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Sit-in PD per la scuola pubblica garanzia della libertà di pensiero: "Insultarla è insultare lo Stato"

Puglisi annuncia: "In piazza anche il 12 in difesa della Costituzione" (video)

pubblicato il 1 marzo 2011 , 2239 letture
Dopo gli attacchi di Berlusconi agli insegnanti, a cui Bersani ha risposto chiedendo le dimissioni della Gelmini, il PD ha promosso un sit-in di fronte Palazzo Chigi per una 'scuola pubblica, garanzia della libertà di pensiero'. Con il Pd in piazza c'erano tante associazioni di insegnanti e di studenti, che nonostante la pioggia, si sono ritrovati sotto il colonnato della Galleria Alberto Sordi, per difendere la dignità della scuola pubblica, offesa dalle parole del premier, e per ribadire che la scuola è un baluardo per la formazione dei giovani necessario per dotarli di capacità critica e di discernimento.

Presenti al grande sit–in, i capigruppo Pd di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro e la Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd Rosy Bindi, tantissimi parlamentari democratici e tanti consiglieri comunali e provinciali, oltre naturalmente al Pd Roma ed alla Responsabile nazionale Scuola della Segreteria Pd, Francesca Puglisi, che si è attivata per coinvolgere tante categorie del mondo culturale.

"Per una scuola pubblica garanzia del libero pensiero", recitava uno degli striscioni srotolati dai manifestanti, l'altro citava l'articolo 34 della Costituzione che garantisce l'accesso agli studi ai meritevoli privi di mezzi.
Questo sit -in è stato il punto di partenza di altre iniziative che verranno: il giorno 8 marzo, in parallelo alle manifestazioni organizzate dalle donne, il Pd farà una manifestazione a Roma che si concluderà con la consegna simbolica delle firme raccolte per le dimissioni di Berlusconi a Palazzo Chigi. Inoltre i militanti e i simpatizzanti del Partito scenderanno in piazza anche il 12 marzo a difesa della Costituzione e per sostenere la scuola pubblica, vilipesa, bistrattata.

"Il 25 noi saremo in sciopero- ha ricordato Mimmo Pantaleo, della Flc Cgil- che sarà caratterizzato dal no all'attacco nei confronti della scuola pubblica".

"Mentre l'8 aprile - ha spiegato Francesca Puglisi - ci sarà una "notte bianca in difesa della scuola a Bologna, Torino, Napoli e Milano", le città dove si vota per le amministrative. E in Parlamento siamo impegnati per la cancellazione della terza tranche di tagli sulla scuola e per la stabilizzazione di 100mila precari. I soldi ci sono. La mobilitazione trasversale dell'opinione pubblica è importante - ha aggiunto - perchè gli insulti di Berlusconi sono uno schiaffo in faccia a studenti, agli insegnanti e a migliaia di lavoratori che tirano avanti in una situazione di disagio e nonostante le poche risorse a disposizione. E’inconcepibile che, nel pieno di un’emergenza economica e sociale come quella che stiamo attraversando governo, nelle persone del presidente del Consiglio e del ministro della Pubblica Istruzione, taglino e smontino progressivamente il cuore del sapere e della formazione dei giovani”.

"Insultare la scuola pubblica è come insultare lo Stato - ha sottolinato Franceschini-. Berlusconi insulta perchè pensa che, sollevando polveroni, riuscirà a coprire i suoi guai giudiziari e la totale assenza del governo sui problemi degli italiani".

Pioggia battente fuori dalla Galleria e tanta gente all'interno, desiderosa di difendere la scuola pubblica "dal vergognoso attacco del premier e del governo" e da una riforma che "fa schifo", ha detto senza mezzi termini Bindi: "E' una riforma che umilia il paese e penalizza le giovani generazioni. Berlusconi ora sta usando tutti gli argomenti possibili pur di scambiare qualcosa con un pezzo del mondo cattolico, ma gli italiani non ci cascano. Il governo ha ereditato un sistema dell'istruzione competitivo, ma con la riforma della Gelmini sta distruggendo una delle istituzioni pubbliche piu' importanti dell'Italia".

Ed Anna Finocchiaro ha ribadito come ''l'atteggiamento di Berlusconi nei confronti della scuola pubblica sia sintomatico di una inadeguatezza del governo, in quanto il presidente del Consiglio dovrebbe essere il primo difensore delle istituzioni del suo Paese. Crediamo di interpretare la volontà del Paese difendendo alcuni principi come una scuola pubblica che funzioni.Il governo e la sua maggioranza -ha concluso Finocchiaro - sono finti rispetto ad un'Italia che si sveglia e che protesta".



Nonostante le grandi umiliazioni, la Gelmini non ha reagito, indifferente al fatto di essere lei il Ministro responsabile della scuola sotto schiaffo. La novità - ha detto la senatrice del Pd Marilena Adamo - sta forse nei toni di tutto il discorso: gli insegnanti sono accomunati in un delirio ultraliberista ai comunisti, ai magistrati, ai gay. Mancano solo gli ebrei. Per ora. Ma, le conclusioni di Berlusconi, sono la peggior cosa dal punto di vista del suo cinismo politico e di chi lo applaude ancora. Per finire infatti ’tutti al bunga bunga!' E c'è ancora qualcuno che ride. Noi no".

Rispetto alle parole del premier, ha espresso grande indignazione, Angela Nava, del "Coordinamento genitori democratici". "La nostra associazione è stata fondata 40 anni fà da Gianni Rodari a difesa della scuola pubblica e nelle affermazioni volgari di Berlusconi non ci siamo mai riconosciuti. Se ci fosse una scuola diversificata, come la vuole lui, si tradirebbe la Costituzione, che invece garantisce a tutti i bambini e ragazzi, di qualsiasi provenienza, uguale trattamento".

Ha le idee molto chiare, Livia, una studentessa di 18 anni del liceo classico Socrate, che fa parte della Federazione degli studenti delle medie superiori. "I motivi per i quali stiamo qua sono tanti -ha detto -,i tagli del governo coinvolgono in negativo anche noi studenti, non solo gli insegnati; le parole di Berlusconi sono spudorate ed inaccettabili e ci offendono. L'ambiente scolastico che frequentiamo ci da una formazione civica e culturale fondamentale per andare avanti nella vita e per fare le scelte giuste e va supportato non affossato. Proseguiremo la lotta pacifica -ha concluso Livia -proponendo le nostre elaborazioni e proposte ma non possiamo stare in silenzio".

Un professore di lettere di Civitavecchia, di nome Pietro, ci ha illustrato invece la difficilissima situazione dei precari della scuola e lui stesso è iscritto nelle graduatorie da ben 6 anni, ma non ha ancora un posto fisso, nonostante abbia vinto un concorso pubblico. "Siamo in 230000 -ha detto il giovane professore -abilitati ma in attesa di essere chiamati, in 3 anni infatti ne hanno assunti solo 30000. Tutti noi abbiamo dei titoli, non abbiamo perseguito "scorciatoie", dove è dunque la "meritocrazia" della quale parla questo governo?". E sulle accuse di Berlusconi ai professori che "inculcano idee agli studenti"..ha risposto dicendo che la scuola è laica e gli unici valori di di cui i professori sono portatori sono quelli della nostra Costituzione.

Purtroppo è saltato, a causa del voto di fiducia sul Federalismo municipale, il question time con cui i democratici chiedevano al ministro Gelmini di riferire sulle parole del Presidente del consiglio che, dal palco dei Cattolici riformisti ha detto ‘libertà vuol dire anche non essere costretti a mandare i nostri figli in una scuola di Stato dove ci sono insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli delle famiglie’. Il primo firmatario del question time è Dario Franceschini, a seguire la capogruppo nella commissione Cultura Manuela Ghizzoni, l’intero ufficio di presidenza del gruppo e tutti i componenti democratici della commissione Cultura.

*****

Ma a seguito della mobilitazione del Partito Democratico, le polemiche non sono mancate. E l’umiliazione della categoria dei docenti da parte della Maggioranza è proseguita.
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha criticato aspramente la partecipazione degli esponenti del Pd al sit-in in difesa della scuola pubblica: “il governo, grazie all’impegno del ministro Gelmini, ha fatto una riforma della scuola e una dell’università, per adeguarle ai tempi moderni”, ha dichiarato Cicchitto, “mentre i tagli hanno colpito indubbi aspetti parassitari e clientelari”.
Immediata la risposta della Responsabile Scuola della Segreteria Pd, Francesca Puglisi. “Bisogna ammettere che la sincerità del centrodestra, quando c’è da denigrare scuola e professori è spiazzante: dopo averli accusati di essere “inculcatori” oggi li si accusa di essere pure parassiti. Dire che gli 8 miliardi di tagli del governo sono stati contro i “parassiti” e i clientelismi, a fronte di centinaia di professori che hanno perso il lavoro dopo decenni di quotidiano impegno nella scuola, rende l’idea di come governo e maggioranza considerino il ruolo di chi ogni giorno, e a volte a prezzo di inimmaginabili sacrifici, educa i nostri figli in questo Paese. Immaginiamo che il prossimo passo sarà quello di “esternalizzare” tutto il comparto, dandolo in subappalto al Cepu”, ha concluso ironicamente .


Anto.Pro.



Foto di Salvatore Contino
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commenti

#1 Giovanni Scano, 1/3/2011

Facciamo bene a difendere la scuola statale dagli attacchi di Berlusconi, ma ricordiamoci che quest'ultima non va solo difesa ma va anche cambiata ( e anche meglio finanziata).

#2 guido perazzi, 1/3/2011

"Altri appetiti, venuti su di soppiatto, per l'insipienza dell'educazione (...) si fanno molti e gagliardi. (...) E infine si impadroniscono dell'acropoli dell'anima giovanile, vistala vuota di dottrina e di nobili studi e veraci ragionamenti, che sono le migliori sentinelle e guardie nell'animo degli uomini cari agli Dei". Platone, La Repubblica 560b

#3 guido perazzi, 1/3/2011

Da, www.filosofia.rai.it la formazione, remo bodei, leggo: Il filosofo Jean-Jacques Rousseau sosteneva, nell’Emilio, che l’educazione dell’uomo è richiesta dalla sua stessa natura. [Si migliorano le piante - scriveva Rousseau - con la coltivazione, e gli uomini con l’educazione. Se l’uomo nascesse grande e forte, la sua natura e la sua forza gli sarebbero inutili fino a che non avesse imparato a servirsene. Esse gli sarebbero state dannose, impedendo agli altri di imparare ad assisterlo e, abbandonato a sé stesso, morrebbe di miseria, prima di aver conosciuto i suoi bisogni]. Se ha ragione Rousseau, allora l’educazione è un passaggio decisivo, nella vita di un uomo. Senza educazione l’uomo è come una pianta rinsecchita, che non ha avuto modo di svilupparsi. Del resto, per i Greci, la paidéia, l’educazione era l’elemento centrale dell’essere umano. ciao da guidoIpazia

#4 guido perazzi, 1/3/2011

La scuola è il luogo esclusivo deputato alla formazione? Poniamoci poi un’altra questione. Secondo Rousseau, il maestro deve lasciare che l’allievo compia da solo le sue esperienze. Formare non significa omologare le attitudini e i pensieri. Forse formare significa insegnare ad imparare. Forse allora a scuola si deve solo imparare la matematica, la storia, il latino. Nell’idea molto diffusa che la formazione debba realizzarsi essenzialmente nella trasmissione di valori particolari non potrebbe trovarsi un’idea illiberale della formazione stessa?

#5 guido perazzi, 1/3/2011

SE LA SCUOLA NON INSEGNA A SUFFICIENZA. I MIGLIORI FANNO RICERCA nei SAPERI STUDIANDO. MA CHI NON RIESCE MICA TANTO BENE A STDIARE, RIMANIAMO TROPPO IGNORANTI E BANALI. Socrate invogliava gli studenti a fare domande, INVECE DA NOI NO. MA c’è www.filosofia.rai.it e leggo: Remo Bodei nel grillo, … Studentessa chiede: …… è la conoscenza che è esperienza oppure è l’esperienza che è conoscenza, o l’una integra l’altra? Bodei : E’ l’una che integra l’altra, perché ci si forma a contatto con il mondo, (che si riesce a conoscere), e scontrandosi con il mondo, senza arrendersi alle difficoltà. Ci sono cento, come diceva Kegel, di giovanotti che vogliono ritagliarsi una fetta di cielo, in terra e poi naufragano nei duri scogli della realtà. Ma ci sono, anche quelli , che appunto, dall’esperienza dei FALLIMENTI (quali sono i fallimenti?) di quello che non riesce …. Apprendono (esperienze). Quindi l’educazione è questo, l’educazione non è soltanto SAPERE le cose, non è nemmeno soltanto saper fare. L’educazione è la capacità come dire, di autosovvertimento, di essere capaci, dopo aver appreso i METODI a CAMBIARE s STESSI, a PLASMARSI. D’altra parte la questione andrebbe vista anche in termini STORICI e teorici. L’educazione antica ---Grecia antica, (quella del teatro che abbiamo visto), era una educazione del cittadino fatto nel corpo e nello spirito. Pensate che nell’antico, sessanta parole alludano al problema della decisione. Quindi è compito della Paidèa è educare a pensare, educare a giudicare, educare a decidere. Poi c’è un altro aspetto che è tipico della filosofia, che va oltre la politica, che è quello dell’educazione della mente dell’anima e del desiderio, (che cosa è l’anima?) E dopo dovete ricordare che la filosofia, soprattutto l’antica, non mirava alla conoscenza per la conoscenza, ma la conoscenza per la felicità, perché dava felicità. (che cosa è la felicità?) E la felicità è qualche cosa che fa parte dell’esperienza dell’uomo. E’ una felicità che si acquista anche, attraverso il DOLORE, qualche volta. La felicità deve far parte dell’esperienza dell’uomo, così come il dolore talora è necessario per acquisirla.

#6 margherita rinaldi, 1/3/2011

L'acceso all'istruzione pubblica e laica è un diritto sancito dalla costituzione ed è prioritario ed imprescindibile in uno stato democratico come ci può governare chi non condivide questi semplici valori? Che danno possono fare i tagli e l'arretratezza di una riforma sui nostri figli?

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