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Scommettiamo su una politica sana, diversa da Berlusconi

Rosy Bindi con un botta e risposta con i ragazzi riuniti a Cortona conclude i lavori della quarta edizione della Scuola Politica del PD, parlando di ricambio generazionale, primarie, welfare, limite dei mandati parlamentari. "Donne e uomini a servizio della comunità"
pubblicato il 25 settembre 2011 , 1209 letture
Bianchi e Bindi
E' Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del PD, a chiudere i lavori della Scuola Politica del Partito Democratico a Cortona, organizzata dalla responsabile Formazione della Segreteria nazionale del Pd, Annamaria Parente. La Scuola, giunta alla sua quarta edizione, si è confermata un appuntamento importante e di grande spessore formativo, per le nuove generazioni di giovani (oltre 200 i partecipanti da tutta Italia) che si affacciano alla politica.

La Presidente ha iniziato il suo intervento, sottolineando l’importanza che ci sia una Scuola di Politica all’interno del PD, perché l’investimento sui giovani è l’unica garanzia di crescita negli anni a seguire. Inoltre, proprio ai giovani sarà affidato il compito di unire le diverse anime del partito, quando ci sarà una classe dirigente “di nativi del PD”, come ha evidenziato anche il Segretario Pier Luigi Bersani.

Bindi piuttosto che esporre una relazione precostruita, ha preferito rispondere alle domande che i giovani della platea le hanno posto, per meglio interpretare i dubbi e le problematiche che li coinvolgono.

Il primo tema emerso è stato quello del rinnovamento della classe dirigente all’interno del PD. E Bindi ci ha tenuto a sottolineare che questo deve essere un tema sereno da trattare, non un oggetto di contrattazione, di scontro, di pretesto, perché il ricambio generazionale è una scelta già fatta e in parte compiuta dal PD. Nessuno vuole frenare questa tendenza, ha detto, piuttosto occorre capire come accelerare il percorso, anche se già tanti segretari di circolo e neoletti a livello locale sono giovani, così come la segreteria nazionale.

Bindi ha individuato nelle prossime elezioni politiche, che appaiono sempre più imminenti ( e qui ha detto di ritenere credibile il vaticinio di Bossi di un ritorno alle urne nella primavera 2012 ndr), un luogo ideale per attuare il ricambio generazionale nella stragrande maggioranza delle candidature. Ma riguardo alla selezione delle candidature, ha voluto ribadire che se sarà affidata esclusivamente alle primarie, non è detto che un giovane, o una donna, o una giovane donna, abbiamo abbastanza forza per vincere e poi governare. Secondo Bindi infatti, bisognerebbe investire proprio sulle donne e sui giovani, in particolar modo in alcune parti del Paese, soprattutto al sud, dove il PD ha in programma di organizzare una scuola permanente per 2000 giovani a partire dall'autunno.

Attenzione però a non scadere nel tecnicismo e nella burocrazia con un limite senza deroghe ai due mandati parlamentari per gli eletti. A sostegno della norma ora nel nostro Statuto (deroga pari al 10% degli eletti nelle elezioni precedenti) ha portato ad esempio nomi illustri della politica italiana, divenuti sempre più validi nei decenni in Parlamento: Berlinguer, Moro, Jotti, Anselmi e Napolitano.

E con questi esempi di rettitudine e capacità, Bindi ha ribadito che la politica richiede comunque grande professionalità e attitudine, che non si possono improvvisare. "Non abbiamo solo bisogno di una nuova classe dirigente, ha aggiunto, ma di dirigenti che siano all’altezza del tempo in cui governano. Per questo è necessario un grande investimento di qualità, come questa Scuola rappresenta".
Alla luce di queste considerazioni non ha mancato però di dichiararsi contraria al “professionismo della politica”, cui si può sfuggire aprendosi di più verso la società civile. "Se decidiamo di investire su persone che hanno meno di 30 anni, mi piacerebbe però che avessero una professione e un mestiere avviati. In questo modo si possono creare ottimi dirigenti, come avveniva nella DC e nel PCI".. Ma non ci sarà alternativa valida, ha tenuto a sottolineare, se chi ha impiegato passione nella politica, per arrivare a questo punto, non rappresenterà il perno di tutto questo importante cambiamento e rinnovamento.

Bindi è poi entrata nel vivo del dibattito politico attuale, parlando del ruolo che dovrà assumere il PD per interpretare al meglio la società
, sempre prendendo spunto dagli imput lanciati dai giovani studenti. Grandi culture si sono incontrate  e per questo bisogna conciliare differenti esigenze, attingendo dalle esperienze migliori. E per svolgere al meglio il ruolo che siamo chiamati a ricoprire, abbiamo bisogno di tante competenze diverse all’interno del Partito, per rieducare gli italiani dai vizi che hanno coltivato in questi anni, anche con l’ausilio di una parte della politica italiana controllata da Berlusconi.

In sostanza, il PD vuole unire in democrazia, ovvero nella società, nella politica e nel Partito, mentre gli altri separano, puntando sull’individualismo. Il mondo non si salverà se non affrontiamo seriamente il tema della democrazia, ricordando però che in politica non si impongono i cambiamenti, bisogna ottenere un consenso democratico. C’è da compiere un lavoro enorme in questo senso, ha sottolineato Bindi, il PD ha il compito di aggregare le cause che ci hanno portato alla crisi, capirle e superarle. Perché la politica negli ultimi tempi è rimasta prigioniera di se stessa, non ha cercato gli strumenti per interpretare il cambiamento.

L’esponente democratica si è rivolta ai giovani della Scuola, con la massima onestà politica che la caratterizza, facendo autocritica rispetto ad un atteggiamento “di timidezza intellettuale” della classe politica di centrosinistra negli anni bui del berlusconismo. Sono figlia delle scelte e dei grandi cambiamenti degli anni 70, ha raccontato, anni in cui la politica una risposta l’ha trovata. Periodo di grandi riforme: dal servizio sanitario nazionale, alla chiusura dei manicomi, dalla stesura dello statuto dei lavoratori e dell'impalcatura del sistema previdenziale. "Non saremmo arrivati fino ad oggi senza quella impostazione. Per questo, dobbiamo portare a testa alta le nostre idee, perché la crisi è figlia di una destra andata avanti con l’esaltazione del singolo, non della collettività ma la crisi, è anche figlia di una timidezza delle culture alternative.

Se noi torniamo al governo, lo faremo con un programma che perfezioneremo nei prossimi mesi, ma il cui impianto è già elaborato nelle nostre proposte e che sarà nel segno del cambiamento e delle riforme istituzionali: il conflitto di interesse, la riforma dell’informazione, quella fiscale e del welfare. Non voglio più sentire che è cosa bella affrontare una manovra economica correttiva in 5 minuti - ha esortato - il Parlamento deve funzionare, ci deve essere un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione. Questa volta però i tempi ci impongono più coraggio".  Ad esempio ha citato il conflitto di interessi: legge non fatta dal centrosinistra e che va messa subito in cantiere perché anche se se ne va Berlusconi potrebbe esserci un rischio di intrecci tra potere e interessi identico se non peggiore.Se diciamo al Paese dove vogliamo condurlo, sicuramente capirà e ci seguirà.

La crisi economica ci deve far riscoprire i valori dell’equità, giustizia e solidarietà, non per tamponare il contingente ma per costruire il futuro, investendo sui patrimoni rimasti inespressi nel nostro Paese: i giovani, le donne il Mezzogiorno
. Il problema del Sud in particolare è la debolezza delle sue strutture sociali, nella quale la politica anche quella buona ci ha marciato, ed una società debole si sa, è merce di scambio. L’antipolitica la vinceremo così, perché Berlusconi non andrà via gratis e il prezzo più grande che ci farà pagare è la delegittimazione di tutta la politica.

Dobbiamo scommettere sulla politica sana, fatta da donne e uomini a servizio della comunità. Se questa è la consegna che ci diamo avremo una crescita che non è solo economica ma anche civile e morale.

Anto. Pro.
Foto di Francesca Minonne








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commenti

#1 giuseppe malfitano, 25/9/2011

Bindi anche tu rompi con le pensioni? Ma lo sai che il fondo lavoratori dipendenti è in attivo di 8 miliardi.Perchè pagare l'assistenza con i soldi dei lavoratori? E poi prima di toccare le nostre pensioni adeguate le vostre pensioni alle nostre regole.Ma a quanto pare da queste orecchie non ci sentite.L'unica cosa sensata che ho sentito dire a Berlusconi è a proposito della riduzione dei parlamentari quando ha detto: " ma avete visto mai dei polli che vanno a farsi macellare di propria volontà. Per questo dico che le regole per i vostri stipendi,pensioni ecc dovremmo farle noi come voi fate le nostre.Morale della favola state attenti quando parlate di posticipo dell'età pensionabile,regime contributivo per tutti ecc. Dall'altra parte ci sono persone non pedine da spostare a vostro piacimento. Ultima cosa rilevazione Istat il 71,9 per cento dei pensionati non supera i mille euro. Ma cosa volete tagliare ancora?

#2 Leonardo Dinipalazzochigi, 26/9/2011

da Cortona nasce la nuiova classe dirigente pd e senza ombre di futuri corrotti anzi pulita e sana un buon esempio per tutti gli altri partiti,il messaggio maggiore di Bindi non è qui ma alla marcia della pace ''cambiare il modello sociale senza confondere cause e rimedi della crisi''

#3 Gianpiero Zuccaro, 26/9/2011

Spero veramente che ci possa essere una politica diversa da quella del presidente del consiglio Berlusconi,anche perché se non ci fosse sarebbe la fine dell'Italia.Servono proposte serie soprattutto che riguardino i giovani.Ma lo sapete che due milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni non studiano e non vogliono trovare neanche un lavoro?!Dobbiamo intervenire su questi ragazzi,dargli fiducia e speranza che il loro paese non é perduto,ma che può rialzarsi e che loro possono giocare un ruolo determinante dell'italia di domani,possono rappresentare la generazione del domani.Non possiamo abbandonare questi ragazzi caro partito democratico,dobbiamo aiutarli!Ovviamente ci sono anche i precari,dobbiamo stabilizzarli nella pubblica amministrazione come ha detto Mario Draghi e aumentare anche i salari dei lavoratori che attualmente vivono nella cassaintegrazione.Il pd deve salvaguardare i deboli,occuparsi di loro e cercare di risolvere i loro problemi.

#4 Gianpiero Zuccaro, 26/9/2011

Spero veramente che ci possa essere una politica diversa da quella del presidente del consiglio Berlusconi,anche perché se non ci fosse sarebbe la fine dell'Italia.Servono proposte serie soprattutto che riguardino i giovani.Ma lo sapete che due milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni non studiano e non vogliono trovare neanche un lavoro?!Dobbiamo intervenire su questi ragazzi,dargli fiducia e speranza che il loro paese non é perduto,ma che può rialzarsi e che loro possono giocare un ruolo determinante dell'italia di domani,possono rappresentare la generazione del domani.Non possiamo abbandonare questi ragazzi caro partito democratico,dobbiamo aiutarli!Ovviamente ci sono anche i precari,dobbiamo stabilizzarli nella pubblica amministrazione come ha detto Mario Draghi e aumentare anche i salari dei lavoratori che attualmente vivono nella cassaintegrazione.Il pd deve salvaguardare i deboli,occuparsi di loro e cercare di risolvere i loro problemi.

#5 Renzo Stefanini, 29/9/2011

Non approvate il dl sulle intercettazioni. Non immischiatevi con quella schifezza. Statene fuori con molta pubblica evidenza. Chi non fa del male paura non deve avere di nessuna intercettazione. Non alimentate il sospetto che siete tutti uguali.

#6 guido perazzi, 3/10/2011

Carissimi dirigenti PD. La politica reale del paese è il risultato, della politica che i cittadini fanno ….. TUTTI. CHI DICE CHE è CONTRO LA POLITICA, invece fa politica perché decide di non fare. Il non fare: è anche essa politica, perché decide. Ma il risultato è dei peggiori, perché i frutti sono ANCHE il risultato di pochi che decidono. Intendo esprime il pensiero che per impedimento personale non ho potuto esprimere al mio circolo del PD di lavagna ge. Il perché esiste il rigetto alla politica: Purtroppo quasi tutti i nostri pensieri e i commenti scritti, ... seguono l'antipolitica così detta democratica, PERCHE’ raccogliamo ANCHE i FRUTTI MATURATI dalla SEMINA COLTIVATA VOLUTAMENTE dalle classi dirigenti politiche potenti e imprenditoriali e mercato globale e BANCHE .......... [NOI COMUNI CITTADINI, cosa possiamo aspirare, perché ci sia un capovolgimento DI AGIRE politicamente, per riuscire a vedere un progetto per organizzare una politica, che sia il DIALOGO TRA PIÙ PENSIERI, X ORGANIZZARE una politica democratica-seria per il nostro PAESE, per FARE STARE INSIME MOLTE DIVERSITÀ]???? È SEMPLICE: BUTTIAMO IL NEMICO IMMAGINARIO DAI NOSTRI CERVELLI; CONVIVIAMO CON TANTI MA TUTTI DENTRO IL TEMPIO. Nessuno sia cacciato fuori dal tempio o in mare invece di soccorrerlo. ciao da guido QUESTO CONCETTO lo ritengo possibilmente e assolutamente una utopia. Ma questo pensiero di politica dialogica, lo ritengo un’utopia nella politica nazionale. Lo ritengo un’utopia nella politica di parte, per esempio applicabile all’interno del PD. Ma questa utopia non ci deve fare rinunciare, di avere in vista sempre quest’utopia, anche se sappiamo che è irraggiungibile. Perché l’utopia ci aiuta a camminare insieme senza dividerci in altre strade. Per esempio la strada che percorriamo oggi con il capitalismo, non è certo il risultato di un’utopia che sta all’ORRIZONTE, e infatti dove stiamo andando? IL MONDO è DIVISO nei paesi, nelle famiglie, perché siamo continuamente andando verso quell’orizzonte che non c’è, ma che ce lo fa intendere il capitalismo. Troppe miserie, troppo guerre, costruiamo troppe armi. La catastrofe dell’apocalisse dell’umanità è già tra noi tutti, nel mondo. Andiamo ancora per questa strada del FMI e della BM? E ci perderemo nell’INCIVILE MONDO, SENZA PIÙ cittadini per coltivarsi nella cultura umanistica ……e TERRA DA COLTIVARE. …………………. Ciao da guido

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