

#108 riccardo santangelo, 10/2/2011

BERSANI, DICO IO: "Ok la fascia C a tutti benissimo, ma con realismo, se dalla destra dovesse partire una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture DOVETE appoggiare, non potete ostacolare, la fascia C col pd al governo ma oggi SI alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed e' in difficolta....." SIAMO TUTTI FARMACISTI CON PARI DIGNITA'. AIUTATECI SUBITO!

#109 guido nattino, 10/2/2011

Benissimo la fascia C a tutti,ma appoggiate anche la trasformazione in farmacie proposta da un senatore onesto del pdl.Sarebbe la giusta conclusione alla liberalizzazione del 2006.

#110 elia salis, 10/2/2011

Ottime proposte. Il problema principale è tornare al governo. Ritengo di primaria importanza una riorganizzazione delle banche, che con queste commissioni sullo sconfinamento stanno finendo di stringere il cappio al collo ai comuni cittadini e le piccole imprese. Con un conto in banca attualmente per un dipendente dallo stipendio normale con tutte le spese è impossibile non sconfinare ed una volta che si sconfina così si rimane fino al prossimo stipendio... e sono mazzate allucinanti!!! Non è giusto. Non basta quanto costa tenere un conto all'anno? Diminuzione dei contributi per le piccole imprese, aumentare gli stipendi, la retribuzione minima non segue più la svalutazione. Prima dell'entrata dell'euro lo stipendio di un dipendente era circa 1.500.000/1.600.000, con l'entrata dell'euro si sono assestati sui 900/1000/1.100 e i prezzi si sono raddoppiati! Meno di 1.500 euro è fame. Aumentare gli assegni familiari, diminuire le tasse oppure introdurre la no tax area fino a soglie di 15/16 mila euro netti. Il bollo per le automobili?? Tassa iniqua, non basta le tasse che si pagano sulla benzina e sull'assicurazione???? Abolirla, però non a tutti. Chi ha autovetture di grossa cilindrata no! Perchè un libero professionista può scaricarsi quello che vuole, mentre un dipendente no? Quindi permettere anche ad un dipendente di scaricarsi dal 730 alimenti, costi dell'auto ecc. E non dimentichiamoci di combattere l'evasione!!!! Non dobbiamo pagare noi per i furboni che evadono!!!

#111 kurt andrich, 10/2/2011

Caro Segretario, tutte le Tue proposte sono ottime. Ma hanno 2 difetti molto gravi: Arrivano MOLTO tardi e non contengono una per me è prioritaria su tutte le altre: Il potere ai giovani! Immagina che ci presentiamo all'opinione pubblica con tutte facce nuove? Pulite, non legate ad alcun gruppo organizzato? Degli esempi: Barbara Serracchiani, Giuseppe Civati - e quanti altri ci sono. Non Vi dice niente il successo (seppur relativo) dei giovani di Grillo? Oppure le tante facce nuove che ha sempre presentato persino Berlusconi (accanto al vecchiume della 1. Repubblica che rimane e domina all'interno del PDL)? Pierlugi, credimi, è questa la vera svolta, che può far finire il regime della Destra: La forza, le idee, il coraggio dei giovani. Loro è il futuro, loro dev' essere l'onere/onore di salvare l'Italia.

#112 Odoardo Tobaldi, 10/2/2011

Ascoltare la gente: ottima iniziativa la sostengo. Prima di scrivere ho tentato di leggere chi mi ha preceduto mi sono arreso . Propongo a chi scrive sintesi dei testi. Il mio contributo: Recuperiamo gli artigiani che abbandonando la professione disperdono patrimoni di conoscenza, il loro contributo alla formazione dei giovani a parer mio sarebbe prezioso.

#113 Francesco Bertoloni, 10/2/2011

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#114 ORIETTA ANGELETTI, 10/2/2011

Ottima la fascia C alle parafarmacie,ma anche trasformazione delle parafarmacie di titolarità di farmacisti in farmacie per permettere a questi dottori di esercitare in pieno la loro attività

#115 Francesco Bertoloni, 10/2/2011

Sarebbe ora di dare una regolata al settore telefonico. Non è possibile che se si cerca di passare da un gestore all'altro si debbano sopportare abusi e disservizi infiniti. Sono passato da Telecom a Tiscali che prometteva servizi migliori, ma la mia ADSL viaggia sotto 1 Mbps nonostante mi sia stato promesso "fino a 7 Mb". Ora per rientrare in Telecom mi propongono un nuovo numero o un'attesa indefinita. Pare che Tiscali ponga ostacoli al ritorno degli utenti con Telecom. Dite a Soru di darsi una regolata. Mi sembra un tema molto sentito. La rete è piena di lamentale di utenti che denunciano abusi e disservizi. Fate qualcosa per favore.

#116 Alberto Morsello, 10/2/2011

On. BERSANI Grazie infinite per il suo sostegno a favore delle Parafarmacie, ora le chiedo solamente un Suo intervento mirato per appoggiare la trasformazione delle parafarmacie in FARMACIA SNN attualmente in discussione giusto per compensare i nostri quattro anni di duri sacrifici che comunque mai dimenticheremo. Mentre per quanto riguarda la fascia C nelle parafarmacie con Lei al Governo la considero ormai fatto compiuto.

#117 francesca cicciarel, 10/2/2011

fascia c in parafarmacia. Esercitare a pieno la nostra professionalita'. contro il monopolio e le baronie di questo sistema farmaceutico, Tratto dal sito Farmacia Libera:Lo spirito che lo anima è quello del pensiero liberale .Noi crediamo che la crescita e lo sviluppo di un popolo passino necessariamente attraverso la libera espressione dell' individuo all'interno della società . La professione di farmacista oggi risulta praticabile soltanto nei limiti prefissati da chi già le esercita, un’ingessatura antica,sopravvissuta ad ogni modernizzazione liberale. In Italia, per la verità, il pensiero illuminista e liberale, fortemente contrastato da parte dei pensatori cattolici e conservatori (A. de Barruel, Memorie per servire alla storia del giacobinismo, 1797-1798, ed. it. 1887) diede i suoi frutti anche nel settore delle farmacie con la riforma Crispi (1888). Essa proclamava: "centralizzazione delle funzioni di vigilanza ed autorizzazione in materia, riaffermazione del principio del libero esercizio della farmacia.La farmacia si configura come un bene patrimoniale privato, liberamente trasferibile come qualsiasi altro, anche a non farmacisti, poteva essere aperta senza vincoli e limitazioni territoriali, con il solo obbligo della direzione responsabile di un farmacista, non necessariamente titolare o proprietario della medesima. In Italia tuttavia prevalse la struttura corporativa, così compenetrata con professioni, servizi, mestieri, ecc. che il fascismo puntò a costruire: per l’appunto, un’Italia dei fasci e delle corporazioni. La normativa che disciplina dell’esercizio delle farmacie, a volte anche contradittorie, fa riferimento in primo luogo al testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e dalle leggi 8 marzo 1968, n. 221, e successive modificazioni, 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, e 22 dicembre 1984, n. 892, e successive modificazioni. Importanti innovazioni sono state poi introdotte, più recentemente, dalla legge 8 novembre 1991, n. 362, e successive modificazioni. In questa normativa, considerata nel suo insieme, appare evidente il segno del passaggio da concezioni liberiste, improntate al principio guida della libertà dell’esercizio, ad un modello di programmazione amministrativa, tanto capillare quanto pervasiva, che lascia ben pochi margini alla libertà di iniziativa economica ed alla libera concorrenza. Nei fatti il sistema che si è venuto a delineare, tanto farraginoso quanto complesso, fa delle farmacie un settore rigidamente protetto, sia nell’accesso, sia nel funzionamento, indifferente ad ogni stimolo del mercato, profondamente condizionato da logiche burocratiche e corporative che, nonostante apparenti conflitti, si sostengono reciprocamente. I costi di questo sistema protezionistico sono molto elevati, e risultano ancora maggiori dal momento che essi si combinano con i vincoli scaturenti dal regime convenzionale obbligatorio esistente tra farmacie e Servizio sanitario nazionale e dal sistema di determinazione amministrativa del prezzo dei farmaci. Il servizio farmaceutico presenta «colli di bottiglia» che penalizzano fortemente gli interessi dell’utenza; in molte aree territoriali, l’interesse dei cittadini è molto spesso sacrificato alle rendite di posizione; le situazioni di oligopolio, o di monopolio, coprono le inefficienze gestionali, i cui costi vengono inesorabilmente trasferiti sui consumatori. Particolarmente penalizzati dall’attuale sistema sono, poi, moltissimi giovani farmacisti, le cui possibilità di inserimento professionale risultano essere scarse o nulle. Date queste carenze, tanto gravi quanto strutturali, appare più che opportuno procedere, alla luce dei princìpi di libera iniziativa economica sanciti dalla Costituzione(art.41) e rinsaldati dal Trattato istitutivo della CEE, ad una riconsiderazione complessiva della disciplina del settore, al fine di comporre, in modo più equilibrato, l’interesse pubblico all’esistenza di una rete di farmacie efficiente e qualificata in tutto il territorio nazionale con l’esigenza di restituire il settore alla iniziativa privata, eliminando gli infiniti «lacci e lacciuoli» che oggi lo soffocano, in modo da migliorare l’offerta dei servizi farmaceutici, ridurne i costi e creare nuove occasioni di lavoro. Nè appare ormai più percorribile la strada, già percorsa in passato, dei correttivi parziali e contingenti, che rischiano di rendere ancora più complessa una matassa di interessi già troppo aggrovigliata. .La legge Bersani ha dato un accelerazione al processo di liberalizzazione.Il l sistema corporativo tuttavia, è tuttora presente e fiorente in Italia e senza una riforma strutturale degli Ordini Professionali o meglio senza la loro abolizione a vantaggio delle libere associazioni, difficilmete si potrà avere una sana competizione fra i professionisti.Inoltre la mancata abolizione della pianta Organica delle farmacie rappresenta ancora un grossdo ostacolo alla concorrenza .Nonostante la riforma infatti l'80% dei comuni Italiani continuerà ad avere una sola farmacia a tutto svantaggio del cittadino. Bisogna avere il coraggio di promuovere la liberalizzazione della società italiana. Senza di essa non è possibile attivare, in campo economico, culturale e sociale, quei meccanismi di valorizzazione della creatività individuale, di ricerca della qualità , di garanzia dei diritti di cittadinanza di cui il paese ha pressante bisogno. E nemmeno è possibile fronteggiare la sfida della globalizzazione per coglierne le opportunità

#118 Simone Argenti, 10/2/2011

Un inconveniente che spesso succede è quello della errata trascrizione dei dati personali delle persone negli uffici pubblici con enormi disguidi, perdite di tempo e denaro. Sarebbe molto comodo se in tutti gli uffici pubblici si potessero inserire automaticamente passando la propria tessera sanitaria. Inoltre trovo assurdo non poter pagare con bancomat o carta di credito ma PER FORZA con il bollettino postale. Tutto questo genererebbe un bel indotto per la creazione del sistema in tutta la nazione, e permetterebbe un risparmio di tempo/denaro incredibile. Esempio, per chiedere un duplicato della patente: 1. andare in motorizzazione per i moduli 2. fare le foto 3. andare alla posta per pagare 4. tornare in motorizzazione con i bollettini pagati ed i moduli compilati (notare che i moduli vengono poi trascritti nuovamente sul computer con possibili errore di trascrizione) 5. tornare per prendere la patente quando arriverà Nuovo sistema: 1. fare foto 2. andare in motorizzazione, compilare i moduli in automatico, pagare con il bancomat 3. recuperare la patente Questo era solo un esempio ma dove ci sono più passaggi burocratici con l'informatizzazione reale cambierebbero molte cose.

#119 roberto pellegrini, 10/2/2011

Il cittadino è un consumatore che deve difendersi anche dello STATO: un problema per gli automobilisti sono le multe. La multa non è più un momento punitivo, ma è diventato per l'amministrazione pubblica un motivo di incasso, e questo è vissuto come una ingiustizia, un conflitto di interesse. Per fare cassa, si danno molte più multe del normale buon senso. Bisogna creare l'avviso di multa "sospesa" alla prima infrazione (quando non grave). Se entro l'anno l'automobilista persevera allora si fa pagare anche la prima multa, altrimenti trascorso un'anno si cancella il verbale. La multa deve essere fatta pagare in base al reddito come in svizzera, solo così la pena del pagamento in proporzione diventa uguale per tutti, e questo inoltre fa fare molta cassa allo stato in modo ecquo.

#120 Giuseppe Bonomo, 10/2/2011

1) Occorre liberializzare internet con la realizzazione della banda larga. Non è possibile che nel bel paese, nel 2011, ancora abbiamo difficoltà e problemi a collegarci ad internet. 2) occorre liberalizzare il SUD dalle mafie realizzando contemporaneamente le infrastrutture che servono per metterlo alla pari delle altre regioni. Altro che ponte, qui quando usciamo di casa non sappiamo se ritorniamo a casa sani e salvi per le pessime strade che abbiamo. Oggi, i giornali e le televisioni, ci hanno raccontato del viaggio che il ministro Tremonti ha fatto in treno con Bonanni e Angeletti da Roma a Reggio Calabria. Non sanno come si sta in Sicilia. Provino a fare la tratta Messina-Agrigento; Provino a percorrere le strade siciliane; ecc. 3) Occorre liberalizzare la RAI dai partiti per renderla una azienda indipendente per fare un vero servizio pubblico. 4) Occorre stabilire con le banche che i tassi di interessi siano uguali in tutto il territorio nazionale. 5) In sicilia occorre liberalizzare il PD perchè in molte realtà locali, come la mia, il PD è solamente fittizio, solo sulla carta, perchè in realtà non esiste, non si tiene il congresso, non c'è un direttivo, non c'è un segretario. Di conseguenza non viene effettuata alcuna iniziativa politica. Come si può recuperare il consenso in queste condizioni?

#121 stefano santini, 10/2/2011

Ripeto:l'errore grave dell'On.Bersani è stato quello di dare la possibilità a qualsiasi imprenditore di aprire una parafarmacia. Gli unici che devono avere questo requisito sono i farmacisti.Il secondo punto a mio parere da non sottovalutare è che quasi il 50% delle parafarmacie è di proprietà di titolari di farmacia e ciò rende la competizione impari dato che chi già possiede una farmacia può ottenere sconti maggiori dai grossisti. Avanti con la fascia c,ma si ricordi....solo farmacisti non imprenditori o centri commerciali. Chiediamo troppo dopo 5 anni di duro studio ed esame di stato?

#122 libero rossotti, 10/2/2011

segretario si opponga con tutte le sue forze sia alle sanatorie truffa, movimentate solo per far far entrare qualcuno nella casta (che tra l'altro vi è già ben inserito....)e poi sbattere la porta in faccia ai restanti colleghi e chiudere per 20 anni la porta. Segretario noi abbiamocreduto in lei e nella sua voglia di liberalizzare l'italia abbiamo creduo nella sua lotta contro i poteri forti ora lei creda in noi:FASCIA C libera per tutti , LIBERA FARMACIA....LIBERA PROFESSIONE....

#123 libero rossotti, 10/2/2011

E SI OPPONGA OVVIAMENTE ANCHE AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DA UNA PARTE CIALTRONA DELLA MAGGIORANZA CHE SI RETENDE A PAROLELIBERALE (COME SACCONI..... E POI DI PUNTO IN BINACO VUOLE FAR FINIRE IN MEZO AD UNA STRADA 6000 PERSONE ..SEGREATRIO 6000....QUANTE LAVORANO A MIRAFIORI, PIù DI TERMINI IMERESE, 10 VOLTE L'ALCON IN SARDEGNA......QUESTO è IL PDL .......

#124 Parafarmacia Consuelo, 10/2/2011

Salve,sono titolare di Parafarmacia ma prima di tutto sono LAUREATA IN FARMACIA E IN QUANTO TALE ABILITATA ALLA VENDITA DI TUTTI I FAMACI,lo evidenzio perchè sembra che ancora non sia molto chiaro questo concetto nè a voi nè tantomeno ai consumatori purtroppo!Infatti le sembrerà strano ma prima di aprire questa attività lavoravo in Farmacia ed ero abilitata alla vendita non solo dei farmaci da banco ma anche dei farmaci di fascia c,di fascia A,stupefacenti e quant'altro...eppure tra quelle quattro mura avevo la facoltà e il diritto di farlo,ora sono solo cambiate le mura ma sono pur sempre Farmacista!Lavoro in un paese di circa 6800 abitanti e una sola Farmacia,il che significa che la gente deve fare la fila anche solo per acquistare una scatolina del farmaco salvavita(senza parlare di quando la farmacia è chiusa che devono cercare quella di turno aperta nel paese più vicino)...i clienti sono stanchi di questa situazione e chiedono anche loro la libertà di poter venire ad acquistare i loro farmaci anche presso le nosre parafarmacie!Ribadisco che il farmaco appartiene al farmacista non alla farmacia.Noi abbiamo il diritto acquisito dalla Laurea che tutto ciò venga rispettato.Ottima se pure restrittiva la proposta di estendere alla Parafarmacia la vendita dei farmaci di fascia C ma questo non ci permetterebbe di risolvere e risanare la nostra posizione economica ma soprattutto non ci restituirebbe la nostra dignità professionale.Appoggio quindi i miei colleghi nella proposta di trasformare l'emandamento della trasformazione delle Parafarmacie in Farmacie per ridare a noi professionisti la forza di ricominciare e di migliorare ulteriormente il nostro prezioso servizio ai cittadini.Grazie,Dott.ssa Consuelo

#125 Maurizio Andorlini, 10/2/2011

Finalmente cominciamo a comunicare le azioni per una alternativa decente allo sconcio attuale, invece di limitarci ad enunciare solo dei seppur sacrosanti "contro" a chi sta sfaciando la nostra nazione e la sua immagine. Spero che continueremo su questa strada, senza ripensamenti e/o guerre fratricide!

#126 libero rossotti, 10/2/2011

X STEFANO SANTINI: collega il mio discorso sarà di parte ma se ci si lamenta dei disributori che fanno offerte da fame pensi che senza gdo avrest avuto vita più facile? forse ghai ragione quando parlidlla titolarietà ma sai invece qual è stato il nostro errore + grande? quelo di crederci autosufficienti di svilupare aziende mini e di non avere, diciamomolo una buona volta, una minima esperienza commerciale, ma solo tanto entusiasmo. Nessuni mai ha voluto fare una cooperativa xkè? (finalità scritta tra le righe del decreto.....) nessuno mai ha fatto ungruppo d'acquisto serio (forse ora ef ...ma voglio prima spettare per dirlo)xkè? 8 sigle per 3000 esercizi di cui riferibili alle tue cratteristch 1000-1500 se va bene xkè? Non diamo la colpa a dx e manca, senza gdo nenache si iniziava l'opera qst è un fatto. Ora si parla di fascia c : io dico va bene-vgliamo mettere qualche regola va benissimo? Ma cerchiamo di non ragionare da casta senza neanche esserlo. FASCIA C LIBERA!

#127 Andrea Bosi, 10/2/2011

Bersani apprezzo molto queste norme aggiungo fare in fretta il popolo necessita non ha più fiducia compreso me ,comunque vorrei darti un consiglio perchè invece di mandare in pensione i lavoratori a 40 anni e oltre di contributi (se ci arrivano)di andare in pensione prima con 25 anni di contributi con un minimo di euro sempre per chi vuole poi 30 anni di contributi poi 35 fino ad arrivare agli anni che ci vogliono ora, così si liberano dei posti di lavoro,poi vorrei dirti della precarietà dei contratti che finiscono ancora prima di cominciare non se ne può più non c'è futuro .Grazie a presto.

#128 stefano santini, 10/2/2011

Non dobbiamo ragionare da commercianti,con tutto il rispetto per loro,visto che non li siamo.La farmacia è si una piccola impresa ma teniamoci a debita distanza dai titolari di centri commerciali.Abbiamo avuto un altro percorso...La farmacia o paraf.deve essere un servizio al cittadino.Creare delle cooperative sarebbe drammatico.La concorrenza al limite deve essere fra singoli farmacisti e non tra gruppi di farmacisti e signori esselunga-carrefour e coop.Rivendico la possibilità di aprire un'attività che mi possa permettere di fare quello per cui ho studiato e cioè dispensare e preparare il prodotto farmaceutico. Ne approfitto per invitare i colleghi dipendenti a chiedere l'aumento contrattuale e la giusta trasformazione da contratto di tipo commerciale(vero e proprio insulto alla categoria-Stipendio da vergognarsi) a contratto ASL dato che si lavora col farmaco e il SSN.

#129 Claudio Del Linz, 10/2/2011

Ho letto con attenzione e concordo sulle proposte. Dalla mia esperienza aggiungerei qualcosa per quanto riguarda la distribuzione dei farmaci. Sto seguendo una terapia che durerà tutta la vita e devo recarmi una volta ogni sei settimane del medico per farmi prescrivere il farmaco in quanto la confezione contiene solo 14 compresse e la prescrizione può prevedere un massimo di 3 confezioni. Penso che una semplificazione in tal senso potrebbe garantire un notevole risparmio. Vorrei anche che il programma del PD potesse essere sintetizzato in un testo breve e comprensibile a tutti (una, due facciate al massimo) per colpire l'attenzione degli elettori. In questo senso e pur senza raccontare "balle" dovremmo imparare anche dagli spot di Berlusconi. Grazie

#130 Giulio Mellana, 10/2/2011

Obbligare le industrie farmaceutiche italiane ad utilizzare - anche in modo coordinato - lo 0,2% del loro fatturato annuo nella ricerca per le malattie rare, dove la ricerca è cioè, in genere, più scarsa (son rare, quindi rendono meno).

#131 Marco Festa, 10/2/2011

Per quanto riguarda i trasporti, privatizzare Trenitalia e obbligare RFI a favorire l'ingresso di nuovi operatori ferroviari (a vantaggio sia di chi lavora nel settore con nuove opportunità di lavoro che tutti i cittadini con servizi migliori). I grandi problemi di congestione della mobilità in Italia sono frutto di una totale inefficienza del sistema ferroviario. Quanto sta succedendo con Arenaways è scandaloso (ed ovviamente le regioni Lombardia e Piemonte non muovono un dito). Eliminazione immediata del monopolio di Alitalia-AirOne sulla Milano-Roma

#132 CLAUDIO BENUZZI, 10/2/2011

PRIMA: Una proposta semplice, non di grande respiro, ma utilissima per evitare a molti di essere truffati e contemporaneamente incassare più tasse: demandare alle imprese di assicurazione l'obbligo di pagare la tassa di circolazione degli autoveicoli; il PRA segue l'esistenza in vita degli automezzi e contemporaneamente non vi sarebbero in circolazione veicoli senza l'assicurazione. SECONDA: con il crescere dei centri commerciali si spopolano i centri delle città, particolarmente quelle minori. Vi sembra giusto che l'ICI e la tassa sul reddito continui a pesare su immobili che sono sfitti, non per speculazione del proprietario, ma per scomparsa delle attività commerciali che sono state dirottate verso i centri commerciali con ulteriori profitti da parte dei comuni ?

#133 Michele Todeschini, 10/2/2011

Per quanto riguarda le professioni sarebbe opportuno proporre l'abolizione degli ordini, in quanto spesso si assiste alla formazione di vere e proprie caste..Forse sarebbe più utile istituire un certo numero di ore di tirocinio obbligatorie presso studi professionali, al termine delle quali il laureato risulti abilitato all'esercizio della libera professione. Il sistema attuale comporta soltanto ulteriori costi e sacrifici per il giovane laureato e per la sua famiglia.

#134 marco albani, 10/2/2011

Ritorniamo alla vecchia proposta del P.d.s di devolvere alle imprese che assumono (con contratto a t.i. lavoratori in c.i.g) , la totalità della cassa integrazione guadagni, per un tempo di 6 mesi, de-fiscalizzando per ulteriori 6 mesi l'assunzione di nuovi lavoratori. Facciamo crescere le imprese, oggi sono troppo piccole e sottocapitalizzate, nel settore agricolo, si deve puntare alla socializzazione, all'associazionismo dei produttori ed ai consorzi, nel settore secondario (manifatturiero) bisogna investire in ricerca e sviluppo, solo cosi potremmo dare alle imprese la possibilità di fare economie di scala, ridurre il costo unitario di produzione e restare competitivi sui mercati..senza abbassare ogni volta il costo del lavoro precarizzandolo. si alle liberalizzazioni che ho letto nel forum, orari e merceologie. si all'abolizione degli ordini e collegi. Dare alle lauree l'abilitazione. prevedere forme di interdizione all'attività produttiva a chi condannato per reati di sfruttamento della mano-d'opera ed a coloro che hanno aderito i condoni. rendere più favorevole l'investimento nel settore produttivo del risparmio, disincentivando l'investimento in settori "protetti". infrastrutture anche telematiche, per garantire spostamenti di merce e informazioni in modo veloce e sicuro. abolizione di ogni forma di contratto subordinato che non sia a tempo indeterminato, determinato, full-time o part-time. estensione dell'art 18 dello statuto del lavoro a tutte le imprese anche artigianali. riservare allo Stato beni e servizi essenziali come acqua, rifiuti, energia,trasporti, sanità, scuola, previdenza ed assistenza.

#135 Cristina Bargero, 10/2/2011

Finalmente si torna a parlare di liberalizzazioni. Ottime proposte e tanto per non avere la memoria corta l’unica stagione di liberalizzazioni nel nostro paese è avvenuta durante il governo Prodi, quando Bersani era Ministro dell’Economia. Invece il governo Berlusconi che dovrebbe ispirarsi a principi liberali ha difeso interessi corporativi e monopolistici, stabilendo, ad esempio, che le Regioni possano non indire le gare per il trasporto ferroviario regionale, ma affidare direttamente il servizio, il che è un indubbio regalo all’incumbment, ossia Trenitalia. L’abolizione dell’art. 66 della L 99/2009 permetterebbe finalmente la liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale e trasporti di maggiore qualità per i pendolari. A mio parere poi sulle farmacie si potrebbe osare di più attraverso l'abolizione della pianta organica,del l’obbligo di bundling tra proprietà ed esercizio nelle farmacie e del divieto per le società di capitali di possedere farmacie, ed un maggior controllo ( e riduzione) sui ricavi dei farmaci di tipo A.Finalmente si torna a parlare di liberalizzazioni. Ottime proposte e tanto per non avere la memoria corta l’unica stagione di liberalizzazioni nel nostro paese è avvenuta durante il governo Prodi, quando Bersani era Ministro dell’Economia. Invece il governo Berlusconi che dovrebbe ispirarsi a principi liberali ha difeso interessi corporativi e monopolistici, stabilendo, ad esempio, che le Regioni possano non indire le gare per il trasporto ferroviario regionale, ma affidare direttamente il servizio, il che è un indubbio regalo all’incumbment, ossia Trenitalia. L’abolizione dell’art. 66 della L 99/2009 permetterebbe finalmente la liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale e trasporti di maggiore qualità per i pendolari. A mio parere poi sulle farmacie si potrebbe osare di più attraverso l'abolizione della pianta organica,dell’obbligo di bundling tra proprietà ed esercizio nelle farmacie e del divieto per le società di capitali di possedere farmacie, ed un maggior controllo ( e riduzione) sui ricavi dei farmaci di tipo A.

#136 alex pieri, 10/2/2011

in passato sono stato molto critico con la dirigenza del pd (lo testimoniano alcuni commenti su questo sito che ringrazio per il fatto che siano stati pubblicati e siano rimasti), però questa volta mi complimento per schiettezza e trasparenza. ok, in parte sono cose già lette, ma assolutamente da realizzare. col governo prodi non ci furono le condizioni e il tempo. inoltre alcune cose vanno riviste, altre aggiunte (es. abolizione ordini professionali e trasformazione in associazioni professionali) occorre superare la logica del contratto a tempo indeterminato che ingessa il paese e crea discriminazioni tra i pochi privilegiati che hanno il posto fisso sotto casa perché conoscono qualcuno, e i tanti che invece pagano affitti esosi a renditieri e non hanno alcuna certezza né di posto né di mobilità o riqualificazione. però è già un inizio, dal quale partire, sul quale discutere. lo aveva già fatto da tempo di pietro, lo fa beppe grillo, non si vede traccia nel pdl. non si è mai vista. solo dichiarazioni striminzite e populiste su misure peraltro risibili, inefficaci, parziali, disintegrate (o disorganiche). spot, contentini. quello che è da evitare. serve integrazione, coerenza e ancor prima occorre superare lo scoglio delle divisioni perché se queste proposte non troveranno il plauso dalle altre forze di coalizione o meglio la convergenza con le proposte di queste ultime, non si va da nessuna parte. non mi piace bersani che punta innanzitutto a rimuovere berlusconi. la priorità è disegnare un programma serio e costruire convinzione, conoscenza, consapevolezza della possibilità concreta di realizzarlo. poi berlusconi è già rimosso, sarà solo una questione di voto, una prassi. oggi invece non è detto che si possa vincere con un amalgama disomogeneo, un collage che pare peggiore di quello del prodi ii.

#137 Fabrizio Vecchi, 11/2/2011

Bene bravissimi! Per adesso vorrei segnalare due problemi che ho vissuto in prima persona: 1) io abito all'ultimo piano di un condominio in periferia di Pisa (quindi non in un centro storico). Avrei voluto installare dei pannelli solari a basso impatto perché il serbatoio sarebbe stato installato nel mio sottotetto. In quell'occasione ho scoperto che il condominio deve approvare all'unanimità il progetto. A me sembra incredibile. Alla fine il progetto non è stato approvato. Chissà quante altre persone hanno avuto lo stesso problema. Aggiungo che, secondo me, in generale occorrerebbe incentivare impianti familiari e disincentivare gli impianti industriali di produzione di energia elettrica. Occorrerebbe incentivare l'installazione di impianti solari o eolici casalinghi o condominiali e lasciare le campagne all'agricoltura. E' socialmente pericoloso permettere che un contadino smetta di fare il contadino perché guadagna 5.000 Euro per ogni ettaro di terra che affitta ad una società che installa pannelli fotovoltaici. 2) Troppi dipendenti pubblici approfittano del fatto che nessuno ha le armi per controllarli veramente. Occorre punire chi non fa il proprio dovere e premiare chi lo fa meglio degli altri. In questo momento, il dirigente pubblico non ha armi valide per far produrre i dipendenti del proprio ufficio. Non è giusto! Occorre fare qualcosa affinché la macchina dello stato lavori in modo efficiente e onesto. Questo è fondamentale per poi pretendere rispetto, aiuto e partecipazione dai cittadini. FORZA PD!!

#138 Pietro Roberto, 11/2/2011

Eliminare il numero chiuso per i notai e i farmacisti.Chi vince il concorso o ottiene l'abilitazione può aprire lo studio o la farmacia.

#139 Silvano Urso, 11/2/2011

Insisto nel dire che la GERIT sta uccidendo i cittadini come me..........Fate qualcosa!!!!!!

#140 marco bianchi, 11/2/2011

DATE PARI DIGNITA' A NOI FARMACISTI DI PARAFARMACIA. SE DOVESTE ANDARE A VOTARE, NON OPPONETEVI ALLA NOSTRA TRASFORMAZIONE IN FARMACIE, SONO COMUNQUE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO IN PIU' IN UN PERIODO DIFFICILE. AIUTATECI

#141 Graziella Giorgio, 11/2/2011

Un primo passo verso una maggiore liberalizzazione del mercato del lavoro può essere quello di dare l’accesso diretto, alla fine del conseguimento della laurea cosi detta triennale, ai vari albi professionali di appartenenza in base alla classe della laurea, creando due figure professionali autonome di 1° livello e 2° livello,negli albi attuali invece abbondano legacci protezionistici che precludono l’accesso al mondo del lavoro a molti laureati. Per esempio sarebbe più sensato avere un Commercialista di primo e secondo livello con rispettive competenze autonome piuttosto delle due figure una di Esperto Contabile e l’altra di Commercialista per non parlare del Biologo junior e senior o il psicologo e il dottore in tecniche psicologiche o del chimico junior e senior. Aprire significa responsabilizzare per creare un mercato più fluido con molte meno limitazioni in entrata, un mercato aperto a pochi soggetti non significa necessariamente avere un mercato di qualità. Questo sarebbe un primo passo ma il punto di partenza reale è l’ampliamento della riforma Bersani del secondo Governo Prodi. Vedi quindi alcune liberalizzazioni quali la distribuzione della benzina per citarne uno su tutti, se i centri commerciali potessero venderla sarebbe un soggetto in più che concorre per non parlare dei treni e delle Poste Italiane immettendo più soggetti i prezzi dovrebbero calare sensibilmente è chiaro che liberalizzare e diverso da privatizzare cioè cedere un bene gestito dallo stato ai privati con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti per esempio l’attuale gestore Telecom che non si è mai sognata di togliere il canone, che aveva un senso in mercato monopolistico ma attualmente è una sicura fonte di reddito per gli attuali proprietari del colosso telefonico. Concludendo certe liberalizzazioni non costerebbero nulla ai cittadini dando invece dei benefici non trascurabili.

#142 Aldo Frasso, 11/2/2011

Ancora sulle parafarmacie: Ascoltate davvero i numerosi appelli dei diretti interessati e a)integrate la proposta di fascia c a tutte le parafarmacie con la trasformazione in farmacia di quelle di proprieta' di farmacisti. b)Qualora arrivi in parlamento un proposta di trasformazione in farmacie che non contenga alcun blocco o penalizzazione per le para rimanenti sostenetela senza riserve. Solo un assunzione di responsabilita' bipartizan e trasversale puo' dare la forza alla politica di risolvere dignitosamente questa situazione.

#143 maurizio gennari, 11/2/2011

Propongo di ragionare sulla "RIVIOLUZIONE DELL'IVA" cioè pagarla tutti per pagarla tutta, e non come avviene oggi, tutta a carico dell'ultimo anello, cioè il popolo senza partita iva. Dare al consumatore finale la possibilità di recuperare tutto o almeno in parte, quello che oggi per lui rappresenta un costo aggiuntivo. Infatti dando la possibilità di portarla in detrazione nella denuncia dei redditi, il consumatore sarà incentivato a chiedere la ft per tutte le prestazioni ricevute, facendo emergere quella che oggi è una vera e propria piaga sociale, cioè l'EVASIONE FISCALE.

#144 sonia morelli, 11/2/2011

On. Bersani, sono una Farmacista titolare di una Parafarmacia, sono molto favorevole alla liberalizzazione della fascia c per tutti, ma nel frattempo non ostacolate neanche la trasformazione in farmacia di quelle parafarmacie che, come la mia, da quattro anni hanno aperto e che sono ancora in piedi dopo anni di enormi difficoltà. Grazie

#145 giovanna tranfo, 11/2/2011

Non solo liberalizzazioni, ricordiamoci della ricerca, che è il motore della crescita: dare priorità e aumentare significativamente l'investinmento nazionale nella ricerca e l'innovazione, migliorare la mobilità e le prospettive di carriera dei ricercatori, la mobilità degli studenti già laureati. Migliore diffusione delle informazioni sulle attività di R&S che beneficiano di finanziamenti pubblici.

#146 massimo brunetti, 11/2/2011

La questione delle liberalizzazioni, in particolare quelle che riguardano le professioni, è certamente tema centrale nel dibattito politico e come sempre in questi casi emergono contrapposizioni tra rappresentanti dei privilegi costituiti e coloro che rivendicano una riforma liberale. Da un lato le caste che svolgono un’azione di contrasto con tutti i mezzi economici e d’influenza politica di cui dispongono, mentre di segno opposto sono le rivendicazioni degli “esclusi” (la stragrande maggioranza dei professionisti) che chiedono maggiori garanzie di accesso alla professione, cui si accompagnano, ed è questa la novità, le sollecitazioni della società civile, dei consumatori in particolare, per una maggiore concorrenza. Una ragnatela di privilegi, quelli garantiti per le professioni, consolidati negli anni del regime democristiano, funzionali per mantenere il predominio politico, in un’epoca caratterizzata dalla contrapposizione frontale con il partito comunista. Con la fine dei “blocchi” e la caduta del “muro”, chiusa l’era democristiana e rimescolate le carte della rappresentanza politica con “mani pulite”, le corporazioni, dopo una prima fase d’incertezza, hanno cercato e trovato in Berlusconi il nuovo sponsor politico. Limitando l’esame alla liberalizzazione dei farmaci, è certo che dentro Forza Italia prima e nel PDL poi, i rappresentanti della professione e dei proprietari delle farmacie, hanno trovato lo spazio politico per difendere i loro interessi. È noto a tutti noi come nella scorsa legislatura sono riusciti a bloccare in Senato, dove il governo Prodi non poteva contare su una maggioranza parlamentare, la legge sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, già approvata alla Camera. Oggi il quadro politico è certamente più complesso di allora, ma a differenza della scorsa legislatura, possiamo contare su una crescente consapevolezza dei consumatori circa i vantaggi che le 3.500 parafarmacie hanno portato nella vendita dei farmaci di automedicazione e di tutti quei prodotti esclusivi del canale farmacia. Nel dibattito che quotidianamente investe il tema delle liberalizzazioni, la questione “farmaci e parafarmacie” rappresenta inequivocabilmente l’emblema, la madre di tutte le liberalizzazioni. In questo quadro l’emendamento presentato dal senatore Piccone del PDL, che prevede la trasformazione di una parte delle parafarmacie in farmacie, rappresenta inequivocabilmente la negazione politica alla questione centrale per i farmacisti esclusi di oggi e delle generazioni future: l’accesso alla professione anche dal punto di vista imprenditoriale. In altri termini determinerebbe la ricomposizione di quella sfera d’interessi esclusivi, nella quale l’intuizione di generare un canale capace di entrare in concorrenza con la farmacia, la parafarmacia con l’obbligatorietà del farmacista, ha aperto un varco nell’interesse generale dei cittadini italiani. Inoltre c’è da considerare che con l’applicazione del DDL Gasparri/Tomassini le farmacie che si potranno aprire non superano quota 1.200, peraltro sono sedi già destinate ai titolari delle farmacie rurali (specie quelle di piccoli comuni oggi in difficoltà economiche) e farmacisti anziani. Pertanto la possibilità di accedere alla titolarità per la quasi totalità dei collaboratori di oggi e delle generazioni future è, e rimarrà, una mera utopia. Si dovrà attendere, dopo questo concorso straordinario (questo prevede il DDL 863), che la popolazione italiana raggiunga almeno quota 65 milioni di abitanti, il che significa con i trend di crescita attuali, attendere qualche decina di anni. Per questo a tutti coloro che invocano la soluzione della trasformazione rivolgiamo qualche domanda: E dopo? Che prospettive offrire agli esclusi di oggi e delle generazioni future? Non vi sembra una posizione egoistica pari a quella dei titolari di farmacia? E ancora, spostando il discorso sul piano squisitamente politico, perché chiedere aiuto all’opposizione quando, specie al Senato, il Governo dispone di una maggioranza qualificata? Il PDL se crede davvero in questo provvedimento può dare un segnale forte alla lobby che da sempre rappresenta. Riteniamo che la politica delle conventio ad excludendum, sono e debbono rimanere fuori dal PD se vuole essere rappresentante degli interessi generali degli Italiani. In questo quadro, sia per la specificità italiana sopra descritta oltre che per l’inadeguatezza della pianta organica a recepire i forti cambiamenti delle presenze sul territorio, cui si accompagna inevitabilmente una variabilità della “domanda” di servizi farmaceutici, la sola proposta sulla quale riteniamo sia serio impegnarci nell’interesse di tutti è la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. In altri termini riteniamo che, salvaguardando il principio fondamentale della presenza del farmacista, la parafarmacia deve avere un ruolo, nel mercato della distribuzione del farmaco, distinto, complementare e concorrenziale con la farmacia. Massimo Brunetti Segretario dell’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane - ANPI

#147 Gianluigi Melesi, 11/2/2011

Io e il mio compagno siamo gay e imprenditori e diamo lavoro a molte famiglie, anche tradizionali, anche cattoliche. Se dovessi morire io o lui, l'azienda morirebbe con noi, noi conviventi non abbiamo diritti in questo Paese e il PD invece di dare risposte riformiste, fa le commissioni sui temi sensibili mettendo i diritti umani di cittadini adulti che non hanno scelto di essere una minoranza, insieme a problematiche come l'eutanasia che è pur sempre una scelta, presiedute da Rosy Bindi, che, con tutto rispetto, con i DICO ha proposto un DDL non ricevibile dal parlamento. Avremmo tante proposte sull'imprenditoria giovanile, però vorrei capire se come cittadini esistiamo anche noi coppie gay. Per il PD siamo un tema scomodo da relegare per anni e anni in commissioni? Quando arrivano le risposte? Quando scendete dal piedistallo per vedere il paese reale? Bersani ha detto "se c'è qualcosa da contestarci fatelo sul piano concreto ce lo si venga a dire" Ecco: io l'ho detto. Il PD sta umiliando tutti i cittadini omosessuali e conviventi.

#148 Gianluigi Lenguito, 11/2/2011

Espulsione dei soggetti condannati nel pubblico impiego. E' inutile proporre sempre nuove leggi e regole se quelle esistenti non si fanno applicare. Ci sono nel pubblico impiego di tutti i vari tipi di amministrazione dipendenti che hanno tradito la fiducia dello stato ma che continuano a mantenere il loro impiego. Che differenza c'è fra questi e Berlusconi?

#149 giovanna tranfo, 11/2/2011

In Francia i libri di Testo sono di proprietà delle scuole, e i ragazzi li prendono in prestito per l'anno scolastico realizzando così un risparmio per le famiglie (sitratta di circa 1000 euro/anno per chi ha due figli al liceo) e un'azione di responsabilizzazione degli studenti che devono restiutuirli in buono stato.

#150 franco anastasio, 11/2/2011

Apprezzo molto l'iniziativa del nostro segretario,finalmente si parla di argomenti concreti. Ho letto le varie proposte e sono tutte apprezzabili. Mi permetto di contribuire con alcune brevi proposte che sono richieste da molti cittadini. Abbassare il costo esorbitante della politica (Per esempio perchè i nostri politici non raggiungono il proprio posto di lavoro a spese prorie? Hanno già stipendi ragguardevoli.Secondo Ridurre la Provincie e la restanti affidarle alla amministrazione dei Consiglieri comunali ricadenti in ognuna Provincia. Abolire la Comunità Montane dando più poteri ai comuni. Altra misura importante introdurre le incompatibilità con l'elezione a Consigliere Comunale ,Provinciale e Regionale dei Medici e di tutti gli operatori sanitari c'è l'inflazione di questi soggetti presenti in Politica. Un'altra cosa sentita molto dalla gente e quella di avere almeno due farmacie ogni tremila abitanti. ultima cosa ,ma molto sentita anch'essa il controllo dei prezzi i cittadini trovano aumenti ogni giorno. Caro Bersani usa sempre a martello questi argomenti anche in televisione stravincerai le elezioni,ricordati però che una volta vinto nei primi cento giorni questi problemi dovranno essere risolti. In bocca al lupo. Un saluto affettuoso Franco Anastasio

#151 giovanna tranfo, 11/2/2011

Un sostegno vero alle famiglie? Ancora un esempio dal "quoziente familiare", francese che consente di calcolare l’imposta sul reddito in funzione delle persone fiscalmente a carico. Con questo metodo, le entrate (una o più) della famiglia in Francia, devono essere sommate e poi divise per il numero dei componenti della famiglia stessa (la somma dei coefficienti attribuiti ad ogni componente, tale somma costituisce appunto, il quoziente familiare), in modo da tassare non tanto il reddito unitario percepito, quanto il reddito disponibile per ogni componente la famiglia.

#152 caterina romeo, 11/2/2011

LE PARAFARMACIE STANNO CHIUDENDO...-E NESSUNO SI PREOCCUPA DI LORO SE NON EMETTENDO SLOGAN....DI BUONE INTENZIONI PROPOSTE SOSTENUTE SOLO ED UNICAMENTE DA CHI LE PROPONE E BASTA...ON. BERSANI E CENTRODESTRA METTETEVI D'ACCORDO E BASTA SLOGAN SULLE CAMERE DA LETTO DEGLI ALTRI..(VI FATE VEDERE PICCOLI)......FINIAMOLA QUI ON. BERSANI ANCHE SULLE PARAFARAMCIE E SI PARLI UNICAMENTE DI FARAMCIA CONVENZIONATA O NON CONVENZIONATA O CONVENZIONATE PER UN IL NOSTRO REALE FUTURO....SE NO E' BENE PROPRIO CHE ANDIATE TUTTI A CASA O MEGLIO ANDIATE ALL'ESTERO AD IMPARARE COSA SIGNIFICA LA DECENZA . E FACCIAMO COMMISSARIARE DALLA COMUNITA' EUROPEA (MERKEL PER ALMENO 5 ANNI) FINALMENTE L'ITALIA NON PRENDERA' PIU' IN GIRO NESSUNO.

#153 libero rossotti, 11/2/2011

pd ascolta un farmacista che ha creduto nelle para da prima che iniziasse l'opera di Bersani e che conosce bene il mondo farmacia(come tantissimi colleghi ovviamente)RIFIUTATE le sanatorie...nn sono posti dilacvoro in+ sono calci nel sedere a chi crede nella legalità......oppure sanate ma liberalizzate il sistema in toto altrimenti è solo consegnare300 persone in+ alla casta impedendo agli altri di entrarvi "sine die"...poi nn dite che nessuno vi aveva avvertito

#154 MARIO FABRETTO, 11/2/2011

Partecipazione diretta, collegati online con diritto di voto a portata di pc e un'agorà informatica che ambisce ad essere il luogo della politica italiana. E il futuro della politica proclamato da Grillo, da Barbar3eschi Fli, è il futuro della rete che partecipa alla politica. I politici godono appena del 7% di consenso, diamo spazio alla rete, alla democrazia diretta e dimezziamo i costi della politica

#155 Marco Carbone, 11/2/2011

Perchè parlare ancora di ordini professionali? Perchè limitare l'ingresso alla libera professione? Perchè dobbiamo pagare tutti gli anni una quota md'iscrizione per poter lavorare? A chi dice che sono una garanzia di professionalità gli chiedo non basta la laurea? In un libero mercato del lavoro sarà il mercato stesso a premiare i migliori.

#156 luciano mauro, 11/2/2011

Per il presidente dell'ANPI Brunetti: io ho investito tutti i miei risparmi per aprire una parafarmacia quando un grossista distributore, che per giunta si rifiuta di servire le parafarmacie, ha aperto una catena di parafarmacie in quasi tutte le IPER della Lombardia e del Piemonte. I prezzi sono da "SALDI". Ti pare concorrenza leale questa? Manca solo che Angelini etc. aprano loro parafarmacie, così da fare dal produttore al consumatore! Tu rappresenti i commercianti ed i commercianti, per quanto mi riguarda, dovrebbero rimanere fuori dal discorso farmaco e poco importa che dentro le vostre parafarmacie ci siano dei farmacisti! Perchè, credi che non ci sarebbero giovani farmacisti pronti ad aprire una parafarmacia all'interno della GDO??!! Allora, Caro Bersani, ben venga la TRASFORMAZIONE DELLE PARAFARMACIE IN FARMACIE SSN per chi, come il sottoscritto, ha investito tutto il loro capitale in un attività imprenditoriale, permettendo di svolgere appieno quanto permesso dalla legge! E cmq, bene anche la fascia C libera.

#157 Claudio Veter, 11/2/2011

A mio avviso la strada adesso è una sola. Chiedere elezioni domani mattina Coalizione (tappandoci il naso e tutto il resto) allargata a tutta l'opposizione per definire una road map su questi punti: 1) riforma elettorale 2) conflitto di interessi 3) Abolizione province 4) privatizzazione RAI Darsi 2 anni massimo dopo di che tornare a votare. Utopistico? Ingenuo? Se non cambiamo modo di pensare avremo un paese sul lastrico con o senza B.

#158 piergiorgio Milazzo, 11/2/2011

Egregio Onorevole Bersani sono un farmacista titolare di Parafarmacia sono stanco di dispensare solo il 5% dei farmaci. Mi sono laureato per fare il farmacista. Sono stanco di avere gli stessi doveri dei colleghi titolari di Farmacia ma i diritti negati. Pago ENPAF a fior di quattrini come se avessi una farmacia per poi percepire un domani una misera pensione di soli 372,00 euro mensili, vivendo nella speranza di averla. Pago un ordine per essere rappresentato da chi! per fare gli interessi solo dei 17.000 farmacisti titolari? e i restanti non titolari da chi vengono rappresentati? non esiste un sindacato che tuteli quest'ultimi, e soprattutto i giovani. Quale sarà il nostro futuro?

#159 Aureo Muzzi, 11/2/2011

Interessante. Intanto quoto @5 Orlandini. Bisogna prima ritrovare la fiducia degli italiani, altrimenti queste proposte sono ininfluenti. Perché la fiducia sta scemando, da tempo. E a nessuno gliene frega niente. O no?

#160 alessandra di giovanni, 11/2/2011

un paio di cose che mi vengono in mente istantaneamente dopo la lettura delle proposte: Carburanti ed energia: Liberalizzazione dell'acquisto di GPL per uso domestico, eliminando il vincolo dei tre anni di fornitura da parte di chi fornisce il contenitore. Meglio pagare il contenitore di tasca propria e poter scegliere ad ogni scarico da chi acquistare il GPL. Trasporti: Proporre alle societa' di gestione delle autostrade italiane di mettere in campo la possibilita' di stipulare abbonamenti mensili /annuali per i pendolari, cosi come accade per i mezzi pubblici. Talvolta purtroppo la scelta del proprio mezzo per andare al lavoro è obbligata. Saluti e grazie Alessandra Di Giovanni

#161 marcello zoffoli, 11/2/2011

Va molto di moda parlare di controlli "ex post". A mio parere questo criterio potrebbe andare bene in presenza di normative chiare,semplici e lineari. Purtroppo la situazione italiana è l'esatto contrario per cui ci troveremmo inevitabilmente in situazioni di contenzioso a posteriori. D'altra parte se le norme fossero chiare sarebbe facile fare i controlli a priori... mi piarebbe vedere nel programma del PD una proposta di riorganizzazione globale delle competenze. A mio parere, uno dei problemi fondamentali dell'Italia è che tutte la amministrazioni hanno diritto a dire qualcosa su tutto: ovvero c'è un potere di interdizione diffuso! non si potrebbe definire una volta per tutte le aree di competenza dei comuni, provincie, regioni e stato centrale cercando di evitare le sovrapposizioni o di ridurle al minimo? ciò consentirebbe di definire un processo di "escalation" molto snello: in caso di conflitto tra due comuni della stessa provincia decide il livello superiore, cioè la provincia, e così via; e se la decisione non viene entro trenta giorni si passa al livello superiore... La stessa cosa per i poteri trasversali quali possono essere le varie Sovrintendenze ai beni culturali i quali vanno assolutamente salvaguardati ma con un pò di intelligenza e senza usarli per dire sempre no! A questo riguardo, i procedimenti amministrativi dovrebbero essere espletati entro un tempo definito! mi risulta che siano ancora pendenti procedimenti relativi alle pratiche di condono risalenti al 1985/86. A prescindere dal giudizio che si può dare sui condoni di vario tipo.... 25 anni per definire un pratica sono un pò troppi! Altro punto. c'è da rivedere il meccanismo delle gare. le gare a massimo ribasso vanno abolite. è assolutamente folle assegnare gare a chi fa un ribasso del 70% sulla base d'asta. mi sembra di ricordare che una volta si eliminavano le offerte anomale in un senso e nell'altro e si prendevano in considerazione quelle più si avvicinavano al valor medio delle offerte ricevute; per non parlare del fatto che ci dovrebbe essere una valutazione tecnica non rivolta a far vincere chi si vuole che vinca! sempre su questo tema, se è vero che per gare di un certo importo è opportuno richiedere ai partecipanti fatturati di un certo tipo... è altrettanto vero che sarebbe opportuno impedire ai colossi del settore la partecipazione a gare di importo inferiore a una certa soglia. Questo per favorire la crescita delle tanto decantate piccole e medie imprese per le quali, sostanzialmente, si continua a non fare nulla! Anche queste sarebbero regole semplici da definire e utili per tutti e soprattutto utili per riportare un pò di trasparenza e snellezza nella gestione della cosa pubblica... La Nostra Cosa... non Cosa Nostra!

#162 carlo elia schoen, 11/2/2011

Bene, era ora di sentire qualche proposta concreta. Ora diamo sontanza alle idee. Alcune proposte: 1) farmacie. Okay ai farmaci di fascia c nelle parafarmacie ma occorre liberalizzare anche le piante organiche che sinora sono state utilizzate non a garanzia del servizio ma solo in risposta agli interessi dei farmacisti. Le piante organiche debbono garantire il servizio nelle zone più disagiate ma contestualmente devono garantire la massima concorrenza nelle città. 2) dopo l'eliminazione del costo di ricarica delle schede telefoniche occorre togliere tassa governativa per gli abbonamenti almeno alle persone fisiche; 3) eliminazione degli ordini professionali che non offrono nessuna garanzia ma solo limitazioni per i cittadini. 4)massima semplificazione burocratica per le imprese visti i costi occulti di commercialisti e consulenti del lavoro. 5)eliminazione canone RAI ormai anacronistico. Il servizio pubblico, se tale, dovrà essere sostenuto da tutta la collettività. 6)ampia riforma del lavoro per garantire l'accesso dei giovani e delle persone svantaggiate (disabili). 7) riforma della pubblica amministrazione per la quale i dipendenti siano considerati risorse e non fardelli visto che sono loro che garantiscono l'universalità dei servizi a tutti i cittadini in modo paritario. Ormai un dipendente pubblico è solo considerato come utilizzatore finale dell'assistenzialismo pubblico (basta vedere i continui attacchi politici e i relativi stipendi) 8) riforma seria della scuola e dell'università poste a garanzia della crescita sociale, culturale ed economica dell'intero Paese. Basta, sono già troppe cose. Il PD punti su 3 - 4 aspetti fondamentali puntando su quelli in modo che diventino la bandiera del riscatto del nostro Paese. Basta di parlare di Berlusconi, diciamo le nostre idee e prepariamoci ad una campagna elettorale per la quale dobbiamo dimostrare di essere credibili ed autorevoli. Un po' di pulizia anche nel PD non farebbe male. Grazie. Sono con voi

#163 Luca Brogioni, 11/2/2011

Concordo le liberalizzazioni che permettono di lavorare subito dal taxista alla piccola impresa. segnalo che la grande diseconomia degli ultimi 20 anni è data dal MANCATO intervento pubblico. Il pubblico è stato assaltato da finte liberalizzazioni che hanno spostato su aziende speciali o appalti il lavoro che viene svolto a maggiori costi e il più delle volte male molto male (non solo per il caso dei rifiuti di Napoli). Cooperativa o azienda che lavora per un ente pubblico prende un 30% in meno di uno statle con la stesas qualifica ma la sua prestazione costa lameno il 20% in più all'Ente? FACENDO RITORNALE AL CENTRO IL LAVORO PUBBLICO RISPARMIEREMO e FAREMO BENE LE COSE, senza imquinare, sfruttare ecc. Fondamentale sarebbe inoltre abolire lo spiling sistem ovvero la possibilità per i politici di assumere senza concorso persone di loro fiducia che quasi mai hanno le caratteristiche di capacitò e professionalità richieste per ricoprire gli incarichi a cui sono chiamati con il risultato del disastro che è sotto i nostri occhi.

#164 francesca cicciarel, 11/2/2011

Caro Ministro il nome "Farmacia Non Convenzionata" va benissimo,con la vendita di tutti i farmaci di fascia C La "Farmacia Non Convenzionata" permetterà a tutti i cittadini italiani di scegliere liberamente dove poter acquistare i propri farmaci a pagamento...con la sicurezza e la professionalità che solo il Farmacista può dare!

#165 RENATO RANDOLO, 11/2/2011

Bene!!!era ora che facessimo delle proposte contro questo governo che giorno dopo giorno si sta ridicolizzando.....cerchiamo di divulgare queste idee a tutti!!

#166 Giuseppe Bonomo, 11/2/2011

Occorre liberalizzare il rapporto cittadino-stato nel senso di avere uguali diritti ed uguali doveri. Non è possibile che lo stato, le regioni, le province ed i comuni allorquando devono effettuare pagamenti sopra i €. 10.000,00 attivano equitalia, quando sappiamo bene che sono loro quelli che non pagano. Quindi si chiede ai cittadini di rispettare le scadenze altrimenti interessi, sanzioni e more, mentre se devono pagare loro non c'è alcun rispetto delle scadenze e non ci sono interessi, sanzioni e more. A meno che uno non si rivolge alla giustizia ed allora trascorrono 20 anni ed ancora non si riesce ad ottenere il pagamento, nonostante aver vinto un arbitrato, aver vinto in primo e secondo grado sul ricorso dell'ente. Occorre attivare le compensazioni.

#167 Andrea Martinuzzi, 11/2/2011

Liberalizzazioni: per me architetto libero professionista è stato un disastro. Sono un iscritto, già segretario di Circolo PD ed amministratore,e quindi credo nel progetto e nei valori che in quanto fondatore ho sottoscritto. Ma permettetemi di dire che la libera concorrenza non si può applicare in un ambito così delicato come la progettazione di opere pubbliche. Oggi vengono praticati, per affidamenti di minimo importo, sconti anche del 82% (visti con i miei occhi)! Sconti accettati dalle amministrazioni appaltanti, anche se si trattava di consolidamenti strutturali di edifici storici, dove il pubblico avrà accesso. Si tratta comunque quasi sempre di interventi dove occorre tutelare e garantire il rispetto di corposa normativa a tutela della pubblica sicurezza ed incolumità: per svolgerli bene occorre il dovuto tempo, che come per qualsiasi lavoratore ha un costo, assolutamente non riconosciuto nei principi. Al famoso "Decreto Bersani" è seguito un vuoto di regolamentazione micidiale. Bisogna limitare il peso della componente economica delle offerte, equilibrare il tipo di procedura di gara in rapporto all'entità delle opere, come per le imprese, e non in base al corrispettivo di onorario. Siamo professionisti, ma chiamati a rispondere con il nostro operato della pubblica incolumità e sicurezza, che non hanno prezzo. Se le liberalizzazioni auspicate non saranno adeguatamente calibrate, il mio non potrà che essere un giudizio negativo. Spero che Pierluigi legga questo messaggio e compia una valutazione nel merito di quanto ho scritto. Sempre disponibile per ogni approfondimento, un Saluto. A. Martinuzzi

#168 Francesco Sartor, 12/2/2011

ELIMINZINE INTERVENTO NOTARILE PER PASSAGGIO PROPRIETA' IMMOBILI USO ABITAZIONE PER ACQUIRENTI PRIVATI. Oggi è possibile fare a meno del notaio solo teoricamente. Si propone pertanto: 1) introduzione di una norma di legge che vieti espressamente agli istituti di credito di richiedere l'intervento notarile tra le condizioni per la concessione del mutuo, sia per l'atto di mutuo che per l'patto di compravendita; 2) predisposizione, magari a cura delle Camere di Commercio, o di altro ente pubblico, di una modulistica contrattuale standard per gli atti di compravendita tra privati o da costruttore a privato; 3)riconoscimento ad un ente pubblico specificamente individuato (potrebbero essere i Comuni, o le Cancellerie dei Tribunali, o le Camere di Commercio...) della facoltà di rogare i passaggi di proprietà effettuati attraverso la contrattualistica standard di cui al punto 2, eventualmente verso la corresponsione una tassa fissa di rogito di modico valore, a titolo di diritto di segreteria (non più di 50 o 100 €uro); 4)ad ulteriore garanzia della libertà dell'immobile da ipoteche, si potrebbe eventualmente prevedere la prestazione di fidejussione da parte del venditore, sempre a mezzo di contrattualistica strandardizzata, predisposta a cura della P.A.; 5) nel caso di intervento di agenzia immobiliare, date le norme di cui ai punti 1,2,3 e 4, previsione dell'obbligo, in capo all'agenzia, di provvedere a tutte le formalità relative alla compravendita per conto dei clienti, ricomprendendo tale prestazione all'interno degli oneri attualmente previsti per il servizio di mediazione; 6)presunzione di responsabilità dell'agenzia immobiliare intervenuta ai sensi del punto 6, per ogni omissione procedurale che pregiudichi la compravendita dell'immobile (sostanzialmente obbligo di verificare per l'acquirente l'assenza di ipoteche e di attivarsi direttamente per l'iscrizione nel registro immobiliare).

#169 Paolo Benelli, 12/2/2011

Sottolineo l'assoluta necessità di comunicare in maniera breve, chiara e incisiva concetti forti come: Separazione fra banche commerciali e banche d'affari per un argine alle speculaqzioni finanziarie responsabili della crisi.- Opere di manutenzione e messa a norma degli edifici pubblici.- Realizzazione della Banda Larga.- No tasse per gli under 30.- Mutui agevolati per giovani coppie.- Manette agli evasori sopra i 100.000 € e sanzioni pecuniarie.- No cumulo mandati elettivi.- No esercizio delle libere professioni per la durata del mandato.- No perizie e consulenze da parte di pubblici funzionari.

#170 Francesco Dalla Costa, 12/2/2011

Ciao segretario,una cosa vorrei dire,dato che in passato per lavoro facevo il camionista ho vissuto varie esperienze di mobilità in diversi paesi europei,mi sento di dire non si potrebbe fare un biglietto unico a livello di trasporti pubblici,io mi confronto con i paesi tipo Berlino che con un unico biglietto posso prendere il treno e poi l'autobus per arrivare a destinazione,e non come quà in veneto che bisogna minimo 2 o 3 biglietti se uno ha intenzione di arrivare a destinazione usando i servizi pubblici.

#171 massimo battini, 12/2/2011

Finalmente delle proposte concrete!!! che tutti possono capire. La mia idea per il PD è quella di fare altrettanta chiarezza sul ns. programma, elenco chiaro con ns. proposte condivise da tutti, da proporre a tutti i cittadini e alle altre forze di opposizione, chi ci sta ci sta. Siamo in grado di farlo??? è quì che ho qualche dubbio...

#172 Pierluigi Di Luca, 12/2/2011

Per quel che riguarda la liberalizzazione del “farmaco” ai nostri rappresentati “eletti” del PD con tutto il cuore dico: VEDETE DI FARVI APPROVARE QUESTA LEGGE!!! …ALMENO QUESTA!!! È fra le poche che avrebbe effetti realmente POPOLARI E DEMOCRATICI… e non nel senso demagogico e populistico che oggi va tanto di moda!!! La possibilità di svincolare la distribuzione dei farmaci da una legislazione oramai non solo vecchia, ma obsoleta anche rispetto al raggiungimento degli obbiettivi che originariamente si proponeva, rispondente allo stato dei fatti più a logiche di "casta" che non di servizio e di economicità dello stesso, rende indispensabile ed indifferibile il dover ammettere la possibilità di allargare alle parafarmacie la distribuzione di qualsiasi tipologia di farmaco. Posto che a livello di professionalità le farmacie e le parafarmacie risultano essere già normativamente pressoché equiparate (in entrambe, al di là degli aspetti legati alla “proprietà”, la figura professionale fondamentale di riferimento risulta essere il dottore laureato in farmacia ed i laureati al medesimo professionalmente equivalenti), rimangono gli aspetti del "servizio", che si qualifica nella possibilità di allargarne la platea aumentandone i punti d’accesso da parte dell'utenza, e della “competitività” da cui l’utenza trae un diretto beneficio di tipo economico, almeno in relazione a quelle tipologie di farmaco e servizio non soggette a prezzi, per così dire: imposti. È pertanto, a mio parere, necessaria l’approvazione di una nuova legge che consenta o di equiparare di fatto le farmacie alle parafarmacie, o con una trasformazione di quest’ultime nelle prime.

#173 Daniele Pieri, 12/2/2011

Gli argomenti da discutere sarebbero tanti ma se vogliamo essere incisivi e dare una svolta a questo paese, dobbiamo farci capire da tutti gli italiani e di tutte le fasce di età. Serve quindi un grande sforzo di sintesi. Concentriamoci sui punti più importanti: 1. EQUITA' SOCIALE 2. DIGNITA' DELLA PERSONA 3. LAVORO 4. ISTRUZIONE E RICERCA Rileggievo pochi giorni fa con mio filgio la favola "Storia Universale" di Gianni Rodari. Credo che si sia tornati davvero al punto "ZERO". Rimbocchiamoci le maniche adesso e tutti !!! Sono sicuro che ce la possiamo fare a ricostruire un futuro per le nuove generazioni....

#174 antonio crivellone, 12/2/2011

Caro Segretario, mi piacerebbe tanto vedere tutti i cittadini che hanno firmato il giustissimo appello "berlusconidimettiti" finalmente in piazza. Vediamoci ancora lì e facciamogli constatare "de visu" che non ne possiamo più. E se mettessimo mano anche alla riduzione (o all'abolizione) della tassa di circolazione? In Francia da anni non la pagano più. Con quel che paghiamo i prodotti derivati dal petrolio credo la tassa sia già strapagata. Grazie e....avanti tutta, questo è il momento buono. Antonio Crivellone, Roma

#175 Giovanni Scano, 12/2/2011

Caro segretario, benissimo le proposte sulle liberalizzazioni. Vedo tra l'altro che hanno riscosso molto interesse. Penso che la stessa cosa il Partito dovrebbe fare per tutti tutti gli altri settori che riguardino la vita degli italiani. Io lavoro nella scuola e mi piacerebbe che il Partito Democratico presentasse una sua proposta, da formalizzare in un Disegno di Legge, sulla riforma della scuola per quella fascia d'età tra gli 11 e i 16 anni, perchè credo che ce ne sia davvero bisogno. Penso che la proposta del PD sulla scuola si stia avviando sulla buona strada, ma non la vedo ancora concretizzarsi. La mia valutazione è la seguente: 1. benissimo riguardo alla scuola elementare (basterebbe reintrodurre i moduli e il tempo pieno); 2. ancora insufficiente riguardo alla scuola media e alla scuola superiore. Bene riguardo alla proposta di biennio unico e di un maggiore raccordo tra quest’ultimo e la scuola media. Io, che insegno alla scuola media, penso che il biennio vada unito al triennio della scuola media andando a formare il secondo quinquennio della scuola dell’obbligo. I licei sarebbero di tre anni, come in Francia, e dovrebbero essere professionalizzanti e/o propedeutici agli studi universitari. Come ha detto nel suo intervento in Assemblea Nazionale, a Varese, Marco ROSSI DORIA, anch’io penso che siano ormai maturi i tempi per rompere finalmente l’identità tra la classe e l’aula. Gli alunni non devono fare tutto tutti allo stesso modo nello stesso luogo. Bisogna diversificare l’offerta formativa. Complessivamente, la mia proposta per questo secondo quinquennio della scuola dell’obbligo è la seguente: 1. Unificazione del triennio della attuale scuola media di primo grado col biennio della attuale scuola media di seconda grado. (Il triennio rimanente costituirebbe la scuola secondaria di secondo grado, che non farebbe parte della scuola dell’obbligo.) 2. Istituzione per questo quinquennio che si verrebbe a formare di un nucleo di insegnamenti fondamentali obbligatori per tutti (i famosi saperi irrinunciabili) + una parte di insegnamenti opzionali (per esempio la possibilità per l’alunno di scegliere due tra le lingue straniere disponibili in ciascuna scuola) + una parte di insegnamenti facoltativi (per esempio la possibilità per l’alunno di usufruire di un insegnamento se lo ritiene opportuno oppure di non usufruirne, com’è attualmente l’insegnamento della religione cattolica). 3. Diminuzione del numero degli alunni per classe (da un minimo di quindici fino ad un massimo di venti). 4. Capovolgimento della organizzazione attuale per classi e istituzione di un’aula – laboratorio per ciascun insegnante (o al limite per ciascun insegnamento) attrezzata con tutte le strumentazioni tecnologico-didattiche disponibili sul mercato (accesso a internet, PC completo di tutti gli accessori, videoproiettore, videoregistratore VHS, lettore/registratore DVD, lavagna interattiva multimediale). Invece di essere l’insegnante a recarsi di volta in volta nelle varie classi, sarebbero gli alunni a recarsi nelle aule relative alle varie discipline che devono, oppure che hanno scelto di, frequentare. Tale riforma richiederebbe sicuramente un forte investimento iniziale, tempo e denaro, ma sarebbe appunto un investimento e nel tempo (es. 10 anni) potrebbe essere ammortizzato e darebbe sicuramente i suoi frutti. L’acquisto di materiali in quantità notevole darebbe anche un grosso impulso alla produzione e al commercio degli stessi e quindi, in un periodo di crisi come questo, all’economia del Paese in generale. L’obiettivo fondamentale sarebbe naturalmente quello della crescita dell’offerta formativa da parte di ciascuna scuola. Aggiungerei inoltre, al posto del famigerato piano casa del governo, un piano nazionale per la riqualificazione e la modernizzazione degli edifici scolastici, la maggior parte dei quali non è a norma.

#176 Carlo Malvaso, 12/2/2011

Per tutelare i diritti dei consumatori, forse dell'intero sistema mercato, si potrebbero sanare anche le anomalie insite nel meccanismo che genera elevati prezzi al consumo. Le battaglie per ottenere un giusto aumento di salari e stipendi sono sistematicamente vanificate da nuove tasse e dal crescente aumento del costo di beni e servizi. Effettivamente i costi di produzione sono in continuo aumento per ragioni esterne al nostro mercato ma è anche vero che la diffusa speculazione, legata al settore della distribuzione, ha raggiunto pericolosi livelli di guardia; la filiera produttiva andrebbe monitorata e regolamentata con nuove norme più efficaci. Un mercato moderno ha necessariamente bisogno di regole certe, imparziali e trasparenti.

#177 fabiana festa, 12/2/2011

Sono una farmacista titolare di Parafarmacia, Grande Bersani SI alla fascia C, mà la Proprietà della Parafarmacia deve restare dei Farmacisti, altrimenti i Capitalisti ci compreranno tutti e ci trasformeranno in commessi

#178 German Colosetti, 12/2/2011

Prima di scrivere quel che secondo me potrebbere essere un'area di intervento,vorrei ringraziare il nostro segretario per l'opportunità che ci regala con questa iniziativa.Secondo la mia esperienza personale e di persone che conosco un'area di intervento potrebbe essere quella del fisco,favorendo una redistribuzione del reddito verso il basso.Ringrazio ancora il nostro segretario per questa ammirevole iniziativa che coinvolge non solo militanti del partito,ma tutte quelle persone che anno a cuore le sorti della nostra cara Italia

#179 GIANLUIGI TOPPI, 13/2/2011

LASCIANDO STARE L'ARTICOLO 41 VIGENTE IO VOGLIO FAR NOTARE CHE IN TUTTO QUESTO TRAMBUSTO DA PENSIONATO NON RIESCO PIU' ANDARE AVANTI. VOGLIO FAR NOTARE CHE CHI E' IN AFFITTO, OGNI TRE ANNI HA UN AUMENTO SOSTANZIALE SUL CANONE DI LOCAZIONE E SULL'IMPOSTA DELL'ISTAT CHE A MIO PARERE ANDREBBE ABOLITA . VISTO IL RINCARO DELLA VITA LA GENTE SI TROVA COSTRETTA AD INSEGURE L'OFFERTA MIGLIORE PER QUANDO RIGUARDA I GENERI DI PRIMA NECESSITA',PER QUESTO MOTIVO PROPONGO DI IMPORRE UN PREZZO FISSO E ACCESSIBILE A TUTTI. PROPONGO INOLTRE MAGGIOR CONTROLLO SU BANCHE,LUCE,GAS,CARBURANTE, ASSICURAZIONE IN MODO TALE DI RIDURRE IL LORO COSTO PER RENDERLI PIU' ABBORDABILI A TUTTI. TUTTO QUESTO PER POTER RISPARMIARE DI GIORNO IN GIORNO E PER POTERSI PERMETTERE UNA VOLTA OGNI TANTO QUALCHE SFIZZIO.

#180 Paolo Capezzuoli, 13/2/2011

In Italia tutte le imprese e i professionisti devono fare i conti con i tempi e le incertezze del sistema giudiziario, con perdite elevate per gli imprenditori e forti ricarichi sui prezzi per gli utenti finali; è pertanto improrogabile mettere mano al sistema giustizia Italia, puntando su due aspetti principali: il primo è assicurare tempi giusti per le cause, assegnando ai tribunali le risorse necessarie (personale –in primo luogo cancellieri– e mezzi) e incentivando il ricorso ai metodi di risoluzione alternativa delle controversie (conciliazione e arbitrato, a costi ragionevoli) che possono realmente deflazionare i tribunali; il secondo è creare i presupposti affinché le sentenze definitive e i titoli esecutivi possano tradursi in una giustizia effettiva (e non, come spesso accade, in un pezzo di carta senza valore), anche tramite l'istituzione della professione liberale di Ufficiale Giudiziario, peraltro già presente in quasi tutti i paesi europei, che assicurerebbe adeguati incentivi e mezzi (fra l'altro a costo zero per lo Stato) ai professionisti deputati a mettere in esecuzione tali sentenze e titoli. È innegabile che il buon senso spinge fortemente in questa direzione, come è altrettanto innegabile che gli interessi di poche lobby privilegiate (alcuni gruppi di avvocati, alcune associazioni pseudosindacali del personale di giustizia) remino in direzione contraria (basti vedere gli emendamenti al decreto milleproroghe presentati da parlamentari della stessa maggioranza –toh, tutti avvocati…– per affossare il decreto sulla conciliazione che dovrebbe entrare in vigore il 30 marzo, unico atto positivo di questo governo ammazzagiustizia); spero vivamente che il PD possa portare una proposta concreta anche in questo senso.

#181 Andrea Beccarini, 13/2/2011

SPOSTARE LE LIBERIZZAZIONI AL LIVELLO EUROPEO. Non si capisce perchè ogni paese d'Europa debba, per esempio, avere compagnie nazionali telefoniche, elettriche, e cosi via.

#182 ALESSANDRO R., 13/2/2011

buon giorno a tutti ,e un grosso ringraziamento al nostro segretario per il costante impegno profuso.Mi trova d accordo sulla maggior patre delle prime normative ad effetto immediato (sottolinando la parte riguardante gli aiuti alle giovani coppie,e le defiscalizzazioni,SEMPLIFICAZIONE FISCALE per le nuove imprese per aiutare i giovani a crearsi un futuro,a convertire i sogni di impresa in realtà) anche se poi andranno stabilizzate in fase di attuazione. Adesso manca solo di andare alle urne di sintetizzare e semplificare tutte queste normative traducendole in slogan e volantini per portarle al più presto a conoscenza della gente. MA QUESTA VOLTA NON BISOGNA PIU' COMMETTERE GLI ERRORI DEL PASSATO,ANZI USARLI COME INSEGNAMENTO ED ARMA VINCENTE.SI DEVE RIMANERE UNITI.

#183 LISA BENNI, 13/2/2011

Sono assolutamente d'accordo con le liberalizzazioni: il governo Berlusconi pur essendo di destra e quindi teoricamente piu' portato per questo tipo di politica, non le fa assolutamente e anzi mira a limitare quelle fatte da Bersani. Im questo modo rimangono soprattutto protette le lobby, sempre a carico dei cittadini normali: dipendenti, sempre piu' poveri, che ci rimettono per tutti. Come iscritta al PD, che quando si confronta con gli altri (anche di sinistra) sul suo partito si scontra con la dura realta, chiedo 2 cose: innanzitutto chiarezza della linea che il partito vuole seguire sui vari argomenti, agli elettori apparite confusi.In tv dovete parlare in modo chiaro e facilmente comprensibile come vedo nelle proposte qui sopra, di quali sono le alternative che proponiamo, perche' ci sembrano utili e di come vogliamo attivarle. In tv e sui giornali abbiamo meno spazio di Berlusconi, usiamolo bene!!! Poi i nostri dirigenti di partito devono smetterla di scontrarsi, delegittimarsi e sconfessarsi reciprocamente tramite i midia; che ne parlino tra loro e trovino una linea univoca! Gli Italiani hanno bisogno di un'alternativa compatta, di compagi di partito che si spalleggiano e dimostrano fiducia reciproca: sono loro i primi che devono rispettare e credere nel PD ma cosi' non sembra (Fioroni alla radio ha paragonato il PD a un kebab...complimenti...). A questo punto facciamo fatica a mostrarci come una valida alternativa. Dirigenti state di piu'in mezzo alla vostra gente, ascoltatela e date risposte univoche e serie altrimenti rischiate di perdere il patrimonio umano di cui ancora godete (i volontari del nostro partito) e che puo' essere l'unica arma strategica per conquistare consenso tra gli indecisi, purtroppo soprattutto con anima di sinistra. Se no come si spiegano gruppi spontanei che nascono come i grillini o popolo viola??? Comunque voglio sprimere tutta la mia stima per Bersani che alla gente appare onesto, capace, consapevole di quello che dice e delle proposte che fa, concreto. Giustissima la mossa di annullare le primarie di Napoli, abbiamo dimostrato di essere diversi dalle schifezze degli altri. Dobbiamo essere rigorosi: se no dicono "sono tutti uguali". Molto bella questa idea di interpellare gli iscritti tramite la rete, siamo noi che vi eleggiamo e' giusto che ci ascoltiate. Saluti

#184 Luca Bonicalzi, 13/2/2011

Trovo tutte le proposte condivisibili. Tuttavia mi chiedo come esse possano essere concretizzate fino a quando esiste un regime politico tanto autoritario e assolutista come quello progettato dall'attuale Governo, nell'esclusivo interesse del premier Silvio Berlusconi. Ogni proposta elencata da Bersani è attuabile,in modo graduale, solo in presenza di un Governo capace di condividere una politica democratica, dove ogni proposta elencata può essere valorizzata senza il vincolo dell'interesse personale dell'attuale Presidente del Consiglio che, grazie alla propria personale potenza finanziaria, è in grado di ridurre ogni necessità nella propria sfera di interesse. Per concludere, le varie proposte avanzate da Bersani, pur utili e interessanti, possono realizzarsi solo a due condizioni: 1°) eliminare il Governo Berlusconi. 2°) costituire un progetto politico tanto valido da convincere le varie anime dell'opposizione a unirsi e dunque a riconoscersi nel progetto avanzato dal Patito democratico, in tutta la sua attualità e originalità.

#185 giampiero favetta, 13/2/2011

Mi sembra di essere in un incubo!se queste sono le proposte di Bersani per salvare l'Italia poretti noi!!!

#186 Concita Santoro, 14/2/2011

Niente male Bersani, l'impegno da parte vostra c'è ma... mi sarei aspettata due paroline su un problema eterno che ci separa da voi:gli stipendi esosi dei parlamentari, le spese di corte,,i portaborse,i portacellulari,i portasigarette,i portacappotti.Per farla breve avete troppi portaqualcosa,troppi uffici di rappresentanza non parliamo delle auto altrimenti ci perdiamo in cifre da fare rabbrividire.Detto questo mi auguro che queste "piccolezze" che ho esposto vengano inserite nella prossima lista di proposte PD

#187 claudio MORETTI, 14/2/2011

Mi riallaccio ai sintetici interventi di Stefano (6), Edoardo (66) e Pietro (138) il quali chiedono di eliminare tutti i numeri chiusi per dare la possibilità a coloro che posseggono i titoli stabiliti dalla legge di poter esercitare: professione, attività, ecc. E’ una logica semplice e di carattere generale che non richiede ulteriori approfondimenti. Il problema politico si evidenzia quando si vorrebbe applicare tale concetto solo per i singoli perché, in tale maniera, si perde di credibilità. Perché, infatti, si deve eliminare ogni vincolo predeterminato al numero delle farmacie, taxi, notai, ecc., mentre resta fermo l’appannaggio delle aziende municipalizzate alla erogazione dei servizi. Il motivo vero non è tecnico ( le norme ci sono già), ma politico. La gestione dei servizi pubblici rappresenta lo sportello bancomat della gestione clientelare. Mentre il voto d’opinione si conquista con la credibilità dei leader il voto di preferenza si conquista con la gestione clientelare dei servizi pubblici (caso eclatante della giunta Alemanno di Roma ove so sono realizzate 4.000 assunzioni a chiamata diretta nelle municipalizzate). All’ostacolo errato, ma nobile, di una concezione di sinistra “pubblico è bello” si aggiunge il vero ostacolo molto meno nobile. Un abbraccio

#188 Maria Bonfatti, 14/2/2011

SEMPLIFICAZIONE DELLA BUROCRAZIA CHE STRANGOLA LE PICCOLE IMPRESE - Per chi lavora con le pubbliche amministrazioni. Un fondo di garanzia per chi non viene pagato dalle pubbliche amministrazioni per il lavoro cha ha svolto! E ancora perchè pagare MILLE CERTIFICAZIONI ad enti diversi nati solo per lucrare ?Non si potrebbe avere una sola certifiaczione che abilita ai lavori pubblici? (SOA-QUALITA' - PATENTINI.....) IL METODO DI ASSEGNAZIONE DELLE GARE CON MASSIMO RIBASSO IN ITALIA E' PER ORA IMPRATICABILE i ribassi che vengono praticati sono uno scandalo!!! MA ANCHE L'OFFERTA PIU' VANTAGGIOSA LASCIA TROPPA DISCREZIONALITA' ALLE STAZIONI APPALTANTI e i risultati sono l'aumento della corruzzione che è sotto gli occhi di tutti!! L'unico metodo che tutelava un po era ed è l'offerta con l'esclusione automatica delle offerte anomale xchè quando ci sono più di 100 concorrenti per gara diventa impossibile per chiunque influenzare gli sconti. Per il resto LIBERALIZZARE CON BUON SENSO!!! SI alle liberalizzazioni a livello europeo. e ARBITRATI alle CAMERE DI COMMERCIO perchè gli avvocati non vanno bene come arbitri perchè sono , tranne rare eccezioni, troppo avidi e poco onesti.

#189 ALESSANDRO DIVERSI, 14/2/2011

Ci vuole un condono fiscale che permette alle aziende di sanare le irregolarità formali compiute a causa della innumerevole burocrazia che le attanaglia e gli rende impossibile effettuare tutti gli adempimenti che il nostro sistema fiscale borbonico richiede.

#190 caterina romeo, 14/2/2011

CARO PIERLUIGI, premesso che in qualità di vicepresidente di un associazioone di titolari di parafarmacia fatta di soli farmacisti, non siamo dei commercianti noi, siamo farmacisti 100%, noi tutti ti siamo grati per tutto ciò che grazie a te abbiamo ottenuto.e se non fosse stato per te adesso saremmo ancora a fare gli schivetti dei titolari; tuttavia a nome della mia associazione ti dico:BERSANI GUARDATI BENE INTORNO...forse stavolta HAI CAPITO CHE insiame a noi ci sono delLE RICHIESTE DI SIGLE A noi VICINE fatte di non farmacisti che SONO FOLLI .sono quelli delLE PARAFARAMCIE CON DUE FARMACI IN PIU'che STANNO GIA' CHIUDENDO E LORO PROPONGONO ANCORA ( VEDI GHEDINI E SIMILI....)...DUE FARMACI IN PIU' E PER DI PIU' TRATTABILI.....INESPERIENZA TOTALE PERCHE' PrOVENGONO DA ALTRI MONDI....Pensa, loro non sono farmacisti, ma CI DICONO a noi COSA DOBBIAMO FARE.loro ragionano NON PER l'amore di professione, MA PER COMPIACERE ALLE LORO ESIGENZE di business.--- IN SOSTANZA (NON SONO FARAMCISTI) ma SON ..SOLO DA 4 ANNI E MEZZO..CHE TENTANO DI FERMARE IN ONGI MANIERA I TITOLARI DI PARAFARMACIA DI SOLI FARMACISTI PROPRIO PERCHE' NON GLIENE PUO' FREGAR DI MENO noi, se non usarci per metterci a gestire dei loro punti vendita xkè senza di noi non potrebbero avere la parafarmacia.DI UN FARMACISTA gliene frega SE NON COME ATTIRA PICCIONI IN VETRINA......QUESTA E' LA VERità onorevole Bersani....ascolta i colleghi che ti chiedono la trsformazione.e grazie anticipatamente.Dottssa Caterina Romeo

#191 Marco Festa, 14/2/2011

Si parla della revisione del meccanismo dei pedaggi autostradali. Ma come? Io sarei per introdurre gli operatori virtuali, ovvero rendere obbligatorio che il gestore di una certa tratta autostradale ceda sul mercato una quota minima di km da percorrere ad operatori che poi li possono rivendere al dettaglio. Meccanismo a quanto avviene avviene nelle telecomunicazioni direi. Che ve ne pare?

#192 fernando tornisiello, 15/2/2011

1. liberalizzazione e progressiva riduzione del ruolo dei notai. 2. vendita dei farmaci presso i presidi sanitari pubblici. 3. contributo per la ristrutturazione edilizia con miglioramento dello standard energetico e RIDUZIONE della cubatura. 4. corsi estivi di aggiornamento con verifica obbligatoria per tutti gli insegnanti pubblici (non sembra una iniziativa economica ma il futuro economico esce dalle scuole e non possiamo permetterci insegnanti che non hanno più studiato dal giorno della laurea).

#193 Michele Costabile, 15/2/2011

Io proporrei la deduzione delle spese per la casa o l'esenzione dall'IVA dei privati, in altre parole vorrei eliminare l'evasione diffusa da parte di imbianchini, meccanici, idraulici, insomma gente che lavora con privati che non hanno nessun interesse alla fattura. Ne parlo più in dettaglio qui http://www.facebook.com/group.php?gid=180765380267

#194 Salvatore D'Urso, 17/2/2011

Non ho tempo di leggere tutti gli altri commenti per trovare comunanza di idee e di proposte. Ne espongo una che mi pare non venga spesso evocata, temo solo per non creare malcontenti di casta, o forse mi sfugge qualche altra buona ragione: l’accorpamento totale delle molte decine di Casse di Previdenza nell’unica INPS; tutt’al più si potrebbe pensare di tenere separata solo quella degli statali (INPDAP) ma lo dico solo per il beneficio di una mia non conoscenza del tema. Credo che il risparmio per lo Stato possa essere notevolissimo, naturalmente non sono in grado di valutarlo. Temo sempre umilmente di non dovermi esprimere su temi che non conosco direttamente, contrariamente a molti che la sanno lunga e fanno proposte senza valutarne le controindicazioni; tuttavia su questo argomento e su quello sicuramente più complicato dell’abolizione delle Provincie, credo che si debba lavorare a fondo, a livello legislativo da parte del PD. Il faro deve però essere sempre quello dell’interesse comune, dell’abolizione di privilegi, parassitismi e caste, in definitiva del risparmio dei costi pubblici. Solo così, dopo accurati tagli di costi inutili dello Stato, si può pensare a ridurre le tasse. Probabilmente non dico niente di nuovo… Qui sta la grande forza del nostro segretario, che non pensa all’immediata rispondenza dei sondaggi sulle belle parole da pronunciare, ma al fine reale dell’azione politica.

#195 CLAUDIO VISCONTI, 17/2/2011

SONO ANNI ORMAI CHE DENUNCIO LA TOTALE ASSENZA DEL PROBLEMA DELLA TUTELA DELL'AMBIENTE E TUTTO CIO' CHE ESSO COMPORTA DAI TEMI DEL NOSTRO PARTITO.ABBIAMO ADDIRITTURA LASCIATO ALLA DESTRA IL TEMA DELLA DIFESA DEGLI ANIMALI(VEDI BRAMBILLA SIC).E NON MI RIFERISCO SOLO AL NOSTRO PAESE MA ANCHE A PRESE DI POSIZIONE SUL GHIAPPONE CHE MASSACRA BALENE,CANADA CHE MASSACRA CUCCIOLI DI FOCHE,SUDAMERICA CHE DISTRUGGE FORESTE...VOGLIAMO LASCIARE DA PARTE RUBI E INSERIRE ANCHR QUESTO ARGOMENTO CHE MI SEMBRA MOLTO PIU' SERIO O NO?GRAZIE

#196 Andrea Bosi, 18/2/2011

Aumento del biglietto del cinema un euro che amarezza asprezza pensavo che qualcuno avesse il coraggio di fare questo aumento dello stipendio che è rimasto invariato negli ultimi vent'anni forse anche trenta conversione da lire a euro e basta ma del resto tutto è aumentato non bisogna essere dei fenomeni per capirlo facciamo un esempio il pane in lire al kilo costava mille lire ora in euro costa un euro quindi due mila lire ok lo stipendio di un lavoratore era di due milioni di lire circa ed ora è di mille euro circa ,qualcosa non mi torna non dovrebbero essere 2 mila euro ,quindi non si ha più il potere di acquisto e l'economia non gira e non solo l'economia anche noi ci rimettiamo perchè forse qualcuno pensa che siamo tutti un branco di pecore che non capiamo questa cosa ,un'altra cosa vogliamo dare una paghetta a studenti meritevoli per motivare un pò, invece sempre il bastone e la carota quando!!!!!!Vogliamo limitare l'inquinamento risparmiare mettere bidoni di raccolta differenziata ovunque a scuola nei posti di lavoro nei dipartimenti insomma ovunque e non solo quello della carta,siamo al limite è un cerino che sta finendo cerchiamo tutti assieme di farlo durare il più possibile ok

#197 paola astolfi, 18/2/2011

Oggi è stato il mio primo giorno di lavoro; a 52 anni,dopo un corso di 600 ore promosso dalla Provincia di Roma, sono riuscita a lavorare come scaffalista nella GDO per una paga oraria di 4,50 euro/ora. Senza TFR, senza tredicesima nè ferie, con la malattia pagata dopo il terzo giorno...il terzo o addirittura quarto mondo siamo noi!!!! Dove sono i sindacati, i politici quando lo sfruttamento è così generalizzato? Si accetta perchè se non lo fai tu, ci sono almeno altre 10-15 persone disperate che lo farebbero al posto tuo: e allora l'offerta è al ribasso. Adesso lavoro e finalmente mi sembra di esistere, ma mi chiedo come mai queste cooperative di "negrieri" possano agire nel tacito consenso di tutti. O si finge di non sapere? Entrate allora nel mondo reale: vi accorgerete che è peggio della peggiore immaginazione...e la sensazione è che non c'è speranza di un futuro migliore!!!!!!!

#198 luca p., 18/2/2011

E' vero,c'è gente schiavizzata. Anche i farmacisti dipendenti lo sono,soprattutto nelle GDO.Dopo 5 anni di duro studio è triste poter vendere solo qualche sop e otc e guadagnare due lire... Siamo passati dall'essere sfruttati dal figlio di papà titolare di farmacia al centro commerciale carrefour-esselunga-coop.Per noi non è cambiato niente ,soprattutto se consideriamo che più del 50% delle parafarmacie sono di titolari di farmacia. La soluzione caro SEG. BERSANI è quella di liberalizzare le parafarmacie a patto che i veri padroni siano i farmacisti (non titolari di farmacia)e aumentare il quorum delle farmacie dandole in gestione ai comuni.Il farmaco deve essere un bene pubblico e non deve portare ricchezza solo ai titolari che hanno ereditato la farmacia. PIU' FARMACIE COMUNALI(NATURALMENTE AUMENTANDO LO STIPENDIO DA FAME AI DOTTORI DIPENDENTI) E PARAFARMACIE AI FARMACISTI. CREDETEMI,la nostra categoria si sta sputtanando,stiamo diventando commercianti,l'unica salvezza per resettare il sistema e salvarlo è quello di istituire solo farmacie pubbliche a vantaggio di zone anche disagiate.SALUTE E CULTURA ALLO STATO

#199 angelagiulia zanata, 18/2/2011

Non si parla mai di "nuova legge elettorale" A quando?

#200 Vittorio Toscano, 18/2/2011

Perfetto! Queste sono le cose da fare per favorire il ceto medio e la tanta propagandata crescita, manca solo come stanare gli evasori.

#201 Roberto Romano, 18/2/2011

Buongiorno, dite per cortesia a Bersani di spiegare a mio cognato proprietario del ristorante La Scalinata (dove Bersani si reca quotidianamente a pranzo) il progetto di liberalizzazione e di supporto al commercio che il PD vuole portare avanti. Grazie, cordiali saluti. Roberto Romano.

#202 angelagiulia zanata, 19/2/2011

Suggerisco di mettere in programma gli ASILI NIDO che mancano e, quelli che ci sono, sono troppo cari. Anche se attualmente per le giovani donne c'è poco lavoro, queste si devono poter organizzare e preparare e dedicarsi anche a trovarlo un lavoro!

#203 Concetta Milia, 19/2/2011

commento proposta: proporrei di prendere nota in TAB trimestrale o semestrale degli aumenti importanti su beni e servizi (es.: caffè, cinema, benzina, alimenti, trasporti ecc.....)

#204 Anna Maria Campanale, 23/2/2011

Le sue proposte per diversi settori promuoveranno crescita economica ma per il settore carburanti ed energia propone ottime idee come la possibilità per i proprietari di distributori legati da contratto di esclusiva alle compagnie petrolifere di approvvigionarsi da altri fornitori, ma credo che la separazione proprietaria dell'operatore della rete di trasporto gas non servirà a diminuire le tariffe, la manovra è consigliata dall'Autorità per l'Energia e il Gas certamente composta da persone molto professionalmente preparate, ma l'aumento dei passaggi da un operatore all'altro e delle fatture aumenta il costo del servizio, invece se un azienda provvede lei stessa al trasporto può migliorare il servizio e contenere i costi. Sono contraria ai monopoli, anche nel settore gas ci vorrebbe un effettiva concorrenza. Nel settore trasporti si può effettivamente per i treni migliorare il servizio e liberalizzare? Le Autorità sono organismi necessari ma lei che è una persona saggia sa che ogni consigliere e consulente di un Autorità percepisce indennità di importo variabile a seconda dell'Autorità e comunque tutti percepiscono somme superiori all'indennità percepite dagli amministratori comunali, non è scandaloso che tutti siano preoccupati per la ns. economia ma si chiedano sacrifici agli enti locali alle Regioni invece che individuare gli sprechi. Mesi fa la trasmissione Report ha parlato di queste Autorità alcune hanno diversi dipendenti altre uno o due dipendenti, ciò è ingiusto come le indennità di questi consulenti.

#205 Paola Rita Gargano, 23/2/2011

Salve,sono Paola Rita Gargano, leggevo ..in alcuni articoli..che l'otacolo che molti senatori hanno nel condividere la liberalizzazion della fascia c consiste nell'appartenenza in questa categoria degli stupefacenti.....io mi permetto,in qualità di farmacista, di sottolinare che nella fascia c sono compresi farmaci vendibili con ricetta ripetibile(RR) e quelli vendibili con ricetta non ripetibile(RNR).La prima categoria(R.R) comprende farmaci i cui effetti collaterali sono meno pericolosi per la salute del paziente rispetto a quelli appartenenti alla dispensazione con ricetta non ripetibile(RNR).Oltre il fatto che è ormai di dominio pubblico che farmaci di fascia c con ricetta ripetibile vengono continuamente elargiti dalle farmacie convenzionate senza la presenza della ricetta medica,si può pensare a promuovere almeno una liberalizzazione di quei farmaci di fascia c vendibili per legge con ricetta ripetibile,sempre sotto la responsabilità del farmacista e del medico prescrittore. Resta il fatto che il farmaco o di fascia c o otc o sop, è farmaco, pertanto non ci sarebbe nessun motivo valido e intelligente da parte dei senatori e ministri per non promuoverne la liberalizzazione se non

#206 Paola Rita Gargano, 23/2/2011

il fatto di voler essere ancora ancorati come nel passato e favorire privilegi di una casta che tiene tropppo al proprio monopolio... e la dispenazione del farmaco è subordinata al farmacista, e allora qual'è il problema?

#207 Franco Levi Minzi, 24/2/2011

NON CAPISCO PERCHE' CONTINUI A ELENCARE 10 100 1000 COSE DA FARE. SARANNO ANCHE TUTTE GIUSTE MA PER ME L'UNICA COSA DA FARE E' BUTTAR GIU' BERLUSCONI!!!! A CHE GIOCO GIOCHIAMO BERSANI? I SONDAGGI DICONO CHE IL 55,20% E' CONTRO BERLUSCONI. MANDIAMOLO A CASA, FACCIAMO UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E RIFORMIAMO LE CAMERE COME AVEVATE SEMPRE DETTO. FACCIAMOLA FINITA CON BERLUSCONI RIBALTIAMOLO ANCHE CON L'ASSENZA IN MASSA DALL'AULA! FAI QUALCOSA DI DECISIVO BERSANI!

#208 Salvatore D'Urso, 24/2/2011

Commento al messaggio di Franco #207: Mettiamoci un po’ d'accordo…! se il PD fa campagna per far cadere Berlusconi, raccoglie firme, chiama i cittadini in piazza, interviene sui media, lo si critica dicendo che non serve a niente..., se non interviene abbastanza si dice che perde voti a favore dei partiti più aggressivi (IDV, SEL, Cinquestelle)… se fa proposte concrete, seguendo un suo percorso di possibili riforme su ciò che interessa alla gente comune, addirittura chiedendo a noi singoli elettori e sostenitori di partecipare, lo si critica pure…! Ma insomma, che deve fare il nostro partito! Cerchiamo invece di lavorare seriamente su tutti questi fronti, con il nostro contributo anche personale, ove possibile!

#209 Lucia Ferrone, 25/2/2011

Liberare i cittadini da gabelle e oneri incomprensibili e onerosi come l'onnipresente marca da bollo (14,62 euro non sono pochi!), e simili. Per esempio: perché per registrare un contratto ci vuole una marca da bollo ogni 100 righe? Perché, nonostante ci siano 30 giorni di tempo per registrare l'atto, se le marche da bollo hanno data successiva, si deve pagare il 10% di "sanzione" per ogni marca? Tutto questo quando già viene pagata una somma piuttosto consistente per la registrazione stessa! So che queste cose possono sembrare sciocchezze di fronte ad altri problemi, ma penso che il PD possa e sopratutto DEBBA dare ai cittadini la sensazione di essere dalla loro parte, anche in queste piccole cose, di cui tutti abbiamo esperienza pesonale e che sono le cose che più danno la sensazione di uno stato vessatorio e opprimente. La sensazione di ansia di non aver fatto mai tutto il possibile, quando si ha a che fare con la burocrazia, la sensazione che essere onesti debba essere un calvario. Tutto questo secondo me contribuisce sensibilmente a spingere le persone verso un partito che -pur non facendo in realtà niente- sembra esprimere una generica rabbia contro lo Stato. Ecco, se il PD vuole essere credibile come partito di governo, deve occuparsi anche di queste piccole cose, deve dire ai cittadini che una burocrazia semplice, organizzata, non vessatoria è un loro diritto.

#210 salvatore saporito, 9/4/2011

Grazie per il documento, va bene la linea, per arginare gli avversari politici sui temi economici, però ricordatevi che la prossima volta che andiamo al governo abbiamo il dovere di fare qualcosa di sinistra come lo sblocco delle assunzioni nel pubblico impiego assumere 100000 persone l'anno nelle fasce che non necessitano di particolari qualifiche specifiche e bandire i concorsi per la qualifiche che necessitano specifiche figure professionali, e stringere banche e finanziarie sui tassi di interesse che applicano sui finanziamenti che riguardano impianti la produzione di piccoli impianti per la produzione di energia elettrica.

#211 ANTONIO CONGIU, 16/4/2011

A questo elenco che sicuramente rinnoverebbe non poco il sistema, aggiungerei una riforma che io ritengo ormai ineludibile e veramente capace di rendere più efficiente ed efficace il sistema della sicurezza interna dell'Italia. Siamo l'unica nazione europea con in servizio ben 6 diverse polizie (polizia di stato, carabinieri, finanza, forestale, polizia penitenziaria e polizia municipale), che non dialogano tra loro. Essendo un operatore del settore a fine carriera, vi descrivo quello che spesso capita nel mio comune. In certi momenti, ci ritroviamo, in maniera del tutto casuale, anche tutte e cinque le auto di servizio del nostro territorio. In diverse occasioni, è capitato che ci siamo ritrovati casualmente tutti (carabinieri, finanza, polizia di stato, forestale e polizia municipale), questo perchè ogni comando predispone i servizi, ovviamente all'insaputa l'uno dell'altro. In quel momento nei pochi chilometri della zona turistica c'erano dieci operatori di polizia. Questo ovviamente significava che tutto il resto del territotio comunale era senza alcun controllo, completamente scoperto. Credo che non servano commenti. Se a questo aggiungiamo che ad ogni auto di servizio che presidia il territorio, ovviamente in qualsiasi turno, risponde un operatore in centrale che è in grado di dare disposizioni di servizio o di ricevere comunicazioni dai veicoli impegnati all'esterno, il quadro dell'enorme spreco di risorse e della confusione totale mi sembra che sia abbastanza chiaro. Ora, sicuramente davanti ad un simile quadro dis-organizzativo, penso che ci siano enormi spazi aperti per migliorare la situazione e razionalizzare le risorse umane e di mezzi esistenti. Una simile riforma, tra l'altro verosimilmente permetterebbe anche di migliorare le condizioni di lavoro (basti pensare che in una caserma dove sono in servizio cinque sei carabinieri, vigili o forestai, si fa molta fatica a mantenere in servizio due/tre turni e contemporaneamente a dare ferie e riposi al personale), probabilmente anche il trattamento economico di una categoria di lavoratori che opera in un settore cosi' importante per il sistema paese potrebbe migliorare. Il tutto senza spendere, ma addirittura verosimilmente, nel medio termine realizzando dei notevoli risparmi di scala e realizzando sinergie che probabilmente farebbero fare un salto di qualità al sistema sicurezza.

#212 elia salis, 23/4/2011

Caro Segretario, come anticipato via twitter. Bisogna riformare il settore liberi professionisti. Bisogna mettere nuovamente il limite al contante, un limite di 70/80 euro, ed obbligare coloro che emettono la prestazione professionale ( dai dentisti, agli oculisti, ma anche agli idraulici, elettricisti ecc ecc)di dotarsi di un Pos per accettare pagamenti tramite Bancomat. Con i Pos moderni non c'è più bisogno di una linea telefonica fissa, ma basta una sim telefonica. Così uno paga con il Pos o con assegno per interventi superiori alla cifra limite e loro sono obbligati ad emettere la ricevuta fiscale, la quale ha il corrispettivo dell'IVA incluso nel prezzo. Nel caso di fattura, scorporeranno dal prezzo totale l'imponibile e l'Iva. Non come fanno la maggiorparte che quando gli chiedi o ricevuta o fattura ti dicono " allora aggiungo il 20% di IVA". Queste categorie evadono a più non posso! Mentre noi dipendenti paghiamo tutto in busta paga. Cordiali Saluti Elia Salis

#213 MASSIMO NERI, 1/5/2011

Sulle Farmacie il discorso deve essere piu incisivo. Il costo dei farmaci e' troppo elevato e il ricarico del farmacista e' troppo elevato (olre 30%). Il tutto senza nessun rischio di impresa e in regime di quasi monopolio. La distribuzione dei medicinali dovrebbe essere fatta da strutture terze che acquisiscono gli ordini direttamente dal medico di famiglia.Una specie del postino farmacista. Credo che si avrebbe un bel risparmio e un migliore servizio. Nessuna attivita ha avuto quel protezionismo, chi vendava computer , si e' trovato con i computer venduti da tutti , chi aveva un qualsiasi negozio si e' trovato con un negozio accanto che gli faceva concorrenza. Le farmacie sono esenti dalla concorrenza .

#214 mario p., 20/7/2011

Sono d’accordo con le proposte del Pd sono strutturali e soprattutto possono rilanciare l’economia senza dissanguare le fasce della popolazione più deboli, ma per la liberazione delle professioni mi permetto di consigliare di osare di più per esempio di ridurre la distanza tra le lauree (L) e le lauree magistrali ampliando le mansioni delle prime senza per questo sminuire le seconde. Che senso ha avere un ordine dei commercialisti e degli esperti contabile quando basterebbe riformare la professione dei dottori commercialisti disponendola su due livelli simili non antagonisti, dove le distanze possono essere colmate premiando chi si aggiorna, inoltre chi può esercitare dopo il conseguimento della Laurea (L) può inserirsi nel mondo del lavoro con più facilità determinando anche un abbassamento delle tariffe salatissime richieste da commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati,poi in certi casi l’accesso alla professione deve essere diretto con l’obbligatorietà di un tirocinio serio che deve avere degli obbiettivi da raggiungere dimostrabili che devono seguire delle linee ministeriali uguali in tutta Italia. Forse la mia non sarà un idea eccezionale o nuova ma si è sembrato giusto evidenziarla.

#215 GIANFRANCO PRACUCCI, 11/1/2012

A dire il vero sono un pò scettico sul fatto che i ns. parlamentari o i loro segretari leggano tutta la corrispondenza dei ns. commenti. Pur tuttavia ci provo con 2 proposte? osservazioni? suggerimenti. Vedete voi. ESPERIENZA PERSONALE. L'altro giorno ho chiamato un manutentore per un elettrodomestico. Non riguardava la caldaia per il riscaldamento. Durata della manutenzione circa 45-50 minuti. Il costo mi è stato riportato per Euro 40 senza ricevuta. Con la fattura il prfezzo sarebbe stato sempre di Euro 40 + Iva. (per un verso è stato anche onesto perchè sono diversi i manutentori che chiedono un prezzo base maggiore in caso di fatturazione). Ho cercato di risparmiarmi l'Iva ed ho pagato 40E 1) PROPOSTA. Perchè per le spese sostenute per i manutentori, meccanici, professionisti non si legifera una totale detrazione dal reddito di quanto pagato in base alle ricevute/fatture presentate in sede di dichiarazione annuale? RISULTATO: si pagherebbe volentieri anche un piccolo importo maggiore, ma non di tanto perchè con le tabelle professionali non possono inventarsi compensi fuori regola. Di fatto quel manutentore che aveva fretta perchè aveva altre chiamate nella giornata e lavoro arretrato perchè aveva trascorso le festività in ferie nel Meridione potrebbe darci una mano e contribuire all'onere/dovere pagamento tasse sui redditi. CONSIDERAZIONE: capisco che i ns. precedenti governanti ci avrebbero detto che sarebbe stata ns. prerogativa chiedere la fattura. Possono dirlo anche gli attuali Governanti. Spero proprio che i ns. non lo dicano (anche se lo pensano) perchè in assenza di regolamentazione il comportamento della massa è il più diverso e variegato, e il vuoto legislativo potrebbe essere anche interpretato come atto di volontà per favorire l'evasione fiscale e di conseguenza allargare al Governo la corresponsabilità dell'evasione con tutti coloro che l'attuano. 2) ARGOMENTO. Ho lavorato in banca per 41 anni con tanti anni come capo filiale a trattare con i clienti per i tassi, spese, commissioni ecc. ma anche a colloquiare con la Direzione per la modifica degli importi delle spese che ci trasmettevano da applicare. Quanta fantasia nel formulare le voci di spesa a carico della clientela. PROPOSTA. E se provassimo a considerare una totale abolizione di tutte le voci di spesa tranne quella sul bollo statale del c/c e far rientrare tutto nella componente del tasso? D'altra parte quando di va dal macellaio esso non ti dice che il costo della carne è 10 + 1 per la carta + 0,8 per la pesata e 0,2 per la consegna. Paghi 10 e basta. E' una proposta provocatoria o può liberare tante risorse di personale e di costo degli uffici centralizzati che pensano, studiano, modificano le varie forme di commissioni da applicare. Nelle Vs. considerazioni alle proposte di liberalizzazione riportate anche la casistica di un basso trasferimento fra banche dei c/c. E' più che naturale che sia così. Con tutte le diversità di voci applicate il cliente si lascia convincere sempre dall'impiegato che lo fa ragionare con il sentimento di affezione allo sportello e non con la ragione di una convenienza monetaria. Grazie per la disponibilità, nella speranza che non rimanga lettera morta nell'elenco dei commenti che nessuno legge.

#216 mariapia messina, 12/1/2012

non m'intendo di liberalizzazioni se non nella misura in cui capisco che possano recare dei vantaggi- leggi- risparmi a me utente- consumatore. BRAVO BERSANI,uomo pragmatico di sinistra, in grado di dare vere lezioni di sano liberismo quel GRANDE PIFFERAIO MONOPOLISTA che è Berlusconi.

#217 Carlo Nicolò, 13/1/2012

Purtroppo tutti continuano a vantarsi della liberalizzazione delle ferrovie come panacea a tutti i mali italiani (sic!).Credo invece occorra la liberazione delle ferrovie. Dalle incompetenze, dalle ristrettezze finanziarie, dai treni-bestiame, dalle linee obsolete. Io chiederei ai geni che ci governano, e in primis al PD che ne mena vanto, in quale parte d'Italia i sevizi ferroviari e automobilistici privati (ma finanziati comunque dallo Stato) che esistono, svolgono un servizio migliore di quello pubblico. Se per il mio partito portare la gente a lavorare non è un servizio pubblico esca da tutti i consigli di amministrazione e agisca di conseguenza imponendo un costo di mercato a tutti i biglietti senza sconti per anziani, studenti eccetera. I nostri geni dicono che le liberalizzazioni sono sinonimo di libertà. Intanto consentiranno da subito, con il voto del mio partito, di abolire l'articolo 18 e i contratti nazionali. Alla faccia della libertà.

#218 Franco Levi Minzi, 15/1/2012

MA QUESTI COMMENTI VENGONO PRESI IN CONSIDERAZIONE? E DA CHI? ESEMPIO: BERSANI LO SA O NON LO SA CHE PER LA LOTTA CONTRO L'EVASIONE SERVE IL CONTRASTO FISCALE?(Il sistema, che permetta la detrazione, almeno parziale, dei costi e dei compensi che incassano coloro i quali più evadono - dentisti, medici, avvocati, idraulici, muratori ecc. ecc.) SI' CHE LO SA! ALLORA DOVREBBE SPIEGARE PERCHE' NON NE PARLA MAI.

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