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Le donne sono state un motore determinante del cambiamento, che ha preso il via con le manifestazioni del 13 febbraio e ha portato allo straordinario risultato delle amministrative e del referendum. Quel risultato ci dice che il Paese è vivo, che sa reagire e sa indignarsi. Si sono affermate nuove istanze e nuovi movimenti della società che noi dobbiamo ascoltare e interpretare. Noi siamo state presenti nelle piazze e il Pd ha dimostrato di essere una parte importante di questo movimento di riscossa della società civile, capace di stare in questo percorso senza prevaricare ma con la funzione propria della politica che e' quella di interpretare e guidare il cambiamento".
"Siamo in una fase politica delicata e complicata - ha aggiunto la presidente del Pd- e ci preocccupa il forte scollamento e la distanza tra un governo, che poggia su una maggioranza solo tecnica e numerica, e l'orientamento maggioritario del paese. L'Italia vive un momento molto difficile di crisi economica e sociale, che investe il mondo del lavoro e le famiglie, in cui le donne pagano più' di altri. Si prepara il confronto politico sul progetto per il futuro dell'Italia e il Pd è pronto con le sue proposte, frutto del grande lavoro di ebaborazione svolto dalla nostra Asseblea nazionale.
Le donne democratiche saranno protagoniste di questa fase con la propria iniziativa politica sui temi del welfare e del lavoro. Ma dobbiamo anche affrontare in modo netto il problema della rappresentanza e del rapporto con il potere. E' su questo terreno dobbiamo alzare la testa, diventare creative, esigenti e forti" La Bindi sul manifesto della Festa Pd di Roma ha quindi detto: "Nell'anno in cui le donne sono state protagoniste di una ribellione sull'uso strumentale del corpo e dell'immagine della donna, e hanno soffiato con la testa e il cuore il vento del cambiamento, si poteva evitare di fare una manipolazione un po' maldestra di un manifesto più famoso. Non ci scandalizzano due belle gambe, e se siamo contente di aver regalato lo slogan lo siamo un po' meno perche' non e' stata rispettata l'integrità della nostra persona".
La presidente ha comunque invitato "a non efatizzare oltre e a non dare importanza a questa vicenda. Riflettiamo piuttosto, più in generale sulla nostra comunicazione che richiederà una presenza un pò più forte delle donne, perchè chi fa questo mestiere faccia meno fatica ad uscire da certi stereotipi". La Bindi ha quindi ringraziato Concita De Gregorio per il lavoro fatto alla guida de l'Unita': "la ringraziamo perchè l'Unità in questi anni ha dato un contributo importante, soprattutto nel dare voce alla indignazione e alla creativita' delle donne. E' stata presente, anche con iniziative significative, nel movimento che si e' sviluppato prima e dopo il 13 febbraio. A Concita auguriamo di continuare a dare il suo prezioso contributo. Auguri anche a l'Unità- ha concluso - il futuro del giornale è importante per tutti noi".