Articolo

Donne in 200 piazze per la propria dignità

Il movimento "Se non ora quando": "Siamo oltre un milione, da Roma a New York". Pd: “Iniziato il risveglio dell’Italia” (video youdem)

pubblicato il 14 febbraio 2011 , 2284 letture
Se non ora quando
E’ stata un successo indiscutibile e senza precenti, la mobilitazione in tutto il mondo a difesa della "dignità delle donne” e contro il premier Silvio Berlusconi che ha infangato l’Italia con le sue vicende personali e le donne in particolare, fornendo una immagine delle italiane come “oggetti in vendita” ed a sua disposizione.

Le promotrici del comitato 'Se non ora, quando?' hanno lanciato un appello mondiale, ad intervenire alle manifestazioni al di là dei propri schieramenti politici. E l’appello è stato ampliamente e trasversalmente accolto al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Un successo nei numeri e nella simbologia politica: oltre 200 iniziative, nessuna bandiera di partito ma tanta partecipazione, musica, vignette e cartelli. Raduni da Tokio a New York, da Lecco a Vibo Valentia, grandi cortei e presidi nella capitale, a Napoli, Torino, Palermo, Milano... E pensare che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini aveva etichettato le donne che avevano aderito pubblicamente all’appello come "poche, radical chic".

Tutto il Partito democratico era a Roma in piazza del Popolo, con una manifestazione che sembrava nazionale. In migliaia assiepati ai margini e fin sulla terrazza del Pincio. Donne protagoniste sul palco e tra i manifestanti, ma anche tanti uomini, di tutte le generazioni. "Siamo più di un milione!", è l'annuncio che, mettendo insieme i numeri di tutte le piazze, ha scatenato il boato della manifestazione romana. A rappresentare il Partito ma ai piedi del palco: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Livia Turco, mentre gli uomini del Pd sono rimasti tra la gente, per rispettare la volontà delle organizzatrici e permettere al Pd di esserci, come dice Finocchiaro, ''in punta di piedi''. Il Segretario Pier Luigi Bersani si è fatto vedere insieme alla moglie Daniela ma è stato lontano anche dal backstage. Come Massimo D'Alema, presidente del Copasir che era in piazza del Popolo insieme a moglie e figlia. Mescolati tra la folla anche Walter Veltroni e Dario Franceschini.



“Siamo qui tutte insieme per restituire dignità alle donne e al Paese” ha detto il presidente del Pd Rosy Bindi. “Questo movimento non si fermerà, il Paese merita di più e lo otterrà grazie alle donne".
"Oggi il Paese ha parlato”, ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.“Questa imponente manifestazione spontanea è il segno di un nuovo ciclo: Berlusconi e i suoi dovrebbero uscire dal delirio e guardare in faccia la manifestazione del sentimento popolare”. "La voce delle donne è arrivata forte e chiara: vogliamo che l'Italia sia un Paese che rispetta le donne. Perché davvero crediamo di rappresentare una grande forza ed energia per il futuro del Paese", ha dichiarato in una nota Roberta Agostini, Responsabile della conferenza delle donne. "Ma il messaggio più forte è la volontà di risveglio e la determinazione nel voler affrontare i problemi".

Ballano sul palco della capitale, un filo di commozione che traspare negli sguardi felici, un sorriso fiero impresso sui volti: Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, l'attrice Lunetta Savino, la docente universitaria Francesca Izzo, l'attrice Isabella Ragonese, le registe Francesca e Cristina Comencini, suor Eugenia Bonetti, l'attrice Angela Finocchiaro, la ginecologa congolese Suzanne Diku, la femminista storica Alessandra Bocchetti e molte altre. E dietro il palco erano presenti tra le tante: Silvia Costa, Giulia Bongiorno, Patrizia Cavalli, Sabrina Impacciatore, Serena Dandini. ''Sono una bambina, non ho fatto il femminismo, sono una precaria, sono una madre, sono una commessa, un'impiegata e oggi mi dimetto da tutto. Oggi 13 febbraio scendo in piazza'', ha detto Isabella Ragonese aprendo la manifestazione. E Susanna Camusso , leader della Cgil, dal palco ha risposto a Giuliano Ferrara ed ai quattro manifestanti pro-Berlusconi del giorno prima a Milano: "Ci dicono puritane, ma chi lo fa, si ricordasse tutti i divieti che ha voluto imporci, dalla fecondazione assistita alla pillola del giorno dopo".

“Non è possibile lasciar passare il messaggio che esistono scorciatoie nei percorsi della rappresentanza, o il solo sospetto che ruoli pubblici siano il frutto di uno scambio di favori sessuali con il potente di turno- ha commentato la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a Roma, dal palco-. Ne va della dignità delle istituzioni e del rispetto dovuto al lavoro difficile ma straordinario di migliaia di donne. Ho ritenuto importante essere qui oggi prima di tutto per me, per il rispetto e per la mia dignità di donna che riveste un incarico istituzionale''. Questo è uno dei passaggi dell'intervento della Presidente.

Neanche i più ottimisti si aspettavano tanta partecipazione a Bologna. ''Siamo cinquantamila'' è il grido che si è levato da piazza Maggiore, alla conclusione della manifestazione delle donne: Se non ora, quando? “Non esiste una sola questione femminile, che non riguardi l'intera umanità”, ha detto l'attrice Lella Costa, tra le prime a prendere la parola . Poi una ricercatrice ha letto un applauditissimo messaggio di Margherita Hack: “Rifiutate l'idea - ha scritto la scienziata - che per fare successo ci si debba prostituire, fisicamente e moralmente. E dimostrate con il vostro lavoro che esiste un'Italia diversa”.

Piazza dei Signori, a Padova, non è riuscita a contenere i due cortei con cui la città ha celebrato il 'Donna Day', inteso come il giorno della dignità delle donne. Anche qui un’iniziativa trasversale, senza sigle di partito, per chiedere le dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Erano presenti circa 15mila persone e si sono susseguiti interventi di donne di tutte le età, e di tutte le estrazioni sociali intrecciando canzoni del femminismo storico ai nuovi slogan contro lo svilimento della figura femminile dell’ultimo ventennio.

Anche in diverse altre città emiliano-romagnole le donne si sono date appuntamento nelle piazze. A Modena, per esempio, diverse migliaia si sono trovate in piazza Matteotti, invadendo il centro storico con palloncini di colore rosa.

“Era da molti anni che non partecipavo ad una manifestazione così democratica, pacifica, costruttiva e gioiosa”. Questo il commento del deputato del Pd Giorgio Merlo, vice presidente della Commissione Vigilanza Rai, che ha partecipato al corteo organizzato a Torino. “La giornata di oggi ci ha trasmesso due grandi messaggi: una grande passione civile e democratica del movimento delle donne piemontesi e una forte domanda di cambiamento politico alla guida del Paese. Il tutto senza insulti, senza incidenti e senza polemiche. Una bella e straordinaria pagina di democrazia". “Non mi aspettavo così tanta gente in piazza a manifestare per il valore irrinunciabile della dignità e dei diritti delle persone. E' stata una di quelle giornate che scaldano il cuore", così Piero Fassino, commosso ai giornalisti presenti.

Piazza gremita per la manifestazione anche ad Ancona. Molti i giovani, intorno al palco allestito davanti al Teatro delle Muse. Traffico bloccato mentre si susseguivano gli interventi di donne comuni, ma anche di amministratrici e parlamentari delle Marche, che si sono tutte presentate solo con il loro nome come ha voluto il Comitato 13 febbraio perché l'iniziativa non venisse politicamente strumentalizzata. Alle testimonianze, accolte da applausi, si è alternata la lettura di brani tratti da autori classici e degli articoli della Costituzione italiana.

E' iniziata con l'Inno alle donne di Madre Teresa di Calcutta e finita con le note di 'Bella ciao' l' edizione milanese della manifestazione 'Se non ora, quando?' che ha riempito e colorato il centro di Milano. Gremita piazza Castello, i manifestanti hanno quasi tutti indossato una sciarpa bianca segno di lutto per il Paese che è simbolo del movimento. Ha parlato di dignità Claudia Mori. Sono intervenuti Franca Rame e il premio Nobel Dario Fo, Daniela Colombo, l'attrice Licia Maglietta, la scrittrice Silvia Ballestra (querelata da Berlusconi per un pezzo sull'Unita'), la sindaca di Cinisello Balsamo Daniela Gasparini, Gad Lerner, due studentesse (Carlotta e Marta), Ivana Brunato della Cgil (sindacato che fa parte del comitato promotore), Ottavia Piccolo e anche Flavia Perina, la direttrice del Secolo d'Italia a dimostrare che la manifestazione non è una questione di destra e sinistra ma ''di dignita' delle donne''.

A Genova si è conclusa sotto una pioggia battente in una piazza De Ferrari gremita la manifestazione "Se non ora quando", che, nonostante il maltempo, ha visto la partecipazione di 50 mila persone. A scendere in piazza per la dignità femminile, tantissime donne di tutte le età, alcune delle quali indossavano sciarpe bianche e cartelli con la lettera "D", ma anche molti uomini e intere famiglie. Al corteo, colorato pacifico hanno partecipato la senatrice del Pd Roberta Pinotti. il sindaco Marta Vincenzi e l'europarlamentare Sergio Cofferati. Lo slogan più scandito dai manifestanti, che, per ripararsi dalla pioggia, hanno preso d'assalto i portici del Teatro Carlo Felice, è stato "Dimissioni, dimissioni", richiesta che campeggiava anche su molte magliette e bandiere.

Sono molti i Comuni del barese e dell'intera regione Puglia in cui sono scese in piazza donne e uomini manifestando per l'affermazione della dignità delle donne e dei loro diritti, Tra gli altri, anche Altamura dove in serata si è tenuto un sit-in a poche ore di distanza dalla manifestazione mattutina che si è svolta in contemporanea anche a Bitetto, Bitonto, Corato, Molfetta, Noicattaro e Putignano. Iniziative in serata anche nel tarantino e nella provincia. A sottolineare il successo barese della manifestazione è anche il deputato del Pd Dario Ginefra, che vi ha partecipato senza simboli di partito,come altri esponenti politici: "Tante famiglie hanno sfilato a Bari come nel resto d'Italia per manifestare la loro distanza dall'Italia della videocracy e - ha detto - per invocare una politica più attenta ai problemi reali del Paese".

Più di mille persone hanno partecipato a Mantova alla manifestazione organizzata dalle donne per protestare contro la mercificazione del corpo femminile. L'iniziativa ha assunto ben presto toni anti-berlusconiani, tanto che molti cartelli e striscioni chiedevano le dimissioni del premier. Dal sagrato della basilica Sant'Andrea, palco improvvisato, Giovanna Zaltieri, esponente locale del Pd, ha chiesto apertamente le dimissioni di Berlusconi tra gli applausi scroscianti, della piazza.
Anche in Calabria la mobilitazione contro Berlusconi ha avuto molto seguito. In quasi tutti i maggiori centri delle provincie calabresi, ma anche a Lamezia Terme e nella piana di Gioia Tauro si sono svolti cortei e manifestazioni che hanno visto la partecipazione di numerose donne. A Cosenza la manifestazione si è svolta con tanti palloncini rosa, striscioni e cartelli con centinaia di libri rivolti al cielo. Ed alla domanda ''se non ora quando?'' la risposta, gridata in coro, ''sempre''. Una iniziativa, quella cosentina, che ha registrato una partecipazione variegata con donne di tutte le età appartenenti al mondo delle istituzioni e della politica, ma anche semplici cittadine, ed anche tanti uomini.

Migliaia i cartelli fabbricati a mano dalle donne che hanno colorato i cortei e le piazze. Cartelloni contro il premier ma soprattutto a sostengo dei diritti delle donne. Uno striscione, recitava: "Né perbene né permale. Unite, diverse, libere". Tra gli altri cartelloni: "Sorelle d'Italia, la donna s'è desta"; "Libere di agire, capaci di reagire". Ed ancora, riferendosi alle vicende egiziane e alle dimissioni di Mubarak: "Papi segui lo zio"; "Non siamo escort, non siamo madonne, siamo orgogliose di essere donne"; "Non sono la nipote di nessuno". Alcuni ironicamente anche molto coloriti, come: “Berlusconi, hai le orge contate”, e “Io lavoro, tu ruby”, solo per citarne alcuni.

Ma l’appello delle donne italiane ha avuto eco in tutto il mondo.

Centinaia di donne italiane residenti in Germania hanno aderito all'iniziativa nelle piazze di Francoforte (Ovest) e Amburgo (Nord), dove era presente anche la parlamentare del Pd Laura Garavini. “Ne abbiano abbastanza, purtroppo, di doverci vergognare rispetto a un presidente del consiglio che sulle varie testate, non soltanto italiane ma anche straniere, produce la derisione e la denigrazione del nostro Paese'', ha detto la deputata del Pd. A Berlino, erano circa 300 i giovani presenti nella Potsdamer Platz, soprattutto donne, che hanno manifestato al grido di ''Chi non salta mafioso è” o cantando ''Bella ciao'', in occasione della presentazione alla Berlinale del film 'Qualunquemente' con Antonio Albane.

"Di-mi-ssio-ni, di-mi-ssio-ni!": l'eco del grido scandito delle donne 'indignate' verso Berlusconi è risuonato anche a Londra al sit-in contro il premier di fronte a Downing Street. "Weak up Italy" (Italia svegliati), "Berlusconi game over" (Berlusconi il gioco e' finito), "Dignity is priceless" (la dignitè è senza prezzo,), e ancora: "Vogliamo la democrazia in Italia”, sono solo alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti uomini e donne, quasi tutti giovani, quasi tutti italiani e molti di loro residenti a Londra per motivi di studio o di lavoro.

Donne ''indignate'' contro Silvio Berlusconi anche a New York. Sono quelle scese in piazza nella centralissima Times Square, nel cuore di Manhattan, per chiedere da New York le dimissioni del presidente del Consiglio. La manifestazione, collegata alle altre tenutesi in Italia e in altre capitali, è stata promossa da studentesse delle università di New York, di Washington, di Princeton e di altri atenei americani, ma anche aderenti a gruppi e associazioni d'America. Sui loro cartelli di protesta, esposti sia da donne, sia da numerose famiglie con bambini: ''L'Italia non è Berlusconi!'', ''Mubarak out, Berlusconi next'', (Mubarak è stato fatto fuori, Berlusconi sarà il prossimo), ''Shut Up!'' (Taci!), ''Resigned!'' (Dimettiti!)

E ancora manifestazioni a sostegno del movimento italiano: “Se non ora quando?” a Parigi, Bruxelles ma anche in altre città del mondo come Tokyo e perfino in Bangladesh, Mozambico, Corea del sud, Nepal, Agrentina, Hawaii.

“Arrivederci, Silvio” titola oggi il Financial Times, che dedica all’Italia ben tre articoli (donne, sbarchi e crisi politica). Ma non sarà così semplice, anche se le manifestazioni svoltesi ieri in tutta Italia e non solo, organizzate dal basso dalle donne, che hanno ottenuto un risultato straordinario dal punto di vista della partecipazione popolare costituiscono un punto di forza nuovo per la riscossa dell’Italia.

Anto.Pro.
servizi
Trovi questo documento anche in
 

commenti

#1 guido perazzi, 15/2/2011

Parole aggiungo a parole. La politica è di parole. Le parole sono LIBERTÀ. Non c'è somiglianza, non si conosce quel sentimento che ti riempie, come quando si è insieme ad altri, nelle strade nelle piazze, a manifestare le proprie idee le proprie pensate. La mia presenza è la tua presenza. Io sono diverso da te. Tu sei diverso da me. Tutti siamo uguali tutti presenti e NO. Tutti vogliamo vivere bene. E che NESSUNO sia visto nemico. Ciao da guidoIpazia

#2 guido perazzi, 15/2/2011

Via il NEMICO dal CERVELLO. Perché il fare POLITICA in Italia è quasi impossibile? forse ANCHE perché chi cerca di fare una politica come servizio al proprio paese, NON HA RICEVUTO UNA EDUCAZIONE LIBERALE negli STUDI. E nella RICERCA PERSONALE, non è ARMATO della CURIOSITÀ NECCESSARIA, per fare al MEGLIO POLITICA. Per esempio sarebbe utile e NECCESSARIO SVILUPPARE nelle CLASSI DIRIGENTI italiani, la consapevolezza di DOVER ricercare il METODO ORGANIZZATIVO, per fare stare insieme molte DIVERSITÀ di PENSIERO, PERCHÈ le DIVERSITÀ in POLITICA, è LA VERA RICCHEZZA per FARE del BENE ANCHE ai CITTADINI per FARLI VIVERE al MEGLIO POSSIBILE: NON SIA VISTO IL DIVERSO ANCHE NEL PROPRIO PARTITO COME NEMICO. VIA il NEMICO dal PROPRIO CERVELLO.

invia un commento

Per lasciare un commento è necessario effettuare l'accesso.
Effettua ora il login oppure registrati.

Mi piace

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.