Posizione PD

LIBERALIZZAZIONI - Assicurazioni, la proposta PD

In Italia il mercato della rc-auto non è affatto concorrenziale

pubblicato il 10 febbraio 2011 , 3553 letture
Assicurazioni
L’abnorme incremento delle tariffe dal 1994 ad oggi, cioè da quando fu avviata (formalmente) la liberalizzazione dei prezzi, in attuazione di norme comunitarie, e il contesto di difficoltà nel quale si muovono i clienti, con scarse e contrastanti informazioni, sono oramai sintomi accertati che dimostrano come in Italia il mercato della rc-auto non sia affatto concorrenziale.

Si tratta di un mercato asfittico che, in queste condizioni, non può funzionare come qualsiasi mercato libero di beni o servizi. La domanda è certa e statica in quanto scaturisce dall’obbligatorietà per gli automobilisti di assicurarsi. I clienti che ogni anno cambiano compagnia assicurativa rappresentano una bassissima percentuale, anche a causa delle clausole di tacito rinnovo delle polizze che quindi devono essere vietate.

Le imprese di assicurazione, che sono tenute obbligatoriamente a fornire il servizio, possono di anno in anno modificare unilateralmente le condizioni tariffarie oppure, come sta accadendo in modo diffuso e con gravi ripercussioni di ordine sociale in diverse aree del Sud, possono procedere alla disdetta del contratto con i propri clienti. Il comparto della rc-auto non deve essere trattato come un mercato in cui sono solo i contraenti più deboli a rischiare, pagando (praticamente a pie’ di lista) i costi globali del sistema.

La costituzione di gruppi di acquisto tra automobilisti a livello territoriale va promossa da parte dello Stato, per consentire agli stessi di trattare le condizioni avendo più potere contrattuale con le imprese di assicurazione.

Il sistema del bonus-malus si è rivelato un fallimento per gli assicurati: la stragrande maggioranza di essi oggi si concentra nelle prime tre classi di merito e questo non ha portato, come avrebbe dovuto essere secondo i principi originari del sistema, ad una progressiva diminuzione del premio da pagare in rapporto alla condizione di minor rischio per le imprese assicurative.

In tutti questi anni, le polizze bonus-malus alla fine hanno quindi penalizzato soprattutto gli automobilisti virtuosi (per loro è sempre malus-malus), oltre a discriminare, oltre misura ed in modo generalizzato, i giovani e gli automobilisti delle regioni meridionali che si trovano di fronte ad offerte di prezzo insostenibili.

Alla luce di tutto ciò appare necessario ripensare profondamente il meccanismo della rc-auto che non può non essere considerato alla stregua di un servizio di pubblica utilità e pertanto andrebbe ipotizzato un vigoroso intervento pubblico di regolamentazione, se si ritiene prevalente la finalità di far conciliare il principio di mutualità, posto alla base dell’obbligo di assicurazione, con l’interesse pubblico a garantire ai cittadini l’esercizio di un fruibile ed universale servizio di tutela.

Contestualmente all’esigenza, non più procrastinabile, di procedere ad una riforma della rc-auto, occorrerebbe infine intervenire, anche con misure collaterali, quali quelle per il contrasto alle frodi assicurative, accelerando la nascita dell’apposito Ufficio centrale antifrode, e alla lievitazione anomala del costo dei sinistri, secondo quando segnalato da Isvap.

Proposte:
1. Abrogazione del tacito rinnovo del contratto RC auto

2. Divieto di modifiche unilaterali del contratto RC auto

3. Promozione dei gruppi di acquisto solidali polizze RC auto

4. Revisione del meccanismo del bonus malus
(Testi in corso di elaborazione)

5. Istituzione dell’Ufficio centrale antifrode
(In corso di approvazione alla Camera)

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servizi
 

commenti

#1 Anthony Carlino, 10/2/2011

Sono un 26enne dirigente democratico del Circolo Pd di Licata e ogni giorno vivo i problemi degli assicurati e degli assicuratori: la mia famiglia infatti lavora nel campo dell'intermediazione assicurativa da oltre 20 anni e lì ha puntato da sempre tutto. Oggi però le Compagnie assicurative (tutte) hanno messo in moto un sistema tale che diventa quasi impossibile assicurare e assicurarsi: disdette, aumenti, ostruzioni varie... Io credo che il Pd possa e debba fare molto in questo campo, sia da parte degli assicurati che degli intermediari: urgono interventi decisi a tutela di entrambe le categorie, l'istituzione di un'antifrode seria, un sistema b/m rivisto, un sistema di risarcimento del danno fisico totalmente rivoluzionato per eliminare la cancrena delle micro-invalidità (il classico collare), un sistema di controllo delle compagnie serio e non come l'ISVAP oggi che sanziona pesantemente gli intermediari e che strizza l'occhio alle Compagnie. E poi magari far studiare le proposte legislative anche a noi intermediari: un aiuto pratico ai tecnici potrebbe essere importante... Di mio ogni giorno combatto per il Partito Democratico, mi auguro anzi auspico che anche il Partito Democratico combatta questa battaglia per chi come me sta vivendo l'emergenza nel settore assicurativo... io ci sono e voi?... INSIEME si può!

#2 Vincenzo Battipaglia, 10/2/2011

Il rapporto Impresa assicuratrice/Assicurato è un rapporto asimmetrico, ancor più, data l’obbligatorietà, di quello tra Banca e Cliente. Le proposte vanno rafforzate, consultando gli operatori e le Associazioni dei consumatori. Un risultato positivo avrebbe presumibilmente una ricaduta favorevole come quella sull’eliminazione della maggiorazione sulle ricariche telefoniche.

#3 Pietro Accetto, 10/2/2011

nn so come, ma si dovrebbe fare in modo da unificare le tariffe in tutte le provincie. nn è possibile che a napoli pago 1000 per un motorino e a bergamo 200. e lo stesso vale per le auto. e non dite che le tariffe sono diseguali perchè a napoli fanno le truffe perchè le percentuali sono uguali in tutta italia

#4 Antonio Spagnoli, 11/2/2011

Anche per questo settore il PROBLEMA principale è quello del cartello che le compagnie hanno costituito, ed hanno addirittura un organismo unico di rappresentanza è una cosa logica? A parzialissima discolpa delle compagnie bisogna riconoscere che la scarsissima efficenza della giustizia produce loro danni economici che riversano con i dovuti interessi sugli utenti. Si ha idea di quante truffe si facciano di quanti incidenti fasulli siano denunciati e che la magistratura purtroppo quasi mai, e non per demerito ma per procurata inefficenza, riesce a perseguire

#5 vincenzo ferrante, 12/2/2011

Spero che ormai sia chiaro che esiste un serio problema di discriminazioni nel settore assicurativo in Italia, mettiamo in campo le proposte che possano fermare questa ondata di aumenti che penalizzano il nostro sud. Non vorrei che l'idea di federalismo che hanno certe forze politiche sia basato su ciò che sta avvenendo nel settore assicurativo: dato che al sud ci sono le truffe ( idea che molti hanno dimostrato non essere nenche vera ) siamo tutti truffatori, un domani porterà a pensare che se al sud vi è criminalità, allora siamo tutti criminali e ci meritiamo l'azzeramento dei servizi e l'impoverimento del territorio. Se fermiamo la fuga delle compagnie dal sud, togliendo loro gli alibi fin quì addotti, faremo una azione di giustizia sociale, che, ovviamente, è nel dna del Partito Democratico.

#6 giorgio maritato, 12/2/2011

Io penso che cio' che deve far riflettere sono questi dati:In Francia 2 Milioni di sinistri nell'anno 2009 in Italia 4 Milioni e centomila:In Francia 60 mila avvocati in italia 350.000.Le microlesioni come nsi fa incorporarle in un progetto di legge tutti questi avvocati se limitiamo il lavoro nell'ambito assicurativo cosa dovranno fare.

#7 fabrizio premuti, 12/2/2011

Il tentativo di liberalizzazione vera, lanciato da Pierluigi Bersani Ministro, avvenuto con l'introduzione del plurimandato associato alla caduta dei contratti pluriennali, è stato completamente sterilizzato dalle controriforme di questo sciagurato governo. Le compagnie di assicurazione hanno incassato di colpo un credito che sfiora l'impunità. L'introduzione della discriminazione territoriale nella RC Auto è la conseguenza reazionaria al richiamo che la corte di giustizia europea ha prodotto con la sentenza che lascia in capo alle compagnie l'obbligo di fornire la copertura a chiunque ne faccia richiesta. Meno libertà di scelta ai cittadini consumatori, nessuna regola tariffaria per le imprese, rappresentano il mix che mette in ginocchio l'operare quotidiano di tanti lavoratori e piccole imprese di settore, che provoca disagio e ingiustizia sociale, che porta inevitabilmente vantaggio a chi opera nell'illegalità. Tutti condanniamo chi commette frodi, ma iniziamo a condannare anche chi con lacrime di coccodrillo, dopo aver smontato gli uffici del sud del paese, dopo aver licenziato, trasferito, mortificato il proprio apparato produttivo, maschera dietro ad una condanna le proprie incapacità ed inefficienze imprenditoriali. Giuste, giustissime le contromisure presentate dall'Isvap, ma rischiano di non essere sufficienti anche in presenza di pesanti sanzioni che si profilano per le imprese che, elevando artificiosamente le tariffe e limitano oltre misura la mutualità che è alla base di questa copertura, di fatto stanno eludendo l'obbligo di fornire la RC Auto a chiunque la richieda. Ottima l'idea di introdurre gruppi d'acquisto, vera novità che ricorda anche alcuni esempi del mercato francese. Ma perchè non introdurre la possibilità che la copertura venga fornita anche da organismi ad azionariato pubblico, tipo il consap, che è una S.p.A. pubblica, in concorrenza alle altre imprese private ed a cui potrebbe far richiesta sia il singolo cittadino, sia un intermediario iscritto al Rui. Il fine è quello di provocare, indurre una vera concorrenza al mercato nella quale anche gli intermediari, oggi così fortemente penalizzati dalle loro mandanti, possano recuperare fette di mercato che inevitabilmente e forzatamente si incamminano verso l'illegalità. Sarebbe la sostanziale e inevitabile vittoria di un mercato pluralistico in cui il plurimandato si concretizzerebbe automaticamente ogni qual volta fosse messa in crisi la sostenibilità d'accesso ad una garanzia che non dimentichiamolo mai è obbligatoria per legge.

#8 FELICE DI VITO, 13/2/2011

Per tutelare maggiormente gli assicurati (non solo nel ramo RCAuto), sarebbe opportuno che la disdetta delle polizze possa avvenire senza dover necessariamente attendere la scadenza annuale, con rimborso del premio pagato per il periodo intercorrente tra la disdetta e la scadenza annuale. In fondo, in banca, io posso chiudere un rapporto di conto corrente in qualunque momento. Una tale opzione porterebbe ad una maggiore concorrenza e ad una maggiore attenzione da parte delle compagnie nei confronti delle esigenze della clientela.

#9 Domenico Manigrasso, 15/2/2011

Personalmente ogni volta che devo rinnovare la mia rca auto, mi sento raccontare le scuse più assurde per giustificare gli aumenti, l'ultima è stata che bisogna essere solidali fra assicurati, e che per pagare di meno rispetto a quello che dovremmo pagare per combattere le frodi e l'aumento degli incidenti, dobbiamo pagare tutti quel "POCO" in più di aumento. Come a dire che tutti dobbiamo pagare per le frodi e gli incidenti causati da altri. Sanno benissimo che se disdettassi la mia assicurazione, pur nella classe più bassa non ne troverei nessuna che mi farebbe un prezzo minore. Ho cercato su internet e gli aumenti con una nuova assicurazione, oscillano tra i 300 e i 600 euro in più all'anno. E' un ricatto bello e buono oltre a essere un inadempienza contrattuale. In calce in piccolo c'è la clausola mai rispettata, che impegna l'assicurazione a diminuire il premio annuale in caso di mancanza di sinistri. Sono stato costretto a inserire la clausola del guidatore unico e una franchigia di 500 euro per veder scendere in modo poco consistente il premio. E' un furto continuo, è una VERGOGNA.

#10 Gian Franco Mascoli, 18/1/2012

SI DOVREBBE INTERVENIRE IN MODO MOLTO SERIO A NAPOLI SULLE RC AUTO PERCE' NON SI RIESCE PROPRIO A COMPRENDERE PERCHE' UN CITTADINO PER BENE,ONESTO,ATTENTO SOLO PER LA CASUALITA' DI ESSERE NATO A NAPOLI DEBBA ESSERE DISCRIMINATO NON SOLO RISPETTO AD ALTRE ZONE D'ITALIA, ANCHE RISPETTO AD ALTRI CITTADINI DELLA MIA STESSA REGIONE. SE ABITASSI A SALERNO, A BENEVENTO,AVELLINO O NELLE LORO PROVICIE AVREI LA POSSIBILITA' DI PAGARE QUASI IL 50% IN MENO RISPETTO ALLE TARIFFE APPLICATE A NAPOLI. SONO 35 ANNI CHE GUIDO E NON HO AVUTO UN INCIDETE NEGLI ULTIMI 27 ANNI, NON HO MAI SCRITTO UNA LETTERA ALL'ASSICURAZIONE, NE HO MAI CHIESTO DANNI, MA NONOSTANTE QUESTO IL PREMIO CHE PAGO E' ELEVATISSIMO RISPETTO AD ALTRE REALTA'! PERCHE'? PERCHE' NON INTERVENITE DISCIPLINANDO QUESTA ANOMALIA RENDENDOCI CITTADINI UGUALI NEI DOVERI E NEI DIRITTI? GIAN FRANCO MASCOLI PROVICIA

#11 marco valla, 2/2/2012

qualcuno di voi potrebbe spiegarmi in modo non demagogico (cioè dovrete sforzarvi molto)cosa c'entra con le liberalizzazioni assicurative quel comma che permetterebbe se diventasse legge alle assicurazioni di pagare solo il settanta per cento del danno se il cliente non va in carrozzerie convenzionate ? credete che ciò che state permettendo serva veramente a rendere più libero il mercato ? se pensate di si potete spiegarmi come ? o non è che un regalino alle compagnie proprio ora che vi state pappando SAI vi torna comodo ? qualcuno sa rispondere ? grazie

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