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Comunicato stampa

Riduzione Consiglieri regionali, Meloni: "Il mio voto contrario, ora abolire il voto segreto"

di Marco Meloni,  pubblicato il 30 settembre 2011 , 3615 letture
Il voto a scrutinio segreto con il quale ieri il Consiglio regionale ha affossato una proposta di riduzione del numero dei suoi componenti già approvata dalla Prima Commissione consiliare, oltre a far perdere credibilità alle nostre Istituzioni nei confronti del Parlamento nazionale, chiamato a esaminare le proposte di riforma costituzionale, rischia di minare in modo irreparabile il rapporto di rappresentanza tra i cittadini e noi consiglieri, che siamo stati eletti a rappresentarli nell’assemblea legislativa della Sardegna e che abbiamo il dovere di rendere conto del nostro operato e delle scelte effettuate anche in sede di voto.

Si tratta di una oscurità del meccanismo democratico che deve essere superata. Per questa ragione ho ripresentato una proposta di riforma del Regolamento consiliare, che già presentai, insieme al collega Francesco Sanna, nel corso della precedente legislatura, finalizzata a escludere il ricorso al voto segreto, con le eccezioni previste nel Parlamento italiano e in quelli dei principali Paesi membri dell’Unione europea: i voti riguardanti le persone e di quelli che incidano su principi e diritti di libertà costituzionalmente tutelati, nei limiti della competenza legislativa regionale.

Per quanto mi riguarda, il mio voto ieri è stato contrario all’approvazione dell’emendamento che sostanzialmente cancella la riduzione del numero dei componenti del Consiglio regionale.



Lo ha dichiarato Marco Meloni, consigliere regionale e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
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commenti

#1 Andrea Donà, 4/10/2011

Forse è il caso di modificare il titolo di questo "comunicato stampa", titolo dal quale si potrebbe evincere che Meloni abbia votato contro la riduzione del numero di consiglieri regionali e non contro l'emendamento che tendeva ad evitare la riduzione.

#2 UMBERTO M., 19/11/2011

Non credo sia necessario ridurre il numero di chi ci amministra. E' sicuramente importante ridurre il loro costo.

#3 GABRIELE SPANGHERO, 2/12/2011

Se è vero che i PD rappresenta un nuovo concetto di partito ed è per questo che è nato, è necessario dimostrarlo portando avanti proposte nuove senza timore. E quindi partiamo dalla CERTEZZA che i costi della politica DEVONO essere ridotti, ma attenzione a non farsi prendere dall'euforia riducendo troppo la rappresentanza democratica dei cittadini elettori.E sui costi della politica possiamo sbizzarrirci con ognuno la popria ricetta: 1° l'indennità va parametrata in base ai redditi da pensione più bassi creando così un vincolo anche morale sugli emolumenti percepiti; 2° DEVONO fare cumulo con tutti i redditi; 3° non ci può essere un aumento esponenziale in base alle commissioni di cui uno fa parte; 4° il vitalizio deve seguire la STESSE REGOLE di maturazione ed erogazione applicate ai cittadini elettori e per quanto riguarda i vecchi privilegi DEVE essere fatto un ricalcolo retroattivo (con i 40000 € mensili di DINI & Co quante pensioni al minimo riusciresti a riadeguare mensilmente? 60/70); 5° deve essere introdotto un vincolo di età massima e numeri di mandati (2-3 max); 6° ... 7° ... 8° ... ETICA E PENSIERI RIVOLTI ALLE GENERAZIONI CHE AMMINISTRERANNO IN FUTURO

#4 Aliso C., 6/12/2011

Francamente i costi della politica sono eccessivi a tutti i livelli. Tuttavia la semplificazione che tagliando il numero degli eletti si risparmia è un'equazione che non va bene. Perchè tagliando "linearmente" il numero dei consiglieri si riducono gli spazi di rappresentatività democratica dei cittadini. Il problema vero sono i privilegi. I benefits. Gli emolumenti erogati, i vitalizi indecorosi e non dovuti a chi svolge un incarico su base volontaria. Si paghi un quid sul fondo pensione del consigliere, alla cassa a cui è iscritto, e valga come contributo da sommare ai versamenti per il normale lavoro svolto.

#5 Francesco Badii, 1/1/2012

E' vero: il titolo è un po troppo coinciso per essere chiaro. A livello regionale, provinciale e comunale ciascuna amministrazione deve saper ridurre i costi della propria attività, con una trasparenza efficace rendendo conto della operosità di ciascun membro consigliere od assessore,il loro compenso e dettagliatamente del costo delle consulenze. Inoltre chi amministra ponga maggiore attenzione al merito, cambiando quella dirigenza delle amministrazioni quando non è capace.

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