IL PARTITO
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Intervento

Idee per la Conferenza nazionale sul Partito

Contributo del Circolo Giudecca di Venezia

pubblicato il 27 ottobre 2011 , 220 letture
Si riportano qui di seguito alcune idee sui temi della conferenza Nazionale sul Partito elaborate dopo ampia discussione ed alla fine condivise ed approvate all'unanimità nella riunione del Circolo Giudecca di Venezia tenutasi il 18 ottobre 2011.

PRIMARIE
E'' indubbio che l'introduzione del metodo delle primarie è stata una grande e positiva intuizione, si deve però riconoscere che sul modo in cui sono state fino ad ora gestite merita di essere avviata una seria riflessione.
Le primarie non  sembrano però un valido sistema per decidere le cariche interne al Partito: sono gli iscritti che devono essere legittimati a scegliere chi deve assumere la responsabilità politica e gestionale del Partito stesso; non è possibile che chiunque sia chiamato a votare per i segretari di Circolo per quelli comunali, provinciali regionali e nemmeno per il segretario nazionale; tra l'altro si corre in tal caso il rischio d'inquinamento del voto da parte di altre forze politiche.
Le primarie sono invece sicuramente utili qualora si debbano scegliere le candidature a cariche politiche esterne  o eleggere candidati di una coalizione. Anche in tali casi si presenta però un problema di regole: chi far votare?
Si ritiene che nel caso si debbano eleggere candidati  a cariche politiche monocratiche, non importa se per rappresentare il partito o eventualmente una coalizione,  sia utile e preferibile chiamare al voto tutti i cittadini che si dichiarino politicamente affini ai candidati ( regola attuale).
Qualora si andasse a votare ancora con la legge elettorale vigente, nell'eventualità  di primarie di coalizione  si ritiene che il candidato del PD debba comunque essere uno  solo, scelto dal partito con primarie interne riservate agli iscritti.

CONGRESSI
Non va assolutamente ripetuta l'esperienza delle ultime elezioni congressuali.
Le fasi congressuali  è si opportuno che siano distinte, ma devono svolgersi in un periodo di tempo concentrato e secondo una logica diversa : prima i congressi di Circolo dove si vota il direttivo di Circolo ( che poi elegge il Segretario) e i delegati al Congresso provinciale, che poi elegge il proprio direttivo ( che successivamente  elegge il segretario) e i delegati al Congresso regionale e così via fino alla nomina del Segretario Nazionale.  
 
LEGGE ELETTORALE
L'attuale legge porcata deve essere assolutamente superata; tuttavia il risultato di un esito positivo del prossimo referendum, pur migliorando la situazione, darebbe vita  ad una legge comunque inadeguata a rappresentare la vera volontà del corpo elettorale.

Ne consegue la necessità di anticipare il voto referendario con una nuova legge.
A tal proposito si ritiene che una soluzione non sia il ritorno alle preferenze; da un punto di vista teorico può sembrare un'ottima cosa, ma occorre considerare che nell'Italia di oggi, caratterizzata soprattutto in alcune zone da un alto tasso di corruzione e da una vasta ed articolata presenza della mafia, il sistema delle preferenze rischierebbe di ridar vita un sistema di voto di tipo clientelare nonchè particolarmente oneroso  per i candidati, che renderebbe ulteriormente difficile il ricambio generazionale e un'adeguata rappresentanza di genere ( e la prima Repubblica rappresenta un esempio storico significativo).
 
La  proposta di legge già presentata in Parlamento dal Gruppo del PD  per una nuova legge elettorale può essere una buona base di discussione per il superamento di quella attuale.

In proposito andrebbero però introdotte alcune modifiche
Deve essere abolita anche alla Camera la quota nazionale di compensazione,come previsto per il Senato.

La percentuale riservata alla quota  proporzionale deve essere ridotta al 20% riservando l'80% agli eletti nei collegi uninominali.

Inoltre la proposta dovrebbe essere accompagnata sul piano interno delle regole del Partito dall'introduzione di alcune norme.

Il candidato del PD, o eventualmente di coalizione,nei collegi uninominali viene scelto obbligatoriamente attraverso PRIMARIE aperte a tutti.

La lista bloccata su base regionale o interprovinciale ( quota proporzionale) deve essere decisa da PRIMARIE riservate ai soli iscritti del PD nei Circoli del collegio
Deve essere applicata in modo rigoroso e senza deroghe la regola sul massimo dei tre mandati.


COALIZIONE E PROGRAMMA  
Qualora in futuro le caratteristiche della competizione elettorale rendessero necessaria la formazione di una coalizione tra forze politiche diverse non si dovrà ripetere l'errore che a suo tempo  determinò la nascita dell'Unione e la successiva crisi di governo. Prioritaria non dovrà essere né la scelta delle alleanze né quella del leader attraverso le primarie.

Prima di tutto il PD dovrà elaborare un suo programma da sottoporre alle altre forze politiche e alla Società nelle sue varie articolazioni;  discutere poi con le altre forze che ne condividono i principi e l'impostazione di massima per giungere ad un progetto condiviso ed unitario. Su queste basi procedere poi alla scelta del candidato Presidente, eventualmente con le Primarie da effettuarsi comunque tra candidati che dichiarino esplicitamente di condividere il programma e s'impegnino a portarlo avanti una volta eletti e comunque a sostenerlo successivamente (in questo caso il PD dovrà avere un unico candidato).

Nella formulazione del programma elettorale si dovrà evitare di riscrivere la summa di tutti i problemi del paese e usare un linguaggio da addetti ai lavori, che risulterebbe astruso ed incomprensibile per l'elettore comune.

Pochi punti essenziali, al massimo una decina e riassunti in modo conciso e chiaro, per la campagna  elettorale.

Tra questi a titolo esemplificativo :
Aumentare gradualmente le pensioni minime, reperendo le risorse attraverso una modifica redistributiva della tassazione dei redditi.

Far pagare i ricchi con l'istituzione di un'imposta  permanente sui grandi patrimoni  per valori  oltre 1,5 milioni di euro,  basata sui criteri costituzionali  progressivi,  destinando le risorse a favore dei meno abbienti.

Introdurre norme ( ad esempio con misure fiscali di vantaggio) che promuovano e favoriscano  il lavoro dei giovani e delle donne.

Eliminare l'art. 8 della manovra di ferragosto, che ammette deroghe allo Statuto dei lavoratori.

Favorire il lavoro a tempo indeterminato eliminando le attuali agevolazioni di costo per le aziende che assumono precari.

Priorità negli stanziamenti per la scuola e la ricerca.

Ridurre i costi della politica: diminuire drasticamente il numero degli eletti nel Parlamento e nei Consigli regionali,  allineare i relativi  compensi a quelli medi europei ed eliminare gran parte degli attuali privilegi.

Cancellazione delle norme di diritto penale approvate "ad personam" nelle ultime legislature ( in particolare sulla riduzione dei periodi di prescrizione) e revisione della normativa sugli sconti di pena in modo da assicurare la "certezza della pena".
Reintroduzione del reato di falso in bilancio,  con appesantimento della pena in base al valore economico e per le aziende quotate in borsa.

Circolo Giudecca di Venezia
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