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La Ue boccia il governo sul Piano immigrazione

Maroni vaneggia: usciamo dall'Europa. Turco: “Abbiamo un governo disperato, che vuole che il problema venga risolto dall’Europa senza assumersi le responsabilità che gli competono”

pubblicato il 11 aprile 2011 , 1227 letture
Parlamento europeo
É sonora la bocciatura europea al piano del governo italiano per fronteggiare e gestire i flussi migratori provenienti dalla Tunisia. Il Consiglio Ue considera prematuro decidere di attivare la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea per i profughi dai paesi del Nord Africa.

Per la Commissaria per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom sebbene “la maggioranza dei paesi membri ritiene che la direttiva possa essere utilizzata, non siamo ancora al punto di farlo, perché non ci troviamo ancora in una situazione tale da far scattare il meccanismo”.

In poche parole, per l'Europa la situazione andrebbe gestita con più raziocinio e meno allarmismo da parte italiana. Prima di attivare il sistema che apre le frontiere dei 27 Stati membri è necessario che sia il governo Berlusconi a dare una prima risposta concreta per il controllo dei flussi nel Mediterraneo.

Dopo la Francia, anche la Germania ha criticato l'atteggiamento del governo italiano sulla concessione del permesso di soggiorno temporaneo agli immigrati. “Non possiamo accettare - ha dichiarato il ministro dell'Interno tedesco Hans Peter Friederich - che immigrati economici in gran numero vengano in Europa passando per l'Italia. Constatiamo che gli italiani stanno concedendo dei permessi di soggiorno provvisori che de facto permettono ai migranti di venire in Europa. I francesi stanno rafforzando i controlli, e l'Austria ci sta riflettendo. Non sarebbe nell'interesse dell'Europa essere costretti a introdurre nuovi controlli alle frontiere. Speriamo che gli italiani compiano il loro dovere”.

Il ministro degli Interni spagnolo Gonzalo Rubalcaba ha ribadito che “la Commissione ha ragione. Non si può attivare la clausola di solidarietà di fronte a questa situazione. I migranti tunisini sono illegali, e bisogna riportarli in Tunisia. La Spagna è favorevole al fatto che l'Europa resti una regione d'asilo, uno spazio in cui quelli che hanno problemi possono venire e trovare la libertà, ma bisogna dire chiaramente che gli immigrati illegali devono tornare a casa loro; quelli arrivati dalla Tunisia - ha concluso il ministro spagnolo - sono per la maggior parte migranti economici e non hanno diritto all'asilo”.

Surreale e privo di senso è stato il primo commento a caldo del ministro Roberto Maroni dopo la bocciatura europea. L'Italia "è stata lasciata sola" dall'Europa e quindi "mi chiedo se abbia un senso continuare a far parte dell'Unione europea". 
Da Napoli gli ha risposto Bersani: "Sento che la destra vuole portarci fuori dall'Unione europea, dove vuole portarci? Chi semina vento raccoglie tempesta. Ci sono governi di destra che su questi problemi preferiscono far propaganda piuttosto che risolverli - ha sottolineato - consiglierei piu' razionalità, non è la prima volta che abbiamo una tale emergenza, abbiamo accolto 50.000 kosovari e proprio con l'aiuto dell'Europa. Siamo in questo incidente internazionale perché 20mila tunisini sono arrivati da noi - ha concluso -è un problema, ma non può essere un problema di questa portata. Non so dove andranno questi 20mila tunisini".
Per Livia Turco, responsabile immigrazione PD, “continua il dramma dell’immigrazione: i nuovi arrivi a Lampedusa e le tensioni nel centro di accoglienza ne sono la tragica testimonianza. L’incapacità del governo Berlusconi a gestire questo fenomeno, affrontandone tutti i risvolti, è sempre più evidente. Un governo disperato, che vuole che il problema venga risolto dall’Europa senza assumersi le responsabilità che gli competono. A tale proposito, gli show a cui ci ha purtroppo abituati il Presidente del Consiglio, l’ultimo dei quali questa mattina inneggiando la piazza davanti al tribunale di Milano, certo non aiutano la credibilità dell’Italia di fronte all’Europa democratica. L’emergenza sarebbe assolutamente gestibile se solo questo governo avesse realmente la volontà di farlo superando le contraddizioni e le profonde spaccature al suo interno.

Per Lapo Pistelli, responsabile Relazioni internazionali del PD, "a chi si chiede perché l'Europa faccia orecchie da mercante rispetto alle richieste italiane, consiglio di guardare le immagini di stamani del premier a Milano o quelle della sua visita a Lampedusa la settimana scorsa, poi di chiedersi se mai hanno visto immagini e comportamenti simili con protagonisti Angela Merkel, Sarkozy, David Cameron, Zapatero o qualunque capo di governo e di Stato europeo. Un comportamento che per noi è divenuto abitudine, rumore di fondo, in Europa è visto come contagio da evitare, specie dopo 17 anni di lungo e, a questo punto, inutile tirocinio dell'attività di governo. In Europa si parla con i capi di governo non con gli arruffa popolo, anche quando le esigenze rappresentate sono vere. Dispiace dirlo per l'ennesima volta ma il Presidente del Consiglio è divenuto la zavorra di questo Paese, l'imbarazzo che impedisce all'Italia di parlare nelle sedi europee ed internazionali con quell'autorevolezza che è invece riconosciuta al Capo dello Stato".

"L'antieuropeismo del governo è pari solo alla sua incapacità nell'affrontare l'emergenza immigrazione che viene dalla crisi dei regimi del Nord Africa". Così Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd del Senato. "Ascoltare Berlusconi e oggi Maroni e Frattini fare affermazioni antieuropee perché l'Europa non accetta le scelte compiute dal governo italiano farebbe un po' sorridere se non fosse per la gravità della situazione. Questo governo, e la Lega soprattutto, hanno bistrattato, deriso e ignorato l'Europa per anni. E oggi il paradosso è che la destra italiana accusa la destra europea delle stesse sue colpe. Se oggi l'Europa è così riluttante ad assumersi le sue responsabilità su una questione così importante come quella dei flussi migratori dipende dal fatto che in gran parte dell'Europa ci sono governi di Destra che su questo tema sono molto molto ostili e praticano purtroppo le stesse politiche fallimentari che il governo italiano ha praticato in questi anni".

“Altro che uscire dall’Europa: Maroni prenda atto che la sua politica degli allarmi può essere utile tra Varese e Milano ma non ad ottenere in Europa ciò che si vuole”. Lo ha dichiarato Sandro Gozi, capogruppo Pd nella commissione Politiche della Ue di Montecitorio, e già presidente del Comitato Schengen. “Sono certo di una cosa: se il governo italiano avesse attivato i canali diplomatici adeguati presso la Commissione europea già lo scorso gennaio, anziché gridare all’invasione, le cose sarebbero andate diversamente, si sarebbero aperti canali di confronto e di soluzione comune. Ma questo il governo non ha saputo né voluto farlo”.

“Non fa piacere leggere i titoli sull’incontro a Lussemburgo: la Ue boccia la linea italiana sugli immigrati. Non fa piacere, ma era quello che ci aspettavamo perché la linea italiana non può essere quella di ripulire il territorio nazionale degli immigrati prima delle amministrative. Perché abbiamo ascoltato in questi giorni frasi che non avremmo mai pensato di ascoltare né al presidente del Consiglio che minaccia separazioni dall’Europa né dal ministro Calderoli che pensa a ritorsioni sul fronte difesa e propone di ritirare i militari italiani dal Libano e schierarli per difendere i nostri confini. Ci siamo infilati in un isolamento senza precedenti nella storia italiana. Qualcuno, la Lega, in particolare, ha pensato di trarre beneficio elettorale sulla pelle di chi arrivava sulle nostre coste. Ma è stata travolta dalle sue stesse macchinazioni. Ora, però serve una politica europea dell’immigrazione, ma possiamo pretenderla soltanto se i nostri governanti la smetteranno di usare parole in libertà e di paventare invasioni che non ci sono state”. Lo ha dichiarato Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati PD.

A.Dra
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commenti

#1 Fabio Costa, 13/4/2011

Mi occupo da anni di volontariato, e vi invito a fare attenzione perché in mezzo a questi clandestini che ci stiamo mettendo in casa vi sono dei prepotenti; non fate l'errore di voler fare "i buoni a tutti i costi", questa gente la manterremo noi e faranno fatica a dirci un grazie.

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