Posizione PD

LIBERALIZZAZIONI - Carburanti ed energia, le proposte PD

Creare condizioni di mercato maggiormente concorrenziali in tutta la filiera petrolifera che è oggi dominata da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente e che determina un extra prezzo di alcuni centesimi di euro per ogni litro di carburante a carico dei nostri automobilisti rispetto al panorama europeo

pubblicato il 10 febbraio 2011 , 3803 letture
mondo petrolio
Creare condizioni di mercato maggiormente concorrenziali in tutta la filiera petrolifera che è oggi dominata da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente (cioè che contestualmente producono, commercializzano all’ingrosso e vendono al dettaglio) e che determina un extra prezzo di alcuni centesimi di euro per ogni litro di carburante a carico dei nostri automobilisti rispetto al panorama europeo.

Mancano nel nostro Paese sia forti operatori commerciali puri in grado di contrattare liberamente con i produttori sul piano nazionale e internazionale le migliori condizioni di acquisto dei carburanti, sia un numero sufficiente di rivenditori al dettaglio (cioè di stazioni di rifornimento) autonomi rispetto ai produttori e indipendenti sul piano dell’offerta commerciale e quindi dei prezzi di vendita. In virtù di una maggiore pressione concorrenziale, con una diminuzione prevista dei prezzi di vendita di 4 centesimi al litro si potrebbe assicurare alla collettività un risparmio complessivo stimabile in circa 2 miliardi di euro nel triennio.

È possibile creare maggiore concorrenza nel mercato e far diminuire il peso della bolletta del gas procedendo immediatamente alla separazione dell’operatore della rete di trasporto del gas naturale e degli stoccaggi dall’operatore dominante (Eni).

Si può stimare, sulla base di quanto avvenuto anche nel mercato elettrico, che l’impatto a regime della separazione proprietaria potrebbe consentire all’Italia di recuperare il differenziale con la media UE relativamente al prezzo all’ingrosso del gas, con un risparmio pari circa 4 miliardi di euro.

Inoltre, tale separazione potrà determinare un potenziamento degli investimenti in trasporto e soprattutto in stoccaggio volto a garantire un dimensionamento delle infrastrutture stesse indispensabile sia in termini di sicurezza che di competitività e concorrenzialità del sistema del gas nel nostro Paese.

La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas.

Proposte:
1. Libertà di approvvigionamento dei gestori della rete dei carburanti
Concedere ai distributori legati da vincoli di esclusiva alle compagnie petrolifere (che gestiscono direttamente o indirettamente la gran parte dei 22.450 punti di vendita al dettaglio) la facoltà di approvvigionarsi di carburanti presso altri fornitori: l’acquisto in esclusiva non potrà superare il 50% e il singolo esercente al dettaglio potrà acquistare la restante parte da altri rifornitori ai migliori prezzi presenti sul libero mercato.

2. Acquirente unico per il commercio all’ingrosso dei carburanti
Assegnare in via straordinaria e temporanea alla società pubblica “Acquirente unico” (che attualmente svolge funzioni analoghe nel mercato dell’energia elettrica) il compito di esercitare anche attività di commercio all’ingrosso dei carburanti, in modo da rifornire migliaia di punti di vendita al dettaglio a prezzi competitivi e così contribuire al contenimento dei prezzi al consumo, superando le attuali strozzature del mercato.

3. Eliminazione dei vincoli regionali sulla liberalizzazione della distribuzione dei carburanti
Intervenire, rimuovendo vincoli normativi e amministrativi a livello regionale e locale e varando misure di accompagnamento, sia sulla distribuzione all’ingrosso che su quella al dettaglio, allo scopo di dotare il nostro Paese di un numero percentualmente adeguato di stazioni di rifornimento indipendenti e maggiormente dotate di pompe self-service, anche offrendo la possibilità ai gestori degli attuali impianti in comodato di diventare imprenditori autonomi.

4. Separazione proprietaria rete trasporto gas
La questione della separazione proprietaria della rete è stata sollecitata più volte dall’Autorità per l’Energia e il Gas. L’Eni infatti possiede tutt’ora il 50% della società proprietaria delle rete, Snam Rete Gas, la quale controlla dal febbraio 2009 il 100% di Stogit, società che gestisce il sistema dello stoccaggio in una sorta di monopolio tecnico.

(Testi già elaborati e presentati come emendamenti alla manovra di luglio )

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commenti

#1 paolo fabbri, 10/2/2011

Non so se il punto 3 prevede anche la possibilita' di vendita dei carburanti da parte delle catene dei supermercati. Credo potrebbero fare dei prezzi sensibilmente piu' bassi

#2 roberto pellegrini, 10/2/2011

L'energia è un bene primario che l'Italia non produce a sufficienza. La richiesta di energia e il costo che gli italiani devono pagare, sono alla base dell'economia. Per il consumo di carburante per l'autotrasporto bisognerebbe incentivare con detassazioni di accise le filiere corte. Il consumo di carburante di una persona e comunque poco in confronto al consumo (e inquinamento) per il riscaldamento. Basterebbe legare il prezzo del carburante per il riscaldamento al CONSUMO PER METRO CUBO D'ARIA SCALDATA, chi consuma molto per scaldare la stessa quantità di aria é perché ha locali non isolati, impianti vecchi o tiene aperte le finestre e le porte. Basta evitare di dare il carburante a chi non ha l'impianto a norma in tal senso. Bisogna detassare chi effettua investimenti per l'isolamento, se non obbligare a farlo per chi è sotto ad un minimo di parametri di buon senso. Bisogna fare in modo che chi lascia le porte aperte del suo negozio in inverno con il riscaldamento al massimo per attirare clienti sia pacificamente convinto a "desistere" dall'importo della bolletta. Stesso bastone anche per i condomini che non hanno attivato la ripartizione delle spese in base allo spreco effettivo del singolo appartamento, dove chi vi abita lascia aperte le finestre, tanto paga uguale. Bastone in bolletta per chi non attua misure per contenere gli sprechi. Lo STATO non deve guadagnare sul carburante, perché altrimenti gli conviene fare in modo che se ne consumi di più non di meno.

#3 Pietro Accetto, 10/2/2011

Non so se c'entra con il tema, ma si potrebbe anche abolire il nucleare, puntare sui rigassificatori, ed incentivare le energie rinnovabili, riducendo il costo dell'energia con un risparmio per tutti i cittadini. Saluti Pietro

#4 stefano giudici, 10/2/2011

Vorrei fare una proposta banale, ma forse risolutiva per raccogliere consensi. Perche' lo stato non apre una catena di distributori e vende la benzina riducendo le accise del 50%. Questo creerebbe libero mercato e le grandi compagnie sarebbero costretti ad andare al ribasso e non rialzo come avviene ora. Ciao stefano

#5 Marco Palella, 10/2/2011

E' opportuno introdurre delle semplificazioni al testo unico delle accise 504/1995 riguardo gli obblighi verso l'agenzia delle dogane per gli impianti di produzione di energia elettrica. Un microcogeneratore da 1 kW a metano a servizio di una abitazione ha l'obbligo di denuncia di officina elettrica come una centrale da decine di MW a servizio di una raffineria. L'obbligo di registrazione giornaliera delle misure su registro cartaceo è qualcosa di antidiluviano e costringe molti potenziali investitori a rinunciare a potenze maggiori solo per problemi amministrativi legati all'officina elettrica. Per favore introducete almeno la possibilità della registrazione in automatico su supporto informatico. Per gli impianti di biogas bisogna dare la possibilità e incentivi alla immissione in rete del biometano. Bisogna dare la possibilità di ricarica dei veicoli a metano anche direttamente presso l'abitazione dell'utente mediante, questo permette di spostare i consumi elettrici di compressione del gas verso le ore serali e permette il recupero del calore di compressione presso l'abitazione. Per il fotovoltaico fino a 6 kW bisogna prevedere l'omologazione di kit di installazione standard per tagliare i costi di progettazione e dare la possibilità del montaggio direttamente da parte dell'utente per ridurre drasticamente i costi di installazione e burocrazia annessa.

#6 gian luigi bettini, 10/2/2011

Se vogliamo un libero mercato, non credo sia corretto mettere imposizioni agli operatori. Se noi vogliamo ostacolare il regime di monopolio degli otto operatori senza dimenticare che uno di questi rappresenta lo Stato italiano, per prima cosa dobbiamo creare la condizione perchè altri soggetti economici siano attratti ad entrare nel mercato petrolifero. Il prodotto nel mercato globale esiste, i depositi costieri, punto cardine della logistica, invece sono il punto debole del sistema perchè gli otto soggetti li monopolizzano. Vi invito a riflettere sui punti sotto esposti: Punto primo: regolamentazione dei depositi costieri Punto secondo: liberalizzazione delle autorizzazioni amministrative per aprire aree di servizio Punto terzo: perchè pagare una tassa come è l'IVA su un'altra tassa che è l'accisa che si equivale al prezzo originario del prodotto? Non credo e non ho la presunzione di aver risolto il problema del caro carburanti, ma spero di aver fornito il mio piccolo contributo.

#7 sebana pernice, 11/2/2011

suggerisco il sostegno a tutte le forme di produzione di energia pulita(solare, eolico, biomasse, etanolo,ecc),non carbone e nucleare, poichè si favoriscono in tal modo le piccole e medie imprese e si protegge l'ambiente.

#8 Massimo Frignani, 11/2/2011

RC- Auto: "data la definizione che l'rc auto non può non essere considerata alla stregua di un servizio pubblico" e dato l'obbligo dell'automobilista proprietario dell'auto di stipulare una polizza Rc auto, sarebbe necessario rendere obbligatorio per le compagnie assicurative la comunicazione delle polizze stipulate al registro antifrode o altro per fare un controllo incrociato con il PRA e scovare i proprietari sprovvisti di Rc auto arrivando fino allo stop della circolazione. produrrebbe un effetto positivo sia sulle assicurazioni che sui cittadini che hanno la sfortuna di avere sinistri con auto sprovviste di Rc auto. Imprese: per aumentare la liquidità sarebbe sufficiente recepire le direttive europee che impongono il pagamento entro i 30 gg. dalla emissione della fattura, comprese le PP.AA. e EE. LL.

#9 Antonio Spagnoli, 11/2/2011

Direi che il primo ed importantissimo obiettivo da raggiungere sia quello di eliminare il cartello che le compagnie hanno costituito lucrando così alle spalle dei consumatori. Questo problema purtroppo è comune con quasi tutte le attività italiane. Bisogna ripensare ai criteri che regolano le nomine dei responsabili delle Autority. Essi devono essere persone sicuramente imparziali, indipendenti dai partiti che non abbiano tessere od incarichi di partito. I compiti, gli obiettivi, gli obblighi e le responsabilità delle Autority e dei responsabili devono essere inequivocabili, così come devono essere inequivocabili le sanzioni ad essi comminati nel caso di accertata incuria ed incapacità ad esercitare la funzione per la quale si è stati nominati. Per il resto sono d'accordo con le proposte presenate, trovo anche interessante la proposta di un lettore secondo cui chi consuma più energia per illuminazione riscaldamento e raffrescamento, introducento magari dei parametri di consumo, sia tassato maggiormente. Bisogna creare il CULTO DEL RISPARMIO energetico.

#10 marco felloni, 22/2/2011

Credo che così come si è stabilito il prezzo calmierato di almeno un tipo di pane ad un euro al kg, lo stato per mezzo di Eni dovrebbe rinunciare ad una parte di ricavi e imporre il prezzo, un euro al litro?, nei propri distributori; venderebbero di più e costringerebbero gli speculatori al ribasso.

#11 GIUSEPPE MERONE, 12/7/2011

A proposito delle liberazioni sui medicinali da banco,vi ricordate della possibilità di poter ricevere uno sconto del 30% a discrezione del farmacista?Ebbene,è scomparso il prezzo dalle confezioni di questi medicinali.A QUESTO PUNTO IL PREZZO è A DISCREZIONE DEL FARMACISTA.On. Bersani si è accorto di questa anomalia e perchè non la denuncia.

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