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Province: abbiamo le nostre proposte di riforma e riduzione. No a demagogia (video)

Il PD si astiene sull'abolizione delle province che non prevedeva una soluzione a norma approvata. I commenti di Bersani, Franceschini, Zoggia con la proposta di legge PD per la soppressione delle province

pubblicato il 5 luglio 2011 , 19450 letture
Camera dei deputati
La Camera ha respinto la legge proposta dall'IDV per abolire le province. Il PD si è astenuto. E' stato respinto innanzitutto il mantenimento del primo articolo del testo, quello che cancellava le parole «le province» dal Titolo V della Costituzione (225 i voti contrari, 83 quelli a favore, 240 gli astenuti). Poi è stata bocciata l'intera proposta di legge.

Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ai giornalisti che gli chiedono di commentare il voto precisa: "Sul tema delle province noi abbiamo una nostra proposta e non ci vengano a fare tirate demagogiche. Il nostro testo prevede certi meccanismi per ridurre e accorpare le province perché bisogna anche dire come si fa. Le province gestiscono diverse cose, per esempio i permessi urbanistici, se tornano alle Regioni poi ci sarà una caterva di lamentele per le lungaggini".

Perché il PD si è astenuto. 
L'astensione è stata dovuta al fatto che il testo all'esame della Camera "propone semplicemente la soppressione della parola province e non dice nulla sul dopo", come ha spiegato il capogruppo PD alla Camera, Dario Franceschini. "Siamo anche disposti, nell'ambito di un confronto parlamentare, a discutere della vera e propria soppressione delle province ma nell'ambito di un disegno che ridistribuisca le competenze" e spieghi i risparmi ed i costi, ha aggiunto ed ha sottolineato: "resta il tema del trasferimento delle competenze che è doveroso indicare", dicendo "a chi vanno con quali costi". Quindi ha proseguito: "Teniamo aperta la possibilitá di una riforma. Un voto contrario suonerebbe preclusivo della volontá di fare riforme, ed è l'atteggiamento di questa maggioranza", ha aggiunto ed ha annunciato "ritiriamo l'emendamento soppressivo" del primo articolo della proposta e "ci asterremo su quello dell'Idv".



Da Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD arriva lo stop alla faciloneria dei titoloni di giornale: "Noi siamo contrari a misure demagogiche e raffazzonate che rischiano di produrre più danni che benefici. Siamo convinti che l’architettura istituzionale del paese debba essere rivista e in tale riassetto crediamo che si debba riconsiderare ruolo, funzioni e numero delle province. Parlare di una generale quanto generica abolizione, come fa l’on. Di Pietro, va bene per conquistarsi un titolo di giornale ma non per affrontare una questione complessa che riguarda funzioni, poteri, competenze in coordinamento con le regioni e i comuni. Di Pietro, piuttosto, cerchi di dare il suo contributo e la sua collaborazione per una riforma organica che parta dai rami alti e discenda sui territori, come il Pd si sta impegnando a fare”. Tema su cui è tornato poche ore dopo spiegando i principi della proposta PD di riordino delle province: "Non è sufficiente dire che si aboliscono le province. E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.
La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet all’indirizzo partitodemocratico.it/leggeprovince .
Se si vuole fare serio bisogna quindi dire a chi, una volta abolite , vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali, come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio

Marco Laudonio

*****

Di seguito riportiamo il progetto di Legge costituzionale presentato dal gruppo Pd alla Camera dei Deputati il 21 giugno 2011.


XVI LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

Proposta di Legge Costituzionale
N. 4439 presentata 21 giugno 2011

d'iniziativa dei deputati

BERSANI, FRANCESCHINI, BRESSA, VENTURA, MARAN, VILLECCO CALIPARI, LENZI, BOCCIA, AMICI, GIACHETTI, QUARTIANI, ROSATO, GIOVANELLI, FONTANELLI, ZACCARIA, BORDO, D'ANTONA, FERRARI, LO MORO, MINNITI, NACCARATO, POLLASTRINI

Modifica all'articolo 133 della Costituzione, in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province.

Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge costituzionale recante modifica dell'articolo 133 della Costituzione in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province, deve essere inserita coerentemente nel dibattito in corso sull'attuazione del titolo V della parte seconda della Costituzione. Nella XVI legislatura sono stati approvati la legge delega sul federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009) e diversi decreti legislativi attuativi per riconoscere per legge l'autonomia di entrata e di spesa che è prevista dall'articolo 119 della Costituzione per i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni.

Il Partito democratico (PD), attraverso il lavoro svolto dai gruppi parlamentari di entrambe le Camere, in particolare all'interno della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, ha dato il suo contributo per l'approvazione di questi provvedimenti in un'ottica coerente con il quadro di una Costituzione che punta al federalismo e non alla secessione.

Per questo ha sempre ribadito che il federalismo fiscale dovesse essere preceduto o, per lo meno, accompagnato, dal federalismo istituzionale, ovvero da una profonda ridefinizione dei compiti di ogni livello di governo. La discussione sulla cosiddetta «Carta delle autonomie» (atto Senato n. 2259), invece, è andata a rilento: è stata approvata dalla Camera dei deputati ma è restata ferma presso la competente Commissione del Senato della Repubblica per molto tempo ed è ancora in fase istruttoria in Commissione. È invece evidente che occorre procedere rapidamente all'approvazione di questo importante provvedimento in modo da chiarire «chi fa che cosa» attraverso la puntuale individuazione delle funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane e attraverso la riapertura di un complessivo processo di riordino dell'amministrazione statale e regionale.

Nella cosiddetta «Carta delle autonomie» era stata inserita anche una norma sulla razionalizzazione delle province, che però è stata valutata criticamente dalla Camera dei deputati in quanto non coerente con l'articolo 133 della Costituzione. La presente proposta di legge costituzionale cerca di dare una risposta positiva all'esigenza di un intervento coerente di revisione degli enti di area vasta nell'ambito di una modifica complessiva dell'articolo 133 della Costituzione che tocchi il tema della razionalizzazione delle province, dell'istituzione delle città metropolitane e del più complessivo riordino di tutta l'amministrazione pubblica, non solo nelle regioni a statuto ordinario, ma anche nelle regioni a statuto speciale. Tale proposta è coerente con il programma politico del PD, che ha da sempre ribadito la necessità del superamento delle province con l'istituzione delle città metropolitane, la contrarietà all'istituzione di nuove province e la riduzione delle province esistenti.

Il PD, infatti, non è stato mai per l'abolizione dell'istituzione provincia, poiché, ad esempio, le questioni relative ai trasporti, all'assetto idrogeologico, agli aspetti ambientali e alle strade costituiscono una dimensione non più gestibile dal singolo comune e che non dovrebbe essere gestita dalle regioni: in quest'ottica, cancellare con un colpo di bacchetta magica le province ci consegnerebbe una dimensione di confusione totale che sarebbe esattamente l'opposto di quello che i cittadini chiedono, ossia responsabilità, correttezza e trasparenza nell'amministrazione dei propri interessi. Il PD è, quindi, per la ridefinizione delle province anche all'interno della Costituzione.

La presente proposta di legge costituzionale dispone prima di tutto (articolo 1) che il mutamento delle circoscrizioni provinciali o la soppressione delle province siano stabiliti con legge regionale sentiti i comuni interessati, in modo da valorizzare appieno il principio di adeguatezza e di prossimità contenuto nell'articolo 118 della Costituzione stessa e al fine di garantire una maggiore distribuzione di potere politico all'interno del territorio. Con lo stesso articolo, quindi, si stabilisce che non sarà più possibile istituire nuove province.

L'articolo 2 prescrive che le città metropolitane, individuate con legge dello Stato, siano costituite, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale, tramite legge regionale, sentiti i comuni interessati. Di conseguenza, all'istituzione delle città metropolitane devono corrispondere la soppressione delle province nel medesimo territorio su cui insistono e il trasferimento delle rispettive funzioni e del personale, per evitare sprechi, sovrapposizioni e inefficienze. È questa la chiave di volta del sistema: razionalizzare ed evitare sprechi di denaro pubblico piuttosto che effettuare tagli indiscriminati che potrebbero comportare anche maggiori inefficienze. Il medesimo articolo prevede, quindi, un intervento sostitutivo dello Stato, per evitare che l'inerzia regionale possa rendere impossibile il riassetto necessario entro i tempi richiesti. Qualora, dunque, la regione interessata non provveda in tempo, il Governo, dopo aver concordato un eventuale ulteriore lasso di tempo per ottemperare, provvede esso stesso con decreto-legge, da convertire in legge dalle Camere entro novanta giorni.

L'articolo 3 stabilisce che con legge dello Stato debbano essere determinate le funzioni fondamentali e proprie delle province il cui territorio risulti compreso all'interno delle regioni a statuto ordinario e speciale (come si fa nella cosiddetta «Carta delle autonomie») e che entro i successivi dodici mesi le regioni a statuto ordinario, con legge da adottare previa consultazione degli enti locali interessati, verificata l'adeguatezza della dimensione territoriale delle province in rapporto alla possibilità di gestione delle funzioni fondamentali di area vasta, debbano provvedere alla revisione territoriale ovvero alla soppressione delle province esistenti. Anche in questo caso, qualora le regioni non intervengano in tempi utili, si attiva il potere sostitutivo del Governo con le modalità di cui all'articolo 2. Il comma 3 del medesimo articolo prevede, infine, che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale, con legge dello Stato, siano rivisti gli ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato assicurando che nel complesso del territorio regionale essi non superino il numero totale delle province ivi istituite.

Per quanto riguarda, infine, la razionalizzazione delle province nelle regioni a statuto speciale, è previsto, all'articolo 4, che anche esse debbano adeguarsi ai princìpi contenuti nelle leggi dello Stato di cui agli articoli 2 e 3.


PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE

Modifica all'articolo 133 della Costituzione, in materia di mutamento delle circoscrizioni provinciali e di soppressione delle province, nonché norme per la costituzione delle città metropolitane e il riassetto delle province.


Art. 1.
(Modifica all'articolo 133 della Costituzione).

1. Il primo comma dell'articolo 133 della Costituzione è sostituito dal seguente:«Il mutamento delle circoscrizioni provinciali o la soppressione delle Province sono stabiliti con legge regionale, sentiti i Comuni interessati».


Art. 2.
(Costituzione delle città metropolitane).

1. La costituzione delle città metropolitane, individuate con legge dello Stato, è disposta con legge regionale, sentiti i comuni interessati, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, e comporta la soppressione delle province nel medesimo territorio su cui insistono le nuove città metropolitane e il trasferimento a queste ultime delle rispettive funzioni e del personale.

2. Qualora la regione interessata non provveda ai sensi del comma 1 nel termine ivi indicato, il Governo le assegna un ulteriore termine per adempiere. In caso di mancato adempimento, provvede il Governo con decreto adottato ai sensi dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, da convertire in legge entro novanta giorni dalla sua pubblicazione.


Art. 3.
(Riassetto delle province nelle regioni a statuto ordinario).

1. Con legge dello Stato sono determinate le funzioni fondamentali e proprie delle province il cui territorio risulta compreso all'interno delle regioni a statuto ordinario.

2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di cui al comma 1, le regioni a statuto ordinario, con legge da adottare previa consultazione degli enti locali interessati, verificata l'adeguatezza della dimensione territoriale delle province in rapporto alla possibilità di gestione delle funzioni fondamentali di area vasta, provvedono alla revisione della circoscrizione territoriale ovvero alla soppressione delle province esistenti. Decorso il termine stabilito dal primo periodo del presente comma, il Governo provvede con le modalità di cui al comma 2 dell'articolo 2.

3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, con legge dello Stato sono rivisti gli ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato assicurando che nel complesso del territorio regionale essi non superino il numero totale delle province ivi istituite.


Art. 4.
(Riassetto delle province nelle regioni a statuto speciale).


1. Le regioni a statuto speciale, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore delle leggi dello Stato di cui agli articoli 2 e 3, provvedono ad adeguare i propri ordinamenti ai princìpi in esse contenuti. 
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commenti

#439  Angelo Bedini, 25/7/2011

Caro Zoggia, La tua intervista all’Unità di oggi e questo video non fanno che confermare l’incapacità tua e tanti dirigenti di comprendere la realtà, cercando, in qualche modo, di recuperare una situazione sfuggita di mano, con argomenti banali, demagogici, non veritieri da lasciare basiti. Dici: “ci hanno accusato di….” ed oltre: “sbandierare ai quattro venti…” nessuna accusa, ma semplice costatazione. La proposta è stata presentata dopo il voto di astensione ed è simile all’o.d.g. dell’IDV, in quanto rimanda a successive leggi regionali, l’attuazione. “Occorre un organismo di area vasta che dovrebbe occuparsi di trasporti, rifiuti, acqua , in quanto, la regione, che dovrebbe essere organo legislativo e di programmazione , non potrebbe svolgerle” . Qui siamo al delirio: la regione organo legislativo e di programmazione? Zoggia…. Chi l’ha deciso? Pensa solo alla Sanità. E per quale motivo poi non potrebbe, insieme ai comuni, occuparsi di queste cose, che peraltro, già fa. “Quando porteremo avanti questa riforma, a brevissimo”, a brevissimo? Per favore non vogliamo essere presi in giro. “ Chiedo a Di Pietro come a tutta la coalizione di centro sinistra” . Risulta a qualcuno che esiste una coalizione di cs? Detto da un componente della segreteria del PD , c’è da essere allarmati non poco. “Capisco che l’astensione rispetto ad un si o un no si legge in maniera più complicata e difficile”. Ecco l’interpretazione autentica: non siamo stati capiti! Dall’intervista all’Unità: “ Il Pd parte dalla proposta della loro riduzione sotto i 500 mila abitanti”. Questa è una novità assoluta, ma se è così, di province ne rimarrebbero meno di una ventina (tra abolizione e costituzione di aree metropolitane), ma allora, siamo consapevoli che a nessuno può essere consentito di far pagare un così alto prezzo al PD in termini di credibilità e consenso. Per non parlare delle vicende Pronzato, Tedesco, Penati….! Avevamo la palla per vincere quella partita e siamo stati capaci di fare il più clamoroso degli autogol.

#438  ML Turaglio, 17/7/2011

Pardon.. non avevo letto il commento del (436°). ma per me è figlio delle ultime generazioni che non hanno capito cosa è la democrazia, ci vivono dentro per grazia ricevuta, ma dovrebbero andare a leggersi i pensieri scritti dai padri fondatori della nostra, per capire che la democrazia la devi conquistare/manntere e partecipare tutti i giorni per non correre rischi. Un Rispettoso Saluto a lui e quelli che la pensano anche cosi.

#437  ML Turaglio, 17/7/2011

Sono Daccordo , abolire le provincie ma aggiugo anche i parlamentari, serve solo a ridurre sempre più la rappresentativita parlamentare della nazione . Sarebbe molto meglio togliere tutti i privilegi gratis ai politici quali: gagget,agevolazioni,servizi,privilegi e poi per la pensione stesso trattamento dei dipendenti oggi!(in base ai contributi versati)poi i rimborsi dei trasporti o gratis oppure a pie di lista come i dipendenti vari livello. credo che se costassero meno potremmo aumentare il numero /rappresentativita dei politici.

#436  MARIANO AMELIO, 14/7/2011

BERSANI DEI MIEI STIVALI......SEI CONTENTO? LA MANOVRA "RADDOPPIA (!!!!!)" E VOI NON AVETE NEMMENO VOLUTO TAGLIARE LE PROVINCE. DEI VOSTRI PRIVILEGI NON E'STATO TOCCATO UN BEL NIENTE!!!!!!!!!!!!!!! SIETE DEI LADRONI!!!!!!!!!!!!!!

#435  GIOACCHINO FAVARA, 11/7/2011

LO SCORSO 17 MARZO E’ STATA CELEBRATA LA FESTA NAZIONALE PER LA RICORRENZA DEI 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA, E IL 25 APRILE E STATO CELEBRATO L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE, DUE DATE IMPORTANTI CHE MERITANO ESSERE RICORDATE, LE CELEBRAZIONI SONO L’INCONTRO TRA CITTADINI E ISTITUZIONI PER RAFFORZARE UNA MEMORIA CONDIVISA, I DUE EVENTI RAPPRESENTANO DAL PUNTO DI VISTA STORICO E POLITICO LE DUE DATE PIU’ IMPORTANTI E SIGNIFICATIVE DELLA STORIA D’ITALIA. IL RISORGIMENTO CI HA UNITI IN UN UNICO REGNO, LA LIBERAZIONE CI HA DATO LA REPUBBLICA E LA COSTITUZIONE, UNA IDENTITA’ DEMOCRATICA E UNA RINNIVATA UNITA’ NAZIONALE. OGGI DEVO RICONOSCERE CON MOLTA AMAREZZA, CHE STIAMO ATTRAVERSANDO IL PERIODO PIU’ OSCURO DEGLI ULTIMI 150 ANNI, LE TRADIZIONALI FORZE POLITICHE CHE HANNO GARANTITO LA DEMOCRAZIA E VALORI COMUNI CONDIVISI SONO SCOMPARSE, SIAMO GOVERNATI DA INDIVIDUI CHE GUIDATI DA UN CIECO EGOISMO, USANO LE ISTITUZIONI AL SODISFACIMENTO DEI PROPRI INTERESSI E DELLE PROPRIE AMBIZIONI. MI SEMBRA PIU’ CHE MAI OPPORTUNO CITARE LE PAROLE DI DANTE “AHI SERVA ITALIA, DI DOLORE OSTELLO, NAVE SENZA NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA, NON DONNA DI PROVINCIE MA BORDELLO!” SI SENTE IL BISOGNO DI UNA NUOVA CLASSE POLITICA CARICA DI IDEE E IDEALI CAPACE DI RIDARE FIDUCIA AI CITTADINI, CHE RICONOSCA E VALORIZZI LE ISTITUZIONI E CHE OPERI NEL SOLO ED ESCLUSIVO INTERESSE DEL PAESE, PER UNIRLO E NON PER DIVIDERLO PER GOVERNARLO E NON PER DISTRUGGERLO.

#434  Angelo Bedini, 11/7/2011

Bravi amministratori, siete riusciti a censurare il Segretario Bersani, "mondando" la sua dichiarazione per quella sciocchezza sul Podestà, Complimenti!

#433  Gianluca Grassi, 11/7/2011

OH RAGAZZI... vi siete fissati con queste Province... invece di abolire le province pensate se abolissimo (o accorpassimo) i comuni con meno di 15.000 abitanti... e pensate se invece chiamassimo le attuali province "COMUNI" e abolissimo i vecchi confini comunali... e le comunità montane? ed i consorzi di bonifica? IO DICO CHE BISOGNA PARTIRE DA UN "PROGETTO DI STATO" CHE VOGLIAMO E POI DEMOLIRE E RICOSTRUIRE... non si può fare alla cieca sull'onda emotiva... sono 60 anni che si fa così e siamo nel casino che siamo...

#432  Luigi Cesaroni, 11/7/2011

NON CI SIAMO!!!Ho cominciato a leggere il documento dei presidenti di provincia e appena ho letto che il dibattito è intriso di demagogia e superficialità ho smesso subito. Ma chi credete dei essere? I soloni della politica?! Ci vuole anche un po' di umiltà nell'ascoltare la base, chi vi ha eletto. Con la richiesta dell'eliminazione delle province si chiede, se non l'avete ancora capito, l'eliminazione di tutta la sovrastruttura politicante (presidente, giunta, consiglieri). Basterebbe una semplice legge che scioglie e abolisce tutti gli apparati politici e assegna la gestione delle struttura territoriali a un assessorato regionale ad hoc destinato. E' inutile che fayte le orecchie da mercante. Ormai il gioco è troppo scoperto. Che vi arrampèichiate negli specchio lo si capisce anche dal documento del responsabile pd enti locali nel qale è previsto l'accorpamento e l'eliminazione delle province. Insomma o l'uno o altro. Non state a prenderci in giro. Sono sinceramente disgustato da questa manfrina e da questa vostra incapacità ad ammettere l'errore e a pèrovvedere a ripararlo. Come sono disgustato dal fatto di non trovare nessuna proposta effettivamente di sinistra di cambiamento della finanziaria. Ci toccca leggere della lega che vuole la riduzione delle pensioni dai 5 mila euro in su. Da parte vostra nessuna proposta seria sull'elimimnazione DA SUBITO di tutti i privilegi e sul dimezzamento degli stipendi di parlamentari e affini. Vorrei capire perchè vi mettete a stampellare il berlusconi. Come se vi ascoltasse quando dite che un minuto dopo l'approvazione della finanziaria si deve dimettere. Ci fate o ci siete? Saluti. prof. luigi CESARONI treviso

#431  marisa bortoletto, 11/7/2011

scrivo solo oggi perchè non ero riuscita a registrarmi...sulle provincie...come non essere d'accordo con tutte le mail che avete ricevuto, ho 57 anni, sempre votato a sinistra, non voterò più un PD del genere, siete anche voi parte della casta e ai privilegi non avete dato segno di voler rinunciare, nemmeno ridurre....quale fiducia possiamo ancora nutrire in un cambiamento?

#430  marco palli, 10/7/2011

DOVETE SOLO VERGOGNARVI. E SPERIAMO CHE GLI ITALIANI ABBIANO CAPITO CHE SIETE IL PDL SENZA UNA ELLE...è inutile presentare una proposta di finta abolizione delle provincie, ormai siete stati smascherati, non volete mollare una poltrona, non avete capito che la gente è stufa di questi privilegi della CASTA.tutto il gruppo dirigente che da anni fa finta di fare opposizione a Berlusconi si deve dimettere..e consentire la nascita di un vero partito democratico e riformista

#429  Anna Bertelli, 9/7/2011

Vi invio um messaggio di mio padre, Bruno Bertelli: caro PD, quanti pensate che siano coloro che hanno ancora voglia di scrivervi? Sulle province, correggetevi! via... si deciderà in corso d'opera come risolvere le competenze. Per ora l'impressione è che le vogliate mantenere. RIDUCETE I VOSTRI BENEFIT! non siete d'accordo? allora astenetevi anche sulla questione PAPA, con questo tocco magico si potrebbe aprire la strada per l'uomo qualunque a scompaginare le vostre carte. Con affetto più volte deluso, e purtroppo, questa volta irrimediabilmente.

#428  Paola Repetto, 9/7/2011

E' il classico caso in cui il meglio è nemico del bene. Un disegno di legge costituzionale prevede un iter lungo e complicato, nonchè, vorrei ricordarlo, anche un referendum confermativo. Sarebbe stato molto meglio votare la proposta dell'IDV, sarebbe stato un segnale forte, quello che non solo molti militanti del PD, ma anche molti cittadini si sarebbero aspettati. Fra l'altro, tra le promesse non mantenute da Berlusconi c'era proprio anche quella di abolire le province. Non sarebbe stato bello poter dire: "Loro l'hanno promesso, noi l'abbiamo fatto. Dall'opposizione!" Non sarebbe stato un messaggio chiaro, non equivoco, limpido? Questo disegno di legge è organico e razionale, è vero, ma anche, allo stato attuale delle cose, inesigibile. Mi fa venire in mente una vecchia canzone di Gaber: "Un'idea, un concetto, un'idea, finchè resta un'idea è soltanto un'astrazione. Se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione..." Per altro vorrei anche ricordare che, negli ultimi anni, si sono istituite provimce che, come quella di Ogliastra, hanno poco più di 50.000 abitanti, quanto un medio comune. Le province con meno di 200.000 abitanti sono ben 18, quasi tutte di nuova istituzione. In provincia di Ogliastra ci sono 23 comuni. E' mai possibile che per governare poco più di 50.000 persone occorrano, tra consiglieri comunali, assessori comunali, consiglieri provinciali, sindaci e presidente della provincia un totale di 319 persone? E questo è un conto al minimo, supponendo che tutti i comuni in provincia di Ogliastra abbiano meno di 3000 abitanti. Sarebbe stato molto meglio votare subito per l'abolizione di questo enorme spreco, anche in previsione dei tempi durissimi che, credo, ci attendono. Mi dispiace, mi aspettavo di più da voi.

#427  Michelangelo Colella, 9/7/2011

Per #421 Prospero scornavacche, bello quello che hai scritto, sono felice quando leggo tutti questi commenti. "Il tuo è fantastico", spero che a leggerlo non siamo solo noi che scriviamo su questo forum, ma anche i diretti interessati. Da quando il PD è nato un errore così grave e imperdonabile non lo avevano mai commesso. Vorrei sapere chi era contrario all'astensione tra i Parlamentari del PD, sono spesso divisi su tante questioni, discutono, litigano, ma sull'argomento Province non ho visto nessuno tra i parlamentari che si è detto contrario a quella scelta. E' davvero un pò strano, forse si sono accorti che l'hanno fatta fuori dal WC e stanno cercando di tenere bassi i toni per non far divulgare la notizia. Comunque resta valida la frase "siamo tutti utili nessuno è indispensabile".

#426  Michelangelo Colella, 9/7/2011

Io credo che per ritrovare la serenità, questo partito deve mettere alla porta, Dalema, Veltroni, Franceschini, Finocchiaro e Zoggia (il pluri presidente Provinciale). Devono sparire, sono stati loro che hanno tradito la grande idea di creare un partito come il PD. Questi signori che ho nominato sono coloro i quali hanno tradito il miglior presidente del consiglio degli ultimi 20 anni "Romano Prodi". Lui era un grande uomo prima che un grande politico, ma gli hanno tagliato le gambe, loro dicono che a far cadere Prodi è stato Mastella, si è vero lui ci ha messo la faccia, ma loro non hanno protetto il loro Presidente del Consiglio, anzi l'hanno scaricato e in campagna elettorale Veltroni è vero che non nominava Berlusconi, ma non nominava neanche il Presidente del Consiglio Romano Prodi e dire che tra le mille difficoltà quel governo aveva fatto tanto e se solo lo avessero sostenuto anzichè pensare di portargli via la poltrona, oggi non stavamo qui a discutere sull'abolizione delle Province. Forse eravamo amcora al governo e probabilmente oggi crescevamo molto di più. Dunque questi hanno fallito e prima che portino al fallimento il progetto del PD, in cui io credo molto e se davvero, come dicono amano il loro partito devono mettersi da parte. Prodi il migliore di tutti, l'unico che non doveva mettersi da parte, oggi è un'icona del PD che sfoggiano quando gli fa comodo. Ammiro Romano Prodi che cerca di proteggere il suo progetto e noi dobbiamo aiutarlo. Del resto è stato l'unico che ha battuto Berlusconi, perchè era ed è il suo cuore e l'amore per l'Italia che lo rende grande agli occhi degli Italiani. Grande Prodi, grazie e guida questi pazzi scatenati a uscire da questa biscarata che hanno fatto. Solo tu puoi dire loro cosa devono fare e se dimostreranno di seguire i tuoi consigli io voterò ancora per il PD.

#425  Antonino Linguanti, 9/7/2011

Sono comunista dall'età di 14 anni, cioè da 50 anni, ho sempre votato PCI, DS, ed ora PD...... spiegatemi "compagni" Pierluigi e Davide cosa vuol dire "e i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi" proprio questa frase rispecchia un pensiero diffuso nella politica, e vale anche per voi, e cioè ci considerate "governati" e non "cittadini" nel senso etimologico della parola (polis). Questo pensiero è veleno mortale per la Democrazia. Secondo me, abbiamo sbagliato ad astenerci. "I tempi non possono essere brevissimi, nè brevi, e neanche certi" per la nostra proposta, ..lo sapete benissimo....... Quando è stata depositata? Quando passa in commissione?, e....se passa, cosa ne rimane? Quando passa in Parlamento? alla Camera ....come? al Senato....come? etc.............. Vedete "compagni", se non ci fossimo astenuti la nostra proposta di riordino delle Provincie, che trovo seria e convincente, sarebbe divenuta urgente ed attuale. Avrebbe costretto "berluscones & celabbiamoduro" a correre ai ripari o no!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Vi voterò ancora ???????? In questo momento sono troppo amareggiato ed incazzato per darmi risposta.

#424  Guido La Sorda, 9/7/2011

forse è tutto uno scherzo per avere commenti..... è difficile crederci davvero..

#423  bruno valentini, 8/7/2011

Il PD, con buona pace dei giusti, ha dimostrato, acora una volta, di non avere il polso del suo elettorato, ma solo quello dei seguaci di D'Alema che non si lasciano scappare una poltrona. Quel che è successo l'altro giorno alla Camera è di una gravità inaudita ed il PD, ancora una volta, ha dimostrato di non poter costituire una seria alternativa di Governo. E, poi, Bersani cos'ha da ridere continuamente mentre il suo "popolo" è avviato a superare la soglia della povertà.

#422  angela rossi, 8/7/2011

Concordo che bisogna ristrutturare la amministrazione dello stato e non buttare là un "aboliamo le province." Ma attualmente si va avanti con frasi d'effetto e non con progetti seri e organici. E' facile dire "aboliamo le province" senza spiegare come! Inoltre per ogni provincia c'è una prefettura con i suoi dirigenti e dipendenti (il prefetto è una delle persone meglio pagate!) cosa ne facciamo? Non so se la proposta del PD sia valida, ma almeno è una proposta di qualcosa di organico, sulla quale si può ragionare. C'è anche da dire che ci sono valanghe di "enti" "agenzie" "istituti" dove sono di volta in volta "sistemati" parenti amici ecc di qualsiasi colore politico, di cui pochi sanno qualcosa, ma ricevono contributi di vario tipo (sempre nostre tasse) ... almeno le province sono alla luce del sole! Se si propone un progetto serio di riforma pretendiamo che non possano spuntare come funghi, magari nascosti sotto le foglie, altri enti, agenzie ecc.

#421  Prospero scornavacche, 8/7/2011

Sarà forse il 421° commento a cambiare qualcosa? Comincio a credere che i dirigenti del PD non abbiano inteso quale differenza può passare tra fare politiche "IMPOPOLARI" e fare politiche "ANTIPOPOLARI". La distinzione può sembrare troppo sottile o leziosa ed i ragionamenti sviluppati dal capogruppo on. Franceschini hanno di certo una motivazione logica. Scriverei anche "spaziosa". Aggiungerei specialmente "istituzionale". E, tuttavia, non concordo su un'ette di quanto ha spiegato. Non viviamo più, purtroppo, in una fase storica, politica e sociale nella quale si possano affrontare in questo modo i problemi che attanagliano il Paese. La crisi istituzionale è più ampia e profonda di quanto ci si possa immaginare, molto più severa di quanto possano avvertire i dirigenti del partito in questo momento. Mi chiedo, quindi, se per affrontare in modo un po' più radicale i problemi del Paese bisognerà aspettare tempi migliori e provo ad immaginare quali potranno essere, questi tempi! Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, arriverà alla scadenza del mandato nel giugno del 2013 (a parte il semestre "bianco"). Si ha una idea, forse, di chi potrebbe essere il prossimo inquilino del Quirinale? Sotto quale nuovo Presidente della Repubblica il PD pensa che si possa affrontare un tema tanto rilevante, qual'è quello di una profonda revisione della Costituzione (stiamo parlando non della Parte seconda, titolo V°, vero, ma di modifiche sostanziali da apportare alla Parte seconda, titolo I°, sezione I° e sezione II°, Parte seconda, titolo IV°, sezione I° e sezione II° e forse ancora d'altro ....)? Forse con un Presidente della Repubblica che potrebbe chiamarsi Silvio Berlusconi, o Roberto Formigoni, o Gianni Letta (quest'ultimo che, stile a parte, vuole dire esattamente la stessa cosa, se non peggio, degli altri due)? Bene: bella proposta, quella che leggo nel tread. Sarebbe una proposta quasi ideale se non stessimo vivendo una fase di caduta verticale della credibilità delle "istituzioni" tutte (a parte quella particolare che è il "Presidente della Repubblica" che, proprio per il suo dover essere e dover operare "super partes", rappresenta - istituzionalmente parlando - l'esatto contrario di ciò per cui sono state create, ciò per cui funzionano e ciò che ogni santo giorno fanno le altre "istituzioni" costituzionali. Magistratura compresa: non tanto perchè si possa accusarla di partigianeria, ma per il totale fallimento al quale ha corresponsabilmente ridotto, in concorso con altre "Istituzioni", la funzione giurisdizionale). Quando, in un paese "normale", le cose si riducono a questo punto, i cittadini non si interrogano più su come vorrebbero organizzare o far funzionare questa o quella "Istituzione", ma si chiedono chi rappresentino, cosa siano e cosa facciano i partiti politici, cioè coloro che dovrebbero "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". E se la credibilità delle "Istituzioni" (compresa l'Arma dei Carabinieri, tanto per citare qualcosa) è giunta al livello più basso mai percepito nella storia patria (non mi riferisco soltanto a quella che va dall'Unità Nazionale in poi, ma a tutta la storia millenaria di questo Paese), la credibilità dei partiti politici si trova (pur volendo considerare una sorta di insuperabile "stato di necessità") al di sotto di qualsiasi accettabile livello. Credo, amici e compagni, che sia questa, in sostanza, la vera questione. Il problema del Paese non sono essenzialmente le "Istituzioni" in se e per se, ma il livello di indicibile degrado al quale esse sono state condotte dai partiti politici e dal loro quitidiano operare. In una sola parola, dalla "partitocrazia". La fondazione del Partito Democratico aveva acceso ragionevoli speranze che lo scopo di un tale soggetto sarebbe stato, innanzitutto, quello di riformare la politica, formando se stesso con una natura ed una prassi radicalmente diverse rispetto alle precedenti esperienze. Chiedo, ora, a Franceschini, cosa crede lui che avranno percepito i cittadini e gli elettori democratici della posizione presa dal gruppo parlamentare del PD alla Camera sulla abolizione delle Province? E' davvero convinto che i cittadini e gli elettori del PD si saranno interrogati e si interrogheranno sulla complessità della questione "istituzionale" e sulla necessità che siano adottati appropriati accorgimenti che, sopperendo all'abolizione delle Province, assicurino la continuità delle funzioni istituzionali ad esse attualmente affidate? Oppure, forse, i cittadini e gli elettori non avranno pensato e non penseranno che il tema in gioco non era quello della "riformabilità" delle istituzioni, bensì quello della "irriformabilità" della partitocrazia? L'amico Franceschini (e con lui tutto il gruppo dirigente del partito e tutti i rappresentanti eletti in Parlamento) non me ne voglia, ma se per un solo secondo un dubbio del genere si fosse affacciato nella sua mente e se, nonostante ciò, avesse ugualmente deciso di chiedere ai nostri parlamentari di astenersi nella votazione, avrebbe fatto un ERRORE POLITICO di dimensioni colossali! Perchè il punto del quale stiamo discutendo non è quello delle "Istituzioni", ma quello della "REPUTAZIONE" della classe dirigente, della sua credibilità agli occhi del Paese. La necessità e credibilità delle Istituzioni poggia sul principio di legalità. Quello dei partiti politici, come è stato a me insegnato molti, ma molti anni fa, poggia su un altro principio: "siamo tutti utili, nessuno indispensabile". Ho finito: gli attuali dirigenti del Partito Democratico ( non solo loro, ma anche tutti gli altri dirigenti politici) dovrebbero, ogni mattina, svegliandosi, porsi esattamente questa domanda.

#420  Antonio P, 8/7/2011

per favore non discutete più. quando siete indecisi fate testa o croce, almeno avremo il 50% di probabilità che ci azzecchiate.

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