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Scuola, sit-in PD davanti Palazzo Chigi. Bersani: "Gelmini dimettiti"

Il segretario PD: "Nella scuola si costruisce il futuro dell'Italia".

pubblicato il 1 marzo 2011 , 6663 letture
Sit In scuola pubblica
In difesa della scuola pubblica, attaccata dal premier - in una delle sue ormai consuete uscite che hanno il solo scopo di distrarre l'opinione pubblica dai suoi guai giudiziari - il PD ha promosso il  1° MARZO ALLE 17 E 30 un sit-in sotto Palazzo Chigi (Via del Corso - lato Galleria Colonna) per una scuola pubblica, garanzia della libertà di pensiero.Ci saranno Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Francesca Puglisi e tanti parlamentari e dirigenti del PD.
La posta è troppo grande. La scuola è il motore della libertà di espressione, della formazione e della possibilità di dare a tutti i giovani condizioni di partenza simili. Per questo il Partito democratico ha guidato la sollevazione del Paese contro l’affondo della destra.
Immediata  domenica è stata la risposta di Pier Luigi Bersani, a giudizio del quale "la scuola pubblica è nel cuore degli italiani, da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile. Con richiami di sapore antico - ha sottolineato il segretario del Partito Democratico - il premier se la prende con comunisti e gay, insultando così l'intelligenza e la coscienza civile del Paese. All'elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica - ha concluso Bersani - è nel cuore degli italiani, è il luogo in cui l'Italia costruirà il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica e non permetteremo che Berlusconi la distrugga". Proprio per questo il segretario dei democratici chiede a Maria Stella Gelmini di rassegnare le dimissioni: "Se la Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che il premier ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dimettersi". (Vi invitiamo a diffondere le proposte per la scuola approvate dall'Assemblea Nazionale del PD).

Dire che i professori sono ideologizzati e non insegnano ciò che dovrebbero –come ha fatto pubblicamente il Premier, aggiungendo che “inculcano principi diversi da quelli delle famiglie” - è un’offesa clamorosa allo sforzo degli insegnati. I quali tra l’altro sono spesso costretti a far funzionare la scuola con risorse tagliate ogni anno di più dal governo di destra. Ma significa anche dire alla Lega che potrà cambiare le lezioni di storia per insegnare che la Padania è una nazione. Significa dire ai più abbienti che i loro figli potranno studiare nelle migliori scuole private e che i figli del portiere, dell’artigiano o dell’operaio non avranno la possibilità di essere concorrenti agguerriti. Significa dire ai cittadini che la libertà di pensiero, che si insegna nella scuola, non sarà un fenomeno di massa.
Non solo. Significa dire che le strutture scolastiche gestite privati e dai religiosi soprattutto saranno privilegiate e sostenute. Dopo la salvaguardia delle scuole, degli ospedali e degli alberghi gestiti dai religiosi, con la prossima tassa locale Imu prevista nel decreto di attuazione del federalismo (che invece per artigiani e commercianti si tradurrà in una patrimoniale secca e pesante) e dopo l’assoluto appiattimento sulle posizioni più oltranziste che riguardano i temi etici, è arrivata la vera proposta sulla scuola.

Per Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale del partito, che ha contribuito a lanciare la mobilitazione attorno a questo tema, "a Berlusconi, amico di dittatori e rais, e ballerino di bunga bunga, dà fastidio la scuola pubblica, perché è scandalizzato dalla cosa più pericolosa che la scuola produce: il pensiero".

La Puglisi ricorda  che "per il massacratore Gheddafi, intimo amico del nostro premier, al quale ha dedicato un mega poster di sette piani in una via centralissima di Tripoli, chi pensa è un nemico pericoloso. Lo è per l'ex agente Kgb Putin che non sopporta critiche di sorta. Dopo essersi impossessato del 90% dei mezzi di informazione, dopo aver delegittimato la magistratura, ora Berlusconi punta a distruggere il luogo dove si formano le coscienze civili, dove le menti imparano a essere libere di ragionare e di criticare".

A giudizio della Puglisi, l'obiettivo del premier è quello di "dirottare fondi verso istituti elitari, per famiglie ricche, scuole facilmente controllabili perché economicamente ricattabili: l'idea di qualsiasi regime autoritario che anziché prendere il potere con le armi, lo afferra occupando le istituzioni. Ecco perché infanga gli insegnanti e taglia risorse e personale alle scuole dello Stato".

C’è poi un tormentone, un filo conduttore, sul quale insiste solo Berlusconi: i comunisti e le loro scuole statali. La Costituzione irrisa e considerata un intralcio per le magnifiche sorti del suo Governo.

“Eh sì, ci risiamo –ha commentato Puglisi - se il Presidente del Consiglio leggesse con attenzione la Costituzione, scoprirebbe che l'art. 33 già garantisce la libertà di scelta educativa, senza oneri per lo stato, e che la scuola pubblica non inculca, bensì educa alla libertà e al multiculturalismo. Anzi, la scuola pubblica statale è l'Istituzione democratica fondamentale per garantire la libertà nel nostro Paese. Per questo, Silvio Berlusconi - l'amico di Gheddafi - ha deciso di distruggerla.”

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Ma poi il clichè si ripete, viste le reazioni immediate del mondo accademico e politico: per la cronaca Berlusconi ha detto di essere stato frainteso. Ma nelle dichiarazioni di smentita in realtà il premier conferma il suo pensiero.
“Come al solito, anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra… -ha affermato Silvio Berlusconi in una nota diffusa da Palazzo Chigi -. Desidero perciò chiarire la mia posizione sulla scuola. Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell'Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica….Questo non significa – ha sottolineato - non poter ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli”.

Una smentita irrisoria che sembra solo una riconferma. Accuse infondate e non supportate da nessuno: nè gruppi di genitori, nè studenti si sono mai riconosciuti in questo pensiero, solo il premier ed i suoi amici, che tra l'altro non usufruiscono di certo del sistema pubblico di istruzione.

Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, ha subito risposto “alla smentita del Premier”. “E’ semplicemente patetico il tentativo di attaccare Bersani per chiarire e correggere il suo giudizio sulla scuola pubblica, peraltro del tutto coerente con i tagli e le misure depressive adottate dal suo governo. Alla scuola pubblica, dai primi gradi fino alle superiori passando poi all’Università, il governo Berlusconi ha presentato il conto più salato in termini di risorse mancate, dignità negata agli insegnati, impoverimento dei percorsi formativi. Lo sanno milioni di famiglie e di studenti che ogni giorno misurano l’abbandono in cui versa uno dei settori strategici per il futuro del Paese e che resiste al collasso solo grazie alla passione e al lavoro quotidiano di tutti i suoi docenti. E chi conclude gli incontri politici inneggiando alle sue indicibili abitudini notturne non è degno di pronunciare la parola famiglia”.
“Liberta d’insegnamento? Ha concluso amaramente Bindi -, Berlusconi conosce solo significato parola arbitrio, come dimostra la sua costante insofferenza per la legge che cerca sempre di aggirare o di piegare a tutelare i suoi interessi”.

E sull’atteggiamento sicuramente poco “istruttivo”del ministro della istruzione, ha insistito la Senatrice PD Mariangela Bastico. “Le parole della Gelmini sono assolutamente ingiustificabili: inaccettabile che difenda Berlusconi invece che la scuola pubblica. Dovrebbe dimettersi subito, se solo avesse il minimo rispetto del proprio ruolo e la minima coscienza di ciò che essere Ministro della Pubblica Istruzione comporta”.

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commenti

#1 erminio pellegrino, 28/2/2011

la Gelmini ha ragione la scuola pubblica è schiava di diverse ideologie, invece quella privata no perchè dove ci sono i preti a dirigere, c'è la massima libertà di pensarla come loro e se qualche alunno non è abbastanza moderno e va nell'antiquato pensiero del pluralismo pensano loro a portarlo nella giusta via "la loro via" perciò raggiungono il massimo grado di libertà, quello della libera obbedienza, inoltre la Gelmini ha ragione anche sull'aretratezza di Bersani e del PD infatti per modernizzarsi Bersani dovrebbe ,come lei ha già fatto, partecipare a qualche seduta di bunga bunga che sicuramente aprirebbe il suo cervello a orizzonti molto vasti come quelli della ministra che ha sempre l'aspetto del cane bastonato e dominato dal suo padrone.

#2 Aliso Cecchini, 28/2/2011

Non solo in piazza per la scuola. Anche per le dimissioni del governo. Inoltre dimissioni di Alberto Tedesco da senatore e autorizzazione a procedere; senza se e senza ma.

#3 mario saitto, 28/2/2011

Sono d'accordo:la scuola pubblica merita sit-in e una grande piazza; ma non dimentichiamo che il sen.Tedesco si deve comportare come un comune cittadino di fronte alla legge!

#4 stefano catena, 28/2/2011

Ci rendiamo conto che quotidianamente il caimano alza il tiro? E continua a comprare parlamentari che gli garantiscono la maggioranza e la sopravvivenza? Ormai le parole e le denuncie non bastano più, occorrono atti concreti che davvero lo fermino: credo che a questo punto non resti altro che la dimissione in blocco dei parlamentari dell'opposizione, almeno quelli del PD, Napolitano non potrà far altro che decretare la mancanza di rappresentatività del parlamento e sciogliere le camere. Sarebbe un gesto che gli elettori capirebbero ed apprezzerebbero. Non si può aspettare che metta mano ad altre riforme vitali per la democrazia. Siamo in emergenza democratica!

#5 Gianni Compalati, 28/2/2011

VOI DEL PD PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO !!!!!!!!!!!!!! DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO DIMETTENDOVI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA BERSANI LE PAROLE NON SERVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#6 Gianni Compalati, 28/2/2011

VOI DEL PD PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO !!!!!!!!!!!!!! DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO DIMETTENDOVI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA BERSANI LE PAROLE NON SERVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#7 Gianni Compalati, 28/2/2011

VOI DEL PD PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO !!!!!!!!!!!!!! DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO DIMETTENDOVI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA BERSANI LE PAROLE NON SERVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#8 Gianni Compalati, 28/2/2011

VOI DEL PD PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO !!!!!!!!!!!!!! DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO DIMETTENDOVI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA BERSANI LE PAROLE NON SERVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#9 Gianni Compalati, 28/2/2011

VOI DEL PD PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO !!!!!!!!!!!!!! DOVETE BLOCCARE IL PARLAMENTO DIMETTENDOVI TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SVEGLIA BERSANI LE PAROLE NON SERVONO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#10 Emilio Bardus, 28/2/2011

Non bastano le parole quando il sistema delle comunicazioni principale ( TV) consente che le menzogne assurgono al rango di verità senza alcun contradditorio. Serve un'azione forte e il blocco del parlamento potrebbe essere un'idea, se fosse veramente efficace. Ma qui mi pare che vada a catafascio tutto, non solo la scuola. Ho appena sentito che gli incentivi per il fotovolaico e le energie rinnovabili saranno azzerati con il milleproroghe. Non facciamo proprio niente o ci allineamo anche noi per favorire il nucleare? Svegliamoci gente! Non vorrei che l'invito di Benigni rimanesse lettera morta. Sono parecchio indignato. Forza mobilitiamoci.

#11 Gian Paolo Tarlazzi, 28/2/2011

LE PAROLE NON SERVONO PIU' E' ORA DI PASSARE AI FATTI SENZA ASPETTARE UN MINUTO IN PIU' Questo attendismo va solo a favore di berlusconi, BASTA!! Inizio a sospettare che anche nel PD si voglia arrivare a maggio per far maturare le prebende ai parlamentari; non c'è più tempo dovete muovervi ADESSO!

#12 Alfredo Castagnetti, 1/3/2011

Dal vocabolario Nuovo Zingarelli leggo che "inculcare" deriva dal latino ed è composto da "in (dentro)" e "calcare (imprimere, fissare, infondere, ovvero comunicare, insegnare, convincere, persuadere)", mentre "educare" significa "guidare e formare qualcuno, specialmente giovani, affinandone e sviluppandone le facoltà intellettuali e le qualità morali in base a determinati principi". A me pare che l'elemento fondamentale sia costituito dai "principi comuni" sui quali si devono basare sia l'insegnamento (di cui la scuola è parte sostanziale) che l'educazione (che si realizza pienamente nell'azione congiunta delle famiglie, della scuola e di ogni altro strumento sociale idoneo). La scuola, statale e/o parificata, e la famiglia non possono che assumere come riferimento comune e imprescindibile i principi sanciti dalla Costituzione Italiana. Quali sono le scuole e gli insegnanti che "inculcano" principi contrari a quelli che vorrebbero "inculcare" le famiglie"? E quali sono i principi che B. indica come "contrari"? Forse aveva ragione la moglie Veronica: quest'uomo ha un grande bisogno di aiuto! E noi abbiamo bisogno di un'opposizione che democraticamente blocchi l'attività del governo più dannoso e pericoloso che si sia mai visto.

#13 Piero Marietti, 1/3/2011

Ottima posizione in difesa della scuola pubblica. Ora, per favore, non facciamo autogol in zona Cesarini: autoriziamo l'arresto del Sen. Tedesco rispettando il lavoro della magistratura. Grazie.

#14 Piero Marietti, 1/3/2011

Ottima posizione in difesa della scuola pubblica. Ora, per favore, non facciamo autogol in zona Cesarini: autoriziamo l'arresto del Sen. Tedesco rispettando il lavoro della magistratura. Grazie.

#15 luigi pepa, 1/3/2011

Sono cresciuto in oratorio fra preti che hanno dedicato la loro vita a noi ragazzi, ma non posso non osservare che il berlusconismo si è affermato e consolidato grazie alla complicità delle gerarchie vaticane ed all'appoggio dei cattolici che, tuttora, fanno fatica ad ammettere che siamo governati da un personaggio indecente. Berlusconi compra tutto ed ha comprato anche il consenso del vaticano elargendo contributi a pioggia alla scuola privata (90% scuole cattoliche) sottraendo fondi alla scuola pubblica.

#16 ALESSIO DI BENEDETTO, 1/3/2011

Nel 2008-2010, dopo i tagli con barbariche accette contro la cultura, l’arte, lo spettacolo e la scuola pubblica (tipico di un governo clericofascista basato sui grembiulini balilla di Santa Gelmini dei Macelli), è bastato uno starnuto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza episcopale italiana), perché i finanziamenti alla scuola confessionale cattolica, gestita dalla curia per formare i suoi nuovi cadetti e “missionari” della loro fede, venissero raddoppiati per decreto, durante la notte . D’altro canto, entro il 2013, ben 150.000 docenti degli istituti statali perderanno il posto di lavoro, grazie a Maria Stella Gelmini (un nome, una conferma). Mentre continuiamo a elargire a piene mani al Vaticano ogni anno 13 miliardi di euro, le cui finalità non sono affatto note, nel 2003 un organico di 15.507 preti, pagati da noi, è stato immesso in ruolo nelle nostre scuole. Così si vieta alla scuola pubblica di essere portatrice di pluralità d’informazione, e con Santa Maria Stella Gelmini la stanno affossando, mentre i loro istituti cattolici, gestiti dall’Opus Dei, dai Legionari di Cristo e dall’anima nera da Ku-Klux-Klan della Chiesa, conquistano l’intero potere gerarchico della società italiana. Proibiscono al fedele di pensare con la propria testa. Sminuiscono il valore della vita ed avviliscono l’intelligenza, il sesso, la gioia di vivere, la coscienza personale, la conoscenza, le scienze.… MA CHI è MARIASTELLA GELMINI: Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli, niente più. Una che si è diplomata al liceo confessionale. Una che ha preso l'abilitazione in avvocatura, lei di Brescia, a Reggio Calabria. Una che inizia il discorso alla camera dei deputati dicendo: Sotto l'egìììda del parlamento. BASTA ITALIA. DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25 http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=SH246200038 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/ http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html

#17 Giuseppe Andriotto, 1/3/2011

Mi sembra ormai necessario che le affermazioni che fa Mister Bungabunga nelle sue esternzioni debba provarle citando precisi esempi: vedi quella dei docenti che inculcano, vedi quella della patrimoniale. Deve essere chiamato a provare quel che dice e non lasciarlo nella vigliaccheria delle sue accuse a cui purtroppo chi non è informato può credere.Il Pd istituisca un servizio quotidiano alla tv di' risponditori immediati'

#18 Gianni Compalati, 1/3/2011

ONOREVOLE BERSANI IL TEMPO DELLE PAROLE E' FINITO VOI PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO SVEGLIATEVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MOSTRAMOGLI I DENTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! BLOCCHIAMO CON OGNI MEZZO LE LEGGI PORCATE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CHIAMIAMO A RACCOLTA LA GENTE DOBBIAMO ASSOLUTAMENTA TOGLIERLO DI MEZZO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SE NO LIBERE ELEZIONI NON NE FAREMO PIU' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ALZATE IL CULO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! DAI VOSTRI SCRANNI C'E' IL FASCISMO DI NUOVO SVEGLIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#19 Gianni Compalati, 1/3/2011

ONOREVOLE BERSANI IL TEMPO DELLE PAROLE E' FINITO VOI PARLATE E LUI SFASCIA TUTTO SVEGLIATEVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MOSTRAMOGLI I DENTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! BLOCCHIAMO CON OGNI MEZZO LE LEGGI PORCATE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CHIAMIAMO A RACCOLTA LA GENTE DOBBIAMO ASSOLUTAMENTA TOGLIERLO DI MEZZO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SE NO LIBERE ELEZIONI NON NE FAREMO PIU' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ALZATE IL CULO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! DAI VOSTRI SCRANNI C'E' IL FASCISMO DI NUOVO SVEGLIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#20 guido perazzi, 1/3/2011

"Altri appetiti, venuti su di soppiatto, per l'insipienza dell'educazione (...) si fanno molti e gagliardi. (...) E infine si impadroniscono dell'acropoli dell'anima giovanile, vistala vuota di dottrina e di nobili studi e veraci ragionamenti, che sono le migliori sentinelle e guardie nell'animo degli uomini cari agli Dei". Platone, La Repubblica 560b

#21 guido perazzi, 1/3/2011

Da, www.filosofia.rai.it la formazione, remo bodei, leggo: Il filosofo Jean-Jacques Rousseau sosteneva, nell’Emilio, che l’educazione dell’uomo è richiesta dalla sua stessa natura. [Si migliorano le piante - scriveva Rousseau - con la coltivazione, e gli uomini con l’educazione. Se l’uomo nascesse grande e forte, la sua natura e la sua forza gli sarebbero inutili fino a che non avesse imparato a servirsene. Esse gli sarebbero state dannose, impedendo agli altri di imparare ad assisterlo e, abbandonato a sé stesso, morrebbe di miseria, prima di aver conosciuto i suoi bisogni]. Se ha ragione Rousseau, allora l’educazione è un passaggio decisivo, nella vita di un uomo. Senza educazione l’uomo è come una pianta rinsecchita, che non ha avuto modo di svilupparsi. Del resto, per i Greci, la paidéia, l’educazione era l’elemento centrale dell’essere umano.

#22 guido perazzi, 1/3/2011

La scuola è il luogo esclusivo deputato alla formazione? Poniamoci poi un’altra questione. Secondo Rousseau, il maestro deve lasciare che l’allievo compia da solo le sue esperienze. Formare non significa omologare le attitudini e i pensieri. Forse formare significa insegnare ad imparare. Forse allora a scuola si deve solo imparare la matematica, la storia, il latino. Nell’idea molto diffusa che la formazione debba realizzarsi essenzialmente nella trasmissione di valori particolari non potrebbe trovarsi un’idea illiberale della formazione stessa?

#23 Emilio PERRI, 3/3/2011

Mentre operate "tatticamente" rispondendo di volta in volta alle varie situazioni... Pensate al DOMANI, alleateVi, uniteVi, formate un PROGRAMMA CONDIVISO di soli 5 PUNTI e AVANTI... Dovete partire adesso! Se no, la gente penserà al solito Cartello Elettorale!! VI PREGO!! Se no, azzoppiamo anche stavolta... FORZA!!!

#24 maria teresa balla, 3/3/2011

Purtroppo io non potrò esserci, in quanto essendo disabile non posso muovermi liberamente. Ciò nonostante sarò li con voi con il cuore è con l'anima. Sono stufa di tutta questa schifezza, Berlusconi se ne deve andare è peggio di un tumore per l'Italia. Mi chiedo, ma è mai possibile che Voi politici non potete mandarlo via. Purtroppo una buona parte degli italiani stanno ancora troppo bene economicamente per avere il coraggio di scendere in piazza e fare come hanno fatto gli altri paesi. E poi ci sono troppe persone "infatuate" da Berlusconi, quindi secondo me, se andassimo a votare vincerebbe, purtroppo ancora lui. Basta vedere le intervista agli anziani che lo difendono, quelli sono dei p...i come lui. Voglio dirvi però che è ora che vi SVVEGLIATE, SIETE TROPPO MOLLI!!!! Come ha giudicato i gay, credete davvero che non pensa lo delle persone disabili?

#25 guido perazzi, 4/3/2011

Seymour Papert Interviste • "Bambini e adulti a scuola con il computer" (Venezia, 07/03/97) • "Come sarà la scuola del prossimo millennio" (New York, 04/04/98) ________________________________________ Biografia Il matematico Papert è uno dei pionieri dell'intelligenza artificiale. Egli è internazionalmente riconosciuto come grande pensatore sui modi di cambiare l'apprendimento grazie ai computer. Nato e formatosi in Sudafrica, dove ha partecipato attivamente al movimento anti-apartheid, Papert ha svolto ricerca matematica all'Università di Cambridge dal 1954 al '58. Ha collaborato in seguito con Jean Piaget all'Università di Ginevra dal 1958 al '63. E' stata questa esperienza che lo ha portato a considerare l'utilizzo della matematica al servizio della comprensione di come i bambini possano apprendere e pensare. Agli inizi degli anni '60 Papert è entrato al MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove ha fondato con Marvin Minsky il Laboratorio di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence Laboratory). Insieme a Minsky ha scritto l'opera fondamentale Perceptrons (1970). ________________________________________ Bibliografia Papert è autore, tra l'altro, di: • Mindstorms: Children Computers and Powerful Ideas (1980). • The Children's Machine: Rethinking School in the Age of the Computer (1992). • The Connected Family: bridging the digital generation gap (1996). Ha scritto anche numerosi articoli sulla matematica, l'intelligenza artificiale, l'istruzione, l'apprendimento e il pensiero.

#26 guido perazzi, 4/3/2011

Seymour Papert Interviste • "Bambini e adulti a scuola con il computer" (Venezia, 07/03/97) • "Come sarà la scuola del prossimo millennio" (New York, 04/04/98) ________________________________________ Biografia Il matematico Papert è uno dei pionieri dell'intelligenza artificiale. Egli è internazionalmente riconosciuto come grande pensatore sui modi di cambiare l'apprendimento grazie ai computer. Nato e formatosi in Sudafrica, dove ha partecipato attivamente al movimento anti-apartheid, Papert ha svolto ricerca matematica all'Università di Cambridge dal 1954 al '58. Ha collaborato in seguito con Jean Piaget all'Università di Ginevra dal 1958 al '63. E' stata questa esperienza che lo ha portato a considerare l'utilizzo della matematica al servizio della comprensione di come i bambini possano apprendere e pensare. Agli inizi degli anni '60 Papert è entrato al MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove ha fondato con Marvin Minsky il Laboratorio di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence Laboratory). Insieme a Minsky ha scritto l'opera fondamentale Perceptrons (1970). ________________________________________ Bibliografia Papert è autore, tra l'altro, di: • Mindstorms: Children Computers and Powerful Ideas (1980). • The Children's Machine: Rethinking School in the Age of the Computer (1992). • The Connected Family: bridging the digital generation gap (1996). Ha scritto anche numerosi articoli sulla matematica, l'intelligenza artificiale, l'istruzione, l'apprendimento e il pensiero.

#27 guido perazzi, 4/3/2011

Papert Seymour Il ruolo dell'insegnante non è quello di fornire tutte le parti della conoscenza ma di fare da guida, di gestire le situazioni molto difficili, di stimolare il ragazzo, forse, di dare consigli. Ma questa è un'immagine della scuola del tutto diversa. Io penso che il vero problema sia come agiamo oggi avendo in mente questa prospettiva a lungo termine, perché non possiamo cambiare la scuola dall'oggi al domani, non si può realizzare un mega-cambiamento dall'oggi al domani; si possono solo fare piccoli cambiamenti. Ma dobbiamo smettere di pensare che questi piccoli cambiamenti facciano fare pochi progressi al sistema così come lo conosciamo. Bisogna pensare ai piccoli cambiamenti come passi verso il grande cambiamento che avverrà. Dobbiamo sapere in che direzione sta andando, e poi come prepararlo. E io penso che il miglior modo per farlo è quello di creare, all'interno delle scuole, delle situazioni in cui i ragazzi seguono le loro passioni col cuore, portano avanti progetti a cui sono veramente interessati, fanno scoperte prendendo da Internet le informazioni di cui hanno bisogno, lavorano insieme, realizzano cose difficili. L'insegnante li consiglia, li guida. E, quindi, l'insegnante deve abituarsi all'idea di rispettare gli alunni in quanto persone che imparano, di riconoscere che essi producono le loro stesse conoscenze, che la vecchia aspirazione che molti pedagoghi avevano avuto che i ragazzi possano imparare sperimentalmente facendo cose che per loro sono veramente importanti, alla fine, possiamo immaginare di realizzarla in questo modo. Questo discorso riguarda le vecchie concezioni ben radicate su come vorremmo che i ragazzi imparassero, e la tecnologia rende possibile la realizzazione dei sogni dei vecchi pedagoghi. Domanda 6 Quindi la scuola del futuro è la scuola di oggi? Risposta Prima ci accorgiamo che in futuro la scuola sarà completamente diversa meglio sarà, e prima abbiamo il coraggio di fare grandi passi meglio sarà. Ma non credo che potremo sapere come sarà veramente tra venti o trent'anni. Sarà un'evoluzione della società, non è possibile sapere cosa farà la storia. Persone creative faranno sempre cose che ci sorprenderanno. Il nostro grande ruolo è - se vogliamo pensare al futuro- far sì che l'umanità abbia la libertà e la fiducia di esplorare in nuove direzioni. Quello che è veramente grave del sistema scolastico è che non permette al singolo insegnante o al singolo studente di esplorare liberamente in nuove direzioni l'insegnamento e l'apprendimento. Il miglior modello per vedere cosa possiamo fare con la tecnologia sono le scuole. Quanto a me, uno dei modelli che mi ispira a realizzare cose diverse nelle scuole è quello delle scuole materne nel comune di Reggio Emilia, dove sono riusciti a fare qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altra scuola materna ovunque. E penso che questo dimostri quanto la diversità può far identificare una comunità con una nuova direzione, e cresce e si arricchisce perché le persone ci credono, e credono che gli appartiene. Credo che questo sia il modello. Non che sia da seguire alla lettera, naturalmente, non voglio che nessuno segua alla lettera quello che faccio. Dovremmo considerare il sistema di quelle scuole come un esempio di ciò che può succedere se consentiamo la diversità, se consentiamo che certe scuole seguano un loro cammino.

#28 guido perazzi, 4/3/2011

Domanda 1 a prof. Papert Lei afferma che i computer non vengono utilizzati nel modo giusto nelle scuole. Come potranno essere utilizzati nel modo corretto? Risposta Le scuole sono delle istituzioni molto conservative, e noi abbiamo il dovere di riconsiderare l'intera struttura del sistema scolastico. L'idea di dividere i bambini in classi: prima classe, seconda classe, terza classe, è ridicola. In nessun altro luogo, nella vita, dividiamo la gente a seconda dell'età. Lo facciamo a scuola perché eravamo abituati a trasmettere la conoscenza fornendola un po' alla volta. Se ne riceveva un poco a otto anni, un poco a nove anni. Oggigiorno la gente assimila la conoscenza a tutte le età, quando ne ha bisogno; in questa prospettiva l'idea delle classi è ridicola. Dobbiamo ripensare la scuola: il modo di trasmissione della conoscenza, oggi, è ottocentesca! Il novanta per cento di quello che viene insegnato oggi a scuola non dovrebbe essere insegnato, perché non è più rilevante. Domanda 2 Quali sono, dunque, i campi che Lei considera più importanti per i bambini? Risposta La cosa più importante è: non insegnare per niente. La natura della scuola consiste nell'insegnare ai bambini a ricevere dal maestro, mentre questi ultimi dovrebbero apprendere da soli la conoscenza. Penso che la cosa più importante da insegnare ai bambini è l'essere degli scolari indipendenti, responsabili del proprio apprendimento. Per quanto riguarda le materie, credo che quella che richiede la maggiore riforma sia la matematica, non perché sia la più importante, ma perché arreca i maggiori danni. Il modo con cui insegniamo la matematica dà alla gente una conoscenza inutile, e arreca un notevole danno psicologico, perché molte persone credono di essere stupide, limitate. Penso, quindi, che dovrebbe essere tutto buttato fuori e che dovremmo ripensare a quello che vogliamo insegnare ai bambini. Domanda 3 La matematica, dunque, dovrebbe essere insegnata in un modo più pratico? Risposta Dovremmo insegnare una matematica diversa. La matematica che insegniamo a scuola è completamente inutile, mentre essa costituisce un modo di pensiero attivo. E' quindi inutile cambiare solo il modo di insegnare la stessa materia. Dobbiamo creare, viceversa, un nuovo contesto. Penso, per esempio, che i bambini possano apprendere un modo per realizzare dei meravigliosi progetti con i computer, come costruire dei robot, o fare dell'arte computerizzata con la realizzazione di spettacoli multimediali. Per fare questo hanno bisogno di un'importante matematica: la matematica che una volta era impossibile insegnare, ma che ora i bambini possono apprendere. Ciò ha un senso solo cambiando l'intera struttura di quello che pensiamo.

#29 Gino Giordano, 6/3/2011

Berlusconi, a proposito della scuola, ha così rettificato: “... ho solo detto, parlando a dei cattolici, che bisogna riconoscere alle famiglie cattoliche che mandano i figli alla scuola pubblica il diritto a non veder insegnati ai loro figli valori diversi da quelli in cui credono...”. Dopo l’ultima esternazione sugli insegnanti che inculcano, Berlusconi rettifica precisando il suo premier pensiero; solo che, essendo un premier pensiero che va contro la Costituzione, fornisce ulteriori conferme, a chi tarda a capire, che in Italia sgoverna un Presidente del Consiglio fuorilegge. Mi spiego. Gli insegnanti della scuola pubblica, statale o paritaria, hanno da seguire un solo faro che è la Costituzione della Repubblica Italiana. Quindi i valori che in queste scuole devono essere insegnati (e non inculcati) sono quelli della Costituzione e non quelli prettamente cattolici. E poi, dove è dimostrato che i cattolici vogliono che nelle scuole pubbliche non ci si ispiri alla Costituzione, ma al catechismo del cattolicesimo? E dove è dimostrato che ispirandosi alla Costituzione non si insegnino anche valori cattolici? A me pare che si tratti soltanto di bassa e strumentale propaganda politica per fare cassa tra i più sprovveduti. Come italiano faccio voti perchè si abbia un Presidente del Consiglio migliore di Berlusconi.

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