Posizione PD

L’Italia di domani. Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile

All'interno i testi: 1) degli emendamenti alla manovra presentati dal Gruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera e oggi al varo dell'Aula. 2) degli emendamenti PD al Senato, dove la manovra è passata grazie all'imposizione del voto di fiducia. 3) del Decalogo delle proposte alternative del Pd alla manovra del governo

pubblicato il 23 agosto 2011 , 19760 letture
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Passa la Manovra in Senato con voto di fiducia: "Il PD vota 'no' perchè spinge l'Italia nel baratro". Il testo del provvedimento è ora all'esame della Camera per la seconda lettura e l'eventuale approvazione.

In allegato i Testi degli emendamenti alla Manovra presentati dal Gruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera e oggi al varo dell'Aula
.

E i Testi emendamenti PD al Senato, dove la manovra è passata con voto di fiducia

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Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenere equità e sviluppo sostenibile:

1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 mila incarichi), riorganizzazione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali
(consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani) nel quadro del riordino
delle competenze degli enti locali, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.

3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.

4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri

5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione.

6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.

7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre, si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).

8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.

9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.

10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia civile.


*********
La Manovra di Ferragosto è inadeguata, fortemente iniqua sul piano sociale e poco credibile rispetto alla sfida che il Paese ha di fronte: il riavvio dello sviluppo, la promozione del lavoro, l’abbattimento del debito pubblico. Per una corretta valutazione economica e politica, il Decreto del governo va collocato nella scia delle manovre precedenti, in particolare della manovra di metà luglio scorso e della manovra dell’autunno 2010. Solo così si può cogliere la portata insostenibile degli interventi sulle famiglie a reddito basso e medio (i pesanti tagli ai servizi forniti da Regioni, Province e Comuni e gli aumenti di tasse e tariffe locali; i ticket sanitari; la de-indicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro; l’azzeramento delle risorse per le politiche sociali; l’aumento delle accise sui carburanti; l’impoverimento della scuola pubblica e dell’università, ecc).

L’insieme degli interventi definiti dalla manovra di metà luglio e dall’intervento aggiuntivo del 12 Agosto viene stimato in 2,1 miliardi di euro per il 2011, 24 miliardi di euro per il 2012, 50 miliardi di euro per il 2013 e 55,4 miliardi di euro per il 2014. L’impatto annuo previsto a partire dal 2013 è nettamente superiore a quanto necessario a raggiungere i pareggio di bilancio (40 miliardi di euro nel 2014), almeno secondo l’ultimo documento ufficiale di finanza pubblica (DEF). La differenza equivale a circa un punto percentuale di Pil. Il Governo deve dunque spiegarne la ragione e presentare al Parlamento l’aggiornamento del DEF, del quadro macroeconomico e degli obiettivi di indebitamento.

Nonostante la necessità di rafforzare la credibilità degli interventi di metà luglio, ampia parte della correzione dei conti pubblici rimane affidata ad una delega assistenziale e fiscale vaga e molto preoccupante. Sono vaghi i principi di intervento sull’assistenza. Preoccupante è la clausola di salvaguardia finanziaria, poiché scarica sulle detrazioni Irpef e sugli aumenti di Iva ed accise i mancati effetti degli interventi assistenziali. Considerato che l’intera spesa per assistenza è circa 16 miliardi all’anno e che la delega dovrebbe dare, nel 2013, 16 miliardi e 20 “a regime” dal 2014, vuol dire che, se scattasse questa clausola, pagherebbero ancora una volta i lavoratori ed i pensionati a reddito più basso e medio.

L’atteggiamento del Governo sul tema delle pensioni resta in questo contesto ondivago e improntato all’irresponsabilità. Se il tema delle pensioni è collocato nell’ambito di una complessiva riforma del welfare finalizzata a migliorare le condizioni delle nuove generazioni, il Pd è pronto a discutere con le proprie proposte. Siamo contrari invece a interventi sulle pensioni finalizzati solo a coprire esigenze occasionali di spesa non legate al welfare.

L’intervento sugli enti territoriali è insufficiente e confuso sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi. Il “contributo di solidarietà”, poiché imposto con l’innalzamento delle aliquote Irpef sopra i 90.000 euro colpisce quasi esclusivamente i redditi da lavoro dipendente e le pensioni da lavoro dipendente. In sostanza, si inasprisce la pressione fiscale su chi già paga. L’atteggiamento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici, attraverso il rinvio del pagamento del Tfr e il rinvio sine die delle tredicesime, non porta efficienza, ma solo un temporaneo effetto di cassa. La soppressione delle festività civili implica, oltre all’impatto sulla cultura nazionale, un effetto depressivo sui consumi, senza miglioramenti significativi sulla produttività. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro sono una intromissione nell’autonomia delle parti sociali. Infine, ancora una volta, si utilizza il Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, per fare cassa, ad ulteriore indebolimento delle prospettive del Mezzogiorno.

Il Partito Democratico intende correggere alla radice le iniquità della manovra ed introdurre interventi per lo sviluppo sostenibile. Come è sempre più chiaro, è la battaglia per la crescita e l’occupazione, in particolare giovanile e femminile, la vera sfida da vincere nel rispetto degli ineludibili vincoli di finanza pubblica. E’ una sfida che riguarda l’Italia e l’Europa.

Più Europa per affrontare la crisi. Soltanto un governo politico dell’area euro per lo sviluppo sostenibile e la gestione comune dei debiti sovrani, secondo le proposte elaborate dai partiti progressisti europei (Agenzia Europea per il Debito, Eurobonds per gli investimenti produttivi, tassa sulle transazioni finanziarie speculative, ecc) e secondo progetti sistemici come quello illustrato da Prodi e Quadrio Curzio su Il Sole 24 Ore del 23 agosto, può dare senso alle politiche di austerità.

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commenti

#60  Francesco B., 11/4/2012

Bersani, meno metafore e più PROPOSTE CONCRETE. Il PD deve dimostrare di conoscere ed interpretare i bisogni della gente. Per far questo bisogna saper parlare al popolo anche usando un linguaggio semplice e concreto. Bersani la gente non ha più voglia di ridere, vuol sapere ciò che proponiamo per risolvere i problemi del paese; su questo possiamo e dobbiamo essere più incisivi.

#59  Francesco B., 11/4/2012

Riforma del finanziamento pubblico dei partiti. Facciamo proposte serie e credibili: 1. Certificazione dei bilanci; 2. Controllo da parte della corte dei Conti con sanzioni a chi viola la legge; 3. Aggiornamento della quota spettante per ogni voto in relazione alle necessità certificate dall’analisi dei bilanci di ciascuna legislatura per quella successiva; 4. Riduzione del rimborso alle somme effettivamente spese e documentate nei limiti della quota spettante in relazione ai voti ottenuti di cui al punto precedente; 5. Tracciabilità delle entrate e delle uscite oltre il limite di 1000 € (lo stesso dei pensionati per equità).

#58  Francesco B., 11/4/2012

Sulla riduzione del numero dei parlamentari. Bersani facciamo sapere che noi vogliamo ridurre a metà il loro numero e battiamoci apertamente per questo obiettivo. Non adagiamoci sulle proposte di altri partiti, altrimenti sarà evidente che ci va bene anche una riduzione minima. Bersani questo è un tema popolare che può farci guadagnare consensi, FATTI SENTIRE, SII COERENTE CON IL NOSTRO PROGRAMMA.

#57  Francesco B., 11/4/2012

Su equità e sviluppo, vogliamo dare il nostro contributo? RINUNCIAMO AI RIMBORSI ELETTORALI IN ECCESSO RISPETTO A QUELLI SPESI E CHIEDIAMO CHE QUEI SOLDI VADANO ALLA CRESCITA. BERSANI DIAMO UN BEL SEGNALE AL PAESE. NE GUADAGNERA' LA NOSTRA IMMAGINE.

#56  Francesco B., 11/4/2012

E

#55  Fausto Lenzi, 31/12/2011

Siccome ho poco tempo da perdere per voi politici del PD preferisco correggere ed inviare un messaggio che ho girato personalmente ad ognuno di voi in questi giorni. Avete già accettato una legge finanziaria di M….A e avete ancora l’ipocrisia di pensare di “infinocchiarci” con discorsi sull’equità e il futuro. Il futuro ce lo avete già rovinato tenendoci al lavoro fino alla morte. Se invece riusciremo a raggiungere la meta dovremo anche farlo vivendo in economia a causa dei tagli. Mentre Voi non avete nemmeno il coraggio di ridurvi di un centesimo i vostri ricchissimi stipendi. Dovreste vergognarvi, ma soprattutto non dovreste prenderci in giro con le vostre parole. Avete dimostrato di essere collusi con questo sistema o altrimenti “coglioni” come vi ha definito Berlusconi. I sacrifici li avete fatti pagare sempre ai vostri sostenitori. La lettera l’avevo inviata prima del vostro appoggio IPOCRITA alla manovra ed è ancora attuale. L’ITALIA DI DOMANI sarà la solita, INIQUA, IN MANO AI FURBI e ALTAMENTE ANTIPATICA. Pure voi siete colpevoli ed è grande il mio dispiacere per chi vi sostiene, perché credo siano in grande maggioranza persone oneste e degne di considerazione da parte vostra. Solo un cambiamento radicale della vostra politica attuale potrebbe farmi riavvicinare, altrimenti potrete anche sciogliervi e permettere nuove alternative a questa società corrotta. Auguro un buon 2012 solo ai vostri sostenitori augurandomi che siano sempre meno a favore di una alternativa seria a SINISTRA. Scusate se ho ferito qualcuno ma la “nostra” rabbia è tanta. Politici intelligenti o “polli”? È questo il quesito che circola nei luoghi di lavoro nei vostri confronti. Personalmente io ho sempre creduto che “la maggioranza” dei politici di Centrosinistra avessero una sensibilità politica maggiore degli altri schieramenti (che ritengo in gran parte di bassa cultura). Ci stiamo ricredendo, cominciando a pensare che o siete dei “polli”, o dei collusi a questo sistema che ci sta stritolando. Anche questa volta invece di fare un passo verso una nuova fase politica nel paese stiamo nuovamente arretrando. Noi “poveri mortali” ci chiediamo come possiate sempre farvi “abbindolare” da queste destre, a questo punto molto più intelligenti di voi. Ho detto “politicamente intelligenti” e non più onesti. Tutti quelli con cui ho avuto modo di scambiare una opinione, mi hanno assolutamente affermato che loro e la loro famiglia non vi daranno più il voto. Decine di famiglie che non votano e che non verranno più a fare volontariato nelle vostre feste saranno pesanti per il partito. Se dovete sopravvivere in questo modo spero in una reale spaccatura del vostro partito tra chi vuole andare a destra e chi vuole rimanere con la gente. Queste sono solo quelle che conosco io, pensate quante altre ce ne saranno in Italia. Tutti noi appoggiamo al 100% quello che ha affermato il segretario della FIOM a CHE TEMPO CHE FA. Landini esprime tutta la nostra rabbia. Voi dovreste cavalcare questa rabbia. Vi aiuterebbe ad avere il consenso di chi si è sempre battuto per voi e vi ha aiutato a ricoprire il “posto nello scranno”. Preferite invece l’inciucio con la grande finanza e a commettere il madornale errore che fece D’Alema con la Bicamerale. Non crediate che stare a sedere nelle Camere vi dia il diritto di trattarci da stupidi. Siamo coscienti della situazione che attraversa il paese ma ci rendiamo anche conto che come al solito pagano sempre gli stessi. Non date colpa a Landini se i vostri elettori vi stanno voltando le spalle, i suoi pensieri espressi in appena un quarto d’ora, erano i nostri ben prima. Se non ci credete leggete le mie email mandate in precedenza e forse mai lette. Mi ero ripromesso di scriverne una al giorno fino a che qualcuno di voi non mi avesse risposto. Ma mi sono accorto che siete come le tre scimmiette e mi sono stancato di parlare ai mulini a vento. Solo un miracolo mi farà rivotare per voi. Andate a lavorare in fabbrica o in qualsiasi altro posto, vi aiuterebbe a valutare meglio le decisioni da prendere e da quale parte stare. I ritmi e gli stipendi sono enormemente diversi dai vostri e non veniteci a dire il contrario. Per non parlare della vostra difficoltà a dare un esempio al paese. Quello che ci volete proporre come modifiche alla manovra sono solo fumo e non convincono nessuno. Queste (probabilmente) sono le ultime parole che sentirete da parte mia e dei miei famigliari perché non abbiamo più nulla da scambiare con voi. Per una volta sono in accordo con Berlusconi quando ci ha dato dei “coglioni” per avervi votato. Se non siete d’accordo, vogliamo vedere quali saranno le “EPOCALI” modifiche che riuscirete ad ottenere (PS: Su queste ormai non potete o non volete più fare nulla. Ve ne siete lavate le mani). Con le “vostre” riforme ci avete tolto anni di vita (ad alcuni 14) e pensioni sempre più basse. I 14 anni di lavori in più che ci avete “regalato” non sono come i vostri, visto che lavorate un paio di ore al giorno di media e anche male. Nelle ditte private chi amministra come VOI di solito viene licenziato prima del fallimento. Voi politici avete fatto fallire il PAESE e siete ancora seduti sulle vostre poltrone d’oro e a dare “lezioni” a noi su come dobbiamo assumerci le responsabilità. Purtroppo l’italiano medio è ladro e antipatico ma in questi decenni ha avuto un cattivo esempio da parte vostra. A questo punto tutti noi ci aspettiamo una nuova forza politica in Italia: FORZA LANDINI A mai più sentirci!!!!!! Forse!!!

#54  mario maceroni, 19/9/2011

La Corte dei Conti – come è benissimo noto – ha rilevato, con sentenze definitive importi dell’ordine di 60 miliardi di euro/anno per corruzione, che nessuno si preoccupa di riscuotere. Preciso che trattasi di singole sentenze di condanna a svariate persone fisiche individualmente determinate Ebbene, propongo che, con apposita norma di legge (meglio con un decreto legge, vista la necessità e l’urgenza di recuperare somme dovute), le sentenze definitive della Corte siano munite di clausola di immediata riscossione per mezzo di ingiunzione ai sensi della legge 639/1910, di talché – trascorsi 30 giorni dalla notificazione – siano riscosse coattivamente da Equitalia, direttamente a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze che provvederà a stornarle agli enti che pur avendo il dovere di provvedervi, di norma non lo fanno per ignavia o perché costretti dalla “CASTA”, a loro sovra ordinata. Grazie e cordiali saluti. Mario Maceroni

#53  Luca Bonicalzi, 18/9/2011

Il Pd di Bersani si muove con decisione: 10 proposte altamente condivisibili per cacciare o mettere il Governo Berlusconi in una posizione senza via d'uscita: o accetta di cambiare secondo i dettami del maggior Partito d'opposizione o fa le valige e se ne va. E' dunque un ottimo punto di partenza! Attenzione pero! Perché vedo ancora litigi sotterranei interni a detta opposizione. Se IDV e UDC si mandano al diavolo reciprocamente o spiegano agli elettori perché litigano o uno dei due partiti si chiami fuori dall'opposizione di Governo. Questi attriti non ci piacciano non piacciano alla base che si oppone a Berlusconi, dunque è necessario che Bersani trovi il modo di metterli a tacere immediatamente. Una mia parentesi personale: "Nuovo ulivo"? Perché rivangare cose passate chiamandole nuove? O sono e si manifestano come promotrici di un drastico cambiamento rispetto la lentezza usata fino ad ora per combattere il Governo Berlusconi o è inutile che nascano. Un Partito per nascere e vincere necessita d'essere rivoluzionario in tutti i sensi e non si limita a un cambiamento relativo rispetto il passato. Può darsi che sbagli, ma la nascita del "Nuovo ulivo" e il ritorno al "mattarellum" non presagiscono niente di rivoluzionario rispetto il passato dunque tantomeno si presentano come una VERA NOVITA'. Berlusconi, come dice bene Bersani, è come una cozza attaccata alla roccia. Per distaccare da tale roccia la "cozza Berlusconi" è, a mio modesto parere, necessario un atto rivoluzionario sempre se contemplato dalle istituzioni e dalla Costituzione italiana.

#52  Gino Bortoletto, 18/9/2011

Per ora il Pd è una forza di opposizione, ma se ci saranno evoluzioni mi riferisco provvisoriamente ad governo tecnico che ci faccia recuperare credibilità o meglio nuove elezioni, vorrei riproporre: da molto tempo sostengo che le province tutte!! debbano essere cancellate come enti (in maniera costituzionale o se non sarà possibile svuotandole), sono inutili! Stato, Regioni e Comuni (arrivando a macro comuni). Trasferire le poche competenze e i relativi dipendenti ai comuni o dove i questi siano per ora troppo piccoli alla regione e bloccando loro nuove assunzioni per il tempo necessario. Gli elettori chiedono prese di posizione nette sulle PROVINCE: quante porte aperte (abitanti, densità, bastaaa!!!) servono solo a disorientare, BASTAVA ABOLIRLE, TUTTE!!. Questa potrebbe essere una buona finanziaria strutturale che mira alla riduzione della spesa pubblica , coraggiosa, ma di questi tempi non troppo; contestualmente per aree omogenee e/o demografiche, favorire “piuttosto che obbligare” con incentivi la fusione dei Comuni (lasciando il 90% del risparmio statale per 30 anni alle nuove comunità).

#51  Raoul Bonfiglioli, 18/9/2011

Rincorrere-aprire ai moderati tipo Casini e probabilmente anche il Fini..., personalmente direi proprio di NO. Non li ho mai viste-lette come "figure" moderate anzi...,molto + moderato il Vendola-DiPietro. Nel vs. programma non si parla specificatamente, che cosa volete fare sulla/della previdenza es; pensioni di anzianità, presuppongo che l'intento vostro sia di abolirle. Il duo Bersani Franceschini, propongono un 62-70 anni... ma come??? Incentivando chi rimane fini ai 70 e disincentivando chi esce prima dei 65 e con 40 anni di contributi? Esprimetevi-siate + chiari. Concludendo, al voto subito senza passare x un governo di transizione-tecnico e di larghe intese. Grazie

#50  Luciano S., 17/9/2011

Ma per favore, lasciamo perdere i Casini e le Binetti !!! Visto che il tema è molto importante perche non fate un sondaggio, via web, per sentire cosa ne pensa la base ???????

#49  Claudio MORETTI, 14/9/2011

La liberalizzazione dei servizi pubblici locali è il vero banco di prova di una politica moderna democratica. Tali realtà, infatti, rappresentano lo sportello bancomat per il clientelismo locale. D'altra parte non si possono delegare in termini monopolistici le funzioni essenziali della vita cittadini ad una realtà imprenditoriale poco affidabile (Roma, centrale del latte, Cragnotti)

#48  Mario I., 13/9/2011

in italia ci sono anche i lavoratori del commercio,sono circa 3 milioni,nessuno li menziona,ma con l'ultimo contratto separato,non gli viene corrisposto neppure l'indennità di malattia per i primi tre giorni,fanno orari incompatibili con un minimo di vita sociale e familiare,prendono stipendi da fame,vivono nel precariato,sono le vittime designate delle politiche comunali che offrono servizi dilazionando sempre più gli orari di apertura,sono le vittime di sempre nuove aperture limitrofe che fanno la concorreza esclusivamente assumendo interinali e precari,questo settore è sprofessionalizzato a tal punto che la sicurezza di quello che mangiate è molto dubbia,questi milioni di lavoratori sono fantasmi sfruttati nel silenzio politico e mediatico,la coscienza di consumatori pronti ad acquistare prodotti equo e solidali fanno finta di non vedere la schiavitù nella quale è ridotta la manodopera di questo settore,con la complicità di quella CISL e UIL da voi tanto difesa,a questi lavoratori che non possono vivere una vita degna di questo nome,la società deve molto,rappresentano lo specchio della vergogna di una società e di un mondo politico che non vuole vedere.Andate pure in chiesa la domenica e dopo correte a fare la spesa,ci saranno ad accogliervi con un'amaro sorriso,cassiere che i loro figli non possono accudire,neppure in quel giorno.

#47  kino barbucicci, 13/9/2011

Quanto populismo in queste proposte. Io ho l’impressione che la strategia dell’attuale dirigenza sia solamente la ricerca del consenso per garantirsi qualche anno in più sulle comode poltrone parlamentari. Io in queste proposte continuo a non vedere il sacrifico di chi le emana, il senso di missione che dovrebbe profondere nel cuore di chi ci amministra, pronto ad accettare rinunce perché la ricompensa più apprezzata non è il denaro, la prebenda o il ristorante del senato, ma la gratitudine di chi hai governato. Bersani lo ha dimostrato, guida il partito alla ricerca del consenso, non per diventare partito di Governo. Che senso ha avuto aspettare le proposte del PDL per dare le nostre? Far vedere agli iscritti che noi siamo contro la maledetta destra. Beh, Bersani, io e tanti altri non siamo contro nessuno (certo Berlusconi è un danno insanabile), siamo per un Partito che abbia gli attributi per prendere le redini di un paese rovinato da 40 anni di gestione alla ricerca del consenso (debito, pensioni a 40 anni, soldi per tutti, tanto poi paga Pantalone…). Non credo che l’attuale dirigenza, figlia di questi 40 anni di Bengodi, sia alla’altezza della situazione. Io temo che alla opinata fine di Berlusconi seguirà un nuovo messia che farà fare al nostro carrarmatino di cartone la stessa fine della gioiosa macchina da guerra del buon Occhetto.

#46  Silvia Melis, 13/9/2011

Si sente che il PD è un partito plurale???? FARRAGINOSA E INCOMPRENSIBILE. POCO CHIARA. Gli elettori vogliono prese di posizione nette sulle PROVINCE: quanti varchi aperti, BASTAVA ABOLIRLE, tutte. INCOMPATIBILITA' E DOPPI INCARICHI: chi è parlamentare non può esercitare professioni, COSA VUOLE il pd? BOH. VITALIZI: eliminati? INDENNITA' POLITICI: come altri paesi europei. GIUSTIZIA: le cause civili DEVONO chiudersi in poco tempo, OBBLIGATORIAMENTE. EVASIONE FISCALE: no a vessazioni con vari adempimenti a carico delle varie categorie. Posizione alla Visco perdente. Regalo a Berlusconi. Per tracciabilità: FAVORIRE con sconti chi usa bancomat o carta di credito nelle transazioni. Fiuto QUALCOSA DI GATTOPARDESCO. Pd: NOI TI VOGLIAMO MA TU NON CI SEI ANCORA!

#45   rino foschi, 12/9/2011

devo dire che ho l'impressione che commentare le varie posizioni del p.d.è avvilente,stavo guardando i sondaggi che danno il p.d. come primo partito e la coalizione del centro sinistra avanti al centro destra.ma se silvio si ritirerà casini la farà da padrone faranno un nuovo centro destra che metterà definitivamente il centro sinistra fuori dai giochi .Spero che questo contribuisca a fare una scelta di campo netta e si accantoni per sempre l'idea di fare un governo con casini.

#44  filippo spagnuolo, 11/9/2011

Dopo l'approvazione (parziale) della manovra mi sono riletto le proposte del PD e vorrei avere informazioni su questi aspetti: - riduzione delle spese. Qual è la posizione del PD sulle spese militari? La difesa costa 25 mld di euro l'anno a dispetto di un articolo 11. Per l'afganistan spediamo 700 mil di euro l'anno. Nei prossimi 10 anni dovremmo spendere 15 miliardi di euro per l'acquisto di caccia bombardieri. Qual è la posizione del partito? Si parla di responsabilità internazionali, certo, ma non credo che oggi il mondo sia più sicuro con quanto è accaduto in iraq o sta accadendo in afganistan. Non ho mai sentito nulla dal partito, anzi sempre un sostegno alle missioni per difendere i ns ragazzi. Mi chiedo se sosteniamo veramente i ns ragazzi inviandoli a combattere guerre che creano alla fine odio (con i famosi effetti collaterali) oppure dando opportunità qui in italia con un vero sviluppo - come continuerà la lotta per affermare una maggiore equità ad esempio per chiedere misure a favore della patrimoniale e della lotta all'evasione che potrebbero liberare risorse per investire veramente sulla crescita? Grazie Filippo

#43  Roberto A., 7/9/2011

ma voi non eravate contro i tagli lineari?E allora come mai un vostro emendamento alla manovra li prevede?Prevede che le dotazioni per le spese di funzionamento dei ministeri vengano ridotte rispetto al consutivo del 2010 dell'1 per cento ogni anno per il 2012 e 2013,le spese dei ministeri per gli interventi dell'1,5 per ogni anno sempre per il 2012 e 2013 e le spese per gli oneri comuni di parte corrente e in conto capitale dello 0,5 e prevede poi che per gli anni 2014,2015 e 2016 la spesa primaria puo' aumentare di una percentuale non superiore al 50% della crescita del PIL nominale prevista dal documento di economia e finanza rispetto alla spesa a rendiconto dell'anno precedente...niente di diverso da quello che ha fatto Tremonti in questi anni che voi avete tanto criticato...

#42  FRANCO ESPOSITO, 30/8/2011

PENSIONI: BOSSI-BERLUSCONI: FIGLI DI PUTTANA, che le vs ricchezze possano essere utilizzare esclusivamente da voi, i vostri figli, e i figli dei vostri figli per comprare MEDICINE e pagare MEDICI!!!!!

#41  Sanzio Olivelli, 30/8/2011

Condivido al 100% il pensiero di Ignazio Locci (sopra) e aggiungo solo che la incredibile trovata di non riconoscere il servizio militare ("dovere di difendere la patria", ricordo male ?) e il corso di laurea (studiare non è forse lavorare per la crescita personale e della nazione ? Calderoli dice di colpire chi non ha lavorato: inqualificabile) hanno conseguenze economiche e finanziarie del tutto negative: - le aziende non desiderano di meglio che liberarsi dei lavoratori "anziani" che costano molto: quindi è meglio favorire i pensionamenti, obbligando alla sostituzione degli "anziani" con giovani under 30 che costano meno (e questo ancor di più nella fascia dei laureati). Quindi il "bene comune" è proprio il contrario della manovra di Arcore di ritardare il pensionamento a chi ha fatto il militare e/o si è laureato (da 1 a 4 o 5 o 6 o 7 anni di anziantià persa !): il contrario era la cosa giusta da fare, con 3 grandi vantaggi: 1) ridurre i costi per le imprese ed aumentarne la efficienza (e ancha la innovazione) sostituendo laureati anziani con giovani; 2) diminuire la disoccupazione giovanile, aumentando investimenti e consumi e quindi entrate fiscali: giovani che si sposano, mettono su casa ecc. - aumentare le entrate INPS grazie alla maggiore occupazione e alla possibilità di crescita dei riscatti di laurea: con la manovra di Arcore chi più riscatterà la laurea ? Conclusione: non si ripiana nessun debito nè deficit con soli risparmi che deprimono il lavoro e non distribuiscono la ricchezza, ma serve proprio il contrario.

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