Posizione PD

LIBERALIZZAZIONI - Professioni, le proposte PD

Portare a compimento la riforma organica del sistema delle professioni dopo quindici anni di sterile dibattito parlamentare

pubblicato il 10 febbraio 2011 , 10226 letture
professioni
Proposte:
1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali
La modernizzazione è necessaria per qualificare l’esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l’interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto. Non meno importante è ridurre in maniera incisiva i costi, a carico degli iscritti, per il funzionamento degli organi e delle strutture amministrative degli Ordini.

2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni
Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico.

3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso

4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi
L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani.

5. Riconoscere le professioni non regolamentate
Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.

(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)

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commenti

#1 giuseppe ranieri, 10/2/2011

Caro Bersani,più di una volta ti ho chiesto il motivo per cui per quanto riguarda le liberalzzazioni nelle liberalizzazioni non sei partito dalla casta dei NOTAI e dei FARMACISTI(le parafarmacie hanno appena appena scalfito anzi appena sfiorato i potenti interessi economiciin questo settore)e non ho mai avuto il piacere di una risposta.Ci provo ora e mi auguro di essere preso in considerazione grazie

#2 Oscar Nasuti, 10/2/2011

volete la liberalizzazione delle professioni? bloccate l'art 21 della riforma forense già approvata in senato che è megacorporativa, lo stesso Fassina immagino si riferisse anche ad essa quando parla di aspetti regressivi della riforma http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/111676/riforma_forense_fassina_dl_conserva_troppi_aspetti_regressivi sarebbe una grande segnale di liberalizzazione. Mettetelo nell'elenco ci sono un sacco di giovani colleghi che attendono un segnale in questo senso.

#3 riccardo santangelo, 10/2/2011

BERSANI, DICO IO: "Ok la fascia C a tutti benissimo, ma con realismo, se dalla destra dovesse partire una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture DOVETE appoggiare, non potete ostacolare, la fascia C col pd al governo ma oggi SI alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed e' in difficolta....." SIAMO TUTTI FARMACISTI CON PARI DIGNITA'. AIUTATECI SUBITO!

#4 Guido Orlandini, 10/2/2011

Lo dico da iscritto ad un albo ed un registro professionali: l'iscrizione ai rispettivi albi professionali dovrebbe essere sospesa per chi viene eletto al parlamento nazionale o ai consigli regionali. Questo eviterebbe anche la vergogna di parlamentari e consiglieri che esercitano la libera professione mentre sono ampiamente remunerati per lavorare per la collettività.

#5 Vincenzo Lodovisi, 10/2/2011

Per fare qlcosa di concreto sul fronte notarile basterebbe assegnare ai segretari comunali (il cui ruolo appare tutt'altro che definito) la prerogativa del rogito degli immobili il cui valore le rende esenti da imposta di successione e del catasto rurale delle zoone montane e svantaggiate. a tassa fissa, e con poche spese di registrazione. fatevi un pò di conti e quanta Italia può riguardare.

#6 Luca Protasi, 10/2/2011

Salve, anche io parlo da iscritto ad un ordine professionale, reputo molto importante combattere il fenomeno corporativo, quindi facilitare l'accesso alle professioni, permettere un certo tipo di pubblicità, bene i maggiori diritti per i tirocinanti, attenzione però, non lasciamo passare il concetto che il cittadino meno spende meglio è perchè non è così, perchè il primo modo di trattar bene un'utente da parte di un professionista è svolgere per esso un lavoro serio, di qualità e spesso a parcelle stracciate corrispondono prestazioni professionali estremamente dannose per l'utente! Quindi professioni più libere? ok riforme serie specialmente per categorie come i notai?ok maggior tutela dei giovani?ok, maggior tutela dell'utente?ok ma non solo puntando sulla concorrenza spietata alla parcella più bassa ma anche e soprattutto con rigide norme sulla qualità!!

#7 giovanna malvicino, 10/2/2011

Sarebbe interessante istituire un controllo efficace anche sulle cooperative di servizi che assumono professionisti, giovani e non, con trattamenti iniqui, spesso al limite dello sfruttamento, vincendo appalti al massimo ribasso per integrare servizi pubblici impossibili da gestire altrimenti con personale istituzionale.

#8 Luca Lattanzi, 10/2/2011

Pur condividendo in toto le proposte avanzate, ritengo sia necessario tenere in considerazione il fatto che molti ordini professionali in Italia perdurano dal medioevo. Con ciò voglio dire che le riforme vanno fatte, ma non si può avere la pretesa di cambiare tutto dall'oggi al domani. Oltretutto l'esperienza dei taxisiti dovrebbe averci insegnato che la concertazione con le parti è necessaria per il buon esito della liberalizzazione. Non dobbiamo correre il rischio a mio avviso di farci odiare da mezzo paese per la nostra verve liberalizzatrice. Liberalizzare sì, ma perlando con gli interessati..

#9 Angela reggiani, 10/2/2011

Inviterei, parlando di professionisti, di non fare di tutt'erba un fascio: gli Ordini ed il loro modo di operare sono molto diversi tra loro. Parlando di commercialisti, Ordine al quale sono iscritta ormai da quasi vent'anni, da ben prima del 2006, ad esempio, ha eliminato i minimi tariffari, e il numero degli iscritti non conosce calo. Da molto tempo riconosce compenso equo per i praticanti, e abbiamo un obbligo formativo continuo, che gli Ordini ci aiutano a completare con corsi a costi non troppo onerosi e anche gratuiti. E questo va a giovamento dell'iscritto ma anche dei loro clienti. Obbligo che i non iscritti, i professionisti liberi, non hanno, ad esempio. Senza contare che alla mia categoria manca da sempre il dovuto riconoscimento per il lavoro altamente qualificato che svolge per portare a buon fine i sempre più e sempre più complicati (e anche raffazzonati) obblighi fiscali e dichiarativi che vengono imposti alle aziende e quindi a noi.

#10 ettore nardelli, 10/2/2011

...e la sanità ? Sarebbe ora di cambiare le regole chiedendo che gli Ordini si esprimano sui LEA e su tante altre cose che interessano non solo i medici ma anche gli utenti.Le problematiche attuali sui certificati da mandare mediante e-mail è una rappresentazione "reale" del livello della burocrazia&medicina in questo paese. Promuoviamo un comitato di medici volenterosi e bravi che faccia proposte. Tantissimi potrebbero rispondere. EN-MD

#11 cesare mossotto, 10/2/2011

Ritengo anche molto importante reintrodurre per gli avvocati (ma probabilmente il concetto vale anche per altre professioni) l'opzione di pagamento della prestazione con collegamento al raggiungimento di un risultato economico concordato, introdotto qualche anno fa da Bersani e recentemente abolito con il governo Berlusconi. Tale opzione non solo permette un controllo dei costi da parte degli utilizzatori ma è essenziale sia per dare effettiva cittadinanza nel nostro Paese allo strumento della class action e per ridurre significativamente i costi complessivi del sistema nella litigiosità verso assicurazioni, nell'ambito di condomini, ecc.

#12 bruno carrano, 10/2/2011

la professione di avvocato è oramai molto svilita e il suo destino è in mano a pochi che vogliono renderla sempre più elitaria , è opportuno che questa riforma tenga conto dei piccoli studi e della importanza che questi occupano all'interno della società con l'assistenza alle piccole imprese e famiglie che incappano nelle contorte maglie della legge, sia del settore civile che penale. sarebbe molto meglio che questa riforma non passasse e si guarderebbe più a migliorare la qualità del settore professionale .

#13 giuseppe del zotto, 10/2/2011

cari amici e compagni, sono un architetto, da un anno in pensione quindi vi scrivo senza "conflitto d'interesse". Sono stato membro dell'Ordine architetti per 12 anni e segretario della Federazione Regionale degli archietti del Friuli e conosco tutte le problematiche legate alle professioni tecnico-intellettuali (che voi assimilate alle ditte per le pulizie ) Vi avverto che state sbagliando di nuovo. Il nome di Bersani è tristemente famoso tra i professionisti, soprattutto quelli che fanno fatica a tirar avanti, non certo quelli che possono fregarsene dei "minimi" tariffari e della concorrenza perchè "viaggiano" su certi livelli. Ve lo posso assicurare con nomi e cognomi di architetti ed ingegneri che votavano per noi e dopo le lenzuolate sono andati da un' altra parte.In compenso non abbiamo visto il risollevarsi dell'economia nazionale dopo queste misure, anzi tutti riscontriamo un abbassamento della qualità del prodotto professionale e l'aumentare di contenzioni tra committente e professionista. Vedo dalle votre proposte (che non sono proposte, ma enunciazione di temi) che ancora affrontate questo problema con una certa superficialità e , lasciatemelo dire, anche con una certa dose di ideologia . C'è forse anche al preoccupazione di smentire le lenzuolate dell'ex ministro ora segretario ? No, cari amici e compagni, proprio non ci siamo.La realtà , piaccia o no, non è semplice e le risposte non possono essere sempliciste tagliate con l'accetta. Bisogna studiare, informarsi, dibattere, confrontarsi senza fretta. Ma ditemi,quali persone nel vostro gruppo si occupano di questo problema ? Mi piacerebbe continuare perchè ne avrei molte da dire, ma innanzitutto non so chi vedrà queste righe e questo è l'elemento discriminante per poter continuare. Se volete, e se ci saranno e garanzie di un vero interesse al contributo , mi farà piacere di essere utile.

#14 massimo brunetti, 10/2/2011

La questione delle liberalizzazioni, in particolare quelle che riguardano le professioni, in questi giorni è tornata ad essere centrale nel dibattito politico e come sempre in questi casi emergono contrapposizioni tra rappresentanti dei privilegi costituiti e coloro che rivendicano una riforma liberale. Da un lato le caste che svolgono un’azione di contrasto con tutti i mezzi economici e d’influenza politica di cui dispongono, mentre di segno opposto sono le rivendicazioni degli “esclusi” (la stragrande maggioranza dei professionisti) che chiedono maggiori garanzie di accesso alla professione, cui si accompagnano, ed è questa la novità, le sollecitazioni della società civile, dei consumatori in particolare, per una maggiore concorrenza. Una ragnatela di privilegi, quelli garantiti per le professioni, consolidati negli anni del regime democristiano, funzionali per mantenere il predominio politico, in un’epoca caratterizzata dalla contrapposizione frontale con il partito comunista. Con la fine dei “blocchi” e la caduta del “muro”, chiusa l’era democristiana e rimescolate le carte della rappresentanza politica con “mani pulite”, le corporazioni, dopo una prima fase d’incertezza, hanno cercato e trovato in Berlusconi il nuovo sponsor politico. Limitando l’esame alla liberalizzazione dei farmaci, è certo che dentro Forza Italia prima e nel PDL poi, i rappresentanti della professione e dei proprietari delle farmacie, hanno trovato lo spazio politico per difendere i loro interessi. È noto a tutti noi come nella scorsa legislatura sono riusciti a bloccare in Senato, dove il governo Prodi non poteva contare su una maggioranza parlamentare, la legge sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, già approvata alla Camera. Oggi il quadro politico è certamente più complesso di allora, ma a differenza della scorsa legislatura, possiamo contare su una crescente consapevolezza dei consumatori circa i vantaggi che le 3.500 parafarmacie hanno portato nella vendita dei farmaci di automedicazione e di tutti quei prodotti esclusivi del canale farmacia. Nel dibattito che quotidianamente investe il tema delle liberalizzazioni, la questione “farmaci e parafarmacie” rappresenta inequivocabilmente l’emblema, la madre di tutte le liberalizzazioni. In questo quadro l’emendamento presentato dal senatore Piccone del PDL, che prevede la trasformazione di una parte delle parafarmacie in farmacie, rappresenta inequivocabilmente la negazione politica alla questione centrale per i farmacisti esclusi di oggi e delle generazioni future: l’accesso alla professione anche dal punto di vista imprenditoriale. In altri termini determinerebbe la ricomposizione di quella sfera d’interessi esclusivi, nella quale l’intuizione di generare un canale capace di entrare in concorrenza con la farmacia, la parafarmacia con l’obbligatorietà del farmacista, ha aperto un varco, nell’interesse generale dei cittadini italiani. Inoltre c’è da considerare che con l’applicazione del DDL Gasparri/Tomassini le farmacie che si potranno aprire non superano quota 1.200, peraltro sono sedi già destinate ai titolari delle farmacie rurali (specie quelle di piccoli comuni oggi in difficoltà economiche) e farmacisti anziani. Pertanto la possibilità di accedere alla titolarità per la quasi totalità dei collaboratori di oggi e delle generazioni future è, e rimarrà, una mera utopia. Si dovrà attendere, dopo questo concorso straordinario (questo prevede il DDL 863), che la popolazione italiana raggiunga almeno quota 65 milioni di abitanti, il che significa con i trend di crescita attuali, attendere qualche decina di anni. Per questo a tutti coloro che invocano la soluzione della trasformazione rivolgiamo qualche domanda: E dopo? Che prospettive offrire agli esclusi di oggi e delle generazioni future? Non vi sembra una posizione egoistica pari a quella dei titolari di farmacia? E ancora, spostando il discorso sul piano squisitamente politico, perché chiedere aiuto all’opposizione quando, specie al Senato, il Governo dispone di una maggioranza qualificata? Il PDL se crede davvero in questo provvedimento può dare un segnale forte alla lobby che da sempre rappresenta. Riteniamo che la politica della conventio ad excludendum, sono e debbono rimanere fuori dal PD se vuole essere rappresentante degli interessi generali degli Italiani. Massimo Brunetti Segretario Associazione nazionale Parafarmacie Italiane - ANPI

#15 Nicola Anelli, 10/2/2011

Abolizione degli ordini professionali o almeno rendere facoltativa l'iscrizione.

#16 Nicola Anelli, 10/2/2011

Ridurre i privilegi dei parlamentari: abolire i vitalizi ai parlamentari che hanno fatto i parlamentari per meno di una legislatura.Uniformare l'attività di parlamentare a quella di tutti i lavoratori ai fini della contribuzione previdenziale

#17 MARIA CRISTINA VINCENTI, 10/2/2011

Caro Pierluigi, sarebbe utile per il PD regolamentare una professione importante in Italia come quella dell'Archeologo, cioè colui che è in possesso di specializzazione o dottorato. L'argomento è stato oggetto di una tavola rotonda tra ANA (Associazione Nazionale Archeologi, Archeoclub d'Italia (di cui faccio parte) e Soprintendenza Archeologica, alla Borsa del Turismo di Paestum che si è svolta a novembre 2010. Difatti quella dell'archeologo è una professione che merita di essere regolamentata con la creazione di un albo visto che le Soprintendenze rimarranno soltanto come direzioni regionali e quindi presso gli enti locali dovranno essere individuate le figure professionali che lavorano sul territorio, in particolare nelle associazioni di settore come la nostra. Inoltre la CIA (Confederazine Nazionale Archeologi) per la Provincia di Roma ha già realizzato un elenco dove sono stati inseriti tutti gli archeologi di Roma e Provincia di Roma. Sarebbe il caso di organizzare sull'argomento un convegno che ci coinvolga tutti e attraverso il quale trovare una soluzione. Ciao Maria Cristina Vincenti

#18 domenico postiglione, 10/2/2011

per la cortese attenzione dell'onorevole bersani. gia da anni il sud è attanagliato dalla morsa del deficit della sanità,poiche tantissimi giovani sono senza lavoro e la classe di dipendenti invecchia e va in penzione lasciando un buco nel personale,non sarebbe un'opportunita per noi giovani se venisse emanato un articolo legge che desse l'opportunita di assunzione al posto di lavoro del genitore in cambio della liquidazione?cosi facendo si ringiovanisce la classe operaia e le regioni alleggeriscono il debito publico.

#19 Giuseppe Visciano, 11/2/2011

Secondo me liberalizzare le professioni significa anche dare dignità a quei professionisti che l'hanno perduta. Ad esempio, i Docenti di ogni ordine e grado! A quando una proposta di progressione carriera in itinere? Ovvero: perchè non ipotizzare per i docenti un ruolo diversificato nel sistema "Scuola" il vicario del Dirigente inteso come progressione carriera e non come prescelto pro-tempore, le figure strumentali non più provvisorie ma inquadrate in un sistema organico. Questa proposta darebbe dignità alla professione docente eliminando l'appiattimento professionale e incoraggiando la volontà di fare meglio. In più si eviterebbe quel distacco incolmabile tra il dirigente e la classe docente.

#20 marco bianchi, 11/2/2011

SONO FARMACISTA TITOLARE DI UNA PARAFARMACIA, E NON POSSO PAGARE TANTE TASSE QUANTO LE FARMACIE PERCHE' NON HO IL LORO VOLUME DI AFFARI. NON POSSO IN UN PAESE COME L'ITALIA, PENSARE CHE IL MIO ORDINE PROFESSIONALE, PER ALTRO INUTILE PERCHE' A ME NON PORTA NESSUN VANTAGGIO, MI CONSIDERI TITOLARE SOLO SE DEVO PAGARE LE TASSE, NON PER I SERVIZI CHE MI OFFRE, NON PER UN AIUTO, NON PERCHE' SONO UN GIOVANE FARMACISTA CHE OPERA FUORI DAL CANALE CONVENZIONALE DELLE FARMACIE. E' SCANDALOSO. AIUTATECI A CONVERTIRE LE PARAFARMACIE IN FARMACIE, CREEREMO POSTI DI LAVORO A COSTO ZERO PER LO STATO. E SONO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO. ABOLIAMO GLI ORDINI PROFESSIONALI DEI BARONI!!! E' SCANDALOSO!

#21 amedeo gilotti, 11/2/2011

Si vuole davvero liberalizzare? Allora si abbia più coraggio si inizi con l'abolizione degli ordini professionali ,tutti.Ormai retaggio medioevale!Poi vietare la compravendita delle licenze commercciali,é purtroppo una consuetudine che quando si vuole cedere un'attività la cosiddetta licenza viene "venduta".Questa pratica andrebbe sanzionata penalmente ,la stessa deve essere riconsegnata in quanto non è altro che una concessione. Basterebbero queste due piccole cose per dare un contributo alla modernizzazione del nostro paese che per molti aspetti ha ancora un piede , ripeto nel medioevo ciao

#22 mariagrazia anastasio, 11/2/2011

Per dare un serio insegnamento ai giovani bisognerebbe rendere obbligatorio il tirocinio post-laurea. Sono un geologo e appena laureata ho faticato a trovare anche uno studio che mi prendesse gratis...ovviamente non l'ho trovato! mi sono lanciata nel mondo della professione andando a tentativi e improvvisazioni...una cosa del genere secondo me è allucinante...è giusto che ogni neolaureato abbia un mentore che gli insegni il mestiere!....ma direi anche che all'università, visto che paghiamo abbastanza, si inizi ad insegnare ciò che si andrà a fare in pratica. ....e perchè non si parla anche dell'obbligatorietà della cassa previdenziale??? se io fatturo anche solo un lavoretto all'anno(totale 500 euro lorde) devo pagare obbligatoriamente un minimo all'EPAP (700 euro)...e alla fine ci rimetto pure! sarebbe opportuno che si abbia la possbilità di scegliere la cassa previdenziale, così inizierebbe la concorrenza e abbasserebbero i prezzi! Ma soprattutto è indispensabile che vada a governare chi conosce i problemi reali del Paese e sa quali possano essere le soluzioni che fanno comodo a tutti!

#23 m l, 11/2/2011

Condivido ogni riga del commento di "giuseppe del zotto, 10/2/2011", sono un architetto e credo fermamente che gli Ordini vadano riformati, ma non tutti insieme in un calderone "qualunquista", come qualunquisticamente sono stati aboliti i minimi... OK che i minimi tariffari sono un retaggio del passato, ma abolirli con una lenzuolata ha solo aperto la strada ai truffatori xche' nel coltempo non si e' fatto nulla x contrastare le cosidette "offerte anomale"... sia nel pubblico che nel privato: pullulano su internet "sitini" che offrono x 49 euro la progettazione di una stanza da dietro un monitor... magare dando consigli alla casalinga, ovviamente senza effettuare un sopralluogo, di abbattere quello e quell'altro muro... e poi STRAC... cade il palazzo xche' nei palazzi storici anche i tramezzi sono collaboranti alla struttura... ma x 49 euro che si vuole dall'architettucolo??? Ecco qui deve poter intervenire l'Ordine (che ora non ha + strumenti) x TUTELARE I CITTADINI da affaristi con timbro... questo deve tornare ad essere il ruolo degli Ordini, x il resto ci sono i sindacati... So bene che negli anni molti Ordini, anche potendo, non hanno appieno svolto il proprio ruolo... ma QUI dovrebbe intervenire la politica e lo STATO, permettendo e costringendo gli ordini ad essere GARANTI della buona professione... non azzoppandoli con le lenzuolate o con riforme omnicomprensive... ogni Ordine ha le sue specifiche problematiche da risolvere anche URGENTEMENTE, e se come PD continuiamo a seguire la pancia delle persone certo non si arriva a contrastare il berlusconismo, ma si ricalca solo la sua strada... DOBBIAMO ESSERE DIVERSI, ENTRARE NEL MERITO E PROPORRE SOLUZIONI AD HOC.

#24 Markus Della Latta, 11/2/2011

Un po' più di coraggio segretario: Aboliamo il numero chiuso su numerosità di: taxi, notai, farmacie.... sia il mercato a stabilire quante ne possono sopravvivere, a prezzi liberalizzati (senza tariffe minime) aboliamo gli albi professionali: giornalisti, ingegneri, avvocati.....

#25 Paolo Giunta, 11/2/2011

Carissimo Segretario, il Senato della Repubblica ha già licenziato un testo di riforma della professione forense. Tra le “novità”: il ripristino dei minimi tariffari inderogabili e il divieto di “patto di quota lite” che consente all'avvocato e al cliente di concordare il compenso per la pratica in misura percentuale su quanto effettivamente “incassato” alla fine del contenzioso, anche in modo da evitare che il compenso per l’attività professionale sia a volte superiore a quanto “recuperato dal cliente” , l’assicurazione per responsabilità civile obbligatoria, la riserva di consulenza legale, l’introduzione delle specializzazioni forensi, e la permanenza dell’iscrizione all’albo subordinata all’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. Ebbene, perché l’esercizio della professione sia effettivo, continuativo, abituale e prevalente, è previsto che il professionista debba seguire un numero di cause che gli garantiscano un minimo di reddito netto Irpef pari a 10.000 euro annui ovvero 15.000 euro di volume di affari; per i praticanti, invece, è sufficiente il certificato di abilitazione al patrocinio. Sembrerebbero dei limiti di reddito veramente minimi, ma per un giovane avvocato che si affaccia alla professione, in particolar modo in un periodo di crisi economica così diffuso non sono importi così “facilmente “ raggiungibili. Non è una verità celata che spesso i giovani avvocati pur di poter intraprendere la professione “accettino” di collaborare con studi già avviati a fronte di risibili “rimborsi spese” che spesso non raggiungono i predetti limiti di reddito. Non è solo una mia opinione, ed infatti, tra gli interventi al Senato durante la seduta di approvazione del testo, un senatore è intervenuto affermando “Gli avvocati più giovani subiscono le maggiori penalizzazioni, tanto che almeno 50.000 avvocati risultano a rischio di cancellazione d'ufficio. Negative anche le conseguenze sull'utenza, in particolare sul versante dei prezzi.”. Cinquantamila avvocati cancellati d’ufficio !? Dopo la riforma Gelmini che ha mandato a casa migliaia di professori ed operatori scolastici ecco la riforma Alfano. Migliaia di avvocati che non potranno più lavorare. Migliaia di avvocati che solo perché non hanno avuto la “fortuna” di ritrovarsi già ad inizio carriera un buon numero di clienti e/o di cause, si da garantirsi un minimo di reddito, non potranno più esercitare. Penso subito al giovane laureato che si presenta in azienda alla ricerca di una occupazione e gli si dice “ha un ottimo cursus studiorum, ma lei ha esperienza ?” . Similmente, come può un giovane laureato in Giurisprudenza, dopo aver svolto la sua pratica forense, iscriversi e mantenere l’iscrizione all’Ordine se non ha un adeguato numero di cause ? E come può un giovane avvocato avere un adeguato numero di cause se non può iscriversi, o mantenere l’iscrizione all’Ordine ? Gli obbiettivi di questa norma. ? Una maggiore difficoltà nel poter esercitare la professione da parte dei giovani avvocati che non hanno “chi gli garantisca le cause “ indispensabili per poter fatturare il minimo previsto ? Una più marcata elitarizzazione della professione? Di certo una minore mobilità sociale e un inasprimento della forbice tra le classi sociali in un Paese che anno dopo anno continua a perdere competitività e a vedere sempre più crescere il numero di nuovi disoccupati. Paolo Giunta

#26 Donato Carbone, 11/2/2011

Proposte: 1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali 1-Suggerimento: creazione di un archivio informatico degli Ordini Professionali a livello Nazionale disciplinarne l'iscrizione all'accertamento della capacità di gestione dei correnti strumenti informatici 2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico. 2- suggerimento: riordino dei gradi di studio dell'apprendimento; anticipare l' istruzione elementare all' asilo nido, con insegnamento obbligatorio dell'educazione civica,circolazione stradale ed ambientale e rilascio del diploma di scuola Media di primo grado all'età di anni 11; Reinserire l'apprendistato professionalizzante, presso artigiani e commercianti, magari con incentivo per i ragazzi che non tano lo studio; diploma di Scuola di II Grado all'età di 16 anni, limitato ai più capaci intellettualmente di qualsiasi classe sociale; diploma di Laura a 18 anni per i professional di livello B, Laurea a 21 per gli alti Dirigenti, master gratuiti per i più meritevoli e bisognosi a proprie spese per gli altri; 3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso facendolo iniziare all'età di 21 anni 4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani. equiparare anche l'impegno professionale 5. Riconoscere le professioni non regolamentate Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale. il contributo che possono offrire coloro che usciti dall' occupazione hanno ancora del tempo libero a disposizione

#27 ELENA C., 11/2/2011

Sono pienamente d'accordo con Giuseppe del Zotto e con m.l.; sono moglie di un architetto (già presidente dell'Ordine) e ho familiari avvocati. Riformare le professioni non è solo eliminazione delle tariffe minime, ma eliminazione di privilegi. Vedi Notai, Farmacisti, Commercialisti (visto che anche solo per un UNICO abbiamo bisogno di rivolgerci a loro),Medici.Bisogna intervenire in modo diverso per ogni singola categoria, consultando gli iscritti,per riformare. Non tutti gli iscritti agli albi svolgono "la libera professione" Mi chiedo, perchè un medico può essere assunto da un ospedale e svolgere comunque "visite a pagamento", evitando di assumersi i rischi, e cosa non da poco, i costi della libera professione? Perchè un avvocato può continare a fare la professione pur essendo retribuito come sindaco, parlametare, presidente di regione ecc.Perchè i Notai fanno "CARTELLO" in una stessa città sulle tariffe? Perchè i "geometri" continuamo a progettare facendo "firmare" ad architetti neo-laureati per 500 euro?? e così si potrebbe continuare...e poi parlando solo di tariffe si corre il rischio che la "qualità" della prestazione sia sempre più bassa; un esempio per tutti: le assicurazioni hanno fatto accordi con i legali, gli accordi delle varie compagnie sono pressocchè uguali (tariffe minime, sconto 20% no spese forfettarie,, non spese imponibili, causa avanti a G.D.P. prezzo fisso!) mi chedo, perchè un avvocato dovrebbe redigere 3 memorie quando può farne una sola? e viene retribuito alla stessa manera? Vogliamo tutelare i consumatori bene diamogli anche la qualità!

#28 giuseppe del zotto, 11/2/2011

c’ è troppa confusione nel discorso : non si conoscono fino in fondo le varie realtà molto diversificate e si fa di tutta l’erba un fascio. Sento buttate là come ritornelli parole come “casta” e “corporazioni”: io dico sì e no, farei molti distinguo. Convengo in alcune situazioni, direi non pertinenti quei sostantivi in altre. E poi, anzi prima di tutto, l’eterna domanda “cui prodest” ? Io dell’intero mondo professionale ho cognizione abbastanza approfondita solo per quel che riguarda le professioni tecnico-intellettuali degli ingegneri ed architetti. Quindi non entro nel merito delle altre e quindi non mi sento di fare un discorso generale. Dico solo, senza voler insegnare niente a nessuno, che il dibattito-contributo fatto così su queste finestrelle non è serio : tanto è vero che non i dirigenti che si occupano della materia non ne terranno assolutamnete conto. Ciò potrebbe essere un vantaggio se la impostazione loro (quella che leggiamo sul sito) della questione fosse accettabile. Queste finestrelle dove lasciamo i commenti sono al pari di certi “sfogatoi” che vediamo nella rete. Si enuncia il tirocinio : non abbiamo inventato niente : in Europa esiste da sempre ; il problema è qui in Italia, come realmente lo si puo’ realizzare in modo che serva veramnete e che non sia una farsa o una medaglietta da mettersi sul bavero ? .Non si tocca seriamente la qualificazione professionale e le competenze. So benissimo che è un tema delicato, certe volte difficile da circoscrivere, molto articolato, ma cari amici e compagni che ve ne state occupando, non diciamo che abbiamo già la proposta sulle professioni !!!!! Si ha l’impressione ( non solo per le proposte sulle professioni , ma in generale sul partito ) che le cose vanno comunque con una certa inerzia , come qualche ristretta cerchia ha ritenuto che vadano. Dobbiamo cambiare forma di organizzazione del partito. Bersani ha preannunciato una “convention”(non so se è giusto il termine) dei circoli : intanto non è simpatico che lo faccia quando chiede ai militanti di installare i gazebo per le firme, eppoi, questo raduno per fare cosa ? Dovrebbe produrre un colpo d’ala di fantasia . Ovviamente solidarizzo con lui per le minacce ricevute.

#29 Luciano Esposito, 11/2/2011

On. Bersani io vorrei proporre, anche ai fini dell'occupazione giovanile, di disporre "per legge" che nelle farmacie sia previsto l'infermiere/a professionale per poter svolgere all'interno delle farmacie ed in orari in cui un cittadino trova chiusi gli ambulatori o/e assente il medico di famiglia attività come la semplice iniezione o la semplice medicazione ovviamente se necessario prevedendo il pagamento di un ticket. Sono stanco di sentire le persone anziane che non sanno in alcune circostanze dove per esempio effettuare una iniezione o una medicazione... provare per credere.

#30 Francesco Gallo, 11/2/2011

Vorrei inviare al mio partito una proposta sul fisco giusto e un fisco per tutti. In Italia come sappiamo le tasse vengono pagate non da tutti, i dipendenti e i pensinati sono quelli piu tartassati. Vi racconto cosa mi e' capitato ,qualche mese fa', e'mancato mio suocero e l'agenzia delle pompe funebri ci ha richiesto 6200 € per tutte le spese inerenti il funerale. Al momento del pagamento il titolare dell'agenzia ci propone , visto che lo stato permette la detrazione di sole 1800 € , di fare la fattura di 1800 € richiedendoci i restanti 4200 € in contanti e quindi in nero, scontandoci 200€ . Questa agenzia ha frodato lo stato e io ne sono stato complice , ma sono state le regole di questo stato che ha permesso di fare cio'. Se io avessi avuto la possibilita' di detrarre tutto l'importo convenuto 6200 € , non sarei certamente venuto a patti con nessuno e certamente l'agenzia avrebbe pagato le tasse su tutto l'importo , lo stato avrebbe sicuramente beneficito e anch'io povero stipendiato. Quindi bisogna prevedere la detraibilita' fiscale di tutta la spesa sostenuta con lo SCONTRINO FISCALE E CON LE FATTURE , dal caffe al bar all' acquisto dell'automobile , dalla verdura al mercato al all'acquisto del televisore , dalla spesa sostenuta per le spese del dentista alle spese sui trasporti. Per il modello di pagamento basterebbero 2 pagine sulla prima quella delle entrate e dei guadagni, sulla seconda pagina quella delle spese e delle detrazioni. Facendo cosi' si incentivano anche le spese e tutti ne beneficerebbero . AVANTI DEMOCRATICI

#31 Antonio Spagnoli, 11/2/2011

Neutralizzerei IMMEDIATAMENTE le rendite di posizione. Di professionisti che approfittano furbescamente ed in maniera fraudolenta delle loro posizioni di prestigio purtroppo l'Italia è piena. Parliamo di docenti universitari che ottengono lauti incarichi che svolgono sottraendo il tempo ai loro incarichi istituzionali che svolgono inefficentemente, parliamo ad esempio dei medici ospedalieri per i quali la visita privata prima e post ricovero è divenuta ormai prassi consolidata e purtroppo vessatoria nei confronti di persone deboli ed indifese. Purtroppo quasi tutti approfittano impropriamente ed illegalmente del proprie posizioni di potere. Per quanto riguarda il problema più generale legato ai professionisti, oltre al grave problema legato all'accesso alla professione, direi che un problema grossissimo è legato alla scarsa trasparenza del apporto economico che si stabilisce con i consumatori. Esiste un consumatore che sa quanto spenderà complessivamente a priori e per la prestazione di un professionista e con quale risultato? e se il risultato non fosse poi quello prestabilito il consumatore che rivalsa può fare e quale risultato può ottenere visto lo stato comatoso nel quale colpevolmente versa la giustizia? Credo che l'assurdo si raggiunge poi con la casta degli avvocati che, in ogni caso devi pagare profumatamente senza nessuna garanzia di riuscita delle tue istanze. Propongo che quando un consumatore chiede una prestazione, PER LEGGE, debba essere emesso dal professionista ma aggiungerei anche gli artigiani un preventivo di costo ed una garanzia di risultato che permetta, in primis il non pagamento della prestazione ed eventualmente, in caso di pagamento già effettuato, una maniera certa, veloce e senza costo per ottenere il maltolto ed il soddisfacimento del danno procurato.

#32 Berardino la Torre, 12/2/2011

Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali ?????? VANNO ABOLITI !!!! L'equazione e' semplice : - Laureato in giornalismo == Sono un giornalista - Laureato in ingegneria == Sono un ingegnere Basta con questi poteri occulti che non fanno altro che aumentare la precarieta'!!! GLI ALBI PROFESSIONALI SONO INUTILI!!!!! e come tali vanno ABOLITI insieme alle province e a tutti i centri di potere INUTILI che servono solo a distribuire cariche e poltrone.

#33 seppo t., 12/2/2011

Rapporto di lavoro: il rapporto di lavoro tra professionista iscritto all'ordine e partita IVA è malsano e deleterio, va modificato se si vuole che emergano nuovi professionisti. L'architetto o l'ingegnere devono fondare una società di ingegneria o progettazione ed assumere il personale tecnico. Tirocinio regolamentato dalla legge, basta schiavismo e subalternità! Facilitiamo la creazione di società di questo tipo, il modello "libero prefessionista" deve essere pure regolamentato (quanti aiutanti al massimo possona avere? uno, due, tre?? Che tipo di rapporto di lavoro, anche questo deve essere rego,amentato?).

#34 seppo t., 12/2/2011

Altro cosa fondamentale: per poter svolgere una certa attività specifica in ambito professionale devono essere fissati requisiti minimi quali: - titolo di studio - frequentazione di un corso - superamento di un esame di abilitazione - formazione continua (per il rinnovo) Per molte attività il requisito è invece oggi "iscrizione all'albo profesisonale", come se ciò garntisse chissà che...

#35 michele pollara, 12/2/2011

Sospendere dall'ordine professionale e quindi impedire l'esercizio delle attività professionali a coloro che vengono eletti al parlamento nazionale o a quelli regionali e per tutti gli incarici istituzionali che prevedeno una equa remunerazione.

#36 giuseppe del zotto, 12/2/2011

il commento che posso inviare è che questa sera ho mangiato una buona pastasciutta con le cozze. Altro ? ma che altro volete ? non lo dico a coloro che , come me,con buona volontà hanno riempito questa finestrella; lo dico a chi organizza questo sito in questa maniera ! lo dico a chi ( probabilmente nessuno) avrebbe il compito di leggere i commenti e di tradurli politicamente. No, cari gestori del sito : questa non è politica, o meglio non dovrebbe essere il nostro modo di fare politica. Sento già nelle orecchie la risposta "bisogna essere moderni ed usare lo strumento della rete": ma certo, come no? , figuriamoci, io sono quasi un patito del web, ma non in questo modo. La materia va organizzata affinchè i contributi possano essere efficaci . E' certo che cio' è molto difficile se la proposta è ancora allo stadio embrionale che abbiamo letto. Questo è uno sfogatoio. Avrei molti argomenti per fornire un contributo serio, ma mi accorgo che qui si perde solo tempo.

#37 luciano franciosa, 12/2/2011

CARO SEGRETARIO CREDO CHE LA RESA DEI CONTI ARRIVERA'SOLO CON DECISIONI ESTREME.E'urgente prima del colpo di coda del"kaimano"creare una crisi istituzionale.Mi spiego meglio.L'ITALIA E' MOLTO VICINA ALLA BANCAROTTA,e una grossa parte di famiglie non riescono piu'a reggere le spese ordinarie e sono indebitate fino al collo.C'E'il rischio del collasso collettivo.E inutile inseguire il federalismo(mascherato),la modifica di art.della costituzione(solo propaganda),ho seguire le liberizzazioni.C'E'BEN ALTRO DA FARE.C'E'DA RIFARE "L'ITALIA"E GLI"ITALIANI e raccogliere le macerie lasciate dal "Kaimano e dalla sua banda di ladroni e venduti per 30 danari.L'ITALIA HA BISOGNO DI UNA POLITICA E DI POLITICI AL SERVIZIO DEI CITTADINI.che migliorano le ragioni della vita in comune,dove per vita in comune significa,GARANZIA DI LEGALITA',DIRITTI-DOVERI UGUALI PER TUTTI,SALUTE-SCUOLA-CASA-LAVORO,gia'dettati dalla costituzione.Infatti l'ART.3 RECITA IL COMPITO DELLA REPUBBLICA"RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE CHE LIMITANO DI FATTO LA LIBERTA'L'EGUAGLIANZA DEI CITTADINI"....ED E'DA QUESTO ART.CHE BISOGNERA'RIPARTIRE,con nuove regole comuni e condivise.Nuove regole fatte negli interessi di tutti i cittadini,non contro i cittadini e in favore di lobby e cricche del malaffare.Nuove regole che eliminano le sovrapposizioni tra Stato,Regioni,Provincie,Comuni,amministrazioni Statali senza che nessuno sia "RESPONSABILE".Nuove regole e sopratutto nuove sanzioni.Occorre mettere in campo una filiera di controlli efficaci a tutti i livelli,dalla produzione,alla commercializzazione,di beni e servizi.Bisogna rivedere L'IVA una cosa certa e'che il consumatore finale la paga,lo scontrino fiscale per tutti,le fatture di tutti i passaggi.Se il consumatore puo'scaricare una parte di IVA nella denuncia dei redditi su tutti i prodotti acquistati(automobili,mobili,professionisti, tutti gli oggetti di largo consumo,compreso frutta e verdura.(si eviterebbe il baratto tra venditore e consumatore,"ridurre il prezzo,pagare meno IVA,ho addirittura senza fattura).E NON ULTIMA UNA VERA RIFORMA FISCALE,con sanzioni da carcere a vita.Ricordate "AL CAPONE"gli Americano lo hanno rinchiuso a vita,condannato non per i crimini commessi MA PER EVASIONI FISCALE.TANTE...TANTE...TANTE MACERIE DEBITO PUBBLICO,CORRUZIONE,CRIMINALITA'.ORA LA DOMANDA CHE TI FACCIO NELLA TUA ONESTA'INTELLETUALE,E'POSSIBILE IN QUESTA SITUAZIONE POLITICA ISTITUZIONALE SI PUO' COSTRUIRE UN'ALTRA ITALIA CHE IO E TE VORRMMO?Ora dopo questo sfogo se non e'possibile,valutare questa"CRISI ISTITUZIONALE"pilotata.I PARLAMENTARI,I SENATORI,I CONSIGLIERI(Regionali,Provinciali,Comunali)e tutte le cariche istituzionali,daresti tutti le dimissioni nelle mani del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA,E indire uno sciopero generale.Sarebbe l'unico modo del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA di sciogliere le camere,e di dare un nuovo incarico,per un GOVERNO DI TRANSIZIONE PER L'ORDINARIA AMMINISTRAZIONE,E LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE,MI SEMPRA UNA STRADA PRATICABILE CHE TE NE PARE? "A ESTREMI LIMITI ESTREMI RIMEDI.BUON LAVORO SEGRETARIO.GLI ITALIANI TI APPOGGERANNO.

#38 augusto rossi, 13/2/2011

Sarà il caso che si cominci dalla casta dei NOTAI e dei FARMACISTI ,e che ne dite di abolire gli ordini professionali? ordine dei giornalisti in primis?

#39 yvonne pelizzari, 13/2/2011

Un argomento da prendere in seria considerazione sono gli ESAMI DI STATO per esercitare alcune professioni tipo ARCHITETTO. Che senso ha uscire dal POLITECNICO con 110 se poi è quasi impossibile superare l'esame di stato? Oltretutto , ci si iscrive, si paga un importo considerevole, anche 300 euro e in molti casi non è neppure possibile sapere le motivazioni per cui l'esame non è stato superato. Ritengo che ciò sia scandaloso. Inoltre se la LAUREA è già stata rilasciata dall'università che senso ha, sostenere un esame per esercitare? Fiduciosa che l'argomento venga trattato con la dovuta attenzione, saluto cordialmente

#40 yvonne pelizzari, 13/2/2011

Caro Bersani, ti chiedo vivamente di voler affrontare ed esaminare seriamente l'argomento "ESAMI DI STATO" per poter esercitare alcune professioni, ad esempio architetto. Mi spieghi che senso ha conseguire una LAUREA al POLITECNICO con 110, frequentando l'ultimo anno con esonero tasse per ottimi risultati conseguiti, e dover ancora sostenere un esame , previo pagamento, che moltissime volte non si supera oppure si è costretti a sostenere più volte con conseguente aggravio economico. Ancora: certe volte si è respinti senza neppure avere la possibilità di conoscerne le motivazioni. Secondo il mio parere è vergognoso. Confido nella tua sensibilità verso i giovani e nel tuo buonsenso. Yvonne Pelizzari

#41 giuseppe del zotto, 14/2/2011

CONCORDO PIENAMENTE CON QUANTO SCRIVONO "m l" (n.23) ED "ELENA" (n.27). Non che anche tutti gli altri non abbiano scritto cose interessanti e giuste, ma non conosco tutto l'universo delle professioni e non sono in grado di valutare fino in fondo. Ai due suindicati amici-compagni non riesco a rivolgermi direttamente mancandomi il loro indirizzo email e approfitto della presente finestrella per ringraziarli della ..... solidarietà. Purtroppo noi che siamo dietro il nostro schermo pensiamo ingenuamente che dall'altra parte (sito PD) vi sia chi, leggendoci attentamente, tragga informazioni, valutazioni, proposte ecc. . Pensiamo che costui cerchi di capire fino in fondo , oltre la nostra necessariamente sintetica esposizione, le problematiche, anche per gli effetti indotti e non espressi ; rispondendo all'intero gruppo e magari , perchè no?, aprendo un vero e proprio dialogo su gli aspetti specifici,e poi mettendo in rete le eventuali valutazioni positive o no sulle proposte, naturalmente motivando, evidenziando l'avanzamento del dibattito che ne deriva, ed insomma tutto quello che occorre fare quando si devono produrre idee generalmente condivise. Ed invece no , cari amici, DALL' ALTRA PARTE NON C'E' NESSUNO o comunque nessuno che svolga il lavoro politico-culturale auspicabile per coloro a cui si chiede un contributo e che spontaneamente lo offrono. Lo ripeto :ci vuole organizzazione . NON CI SIAMO !! Avrei molte cose da dire nello specifico delle professioni tecnico-intellettuali, degli Ordini, dell'università, del tirocinio,degli esami di stato, ecc. , ma questo di queste righe è l'unico contributo che posso fornire qui; lo dico con vero rammarico nel vedere tante potenzialità ( di tutti coloro che partecipano qui ) inutilmente spese. Tutti devono sapere a che gioco stanno giocando, con chi , con quali regole , fissate e gestite da chi. Per finire (anche se si dovrebbe cominciare da qui....): "Mercato","concorrenza","competitività": tutte parole che, nel timore di essere poco moderni abbiamo assunto acriticamente, senza distinguere il buono dal dannoso, ed in maniere da risultare noi i liberali piu' radicali dei liberali. Ne ho visti di dirigenti nostri , dall'oggi al domani, convertirsi ai nuovi moloch cui tutto, senza se e senza ma , deve essere sacrificato. Poi però non ci si puo' lamentare dei cinesi..... Non sono un disfattista, cerco di costruire :Tessera 07042009100003615

#42 giuseppe del zotto, 14/2/2011

cari amici e compagni, ognuno nel cominciare il suo contributo dovrebbe dichiarare che cosa fa come professione-mestiere, quali esperienze ha o ha avuto (non per sentito dire) in merito alle professioni ed a quali in particolare e così via. E' evidente che cio' non risponde ad una curiosità superficiale nè di violazione della privacy. Questa richiesta spettava a chi ha organizzato questo sito, ma si vede che non interessa molto , ed allora ,solo per rispetto nostro che reciprocamente ci leggiamo, bisogna arrangiarci da noi, con un fai da te.

#43 giovanni de galitiis, 14/2/2011

Caro Segretario: due problemi relativi alle banche; per cambiare l'assegno alcune ti fanno recare alla filiale di emissione dello stesso (a che servono allora le stesse filiali?); il beneficiario di un bonifico paga € 1,00 per averlo ricevuto (anche se si fa in home-banking). Non so se vale per molte banche, ma la mia esperienza mi ha dettato ciò. Due problemi banali, ma che denotano certa "prepotenza" degli istituti di credito.

#44 Andrea Martinuzzi, 15/2/2011

Onorevole Bersani, sono un ARCHITETTO, libero professionista, e lavoro sopratutto con pubbliche amministrazioni. Ma sono anche un fondatore del partito democratico, assessore presso un comune del genovesato, fortemente impegnato nell'ANCI. Da sempre condivido e credo nei valori e nei progetti propugnati dal nostro partito. Ma sulle LIBERALIZZAZIONI delle professioni (naturalmente posso solo parlare di quella da me praticata), il decreto da Lei emanato quando era ministro, ho dovuto amaramente constatare in prima persona che HA PROVOCATO PIU' DANNI CHE BENEFICI. Oggi le pubbliche amministrazioni nelle gare di progettazione accettano ribassi anche oltre l'80% sull'importo a base d'asta. CIO' NON E' AMMISSIBILE. Il nostro lavoro riveste importanti risvolti in tema di pubblica sicurezza ed incolumità, che richiedono COMPETENZA, SERIETA' E TEMPO. Questo è in evidente contrasto con tali ribassi: come è possibile garantire che un edificio progettato sia sicuro ed a norma se si va al RISPARMIO INDISCRIMINATO proprio nella delicata fase di valutazione e programmazione degli interventi? Al suo decreto non è seguita una indispensabile declinazione dei criteri di accettazione dei ribassi. Io progetto appalti fondando il mio operato su criteri di COSCIENZA PROFESSIONALE, non guardando al tempo che impiego per risolvere un problema, perchè penso che su quel solaio ce sto progettando poi ci cammineranno centinaia di persone, che a quell'ufficio dovranno accedere dei disabili, che in caso di incendio tutti dovranno mettersi in salvo: perchè non dovrei essere pagato il giusto per un lavoro di tale responsabilità? I ribassi in fase di gare di progettazioni non dovrebbero incidere più del 10% sulla valutazione globale,lasciando quindi alla competenza un peso del 90%. Altrimenti, come accade già oggi, tanti tentano di prendere l'incarico con ribassi mostruosi e, acquisitolo, lavorano non per il progetto, ma per far lievitare prestazioni e costi, e costringere ad aggiornare il proprio onorario. MA IO NON VOGLIO LAVORARE COSI'. Voglio essere onesto sin dall'inizio: datemene la possibilità.

#45 nazzareno brunozzi, 15/2/2011

Caro Segretario, sono un sindacalista e dipendente di una Cassa di Previdenza ed Assistenza privatizzata (ex 509) e ci tengo a dire che, come risulta dal documento della Commissione Bicamerale di controllo su Enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, la situazione economica, di queste casse, non è per nulla rosea. Molti soldi sono svaniti con speculazioni su titoli strutturati, derivati ed hedge fund; molti soldi sono svaniti con acquisti di immobili il cui prezzo non sempre è il giusto prezzo di mercato; molti soldi sono spariti in consulenze inutili se non addirittura dannose; ma gli unici tagli vengono fatti solo sulla spesa per il personale. Specifico meglo, solo sul personale non dirigente. Inoltre le cifre spese recentemente in operazioni che seguono linee guida di ingegnerizzazione degli investimenti hanno portato ad investire in nazioni come il Lussemburgo tramite veicoli finanziari gestiti da banca d'affari svizzera, secondo me questo non prospetta nulla di buono. Il recente fallimento della Lehman Brothers, non ha insegnato nulla, non si è capito ancora che quando si fanno affari con primarie banche internazionali, gli affari li fanno solo le banche ed i soldi li rimettono le Casse, cioè i professionisti che potrebbero ritrovarsi senza la possibilità di avere una pensione. Poi chi provvederà a loro? Forse l'INPS? E con quali soldi? Dimenticavo, tra i politici circa l'85% sono professionisti quindi faranno una bella legge e si pagheranno le pensioni con i soldi che gli altri lavoratori hanno versato. Allora mi, e Vi domando: non è meglio far tornare le Casse, ed i soldi che gestiscono, pubblici? Si metterebbero al sicuro le pensioni in essere ed anche quelle future, si potrebbe investire in Italia con progetti che sarebbero utilissimi per la ripresa economica della Nazione.

#46 Roberto Pallaoro, 16/2/2011

Sono assolutamente d'accordo con #36 giuseppe del zotto, organizzate i commenti perchè le professioni non sono tutte uguali, lasciare dei commenti in un ginepraio del genere è inutile, io stesso ho letto solo una decina di commenti. Passi comunque che non sono d'accordo con questo modo di fare le liberazioni nelle professioni.

#47 Salvatore D'Urso, 17/2/2011

Il numero elevato di coloro che hanno fatto commenti circostanziati, nell'ambito della loro esperienza personale di iscritti ad Albi Professionali, mi fa pensare che forse potrei risultare fuori dal coro: evidentemente a molti gli Ordini Professionali appaiono utili e necessari. Personalmente li abolirei del tutto, ma può darsi che la mia visuale sia solo parziale e quindi sospendo il giudizio generalizzato. Nella mia esperienza, ho avuto solo fregature dall'essermi iscritto all'Albo degli Ingegneri in un momento di crisi occupazionale, nella speranza di potermi riciclare. Dopo qualche anno, mi sono dovuto cancellare dalla disperazione!... Per non farla lunga, ho collaborato in varie aziende (con una partita IVA, come all'epoca era obbligatorio, non essendoci ancora la figura del co.co.pro) per consulenze in campi che nulla avevano a che fare con la professione di ingegnere e pur tuttavia mi hanno iscritto d'ufficio alla loro Cassa di Previdenza, ho pagato loro fior di quattrini a fondo perduto, benché versassi già i miei contributi al fondo speciale dell’INPS). Non solo, sto ancora rischiando di vedermi trasferiti tutti i contributi veri (quelli che maturando danno diritto ad una pensione) versati all'INPS in quegli anni sul Fondo Pensione degli Ingegneri, perdendoli in questo modo totalmente, non avendo raggiunto il minimo richiesto di cinque anni. In conclusione, almeno per questo Ordine Professionale, possiamo parlare di abolizione tout court, o no? Gli ingegneri degli anni 2000 sono degli impiegati, dei dirigenti, dei consulenti, dei progettisti, che vengono chiamati a collaborare e vanno avanti nella professione in base alle loro capacità ed esperienza, che valore aggiunto gli porta un Ordine? A me pare che serva solo a creare un’infrastruttura parassitaria inutile che vive dei contributi scroccati agli iscritti (all’Ordine stesso e alla Cassa Previdenza derivata). Per la cronaca, ora vado alla grande, senza più l’inutile Iscrizione all’Albo

#48 francesco tisei, 20/2/2011

Caro Segretario Bersani, pur molto giovane, sono stato un suo sostenitore alle primarie perchè ho visto in lei un coraggioso e serio rinnovatore, soprattutto del mondo del lavoro. Mi associo al pensiero della signora "39 yvonne pelizzari". Pur frequentando i primi anni dell'università, sento da molti colleghi che hanno già terminato l'iniquità e la inadeguatezza degli esami di stato. Credo fermamente che si debbano eliminare e istiutire al loro posto dei tirocini più lunghi e supervisionati seriamente e costantemente con valutazioni che abilitano all'esercizio delle professioni. Anche gli albi andrebbero revisionati. Sono problematiche che possono sembrare lontane alla mia età, ma noi giovani dobbiamo gettare le basi per vivere in una società più equa e basata sul merito piuttosto che sui giochi di 'conoscenze'. Le faccio pertanto i miei migliori auguri per il suo lavoro sperando di respirare al più presto aria meno inquinata, rinnovandole la mia fiducia.

#49 giuseppe del zotto, 21/2/2011

E' sbagliata l'impostazione della pagina : La liberalizzazione è uno strumento (tutto da dimostrare che sia quello giusto) non il fine. Qui non si dice quale è il fine : la riforma del sistema professionale sembra un fatto positivo per sè, ma non si dice "cui prodest" nè "quia" . Mi sembra di sentire lo stesso modo con cui la destra ci propina la parola riforme. Ma cio' non è un errore tecnico, uno sbaglio del realizzatore del sito, è un'impostazione politica che non condivido. Tanto, qui non ci sta a leggere nessuno.Potremmo dirle anche piu' pesanti. E' solo uno sfogatoio. Caro Pierluigi,anche far un passo indietro o per lo meno una pausa di riflessione su questa materia puo' essere un segno di intelligenza. A volte bisogna dire quel che si pensa pur sapendo che non serve a niente perchè nessuno ti legge, del resto si perde tempo per tante cose......

#50 g.a. n., 23/2/2011

Non si ripeterà mai abbastanza che una riforma "generalista" serve a poco, ogni professione ha i suoi problemi specifici. io da 40 anni sono iscritto (obbligatoriamente) all'ordine degli ingegneri, che penso di conoscere benino. Se non rifletto, mi verrebbe voglia di abolirlo, avendolo sentito sempre lontano, corporativo, superato, ma sopratutto inutile. Riflettendo però, qualcosa di buono l'hanno fatto, ma tutto è restato marginale ed a volte addirittura reazionario. Come esempio, basterebbe la campagna contro la abolizione di una legge del 39, fascista e razzista, richiamandosi ad una visione romantica e superata della "libera" professione, contro la possibilità di sviluppare l'attività come società di servizi, che è poi quello che oggi il mercato vuole. C'è voluto fino al 97 per sbloccare finalmente una situazione di retrogrado sistema legale. C'è da dire che, come sempre in Italia, si è sbloccata la situazione legale, cioè ufficviale, perchè di fatto le società di ingegneria ed architettura esistevano già da tempo, con artifizi legali ed amministartivi, che rispondevano ad esigenze stringenti di mercato. In questo senso, la proposta dd equiparare la professione ad una attività imprenditoriale di servizi è proprio adeguato a ciò che da tempo si fa. E qui bsogna dire che, se fossero veramente modificati i compiti e la struttura, gli ordini potrebbero diventare associazioni professionali, ad iscrizione facoltativa, che servirebbero moltissimo a studiare e proporre tante cose utili. Ad esempio, il RIBA inglese, equivalente all'ordine degli architetti (ho lavorato quasi 10 anni con uno studio di Londra)ha fatto un sacco di cose utili: ne cito due soli esempi, che chiunque lavora nella mia professsione sa essere particolarmente importanti. 1) ha sviluppato, negli anni, un librone che descrive tutte le "mission" cioè le varie attività che un architetto può svolgere per un cliente; il rapporto con i clienti è certamente più semplice, a fronte del quale si fa una valutazione di parcella, che non ha vincoli di alcun genere, se non quello di definire esattamente quello che si deve fare. 2) ha sviluppato, in tanti anni, una serie di specifiche per l'assicurazione professionale (ivi compresi accordi di premio con compagnie assicurative) che definisce chiaramente quello che in Italia costa l'ira di dio e sopratutto non chiarisce mai quello che effettivamente è coperto. Chiedo scusa per la lunghezza (se mai qualcuno la leggerà) di questa nota, ma è sempre necessario approfondire e dettagliare tutto, per avere le idee più chiare (un proverbio tredesco dice che "il diavolo abita nei dettagli").

#51 giuseppe del zotto, 28/2/2011

Quali sono gli atti che hanno porato a quelle sintetiche proposte che abbiamo letto sopra? Quali documenti preparatori sono stati redatti e da chi? quali organismi (ordini, associazioni, ecc. sono stati coinvolti nella consultazione e quali sono state le loro posizioni ? Se non c'è questo per favore non chiedeteci un contributo ! Quello lo paghiamo con la tessera e morta lì, non chiedeteci di fare politica facendo i portatori d'acque incoscenti con contributi che finiscono nel cestino prima di essere letti. Non siamo preparati per governare e forse neanche per fare opposizione.

#52 giuseppe del zotto, 2/3/2011

non mi ero sbagliato . al PD l'argomento delle professioni non interessa per niente. Lo documento : sono andato sul sito del PD ed ho scorso il menu' cercando un responsabile del settore : speravo di trovarlo nella pagina "la nostra squadra" in cui sono andato ad aprire il "Forum" e "Incarichi tematici" oppure nella pagina"Le nostre idee" sotto la lunga lista delle "Proposte programmatiche". Niente di niente. Eppure la pagina "Liberalizzazioni:la riforma delle professioni" è di gran lunga la piu' commentata dai lettori e la piu' letta dopo quella sui farmaci . Perchè? cari amici che scrivete qui, mettiamoci il cuore in pace : un giorno potrebbe anche uscire un disegno di legge del partito sulla materia che dimostrerà che dell'analisi dei contributi qui formulati non c'è nemmeno l'ombra; ma non importa; con enfasi e retorica si inneggerà lo stesso alla capacità legislativa del partito . Cari amici il partito è anche quello che va in piazza e raccoglie le firme. O no ? Forse ho sbagliato indirizzo?

#53 Andrea Martinuzzi, 7/3/2011

Ho appena perso una gara di progettazione presso il Comune di Guarene (CN): dopo tanti calcoli per capire quanto fosse il minimo del mio costo, ho offerto un ribasso del 50,5% su €.99.000,00 di onorario per progetto definitivo, esecutivo architettonico, strutturale, impiantistico, antisismico, contenimento consumi energetici, indagini geologiche e direzione lavori per la costruzione di un nuovo edificio (costo €. 1.470.000). Ha vinto un "professionista" che ha offerto oltre il 75% di sconto! Com'è possibile rispettare il minimo di costo orario del lavoro, che per gli appalti non è soggetto a ribasso? Com'è possibile, in alternativa, pensare che impieghi esattamente metà del mio tempo per progettare, verificare normativamente, effettuare una puntuale direzione lavori di un intervento piccolo ma complesso, all'interno di un centro storico, senza mettere a rischio il controllo di aspetti che riguarderanno la pubblica sicurezza (si tratta di uffici comunali)? Questa non è liberalizzazione, è "deregulation"...

#54 giuseppe del zotto, 14/3/2011

caro Martinuzzi , come vedi ci si scrive tra di noi.... Concordo perfettamente con te e non voglio dirti cose peggiori per non abbatterti maggiormente. Ho già scritto qui perchè il partito sbaglia; aggiungo un argomento molto semplice. Hai notato che c'è una mitizzazione del committente che dovrebbe essere tutelato economicamente rispetto alle esageratamente esose richieste del professionista ?. Io (faccio l'architetto) ho lavorato per committenti (costruttori edili, commercianti, immobiliaristi,bancari,titolari di aziende agricole, ecc.) che giravano in Maserati . E' questo il committente le cui disagiate condizioni economiche turbano il sonno ai nostri dirigenti ? Avrai notato che nella paginetta delle proposte del partito non si parla mai di elevazione della qualità professionale. Eppure questa è la "garanzia" che il professionista con la sua opera tecnico-intellettuale puo' e deve fornire al committente . Forse si pensa che quella che io sopra ho chiamato la "garanzia" sia solamente il puro rispetto della normativa ? che pensiero miserabile se questa fosse la opinione diffusa nei dirigenti del partito !E dire che ilCodice civile individua molto bene la figura del professionista distinguendola da altri tipi di lavoratori, anche autonomi. Il problema dell'accesso al lavoro c'è , eccome. Ma prima di questo c'è il problema che il giovane sia in grado di portare avanti decorosamente un lavoro e di non mandarlo allo sbaraglio con tutti i p'ericoli(denunce) cui puo' andare incontro.Non risolviamo il problema solo con l'istituzione del tirocinio pagato , che comunque deve essere realizzato: cerchiamo di capire in che modo è veramente utile al giovane. Che tutela avremmo fornito al mitico committente se questi si troverà di fronte una classe professionale incapace ? Qualcuno crede che in tutte le professioni l'unico aspetto da tutelare è quello tra committente e professionista. Ed invece nel nostro lavoro ( a meno che uno non disegni mobiletti per gli amici) sia in edilizia che in urbanistica , c'è un aspetto ,quello dell'interesse pubblico che prevale su quello privato. E poi, cari dirigenti, non meravigliatevi se quando girate per città e paesi vi accorgete anche voi di edifici che fanno a pugni col contesto: eppure sono tutti a norma,progettati ed eseguiti perfettamente con quel tipo di professionalità un po' cinica che probabilmente qualcuno di voi ha in mente. caro Martinuzzi,ho giò scritto nei precedenti commenti alcune cose che speravo facessero uscire qualcuno dal dietro del suo schermo, ed invece niente. Non importa, almeno ne parliamo tra di noi.

#55 giuseppe del zotto, 14/3/2011

Ritenevo insufficienti le righette sulla riforma delle professioni che troviamo sul sito sotto "Liberalizzazioni" (si scambia l'obiettivo con lo strumento) ed allora ho girato nel sito in cerca di qualcosa di piu' ed ho trovato la lunga lista degli argomenti che riporto qui sotto. Le nostre idee Proposte programmatiche Agricoltura Ambiente Cultura Diritti Donne Economia Enti locali Europa e mondo Famiglia e politiche sociali Formazione politica Giustizia Immigrazione Informazione Infrastrutture e Trasporti Lavoro Riforme e PA Salute Scuola Sicurezza Terzo Settore Università e ricerca Posizioni PD ------------ Questi sono le aree tematiche delle proposte programmatiche del partito. Non vi ho trovato quella specifica sulle professioni. Allora sono andato ad aprire quella sul "Lavoro" , ma nemmeno lì ci siamo. Evidentemente un professionista per il PD non è un lavoratore . Continuiamo a farci del male: in questo sport non ci batte nessuno Iscritto al Circolo 7 di Udine Tessera PD 2010 : 07042009100003615

#56 giuseppe del zotto, 28/3/2011

AGLI AMICI E COMPAGNI CHE HANNO SCRITTO QUI ED A QUANTI ALTRI VORRANNO AGGIUNGERSI. Carissimi, leggo nelle vostre interessanti righe molti motivi di insoddisfazione sia per quanto riguarda la possibilità di un lavoro esercitato ed esercitato onestamente, sia per quanto riguarda la soluzione che l'allora ministro Bersani attuò. Ho elementi tangibili per certificare gli autogol che le "lenzuolate" provocarono, non essendo state di alcun aiuto al risollevamento dell'economia nazionale, avendo rafforzato le grosse organizzazioni tecniche proletarizzando i giovani professionisti e riducendo in maniera drastica i consensi politici degli elettori del nostro settore. E' evidente che le nostre parole in questo sito non le legge nessuno (infatti gli interventi da diversi giorni languono...), allora io proporrei di redigere ,insieme a tutti quelli di buona volontà , un documento elencando tutti gli elementi di scontento e proponendo alcune soluzioni. Ci sono certamente elementi comuni a tutte le professioni (la professionalità delle attività intellettuali non puo' essere equiparata ad un "servizio" di fornitura od esecuzione di beni,o di semplici mansioni operative), mentre per molti aspetti ogni professione presenta problematiche proprie peculiari. Quindi io proporrei che fosse redatto a piu' mani un "cappello" che puo' unificare ed essere condivisibile da tutte le professioni e poi, che ogni settore ( anche qui a piu' mani) faccia presente le proprie problematiche. Questo documento sarà scritto su carta ed inviato ai massimi responsabili del partito, che naturalmente bisogna impegnare esplicitamente in una risposta non generica e formale di "accuso ricevuta". Che ne pensate ? forse che sareste disponibili solo a sottoscrivere un testo già bell'e pronto ? Architetto . Iscritto al Circolo 7 di Udine Tessera PD 2010 : 07042009100003615

#57 giuseppe del zotto, 28/3/2011

AGGIUNGO A QUANTO SOPRA: il mio indirizzo è : gdelzot@tin.it scriviamoci pure sui nostri indirizzi personali

#58 Andrea Martinuzzi, 29/4/2011

Aggiungo a quanto posto alla comune attenzione da G. DEL ZOTTO (dimostratasi persona "super partes" che profondamente conosce la professione di architetto, avendo esercitato per anni ed essendo ora in pensione): NOI SIAMO DISPONIBILI A DARE UN CONTRIBUTO ALLA RIFORMA DELLA PROFESSIONE. Abbiamo competenze, esperienza sul campo e, non ultima una condivisione di base degli obiettivi del PD. Come già detto, oltre che architetto professionista sono anche pubblico amministratore, oltre che membro del Consiglio Direttivo di ANCI Liguria: salto da una parte all'altra del tavolo, e alternativamente incarno il ruolo di committente ed incaricato. Forse le nostre sono competenze che possono essere un utile apporto alla riscrittura equilibrata della riforma delle professioni. DATECI LA POSSIBILITA' DI FORNIRE UN CONTRIBUTO CONCRETO ED EQUILIBRATO! archmartinuzzi@alice.it

#59 Elena FEDI, 22/6/2011

E' dal primo momento,dalla lenzuolata di Bersani del 2006, che scrivo periodicamente a Bersani ed a Stefano Fassina su questo tema . L'abolizione dei minimi tariffari per alcune professioni come quella degli architetti è stato un clamoroso errore di valutazione . In un paese come l'Italia che ha troppi architetti ,la stragrande maggioranza "professionisti per forza" perchè altrimenti disoccupati non ha prodotto nè aumento di occupazione giovanile nè miglioramento della qualità delle prestazioni professionali . Ormai gli sconti offerti da professionisti irresponsabili e di pochi scrupoli alle pubbliche amministrazioni superano l'85 % delle vecchie tariffe . Ciò va SICURAMENTE a discapito della qualità delle prestazioni professionali e contribuisce allo sfruttamento SELVAGGIO dei neolaureati ,vere " scimmie da Cad " ,che lavorano anche 40-50 ore alla settimana per 250-300 € al mese . Un effetto collaterale è stato poi quello che la maggior parte degli architetti MAI voterebbe PD e MAI Bersani ,perchè a lui imputa il fallimento e la chiusura di molti studi professionali . Io ho votato Bersani come mio segretario ma perchè mi sono tolta il berretto da architetto ,non mi sono fatta condizionare dal conflitto con il mio interesse . Però vorrei che ,qualche volta, mi rispondesse ...cosa che in 5 anni MAI HA FATTO ! Ci ho provato anche a Roma all'Assemblea nazionale dei segretari di circolo ,a novembre scorso . Pierluigi ha fatto un sorrisetto ma ....risposte NISBA !Vediamo di ripensare seriamente ad una proposta seria sulle professioni perchè questa è ancora lacunosa. arch. Elena Fedi ( Bergeggi )

#60 Elena FEDI, 22/6/2011

per Del Zotto e gli altri ; io a Savona voglio organizzare un gruppo sulle professioni . Prepariamoci a partecipare al forum sulle professioni che Stefano Fassina ha preannunciato sabato scorso a Genova . La mia mail è studiofedi@elenafedi.191.it

#61 francesca bartoli, 7/7/2011

Vorrei assistere a una ben ponderata e decisiva svolta in tema di liberalizzazione delle professioni. Non dico niente di nuovo, ma rinfresco la memoria a chi di dovere perchè di recente l'argomento è tornato alla ribalta. Desidero fortemente un paese libero dalle caste e dagli ordini professionali (il feudalesimo è ito da un pezzo) fondato sulla meritocrazia. Che sia il mercato a decidere se si è abbastanza bravi per andare avanti. Da anni assisto basita a un andazzo che è diventato routine: non solo gli ordini fanno e disfano gravando i poveri e indifesi iscritti di oneri e mai meriti o riconoscimenti, ma è un film già visto che spesso a superare l'esame di stato ( sarò più specifica: classe forense )sono coloro il cui lessico e le capacità dialettiche fanno un baffo a quelle dell' homo sapiens. Vorrei capire perchè non ci si conforma al resto dell'europa, vorrei capire perchè questi signori hanno il diritto sacrosanto e intoccabile di sfruttare i neolaureati che si accingono a svolgere la professione senza insegnargli alcunchè. Come si fa a sostenere una prova cosi dura quando nel corso dei due anni di pratica si impara giusto a fare le fotocopie, a fare i fattorini, a trasmettere fax e a portare caffè a tavolino? Come si fa a conseguire la dovuta preparazione quando si sta in studio fino alle dieci di sera a sbrigare il lavoro altrui senza ricevere un centesimo? Eppure il codice deontologico parla chiaro ma le norme, quelle scomode, vengono accantonate. E a che diamine serve il patrocinio se dopo sei anni ci viene strappato via? E con esso ci vengono strappati via i sudatissimi clienti e ogni speranza di inserirci nel mondo del lavoro ?! Fate qualcosa, presto. Cordiali saluti.

#62 DANILO MONTRUCCHIO, 13/7/2011

Essendo un iscritto all'albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili vorrei portare un modestissimo contributo di pensiero. Aprendo ed agevolando maggiormente l'acceso alle libere professioni, pur prevedendo un doveroso e indispensabile percorso formativo che deve preparare e successivamente accompagnare la professione, mi sembra una buona idea. Ricordiamoci però che le vere esclusive non riguardano solo l'accesso alla professione, ma quasi sempre lo svolgimento stesso come, nel caso della professione da me svolta, le attività di sindaco, revisore legale e di enti pubblici, consulente tecnico, curatore fallimentare, ecc.... Se non si studia una norma per limitare il cumulo eccessivo di tali incarichi, questi nuovi colleghi si troveranno a dividersi le briciole di un mercato che rimarrà appannaggio per il 70% dei soliti grandi studi. Quindi basta con la demagogia, andiamo al cuore vero del problema. cordiali saluti.

#63 giuseppe del zotto, 20/8/2011

se questo governo con la manovra ha riciclato il decreto Bersani significa che o questi o Bersani sbagliano: non è materia matematica su cui si puo' essere tutti d'accordo; tale è la nostra distanza da questa maggioranza che dovrebbero esserci su questioni così generali delle visioni antitetiche. So già che qualcuno , in difesa del nostro intoccabile segretario, farà mille distinguo "non è vero",2quel decreto è diverso dalla proposta di questo governo", ed altra roba del genere. Quisquiglie. La sostanza è che quella maggioranza ha un'idea, pur contestabilissima, di società , noi noooo!!!.

#64 giuseppe del zotto, 20/8/2011

Da piu’ parti si invoca, per riqualificare molte aree delle nostre città, il ricorso ai concorsi di progettazione che sarebbero molto utili , sempre se gestiti in maniera trasparente ed intelligente. All’estero (seguiamo l’Europa solo quando siamo costretti a pena di multe ?) sono già pratica corrente e diffusa . Ma pensate voi che i nostri giovani architetti italiani sarebbero in grado di competere con i loro colleghi di pari età tedeschi, austriaci, francesi, spagnoli , dato che molti concorsi sono aperti a tutt’europa ?. Purtroppo già si vedono i risultati sconsolanti per noi . Allora l’accesso all’incarico è un problema di poter praticare il massimo ribasso possibile (come puo’ fare uno che vive di rendita o in famiglia o di altri mestieri o in cambio di qualche favore…….. ) oppure si tratta di altro ? Poi mi si dirà come si fanno a fare gli studi di settore. Semplice si dice : se uno non guadagna abbastanza , che cambi mestiere ! semplice , no ? Mi sembra che siamo in uno Stato Confusionale. Caro Pierluigi, fermati un momento, tra una festa dell’Unità ed una grigliata democratica, un’intervista e sedute di partito per vedere se è piu' simpatico Casini o Di Pietro ,Rutelli o Fini o (Alfano?). Fermati, cominciamo a riparlare dall’inizio, a bocce ferme, senza pregiudizi d'ingombro, col coraggio di ammissioni. Il problema del lavoro è grandissimo perché lo vivo sulle mie spalle e su quelle dei miei famigliari, ma se non capiamo che è attraverso la meritocrazia che ognuno deve vincere la propria sfida nella società e quindi nella alta qualità del prodotto che egli deve fornire alla società, allora pretenderemo di risolvere solo un aspetto di un problema molto complesso. Non supposizioni, ma i dati rilevati da organismi neutrali ci dicono che quella ricetta del decreto 2006 è stata fallimentare proprio in quello che era l’obiettivo proposto: l’accesso al lavoro per un laureato è quello di finire proletarizzato in qualcuna delle grandi e potenti società di ingeneria ? Vedo che in zone del partito c’è ancora un ossequio all’eredità craxiana del decisionismo, con la scusa che i cambiamenti della società sono veloci (quindi il pensiero, la riflessione, lo studio, il confronto, l’elaborazione sono un fastidio).

#65 giuseppe del zotto, 20/8/2011

A tutti ed in particolare ad Y V O N N E P E L I Z Z A R I , gentilissima amica e/o compagna, riprendo il tuo argomento dell’esame di stato per gli studi di architettura (delle altre professioni non mi intendo e non entro nel merito) . Secondo me il ripartire l’accesso alla professione in due momenti distinti, esame di laurea ed esame di stato , è una fesseria e mi pare di intravedere in questo un retaggio di certa cultura piu’ tipica italiana che di altri paesi europei ed anglosassoni in cui vi sarebbero due sfere distinte, quella “intellettuale-culturale” e quella “pratico-tecnico applicativa”. All’una farebbero riferimenti gli studi universitari, all’altra le questioni di pratica professionale che l’esame di stato dovrebbe riuscire a verificare. In realtà , almeno per la professione di architetto non è così, non dovrebbe essere così. A chi sostiene questa separatezza , tipica semplificazione di una società che non è capace di gestire ciò che non sia riduttivo e semplicistico, dico. “ Quando avrai fatto come me 40 anni di professione di architetto cercando di farla al meglio possibile sotto i vari aspetti ne possiamo discutere a pari” . Gli studi universitari dovrebbero comprendere entrambe le sfere a pari dignità : a nulla vale la teoria se non è applicabile ed è priva di senso una pratica senza fondamenti teorico culturali Gli studi devono essere molto impegnativi (selettivi è un altro discorso) : io mi sono laureato in tempo regolare nonostante facessi nel contempo un lavoro molto faticoso : non sono nembo kid nè einstein , significa solamente che gli studi non assorbivano tutta la giornata per 12 mesi e ,da quanto vedo, mi pare che anche oggi non sia molto diverso. Sono quindi perfettamente convinto che, senza togliere spazi agli insegnamenti piu’ “aulici” (per noi non semplici accessori) ,si dovrebbe aggiungere la pratica professionale da farsi all’interno degli studi che portano alla laurea. Il tirocinio allora diventa una parola inutile.Non è possibile che uno dopo 5 anni di università debba ancora farne altri 2 o 3 di tirocino (per i geometri è diverso che cominciano il tirocino a 18 anni) . Allora anche il ruolo degli Ordini verrebbe circoscritto e si eviterebbe anche di cadere in un falso sillogismo secondo cui , siccome sono gli ordini attraverso l'esame di stato a negare l'accesso alla professione , allora aboliamo gli Ordini (la "articolazione" di "ragionamenti " di questo spessore,presenti anche tra di noi, mi fanno sentire sul collo l'aria del menar d'accetta ) Nelle generiche proposte del partito all’inizio di questa pagina troviamo “3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso”. Mi pare una scoperta lapalissiana ed insieme una pia petizione di principio. Forse c’è qualcuno che a questo generico concetto potrebbe opporsi ? Bisogna andare al di là, cari amici e compagni : su queste verità che discussione pensate possa esserci ? proponete varie alternative pratiche per quell’obiettivo (che nemmeno è esplicitato e non è per nulla scontato) e su queste impegneremo le nostre idee ed esperienze.Se queste proposte non sono nel sito nazionale del partito , sono forse in qualche luogo accessibile a solo una piccola cerchia ? . Io ho provato sopra a propore una soluzione. Potrei intravederne altre . Altrimenti, anche su questo argomento ci acconteremo di aver enunciato un bel principio di aver dichiarato agli italiani che noi abbiamo il programma e le idee chiare e poi nella pratica il tirocinio finirà …”all’italiana”. Gentilissima Yvonne Pellizzari mi piacerebbe uno scambio di idee con te sull’argomento : scrivimi a : gdelzot@tin.it . Fraterni saluti.

#66 giuseppe del zotto, 21/8/2011

PER " m. l." e " ROBERTO POLLAORO " : SENTIAMOCI . il mio indirizzo è gdelzot@tin.it

#67 giuseppe del zotto, 26/8/2011

Dopo l'illustrazione sintetica dei 5 punti in cima a questa pagina c'è scitto : "(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)". Neanche un link ?

#68 giuseppe del zotto, 4/9/2011

Al quarto punto delll'illustrazione sintetica in testa alla pagina c'è scritto "4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi" Ma siamo pazzi ? SEMPRE PIU' IN BASSO !! MA CI RENDIAMO CONTO DELLA BESTIALITA' CHE C'E' SCRITTA ? MA DA QUALI ELUCUBRAZIONI SOFISTICATE, DA QUALE CONSULTAZIONE ALLARGATA E' VENUTA FUORI QUESTA IDEA ? QUANDO MAI IL PARTITO, INTESO NEL SENSO DELLA BASE, NE HA DISCUSSO ? CHI HA DECISO ? ANCHE DA NOI FUNZIONA LA REGOLA DEL CAPO , ANCHE SE QUEL CAPO NON è STATO ELETTO NE' SU DETTE QUESTIONI, NE' CON UNA MAGGIORANZA PIU' CHE SCHIACCIANTE !!! IL MOTIVO CHE POI VIENE ADDOTTO E', COME DICIAMO DA QUESTE PARTI, PEGGIO EL TACON DEL BUSO!!. Alla fine dei 5 punti c'è anche scritto che "Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento". Non c'è ne' il titolo dellla proposta nè la data di presentazione ed il suo numero, nè i firmatari,nè il link all'eventuale testo. Cio' significa che non c'è niente . STIAMO A PRENDERCI IN GIRO ? NESSUNO CHE SI INCAZZI ? TUTTI MORBIDINI ED ALLINEATI ? CI SARA' UN MOTIVO PER CUI ,CON TUTTO QUELLO CHE HA FATTO BERLUSCONI PER FAR ROVESCIARE SE' ED IL SUO GOVERNO, E' ANCORA LI' !! NO ?. SPERO SOLO CHE TUTTI CONSIDERINO QUESTA PAGINA DEL SITO DEL TUTTO INSIGNIFICANTE !!!PURTROPPO NON E' SOLO QUESTA PAGINA: SE FOSSE SOLO QUESTA ANDREMMO SU UN'ALTRA PARTE, MA NON C'E'.

#69 giuseppe del zotto, 5/9/2011

Ogni legge ed ogni decreto (anche Bersani) dovrebbe contenere l'obbligo del monitoraggio sui risultati da parte di un Garante esterno alle forze di governo, per vedere oggettivamente se si sono raggiunti gli obiettivi proposti. Il risultato dovrebbe in qualche modo anche avere dei risvolti politici e non solo di curiosità giornalistica. Chissà come se la passerebbe il decreto Bersani.D'altronde che cosa si poteva sperare da un segretario che ,all'opposizione, non si schiera per il referendum contro il porcellum, contro la stragrande maggioranza degli iscritti ? Non è significativo che la destra piu' retriva abbia continuato, con la manovra, quanto iniziato da Bersani ? Allora uno dovrebbe chiedersi se quelle è stata proprio la strada giusta. No, nessun dubbio ,dicono che non gioverebbe. Lo sappiamo, la solita "ragion di partito": nessun confronto, ragione all'ammasso, professione di fede, non distrurbare il manovratore. Andiamo avanti così !!!

#70 giuseppe del zotto, 14/9/2011

SI COMUNICA CHE LA PRESENTE PAGINA VIENE CHIUSA IN AUTOMATICO PER MANCANZA DI INTERVENTI DA OLTRE DUE MESI. INFATTI DOPO IL 13 LUGLIO CI SONO SOLO INTERVENTI DI QUEL ROMPISCATOLE DI DEL ZOTTO CHE QUINDI, VISTO CHE DICE SEMPRE COSE FASTIDIOSE , NON VIENE CONSIDERATO DAL SOFTWARE DI GESTIONE.

#71 giuseppe del zotto, 17/12/2011

SICCOME DETENGO LE CHIAVI DI QUESTA PAGINA , L'AVEVO CHIUSA (VEDI SOPRA) ED RA LA RIAPRO SOLO PER ME. LIBERALIZZIAMO I COMPENSI DEI PARLAMENTARI !!! OGNI ASPIRANTE PARLAMENTARE CONTRATTA CON I PROPRI ELETTORI IL COMPENSO CHE RITIENE : QUESTO SI' DAVVERO SIGNIFICHEREBBE VERO LEGAME TRA RAPPRESENTANTI E RAPPRESENTATI , RIDUZIONE A ZERO DEI COSTI PUBBLICI DELLA POLITICA !!!! ALTRO CHE PENSARE AGLI ARCHITETTI CHE GIA? ADESSO CHE NON C'E' LAVORO PER NESSUNO DI LORO SONO COSTRETTI A FARE SCONTI DELL'80% (VERO!!!).

#72 Ugo Olivieri, 11/1/2012

Voglio parlare della mia esperienza personale, di come mi tocca subire da diverso tempo le pretese assurde di tre professionisti iscritti, uno presso il collegio dei geometri e gli altri due all'ordine degli ingegneri; i quali mi hanno trascinato in una causa civile che durerà anni, producendo parcelle duplicate e maggiorate (duplicate nel senso che in due chiedono il pagamento delle stesse prestazioni e in più anche per cose che non hanno mai fatto,aggiungendo perfino maggiorazioni per fantomatiche interruzion di incarico che non cè mai stato!!!) e tutto questo con il sostegno del relativo ordine o collegio di appartenenza, che senza effettuare il minimo controllo o verifica ha opinato le parcelle, permettendo a questi di emettere decreti ingiuntivi come fossero brustoline. Io non sono per l'abrogazione degli Ordini, in quanto ritengo svolgano un ruolo fondamentale per la formazione e il costante aggiornamento dei professionisti...però perlomeno, soprattutto a tutela dell'immagine della categoria almeno svolgessero un ruolo di controllo più incisivo e meno superficiale nei confronti dei propri iscritti, soprattutto se promuovono azioni legali nei confronti di persone che si sono rivolte a loro in assoluta buona fede senza sottoscrivere contratti!!! Ma dovè il codice deontolico?...perchè non ha nessun valore legale?...perchè una nota pro-forma non è equiparata a una fattura dal punto di vista legale, dove se un professionista la ingrossa a piacimento e magari la duplica, non rischia penalmente come un qualsiasi imprenditore???...Queste sono le cose da riformare secondo mè, assieme anche chiaramente alla possibilità ai neolaureati di entrare più facilmente nel mercato del lavoro. Perchè solo in Italia per esempio un divorzio deve costare dai 4000 ai 12000 euro e la pratica durare tanto tempo...? Caro Bersani fatti valere questa volta...Spero tanto non vada a finire come ai tempi del governo Prodi, dove le uniche novità ci sono state sulle ricariche dei cellulari e sulle assicurazioni per chi era già assicurato...

#73 giuseppe del zotto, 23/4/2012

commento a distanza di oltre 4 mesi dall'ultimo : caro segretario, se ci sei batti un colpo. so che questo messaggio ti sarà recapitato pesonalmente ed altretanto personalmente mi risponderai. Voglio comperare la tuo auto usata : so che non mi tiri bidoni.

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