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C'è un momento per andarsene. Per Berlusconi questo momento è arrivato

Programmare l'Italia di domani per uscire fuori dalla crisi economica, politica e sociale. Ne hanno discusso dalla Festa Nazionale di Pesaro Maurizio Migliavacca, coordinatore della Segreteria del PD e Francesco Rutelli presidente dell'Api

pubblicato il 9 settembre 2011 , 1075 letture
Migliavacca e Rutelli
Difronte ad un'altra giornata terribile per i mercati e soprattutto per la Borsa di Milano, Francesco Rutelli ha dichiarato che “la situazione italiana si sta deteriorando in maniera drammatica. Poche ore fa il membro tedesco della Bce si è dimesso e sembra lo abbia fatto in dissenso dell'acquisto della banca europea dei titoli italiani. La situazione sta davvero precipitando in tutta Europa con la Grecia di nuovo verso il default e l'Italia non al sicuro”.

“Questa crisi – ha continuato il presidente dell'Api - potrebbe travolgere il governo Berlusconi. La manovra è inadeguata perché basata su due terzi di tasse ed è destinata ad arrivare all'80% quando i comuni saranno costretti ad aumentare le tariffe. In questa manovra non ci sono riduzioni della spesa pubblica, non ci sono misure credibili per le liberalizzazioni o la lotta all'evasione fiscale. Stiamo entrando nella fase finale del governo Berlusconi e ci saranno aspetti convulsivi. Il paradosso per Berlusconi è che oggi ha adottato lo stesso motto dei giudici di Milano di qualche tempo fa: resistere, resistere, resistere. Chi prenderà le redini del Paese erediterà un'Italia discreditata. Le forze che hanno a cuore il bene del Paese devono unirsi. Ciò che c'è di sano deve emergere unito per il bene dell'Italia.

Anche per Maurizio Migliavacca “quello che è successo sui mercati dimostra che l'emergenza non è finita in tutta l'area euro e che, in questa emergenza, l'Italia si trova in prima fila. Noi siamo il paese di Spinelli, di De Gasperi e di Prodi: grandi personalità che hanno contribuito alla costruzione europea e dato onore e dignità all'Italia nell'Unione. Oggi da italiani dobbiamo sentire tutta l'amarezza nel vedere il nostro Paese non all'altezza dell'Europa e fattore della sua crisi. Se stiamo così è perché da quando c'è Berlusconi al governo si è sistematicamente negato il problema che l'Italia non cresce più. Il Pil è sotto del 6,7% rispetto a quello del 2007. Nel Paese si sono acuite le diseguaglianze: sempre rispetto al 2007, le famiglie italiane si sono impoverite nel reddito disponibile del 3,7%.

Questa manovra non ci porta fuori dalla crisi, né stabilizzerà la situazione italiana perché non fa nulla per la crescita, per il lavoro e per gli investimenti. È una manovra dove pagano sempre i soliti per non disturbare il 10% che detiene il 50% della ricchezza nazionale. A mio parere servono due direttrici su cui intervenire: servono risparmi strutturali sulla spesa pubblica e prelevare da coloro che hanno il 50% della ricchezza, dai privilegi, dalle corporazioni, dall'evasione fiscale per alimentare il lavoro, l'impresa e il sapere. Ma prima di tutto è necessario che il governo faccia un passo indietro: si facciano da parte per dare credibilità all'Italia nell'Europa e nel mondo. Come PD siamo disponibili ad un governo di responsabilità nazionale che miri la sua politica su tre punti: giustizia sociale, lavoro e nuova legge elettorale”.



Per Rutelli i pilastri su cui si basava la maggioranza sono crollati: il Pdl è lacerato al suo interno, la Lega ha fallito nella sua politica e Tremonti non è più credibile. “Berlusconi e Bossi si reggono l'un l'altro per non cadere” ha dichiarato Rutelli. “La fiducia verso Berlusconi è al 20% e non potrà recuperarla perché è un uomo nato per propagare ottimismo, a fare marketing e vendere. L'ultima volta che ha parlato in Parlamento ha annunciato il taglio di tasse mentre il mondo ci stava cadendo addosso. È fuori dalla condizione di dire che l'Italia sta in difficoltà. Per queste ragioni le forze politiche (anche all'interno della maggioranza) che sono consapevoli dell'insostenibilità della situazione economica e politica devono fare un passo indietro e dire a Berlusconi che c'è il momento per andarsene e che questo è arrivato”.

Referendum e alleanze. Migliavacca ha voluto ribadire che per il PD il referendum è uno stimolo, un'arma di pressione molto utile per cambiare la legge elettorale.”Di fronte ad una maggioranza che non ha dato nessun segno di disponibilità al superamento del porcellum, il referendum è molto utile. Noi pensiamo però che per lo sblocco alla crisi della politica e del bipolarismo malato, il ritorno al mattarellum non sia la ricetta. Questa legge avvicina sì l'eletto al suo territorio ma ha un aspetto critico di spingere alla creazione di alleanze talmente larghe da diventare eterogenee, inficiando la governabilità del Paese. Unitariamente il PD ha fatto una proposta che si basa sul collegio a doppio turno. Con un voto si sceglie il parlamentare del proprio territorio, si sceglie il proprio partito facendo una grande scrematura delle liste politiche e con il ballottaggio si obbliga i partiti a scegliere chi appoggiare dando quindi ai cittadini la scelta finale su chi far vincere. Questa riforma potrà essere realizzata da subito da un governo di responsabilità nazionale perché l'Italia non può permettersi di andare avanti in questi condizioni fino al 2013”.

“Non so se il bipolarismo è figlio di Berlusconi o il contrario” ha dichiarato Rutelli. “Comunque sia con questo bipolarismo è andata male. L'esperienza di Martinazzoli è significativa: sebbene avesse una simpatia per il centrosinistra non ha mai voluto aderire all'impostazione bipolare. Oggi non possiamo permetterci di costruire alleanze che non possono governare. Il Terzo Polo non ha una funzione pendolare ma serve per uscire dal berlusconismo e dal condizionamento delle forze estreme sia a destra, sia a sinistra. Le alleanze si faranno con chi condivide le ricette per uscire dalla crisi. Dobbiamo far cadere Berlusconi, unirci per il futuro del Paese e dare il vita ad una nuova classe dirigente. Una nuova generazione politica dopo i 20 anni dominati da Berlusconi nella sua visione di marketing della politica”.

Per Migliavacca “siamo di fronte ad un passaggio storico e c'è bisogno un duro lavoro di ricostruzione dell'economia, dello Stato, della politica nella sua credibilità. È necessaria un'alleanza tra progressisti e moderati, un alleanza di carattere costituente. Ma guai a fare due errori: 1) ad un centrosinistra che si chiude in sé stesso nella presunzione di autosufficienza; 2) avere un terzo Polo equidistante tra il berlusconismo e il centrosinistra. Il berlusconismo rappresenta una radice profonda, è nel Dna della destra italiana. Il berlusconismo nella sua espressione di populismo che non sa decidere non finisce con la caduta di Berlusconi. È doveroso guidare il Paese fuori dalla crisi con una ricostruzione morale e democratica”.

Andrea Draghetti
Foto di Luca Toni
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commenti

#1 rinaldo luchini, 12/9/2011

ma come si permette il PD di assecondare le trattative per una exit-strategy di Berlusconi ?! ... è una cosa molto più schifosa di qualunque legge ad-personam !! Ma che rispetto ha, ancora una volta, il PD dei suoi elettori ?!

#2 PD FerroDop, 13/9/2011

Il PDFerroDop è contro le politiche Lega/PDL. Le proposte del Partito Democratico sono, a prescindere, decisamente di alto profilo e correttezza. Buon Lavoro e Buona Occupazione a tutti. Venezia 13 settembre 2011

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