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DL Sviluppo: dal governo solo propaganda elettorale

Liberalizzazioni assenti, rinegoziazione di Stato solo per pochi. Le poche misure utili sono marce indietro da vecchi decreti di Berlusconi

di Antonio LirosiRaffaella MarianiAndrea MarcucciAndrea LulliStefano Fassina,  pubblicato il 5 maggio 2011 , 1758 letture
Tremonti Pinocchio
"Puntuale anche quest'anno a una settimana dalle elezioni amministrative e il giorno prima dell'assemblea di Confindustria a Bergamo arriva il cosiddetto decreto sviluppo". E' il commento sarcastico di Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd, secondo il quale quello del governo "è un intervento essenzialmente propagandistico dove le uniche misure utili sono quelle che correggono gli errori fatti da precedenti decreti del governo Berlusconi".

"Si tratta - prosegue Fassina - del bonus ricerca che tenta di rimediare allo smantellamento del credito di imposta per ricerca ed innovazione introdotto dal governo Prodi e vanificato nella manovra del 2008 dal famigerato click day. Si tratta del bonus occupazione nel Mezzogiorno che solo in piccola parte recupera il credito di imposta introdotto dal governo Prodi con la legge Finanziaria per il 2008. Si tratta della rimozione della norma per l'esecutività immediata degli accertamenti introdotta dal ministro Tremonti lo scorso anno.

Si tratta dell'esclusione dalle disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti delle transazioni con strumenti di pagamento elettronici che sin dall'inizio non sarebbero dovute essere incluse".
"Vi sono poi - insiste Fassina - altre norme bandierina, come quelle per la razionalizzazione dei controlli sulle imprese: gli interventi possono essere fatti attraverso strumenti amministrativi gia' nella piena disponibilità dei ministri competenti se soltanto avessero voluto davvero farli.
Sono molto pericolose, invece, le norme per innalzare le soglie degli appalti conferiti attraverso trattativa privata: lo spazio per gli amici della cricca aumentano. Infine, gli interventi per il settore turistico-balneare sono un bluff dannoso in quanto si propone l'allungamento a 90 anni di concessioni la cui regolazione e' oggetto di procedura di infrazione da parte della Commissione europea per la quale il governo continua ad essere inadempiente. Manca invece un intervento molto semplice, realmente utile allo sviluppo: la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva sul prezzo dei carburanti. la norma e' stata introdotta nel 2007 dal governo Prodi e consente di ridurre le accise in presenza di maggior gettito Iva dovuto a prezzi superiori a quanto previsto nella legge di stabilita'".
Insomma - conclude Fassina - siamo di fronte all'ennesimo propagandistico decreto sviluppo una settimana prima delle elezioni mentre e' in arrivo un vero decreto di tagli e tasse una settimana dopo la scadenza elettorale".

Il DL Sviluppo? Per Antonio Lirosi, Responsabile Consumatori e Commercio del Pd è un altro passo indietro fatto dal Governo: liberalizzazioni sono assenti e la rinegoziazione di Stato è solo per pochi.

“Nel corposo e discutibile testo di legge approvato dal Consiglio dei Ministri si ravvisano norme confuse, misure parziali e insufficienti per stimolare la crescita economica e la domanda interna, che sembrano scritte più con l'intento di farle uscire sui quotidiani e sul sito del Mef qualche giorno prima delle elezioni amministrative.
L'ennesimo decreto legge del governo non contiene nessuna delle misure di liberalizzazione auspicate da più parti e proposte anche dal Pd nel PNR alternativo a quello del governo. Ancora una volta il ministro Tremonti si dimostra l'unico giocatore in campo e il ministro delle Sviluppo economico non riesce a far inserire, nel decreto sviluppo, le norme del fantomatico ddl annuale sulla concorrenza atteso ormai da un anno e mezzo.

La norma per il trasferimento dei mutui da tasso variabile a tasso fisso potrebbe rivelarsi un bluff: riguarderà un numero limitato di contratti in essere; non è chiara quale sarà la convenienza economica per i mutuatari rispetto alle operazioni di portabilità che oggi costituiscono un quarto delle operazioni effettuate e consentono alle famiglie di trasferire o rinegoziare un mutuo a condizioni più convenienti secondo le offerte di mercato. Insomma una rinegoziazione di Stato che non crea problemi agli istituti di credito. Le precedenti norme di Tremonti sulla rinegoziazione, contenute nel decreto legge 185 del novembre 2008, si sono rivelate inefficaci perché il tasso stabilito dalla legge è poi risultato non conveniente per i cittadini in quanto superiore ai tassi di mercato che all'epoca risultavano in discesa. Una nota positiva invece viene dalla correzione di una precedente norma del governo in materia di portabilità dei mutui perchè chiarisce che per i mutui ipoetecari non c'è bisogno dell'atto notarile per la cancellazione dell'ipoteca, come previsto dal decreto Bersani del 2007 e secondo quanto richiesto dal Pd in una recente risoluzione parlamentare".

Ma le preoccupazioni non finiscono qui. Un'altra norma deliberata dal DL sviluppo lancia un chiaro allarme per la possibilità di abusi e deregolamentazione urbanistica: la concessione per 90 anni degli stabilimenti balneari ai privati.
Il testo prevede la possibilità di ottenere un "diritto di superficie" della durata di 90 anni per le spiagge, che sostituisce l’attuale concessione. La capogruppo del PD nella commissione Ambiente, Raffaella Mariani ha spiegato che questa "modifica ha effetti sostanziali: con la concessione si ha un rapporto tra l’amministrazione concedente e il privato concessionario in cui è l’amministrazione concedente che detta le condizioni per l’esercizio della concessione e della qualità del servizio che deve tutelare l’integrità e le finalità del bene pubblico concesso; con il diritto di superficie l’amministrazione pubblica vende un diritto reale.
Per Andrea Lulli capogruppo Pd in commissione Attività produttive, "con la concessione per 90 anni delle spiagge: si rischia infatti di andare incontro a una vera e propria privatizzazione e al favorire qualche grande imprenditore a discapito delle tantissime piccole imprese che gestiscono attualmente le aree".

Da queste considerazioni è nata l'esigenza di porre un freno ad una deregolamentazione eccessiva a tutela del demanio pubblico. Al Senato, per iniziativa di Andrea Marcucci (primo firmatario) è stata approvata una mozione bipartisan sulle concessioni balneari. "Tutela del demanio marittimo, certezza alle aziende che gestiscono gli stabilimenti balneari, stabilità per gli investimenti assicurati e avvio di un confronto serrato con l'Europa per attivare la clausola di revisione della direttiva servizi. Sono gli obiettivi che il Senato ha indicato in modo bipartisan al governo per difendere un settore vitale della nostra economia come quello turistico balneare, che in Versilia riguarda centinaia di imprese con ricadute importanti anche sull'occupazione".

"Il problema è convincere l'Europa dell'unicità dei nostri servizi turistici - sostiene il parlamentare PD - e da questo punto di vista non sappiamo se la norma decisa dal governo oggi nel decreto Sviluppo sulla durata per 90 anni delle concessioni balneari sia la strada giusta. Serve una nuova disciplina che metta insieme i principi della trasparenza e dell'insistenza ed una seria trattativa con Bruxelles per attivare quelle deroghe che sono previste nella direttiva Bolkestein"

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commenti

#1 Mario Castello, 8/5/2011

Che Berlusconi sia la rovina dell'Italia è evidente dato che tutto quello che fa serve solo alui ed ai suoi amici reali o comperati, ma la cosa più grave è che non ha nessun rispetto delle istituzioni democratiche. Mi sembra che quando arriva a dire che che "i PM sono un cancro da estirpare" passi tutte le misure. Per questo mi chiedo se il PD intende indire una Mobilitazione Generale in tutte le città per condannare in modo evidente questo schifo che oltre ad essere uno schifo, fa paura per quello che può arrivare a fare.

#2 Marco Galluzzo, 11/5/2011

Si tratta dell'ennesimo falso ideologico, sistematicamente impunito dagli elettori e fortemente produttivo ed incisivo nell'agenda politica delle prossime settimane (...di campagna elettorale). Frasi sensazionali, riportate a tamburo battente da tutte le agenzie che entrano nelle teste delle persone per i loro titoli e non per la loro sostanza, per lo più inesistente: a tal proposito, si veda, in particolare, la norma che permette la rinegoziazione dei mutui: posta difronte alle libertà offerte dal decreto Bersani, appare a dir poco ridicola...oltre che fumosa e sostanzialmente inefficiace (...alle famiglie, si intenda!) come la precedente norma del 2008. L'unica cosa positiva è la correzione del refuso di stampa che a Gennaio aveva reso la cancellazione dell'ipoteca dei mutui ipotecari nuovamente onerosa, proprio in barba alla predetta "rivoluzione" chiamata leg 40/2007. Dal popopolo delle libertà, in fine, ancora una volta, nessuna voglia di liberalizzare: si voleva intervenire sull'art 41 della costituzione per dare maggiore libertà d' impresa, poi si blinda un appalto pubblico per 90 anni senza alcuna gara di aggiudicazione che metta in relaione il grado di accessibilità alla cosa pubblica con i servizi offerti, magari in relazione all'occupazione ed allo sviluppo prospettico dell'offerta proposta. Ci rimane l'indignazione ed il silenzio che questa provoca, di fronte alle casse di risonanza di cui gode la "disinformazione nazionale".

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