Fra gli esercizi preferiti dagli analisti di questioni internazionali vi è sicuramente la costruzione di modelli capaci di spiegare l’evoluzione delle relazioni fra gli attori della scena globale, di prevedere scenari sintetizzati in definizioni che poi entrano nel sapere convenzionale.
Tutti questi esercizi, anche quelli che semplificati per convenienza polemica sembravano nel momento della loro uscita politicamente scorretti, contengono invece elementi di verità. Tuttavia, nessuno di questi è stato capace di cogliere la dinamica intera del mondo contemporaneo. Che è un mondo complesso e dunque più mutevole di qualsiasi teoria a sua volta complessa. Un mondo che nel proprio sistema immunitario non prevede né la fine della storia, né la predeterminazione del suo esito.
Nel mio ragionamento, dunque, procederò così. Proverò a descrivere il sapore generale del mutamento che stiamo vivendo, per poi individuare quali sono i principali fattori di potenza degli attori contemporanei. Analizzerò quale modello a mio avviso fotografa in modo più convincente il mondo di oggi, per poi affermare quale ruolo potrebbe giocare in tutto ciò l’Europa e, all’interno dell’Europa, l’Italia, almeno l’Italia per la quale politicamente ci impegniamo.
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