Un tavolo con IDV e SEL per riformare davvero le istituzioni. Lo ha proposto il responsabile Enti Locali del PD Davide Zoggia che richiama la necessità di giungere ad un sentire comune sulla riorganizzazione delle Province, spiegando le ragioni dell'astensione del Partito democratico sul voto alla Camera.
"E’ indispensabile che tutto il centrosinistra lavori ad una riforma comune degli assetti istituzionali per poi confrontarsi con le altre forze dell’opposizione - ha detto Zoggia - evitiamo di procedere in ordine sparso perché abbiamo l’occasione di concordare come realizzare una riforma profonda e concreta degli assetti istituzionali. Non possiamo limitarci agli slogan".
Zoggia ha ribadito che "si tratta di partire dai rami alti,
prevedendo il superamento del bicameralismo perfetto giungendo così ad istituire un senato federale, con una conseguente riduzione del numero dei parlamentari, arrivando fino all’accorpamento e al superamento delle Province e ad un nuovo assetto dei Comuni.
Le nostre proposte già ci sono, le mettiamo a disposizione sperando che tutti vogliano lavorare per il bene del Paese. Con Idv e Sel poi abbiamo già avviato un tavolo di confronto, può essere questo il luogo in cui elaborare una proposta comune per il riassetto delle istituzioni”.
“Il Partito Democratico ha le sue precise proposte sia sui costi della politica sia sulle riforme istituzionali” ha aggiunto il Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando il voto in Aula sulla proposta dell'Idv di emendare alcuni articoli del Titolo V della Costituzione sulle Provincie.
“Noi siamo pronti a discutere con tutti. Ma confondere i costi della politica con il tema delle istituzioni, come si sta facendo in una confusa discussione sulle Province, è un nonsenso", ha ribadito il leader democratico, "Di questo passo si potrebbe arrivare a reintrodurre la figura dei podestà, tanto per risparmiare”.
Per quanto riguarda il riordino istituzionale, "in quel capitolo c'è la nostra proposta - ha osservato il Segretario del PD - che prevede un certo numero di soppressioni e di accorpamenti. Chi dice 'sic et simpliciter' via le Province e pensa di risparmiare con questo 17 miliardi ha la testa confusa, perché, ha ricordato Bersani, le Province hanno delle competenze. Il rischio - ha aggiunto Bersani, è di tornare indietro e ingolfare altri livelli amministrativi. Servono serietà, meno costi della politica, semplificazione istituzionale, ma non demagogie generiche - ha concluso – perché con questa teoria chiudiamo anche il Parlamento e il Quirinale, chiudiamo tutto perchè costa”.
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Eliminare dalla Costituzione la parola Province? Eppoi chi si occupa di strade, scuole, discariche, acqua e urbanistica? Ha chiesto Dario Franceschini, capogruppo del PD alla Camera, in un'intervista a la Repubblica, che ribadisce la scelta dell'astensione del PD sul testo dell'Idv, che non aveva un progetto definito. E a chi ha detto che "poteva essere un segnale", Franceschini ha ribattuto: " Io mi indigno di fronte a questo ragionamento. Il PD propone un percorso organico di riforma della struttura dello Stato. Non vuole fare due urla e sventolare una bandiera. Un legislatore non segue gli umori, deve guardare ai costi e all'efficenza".
Al dibattito
con una lettera a l'Unità hanno partecipato anche sette Presidenti di Provincia: Antonio Saitta (Torino), Nicola Zingaretti (Roma), Fabio Melilli (Rieti), Andrea Barducci (Firenze), Beatrice Draghetti (Bologna), Giovanni Florido (Taranto) e Piero Lacorazza (Potenza). Scrivono di aver assistito "in questi giorni ad un dibattito sulla cancellazione delle Province intriso di demagogia e di superficialità i cittadini e le imprese ci chiedono di riformare con coraggio la pubblica amministrazione per renderla più snella ed efficiente e per consentire al Paese riforme ormai non più rinviabili. Tutto ciò è tema che riguarda seriamente il Partito Democratico e la sua capacità di collocarsi in modo convincente sul terreno delle riforme, spiegando ai cittadini ciò che intende fare e soprattutto ciò che farà al governo del Paese".