Dopo la manovra a che punto siamo con il Federalismo?. Per Misiani “dopo la legge delega e la gran parte dei decreti legislativi che sono stati discussi dalla commissione bicamerale, la riforma federale era ad un livello molto avanzato. Ma tutto rimane sulla carta e mai come oggi, dopo l'ennesima manovra economica, siamo lontani dal federalismo. Gli enti locali impoveriti delle risorse a loro disposizione saranno costretti ad aumentare le tasse. Insomma tutto l'opposto di quanto predicato dalla Lega”.
Enti locali e Province. “Si aboliscano pure le Province e si distribuiscano competenze a gruppi di comuni”. Così Sergio Chiamparino circa la necessità o la convenienza di eliminare le Province. “Ma questa è una decisione che non si fa con una manovra economica d'emergenza. È un discorso vecchio che da due anni era già conosciuto e quando da presidente dell'Anci ho proposto l'abolizione, sono stato aggredito da molti. Ma il problema non è fare cassa anche perché chi stabilisce quale Provincia sia più importante di un'altra? Questi sono provvedimenti molto importanti che vanno fatti al di fuori da una logica di emergenza economica”.
Molto più scettico è stato Claudio Martino che non si è detto contrario all'abolizione delle Province o alle aziende partecipate per gli enti locali ma verso le azioni generiche. “C'è differenza tra società e societè. Invece di tagliare a livello locale io inizierei dal Parlamento. Tutta la filiera è da mettere in discussione e occorre stabilire priorità e quindi ridare giuste competenze. Non bisogna usare superficialità per raccogliere l'applauso”.
La manovra e l'illusione della lotta all'evasione fiscale. Per il sindaco De Luca il federalismo fiscale è stato concepito “in maniera sbagliata e irresponsabile e poi proseguito in maniera farraginosa. Il federalismo si è ridotto a Calderoli con pantaloni arancioni e Bossi con il dito medio alzato. Oggi si sta facendo tutto il contrario di quanto era stato ipotizzato. Nessuna autonomia ma tutto centralizzato su il ministero dell'Economica. Il rispetto del patto di stabilità pone soli limiti e i comuni non hanno alcun margine d'azione. La lotta all'evasione fiscale? I tagli sono certi, il recupero è ipotetico! Il governo ci ha 6,2 miliardi di tagli e a noi mancano le risorse per fare la lotta all'evasione. È solo una grande operazione demagogica. In particolare al Sud abbiamo già la fiscalità di svantaggio per incentivare gli investitori e tasse come Irpef e Irap tra le più alte d'Italia. Come possiamo aumentare ancora queste addizionali? Le province? Eliminiamole! IL PD deve essere chiaro non omologarsi a chi vuole difendere la palude del clientelismo. Troviamo i modi giusti per trasferire le competenze ma tagliamo le province”.
Sebbene, grazie alla buona politica e un protocollo con l'agenzia delle entrate a Torino sono stati recuperati 10 milioni all'anno di evasione, Chiamparino ha posto l'accento sul fatto che “il grosso dell'evasione fiscale viene fatto con società offshore e i comuni non hanno nessun strumento per intervenire. Ci vuole la volontà del governo per colpire la grande evasione. Ma la logica di Berlusconi è di fingere di non mettere le mani nelle tasche degli italiani ma di dire che le mette De Luca”!
Occorre un'operazione verità. Per Misiani con “questa manovra economica il governo ha proposto la cancellazione di tutti comuni con meno di 1000 abitanti. Ha venduto il tutto come se fosse il taglio dei costi della politica. Ha cancellato 21mila posti di lavoro in quelle amministrazioni. Totale del ricavato sono 6 milioni di euro pari al costo delle mense di Montecitorio!. I costi della politica vanno tagliati dove ci sono i problemi e per me questi sono nell'amministrazione centrale, a Roma. Non nei piccoli comuni. Non prendiamoci in giro: la democrazia non si confonde con i tagli dei costi della politica. Serve serietà e non demagogia a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari e la riforma del bicameralismo perfetto”.
Per Solazzi non servono tutti i consiglierei regionali oggi presenti nelle varie giunte. “Le Marche hanno un milione di abitanti e poco più di 40 consiglieri. La Sardegna con poco più di un milione di abitanti ha 81 consiglieri! I tagli devono essere mirati e non inficiare l'efficienza. Sì efficienza come il Senato che è un doppione della Camera e allunga solo i tempi legislativi. Si potrebbe davvero risparmiare soldi e tempo”.
Per Martini “le Regioni sono l'investimento più importante insieme all'accorpamento dei comuni su cui puntare. Se i consiglieri regionali sono troppi va discusso. Occorrerebbe legare il numero alla popolazione al numero dei consiglieri in maniera unica. Ma questa potrebbe essere una discussione che non porta a nulla e che non ha limite. Il problema è fare funzionare la macchina. La Regione è un investimento che va fatto in chiave europea equiparando tutto alle medie europee. Non hanno più senso le Regioni a statuto speciale: potrebbe andare bene in casi di questioni linguistiche ma non per il regime regime fiscale o amministrativo”.
De Luca si è detto “spaventato dal non decidere mai niente e non avere mai una posizione chiara sul federalismo e i costi della politica. Non vanno eliminati i costi della politica ma quelli dei ladrocinio! Il tempo per i balletti è finito. Basta scrivere enciclopedie per non decidere mai niente. Serve dare
stesse risorse per ogni cittadino in tutta Italia (dopo un periodo di 5 anni di adeguamento per le situazioni più difficili).
Andrea Draghetti
Foto di Luca Toni