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Con la fiducia numero 50 passa alla Camera una manovra iniqua

Il PD vota "no" ma passa la manovra alla Camera con 316 sì e 302 no. Veltroni: "Serve un nuovo governo che abbia credibilità in Europa, in grado di varare le riforme necessarie al Paese, altrimenti si piomberà in una spirale di manovre". Testo integrale della dichiarazione di voto del PD e gli emendamenti alla manovra presentati dal gruppo PD al Senato e alla Camera

pubblicato il 14 settembre 2011 , 1966 letture
l'Aula di Montecitorio
Siamo alla cinquantesima imposizione del voto di fiducia da inizio legislatura. Il PD vota "no" ma la manovra economica è passata anche alla Camera dei Deputati con 316 sì e 302 no.

L'entità complessiva della manovra varata oggi in via definitiva ammonta a circa 54,2 miliardi di euro al 2013.

Le entrate nelle casse dello Stato, previste dalle modifiche contenute nel maxi emendamento inserito dall'esecutivo durante l'esame a Palazzo Madama deriveranno in linea generale:

dall'aumento del gettito dell'Iva, che sale dal 20 al 21 per cento; dall'innalzamento dell' età pensionabile delle lavoratrici private da 60 a 65 anni dal 2014.

in piccolissima parte dal contributo di solidarietà che sarà solo del 3 per cento e riguarderà esclusivamente i redditi oltre i 300 mila euro.

Inoltre sono contenuti nella manovra:

il contestatissimo articolo 8, che prevede per i contratti di lavoro, la possibilità di derogare dalle norme nazionali sulla base di accordi aziendali o territoriali
;

e l'attenuazione del dispositivo sul carcere per gli evasori fiscali: le manette scatteranno infatti solo quando le tasse non pagate riguarderanno il 30 per cento di un volume d'affari di almeno 3 milioni di euro.

"Serve un 'nuovo governo con una ampia base parlamentare', guidato da una personalità che abbia credibilità in Europa, in grado di varare le riforme necessarie al Paese, altrimenti si piomberà in una 'spirale di altre manovre' che però non raggiungeranno i loro obiettivi". Lo ha detto Walter Veltroni annunciando in aula alla Camera il 'no' del Pd alla fiducia sulla manovra.

Gli emendamenti alla manovra presentati dal gruppo PD al Senato e alla Camera.

*****



Riportiamo il testo completo dell'intervento in Aula di Walter Veltroni per il Partito democratico

Signor Presidente, oggi è un tempo speciale, per molti versi drammatico, una di quelle stagioni difficili che raramente per fortuna si presentano a chi ha responsabilità politica. Oggi tutto è a rischio, oggi in discussione c'è davvero il futuro del nostro Paese e il futuro dell'Europa, la più grande costruzione politica del dopoguerra, che ha bisogno di diventare presto, in questa crisi spaventosa, gli Stati Uniti d'Europa, il progetto che Altiero Spinelli sognò mentre bruciavano Coventry e Dresda.

Ogni giorno il Paese si impoverisce, per anni in ogni famiglia italiana si è salito, con fatica e sudore, con talento e creatività, un gradino sociale nella certezza che i nostri figli avrebbero vissuto meglio di noi. Ora non è più così, e l'insicurezza di milioni di ragazzi italiani che studiano per prendere una laurea e finiscono a 600 euro al mese, non tutti i mesi, in un call center è il paradigma del rischio di declino di una grande nazione.

Giorgio Napolitano ha fatto riscoprire all'Italia l'orgoglio della sua storia e della sua identità, e mentre i Ministri deridevano il tricolore quell'uomo, figlio del tempo del dolore e della speranza italiana, ha ricucito il senso e la dignità del nostro essere figli di questo meraviglioso Paese.

All'Italia che assiste sgomenta alla crisi inedita di questi giorni non abbiamo il diritto di riservare in quest'Aula le parole di un comizio, troppo facili e troppo ovvie. Penso che il Governo e in particolare il Presidente del Consiglio abbiano responsabilità davvero storiche, so bene, perché non sono un fazioso, che oggi nessuno è al riparo da una condizione generale dell'Occidente che ha un nome che fa venire i brividi: si chiama recessione, la crisi della produzione e dei consumi. Quella parola nel Novecento ha significato tragedie sociali e umane, non dimentichiamolo mai.

Non sono quelli che viviamo giorni della cronaca ma giorni della storia, per questo voglio rivolgermi con rispetto a voi, donne e uomini della maggioranza che da più di tre anni guida questo Paese, con rispetto ma con schiettezza, che spero apprezzerete. Cosa serve all'Italia ora? Serve che prosegua il balletto delle manovre, un, due, tre, quattro, cinque, che si è svolto sotto gli occhi attoniti della comunità internazionale e dei cittadini? Serve che si continui lo spettacolo inverecondo delle divisioni e dei veti, del dito medio indicato a chi parla di riforma delle pensioni, con i gruppi e le fazioni della maggioranza che si scannano, con il Presidente del Consiglio che dice che il suo Ministro dell'economia e delle finanze rievoca, combattendo l'evasione fiscale, i tempi dello stalinismo?

Serve che il Governo si scagli contro quei sindaci, anche di centrodestra, che protestano per scelte che peggioreranno la qualità sociale della loro comunità? Serve una coalizione che ha iniziato la legislatura invocando i dazi contro la Cina e ora la cerca affannosamente per vendere patrimonio o debito? E serve che in sedi internazionali Berlusconi chiami criminale - lo ha detto ieri l'onorevole Casini - un'opposizione che in poche ore ha consentito l'approvazione di due manovre che non condivide radicalmente?

Cosa avrebbe detto se fosse accaduto quello che successe in quest'Aula qualche anno fa, con la legge finanziaria che consentì l'entrata nell'euro, quando proprio Berlusconi allora capo dell'opposizione fece abbandonare l'Aula mettendo a rischio quella scelta storica?

Dobbiamo uscire da questa crisi e dobbiamo uscirne più forti come italiani; tutti sapete - e lo dite - che la corsa non di un Governo, ma di una lunga fase politica durata quindici anni è finita, lo hanno detto le elezioni e lo dicono quei sondaggi che un tempo venivano tanto citati e oggi tanto nascosti. Lo dice la stampa internazionale, gli osservatori e la crescente freddezza dei nostri partner europei, lo dicono i mercati che sono un termometro importante della stabilità e affidabilità di un Paese.

Il Presidente del Consiglio può anche pensare, come ripete in modo sempre più astioso e stanco, che sia un complotto ordito da non so chi, ma mente a se stesso e ricorda la storia immaginaria dell'uomo che imbocca l'autostrada nel senso sbagliato e sente la radio che lancia l'allarme dicendo: «attenzione, un uomo ha imboccato l'autostrada contromano», e commenta con se stesso: «sì, uno, saranno mille». È il Presidente del Consiglio che è contromano, non il resto del mondo.

È per questo che è giusto che guidi qualcun altro il nostro Paese e riporti l'auto nella corretta direzione. È già capitato nella storia italiana che le forze politiche, chi aveva vinto e chi aveva perduto le elezioni, si rendessero responsabilmente conto che vi sono dei momenti in cui vi è bisogno di qualcosa di più, e questo qualcosa di più ha una luce che lo illumina e lo definisce: si chiama interesse nazionale.

La dignità di un uomo politico e di Stato si vede non quando assume potere e responsabilità, ma quando capisce che la sua permanenza può nuocere alla forza e al futuro del proprio Paese e ne trae le conseguenze. Quanto più si è governato scambiando mezzi e fini, quanto più è apparso che gli interessi privati fossero prevalenti su quelli generali del Paese, tanto più, in un momento così difficile, si è chiamati a rispettare le ragioni della collettività e della nazione.
Fare un passo indietro, senza chiedere contropartite, è un atto di dignità politica e personale, che non potrebbe, come tale, che essere apprezzato. Non farlo è un atto di arroganza e di egoismo. Voglio dirlo chiaramente: abbiamo bisogno, e subito, di un nuovo Governo, di una soluzione che restituisca al Paese serenità e prestigio internazionale, senza vincitori e vinti, ma con una sola stella polare: il bene degli italiani.

L'improvvisazione con la quale si è affrontata questa crisi, prima negata e poi subita, non si può protrarre in questi tempi così eccezionali. Abbiamo bisogno di un Governo con un'ampia base parlamentare, non un ribaltone e nemmeno la miseria, che oggi va in scena, delle maggioranze fatte di transfughi e di paura; di un Governo guidato da una persona che in Europa sia rispettata ed ascoltata e possa parlare a nome dell'intero Paese, come fece Alcide de Gasperi al tempo della ricostruzione.
Continuando invece così, nella totale sfiducia che accompagna, in questo momento, il nostro Governo, saremo costretti a nuove manovre, in una spirale concitata che ha già fatto tanto male ad un Paese amico come la Grecia. Bisognerà, invece, fare scelte radicali e profonde, e tutti, nessuno escluso, dovranno caricare sulle proprie spalle il fardello della verità sulla situazione del Paese e la responsabilità delle decisioni conseguenti.

Né la maggioranza può continuare a negare l'evidenza di una svolta necessaria, né l'opposizione si può sottrarre all'assunzione di oneri e responsabilità pesanti. Tutti, per l'Italia, abbiamo bisogno di dimostrare che la politica può essere la forma più alta di disinteresse e di coraggio, altrimenti non ci si lamenti per quella che viene chiamata l'antipolitica.

Ciò che la genera è la rissosità e l'inconcludenza di un sistema che appare troppo pesante e lento a fronte della rapidità dei mutamenti strutturali. L'antipolitica nasce se si varano tre Commissioni bicamerali e se ne ignorano i risultati, nasce se chi decide sembra pensare a sé, mentre intorno tutto è scosso e tutto vacilla. L'antipolitica nasce se nella politica crescono malaffare e criminalità, se la legalità è considerata un fastidio e i poteri terzi un'anomalia l'antipolitica nasce quando vi è un Governo senza potere e un Parlamento senza capacità di controllo. La politica e la partecipazione sono l'unico strumento che abbiamo per evitare che la crisi diventi rischio di frattura nel tessuto sociale e civile del Paese.

E quando sento che viene proposto come soluzione, gridata proprio sabato scorso nella Piazza di Montecitorio, di chiudere il Parlamento, mi viene in mente l'ultimo discorso che da quello scranno tenne Giacomo Matteotti, per difendere la libertà e la democrazia nel nostro Paese.

Non di altre manovre abbiamo bisogno, non di annunci improvvisati, ma di respiro lungo. Vorrei dire con una frase: meno manovre e più riforme. Abbiamo bisogno che si affrontino con senso di equità la riforma delle pensioni e quella del lavoro; non l'inutile e ideologico articolo 8, ma un nuovo patto con le parti sociali, che abbia al centro la fine della precarietà, una nuova stagione di lavoro femminile e una maggiore produttività diffusa, perché l'Italia ha bisogno di crescita, di innovazione, di tecnologia, di sapere che si accompagna al rigore.

L'Italia ha bisogno di lavoro e di impresa e sbaglia chi, ancora, non capisce che è il tempo di una grande alleanza dei produttori per la crescita e l'equità. Bisognerà proporsi di dare un colpo serio al debito che ci taglia le gambe e ci succhia futuro. Come ha detto Bersani: riforma radicale della pubblica amministrazione e valorizzazione del patrimonio pubblico. E poi, dimezzamento dei parlamentari, differenziazione delle due Camere, alleggerimento della macchina politica per avere una democrazia che funziona.

E poi chiedere a quel 10 per cento del Paese, che possiede il 48 per cento del patrimonio, di contribuire.
Voi vi siete accaniti nei vari tentativi di manovra contro chi paga le tasse, ma lo scandalo di questo Paese è che solo il 2 per cento dichiari più di 74 mila euro. Lo scandalo italiano è l'evasione fiscale, come lo è il fatto che si accetti, come un male incurabile, che le mafie succhino al PIL 150 milioni di euro.

Non manovre, riforme. Subito un Governo con un ampio sostegno parlamentare che possa affrontare l'emergenza e compiere le scelte più dolorose. È quello che fecero, con successo, Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi.
Giriamo pagina, facciamolo insieme. Cambiamo la legge elettorale che tutti aborriamo e poi si confrontino alle elezioni schieramenti fondati su omogeneità politica e programmatica.

Non siamo un Paese «di schifo», onorevole Berlusconi, siamo una grande e coraggiosa comunità. Dimostri di amare l'Italia, che con lei è stata sin troppo generosa, e faccia un passo indietro.Il Paese lo apprezzerà e comincerà per tutti un tempo nuovo.

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commenti

#1 alessandro risin, 15/9/2011

E ADESSO CHE E' LEGGE DELLO STATO IL VERGOGNOSO ART. 8 SUI LICENZIAMENTI FACILI, COSA FARETE CONCRETAMENTE PER FARLO ABOLIRE? MI ASPETTO MOBILITAZIONI, RICORSI GIUDIZIARI,REFERENDUM

#2 gio gianni, 15/9/2011

MAH......se è tutto cosi' vergognoso ed iniquo come mai , le opposizioni , sono rimaste in aula ? Parole,parole,parole ma fatti ben pochi .Cosi non si va da nessuna parte .Accettando tutto tra poco is accettera' che spariranno le pensioni di anzianita' ( ordine del giorno del PDL ) mentre Voi e Loro ci andate scandalosamente alla fine della legislatura.Quello , dopo la approvazione dell'art.8 , sara' la ciliegina sulla torta.Chi decide sul nostro destino ormai sono Corrotti,Indagati,Giudicati ,Evasori ma sopratutto una classe politica altamente privilegiata e disprezzata dal popolo che pensa di guidare.Dove devo mettere il mio povero ed unico voto per vedere azioni e non parole inutili ???

#3  rino foschi, 15/9/2011

La tentazione di mollare tutto intanto sono tutti uguali è forte.Metiamola cosi se il 60%non va a votare non cambia assolutamente nulla la nostra unica arma è quella di votare il meno peggio,perchè il nostro piccolo ed unico voto vale tantissimo per un politico,non lasciamoci tentare da chi dice che senza la politica è meglio ,credetemi non è cosi.

#4 michele michele, 15/9/2011

caro rino, la questione non è "senza la politica è meglio", ma snza questa politica... compresa quelal del PD o meglio della sua classe dirigente... per tornare alla rt 8 VOOREI RICORDARE CHE FASSINO APPOGGIAVA LE PROPOSTE ANTISINDACALI DI MARCHIONNE.... c è bisogno di una politica di idee ma non da questi politici ma da nuove persone piu fresche in crado di polarizzare essere veramente innovative.... ma come posso stare ancira ad ascoltare bersani bindi fiorono gentiloni finocchiaro veltroni.... stanno sempre li a ripetrci la solita storia forse arrichita di qualche aggettivo nuovo ma sempre la stessa minestra, sono anni che bla bla bla... vorrei ricordare a lor signori che se siamo ni questa situazione è anche merito di veltroni... è lui il vero ribaltonista che fece cadere l ultimo governo prodi.... come si puo pretendere che le stesse persone che hanno contribuito a creare questo sistema siano anche quelle che ci propongono il cambiamento?

#5 michele michele, 15/9/2011

prendiamo Ballarò... a turno sempre i soliti politici... mi sembrava piu innovativo Alfano che Bersani.... sempre li a dire questo non va questo non va... etc etc.... poi quello li Polito che ad un certo punto per rispondere ad Abete (unico intervento serio a mio parere) gli propinava le societa miste.... poi a turno la settima prossima vedremo d alema franceschini letta.... e poi ichino.... ( che mi parla di flessibilità del alvoro facendo l esempio del belgio che non è nemmeno piu grande della lombardia)... parlano dell art. 8... ma il prof ichino che è parlamentare ha rinunciato alla sua cattedra di professore ? quindi parlano parlano ma poi sguazzano nel sistema...

#6 stefano capitanio, 15/9/2011

Io gioirò il giorno in cui una manovra finanziaria verrà varata abolendo le SPESE SUPERFLUE che questo Paese continua a sostenere. L'equità, la giustizia sociale e quant'altro non possono prescindere dall'onestà di ogni cittadino ma in primis di chi è delegato ad occuparsi dell'aministrazione pubblica. L'opposizione sia chiara a parole in ogni frangente sulle sue decisioni e con i fatti negli interventi da fare

#7 Luciano Faggiotto, 15/9/2011

Ogni giorno vedo postate su questo sito valanghe di proposte da parte di membri del PD. Fiumi di parole, di proposte,di faremo, cambieremo, rinnoveremo. Tutto al condizionale, tanto spazio-tempo in politica sono relativi. Intanto governo e maggioranza parlamentare continuano imperterriti ad accompagnare il paese verso la disfatta,accentuando le ingiustizie,le iniquità, finchè la fune della sopportazione non si spezzerà drammaticamente. Il segretario Bersani continua nel mantrico invito a Berlusconi di andarsene, mentre questi lo ignora completante, piuttosto frustante ed umiliante anche per noi elettori. Non c'è via d'uscita, arriveremo al collasso perchè questo paese è ormai avvolto da un cancro in metastasi, ma in sala operatoria non ci sono più chirurghi in grado di operarlo. Sul tavolo operatorio, noi cittadini in balia di quella che vergognosamente chiamano ancora politica ma che si è trasformata in mestiere, in arte del pensare a se, del chiacchiericcio senza fatti concreti ed azioni coraggiose.

#8 Luciano Faggiotto, 15/9/2011

QUANDO L'INGIUSTIZIA DIVENTA LEGGE, LA RESISTENZA DIVENTA DOVERE!!!

#9 Antonio Nonimporta, 18/9/2011

L'on Fioroni sulla Stampa dice che un bambino che nasce oggi ha una aspettativa di vita di 90 anni, dei quali 40 di lavoro e 50 a carico della comuntità; a parte il fatto che per i primi 30 anni è a carico della famiglia (che paga le tasse) con 40 anni di lavoro arriva alla bella età di 70 anni ! On Fioroni mi può spiegare come un vecchio di 70 anni può stare alla catena di montaggio ? ; forse non avrebbe problemi a fare l'On. a 150.000 eurini e tre ore di media di lavoro al giorno (comprese soste alla buvette a prezzi popolari) ma se all'operaio andrà bene (ma proprio bene) vivrà ancora 10 anni; Totale sarà a carico IMPS per 10 anni: Come le sembra On. Fioroni ? le sembra ancora troppo ? Li mandiamo alla Camera... a gas questi lavoratori ? Perchè , On Fioroni non fa subito quello che ha in mente da anni ...cioè passare all'UDC , di grandi pensatori il P.D. ne è già colmo !

#10 michele michele, 19/9/2011

PRIMA DI PARLARE PULITEVI LA BOCCA Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio. Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio.

#11 michele michele, 19/9/2011

PRIMA DI PARLARE PULITEVI LA BOCCA Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.

#12 michele michele, 19/9/2011

PRIMA DI PARLARE PULITEVI LA BOCCA Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste”. Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. “Non ritengo – spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa ‘mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”. Fonte: Repubblica.it

#13 michele michele, 19/9/2011

Auto blu, telefonino e pc di serie, ottimi pasti a prez­zi «popolari». Poteva mancare l’assistenza sanitaria integrati­va nel novero dei benefit dei deputati? No, di certo! E quanto costino i rimborsi erogati dal Fondo di solidarie­tà della Camera lo hanno rive­lato i radicali con la loro cam­pagna Parlamento­Wikileaks , che svela su Internet i segreti di Montecitorio e dintorni. Eb­bene, nel 2010 la «cassa mu­tua privata » degli onorevoli ha rimborsato spese per 10,1 mi­lioni di euro. Un dato in legge­ro calo sia rispetto agli oltre 11 milioni del 2009 che ai circa 12 del 2008. Gli iscritti sono 5.574 poiché il regolamento del Fon­do consente l’iscrizione non solo agli onorevoli e ai familia­ri (inclusi i conviventi more uxorio , modifica introdotta dalla presidenza del cattolico Casini), ma anche agli ex parla­mentari, ai familiari, ai benefi­ciari di­quota del vitalizio non­ché a giudici e presidenti eme­riti della Consulta. Le maggiori voci di spesa so­no rappresentate da ricoveri e interventi (3,17 milioni, 31,3% del totale) e odontoiatria (3,09 milioni, 30,5%), mentre un al­tro 10% circa è rappresentato dai 973mila euro di rimborsi per fisioterapia.

#14 michele michele, 19/9/2011

Oltre 745mila euro se ne vanno tra analisi e accertamenti, mentre grazie ai 3.636 euro dell’omeopatia il totale delle visite mediche su­pera i 700mila euro. Da segna­l­are che 153.189 euro sono de­dicati al rimborso del ticket, ossia deputati, ex deputati e fa­miliari si rivolgono al Servizio sanitario nazionale pagano e successivamente chiedono il rimborso della spesa alla Ca­mera. E pensare che, come ri­velò un servizio delle Iene qual­che anno fa, basta solo dire di essere un parlamentare e nei malandati ospedali pubblici italiani si srotolano i tappeti rossi... Ben 7,3 milioni di euro degli oltre 10 di rimborsi vanno agli ex deputati. Si spiegano anche così alcune voci di spesa come occhiali (488mila euro), prote­si ortopediche (37.412 euro), protesi acustiche (186.400), sclerosanti (28mila euro) e as­sistenza infermieristica (7.653 euro). Di non trascura­bile entità anche le voci «cure termali» (200mila euro) e «psi­coterapia » (257mila euro) che cura l’anima e anche la depres­sione da trombatura. Tutto tra­sparente, quindi, grazie ai ra­dicali che tuttavia si lamenta­no per non aver avuto accesso ai dati sui rimborsi per shiatsu­terapia e balneoterapia. Per non cadere in facili qua­lunquismi è opportuno ricor­dare che sia i deputati che gli «ex» pagano l’assistenza inte­grativa versando un contribu­to mensile scalato dallo «sti­pendio ». Per gli onorevoli si tratta di 526,66 euro (il 4,5% dell’indennità)

#15 michele michele, 19/9/2011

Il Fondo si reg­ge sui contributi (11,3 milioni nel 2009) e sugli interessi deri­vanti dagli investimenti della liquidità, distribuita in 140 mi­lioni di pronti contro termine presso Dexia, in una gestione patrimoniale da 28 milioni presso Mps e in un portafoglio di titoli di Stato italiani da 180 suggerito gratuitamente da Bankitalia. Assodato che una copertura assicurativa sarebbe molto più costosa, restano due que­stioni sul tavolo. La prima è re­lativa alla sanità pubblica: se i deputati si organizzano una «mutua», è probabile che si fi­dino più del privato, ma in con­creto fanno poco per estende­re a tutti i cittadini lo stesso gra­do di libertà. La seconda è più prosaica: se possono «permet­tersi » anche l’assistenza inte­grativa, non saranno pagati un po’ troppo? Fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/la_casta_che_non_muore_mai_10_milioni_salute_deputati/deputati-parlamento-sanita_parlamentari-cure_sanitarie_onorevoli-casta/12-04-2011/articolo-id=516925-page=0-comments=1

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