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Posizione PD

Un settore pubblico di qualità per far ripartire l'Italia

Sintesi della Proposta approvata dall'Assemblea nazionale Roma 2011

pubblicato il 29 marzo 2011 , 851 letture
L’obiettivo del PD è costruire anche in Italia, come nei più evoluti paesi europei, un’amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese, basata su regole certe e trasparenti, che favoriscano la garanzia dei diritti di tutti e la libera competizione nel mercato. 

Nonostante il notevole costo per i contribuenti, oggi i servizi pubblici sono troppo spesso inadeguati o scadenti. Il governo di centrodestra in questi anni ha adottato una politica demagogica, peggiorando le cose: il settore pubblico e chi ci lavora sono stati mortificati, per privilegiare gli interessi privati, specie se degli “amici del governo”. Sprechi, corruzione e illegalità diffusa hanno gonfiato di costi il bilancio dello Stato, i servizi offerti sono peggiorati. 

Il PD vuole rimettere i “cittadini contribuenti” al primo posto, e rovesciare la logica di questi anni di populismo inconcludente: il settore pubblico fornisce servizi e beni immateriali essenziali per l’economia e la sua efficienza è centrale per lo sviluppo e per i diritti delle persone. E la PA è la “spina dorsale” del Paese, che consente alle persone di spostarsi, di curarsi, di dare avvio ad un’attività imprenditoriale, di raggiungere i massimi gradi di istruzione, e così via. 

Punto di partenza è la valorizzazione della dignità e della professionalità delle persone che lavorano per il pubblico e la chiarezza delle regole che ne valutano l’operato. Soprattutto, invece di rincorrere la grande riforma bisogna favorire attuazione, manutenzione, miglioramento dei processi, azioni mirate.

Il settore pubblico è un elemento di riqualificazione della spesa pubblica: “fare meglio e con meno”. Occorre passare dalla logica dei tagli alla cieca alla capacità di operare delle scelte. Occorre riverificare tutta la spesa pubblica, controllando il ciclo della spesa, eliminando gli sprechi, premiando i risultati, con la spending review e piani industriali per la qualità dei servizi. 

Legalità e lotta alla corruzione: no all’abuso delle gestioni speciali e commissariali, condizioni rigorose per i regimi derogatori. Trasparenza assoluta, anche patrimoniale, dei titolari di funzioni pubbliche. Incompatibilità radicali precedenti e successive all’assunzione di determinate cariche nella PA per magistrati (ordinari, amministrativi e contabili) e avvocati dello Stato. 

Riforma federale e assetto della PA vanno di pari passo: col federalismo lo Stato centrale deve essere più snello ma più forte, con regole più semplici ma più rigorose, con meno personale ma più qualificato. Occorre ridurre il numero dei ministeri e dei loro dipendenti, con norme per la mobilità dei dipendenti; realizzazione Uffici Territoriali del Governo, che unifichino tutti gli uffici periferici dello Stato; attuare immediatamente le città metropolitane, abolendo, nelle stesse, le province; promuovere i processi associativi dei piccoli Comuni; 

Nuovo riconoscimento fra pubblico e privato e sussidiarietà: l’integrazione tra intervento pubblico e ruolo del settore privato non deve essere la rinuncia al ruolo del pubblico, chiamato a garantire l’interesse collettivo per assicurare lo sviluppo e la coesione, a partire dal suo ruolo di regolatore, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà. 

Valutare i risultati: promuovere attività di valutazione sempre più mirate ai risultati dell'azione amministrativa. Brunetta ha fallito, come dimostrano le difficoltà della Commissione ministeriale. L’organismo/autorità di valutazione deve essere realmente indipendente dal governo.

Concorsi, giovani, merito: no al precariato, investire sul personale e sulla sua qualificazione: Secondo la Costituzione “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Un principio nella pratica clamorosamente violato e che invece va ripristinato: concorso pubblico sempre, commissioni esterne, merito e apertura nelle carriere, no al precariato. 

Ruolo responsabile e autonomo della dirigenza: riduzione del numero dei dirigenti; effettiva parità di genere nei ruoli apicali; revisione dello spoils system.

I diritti dei cittadini-utenti: trasparenza totale (accesso alla documentazione amministrativa senza vincoli; pubblicazione chiaramente accessibile sul sito di ogni PA dei servizi resi e dei termini massimi di conclusione); class action effettiva; immediata adozione della direttiva Ue sui tempi di pagamento delle PA e sulle conseguenze dei ritardi. 

Innovazione per la trasparenza e lo sviluppo: in tutti i paesi avanzati – ma non in Italia – le PA sono tra i protagonisti della diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Occorre investire in ICT, progettare le architetture per l’intero sistema di e-government nazionale; adottare l’open government come forma consueta di operare da parte della PA. 

I compiti del PD: sottoscrizione di un Codice di responsabilità per gli iscritti al Pd che assumono incarichi pubblici: trasparenza patrimoniale, azioni per il corretto funzionamento delle PA, trasparenza, merito e concorsi per assunzioni e carriere; valutazione dei risultati. 

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