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Italia 150, delegazione PD al Vittoriano (video)

Deposta una corona d'alloro. Applausi per la delegazione PD, fischi durante la giornata per Berlusconi. Bersani: "E' la prima volta che un partito partecipa alla cerimonia all'Altare della Patria . Voglio il PD partito di patrioti, autonomisti e riformatori".Viva l'Italia. Tutta intera! Festeggia su facebook: metti sulla tua foto profilo il logo del 150°

pubblicato il 17 marzo 2011 , 3029 letture
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Personalizza la tua foto profilo su facebook con il logo dei  festeggiamenti per i 150 promosso dal PD. Viva l'Italia. Tutta intera!
Folta delegazione del Pd stamani all'altare della Patria per avviare le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Con il segretario Pier Luigi Bersani c'erano Rosy Bindi, Enrico Letta, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini, Luigi Zanda, Nicola Latorre. Tanti applausi per la delegazione PD, più sonori a fronte del silenzio della folla nei confronti del premier, Silvio Berlusconi. E più tardi "Dimettiti, dimettiti" è stato il coro che un centinaio di persone, assiepato dietro le transenne, ha riservato a Berlusconi, appena arrivato al museo della repubblica romana, al Gianicolo. Coro ripetuto con una selva di fischi anche a Santa Maria degli Angeli..
"E' la prima volta che un partito partecipa alla cerimonia all'Altare della Patria e a me fa molto piacere, perché io voglio che il mio sia un partito di patrioti, di autonomisti e di riformatori", ha detto ai microfoni di Youdem tv Bersani, riprendendo i temi dell'intervento che ha scritto oggi su l'Unità.
Un controcanto alle omissioni di Silvio Berlusconi: "Non è obbligatorio, non lo ordina il dottore di fare parte di una maggioranza di governo. Ma se si giura sulla Costituzione, bisogna essere conseguenti e tocca al capo del governo chiedere conto alla Lega" ha detto infatti riferendosi alle annunciate assenze di esponenti della Lega oggi alla seduta solenne a Montecitorio. Banchi vuoti che sono uno sgarbo agli italiani ed a Napolitano, mentre "noi ci saremo. Purtroppo a quanto pare qualcun altro non ci sarà. Ed e' intollerabile". 
Anche la Presidente dell'Assemblea Nazionale del PD, Rosy Bindi, ha voluto ribadire l'importanza di questo anniversario per il nostro Paese, "come una occasione in più per riflettere sui nostri problemi. L'essere una comunità formata da tante diversità è la forza dell'Italia - ha sottolineato Bindi -, che deve però guardarsi dal rischio di incrinare e frantumare questa identità plurale costruita in lungo cammino per l'affermazione della democrazia".
Ieri il segretario del PD aveva presentato l'iniziativa all'Altare della Patria sul nostro sito con queste parole:
"Nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia desidero ricordare i giovani patrioti che per questo obiettivo hanno impegnato la propria vita, fino all’estremo sacrificio. I patrioti dell’Ottocento hanno avuto un sogno e hanno saputo realizzarlo, liberando il paese dal controllo straniero, unificandolo e, pur tra contraddizioni, consentendone il progresso sociale e civile. 
I patrioti del Novecento lo hanno liberato dall’invasore e dal fascismo, lasciandoci nella Costituzione i principi inalienabili di libertà, giustizia e uguaglianza tra i cittadini a fondamento della Repubblica.
Questi stessi principi rappresentano ancora oggi il nostro orientamento di fondo, lì c’è il nostro presente e il nostro futuro di cittadini italiani ed europei. Anche la sfida federalista è già scritta dentro la Carta ed avrà senso se, tenendo ferme le vocazioni simboliche e le tradizioni comunitarie dei territori, riuscirà a portare il livello locale in una dimensione nazionale e globale. Non avrà alcun senso se si limitasse ad essere un semplice ripiegamento identitario. 
Per tutte queste ragioni il Partito democratico vuole essere il partito della nazione non alludendo con questo ad un’intenzione difensiva o retorica, ma ad un impegno a riprogettare in condizioni nuove una confermata l’unità dell’Italia. E’ tempo infatti di tener fermi i principi e di abbassare gli steccati. E’ tempo di esporre le bandiere italiane e di ricordare che la parola patriota è sempre stata legata agli innovatori, ai riformatori, mai ai conservatori.
Il Partito Democratico dovrà dunque essere un partito di patrioti, di autonomisti veri e di riformatori. La nostra buona ragione si chiama Italia. Certo un'Italia diversa da quella che vediamo, ma che può e deve riprendere la sua strada. Una strada che non guardi con diffidenza all’Europa e al mondo ma che, al contrario, è consapevole che soltanto in questa dimensione potrà valorizzare capacità e talenti nazionali". 
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