Posizione PD

LIBERALIZZAZIONI - Farmaci, le proposte PD

Ampliare il processo di liberalizzazione avviato nel 2006 dando ora la facoltà alle parafarmacie e ai corner della grande distribuzione di vendere anche i farmaci di fascia C e quindi così tutti i medicinali non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale

pubblicato il 10 febbraio 2011 , 8683 letture
farmaci
Ampliare il processo di liberalizzazione avviato nel 2006 (che ha aperto alla concorrenza la vendita dei medicinali da banco, cioè quelli che non hanno bisogno di prescrizione medica), dando ora la facoltà alle parafarmacie e ai corner della grande distribuzione (in tutto 3.300 punti di vendita che occupano circa 6.000 farmacisti) di vendere anche i farmaci di fascia C (un segmento che vale circa 3 miliardi di euro in termini di fatturato) e quindi così tutti i medicinali non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Altre misure dovrebbero essere poi definite per migliorare l’efficienza e la concorrenzialità in tutta la filiera del farmaco (dall’industria fino al consumo, passando per la distribuzione intermedia) allo scopo di abbassare i costi e rendere più accessibile il servizio distributivo ai cittadini, dando ai titolari di esercizio la facoltà di tenere aperto oltre l’orario stabilito dai regolamenti.

Proposte:
1. Liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini
(Ddl già depositato a Camera e Senato)
2. Facoltà alle farmacie di stabilire un orario di apertura superiore al minimo
(Testo in corso di elaborazione)

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commenti

#1 riccardo santangelo, 10/2/2011

BERSANI, DICO IO: "Ok la fascia C a tutti benissimo, ma con realismo, se dalla destra dovesse partire una trasformazione per i farmacisti senza blocco per nuove aperture DOVETE appoggiare, non potete ostacolare, la fascia C col pd al governo ma oggi SI alla trasformazione che aiuta chi ha aperto da 4 anni ed e' in difficolta....." SIAMO TUTTI FARMACISTI CON LA STESSA DIGNITA' AIUTATECI SUBITO!

#2 maria rizzato, 10/2/2011

Vorrei commentare queste iniziative dicendo che per chi ha aperto una Parafarmacia da molti anni tutta la fascia C serve come ossigeno per continuare ad andare avanti e per superare questo periodo molto difficile dal punto di vista commerciale.Vorrei dire ai miei colleghi farmacisti che siamo in grado di gestire i farmaci benissimo anche perchè siamo professionisti come loro e siamo anche costretti a pagare l'ENPAF come se fossimo titolari di FARMACIA con un guadagno ridicolo rispetto al loro.

#3 marco bianchi, 11/2/2011

DATE PARI DIGNITA' A NOI FARMACISTI DI PARAFARMACIA. SE DOVESTE ANDARE A VOTARE, NON OPPONETEVI ALLA NOSTRA TRASFORMAZIONE IN FARMACIE, SONO COMUNQUE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO IN PIU' IN UN PERIODO DIFFICILE. AIUTATECI

#4 marco bianchi, 11/2/2011

SONO FARMACISTA TITOLARE DI UNA PARAFARMACIA, E NON POSSO PAGARE TANTE TASSE QUANTO LE FARMACIE PERCHE' NON HO IL LORO VOLUME DI AFFARI. NON POSSO IN UN PAESE COME L'ITALIA, PENSARE CHE IL MIO ORDINE PROFESSIONALE, PER ALTRO INUTILE PERCHE' A ME NON PORTA NESSUN VANTAGGIO, MI CONSIDERI TITOLARE SOLO SE DEVO PAGARE LE TASSE, NON PER I SERVIZI CHE MI OFFRE, NON PER UN AIUTO, NON PERCHE' SONO UN GIOVANE FARMACISTA CHE OPERA FUORI DAL CANALE CONVENZIONALE DELLE FARMACIE. E' SCANDALOSO. AIUTATECI A CONVERTIRE LE PARAFARMACIE IN FARMACIE, CREEREMO POSTI DI LAVORO A COSTO ZERO PER LO STATO. E SONO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO, QUANDO TUTTI I GIORNI ARRIVANO CLIENTI IN PARAFARMACIA PER CHIEDERE LO SCONTO ANCHE PERCHE' PERDONO IL LAVORO E NOI, CENTESIMO SU CENTESIMO POSSIAMO AIUTARLI ANCHE SOLO A PAGARE UNA BOLLETTA.

#5 Aldo Frasso, 11/2/2011

Ascoltate davvero i numerosi appelli dei diretti interessati e a)integrate la proposta di fascia c a tutte le parafarmacie con la trasformazione in farmacia di quelle di proprieta' di farmacisti. b)Qualora arrivi in parlamento un proposta di trasformazione in farmacie che non contenga alcun blocco o penalizzazione per le para rimanenti sostenetela senza riserve. Solo un assunzione di responsabilita' bipartizan e trasversale puo' dare la forza alla politica di risolvere dignitosamente questa situazione.

#6 massimo brunetti, 11/2/2011

La questione delle liberalizzazioni, in particolare quelle che riguardano le professioni, è certamente tema centrale nel dibattito politico e come sempre in questi casi emergono contrapposizioni tra rappresentanti dei privilegi costituiti e coloro che rivendicano una riforma liberale. Da un lato le caste che svolgono un’azione di contrasto con tutti i mezzi economici e d’influenza politica di cui dispongono, mentre di segno opposto sono le rivendicazioni degli “esclusi” (la stragrande maggioranza dei professionisti) che chiedono maggiori garanzie di accesso alla professione, cui si accompagnano, ed è questa la novità, le sollecitazioni della società civile, dei consumatori in particolare, per una maggiore concorrenza. Una ragnatela di privilegi, quelli garantiti per le professioni, consolidati negli anni del regime democristiano, funzionali per mantenere il predominio politico, in un’epoca caratterizzata dalla contrapposizione frontale con il partito comunista. Con la fine dei “blocchi” e la caduta del “muro”, chiusa l’era democristiana e rimescolate le carte della rappresentanza politica con “mani pulite”, le corporazioni, dopo una prima fase d’incertezza, hanno cercato e trovato in Berlusconi il nuovo sponsor politico. Limitando l’esame alla liberalizzazione dei farmaci, è certo che dentro Forza Italia prima e nel PDL poi, i rappresentanti della professione e dei proprietari delle farmacie, hanno trovato lo spazio politico per difendere i loro interessi. È noto a tutti noi come nella scorsa legislatura sono riusciti a bloccare in Senato, dove il governo Prodi non poteva contare su una maggioranza parlamentare, la legge sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, già approvata alla Camera. Oggi il quadro politico è certamente più complesso di allora, ma a differenza della scorsa legislatura, possiamo contare su una crescente consapevolezza dei consumatori circa i vantaggi che le 3.500 parafarmacie hanno portato nella vendita dei farmaci di automedicazione e di tutti quei prodotti esclusivi del canale farmacia. Nel dibattito che quotidianamente investe il tema delle liberalizzazioni, la questione “farmaci e parafarmacie” rappresenta inequivocabilmente l’emblema, la madre di tutte le liberalizzazioni. In questo quadro l’emendamento presentato dal senatore Piccone del PDL, che prevede la trasformazione di una parte delle parafarmacie in farmacie, rappresenta inequivocabilmente la negazione politica alla questione centrale per i farmacisti esclusi di oggi e delle generazioni future: l’accesso alla professione anche dal punto di vista imprenditoriale. In altri termini determinerebbe la ricomposizione di quella sfera d’interessi esclusivi, nella quale l’intuizione di generare un canale capace di entrare in concorrenza con la farmacia, la parafarmacia con l’obbligatorietà del farmacista, ha aperto un varco nell’interesse generale dei cittadini italiani. Inoltre c’è da considerare che con l’applicazione del DDL Gasparri/Tomassini le farmacie che si potranno aprire non superano quota 1.200, peraltro sono sedi già destinate ai titolari delle farmacie rurali (specie quelle di piccoli comuni oggi in difficoltà economiche) e farmacisti anziani. Pertanto la possibilità di accedere alla titolarità per la quasi totalità dei collaboratori di oggi e delle generazioni future è, e rimarrà, una mera utopia. Si dovrà attendere, dopo questo concorso straordinario (questo prevede il DDL 863), che la popolazione italiana raggiunga almeno quota 65 milioni di abitanti, il che significa con i trend di crescita attuali, attendere qualche decina di anni. Per questo a tutti coloro che invocano la soluzione della trasformazione rivolgiamo qualche domanda: E dopo? Che prospettive offrire agli esclusi di oggi e delle generazioni future? Non vi sembra una posizione egoistica pari a quella dei titolari di farmacia? E ancora, spostando il discorso sul piano squisitamente politico, perché chiedere aiuto all’opposizione quando, specie al Senato, il Governo dispone di una maggioranza qualificata? Il PDL se crede davvero in questo provvedimento può dare un segnale forte alla lobby che da sempre rappresenta. Riteniamo che la politica della conventio ad excludendum, sono e debbono rimanere fuori dal PD se vuole essere rappresentante degli interessi generali degli Italiani. La sola proposta sulla quale riteniamo sia serio impegnarci nell’interesse di tutti è la liberalizzazione e le nostre forse che In questo quadro, sia per la specificità italiana sopra descritta oltre che per l’inadeguatezza della pianta organica a recepire i forti cambiamenti delle presenze sul territorio, cui si accompagna inevitabilmente una variabilità della “domanda” di servizi farmaceutici, che s’inserisce la proposta di liberalizzazione dei farmaci di fascia C. In altri termini riteniamo che, salvaguardando il principio fondamentale della presenza del farmacista, la parafarmacia deve avere un ruolo, nel mercato della distribuzione del farmaco, distinto, complementare e concorrenziale con la farmacia. Massimo Brunetti Segretario dell’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane - ANPI

#7 Francesco Grillo, 11/2/2011

Possiamo raccontarci tutte le bugie di questo mondo ma la realtà è che le parafarmacie di proprietà di farmacisti, che hanno lasciato il posto di lavoro quattro anni or sono, si meritavano da subito l'attenzione da parte delle forze politiche compreso l'allora ministro Turco, la fascia c l'abbiamo sognata e quasi toccata con mano ma di fatto ci è sfuggita, adesso se ne parla e possibilmente si attuerà, ma non prima di sei mesi ( con la sinistra al governo ). Ma nel frattempo se c'è una trasformazione da votare che la si voti perchè per sei mesi non avremo maniera di andare avanti, il gioco è finito e chi non lo capisce non vive di parafarmacia ma di ben altro. L'appello è rivolto a tutte le forze politiche, non abbiamo più di che sfamare le famiglie e stiamo chiudendo tutti uno dopo l'altro. Votate la trasformazione per salvare 3300 farmacisti e le loro famiglie. Tra sei mesi potete comunque dare la fascia c .

#8 stefano puca, 11/2/2011

Vada per la fascia C alle parafarmacie ( meglio di niente!), ma anche in questo caso non si ha una liberalizzazione al 100% del settore. Ora come ora non si è in una bella situazione, a stento si da un farmaco in più da vendere ed allo stesso tempo se ne tolgono 3: come è possibile che un farmaco SOP che per anni è stato dato senza ricetta di punto in bianco diventare così pericoloso da richiedere la prescrizione medica? Se si vuole veramente liberalizzare il settore bisogna mettere tutti nelle stesse condizioni, le parafarmacie devono a tutti gli effetti diventare farmacie convenzionate, al pari di quelle gia esistenti alle quali ricordiamoci è anche stato dato il servizio CUP( prima di eslcusiva degli ospedali) altrimenti saranno sempre e comunque attività che erogano un servizio incompleto nei confronti del cittadino. Tra un farmacista titolare di farmacia ed un farmacista titolare di parafarmacia non c'è bessuna differenza, entrambi sono abilitati all'esercizio della professione,quindi entrambi possono vendere qualunque tipo di farmaco sia esso un SOP o uno stupefacente, classe C o classe A, entrambi pagano le stesse cifre all'ordine e all'ENPAF, l'unica cosa che li distingue e che il primo di questi ha solo avuto la fortuna di ereditare la farmacia dal padre o dal nonno..... Detto questo votate il decreto mille proroghe e liberalizzate davvero questo settore prima che molte parafarmacie chiudano.

#9 Markus Della Latta, 11/2/2011

In Farmacia molti farmaci senza ricetta non li danno. Ciò significa che il farmacista non deve mettere il becco sulla richiesta del medico curante. Allora tali farmaci facciamoli vendere anche alle parafarmacie, visto che comuinque il farmacista in tal caso non ha voce in capitolo.

#10 Giuseppe Capuano, 11/2/2011

Vorrei riproporre la possibilità di avere alcuni farmaci non considerati tali (integratori, omeopatici, ecc.)oltre che scaricabili dal 730 anche mutuabili, ovviamente dopo una sperimentazione ad hoc. Sì, lo so che la mia terminologia è un po' antiquata, ma credo che il senso si capisca lo stesso. Faccio un esempio. Ho il colesterolo alto per familiarità. Dopo anni di nulla mi sono rassegnato a prendere le statine ma dopo un po' ho smesso xkè un fattore alle analisi del sangue risultava troppo alto. Ho provato con un integratore suggeritomi da un mio amico medico. Risultato: funziona meglio del farmaco e, credo, senza effetti collaterali. Non faccio il nome ma è un integratore molto noto a noi "colesteroidi" xkè ormai lo usiamo in tanti, addetti ai lavori compresi. Ebbene il farmaco alle statine ammazzafegato è regolarmente gratis, quello "non farmaco" costa un occhio della testa e non è nemmeno scaricabile. Non credete che bisogna cominciare a mettere mano a questi aspetti?

#11 Enzo Pappalardo, 11/2/2011

la fascia C è sicuramente una bella idea, ma il problema è che le parafarmacie non possono aspettare, perchè sono in una situazione di agonia. La gente giustamente quando ha la ricetta non può prendere l'antibiotico in farmacia e con la stessa ricetta andare in parafarmacia a prendere lo sciroppo per la tosse, inoltre ci sono parecchie farmacie che danno farmaci di fascia c senza ricetta medica, creando non solo un danno alla salute del cittadino ma anche generando confusione su quello che si può trovare in parafarmacia. NOI FARMACISTI DI PARAFARMACIA siamo stanchi e senza soldi, siamo costretti ad inventarci il nostro lavoro vendendo pannolini, latti,creme,trucchi,e tisane per poter sbarcare il lunario e quando ci chiedono un consiglio dobbiamo indirizzarli nella più vicina farmacia, come se noi siamo solo dei commessi di una babysanitaria, non possiamo aspettare una nuova legislatura quindi ci sostenga nel caso ci sia la possibilità di trasformarci in farmacia.

#12 Guido Dalmasso, 12/2/2011

forza!!!!!! è ora di dare una spallata al sistema feudale degli ordini,il periodo delle caste è finito!!!!!!!!!!!!!

#13 lucia bellucci, 12/2/2011

credo che la liberalizzazione della fascia c sia un giusto punto di incontro tra le varie proposte.sulla dignità dei farmacisti non mi soffermo perchè non credo che sia un volume d'affari a identificare la mia etica o la mia professionalità(come le associazioni di titolari vogliono far cre dere)non dimentichiamo i posti di lavoro che si sono creati e che potrebbero aumentare con questa eventualità.voglio sottolinerare anche i continui riscontri positivi da parte dei cittadini in merito a quanto a permesso in decreto del 2006 in merito alla liberalizzazione di queste categorie di farmaci

#14 alex navarro, 12/2/2011

Cari para-farmacisti,credo che i farmaci sop e otc debbano essere venduti ovunque senza la vostra presenza (costosa),allora si che si risparmierebbe qualche centesimo in più..perchè di centesimi di risparmio si tratta non scordiamocelo,visto che voi seguite la linea più commerciale e visto che di questo "campate"!!!Quindi ,come nel resto d'europa,vendita libera di moment ed aspirine,mentre alla farmacia si deve lasciare la tutela della dispensazione dei farmaci con i volumi necessari ad assicurare il giusto assortimento e la capillarità del servizio (pianta organica).Inutile dire che una liberalizzazione come la intendete voi depaupera la farmacia soprattutto la sua capillarità,fondamentale sia per il servizio alla popolazione in ogni angolo del territorio, e non solamente nei punti più lucrosi e popolati(metropoli centri commerciali)dove voi vi insediate ed infatti non aprite in paesetti se non hanno minimo 10000 abitanti,sia per i servizi che sempre di più è chiamata a svolgere a livello sanitario.Questa è una ricchezza per la popolazione,non c'è dubbio.Poi siete pochi,la maggior parte delle parafarmacie sono state aperte dai titolari di farmacia nel tentativo di proteggere la farmacia dalla deriva commerciale.Si parla di oltre il 75% in mano a farmacisti titolari di farmaciae la maggior parte in passivo,dati aggiornati al 2010.Quindi tanto rumore per nulla!Nelle farmacie che danno un servizio h24 ovunque sono impiegate più di 70000 persone di cui 40000 farmacisti.Il vostro interesse commerciale,siete circa 1500 veri titolari di parafarmacia più i supermercati, tende a minare il miglior sistema farmaceutico del mondo ,come è stato riconosciuto da molteplici indicatori internazionali.Uhmmm i vostri conti non tornano sento puzza di bruciato..anzi di multinazionali ecco le vere corporazioni quelle che si vogliono magiare e si mangiano tutto voi compresi come accaduto in inghilterra.Vi mandano avanti a fare confusione e poi vi sfilano l'attività commerciale,visto che a questo la riducete,e dato che non riuscite gia ora a far quadrare i conti,non avendo potere d'acquisto,arriverà la boots(tipica multinazionale del farmaco) e la farà finita con tutta questa confusione.Auguri para-farmacisti para....

#15 Michele Palumbo, 12/2/2011

Dico ad Alex Navarro, mai vai a c..... Para.... sei tu e para.... saranno i figli tuoi.

#16 fabiana festa, 12/2/2011

Sono una farmacista titolare di Parafarmacia, Grande Bersani SI alla fascia C, mà la Proprietà della Parafarmacia deve restare dei Farmacisti, altrimenti i Capitalisti ci compreranno tutti e ci trasformeranno in commessi

#17 Carlo Malvaso, 13/2/2011

Credo sia assurdo comperare a proprie spese o far pagare al Servizio Sanitario Nazionale il costo di una scatola di farmaci che spesso usiamo solo in parte, sarebbe opportuno permettere l'acquisto dell'esatta quantità di farmaco prescritto dal medico, forse i vantaggi potrebbero essere i seguenti: 1) riduzione di spesa; 2) ristretto spreco di prodotto; 3) meno rifiuti speciali da trattare; 4) certezza sulla dose di farmaco assunta; 5) diminuzione delle terapie fai da te. Per ottenere una vera liberalizzazione è fondamentale spazzare il campo da interessi di lobby ed è indispensabile abbattere le barriere tra parafarmacie e farmacie.

#18 Giovanni Azzoni, 14/2/2011

Forse Navarro ha ecceduto nei toni ma ritengo che i numeri espressi no facciano difetto. La battaglia della liberalizzazione dei farmaci di fascia C va collocata nell'ambito delle norme vigenti e nel cercar di comprendere la ratio del legislatore italiano. La capillarità offerta dall'attuale servizio farmaceutico italiano su tutto il territroio nazionale, sottolineo du evolte "su tutto", sta a significare che sul bene salute per il legislatore che si è inventato il sistema della pianta organica non ci sono citadini di serie A (quelli che vivono nei grandi centri) e cittadini di serie B (quelli che vivono nei paesini). Paesini dove nessun farmacista titolare di parafarmacia, e non già di farmacia, si sognerebbe di aprire la propria attività. Su questo va aperta una riflessione seria una volta per tutte anche in seno al PD, senza strumentalizzazioni di sorta. Attaccare i farmacisti titolari con la veemenza che questo partito sta portando avanti non ha alcun senso perchè non è così che si risollevano le sorti di un paese che ormai da qualche anno dimostra la propria difficoltà a darsi una prospettiva. Questo tema è specchio per allodole, roba per raccattare qualche voto. Perchè nel PD non si apre un tavolo di riflessione seria sulla SPESA FARMCEUTICA OSPEDALIERA? I dati, per chi li vuole e li sa leggere, dimostrano in modo incontrovertibile che su questo punto è la battaglia di civiltà che deve esser fatta per demolire sacche di inefficienza, bende e prebende tipiche di una politica che non ha futuro. Meditiamo gente, meditiamo! Da questo si musura la vera capacitrà e voglia di pensare a un paese migliore. Caro Bersani e cari iscritti mettiamo in pista vere battaglie e non ammantiamoci di spledore con qualche lenzuolata. Il sistema delle farmacie funziona molto bene, sino a prova contraria.

#19 Giuseppe Marino, 14/2/2011

Il Min. Maurizio Sacconi è il consorte di Enrica Giorgetti, direttore di Farmindustria che è associazione imparentata a Federfarma. Per affrontare la questione della liberalizzazione in oggetto bisognerebbe partire da questo conflitto d’interesse che nessuno vuole denunciare. Sono un farmacista informatore scientifico del farmaco, ceduto attraverso fasulla cessione di ramo d’azienda, e quindi messo in cassa integrazione dall’azienda cessionaria che in seguito è anche fallita facendo sparire il TFR di circa 800 informatori scientifici. Nel corso degli ultimi anni ho potuto constatare che numerose multinazionali del farmaco hanno ottenuto i benefici degli ammortizzatori sociali nonostante l’incremento dei fatturati a due cifre. Nessuno ha protestato e il ministro Sacconi che condivide il letto coniugale del direttore generale di Farmindustria, certamente, non poteva non sapere. Noi informatori scientifici, con tutta la nostra forza abbiamo urlato il conflitto d’interesse su descritto, ma siamo sempre stati ignorati, sia dalla destra che dalla sinistra. Di Pietro, Bersani, Casini, Santoro, Travaglio, quotidiani molto famosi o meno, sono stati puntualmente informati del conflitto d'interesse ma non lo hanno mai considerato. Spero tanto che le concrete intenzioni dell’onorevole Bersani, in merito alla vendita nelle parafarmacie dei farmaci di fascia C, siano genuine e non di mera strumentalizzazione.

#20 ANTONELLO DUI, 15/2/2011

SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA LE LIBERALIZZAZIONI PROPOSTE DAL PD ANDREBBERO PIU' CHE BENE,MA IO HO UNA VISONE DIVERSA...IO SONO PER LE FARMACIE CONVENZIONATE E NO,NEL SENSO CHE I FARMACISTI DOVREBBERO ESSERE TUTTI UGUALI E TUTTI DOVREBBERO POTERE GESTIRE IL FARMACO NELLA STESSA MANIERA. AVREI TOLTO ALLE FARMACIE CONVENZIONATE CON LO STATO LA POSSIBILITA' DI VENDERE TUTTO IL PARAFARMACO E LASCIARLO ALLE EVENTUALI FARMACIE NON CONVENZIONATE. INOLTRE SONO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO ALL'EREDITARIETA' DELLE FARMACIE...QUAL'E' L'ATTIVITA' STATALE CHE TI PERMETTE DI LASCIARE IN EREDITA' L'ATTIVITA' AGLI EREDI????? QUESTA E' UN ASSUDITA' INCRESIBILE. BISOGNA FARE I CONCORSI IN BASE AD UNA GRADUATORIA SIA PER ANZIANITA' CHE PER TITOLI ,SENZA CONCORSI CON QUIZ E MAFIE VARI BASTA LOBBY E SUPERPOTERI E' ORA DI DARE POSSIBILTA' AI COLLABORATORI.....VOTIAMO IN MASSA PD PER IL CAMBIAMENTO...GRAZIE

#21 Antonio P., 15/2/2011

MI FATE RIDERE, BERSANI IN TESTA. Premesso che sono un dipendente di farmacia , per cui conosco bene il settore, dico questo: Punto 1: il diritto alla salute è un diritto costituzionale (Art.32 costituzione). Estendere la liberalizzazione dei farmaci è solo il secondo passo che porterebbe alla distruzione della pianta organica per le farmacie, che oggi regola e permette un servizio capillare ed omogeo su tutto il territorio nazionale, dal paesino con meno di 1000 abitanti dimenticato tra le montagne ai grandi centri; il nostro è un territorio molto particolare, con il 40% dei comuni con popolazione al di sotto di 2000 abitanti: la farmacia è uno dei pochi punti di riferimento a cui possono fare affidamento davvero tutti i cittadini italiani e stranieri. Secondo voi, una volta completato il "Piano Bersani" cosa succederà?? Beh semmplice no?!?! I piccoli comuni, i territori più svantaggiati, le periferie meno ambite vedranno scomparire questo prezioso presidio sanitario che è la farmacia, grazie al Salvatore Bersani. Questo ragionamento( liberalizzazioni e libertà di apertura di farmacie) potrebbe andar bene solo e soltanto per i centri medio grandi. L'offerta del servizio farmaceutico nella forma completamente liberalizzata, sarebbe un esempio "di fallimento di mercato" , in cui l'offerta del "bene farmaco" e di tutti gli altri "servizi" annessi alla farmacia, non sarebbe garantita uniformemente sul nostro territorio. Punto 2: liberalizzando i farmaci di fascia c non cambierebbe nulla!! I prezzi dei farmaci di fascia c sono prezzi fissi, stabiliti dal produttore; ci vorrebbe sempre una nuova normetta che abolisca il prezzo fisso e consentire al farmacista di stabilire il prezzo che vuole come avviene oggi per gli OTC( farmaci da banco). Ci sono più di 16000 farmacie in Italia, e la concorrenza tra loro ( ove e quando la normativa lo permette ) e una vera concorrenza, fatta di sconti, ribassi,promozioni etc.; se si vuol aumentare ulteriormente la concorrenza basterebbe eliminare il prezzo fisso sui farmaci di fascia c e il gioco è fatto; perchè non si fa? beh è semplice: sempre per lo stesso motivo, per quella "normetta" che qualcuno ha inserito nella costituzione: GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE A TUTTI I CITTADINI SENZA DISPARITA; se poi si vuol considerare il farmaco come un bene qualsiasi,beh allora liberalizziamo i prezzi e creiamo una grave disparità tra cittatini: cosi il Sig.Rossi potrà acquistare il suo bell'antibiotico al centro di Milano ad un prezzo di 5 euro; mentre il Sig. verdi, residente in un piccolo paesino di montagna o in una periferia abbandonata di un grande centro cittadino, per lo stesso bene dovrà sborsare 8 euro ( se è fortunato ad avere una farmacia in paese) oppure salire in macchina, fare una ventina di km e recarsi nella citta più vicina per aggiudicarsi il famigerato antibiotico a SOLI 5 euro!!!! Punto 3: a tutti i titolari di parafarmacia dico solo una cosa! FURBETTI all'italiana!!!! Siete solo FURBETTI.Sapete che ci sono una sacco di colleghi/e che invece di prendere la "scorciatoia" della parafarmacia e sperare in una sanatoria, sono in attesa e in coda di risultare vincitori ai concorsi per le assegnazioni di una sede farmaceutica?! Non sarebbe affatto bello nè tantomeno giusto scavalcarci in questo modo. Se avete voluto intraprendere e rischiare del capitale nell'apertura delle parafarmcaie,lasciando magari un posto da collaboratore in una farmacia, beh, cosa pretendete???? Gli affari vanno male?!?! Non è una buona motivazione per chiedere la sanatoria della Vostra parafarmacia, in deroga e menefreghisti di quello che è il normale iter per l'apertura di nuove sedi farmaceutiche. 3PUNTO: a tutti coloro non addetti ai lavori. Sappiate una percentuale molto ma molto ma molto elevata della parafarmacie aperte dopo la liberalizzazione di Bersani sono riconducibili a figli, parenti, coniugi, cugini , amici etc di Farmacisti gia titolari di Farmacia, per non contare poi dei corner aperti dalla grande distribuzione. Chi si avvantaggerebbe , dunque, di queste liberalizzazioni?????? Sempre loro, gli attuali titolari di Farmacie che hanno ,da veri strateghi, collocato egregiamente le loro pedine ( le parafarmacie ) nei punti più strategigi delle loro città, quelle zone in cui effettivamente una nuova farmacia andrebbe proprio bene. Punto4: c'è chi dice che queste nuove Parafarmacie hanno portato nuovi posti di lavoro. Niente di più falso: la maggior parte dei farmacisti titolari di una nuova parafarmacia lavorava gia come collaboratore. Si dice che le liberalizzazione lelle farmacie porterà "nuovi posti di lavoro, nuove opportunità ai giovani". AHAHahahahaha, questo è davvero molto divertente: i laureati in farmacia, subito dopo quelli di ingegneria sono coloro che prima riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro. Nel nostro settore non c'è alcuna crisi occupazionale. Il mio titolare per trovare un collaboratore ha dovuto penare non poco. Potrei continuare a citarvi ancora una miriade di punti a dimostrazione di come sarebbe sbagliato liberalizzare completamente il settore. L'ultimo pensiero e per l'onorevole Bersani: ma davvero lei è convinto che tale liberalizzaione sia una misura che TUTELA TUTTI i consumatori??? Forse sarebbe meglio, più giusto e meno demagogico che specificasse la "tipologia" di cittadini che trarrebbe vantaggio dalla liberalizzazione del farmaco! Distinti Saluti.

#22 Antonio P., 15/2/2011

PER ANTONELLO DUI. Quanta disinformazione: la farmacia non è un "attività statale come dice Lei". Lo stato ai farmacisti titolari concede solo la licenza di aprire una farmacia dopo esser risultato vincitore di un concorso per sedi farmaceutiche. Tutto il resto che vede è a spese del titolare: avviamento,locali, medicine( anche quelle che lei non paga quando le prende con la ricetta...), personale....sa che un titolare di farmacia è costretto a "vivere da debitore" nei confronti degli istituti di credito dal momento che le regioni rimborsano i medicinali ( sempre quelli che lei prendi senza pagare con la ricetta ) con ritardi di 6 , 7 mesi??? Se non lo sapeva ora lo sa.... L'istituto dell'eredità è un fondamento ed un principio inderogabile del sistema capitalistico; se cosi non fosse, beh, allora anche lei non avrebbe diritto a succedere come proprietario dell'abitazione che le lascia suo padre; oppure della macchina di suo fratello......

#23 stefano santini, 15/2/2011

Per ANTONIO P.E NUOVE PROPOSTE. FRANCAMENTE SONO SORPRESO NEL LEGGERE LE SUE DICHIARAZIONI.è GRAVE CHE IL COLLEGA NON SI RENDA CONTO DELL'APOLOGIA SENZA SENSO CHE FA DEI TITOLARI DI FARMACIA E DEL SISTEMA.gUARDI CHE GLI UNICI CHE DOVREBBERO RIBELLARSI A TUTTO IL SISTEMA SIAMO NOI POVERI DIPENDENTI SCHIAVIZZATI MATTINA E POMERIGGIO PER 5 GIORNI ALLA SETTIMANA IN FARMACIA.sE NON IN UNA LIBERALIZZAZIONE DOVREMMO SPERARE PER LO MENO AD UN AUMENTO DEL NUMERO DELLE FARMACIE NEL RISPETTO DELLA PIANTA ORGANICA.IL COLLEGA SA BENISSIMO CHE SONO PROPRIO I NOSTRI TITOLARI A NUMERO CHIUSO I PRIMI A NON RISPETTARLA E A RAGGRUPPARSI NEL CENTRO CITTADINO.pER QUANTO RIGUARDA L'EREDITà DELLA FARMACIA,NESSUNO LA METTE IN DISCUSSIONE ANCHE SE CI SAREBBE DA RIDIRE A PROPOSITO.NON MI FACCIA PASSARE I TITOLARI PER DEI MORTI DI FAME CHE CI RIMETTONO PERSINO DEI SOLDI...NON FACCIAMO RIDERE I POLLI!VUOLE CHE LE FACCIA VEDERE IL MIO 740 O ANCHE IL SUO E POI LO CONFRONTIAMO CON QUELLO DEI NOSTRI COLLEGHI TITOLARI.VEDE DOTT.ANTONIO P. LEI DOVREBBE IMPEGNARSI UN Pò PIù A FONDO NEL DIFENDERE IL PROPRIO TITOLO DI STUDIO,NON SI RENDE CONTO CHE HA UNA PAGA DA FAME?CHE I SUOI TITOLARI LA STANNO FREGANDO CON UN CONTRATTO DI TIPO COMMERCIALE QUANDO NOI A TUTTI GLI EFFETTI LAVORIAMO PER LA SALUTE E PER IL SSN E QUINDI DOVREMMO AVERE PER LO MENO UN CONTRATTO ASL?NON SI RENDE CONTO CHE LEI AVENDO DATO L'ESAME DI STATO DOVREBBE INFISCHIARSENE DI CHIEDERE IL LAVORO AL FIGLIO DI PAPà'E APRIRE UN'ATTIVITà IN PROPRIO COME FANNO TUTTE LE ALTRE CATEGORIE? LA MIA PROPOSTA COMUNQUE ,SAREBBE QUELLA DI RADDOPPIARE IL NUMERO DELLE FARMACIE COME IN FRANCIA,DI AUMENTARE IL NOSTRO STIPENDIO COME HANNO FATTO IN FRANCIA ATTRAVERSO UNO SCIOPERO OPPURE IMPORRE DI PORTARLO A REGIME DI ASL.LO SA CHE LEI GUADAGNA MENO DI UN TECNICO DELL'ASL E COME UN OPERAIO?LO SA CHE LEI E' COSTRETTO A MARCIRE IN FARMACIA MATTINA E POMERIGGIO, SABATI, NOTTI E DOMENICHE MENTRE I CITATI HANNO IL TURNO UNICO?(PER TURNO UNICO SE NON LO SAPESSE SIGNIFICA ORARIO CONTINUATO PER 8 O 6 ORE CON LA POSSIBILITA' COME FANNO IN MOLTI DI ESERCITARE IN PROPRIO O PIU' SEMPLICEMENTE DI STARSENE A CASA CON I FAMILIARI).SE INVECE VOGLIAMO SEGUIRE LA VIA DELLA PARAFARMACIA L'IDEA SAREBBE QUELLA INNANZITUTTO DI VIETARE L'APERTURA A CHI POSSIEDE GIA' UNA FARMACIA(TITOLARI E FIGLI DI TITOLARI)E PERMETTERE L'APERTURA SOLO A FARMACISTI E NON A IMPRENDITORI E CENTRI COMMERCIALI.CON IL SISTEMA DEI GRANDI MAGAZZINI SIAMO PASSATI A ELEMOSINARE IL LAVORO DALLA CASTA DEI FARMACISTI TITOLARI ALLA CASTA DEI RICCHI MANAGER TITOòLARI DI CARREFOUR ESSELENGA E COOP.

#24 Antonio P., 15/2/2011

Per stefano santini Caro Collega, perfettamente d'accordo con Lei. La mia non era affatto un apologia per i titolari di farmacia. D'accordo con l'aumento del numero di farmacie ma tramite concorsi regolari e senza scorciatoie nè furberie di nome "sanatorie". D'accordo con gli "stipendi da fame", ma quello è un problema che riguarda un po tutte le buste paga mortificate e ridotte a miseria da contributi,tasse,etc. Il legislatore dovrebbe intervenire in maniera decisa nel ridurre il costo del lavoro. Ma conviene con me che la strada delle c.d. farmacie non convenzionate è solo il successvo step alla libera vendita dei farmaci otc che porterà poi alla loro sanatorie in farmacie convenzionate con il SSN? E non pensa che, in questo modo,la capillarità del servizio che ci distingue per eccellenza in tutto il mondo , vada a farsi benedire? E poi pensa davvero che noi attuali dipendenti protremmo trarre benefici e migliorare le nostre attuali posizioni dalla liberalizzazione delle farmacie? Non pensa che , una volta aperto il mercato, stralciata ogni regolamentazione, i grandi gruppi, la GDO, le catene di farmacie, ci mangeranno in un sol boccone riducendoci di nuovo a semplici dipendenti? Pensa davvero che tutti gli altri competitors lasceranno a Noi ,attuali dipendenti ,strada libera per aprire le nostre belle nuove farmacie???? Utopia, pura e semplice utopia. Quello su cui bisogna lottare, a tutela della nostra professione, dei nostri stipendi, a tutela dei consumatori, a tutela della capillarità ed efficienza del servizio ( ogni anno ai primi posti per gradimento tra i consumatori!!!!).....quello per cui bisogna e dobbiamo lottare è: 1)CONCORSI PIù VELOCI 2)RIDUZIONE DEL QUORUM 3)RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO CHE PORTEREBBE UN AUMENTO DELLE NOSTRE BUSTE PAGA!!!! Tutto il resto è propaganda, politica spicciola e demagogia! Tanto fumo negli occhi di noi liberi farmacisti e degli stessi consumatori ,nel nome dei quali i politici si fanno belli e si riempono la bocca di belle parole, tanto belle quanto demagogiche.

#25 stefano santini, 15/2/2011

X ANTONIO P. Mi fa piacere che le posizioni stiano convergendo.Non capisco pero' il motivo che la spinge a pensare che altri colleghi oltre agli attuali titolari monopolistici,non sarebbero in grado di svolgere un ottimo servizio in aggiunta a quello esistente in caso di liberalizzazione.Siamo farmacisti e come tali abbiamo tutti i requisiti per esercitare al meglio.Per quanto riguarda i nostri contratti purtroppo le devo dire che sono da morti di fame proprio perchè i nostri titolari hanno deciso di rapportarli ai contratti di tipo commerciale.Siamo pochi e facilmente ricattabili ahimè....Basterebbe organizzarsi e unirci in uno sciopero per non farci sfruttare più dai titolari come hanno fatto i nostri colleghi francesi. La busta paga è vero che è penalizzata dalle trattenute come lo sono le altre ,ma preferisco paragonarla a una busta paga dell'asl e non a quella di un semplice commesso di negozio.La torta in euro è grossa e noi siamo costretti pur avendo gli stessi titoli a raccogliere le briciole.PERCHE'?Il nostro lavoro è fatto di responsabilità e studio ma è ripagato come se vendessimo scarpe. Mi creda ,sono gli attuali titolari che decidono di che morte muoriamo e non le trattenute della busta. LE FARMACIE AI FARMACISTI!!

#26 Antonio P., 16/2/2011

Per Stefano Santini Per quanto concerne il suo dubbio <<"Non capisco pero' il motivo che la spinge a pensare che altri colleghi oltre agli attuali titolari monopolistici,non sarebbero in grado di svolgere un ottimo servizio in aggiunta a quello esistente in caso di liberalizzazione.Siamo farmacisti e come tali abbiamo tutti i requisiti per esercitare al meglio" >>. Anche in questo caso sono d'accordo con lei, ma forse mi sono spiegato male. Quello che io volevo dire è che "l'ottimo servizio" che sicuramente saremmo in grado di offrire , sarà diretto e a vantaggio solo di alcuni cittadini, ovvero quelli residenti nei centri più ambiti e vantaggiosi dal punto di vista economico. Si ricordi la peculiarità del nostro bel territorio italiano: Questi dati sono presi dalla rilevazione ISTAT del 30 giugno 2010. Comuni con meno di 5000 abitanti 5692 su 8094 Comuni con meno di 3000 abitanti 4532 su 8094 Comuni con meno di 2000 abitanti 3532 su 8094 Comuni con meno di 1000 abitanti 1940 su 8094 Secondo Lei questi cittadini, che oggi possono fare sempre affidamento su una farmacia, seppur piccola, che a volte rappresenta l'unico presidio sanitario a tutela della loro salute, trarranno giovamento dalla liberalizzazione selvaggia? Oppure verranno ancora abbandonati a se stessi? Chi tra di noi sceglierà questi centri come sede della propria farmacia? Evidentemente nessuno: se ci fosse libertà di scelta ed insediamento ,tutti ambiremo a ad occupare posizioni economicamente vantaggiose , lasciando scoperti i territori più "scomodi" e "meno redditizi". Questa è la realtà delle cose. Se poi si vuol attuare una politica che determini cittadini di seria A e cittadini di serie B, allora ben vengano le liberalizzazioni delle farmacie. Per quanto riguarda l'altra questione ( quella degli stipendi) mi costringe ancora nelle vesti dell'avvocato del "diavolo" :) . Come Lei ben sa, la farmacia , seppur svolga una funzione pubblico interesse, come è quella di fornire ai cittadini beni e servizi per garantirne il soddisfacimento di bisogni saninari, niente ha a che fare con la c.d. pubblica amministrazione: i dipendenti delle Asl, come l'universalità dei dipendenti pubblici percepiascono ( e dico ingiustamente) stipedi molto più alti rispetto ai c.d. dipendenti di aziende private. è evidente che il legislatore discrimina tra le due categorie , riservando ai primi trattamenti più vantaggiosi da qualsiasi punto di vista ( retributivi, previdenziale etc...) Quindi , fin quando tale discriminazione perdurerà, possiamo abbandonare i nostri desideri di vedere equiparate le nostre prestazioni a quelle di colleghi che prestano servizio nelle c.d. pubbliche amministrazioni. Cordiali saluti .

#27 stefano santini, 16/2/2011

X ANTONIO P.Sono del parere che è meglio avere una possibilità in più che in meno.Avere la possibilità di aprire piuttosto che chiudere.Potrei ,ma lo sa anche lei,citarle numerosi esempi in cui i titolari hanno ostacolato la nascita di nuovi punti di distribuzione anche in zone sacrificate..Questo è desiderio di servire il cittadino o egoismo?Nella mia città(nord Italia) ci sono circoscrizioni dove è meglio farsi il segno della croce quando ci si ammala la domenica.I titolari non hanno mai pensato a questo...anzi,hanno boicottato nuove soluzioni...Mi creda ,non siamo in mezzo a paladini della salute! Per formazione mentale comunque sono contrario alle liberalizzazioni selvagge però nello stesso tempo favorevole a eliminare regimi di monopolio come quelli della nostra categoria e dei notai. Per quanto riguarda il nostro contratto ,è chiaro che non possiamo diventare dipendenti statali,ma quello che possiamo fare è un adeguamento a contratti più rispettosi per la nostra categoria.Esistono vari livelli di retribuzione e noi dovremmo pretendere un livello dignitoso equiparabile a quello di un farmacista ospedaliero.Ne abbiamo la possibilità...basterebbe sedersi ad un tavolo.Le ripeto in Francia hanno fatto cosi.(2000 euro al mese)Possiamo tranquillamente migliorare il nostro stipendio da fame e pretendere di più.In altre imprese,e la farmacia legalmente è da considerarsi una piccola impresa,le retribuzioni dei dipendenti laureati sono molto più alte della nostra,inoltre consideri che il suo datore di lavoro a cui lei è obbligato a rivolgersi prende almeno dieci volte quello che prende lei. Non difenda il diavolo ...non ne ha bisogno e tende sempre più a fare i propri interessi;avrà sentito parlare di legge Biagi,beh,qui la stanno usando al meglio e cioè calcio in culo e avanti un altro ,anche per pochi week end.Non è per niente dignitoso soprattutto se considera che chi le da' il calcio è un suo collega solamente privilegiato e magari con meno palle di lei. IL CONTRATTO PUO' ESSERE MIGLIORATO! A BERSANI VORREI RIPETERE IL CONCETTO:FARMACIE aumento quorum E PARAFARMACIE SOLO A FARMACISTI. Cordiali saluti.

#28 onlusdelbuoncammino onlusdelbuoncammino, 16/2/2011

Noi crediamo che la liberalizzazione dei farmaci sia solo l'ennesimo Conflitto d'interesse Bersani-COOP, il nostro segretario deve ancora pagare le Cambiali alla COOP altrimenti addio fondi, poi la Moglie Farmacista Deve Avere la Possibilità di aprire una farmacia, non come hanno fatto migliaia di comuni mortali farmacisti tramite concorso, mà molto più semplicemente tramite il marito. BELLA LEGGE AD MOGLIE

#29 Antonio P., 16/2/2011

Per Stefano Santini Caro Collega, in riferimento a ciò che dice <<"Potrei ,ma lo sa anche lei,citarle numerosi esempi in cui i titolari hanno ostacolato la nascita di nuovi punti di distribuzione anche in zone sacrificate..Questo è desiderio di servire il cittadino o egoismo?Nella mia città(nord Italia) ci sono circoscrizioni dove è meglio farsi il segno della croce quando ci si ammala la domenica.I titolari non hanno mai pensato a questo...anzi,hanno boicottato nuove soluzioni...>>" ....di queste "numerosi esempi" a cui Lei fa riferimento, sinceramente non ne sono mai venuto a conoscenza. é tanto grave, quanto inverosimile quello che Lei afferma. In quale modo un titiolare di farmacia si potrebbe opporre all'apertura di una nuova sede? Se fossi a conoscenza di simili fatti non esiterei un minuto in più nel denunciarli . In ogni caso sarei curioso di ascoltare alcuni di questi "esempi" di cui parlava...

#30 stefano santini, 17/2/2011

Tanti esempi....gliene racconto un paio. Zona periferica di una città di provincia.Un'anziana signora deve muoversi per diversi chilometri perchè l'unica possibilità è quella di andare in centro città dove stranamente nel raggio di tre chilometri ci sono numerose anche troppe farmacie addirittura a poco più di 200 metri l'una dall'altra.(tanto per parlare di servizio equilibrato e disinteressato).L'anziana signora va dal sindaco a lamentarsi ed il sindaco un po' per ignoranza e forse anche in buona fede le consiglia di andare all'ordine dei farmacisti che naturalmente è presieduto da un titolare di farmacia.Morale della favola la signora mi informa che la farmacia più vicina alla zona da lei abitata si è opposta con tutte le forze a far si che si rimettessero in ordine i confini della pianta organica.La storia è finita li. Altri esempi invece riguardano i colleghi titolari delle parafarmacie:non credo che lei sia all'oscuro del boicottaggio fattogli dai titolari di farmacia per le loro attività.lo sa che i grossisti di riferimento sono stati ricattati e invitati a non fornire i medicinali alle parafarmacie?Le sembra difesa della salute o del portafoglio? Vogliamo parlare poi dell'abusivismo professionale?Non le è mai capitato di vedere Titolari che si affidano a commessi non laureati per risparmiare qualche soldo sputtanando cosi' l'intera categoria e mettendo in pericolo la salute del cittadino??Sono numerosissimi questi casi e non credo che lei non ne sia a conoscenza. Le racconto un'altra schifezza:lo sa che molti medici di base trasferiscono i loro poliambulatori nelle vicinanze di qualche farmacia disagiando il cittadino che deve fare chilometri per raggiungere lo studio.secondo lei perchè'si trasferiscono vicino alle farmacie e quasi sempre di privati?...Io non lo so ....Il sistema deve essere riformato per intero incominciando dall'etica professionale.Oramai la casta pensa solo a proteggersi e ai soldi.

#31 luca p., 17/2/2011

x Antonio P.E' VERO,ABBIAMO UNO STIPENDIO DA VERGOGNARCI!!! LA LIBERALIZZAZIONE SERVIRA' AD AUMENTARE LA FORZA CONTRATTUALE... HO LETTO SOPRA CHE LO STIPENDIO DI UN DIPENDENTE DI FARMACIA COMUNALE è ALTO.PER CONOSCENZA DIRETTA SO CHE DOPO 10 ANNI PRENDONO 1450 EURO AL MESE E HANNO SOLO LA TREDICESIMA. E' UNA LOTTA TRA POVERI,I NOSTRI CUGINI DELL'ASL ANCHE SE SOLO TECNICI PRENDONO MOLTO DI PIU'. DIAMOCI DA FARE E CAMBIAMO LE COSE.LA CASTA DEVE FINIRE....

#32 Antonio P., 17/2/2011

Per Stefano Santini. Caro Collega, penso che stiamo uscendo un po fuori dai binari. Tutto quello che dice ( abusivismo professionale,azioni di contrasto contro nuove aperture, l'etica di alcuni colleghi che prediliggono il portafoglio alla correttezza professionale etc....) sono tutte cose giuste che andrebbero azzerate o quanto meno ridotte, ma non solo nel nostro settore, ma in tutti. La ricerca di maggior profitto porta l'essere umano ad intraprendere anche percorsi che vanno contro l'etica professionale, fino a condotte illegali o addirittura criminose. << Ma le liberalizzazioni sono un utile strumento per risolvere tutti i problemi?>> Io penso di no, anzi aggiungo e sostengo con forza che tutti i fenomeni da Lei sottolineati emergerebbero ancora di più. Tutte le motivazioni le ho gia esposte nei post precedenti.

#33 stefano santini, 17/2/2011

x Antonio P.E'vero collega,le problematiche riportate sopra sono comuni a tutte le professioni.Questa è la dimostrazione che il monopolio non porta a migliorare il servizio ma solo a dominare e proteggere queste situazioni imbarazzanti. Come ho già riferito sono contrario alla liberalizzazione selvaggia ma favorevole ad un allargamento della pianta organica.

#34 luca p., 17/2/2011

Il monopolio ha sempre portato a forme di protezionismo eccessivo a scapito della qualità del servizio. Le farmacie dovrebbero essere tutte gestite da comuni o asl in modo da garantire un servizio eccellente non legato a logiche commerciali.L'enorme profitto che generano non deve andare al figlio di papa' ma a tutta la comunita'.Badate che non è un'affermazione comunista,ma penso che servizi come quello sanitario e scolastico debbano essere gestiti dallo Stato. FARMACIE AI COMUNI CON CONTRATTI DIGNITOSI PER I DIPENDENTI E PARAFARMACIE AI FARMACISTI.

#35 luca p., 17/2/2011

Mi risulta che farmacie comunali stiano piano piano trasformandosi in municipalizzate e questo è un danno per la comunita'.Dovrebbe essere vietat.Con una buona gestione non puoi andare mai in perdita.Eì grave che le F.comunali siano presenti solo in poche città. Aumentiamo il numero delle farmacie comunali,cosi' anche le zone disagiate potranno avere il loro servizio al di la' di logiche puramente commerciali.La salute non ha prezzo e deve essere garantita a tutti.Inoltre finirebbe la sudditanza patetica nei riguardi del tuo datore di lavoro che si permette di fare il bello e cattivo tempo con i colleghi pagandoli come commessi di benetton.Ma chi si credono di essere i titolari?Sciopero!!!

#36 Lorenzo Meloni, 19/2/2011

Ottima iniziativa, che potrebbe ulteriormente incrementare i posti di lavoro per i farmacisti dipendenti, nonchè abbassare notevolmente i costi della fascia c!

#37 Giovanni Azzoni, 24/2/2011

Dispiace vedere che il dibattito sul tema Farmacie sia di così bassa lega. Affermare che le farmacie debbano essere solo in mano ai Comuni o alle ASL vuol dire favorire inconsapevolmente il malaffare. La dimostrazione è l'inefficienza della spesa sanitaria ospedaliera o peggio il criterio con il quale molti comuni per fare cassa hanno prelazionato le farmacie di nuova istituzione in forza di una revisione della pianta organica attuata dall'ente locale, per poi bandire la gestione in forma mista pubblico privato della farmacia comunale per 3 anni e poi vendere tutt dopo il 3° anno ai medesimi valori ai quali si vendono le farmacie dei privati. Uno scandalo vero e prorpio senza che nessuno abbia alzato il velo!! Non era quella la rato del legislatore che dava la possibilità ai comuni di prelazionare sino alla concorrenza del 50% delle farmacie presenti nel proprio territorio. Su ragazzi apriamo gli occhi una volta per tutte e diciamocelo che il mopndo è cambiato e noi pensiamo non di liberarlo ma di ingabbiarlo. Ripropongo il tema centrale nel nostro partito: ma con tutte le priorità che ci sono in questo paese mi vorreste far credere che una delle poche cose che funziona (la distribuzione capillare del farmaco nel nostro territorio) debba esser cambiata? e per cosa, per favorire la grande distribuzione? Perchè non abbiamo il coraggio di entrare nel merito delle cose con vero spirito innovativo invece di fare ancora bataglie classiste? vi prego diamoci una scrollata di dosso con questo vecchiume veterocomunista che attanaglia ancora molti di noi. Altro che PD qui siamo ancora al PCI

#38 luca p., 24/2/2011

Affermare che le farmacie debbano andare in mano a comuni e asl significa eliminare la mafia che sta dietro al farmaco...Non mi pare che il servizio sia garantito im modo soddisfacente e soprattutto capillare.Riguardo la municipalizzazione e vendita delle farmacie comunali posso solo dire che gli amministratori e soprattutto politici hanno fatto i loro interessi personali e non della comunità.Probabilmente lei è un titolare di farmacia e vuole mantenere il privilegio anacronistico.Lei che è un liberale e quindi per il libero mercato allora dica chiaramente che i suoi colleghi hanno il diritto di preparare e dispensare i farmaci come lei, non ai suoi ordini pero'.No al numero chiuso e basta con la casta.Sa benissimo anche lei che le farmacie fanno gola e una normale gestione da parte dei comuni e asl porterebbe soldi allo Stato e servizi capillari alla gente.Poi una cosa che mi da' un gran fastidio e evidenzia tutta la mala fede:dovete essere voi a stabilire che il sistema funziona alla perfezione e quindi non deve essere migliorato?Non mi tiri fuori i sondaggini.La gente oramai grazie alla gestione commerciale della casta ci considera dei bottegai.Glielo dico io poi perchè funziona alla perfezione:grazie alle migliaia di farmacisti dipendenti che con contratti da fame portano avanti la baracca. Fa troppo comodo sfruttare i colleghi....

#39 luca p., 26/2/2011

x Alex Navarro Sono rimasto esterrefatto leggendo il suo intervento #14.Mi sorprende che un farmacista inviti la dispensazione del sop e otc senza la figura del farmacista.Bene,oltre allo stipendio da fame vuole toglierci anche il lavoro?Le hanno mai parlato di effetti collaterali del farmaco?...Già ,dimenticavo, lei probabilmente è un titolare di farmacia e pertanto le interessa in modo particolare il cassetto.La vogliamo finire con questi sondaggini del cavolo sul sistema italiano?Parli con chiunque ,medici o gente comune,le diranno che oramai siamo diventati dei bottegai e che il servizio capillare è solo una vostra invenzione. Chi vuol togliere il farmacista dalla parafarmacia magari non esita un attimo nel piazzare un non laureato al banco di una farmacia.Bella figura!!!In fondo è un bel risparmio!!!e chissa' quanti soldi in più potete guadagnare.Avete rotto con il monopolio ,abbiate il coraggio di buttarvi nella mischia ,senza trucchi, come fanno tutti gli altri e senza danneggiare i vostri colleghi che per leggi ancora feudali sono obbligati a chiedervi da mangiare. Parafarmacie solo ai farmacisti non titolari e aumento quorum farmacie.Contratti dignitosi per noi o partecipazione agli utili della farmacia.Nuove farmacie pubbliche. Queste sono le soluzioni! Ribellatevi colleghi,ribellatevi.

#40 Francesco Grillo, 5/3/2011

L'Italia ha bisogno delle liberalizzazioni, i farmacisti delle parafarmacie chiedono i farmaci della fascia C. Il Pd questa volta deve garantire che non ci siano ex ministri contrari a liberalizzare il farmaco. E se ci dovessero essere, mandateli a casa già da adesso.

#41 rino scimento, 8/3/2011

Salve colleghi, sono un farmacista non titolare ma non mi piace particolarmente la proposta di allargare la fascia C alle parafarmacie. Tra questi farmaci figurano anche farmaci quali contraccettivi e benzodiazepine tutt'altro che innocui e mi sembra ipocrita affermare che, legati a doppio filo alle sorti economiche di esercizi che galleggiano sulla soglia di sopravvivenza, questi (ed altri) vengano dispensati sempre in scienza e coscienza. Mi sembra cioè che si chieda solo di "spartire" tra più persone la torta commerciale del farmaco. Vi posto un articolo da me tradotto (si può migliorare) che parla della riforma che ha fatto il Belgio sulle farmacie, penso che questa, assieme a revisione pianta organica, nuove regole sull'ereditarietà ed un modo più trasparente di fare i concorsi possa essere una soluzione vincente per noi e per i pazienti. La rivoluzione nelle farmacie Vincent Rocour http://www.lalibre.be/actu/belgique/article/572501/la-revolution-dans-les-officines.html Pubblicato il 30/03/2010 Dal 1 ° aprile, i farmacisti riceveranno un compenso di 3,88 € per singola prescrizione di farmaco. Il loro compenso sarà (quasi) in relazione al prezzo. “L'attuale sistema ha funzionato per decenni. Noi lo sappiamo. Il nuovo, no. Non sono in grado di dire cosa succederà giovedi nella mia farmacia. Se perdo o no. È l'ignoto.” Questo farmacista di Bruxelles non riesce a nascondere un certo disagio quando si parla con lui del nuovo pacchetto di compensazione, a decorrenza dal 1° aprile." 3-4 anni fa, ha detto, quando si cominciò a parlare di un cambiamento nel nostro modo di essere pagati, hanno detto che le farmacie piccolo avrebbero guadagnato e le più grandi quasi non avrebbero sentito la perdita .Ora che la riforma è realtà , le cose cambiano.I farmacisti che hanno fatto delle simulazioni ritengono che tutte le loro vendite possono diminuire ". Infatti, le proiezioni sono difficili da stabilire. Le autorità pubbliche hanno sempre sostenuto che la riforma si deve fare a busta chiusa. Sarebbe "budget neutral". E se ci sono vincitori, ci saranno anche dei perdenti. Gli studiosi hanno sviluppato algoritmi per neutralizzare le perdite più grandi e introdurre la riforma nei programmi per computer. Ma c'è sempre un’incognita, inevitabile quando si intraprendono cambiamenti su vasta scala. E quello che avrà luogo il 1 aprile in farmacia ne è senza dubbio uno. Per i farmacisti in tutti i casi. Perché il paziente non dovrebbe vedere nessuna differenza. Fino ad ora, il farmacista riceve, per ogni prescrizione di farmaco, un margine del 31% sul prezzo indicato dal produttore. Questo margine è tuttavia limitato a € 7,44 al di là di un prezzo di 25 euro. Chiaramente, il reddito del farmacista non cambia anche se il farmaco costa 26, 35 o 100 euro. Ora il prezzo di prodotti innovativi è sempre più costoso. I massimali non vengono aggiornati dagli anni '80, i farmacisti iniziano a vedere i loro redditi perdere peso. Tanto più che, sotto la pressione delle autorità pubbliche e la concorrenza dei generici, i tagli di prezzo sono frequenti nella gamma dei farmaci meno costosi. I farmacisti sono colpiti da tutti i lati. "Sbattiamo contro un muro," sbuffa Anne Lecroart, segretario generale della Associazione Farmaceutica Belga (BPA). Il grande cambiamento portato dalla riforma è che la remunerazione del farmacista ora è praticamente indipendente dal prezzo del farmaco - quando il farmaco viene rimborsato così come quando non è rimborsabile, non cambia nulla. Il farmacista riceverà un onorario di € 3,88, quale che sia il prezzo del farmaco di prescrizione. Questa quota, sul modello degli onorari dei medici, premierà il sostegno ai pazienti, il monitoraggio, la consulenza ai pazienti, attività la cui importanza non varia con il prezzo dei farmaci. Rende il farmacista partecipante a pieno titolo nella salute. "Non ne possiamo più ci prendono per volgari distributori di scatoli." Un margine “economico" rimane comunque ma è ridotto al 6,04% del prezzo del farmaco. Questo margine è destinato a coprire i costi di storage e dei cosiddetti pre-finanziamenti di farmaci (perché i farmacisti sono rimborsati tempo dopo l'acquisto dei prodotti). Inoltre, un supplemento di 1,20 € sarà assegnato ad un farmacista quando tratta una prescrizione INN (cioè quando il medico prescrive solo molecola, lasciando al farmacista di scegliere il marchio) e una prescrizioni di farmaci mutuabili.

#42 maurizio serpi, 21/6/2011

Purtroppo dai colleghi sento solo una mancanza di realismo e di capacità di capire dove è il male e dove il bene. Bersani continua così che vai bene. Forse dovremo aspettare il 2012 o il 2013 ma spero che nessun collega si dimentichi di chi ci vuole aiutare e di chi ha provato in tutti i modi di affossarci. Grazie Bersani, grazie PD, unica domanda: "ma che ci fa ancora la Turco in un partito moderno e riformista?"

#43 Francesco Greco, 20/7/2011

Siamo tutti consapevoli che il paese è allo stremo delle proprie forze.Le caste, ora che si è parlato di liberalizzazioni, si sono ribellate ed ottenuto il ritiro da parte del governo degli emendamenti che riguardavano solo alcune professioni.A mio parere,l'opposizione non puo' permettere al governo Berlusconi, che finisca di distruggere il paese.Per questo motivo, per il prossimo mese di settembre, bisognerebbe organizzare uno sciopero nazionale e mandare via Berlusconi.Sono convintissimo che tutto il popolo italiano, appoggerà questa iniziativa.

#44 Michele Tropea, 10/8/2011

scendiamo in piazza, protestiamo, facciamo sentire la nostra voce. Protestare è un nostro diritto. Come si fa a non liberalizzare in un Paese che è a terra e che sta per finire peggio della Grecia. Tutto questo per far arricchire pochi che godono di privilegi sproporzionati....mentre c'è chi muore di fame. VERGOGNA!!!

#45 Roberto Bonasia, 8/9/2011

Salve io sono un giovane laureato in farmacia, volevo partecipare al concorso per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche, ma non avendo titoli il massimo punteggio che potevo afre è quello dato dai quiz, secondo mè ciò è proprio ingiusto, un giovane laureato in legge dopo che si laurea e dopo la pratica può partecipare al concorso e vincerlo se preparato, non vengono privilegiati professori universitari o avvocati con anni e anni di carriera. La mia proposta è quella di non demolire il sistema farmacia con l'apertura di canali inutili quali le parafarmacie, aumentino i concorsi e quindi le sedi farmaceutiche, per solo concorso a esami senza titoli e una volta vinta la sede, la si può gestire per 40 anni come gli studi notarili e poi la stessa sede torna a concorso, questa è la vera riforma che bisogna fare...giusta equa e che dà la possibilità a farmacisti che vogliono studiare di poter vincere una farmacia.

#46 Antonio Clemente, 10/1/2012

Ho una farmacia in un paesino di 1200 abitanti e,tengo a precisare che non è stata ereditata!Ho studiato per poter sostenere un concorso e come me lo possono fare tutti i laureati in farmacia ma noto che molti,dietro la scusa delle lobby,vogliano percorrere la scorciatoia delle parafarmacie:un furbo modo per evitare di guadagnarsi,secondo equita' e meritocrazia, il proprio obiettivo.......Comunque per tornare al discorso delle lobby,visto che tutti sono in diritto di dire la propria opinione,vorrei anch'io parlarne ma piu' che un opinione mi piacerebbe discutere di fatti:a causa dei mancati pagamenti da parte della regione gli ultimi pagamenti li ho potuti effettuare solamente grazie ad un mutuo che mi ha concesso la banca;nonostante cio' mi sento una persona fortunatissima se penso a quanti colleghi sono falliti ed hanno dovuto mettere in vendita la propria farmacia.... Altro motivo per cui questo partito, circondato dai tanti parafarmacisti di convenienza,spinge cosi' tanto sulla liberalizzazione delle farmacie è che in questo modo si avrebbero molti piu' posti di lavoro per i neo laureati:non mi pare che mancano posti di lavoro per un farmacista,alcuni titolari sono talmente disperati per carenza di collaboratori che sono disposti ad offrire alloggio ed un buon stipendio.Vorrei anche parlare della grande distribuzione ma il mio discorso è in generale:ma credete davvero che decentralizzando l'economia in questi santuari del consumismo si abbia la crescita!?Perchè non si parla di tutti gli esercizi commerciali di quartiere che hanno chiuso?Tante salumerie,macellerie,alimentari che erano gestiti da padri di famiglia che ora si trovano in mezzo alla strada.....ma noi oramai siamo tutti lobbysti:intanto noi lobbysti paghiamo il 55% di tasse mentre la coop e company hanno agevolazioni fiscali(e poi si riempiono la bocca di essere i benefattori del cliente) tanto per restare in tema di equita'...........Concludo ricordando al segretari Bersani,che ha ritenuto giusto fare un intervento parlamentare in cui ricordava che dalla fine dell'800 Crispo voleva liberalizzare:è tutto vero,ma il segretario si è dimenticato di ricordare che la liberalizzazione venne fatta e porto' alla carenza di farmacie nei piccoli centri,un problema che venne risolto negli anni'50 con la legge attuale.VOGLIAMO LIBERALIZZARE?VA BENISSIMO!IN PRIMIS,PERO',ACQUA E LAVORO E POI TUTTO IL RESTO!!!!!!!

#47 guido dalmasso, 15/1/2012

le 3.800 parafarmacie le ha create lei,se non riuscirà a far passare la fascia C ne decreterà la morte !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#48 Felice Guerriero, 11/2/2012

on Bersani ho tre cose in comune, che si contrappongono ad una sostanziale differenza. Entrambi del 1951. Entrambi provenienti dal PCI. Entrambi coniugati con due farmaciste. La differenza: mia moglie è stata vincitrice di una sede farmaceutica in un concorso pubblico, per titoli ed esami; sua moglie non c’è mai riuscita. Tutto questo non giustificherebbe ad entrambi di sostenere gli interessi più vicini. Sarebbe un assurdo farlo e non lo è. Bersani si pone a paladino di un “principio”; io di un altro. Vediamo di desumerli da un ragionamento. http://quellichelafarmacia.com/2559/io-il-pci-bersani-e-la-moglie-farmacista-perche-le-proposte-pd-sulle-farmacie-sono-sbagliate/

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