Comunicato stampa

Ancora tagli, è disastro annunciato

Sulla scuola pubblica sta per calare la terza tranche dei tagli previsti dal governo Berlusconi. A pagare, come al solito, saranno le famiglie italiane. Dichiarazione di Francesca Puglisi, Responsabile Scuola della Segreteria nazionale PD

di Francesca Puglisi,  pubblicato il 3 marzo 2011 , 1033 letture
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Un disastro preannunciato a cui continueremo ad opporci con forza. Questo rappresenta la terza tranche di tagli nella scuola pubblica.

Il risultato saranno liste d'attesa crescenti per avere un posto nella scuola dell'infanzia, trattata dal governo come se fosse un servizio a domanda individuale e non un diritto educativo che va garantito a ogni bambina e bambino; classi sempre più affollate con ragazzi stipati nelle aule come se fossero buoi in carri bestiame; nessuna chance di risposta alle domande di tempo pieno delle famiglie alla scuola primaria, soprattutto nel mezzogiorno, altre migliaia di precari della scuola buttati in mezzo a una strada dopo anni di lavoro.

Per questo, per difendere la scuola della Costituzione dagli attacchi del governo, continueremo la raccolta firme per difendere la scuola pubblica, la battaglia in Parlamento per fermare i tagli e il 12 marzo saremo in piazza.

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commenti

#1 guido perazzi, 5/3/2011

AMO la SCUOLA e la VOGLIO CAMBIARE. Proprio perché amo la scuola, trovo UN DOVERE necessario, CRITICARE la scuola nei punti deboli, perché criticando si conoscono meglio i problemi che necessitano da RISOLVERE. LA SCUOLA deve ancora trascurare la domanda, del perché gli studenti, nel dopo studi, laureati compresi, ABBANDONANO LIBRI e SCRITTURA, che sono fuori dai compiti di lavoro? La scuola dovrebbe impegnarsi per sviluppare la curiosità nei saperi negli studenti; perché senza conoscere il pensiero della filosofia, difficilmente l’uomo sarà l’ADULTO capace di migliorare la convivenza civile nel rispetto reciproco con l’altro. La scuola, l’amerò sempre, perché è la più importante istituzione democratica e liberale del bello che si può scoprire, nel vivere nella convivenza civile INSIEME. E senza nessun nemico negli ALTRI. Invio alla scuola un fine utopico da porsi, per sviluppare i mezzi necessari per trovare la strada da percorrere NEGLI STUDI e nella RICERCA. Non per raggiungere l’utopia, che non si raggiungerà mai, perché l’utopia serve per camminare nella vita, fuori dall’INDIFFERENZA. E L’UTOPIA, come fine, che metterei, è: l’obbiettivo di sviluppare negli studenti docenti genitori pensionati, la CURIOSITÀ delle CONOSCENZE dei SAPERI in più tanti rispetto a oggi; per pensare in MOLTI di più di oggi. Studiare insieme ai docenti facendoci DOMANDE RECIPROCAMENTE, forse è un MODO per APPRENDERE anche la passione agli studi meglio. Per superare al meglio i problemi, la scuola non deve trascurare la realtà, che ci fa vedere quella maggioranza molto maggioranza di adulti mancati, CHE vediamo abbandonare letture pensate e lo scrivere, appena si trovano impegnati nel lavoro da imprenditore o altro, dipendente incluso. Lasciatemi una espressione estremista?: NO al SOLO studio x il lavoro. SÌ al Lavoro e allo studio NELLA CURIOSITÀ delle CONOSCENZE dei SAPERI. ciao da guido Ipazia

#2 guido perazzi, 5/3/2011

mi arrabbio perché non sono INDIFFERENTE, miARRABBIO, perché scopro che la Gelmini è incapace. Dove invece Gentile ha dato x la scuola. chi non si arrabbia non è un indifferente da odiare, perché è un cittadino che va educato informato formato, nel dialogo con i NON INDIFFERENTI. Ciao da guidoIpazia

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