Rassegna stampa

"Province, parliamone ma senza demagogia"

L'Unità

di Piero LacorazzaAndrea BarducciBeatrice DraghettiAntonino SaittaNicola ZingarettiFabio MelilliGiovanni Florido,  pubblicato il 8 luglio 2011 , 1608 letture
Abbiamo assistito in questi giorni ad un dibattito sulla cancellazione delle Province intriso di demagogia e di superficialità.

I cittadini e le imprese ci chiedono di riformare con coraggio la pubblica amministrazione per renderla più snella ed efficiente e per consentire al Paese riforme ormai non più rinviabili. Tutto ciò è tema che riguarda seriamente il Partito Democratico e la sua capacità di collocarsi in modo convincente sul terreno delle riforme, spiegando ai cittadini ciò che intende fare e soprattutto ciò che farà al governo del Paese. Per questo la scelta del Partito di non sostenere l’ipotesi demagogica dell’Idv e dei centristi, volta solo all’incasso di un consenso a breve, ci convince.

Di fronte alla presa di posizione di autorevoli esponenti del nostro partito, per “amor di verità” crediamo di dover richiamare il nostro programma elettorale del 2008, che come Presidenti di Provincia abbiamo condiviso e che prevedeva l’eliminazione entro 1 anno di tutti gli ATO, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Si prevedeva inoltre l’eliminazione delle Province là dove si costituiranno le aree metropolitane.

Mai, come Presidenti di Provincia, abbiamo attestato l’associazione della quale facciamo parte, su posizioni di difesa acritica dell’attuale sistema istituzionale.

Crediamo però che un grande partito abbia il dovere di spiegare ai cittadini quale Paese ha in mente. Peraltro, mentre ragioniamo di tutto ciò, il Parlamento si appresta ad approvare la Carta delle Autonomie, testo fondamentale per l’attuazione del federalismo, perché in esso vengono definite le funzioni fondamentali di Comuni e Province; in pratica il “chi fa che cosa” nel sistema delle autonomie locali. Le Associazioni delle autonomie e le Regioni hanno suggerito soluzioni diverse, ognuna a difesa del livello di governo che rappresentano, ed il Governo ha compiuto una difficile mediazione. Siamo sicuri che quel testo non debba essere più preciso per evitare ogni sovrapposizione di competenze, definendo con esattezza il mestiere di ciascuno, per rendere la vita più semplice ai cittadini e alle imprese, e rendere possibili significativi risparmi, semplicemente evitando che tutti facciamo le stesse cose? E, visto che si parla solo di Comuni e Province, non è il caso che le Regioni facciano la stessa cosa, evitando di distribuire in modo irrazionale o, ancor peggio, di trattenere, funzioni che possono essere conferite agli enti più vicini ai cittadini, così che possano avere finalmente, per una loro esigenza, un solo interlocutore?

E allora qualche domanda è legittima.

L’abolizione delle Province porta con sé l’abolizione dei capoluoghi e quindi l’eliminazione di prefetture, questure, uffici decentrati dello Stato e delle Regioni?

Si vuole cioè concentrare il potere e l’economia pubblica in venti città e non più in cento città italiane?

Si vogliono eliminare soltanto le Province e lasciare organizzati lo Stato e le Regioni come adesso e quindi, di fatto, spostare a livello Regionale compiti, funzioni e personale, vista la oggettiva difficoltà di trasferire ai Comuni competenze di area vasta?

Se fosse così 50.000 dipendenti residenti in quasi tutti gli oltre 8.000 comuni italiani, che svolgono per la gran parte funzioni legate al territorio, rimarrebbero irrimediabilmente nelle Province e le Regioni non potrebbero far altro che costituire agenzie, società e sovrastrutture con costi facilmente immaginabili.

Al di là della demagogia è arrivato il tempo delle proposte serie. Su di esse i Presidenti di Provincia saranno al tavolo di chi vuole riformare profondamente l’Italia: presto, bene e con coraggio, senza posizioni pregiudiziali e pronti a condividere scelte che riguardino anche e soprattutto le Province. Quello che non è tollerabile è la continua delegittimazione di rappresentanti delle istituzioni, eletti dai cittadini e che in trincea si confrontano quotidianamente con le difficoltà che stiamo attraversando.

Al Partito Democratico chiediamo di scegliere subito la strada da percorrere, strada di riforme profonde che può e deve riguardare tutti i livelli istituzionali del Paese.

Il centrodestra in lunghi anni di governo non ne è stato capace, sta a noi dimostrare che riformare le istituzioni seriamente è possibile.
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commenti

#1 fedora mucci, 8/7/2011

Bocciata l'abolizione delle province per l'astensione del Pd, dal fare politica. A sorpresa si sono astenuti anche Saragat e Leone, preplessi su cosa indicare poi sulle targhe delle auto. La mediazione tra le varie posizioni all'interno del PD ha portato alla decisione di fingersi morti, nonostante si senta, distintamente, il rumore delle unghie sugli specchi. Questo nuovo vento ha un odore sospetto.

#2 fabrizio mengoli, 8/7/2011

Ma di cosa state parlando? Niente demagogia? Ma se i cento articoli/interviste di questi giorni sembravano scritti da Cicchitto e letti da Capezzone veri maestri di questa arte. Bisogna ammetterlo e basta, abbiamo sbagliato, siamo stati superficiali, non abbiamo capito la portata e la valenza politica, prima che amministrativa, di questo voto. Perciò abbiamo imparato la lezione e non capiterà mai più, altrimenti ci dimettiamo. Qui si parlava di POLITICA e non di demagogia. Politica per ritornare a vincere le elezioni. Politica per dare un messaggio alle nuove generazioni che si stavano riavvicinando al PD dopo il voto e i referendum. Politica per riavvicinare, addirittura elettori dell'altro schieramento, che stufi delle promesse non mantenute, ricominciavano a pensare al centrosinistra come opportunità di cambiamento vero e non solo promesse. Politica per dire agli elettori non è vero che siamo tutti uguali il nostro schieramento è sano, pulito, siamo migliori, non siamo più legati alla sedia, siamo cambiati. Politica per dire a chi lavora a chi studia a chi si impegna nel mondo reale che non siamo più una casta, che questo mondo è finito e che una volta smesso di far politica andiamo a lavorare e non ci spetta un posto in un qualsiasi consiglio di qualsiasi ente. La politica e non la demagogia doveva portarci a votare contro questo governo e far rimanere loro nudi di fronte alle loro bugie, alle loro promesse non mantenute, al loro attaccamento alla sedia e al potere e al disinteresse per i cittadini. Poi, ma solo poi, avremmo fatto una legge seria e organica sulle province, quando avremmo governato perchè il voto avrebbe fatto cadere il governo. Bene, ci sarebbe altro da dire ma credo che questo basti, spero che nei prossimi articoli sul tema non serva più arrampicarsi sugli specchi, ma ammettere l'errore, senza DEMAGOGIA

#3 massimo francesconi, 8/7/2011

leggendo i commenti si tocca con mano la sempre maggiore distanza tra una classe politica e la gente, quello che potremmo chiamare il mondo civile, che ancora crede che gli ideali vanno anteposti agli interessi. E pensare che finora mi avevate completamente turlupinato ed avevo partecipato a tutte le primarie pensando che servisse a cambiare qualcosa!!!! Ma questo mi ha finalmente aperto gli occhi. Meglio tardi che mai. State difendendo il vostro potere e le vostre poltrone. State solo anteponendo i vostri interessi agli interessi del paese (esattamente come Berlusconi solo più in piccolo) e cercate di mascherarlo con fumose dichiarazioni dicendo che si doveva fare meglio (come diceva la destra a proposito delle liberalizzazioni di bersani) Ma allora siccome si puo sempre fare meglio non facciamo niente!!!! Su questo io non vi seguo piu. Non siete più il mio partito. Avete fatto una cosa VERGOGNOSA!!!!!! E vi atteggiate anche a primi della classe!!!

#4 Mattia Poletti, 8/7/2011

ma vi siete accorti che qualcuno ha insaponato gli specchi sui quali cercate invano di arrampicarvi???

#5 Andrea Solito, 8/7/2011

Ci avete solo indignato ed anche scocciato. Non sapete più come difendere le vostre poltrone e la scelta scellerata dell'astensione sull'abolizione delle province. Alle prossime elezioni sarà nostro compito specifico (cioè di tutti quelli schifati da questo vostro teatrino ...) fare il possibile per mandarvi tutti a casa a lavorare finalmente, che già troppi soldi ci avete rubato dalle tasche!!!

#6 mario saitto, 8/7/2011

penso che bisognasse dire SI' all'abolizione,per una valutazione politica più che tecnica;le modalità tecniche per la transizione si sarebbero potute trovare in parlamento; MA SE QUALCUNO,PER PREGIUDIZIO ,STA SCRIVENDO SOLO PER DIRE CHE DI PIETRO E VENDOLA SONO MEGLIO DI BERSANI,ALLORA NON SONO PIU' D'ACCORDO: senza PD non c'è alternativa,perchè il PD è l'unico grande partito strutturato democraticamente.

#7 luigi bubacco, 8/7/2011

i voti non si perdono per gli errori commessi ma per l'incapacità di riconoscerli che li rende indelebili. Il segnale dato con l'astensione è un errore politico pesante su cui una riflessione critica è più importante di una demagogica difesa d'ufficio.

#8 Stefania Prandi, 8/7/2011

Ho letto la proposta PD: nella mia provincia almeno una città potrebbe ambire a diventare città metropolitana, così si avrebbero due città metropolitane (l'attuale capoluogo e la città predetta), con doppi presidenti, doppi burocrati , doppi portaborse. Domanda: dove sta il risparmio per la collettività? Mi sembra una proposta che tende a frammentare il territorio piuttosto che ad accorpare ad unire. Mi sembra una proposta vecchia, vecchia di 5oo anni, quando l'Italia era divisa in tante città stato con i loro signori e padroni. In sostanza la proposta mi appare poco chiara (rimanda a leggi dello Stato ancora da fare) e non mi piace. Uniti si vince, astenersi sulla proposta di legge di un alleato è stato un grave errore, con un alleato si discute, ma in aula si sta compatti ; il popolo delle donne, il popolo delle amministrative di Milano e di Napoli, il popolo del SI al referendum, vi chiede di fare scelte coraggiose, se avete paura, paura di perdere le vostre 40 province, allora perderete, eccome se perderete, ma perderò anch'io con l'amaro nel cuore.

#9 max morati, 8/7/2011

Che molti politici siano attaccati alla poltrona è cosa nota e risaputa, basta vedere questo governo e i parlamentari che lo sostengono, che pur di non andare ad elezioni e perdere i loro privilegi, sono disposti a danneggiare questo paese, ma che ad essere, non attaccati, ma incollati alla poltrona fossero così tanti dirigenti del PD, mi rattrista molto. E voi bisogna che ve ne rendiate conto che le vostre argomentazioni di lana caprina sono pretestuose ed evidenti a tutti. Il vostro problema è perdere il posto, perchè per risolvere i problemi che inevitabilmente si creerebbbero non ci vorrebbe molto, ci sono già diverse proposte in merito. Basta volerlo. E qui è il punto, voi non lo volete. Legittimo, ma non prendeteci in giro.

#10 antonio pinarco, 8/7/2011

altro che vento che cambia, con l'astensione sulle provincie ci avete ricordato che quando si tratta di toccare la casta siete un tutt'uno! CHE DELUSIONE! Mi avevate quasi convinto

#11 ciccio bello, 8/7/2011

Insistono nell'accusarci di demagogia. Vedere Zingaretti tra i firmatari di questo articolo fa sorridere se non piangere, che hai paura di perdere la simpatia di tuttti quelli a cui hai promesso qualcosa nicolì? Davvero siete collusi, avete gli stessi interessi dei parassiti che stazionano negli uffici pubblici, la cosa bella è che avete pure la faccia tosta di fare i professorini e trattarci come stupidoni che credono ai demagoghi, siete davvero inguardabili. Perchè nel sito non compaiono le posizioni di renzi o altri che sembrano d'accordo con l'abolizione delle province? Perchè ci fate solo sentire le voci di quelli che non vogliono cambiare niente?

#12 Massimo Di Ruzza, 9/7/2011

ho letto con attenzione la lettera dei presidienti di provincia. Siamo sempre alle solite .... solo argomentazioni fumose senza alcun aspetto pratico. E' sempre e solo demagogia. Suggerirei al nostro caro segretario, persona assolutamente perbene ma ben disposto ad mantenere i posti per i lecchini(a spese del contribuente italiano), di andare a vedere la realtà degli altri paesi europei come Germania, Francia, Inghilterra, Svezia, Finlandia, ecc. Non certo la Grecia dove a fronte di una popolazione di 10 milioni ci sono oltre due milioni di dipendenti pubblici. Ed i risultati si vedono. Caro segretario perchè non lo fa? ha forse paura che conoscendo gli altri paesi capirebbe l'inutilità delle province? Ma lo sa che i dipendenti pubblici nella maggior parte dei casi esegue un utilissimo servizio sociale (Sanità, Scuola, trasporti, ecc) e in altri casi svuotano solo le casse. Ma, in nessun caso svolgono Attività a Valore Aggiunto. Le aziende private per sopravvivere, nonostante i parassiti come voi politici, applicano il concetto Lean Manufacturing per cui sono sempre impegnate a ridurre le Attività a Non Valore Aggiunto. io lavoro per una grande azienda che ha 7 stabiliomenti in diversi paesi europei. Ultimamente è stato presentato uno studio di ocmparazione dei costi di produzione. Con grande sorpresa, abbiamo appurato che che in Inghilterra un operaio percepisce uno stipendio mensile netto più alto di circa 400 € rispetto ad un operaio italiano di pari livello mentre il suo costo orario, per l'azienda, è di 4 € inferiore. Chissà perchè? Ma la cosa più grave è che la nostra azienda dovendo chiudere uno stabilimento, sta decidendo di farlo in Italia, perchè i costi di produzione sono più alti. Volete fare qualcosa per rendere più appetibile produrre in Italia (Valore Aggiunto per la nazione)? Volete ridurre i costi della politica affinchè si possa ridurre le tasse (agli italiani ed alle imprese)? Volete salvare L'Italia dall'affondamento? Penso che eliminare le province sia il primo passo da fare. caro segretario, questo è il quarto messaggio che scrivo sull'argomento. Sono sicuro che lei, impegnato a slavare la Casta, non avrà il tempo di leggerne nemmeno uno. Ma mi creda, L'Italia non è quella che lei percepisce. Ho la sensazione che alle prossime politiche il PD non arriveà nemmeno al 20%. Saluti se vorrà argomentare una risposta, ne sarò ben lieto. Poi, se vorrà, sarei felice di incontrarla (verrò a Roma a mie spese, non si preoccupi)

#13 massimo francesconi, 9/7/2011

Ma vi degnate di guardare che genere di commenti vengono dai vostri elettori (o ormai ex)?!!! Non pensate che ci vorrebbe, una volta tanto, un po della sana autocritica di una volta????? L'onesta intellettuale non sapete più dove stà di casa? E magari avete smarrito non solo quella!!!!

#14 paolo todescan, 9/7/2011

Fuggo come la peste l'umore uterino insopportabile ormai di questi commenti, MA non posso condividere né il tono, né il troppo modesto profilo degli estensori della lettera né tantomeno la palese inadeguatezza del contenuto rispetto al problema. IL DDL SULLE AUTONOMIE RISOLVE LA QUESTIONE? SE SI, benissimo, fatecelo conoscere e dimostrate punto per punto che è fatta.Ma prendendo la responsabilità come partito al giusto livello istituzionale, cioè Segretario, Capigruppo, Responsabile Autonomie. SE NO, di che cosa andiamo cianciando e sottoscrivendo? E' evidente anche al pupo che la proposta IDV è una bandiera, un espediente, uno sberleffo:e come tale solletica il pancino degli uterini di cui sopra. MA QUESTO RENDE ANCORA PIU' STRIDENTE LA DIFFICOLTA' del PD A COMPETERE IN TERMINI DI CONCRETEZZA PROPOSITIVA, TEMPESTIVITA' POLITICA, RADICAMENTO POPOLARE E EFFICACIA COMUNICATIVA. Insomma, veloce convincente e praticabile deve essere la risposta alla richiesta popolare: come liberarsi di una casta fastidiosa e costosa, e non della POLITICA

#15 andrea rossetto, 11/7/2011

ma quale demagogia! siete dei PARASSITI pagati lautamente per difendere i vostri privilegi e le vostre comode poltrone....comprese quelle delle provincie...VERGOGNATEVI almeno abbiate il pudore di non giustificare le vostre scelte di auto-tutela

#16 Wladimiro Marinello, 13/7/2011

Parole, parole, parole ..... Vi ricordo che durante le varie campagne elettorali lo avevate promesso, ed ora ..... Certo che toccare la casta è sempre disdicevole. Ma se aboliamo le provincie dove riciclano (tutti) gli ex politici trombati, dove piazziamo i figli i parenti o gli amici dei potenti. Siete in troppi e troppo pagati. Poverini dopo ben 5 (cinque) anni di parlamento avete diritto ad un vitalizio, ma andate a dirlo ad un operaio che dopo 40 anni di lavoro, forse, prende la pensione. PARASSITI andatevene a casa. Sono un simpatizzante del PD ma credo prorpio che ora il mio voto ve lo siete giocato. Sarà poca cosa, ma occhio, perchè in molti ora la pensando come me. Buona giornata sanguisughe

#17 kino barbucicci, 13/7/2011

Quoto due passi meravigliosi di questo articolo: "Abbiamo assistito in questi giorni ad un dibattito sulla cancellazione delle Province intriso di demagogia e di superficialità" e "Al di là della demagogia è arrivato il tempo delle proposte serie..." Penso che si riferiscano entrambi a noi sudditi ignoranti che sulle righe di questo blog (grazie comunque al partito per averlo lasciato aperto) hanno osato palesare il loro malcontento, facendo notare come i rimborsi da centinaiadimigliaia di euro all'anno dei politici di province, enti inutili, comunità varie, etc. vengano pagati da chi lavora alle dipendenze o in proprio facendo i conti per arrivare a fine mese non più poveri del mese precedente. ADDIO PD!

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