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Testamento biologico, Bersani alla Camera: "Appello alla pietà umana" (video)

Intervento in Aula del segretario PD

di Pier Luigi Bersani,  pubblicato il 7 luglio 2011 , 1484 letture
Firma testamento biologico  L'atto della firma
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha chiesto una pausa di riflessione ulteriore sul testamento biologico per evitare scelte affrettate ed errori in un tema cosi' delicato, in sostanzia un rinvio dell'esame del ddl.

"Vorrei rivolgermi, come si dice, con il cuore in mano a tutti i colleghi e a tutte le colleghe per dire, in un minuto, una cosa molto semplice. Sapete che la proposta di legge in esame non ci piace. Si annunciano emendamenti della Commissione che possono addirittura portare oltre il limite del pensabile. Se il provvedimento in oggetto uscirà nel modo che si annunzia, il legislatore dirà ad una persona vera: ti libererò dalla tecnica, dalle macchine e dai tubi solo quando sarai morto e potranno cominciare le procedure per il trapianto. Quindi, finché non sarai morto, ti lascerò nel dominio della tecnica, una tecnica che l'uomo ha inventato - che fino a due decenni fa non esisteva - e lascerò in mano alla tecnica, alla macchina ed ai tubi la tua dignità e la tua libertà. Allora, qui io non mi rivolgo e non faccio appelli politici, ma parlo come se ci trovassimo - come avviene spesso - a parlare fra persone, come capita fuori da qui. Vorrei fare appello alla nostra comune umanità e alla pietà verso la condizione umana, che abbiamo imparato nelle nostre case dai nostri padri e dalle nostre madri".
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commenti

#1 giovanni de rosa, 7/7/2011

Caro Segretario, in questi giorni troppe decisioni del PD non le ho condivise e l'ho detto apertamente ovunque mi è stato possibile. Tra queste ci sono l'invito a Maroni a liberare il cantiere di Chiomonte dai NO TAV e l'astensione sulla proposta di eliminazione delle provincie, presentata da IDV. "Il PD ha una sua proposta" è stato detto, è vero, l'ho letta, sul sito è stata pubblicata dopo la votazione della "proposta Di Dietro": in merito mi permetto di farti notare che anche il referendum sull'acqua non lo condividevi (e la proposta di legge del PD non è esattamente coincidente con il rtisultato referendario), eppure il PD ha votato SI e ha partecipato da vincitore ai festeggiamenti! Ed ha fatto bene, perchè in politica bisogna cogliere ogni opportunità. Anche la votazione sulle provincie è stata una magnifica opportunità...ma è stata sprecata per niente, forse per una ripicca contro Di Pietro. Gli italiani, quelli che hanno fatto spirare nelle scorse settimane un vento nuovo, meritano di meglio. Grazie per l'attenzione.

#2 giovanni de rosa, 7/7/2011

La premessa di cui sopra, chiusa per un incauto e frettoloso "invio" , è per dire che invece condivido pienamente l'appello di oggi per una riflessione più pacata sul testamento biologico. Mi auguro che il tuo bellissimo e sentito appello alla "comune umanità" ,sia accolto facendo prevalere l'umanità ,apppunto,sulle differenze politiche. Perchè alla fine sia l'umanità interà, nel momento della sua massima fragilità, ad essere oggetto di pietas. Ancora grazie per l'attenzione.

#3 Bianca Clemente, 9/7/2011

Il così denominato testamento biologico fa discutere da qualche anno, da quando il caso Englaro fece scalpore ed assurse agli onori della cronaca. Il testo di legge che questo Governo ha elaborato, così come lo conosco io è chiaro, sostanzialmente non ha nulla di sbagliato. Anzi ritengo che in alcuni punti essenziali salvaguardi molti diritti dell’ammalato. E molti del medico. Non c’è nessuna lobby sullo sfondo. Non mi pare. L’unico passaggio critico – e che è quello che fa più discutere oggi – è l’assoluto divieto di interrompere l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente (o dei suoi parenti o tutori), ciò per far salvo il diritto del medico di non assumersi la responsabilità dell’eutanasia. Nel caso ipotizzato estremo di semplice alimentazione ed idratazione di un paziente terminale si definisce eutanasia l’interruzione volontaria del sostegno biologico. In pratica lasciar morire. In pratica esulano dal contesto la “morte assistita” – il chè non significa accanimento terapeutico. Leggo che non sono ammesse indicazioni che violano il divieto penale di omicidio del consenziente e del suicidio assistito, mentre, nel rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, “alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”. La quale è facoltativa, dura cinque anni, può essere modificata in ogni momento e assume rilievo solo se il soggetto si trova “nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze e, per questo motivo, di assumere le decisioni che lo riguardano”. Dunque io penso che si faccia confusione tra eutanasia e pietà. E’ un confine sottilissimo, semantico ma ancor più etico. E’ chiaro che presupposto fondamentale del diritto penale è il divieto all’omicidio, e un medico che abbia in coscienza civile e religiosa questo fondamento non può riconoscere nessuna forma di “lasciarsi andare verso la fine della vita”. Che medico sarebbe, del resto. Quindi non mi sento di contestare il presupposto scientifico della professione, tra le più belle, tra l’altro. Ed è anche evidente che potrebbe delinearsi una dilatazione dei diritti della persona verso il suicidio. Manifestazione sciale che ha costituito ampio studio in sociologia. Émile Durkheim individua quattro modalità di suicidio: egoistico, altruistico, anomico, fatalista. Ed i nostri tempi potrebbero indurre a considerare che la società possa essere tentata dal richiedere forme di suicidio mascherato. Ma nel caso di pazienti terminali, o con gravi malattie, irreversibili, il discorso comincia a complicarsi. Ed in assenza di espressa volontà dell’ammalato, precedente all’evento dannoso, si complica ancora di più. A quel punto io credo sarebbe sano e leale verso la persona tentare un approccio meno idealista e religioso e più onorevole e rispettoso del corpo della persona. Un corpo senza vita, destinato anzi ad una vita vegetale, irriverente ed irrispettoso della dignità dovrebbe precedere qualunque credenza e qualunque ritrosia superficiale. La dignità, l’onore ed il decoro, riconosciuti dalla nostra Costituzione dovrebbero venire innanzi ogni altra considerazione. Probabilmente è un passaggio difficile da accettare. Ma basti pensare ai costi sanitari e familiari che tale stato comportano. I costi fisici all’individuo stesso per allontanare qualunque ombra e fraintendimento. La differenza è nell’entropia tra eutanasia e termine della sofferenza – inutile e crudele. La differenza è nella sofferenza. Incominciare a pensare in termini di sofferenza e costi personali alla sofferenza. Incominciare a pensare al corpo umano come ad un qualcosa da rispettare nei ritmi, nei tempi di durata, nell’importanza della presenza e dell’assenza vuol dire riprendere le fila di un discorso umanistico rivisitato alla luce dei cambiamenti epocali e tecnologici. Dipendere da una macchina senz’altre funzioni non acquista all’uomo maggiore valore. Lo depaupera. Ecco forse pensare a questo sottile passaggio dell’uomo ridotto a funzione vegetale e nemmeno autonoma, questo, dovrebbe far ipotizzare una diversa prospettiva anche solo per questi casi singolarissimi. Essere un “mostro”, diventare un “mostro”, ridursi a vivere come un “mostro” e magari senza neanche più funzioni cerebrali, non è salvaguardare la vita. Vuol dire essere sentinelle della morte. E’ vero che interrompere assistenza è come uccidere ma è anche vero che quella vita non è neanche vita, non è dignitosa ed è molto sofferente per sé e per chi ama quel corpo e lo vorrebbe vedere in pace. Delineare meglio il confine tra eutanasia e pietà, quando non c’è speranza, quando non c’è futuro, quando non c’è forza è molto più cristiano del ridurre a semplice pianta che compie ancora azioni “spettacolari per una pianta”. Se non ci fosse stata la possibilità di una vita artificiale di supporto un corpo idratato artificialmente non ci sarebbe più, già sarebbe andato in pace. Donare la pace è un altro concetto molto caro alla pietà cristiana. Oltre la vita per i cristiani c’è una rinascita e quel corpo artificiale non ha avuto la forza di rinascere. Ha bisogno di aiuto. Ecco forse questo è l confine sottilissimo. Alcuni hanno la speranza che tutto si possa risolvere prima o poi ed amano aspettare, anche a lungo, per sempre se necessario, relegandosi in una vita artificiale. Bene. Per costoro va bene così. Va bene la legge. Altri premettono la dignità ad una ipotetica speranza. Hanno il diritto di essere tutelati anche costoro. Di fronte ad una vita vegetale, di lunga durata, non c’è codice penale che tenga. Se la scelta è la dignità, si consenta la dignità e la pietà. Rimettiamo al centro L’Uomo.

#4 claudio curti, 16/7/2011

Appena entrata in vigore questa legge brontosaura : 1)raccolta immediata firme x referendum abrogrativo 2)costituzione di un pool di figure laiche di alta levatura morale-giuridica-scientifica 3)detto pool deve indicare i parametri di situazione coma vegetativo irreversile dal punto di vista medico-chimico-biologico 4)alimentazione forzata non modifica x nulla parametri sopra descritti 5)obbligo x legge ogni singolo cittadino prendere atto dei parametri sopra citati , firmare con presenza di un fiduciario di sua nomina garante delle volontà del richiedente , di una figura pubblica indicata dalla legge (unica spesa eventuali marche da bollo statali di modica spesa ) 6)obbligo trasmettere biotestamento da parte figura pubblica a medico curante e lista appositamente formata sul sito ordine dei medici ( se richiedente dovesse trovarsi ricoverato in assenza del suo fiduciario il medico responsabile consultando via telematica la presenza dei dati anagrafici del soggetto e riconoscendo i parametri rientranti nel coma vegetale irreversile può legalmente agire nel rispettare volontà del soggetto . 7) la figura del fiduciario scelto dal richiedente può essere familiare o conoscente . 8) la volontà del richiedente è sacra e inviolabile 9)ovviamente i parametri indicate dal poll di esperti sopra descritte possono variare al variare del progresso medico-scientifico . provare a riflettere e se vi va qualche spunto .

#5 claudio curti, 16/7/2011

Consiglierei di abolire la parola pietà , fonte di troppe ipocrisie , purtroppo . Sostituiamola con parole come rispetto della volontà altrui frutto di una sua eventuale diversa sensibilità umana vissuta . Amore è capacità di accompagnamento e di rispetto umano dell'altro con mentalità spesso differente .

#6 claudio curti, 16/7/2011

Punti non approfonditi 1)Il cittadino nel firmare il testamento biologico dovrà dichiarare se oltre ad accettare i parametri medico-chimici-biologici che definiscono lo stato vegetativo permanente in cui acconsentire il fine vita , dichiarerà se vorrà accettare di sospendere anche il nutrimento biologico forzato dopo che la scienza medica ha stabilito che il coma è di tipo irreverbile . 2)Tutto ciò per limitare la responsabilità del medico che deve solo basarsi ( al di là della sensibilità umana personale ) per agire sui parametri scietifici e normativi . 4)Obbligo per legge presente nei casi di biotestamento favorevole all'interuzzione delle cure e alimentazione forzata medico non obiettore 24h/24 . 5)Resta ovvio che dal momento che il cittadino firma il testamento in qualsiasi momento sempre in presenza del suo fiduciario e del responsabile pubblico può cambiare la scelta effettuata precedentemente in modo sacro e inviolabile .

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