La terza giornata della Scuola di Politica del PD ha avuto come tema la “sostenibilità del welfare”, in particolare in riferimento ad una visione globale del welfare stesso, inteso come organizzazione altruistica del sociale. Dopo gli approfondimenti sul tema, con la collaborazione di
Tiziano Treu, Elsa Fornero e
Jeanne Fagnani, la responsabile Famiglia e Politiche sociali della Segreteria nazionale del PD,
Cecilia Carmassi, ha chiuso i lavori della sessione, riassumendo le istanze emerse dal dibattito ed illustrando le criticità elaborate dal Partito democratico sulla sostenibilità del welfare, in questo momento critico per il Paese.
La contrapposizione tra noi e voi, tra chi fa politica e chi no, mi va un po’ stretta, ha detto ironicamente Carmassi ai giovani della platea, come mi va stretto che vengo definita ancora giovane quando ho 43 anni, cercando di sfatare i luoghi comuni della società italiana degli ultimi anni impregnati dal berlusconismo.
Il problema della mia generazione è che è difficile fare delle scelte concrete di vita che prima sembravano scontate, come crearsi una famiglia, comprarsi una casa e mettere al mondo dei figli. In particolare per le donne, rimandare per motivi economici o lavorativi contingenti, la maternità, può condurre al ricorso necessario della fecondazione assistita, con tutte le conseguenze drammatiche che ne possono derivare, se non giunge a buon fine.
Senza considerare, ha aggiunto la responsabile Famiglia e Politiche Sociali, che a causa degli ingenti tagli di questo governo anche al settore scolastico, sono venuti meno tanti servizi che prima affiancavano le famiglie nella gestione della vita quotidiana. Diventa un oasi trovare un asilo nido, è stato smantellato il tempo pieno, il sostegno agli anziani è inesistente, e da ultimo, ma non per importanza ingenti tagli sono stati inferti anche ai disabili, la non autosufficienza non è contemplata da questo governo. Ed il peso di questi disservizi ricade necessariamente sulle famiglie italiane ed in particolare sulle donne e i giovani anche perché i tagli del governo, non sono lineari per le nuove generazioni si possono tradurre in una vera e propria istigazione a delinquere, dirottandoli verso il lavoro nero.
Come sappiamo infatti, tanti giovani molto preparati, che hanno impiegato anni a studiare e specializzarsi, alla fine del percorso formativo non trovano il lavoro che vorrebbero fare e per il quale si sono impegnati. E se vogliono comprarsi una casa, non possono neanche richiedere un mutuo, a causa dei contratti precari che sono costretti ad accettare. Per questo molti giovani non lasciano il tetto familiare prima dei 30 - 35 anni, con ulteriore sforzo delle famiglie che erodono i risparmi di una vita per mantenerli.
Ne consegue che non si può fare un progetto di vita e di famiglia se non c’è una politica della casa. Inoltre, per chi lavora, resta un incognita quando si potrà andare in pensione e a quali condizioni.
È una questione di assenza di democrazia, questa situazione non è più sostenibile. La vera sfida democratica, ha spiegato Carmassi, è per il PD, insieme ad altre forze interessate, elaborare soluzioni condivise, non si può discutere della stessa cosa in tavoli diversi, si deve decidere insieme come uscire da questa crisi.
Preso atto che non si può più conservare la piattaforma sociale che abbiamo trovato, eredità dei nostri genitori o nonni, dobbiamo acquisire una nuova frontiera dei diritti e ridefinirli, perchè sono stati rimessi in discussione, anche quelli che si pensavano acquisiti per sempre. Le parole: libertà, uguaglianza e fraternità vanno rivisitate e rinnovate e poste al centro del dibattito politico.
Ci hanno detto che il welfare è un lusso che non possiamo più permetterci, ma noi come PD abbiamo risposto con delle proposte concrete, affermando gli obiettivi dell’occupazione e della lotta alla povertà, perché di questo si sta ormai parlando, non possono essere un ammennicolo da rimandare, si devono risolvere ora, subito. Dobbiamo ricreare una società a misura dei più fragili e dei più deboli, la buona spesa sociale deve diventare una strategia di investimento per le pari opportunità tra cittadini, perché dobbiamo entrare nella logica che non tutti sono liberi di scegliere.
La libertà di scelta garantita dalla libertà dal bisogno, questo è il nostro obiettivo
Anto.Pro.
Foto di Francesca Minonne