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Nucleare: smascherato il bluff di Berlusconi. Bersani: "Governo a tappetino con i francesi"

Il premier ammette che la moratoria sul ritorno all'atomo è solo uno stratagemma per evitare la sconfitta al referendum dopo il disastro di Fukushima. Bianchi: “Dopo parole Berlusconi referendum resta valido”

pubblicato il 26 aprile 2011 , 2660 letture
Berlusconi bacia la mano a Sarkozy
Cari italiani, vi abbiamo bluffato. La moratoria sul nucleare è solo un gioco per permetterci di mandare in aria il referendum del 12/13 giugno e per poter ripresentare il progetto di ritorno all'atomo quando il disastro giapponese sarà un lontano ricordo. Questa è la sintesi delle parole di Berlusconi con cui, senza nessun giro di parole, ha ammesso le intenzioni del suo governo durante la conferenza italo-francese a Villa Madama: "La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare".

L'ammissione del raggiro pubblico continua nella spiegazione del premier: "L'accadimento giapponese (le esplosioni dei reattori della centrale di Fukushima) ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un'opinione pubblica conscia della necessità nucleare".
"Sul nucleare il governo si è messo a tappetino di fronte alla delegazione francese". Questo il commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, agli esiti del vertice italo-francese di stamane. "C'e' di che restare allibiti - ha spiegato - è come se Berlusconi avesse detto agli italiani 'evito di sentirvi perche' so che non siete d'accordo e cosi' vado avanti lo stesso'".
Bersani ha ricordato che una prima occasione per mandare un messaggio al governo sono le prossime amministrative: "Gli italiani hanno capito che se vogliono liberarsi del nucleare devono liberarsi anche di Berlusconi".

Infatti Berlusconi ha voluto rassicurare anche i principali “azionisti” per il ritorno al nucleare che i contratti con Enel e Edf non saranno da ritenersi conclusi. "Non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione”. Insomma tutto viene interrotto, sospeso finché i sondaggi non diranno che il governo Berlusconi può di nuovo imporre le sue scelte. Ovviamente scelte di comodo. Ovviamente scelte sbagliate.

“Dopo le parole di Berlusconi il referendum resta valido” ha chiarito Stella Bianchi, responsabile Ambiente del PD. “Il premier – ha continuato Bianchi - ha chiarito oggi il senso dell'emendamento del governo sulle centrali nucleari. Berlusconi stesso dice che è solo un rinvio per paura del giudizio degli elettori e in spregio alle regole della democrazia che impongono al governo il rispetto di un referendum già indetto per il 12 e 13 giugno prossimi. In quel decreto omnibus non c'è di fatto nessuna abrogazione del decreto per riportare il nucleare in Italia. Il piano sbagliato del governo è in piedi come Berlusconi si affretta a confermare a Sarkozy e con esso gli affari miliardari per Edf sulle tasche dei cittadini italiani, insieme alla sorridente svendita di una parte importante dell'industria alimentare italiana. E se il piano di ritorno al nucleare rimane valido allora anche il quesito referendario sulla decisione di tornare o meno al nucleare mantiene la sua validità. Il presidente del Consiglio ha la presunzione di dire proprio oggi che l'energia nucleare è la più sicura al mondo esattamente il giorno dell'anniversario della catastrofe di Cernobyl. Se Berlusconi e' così convinto da sfidare migliaia di morti, lutti, dolore, terreni contaminati perché mai dovrebbe temere il giudizio degli italiani contro il suo nucleare?”

"Berlusconi è ormai senza più alcuna vergogna. Ammettere di aver voluto la moratoria sul nucleare solo per evitare un referendum che avrebbe quasi certamente perso è inquietante e sebbene la truffa fosse evidente a tutti e semmai ce ne fosse ancora bisogno si tratta di un’ennesima prova di cosa pensa il presidente del consiglio della democrazia - attacca Ermete Realacci, deputato e responsabile green economy del partito - Prende in giro il Paese e se ne vanta. Ma su un tema tanto importante per il proprio futuro gli italiani non si faranno truffare ancora e la strada per il ritorno al nucleare è sempre più in salita. Del resto anche prima del disastro di Fukushima la maggior parte degli italiani, anche tra gli elettori del centro destra, era profondamente contraria ad un ritorno all’atomo, una scelta vecchia, sbagliata, insicura e antieconomica per l’Italia".

 "Che premier generoso abbiamo, vuole proteggere gli italiani dalle loro stesse paure. Non prendiamoci in giro, il blitz che il Governo ha attuato ai danni del referendum sul nucleare è il frutto del delirio paternalistico di Silvio Berlusconi, del suo timore di dar voce alla gente". Così Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico, dopo le esternazioni del premier nel corso della conferenza stampa al termine del vertice italo-francese.
"Berlusconi - aggiunge Marino - sa che per costruire un solo impianto servono almeno dieci anni? E' conscio che ci vorrebbero molto più di cinque o sei centrali per risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico? Come e dove smaltiremo le scorie nucleari? Faremo come gli Stati Uniti che hanno speso 7,7 miliardi di dollari per il progetto di stoccaggio sotto la Yucca Mountain, mai entrato in funzione? L'energia dell'atomo, in verità, rappresenta un vantaggio solo per coloro che riceveranno dallo Stato l'incarico di costruire le centrali dal momento che nessun imprenditore privato sceglierebbe mai di investire in un settore così costoso e rischioso, al punto che le compagnie assicuratrici rifiutano di stipulare polizze contro i rischi per la salute".
Per Alberto Losacco, deputato PD, “Berlusconi ha gettato la maschera confermando che la moratoria sul nucleare è un bluff. Pertanto, visto che l’emendamento del governo non cancella l’attuazione del piano di costruzione di nuove centrali nucleari, il referendum abrogativo è pienamente in vigore. Chiaramente più della salute degli italiani e dei costi assurdi di un progetto assolutamente non conveniente il governo antepone interessi che alla luce delle carte di WikiLeaks sono sempre più oscuri e controversi. D’altra parte se questo governo si appella tutti i giorni alla volontà popolare perché deve averne paura i prossimi 12 e 13 giugno?”

A.Dra
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commenti

#1 Gastone L., 26/4/2011

Grande Silvio! Noi diciamo che lo sono meno gli italiani che lo eleggono, ma se questi sono in maggioranza favorevoli al nucleare non possono che votarlo ancora di più. O dobbiamo sperare che i disastri nucleari siano la nostra carta vincente? non sarebbe meglio un bel programma, magari vincente a allineato ai tempi? Come questo: Una coraggiosa riforma della struttura dello stato in prospettiva d’integrazione politica europea. Dobbiamo puntare alla relativizzazione, minimizzazione fino alla cancellazione della struttura Stato Nazione (governo e parlamento dello Stato Nazione Italia) e a una parallela ottimizzazione dei governi e dei parlamenti delle regioni (da ristrutturare nella loro massa critica, dimensione) fino a un rapporto diretto tra governo e parlamento europeo e governi e parlamenti delle regioni, con il Presidente della Repubblica che faccia da garante e da testimone dell’italianità in senso lato nel mondo. Quello italiano e della maggior parte dei paesi europei è un problema strutturale, non si risolve nemmeno con la crescita. La salvezza oggi viene da una soluzione globale non da disarticolati sforzi e soluzioni affidate ai singoli Stati Nazione, che sono strutture 'zombi', sin dalla fine della seconda guerra mondiale. Non ti sembra?

#2 Luigi Francia, 26/4/2011

26.4.2011 - Sul nucleare, dopo le esternazioni di oggi del Presidente del Consiglio ["Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo.L'energia nucleare è sempre la più sicura”: ["http://www.repubblica.it/politica/2011/04/26/news/nucleare_scelta-15395251/?ref=HREA-1 ], ci andrei piano a gridare vittoria. Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana. L'esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo. La maggioranza del Senato il 20 aprile ha approvato la proposta del Governo di modifica n. 5.800 al DDL n. 2665 [http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=531373&idoggetto=632798 ]. I punti 7. e 8. della proposta di modifica, approvata dal Senato, recitano: “7. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, come modificato dal comma 5 del presente articolo, è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali».” Credo sia opportuno che il Partito Democratico ribadisca che anche in questo caso il ricorso al decreto legge per abrogare delle leggi soggette in parte ad imminente referendum è incostituzionale non essendovi alcuna delle ragioni di necessità ed urgenza richieste dalla carta (art. 77), se non quella di evitare il referendum, e questo in linea con l’orientamento più volte espresso dal Presidente della Repubblica in materia di decretazione d’urgenza. In secondo luogo riterrei opportuno che alla Camera il Partito Democratico proponga che la Strategia Energetica Nazionale,, di cui al citato punto 8, sia approvata con legge dello Stato e non con decreto legge o legge delegata su parere (non vincolante) delle Commissioni parlamentari.

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