Proposta programmatica
L'Italia di domani
Le proposte del Partito democratico
pubblicato il
5 agosto 2011
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Tre anni fa il governo di centrodestra fece il suo esordio spendendo oltre dieci miliardi di euro tra Alitalia, eliminazione dell’Ici per gli immobili di maggior pregio e blocco della tracciabilità nei pagamenti. Noi dicemmo subito che la crisi imponeva invece di spendere quelle risorse per consentire ai comuni di fare un piano di piccole opere che avrebbero dato lavoro e una spinta all’economia e per ridurre il peso del fisco sulle famiglie meno abbienti.
Oggi possiamo dire di aver visto giusto e in anticipo. Allo stesso modo da tempo abbiamo avviato la definizione di proposte per una riscossa possibile del Paese, per una ricostruzione democratica e per un nuovo patto per lo sviluppo. Tre assemblee nazionali, innumerevoli incontri di studio e lavoro. Conferenze nazionali tematiche. Dopo oltre un anno di lavoro il Partito Democratico può presentare oggi un quadro di proposte e di posizioni sui diversi temi volte a far uscire il Paese dalle secche in cui l’ha fatto incagliare il centrodestra.
Sarà questo progetto che il PD ha preparato con il metodo della più ampia partecipazione alle decisioni, la base del confronto con le altre forze politiche di opposizione per decidere quale programma certo, credibile ed esigibile, proporre agli italiani in alternativa al governo del centrodestra.
Pier Luigi Bersani
Mentre il governo di centrodestra, paralizzato dalle insanabili divisioni della sua maggioranza e percorso da scandali e veleni, complicava e rendeva più acuti i problemi degli italiani, il Partito Democratico ha mostrato di essere una forza che guarda all’interesse generale. Un partito che pensa alle tante cose da cambiare e migliorare nel nostro Paese, alle buone energie da liberare, quelle dei nostri giovani e delle donne, in primo luogo, al futuro dell’Italia, al ruolo che deve ricoprire in Europa e nel mondo.
Ci siamo dati il compito di scrivere una nuova agenda per l’Italia e delineare in modo puntuale il nostro programma per l’alternativa. Tutti insieme abbiamo sperimentato la ricchezza del nostro pluralismo e la forza della nostra unità. Siamo un partito sano e forte, capace di fare sintesi e di esprimere giudizi e scelte politiche condivise.
L’Assemblea nazionale è il cuore del PD. Un organismo vitale in cui si prendono le decisioni fondamentali, si determinano le scelte strategiche e si dà voce alle attese e alla volontà degli iscritti. Luogo di una vasta rappresentanza, eletta insieme al segretario con il voto delle primarie, che rispecchia le differenze territoriali, sociali, culturali e ideali del Paese, l’Assemblea ha dato prova di esercitare con intelligenza e passione i suoi poteri.
Questa pubblicazione documenta il metodo aperto e partecipato che ha qualificato il confronto in ciascuno dei gruppi tematici e la novità di un’elaborazione politica affidata a tutto il partito, frutto del nostro radicamento nella società e della nostra capacità di ascoltare e interpretare il bisogno di cambiamento.
All’innovazione del metodo corrisponde la qualità dei contenuti.
Le sintesi, discusse e approvate nelle tre assemblee dedicate al progetto per l’Italia, sono qualcosa di più di una puntuale e concreta ricognizione delle condizioni in cui si trova il Paese e delle proposte che avanziamo per superare la crisi e lasciarci alle spalle il fallimento della lunga stagione dell’antipolitica e del berlusconismo.
Sono anche, direi soprattutto, la prima prova della nostra autonoma cultura politica. Come democratici abbiamo varcato le colonne d’Ercole delle vecchie appartenenze e delle vecchie tradizioni da cui molti di noi provengono e stiamo ormai crescendo come un soggetto politico nuovo che ha un suo profilo netto e visibile, un suo pensiero e una sua cultura di governo.
È questo il primo grande merito del lavoro svolto dall’Assemblea nazionale e al tempo stesso la risposta a chi sostiene che il PD non sarebbe pronto per l’alternativa o parla di noi come un partito senza un preciso orientamento, senza idee e un linguaggio credibili.
Basta sfogliare queste pagine, per capirlo. Sono un materiale importante che consegniamo al lavoro dei Circoli, non come un mero passaggio burocratico dal centro alla periferia del partito, ma come uno strumento con cui avviare un nuovo modo di stare insieme. Pensiamo ai nostri Circoli come luoghi aperti di formazione e di elaborazione, nei quali l’iniziativa e la capacità di comunicare e di costruire consenso dei democratici sono messe alla prova delle diverse realtà locali. Dai Circoli deve svilupparsi un ascolto e un confronto più largo e ravvicinato con le forze sociali, i mondi produttivi e culturali, le realtà associative e i movimenti che vogliamo coinvolgere nel nuovo Ulivo e nel progetto per il governo del Paese.
I valori e i principi della Costituzione repubblicana restano la nostra bussola. Siamo nel mare aperto delle sfide inedite di questo tempo ma con la volontà e l’ambizione di scrivere un nuovo patto democratico e un nuovo patto sociale.
Rosy Bindi
Ci vuole il Progetto. Quante volte abbiamo discusso attorno a questo tema. Da quando il PD è nato ci stiamo impegnando alla ricerca del “progetto per l’Italia” da proporre per lasciarci positivamente dietro le spalle il berlusconismo.
In questa pubblicazione raccogliamo le sintesi discusse e approvate nel corso delle ultime Assemblee Nazionali del Partito Democratico.
Il primo frutto di un lavoro, destinato a proseguire nei prossimi mesi anche grazie alla partecipazione dei mille componenti del massimo organo del PD, che ci ha visto impegnati nella definizione delle nostre proposte per il Paese.
Proposte che vogliono rispondere alle domande, ogni giorno più pressanti, degli italiani.
Abbiamo ascoltato troppo spesso la critica di chi ci rimprovera la mancanza di un progetto. Questo lavoro sgombra il campo da ogni equivoco. Togliamo ogni alibi a chi ha individuato nel tema di una nostra presunta debolezza progettuale un utile argomento per esercitare, in una distorta logica bipartisan, una critica al PD finalizzata a bilanciare di volta in volta la messa in luce dei limiti del centrodestra al governo.
I nostri documenti vogliono contribuire a concentrare il confronto politico sui contenuti, andando oltre il nominalismo di un dibattito tra singole leadership che tende fisiologicamente ad esaltare le divisioni, oscurando troppo spesso la preziosa coesione che emerge invece rimanendo sui temi concreti.
Il Partito Democratico deve essere identificato con un’idea di Italia e non semplicemente con un volto o uno slogan. Un’idea di Italia che sta maturando attraverso un confronto costante e attento con i cittadini ed i mondi sociali ed economici che muovono il nostro Paese.
Le nostre proposte implicano delle scelte. Come diceva con chiarezza uno dei padri dell’Ulivo, Beniamino Andreatta, “la politica sono le politiche”, sottolineando così la necessità della concretezza e del riformismo, e quindi la logica che ci anima, diametralmente opposta a quella dei tagli lineari e del click day. Riteniamo fondamentale andare oltre provvedimenti emergenziali che raccontano sempre la medesima storia: non ci sono scelte, non c’è assunzione di responsabilità, la politica abdica alla casualità perdendo in questo modo ogni autorevolezza.
La sfida per l’alternativa di governo richiede un nostro impegno di condivisione supplementare. Il tempo del cambiamento non può che declinarsi con un linguaggio comprensibile ed efficace.
Dal corposo lavoro fatto in questi mesi sapremo tirare fuori dieci sfide che intervengano sui punti nevralgici della nostra vita civile, sociale ed economica. Dieci parole che sappiano provocare e moltiplicare le energie positive del Paese. Ben sapendo che nella vita non esistono soluzioni pronte, ma forze in cammino. Bisogna saperle evocare e allora si producono le soluzioni.
La nostra missione è portare il Paese fuori da un ultimo decennio che possiamo, a buona ragione, considerare “perduto”. Andiamo oltre. L’Italia che vuole uscire dal berlusconismo è fatta di persone che vogliono essere protagoniste, che vogliono sogni tramutabili in realtà e quindi credibilità e coerenza delle proposte.
Questi documenti segnano la strada che abbiamo davanti.
Seguiamola con fiducia, moltiplicando tutti insieme le occasioni di dibattito e ascoltando chi vorrà arricchirlo portando ulteriori punti di vista.
Attrezziamoci a raccontarlo con convinzione a chi incontreremo lungo la strada. Facciamolo guardando sempre avanti, senza volgere continuamente lo sguardo indietro alle nostre provenienze.
Conosciamo le ragioni della nostra unità e della nostra forza e sappiamo che stanno nella nostra capacità di guardare al futuro e di progettare e concretizzare le soluzioni di cui il nostro Paese non può davvero più fare a meno.
Enrico Letta