Ha vinto la democrazia, nonostante le indicazioni del massimo esponente del governo, il presidente ancora in carica Silvio Berlusconi, gli italiani hanno votato compatti secondo la propria coscienza e per il bene comune. Hanno voluto esprimere la loro opinione forte e chiara sulle tematiche ambientali importanti quali l’acqua e il nucleare, otre che sulla giustizia. Dopo 16 anni di tentativi per raggiungere il quorum, lo strumento del referendum è nuovamente risultato utile come una
macchina delle sberle per il governo stesso, sancendo come ha detto Bersani un divorzio tra il Paese e il governo.
“
Una grande vittoria per la democrazia. Una straordinaria partecipazione dei cittadini che hanno deciso con chiarezza di fermare il nucleare, difendere l’acqua pubblica e di volere una giustizia uguale per tutti”, ha detto
Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito Democratico.
Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd commentando gli ottimi risultati dei referendum ha però ribadito come “
questo clamoroso successo dei referendum imponga di fatto un cambiamento drastico delle politiche del Governo. Dal no al nucleare deve partire una spinta alle “3 R”, risparmio energetico, ricerca, rinnovabili”.
Sempre sulla necessità imminente di un piano energetico sostenibile ed europeo, ha insistito
Sandro Gozi, responsabile politiche UE del Pd. “
Il risultato del referendum indica che gli italiani non vogliono il nucleare, senza se e senza ma” Ora il Governo deve indicare come intende sostituire il 25% di fabbisogno di energie che nei piani originali sarebbe stato prodotto dalle centrali nucleari
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