I dati forniti questa mattina dalla Svimez, (l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), nel suo Rapporto annuale sul Sud, confermano la drammatica situazione in cui versano l’economia e la società meridionali. Le cifre relative alla condizione di giovani privi di occupazione e di prospettive suscitano allarme e preoccupazione. La crisi dell’industria meridionale tra l’altro sta colpendo anche punti di eccellenza, come l’Alenia Aeronautica, società di Finmeccanica.
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Il Rapporto sul Mezzogiorno, presenta una lucida analisi sui ritardi e i perduranti squilibri territoriali tra Nord e Sud dell'Italia, a conferma che le differenze tra le due parti del Paese hanno ripreso ad aumentare: dal prodotto interno lordo all’occupazione”, ha affermato la presidente dei senatori del Pd
Anna Finocchiaro.
“Ad aggravare una situazione già drammatica da anni, sono arrivate anche le ultime manovre che peseranno al Sud quasi due punti di Pil in più rispetto al Nord. Altro dato drammatico - ha aggiunto Finocchiaro - è quello dei giovani che emigrano verso Nord: oltre 600.000 in due anni. Partono dal Sud, spesso per non tornarci, i più capaci, aumentando il rischio che incombe su queste regioni: il progressivo impoverimento del mercato del lavoro e della stessa struttura produttiva.
E davanti a questo, il governo è vergognosamente inerte. Che fine hanno fatto i ministri del Sud? Dov'è il ministro Fitto? Cosa pensano le ministre Carfagna e Prestigiacomo? Dove sono tutti i figli del Mezzogiorno oggi sottosegretari? Perché hanno permesso che si arrivasse a questa situazione? Non sono anche loro stufi dell'asse evidentemente sbilanciato a favore della Lega che penalizza drasticamente il Sud? Si sveglino e si attivino al più presto per il Mezzogiorno - ha esortato Finocchiaro - perché gli appelli del Presidente Napolitano non restino disattesi".
Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria del PD, ha definito "virtuale il
Piano Sud, tanto propagandato dal ministro Fitto e arrivato oramai alla sua decima versione.
La priorità oggi nel Sud deve essere evitare la deindustrializzazione, come i dati della perdita di occupati nella manifattura indicano. Termini Imerese, Irisbus, Vynils, Fincantieri, Alenia, Gioia Tauro sono soltanto alcuni esempi", ha chiarito Fassina. "Nel Sud sono accentuati i problemi aperti in tutto il Paese: alla stagnazione del Mezzogiorno si associa un Nord che comunque rimane nettamente indietro alla media dell'area euro. Per il Mezzogiorno e per il resto del Paese è necessaria una strategia nazionale di riforme", ha concluso Fassina.
“Il Mezzogiorno paga il prezzo di una politica del Governo nazionale che in questi anni ha rinunciato del tutto a sostenere lo sviluppo delle regioni meridionali”, ha dichiarato
Umberto Ranieri, presidente Forum progetto Mezzogiorno del PD.”
Occorre una svolta profonda negli indirizzi della politica economica del Governo con il contributo di tutte le forze attive e responsabili operanti nella realtà meridionale ed un compito particolare spetterà alle Regioni”.
Anche la senatrice del PD
Teresa Armato ha commentato che "i dati emersi da Svimez 2011, confermano in maniera inequivocabile e drammatica che a pagare sono sempre le aree più deboli.
Il Rapporto è lo specchio di un Mezzogiorno in recessione che il governo penalizza con una manovra squilibrata che toglie al Sud energie essenziali per creare sviluppo e ricchezza".
Armato ha poi ribadito che “occorre una svolta politica decisiva per arrestare questa emorragia di giovani e del Mezzogiorno. Occorrono progetti nuovi per aiutare le industrie in difficoltà e creare sviluppo. Occorre un governo nuovo, che non alimenti le divisioni tra Nord e Sud, un governo capace di guidare il Paese in maniera equa e responsabile. Non possiamo e non dobbiamo assistere impotenti davanti a questa rovina”.
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Proprio quando l’Italia aveva maggior bisogno di coesione, la compagine di Berlusconi, Bossi e Tremonti cancellava totalmente la questione meridionale dall’agenda nazionale, riducendo il tema strategico del rilancio del Sud ad un insieme di piccoli problemi locali”, ha affermato lapidario
Sergio D’Antoni, responsabile Politiche Territoriali del PD.
“Ripartire dalle zone deboli d’Italia significa rilanciare lo sviluppo di tutto il Paese. È questo il senso del rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno - ha chiarito D’Antoni - penalizzando sistematicamente le aree depresse del Sud, l’esecutivo della destra ha finito per condannare tutto il Paese. Investimenti e occupazione a picco, emigrazione e povertà alle stelle, tessuto sociale e sistema produttivo gravemente compromessi".
L'Italia è un sistema Paese che arranca più delle altre nazioni europee nella crisi. Per uscire da questa situazione, occorre mettere al centro della politica di sviluppo nazionale, il riscatto delle zone deboli e la consapevolezza che da questo dipende il futuro di questo Paese.
Anto.Pro.