Processo breve da approvare con votazioni ad oltranza per la maggioranza. ieri seduta notturna, oggi l'esame del provvedimento andrà avanti fino al voto finale, previsto orientativamente intorno alle 20.00.
E' stata bocciata la richiesta del Pd di sottoporre l'articolo 3 al voto segreto.
Il Pd ha dato battaglia alla Camera contro una legge vergogna che cancellerà migliaia di processi (
diffondi l'elenco degli articoli del codice penale per cui sarà valida la prescrizione breve per gli incensurati: si va dal caso Mills alla strage di Viareggio al crack Parmalat): in segno di protesta i deputati del Partito Democratico hanno letto in Aula alcuni degli articoli principali della Costituzione Italiana, per far risaltare la contraddizione con le nuove norme. lo hanno fatto perché "Noi siamo il Partito della Costituzione e vogliamo continuare ad esserlo. Oggi si sta infliggendo una ferita molto seria all'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge", come ha spiegato
Pier Luigi Bersani ai cronisti alla Camera. "L'articolo 1 della Costituzione parla del lavoro. Noi - ha aggiunto il segretario del Pd - passiamo giorno e notte sul processo breve, mentre l'Italia ha problemi drammatici. E' angosciante. Stanno prendendo in ostaggio il Paese".
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"Vogliamo ricordare non solo le leggi, ma anche i principi della Costituzione che governo, Pdl e Lega stanno calpestando" spiega il capogruppo Dario Franceschini. I democratici schierano prima di tutto i leader. Parlano oltre al segretario e al capogruppo anche Enrico Letta, Rosy Bindi, Walter Veltroni, Beppe Fioroni. Massimo D'Alema strappa l'applauso dai banchi delle opposizioni e le contestazioni da quelli della maggioranza quando legge solennemente gli articoli che riguardano i poteri del Capo dello Stato e loda l'operato dell'attuale, Giorgio Napolitano. "Meno male che il presidente della Repubblica c'è, dal momento che in questo momento rappresenta l'unico punto di riferimento per i cittadini" afferma. Poi legge anche la riga che recita: 'Il presidente della Repubblica puo', sentiti i loro presidenti, sciogliere le Camere'. E la commenta: "Piu' che una lettura e' un auspicio".
E' stata la risposta all'ultima prepotenza della maggioranza, come Dario Franceschini, al termine della riunione della conferenza dei capigruppo della Camera, aveva bollato la tabella di marcia per i lavori sul processo breve. Il capogruppo del Pd, parlava di una ''priorita' vergognosa'' della maggioranza, protraendo in seduta notturna i lavori, come ''non si fa mai''.
''Hanno preteso di fare la seduta notturna per votare il provvedimento entro mercoledì. Io gli ho chiesto di spiegare perchè lo stesso provvedimento non possa essere approvato giovedì, ma evidentemente è più importante di qualsiasi cosa'', ha sottolineato Franceschini.
''La seduta notturna sarebbe giusto farla per provvedimenti che riguardano le imprese, i lavoratori e tutte le altre emergenze sociali ed economiche del Paese. E invece la fanno solo per il processo breve: abbiamo rifiutato ogni tipo di accordo-ha concluso -. Noi useremo tutti i tempi e le norme regolamentari a nostra disposizione. E quindi il provvedimento finirà quando finirà, non c'e' un tempo prefissato''.
Per questo si riparte con una riunione dei capigruppo. A proporla, ieri notte è stata la vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, anche per uscire da una lunghissima diatriba sul regolamento che è andata avanti fino alla tarda serata. L'opposizione, Pd in testa, aveva chiesto più tempo a disposizione per intervenire e la conclusione dei lavori per le 11, vista la ripresa anticipata dei lavori della seduta notturna. Lo scontro tra maggioranza e opposizione è andata avanti a colpi di regolamento, e a farne le spese è stata spesso la stessa Bindi, attaccata più volte dai Responsabili con il capogruppo Sardelli, che le ha detto "di costringerci a rimpiangere Fini". La colpa della presidente del Pd? Aver concesso quindici secondi a tutti i deputati! Dopo i fischi dai banchi della maggioranza ha preso la parola il capogruppo del Pd, Franceschini: "Faccio presente che nessuna intesa c'è stata nella capigruppo che non ha raggiunto alcun accordo. Ma nella quale c'è stata una decisione, comunicata, del presidente che a questo punto potrebbe assumersi le proprie responsabilità". Poi la Bindi, presidente di turno ha concesso 15 secondi di tempo per gli interventi dei deputati ancora iscritti a parlare a titolo personale. Tempi che non saranno sottratti ai tempi dei gruppi parlamentari.
"Sono molto serena per la mia scelta che per altro non ho fatto da sola - ha replicato la Bindi - è una decisione presa anche con il presidente della Camera, assunta a tutela del parlamento. Spero che un giorno qualcuno faccia riferimento a questo precedente a tutela del parlamento".